Gli USA riforniscono lo Stato islamico?

Ulson Gunnar New Eastern Outlook 10/12/201611041810C’è un modo per Stati Uniti o altri noti sponsor dello Stato islamico di lanciargli rifornimenti senza scatenare sospetti? Come la moderna tecnologia e le evolute tecniche di lancio potrebbero renderlo possibile? Quando si pongono tali domande, va prima compreso nel contesto che:
A) secondo Wikileaks, le e-mail dell’ex-segretaria di Stato degli USA Hillary Clinton riconosceva che i governi dei due più stretti alleati in Medio Oriente, Arabia Saudita e Qatar, sostengono materialmente lo Stato islamico (IS);
B) secondo l’Agenzia dell’Intelligence della Difesa (DIA) statunitense (PDF), Stati Uniti ed alleati cercavano di utilizzare un “principato salafita” nella Siria orientale come risorsa strategica contro il governo siriano, proprio dove lo Stato (Principato) islamico (salafita) infine è apparso;
C) l’efficienza dello Stato islamico era così grande e prolungata da essere solo il risultato di una immensa e continua sponsorizzazione di Stati, come il costante torrente di rifornimenti via terra e/o aerea.
In tale contesto, possiamo già parzialmente rispondere con dichiarazioni confermate da un altro dei più stretti alleati degli USA nella regione e vecchio membro della NATO, la Turchia. Un articolo del maggio 2016 del Washington Times titolava, “La Turchia offre operazioni congiunte con le forze USA in Siria per isolare i curdi“, citando nientemeno il ministro degli Esteri turco ammettere: “Le operazioni congiunte tra Washington e Ankara a Manbji, noto centro di passaggio di combattenti, armi ed equipaggiamenti dello Stato islamico dalla Turchia a Raqqa, avrebbero aperto effettivamente “un secondo fronte” nella lotta contro lo Stato islamico, noto anche come SIIL, in Siria, ha detto (il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu)”. Semplicemente guardando le mappe del conflitto siriano negli ultimi 5 anni, le vie di rifornimento dello Stato islamico attraversano la Turchia, alimentandone la guerra regionale in modo significativo fin quando i combattenti curdi lo ridussero ad epicentro della discutibile incursione militare turca nel nord della Siria. Con le vie di terra ostacolate, c’è un altro modo per Stati Uniti o almeno gli Stati-sponsor alleati Arabia Saudita e Qatar, di fornire cibo, munizioni, armi e veicoli allo Stato islamico che ancora occupa la città di Raqqa in Siria? La risposta è si.

Le moderne operazioni di aviolancio degli USA
Un sistema sviluppato anni fa dall’esercito degli Stati Uniti chiamato Joint Precision Airdrop System (JPADS) permette agli aerei cargo di lanciare rifornimenti da 8000 metri di quota e alla distanza dalla zona di lancio di 25-30 chilometri. Un Global Positioning System (GPS) e un’unità automatizzata guidano la traiettoria del lancio entro 100 metri dalla zona di atterraggio decisa. Il sistema permette inoltre di sganciare un carico alla volta e direttamente sulle diverse zone di lancio. L’esercito statunitense ha già ricevuto questo sistema, che usa da anni. Almeno uno Stato del Golfo Persico l’ha ricevuto, gli Emirati Arabi Uniti. Il quotidiano Industria della Difesa riferiva che nel 2013 gli EAU ordinarono il sistema per i propri velivoli C-130H e C-17, notando che il sistema è utilizzato da diversi altri alleati della NATO. Gli Stati Uniti hanno certamente usato questo sistema per lanciare rifornimenti ai combattenti curdi e ai terroristi antigovernativi in Siria, e almeno in un caso i pallet finirono “accidentalmente” allo Stato islamico. Oltre a lanci effettuati da grandi aerei cargo con equipaggio, gli Stati Uniti hanno certamente utilizzato droni per lanciare rifornimenti nella regione, ammette il Guardian.11018729Gli Stati Uniti hanno già effettuato lanci per lo Stato islamico
Il Washington Post in un articolo del 2014, “Gli USA hanno accidentalmente aviolanciato armi allo Stato Islamico, secondo i militanti” afferma: “Lo Stato islamico ha diffuso un video in cui si vanta di aver recuperato armi e materiale che l’esercito statunitense aveva destinato ai combattenti curdi, bloccati nella lotta ai terroristi per il controllo della città di confine siriana di Kobane”. Il Washington Post ammetteva anche: “L’incidente evidenzia la difficoltà nei lanci accurati, anche con paracadute a guida GPS che l’Air Force utilizza comunemente. Lanci di cibo e acqua alle minoranze religiose intrappolate sulle montagna nel nord dell’Iraq, ad agosto, riuscirono circa l’80 per cento delle volte, dissero i funzionari del Pentagono al momento”. Questo (e incidenti simili) sarebbero dovuto a JPADS malfunzionanti, oppure fu un lancio intenzionale per rifornire i terroristi dello Stato islamico, che l’articolo del Washington Post tentava di spiegare come errore nel lancio a guida GPS “accidentalmente” finito in territorio nemico. Articoli di al-Jazeera sostengono che gli Stati Uniti hanno anche lanciato armi ad altri combattenti, oltre ai curdi. In un articolo intitolato, “Gli USA lanciano armi ai ribelli che combattono lo SIIL in Siria“, al-Jazeera afferma: “Gli Stati Uniti hanno detto di aver lanciato armi ai ribelli in Siria mentre il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite considera l’aviolancio di cibo e medicine ai civili”. Sosteneva inoltre che: “Le armi sono state paracadutate ai ribelli a Maraya, una cittadina nella provincia settentrionale di Aleppo, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR). Aerei della coalizione lanciavano… munizioni, armi leggere e armi anticarro ai ribelli a Maraya”, diceva Rami Abdarahman, capo del SOHR”. Il Guardian ammise che gli Stati Uniti effettuavano lanci simili in Siria.

