Siria-Hezbollah: il radicale cambio operativo dell’Esercito Arabo Siriano

Samir Hasan, Madaniya 9 dicembre 2016
Samir Hasan, ex-capo dell’ala militare del Movimento di Unificazione, esperto militare di gruppi islamici.syria-people-and-armyUn cambiamento radicale dell’operatività
La guerra in Siria ha cambiato radicalmente le operazioni dell’Esercito arabo siriano fondendo le operazioni con Hezbollah, una milizia, portando alla decentralizzazione della catena di comando e a un’ampia autonomia delle unità operative. A causa dell’accerchiamento, talvolta prolungato, ed escluse dal centro di comando, diverse unità siriane si autogestivano senza riferire ai comandi e alcuni capi operativi in ambiente ostile erano più efficienti dei superiori. L’evoluzione qualitativa delle forze governative siriane non è il risultato di esperienze precedenti, ma la combinazione di metodi convenzionali con la guerriglia di Hezbollah. Lo sviluppo delle manovre per evitare ambienti ostili, così come la velocità di esecuzione lontano dai processi burocratici, hanno favorito l’azione delle unità sul campo, inducendo una nuova dinamica nel comando centrale. In altre parole, la base ha spinto al cambiamento operativo nella gerarchia militare

L’esercito, pietra angolare del conflitto
I Paesi occidentali e le altri componenti dell’opposizione hanno puntato sull’implosione dalle forze governative siriane, con conseguente disintegrazione del regime. Diversi Paesi arabi e occidentali hanno agito così, alternando pressione militare e offerte allettanti per incoraggiare le defezioni nell’esercito. Nonostante la defezione di singoli nell’esercito, spesso al comando, le manovre arabe e occidentali fallirono. “L’esercito libero siriano” è al massimo un’accozzaglia. Senza il molteplice supporto estero e il contributo in uomini e materiale, l’ELS non potrebbe mai condurre una sola battaglia. L’obiettivo dei Paesi occidentali e dei loro alleati arabi era scindere dal corpo le formazioni da combattimento migliori, 10000 combattenti, indebolendo l’esercito governativo, preludio alla disintegrazione della regime privandolo di un importante elemento della protezione. Le singole defezioni non influenzarono i vari corpi o la coerenza dell’esercito, non più della fedeltà al regime.