Consapevole lancio di rifornimenti ai terroristi
Di recente vi è stata la spinta a lanciare rifornimenti ad Aleppo est nel tentativo di prolungare i combattimenti ed evitare il completo collasso dei terroristi, in particolare utilizzando il JPADS, secondo il Guardian. Un altro articolo del Guardian rivela che droni statunitensi furono usati per compiere lanci nella regione e potrebbero essere usati di nuovo per creare un “ponte aereo” per le aree occupate dai terroristi in Siria. Tuttavia, anche la maggior parte delle fonti occidentale ammette la forte presenza del ramo siriano di al-Qaida, Jabhat al-Nusra, nella città; organizzazione terroristica estera secondo il dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Se gli Stati Uniti avessero considerato seriamente il lancio di rifornimenti ad al-Qaida per prolungare i combattimenti e continuare a confondere le forze siriane, perché non avrebbero paracadutato rifornimenti allo Stato islamico medesimo? Con la possibilità di lanciare rifornimenti da 8000 metri di quota e da una distanza di 25-30 chilometri (e forse ancor più come immaginato da piani futuri), Stati Uniti e alleati potrebbero apparire rifornire ciò che definiscono “ribelli moderati” sul campo di battaglia, deviandone una parte sul territorio occupato da al-Qaida o Stato islamico. I droni potrebbero essere usati per creare “ponti aerei” più difficili da rilevare rispetto a quelli con grandi aerei cargo. Con lo Stato islamico ancora potente in Iraq e Siria, e con i combattenti curdi che chiudono le rotte di terra al confine siriano, a meno che la Turchia nella sua “zona cuscinetto” faccia passare le armi per lo Stato islamico, quali altri mezzi potrebbe utilizzare l’organizzazione terroristica per alimentare la sua guerra regionale, se non per via aerea? Per chi è seriamente impegnato a sconfiggere lo Stato islamico e altri gruppi armati che operano nel territorio siriano, rispondere a questa domanda avvicinerà pace e sicurezza.

Ulson Gunnar è analista geopolitico di New York, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.11052495Le menzogne ufficiali del Pentagono
Moon of Alabama

Gli Stati Uniti hanno ucciso 50000 dei 20-30000 terroristi dello SIIL, secondo gli ufficiali degli Stati Uniti: 50000 terroristi dello Stato islamico uccisi in guerra ad oggi, AP, 9 dicembre 2016. “Un alto ufficiale degli Stati Uniti per la prima volta dice che la coalizione guidata dagli Stati Uniti ha ucciso 50000 militanti dello Stato islamico negli ultimi due anni, in Iraq e Siria. L’ufficiale ha detto che è una stima prudente, ma è più di ciò che altri avevano già detto”.

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CIA: Lo SIIL ha da 20000 a 31500 combattenti, The Hills, 11 settembre 2014
La CIA stima che lo Stato islamico in Iraq e Siria (ISIS) sia costituito da 20000-31500 combattenti, secondo i rapporti. L’agenzia in precedenza indicò la cifra di 10000, ma la rivide verso l’alto dopo la forte avanzata a giugno, secondo il portavoce della CIA Ryan Trapani, citato dalla Associated Press”. Mentre lo SIIL spuntò apparentemente dal nulla solo per essere ucciso dai militari degli Stati Uniti, i civili ad Aleppo svaniscono nel nulla ogni volta che le forze governative siriane prendono nuove aree.
Un diplomatico delle Nazioni Unite si offre di accompagnare personalmente 900 terroristi di al-Qaida da Aleppo nella speranza di porre fine bombardamenti, Telegraph, 6 ottobre 2016
Parlando a Ginevra (l’inviato delle Nazioni Unite Staffan de Mistura) ha detto che circa 900 membri di al-Nusra erano ancora ad Aleppo e gli ha chiesto di “guardarmi negli occhi” e decidere se erano disposti a rimanere in città, anche se significava più vittime tra i 275000 civili nella zona. “Un migliaio di voi decide il destino di 275000 civili”, ha detto. “Se decidete di lasciare (Aleppo) con dignità e con le armi, per Idlib o dovunque volete andare, io personalmente sono pronto ad accompagnarvi fisicamente“.

Ribelli sfidano l’esercito siriano che si avvicina alla città vecchia di Aleppo, Reuters, 4 dicembre 2016
L’ONU stima che circa 30000 persone siano state sfollate dagli ultimi combattimenti, 18000 nelle aree governative, altre 8500 nel quartiere curdo di Shayq Maqsud e il resto nelle aree controllate dai ribelli. L’inviato delle Nazioni Unite Staffan de Mistura ha detto che più di 100000 persone potrebbero essere ancora nella zona in mano ai ribelli”. Il Consiglio di Aleppo dell’opposizione sostiene che ce ne sono 150000 nell’area dei “ribelli”. Le cifre ufficiali sui rifugiati delle Nazioni Unite dicono che 26500 sono fuggiti da Aleppo est nelle zone controllate dal governo. Altri 8-9000 sono fuggiti ieri e oggi. Le aree occupate dai taqfiri sono ridotte al 4% dell’estensione originale nella zona est di Aleppo. Se i numeri originali di Mistura sono corretti, l’area sarebbe la più densamente popolata del mondo. Ma in qualche modo quei numeri sono oramai superati. 275000 civili – 35000 rifugiati = 240000. Ma ora ce ne sono solo 100000-150000 nella zona di Aleppo est? Dove sono le 90000-140000 persone scomparse da quei numeri? Dove sono andate? Altrettanto false furono le cifre utilizzate da Nazioni Unite ed altri per Mardaya e Daraya.

Qui altre notizie e cifre ufficialmente false:
La mappa delle IDF sulle posizioni di Hezbollah si rivela fabbricata, Times of Israel, 9 dicembre 2016
Una mappa del Libano meridionale pubblicata questa settimana dai militari israeliani e che apparentemente mostrava posizioni, infrastrutture ed armamenti di Hezbollah al confine con Israele, era fabbricata, ammetteva l’esercito. La mappa, twittata dall’esercito israeliano, comprendeva più di 200 città e villaggi che secondo l’IDF l’organizzazione aveva trasformato in basi operative, con oltre 10000 potenziali bersagli per gli attacchi israeliani in caso di nuova guerra con il gruppo… Secondo Canale 2, la mappa è stata mostrata praticamente ad ogni diplomatico in visita in Israele… Il portavoce dell’IDF ha pubblicato la mappa con l’osservazione: “Questo è un crimine di guerra”.” Ma la mappa è falsa e sostenendo che le posizioni di Hezbollah fossero vicine a villaggi e città, però, fungeva da copertura propagandistica per i futuri crimini di guerra delle IDF, bombardando quelle aree fasulle. In realtà Hezbollah ha speciale attenzione nel posizionare le proprie forze missilistiche lontane da qualsiasi insediamento.proxyAlte notizie ufficiali fasulle spuntano proprio oggi:
Il governo inglese ha dato a un’agenzia giornalistica 17000 dollari al mese per produrre propaganda a favore dei terroristi in Siria e l’incredibile storia dietro il cantante antisiriano che tutti pensavano fosse morto. BBC, CNN, Guardian, Telegraph, AP e altri avevano riferito che il “regime” aveva brutalmente assassinato il “cantante delle proteste”. Perfino un cadavere fu mostrato, ma erano stati uccisi e brutalizzati dai “ribelli”. Il cantante vive in Spagna.

Queste cifre e storie sono vere notizie false strumentalizzate da governi occidentali ed organizzazioni internazionali presunte neutrali. A differenza delle notizie scomode diffuse da questo e altri siti descritti di “propaganda”, vengono spacciate come vere dai media dominati anche se sono bugie. Solo per caso vengono svelate. Dubito che la gente, col tempo, continui a credere a tali sciocchezze. La disponibilità di informazioni è aumentata e ci si può meglio informare con poco sforzo. L’uso continuo di tali dati e fatti falsi porterà all’ulteriore deterioramento della credibilità delle istituzioni informative e governative tradizionali. Quindi la gente guarderà e voterà altri, esterni. I radicali di destra ci guadagneranno di più da tale tendenza che la dispersa sinistra. Tale prevedibile conseguenza è coerente con il piano politico generale.terrorismTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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