Simbiosi esercito-potere, base del regime
La questione che si pone è perché l’esercito non si è disintegrato nonostante le offerte interessanti. Come spiegarne la fedeltà al potere mentre combatte la seconda guerra interna dal 1982? (l’autore si riferisce alla rivolta di Hama nel 1982 e alla sconfitta dei Fratelli musulmani). Il colpo di Stato militare era la via naturale al potere in Siria nei trent’anni successivi all’indipendenza, nonostante la presenza di civili a capo dello Stato come il presidente Shuqri Quatly o il baathista Nuradin al-Atasi. La stabilizzazione avvenne nel 1970 con l’ascesa al potere del Presidente Hafiz al-Assad che riorganizzò completamente i militari per farne i guardiani dello Stato. Non sorprende che l’Esercito arabo siriano abbia resistito a cinque anni di guerra. Chiunque sia un poco versato sulla complessità della struttura delle forze governative siriane è consapevole che l’esercito è una struttura chiusa e strettamente legata al potere. Ciò spiega la solidità del regime verso l’aggressione. L’esperta istituzione militare sigilla la sicurezza del regime, non solo in questa guerra, ma da mezzo secolo, dall’inizio della Presidenza Assad. La simbiosi potere-militari è una singolarità del sistema politico siriano la cui tempistica non ha eguali negli altri Paesi arabi. La struttura dell’Esercito arabo siriano è una copia del sistema di Paesi socialisti come la Corea democratica, per composizione delle unità da combattimento, mobilitazione psicologica, fedeltà assoluta al comandante che lo simboleggia. L’esercito è costruito secondo una rete di suddivisioni dai compiti ben definiti e legati orizzontalmente e verticalmente al comando centrale, comprese le forze speciali.08-696x470Esercito siriano: 36mo nel mondo e quarto esercito arabo
L’Esercito arabo siriano è il 36mo nel mondo e il 4° degli eserciti arabi dopo Egitto, Algeria e Arabia Saudita, qui grazie all’arsenale non alle capacità sul campo. I grandi centri di comando sono dispiegati nella capitale Damasco, a Sayadat Zaynab e Zabadani, e ad Aleppo. L’Esercito arabo siriano comprende le forze di terra, uno dei quattro rami delle Forze Armate siriane, con 200000 soldati cui vanno aggiunti 280000 riservisti.
La divisione missilistica comprende:
Missili anticarro: AT-3 Sagger, AT-4 Spigot, AT-5 Spandrel, AT-7 Saxhorn, AT-10 Stabber, AT-14 Kornet, Milan.
Missili antiaerei: SA-7 Grail, SA-9 Gaskin, SA-13 Gopher, SA-17 Grizzly, SA-22 Greyhound
Missili superficie-superficie: 30 Scud B/C, 18 SS-21 Scarab, 18 FROG-7, M-600.
Missili da difesa costiera: 1 batteria di Bastion con missili supersonici antinave Jakhont.
Il 30 maggio 2013 l’Esercito arabo siriano riceveva i primi missili antiaerei S-300 russi. La componente aerea siriana comprende aerei da combattimento (MiG-29, MiG-25); d’attacco (Su-24, Su-22) ed elicotteri d’attacco (Mil Mi-24 e Gazelle), e quella navale le fregate Petya II, i pattugliatori lanciamissili classe Osa II, versione migliorata, e classe Komar, armati con i missili SS-N-2 Styx, e gli elicotteri antisom (Kamov Ka-25 Hormone, Kamov Ka-28 Helix-A, Mi-14PL).98439La guardia presidenziale: 4.to Corpo d’Armata, pretoriani del regime
La guardia presidenziale, direttamente dipendente dal Capo dello Stato, si basa sul 4.to Corpo d’Armata di 15000 effettivi, la guardia pretoriana del regime. Sostenuta da unità di artiglieria e corazzate, il 4° Corpo d’Armata è la più potente delle formazioni operative siriane per preparazione, attraverso l’addestramento a tutto campo (terra, anfibio, missilistico), che per efficienza sul campo. Il 4° Corpo d’Armata, così come le divisioni corazzate, è direttamente sottoposto al Capo di Stato, Comandante in Capo dell’esercito. Quindi la presidenza è presente nell’esercito e l’esercito è presente nella presidenza, senza assumere direttamente la direzione del Paese. Questa sovrapposizione è assicurata dalla formazione ideologica dei soldati e dall’adesione all’ideologia del partito Baath. Il soldato siriano è ideologicamente ostile a Israele, nazionalista arabo fedele al regime. L’esercito pubblica quotidianamente un bollettino politico che condensa i principali fatti di attualità e loro interpretazione. Il bollettino viene distribuito a tutte le unità nelle varie province del Paese.

La guerra di logoramento e strategia della resistenza
Nella nuova guerra in Siria, l’esercito ha adottato una posizione difensiva concentrandosi sulla tutela dei siti vitali, contenendo l’assalto dei gruppi armati carichi di denaro, armi e munizioni. Il regime ha optato per una guerra di logoramento e una strategia di resistenza, puntando a lungo termine a spingere l’opposizione alla disperazione e a togliergli ogni speranza di vittoria. L’esercito, come nella maggior parte dei Paesi arabi, è sempre stato un importante fattore di coesione nazionale, eliminando divisioni etniche o religiose, simboleggiando per molti aspetti la spina dorsale dei regimi nazionalisti arabi che lo utilizzano per raggiungere l’unione della popolazione attorno ai valori da essi difesi. L’Esercito arabo siriano era il motore delle guerre arabe contro gli israeliani, spesso intervenendo nei molti conflitti tra Israele e i Paesi arabi. Oggi la Siria subisce una guerra inter-religiosa tra lo Stato nazionale siriano e gruppetti di jihadisti sunniti. Il conflitto ha aumentato il peso dell’esercito nello Stato, con conseguente tutela militare di diversi enti della pubblica amministrazione (funzionari amministrativi, insegnanti, medici) ottenendo la maggior parte delle risorse dell’economia siriana. La Siria spese il 6,2% del PIL per la difesa nel 2004. Nel 2011, le spese militari erano di 2,5 miliardi di dollari. Dall’inizio della guerra in Siria, i dati sul bilancio della difesa non sono noti. Tuttavia, si può stimare che il bilancio sia aumentato per incrementare le capacità dell’esercito che subiva numerosi attacchi dai gruppi armati sunniti.e1f16af8-ffea-447b-890e-2bd5504375f4_16x9_788x442Hezbollah
Sui vari teatri operativi Hezbollah ha affinato la propria strategia optando per un “complesso metodo” nei combattimenti, combinazione di operazioni di guerriglia e di guerra, tra metodi d’attacco dell’esercito regolare con quelli della guerriglia. In Libano, nel terreno favorevole nel sud a maggioranza sciita del Libano, attuava la guerra difensiva di guerriglia contro Israele. In Siria, contro i jihadisti su terreno ostile, attua la guerra frontale in spazi aperto. Il corso della guerra in Siria ha portato Hezbollah a condurre operazioni congiunte con le forze governative siriane in battaglie con carri armati e veicoli blindati, mentre il proprio punto di forza era la fanteria, in combinazione con le unità aeree e missilistiche siriane. Ebbe il lusso, unico negli annali militari, di spezzare il saliente di Yabrud a Damasco, il 15 marzo 2014, il giorno del referendum della Crimea per l’adesione alla Russia, nel terzo anniversario della sommossa in Siria. La formazione sciita ha optato per operazioni con piccole unità mobili, la cui importanza aumenta con lo svilupparsi della battaglia, impegnando grandi formazioni con adeguate attrezzature belliche. Se nel Ghuta, periferia di Damasco, circondata dai terroristi di Ahrar al-Sham, e a Qusayr, Hezbollah incontrò serie difficoltà, con perdite pesanti, vinse sul campo comunque. Sperimentate nella guerriglia, le truppe d’élite riuscivano non solo a sovvertire il corso della guerra in Siria, ma a cambiare radicalmente le regole d’ingaggio nel confronto israelo-libanese.

Epilogo
La guerra asimmetrica ha svolto un ruolo nel destabilizzare il regime. Impegnato nella guerra convenzionale secondo schemi tradizionali, l’Esercito arabo siriano ha avuto difficoltà all’inizio delle ostilità. Hezobllah, impegnandosi a fianco dell’Esercito arabo siriano, ha cambiato il corso della guerra collegando formazioni regolari e irregolari. Hezbollah ha utilizzato il sistema delle ondate successive, avanzando sotto la protezione di un tiro pesante, indebolendo l’avversario. Attuando brillantemente le tattiche antiguerriglia, la sua efficienza ha inflitto gravi perdite al nemico. La comune esperienza di Hezbollah ed Esercito arabo siriano riattivava, attraverso la modernizzazione del concetto di “operatività complessa”, la sintesi tra guerra convenzionale e guerra di guerriglia. Questa innovazione ha aperto ampie possibilità di azione alle forze combinate Hezbollah-Siria. Hezbollah, Esercito Arabo Siriano e forze alleate hanno raccolto un’esperienza unica nelle operazioni combinate, potendo affrontare ogni forma di aggressione. In questo senso, la guerra in Siria ha cambiato radicalmente l’operatività dell’Esercito arabo siriano, con la fusione operativa con Hezbollah e conseguente decentramento della catena di comando, combinati a un’ampia autonomia delle unità.czljoghxaaa0qu8

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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