L’Italia bombarda lo Yemen

Alessandro Lattanzio, 12 dicembre 2016img_9700-770x480Il 10 dicembre 2016, giungeva nel porto di Cagliari la nave portacontainer saudita Bahri Tabuk; doveva caricare 18 container con 3000 bombe prodotte dalla fabbrica RWM, di proprietà tedesca ma sita presso Domusnovas, in Sardegna. L’operazione di carico sulla Bahri Tabuk, avveniva sotto massima riservatezza, in presenza della Polizia. Le bombe erano destinate a ripianare gli esauriti depositi di munizioni aeree della Royal Saudi Air Force, l’aviazione dello Stato dei Saud che dalla primavera 2015 bombarda il confinante Stato dello Yemen.
Il deputato Mauro Pili, che ha indagato sul traffico di armi tra Sardegna e Arabia Saudita, afferma, “Il primo segnale che l’operazione fosse concreta è riscontrabile alle 5.48, quando l’alba è ancora alta sul porto canale di Cagliari. Nessuno deve sapere perché una nave battente bandiera dell’Arabia Saudita ha lanciato le cime sulla sponda principale del terminal sardo. Un blitz italo-saudita pianificato in ogni dettaglio. Pianificato e organizzato dallo Stato italiano con la copertura dei ministri della Difesa Pinotti e degli Esteri Gentiloni. Sono loro che hanno trattato con gli emiri e i reali dell’Arabia Saudita questo carico di morte, coprendo la Germania che produce in Italia ma condanna il regime saudita. Soldi in cambio di strumenti di morte. Quelle bombe hanno già provocato migliaia di morti, migliaia di bambini falciati da quel carico di morte. La ricca Germania sfrutta la povertà di un territorio, il Sulcis, per produrre armi micidiali e rivenderle ai ricchi dell’Arabia Saudita, che poi le scaricano sui poveri dello Yemen. Altre stragi, altre vittime innocenti. Con il via libera del governo italiano che avalla una strage in violazione a tutte le norme internazionali e alle stesse leggi italiane. Occorre un provvedimento per garantire la ricollocazione dei lavoratori impegnati in queste nefaste produzioni. Non bisogna perdere il lavoro, ma non bisogna nemmeno e soprattutto cancellare la vita di persone povere e inermi. Sarebbe facile fregarsene, in cambio di qualche voto! Ma la coscienza di ognuno deve prevalere sulla violenza di governi che producono armi e le spacciano in giro per il mondo. Poi non lamentiamoci quando l’immigrazione è un fenomeno incontrollabile”.cy1g_ifukaatrzmNel gennaio 2016, un altro carico di 1000 bombe Mk83, prodotte dalla RWM, a bordo di quattro TIR scortati da un’agenzia di sicurezza privata, raggiungeva il porto Isola Bianca di Olbia, per essere imbarcato su una nave cargo della Moby Lines, diretta a Piombino da dove il carico sarebbe stato inviato in un aeroporto e imbarcato su un aereo-cargo diretto in Arabia Saudita.cuvknv-wwaac1xkAnche il 18 novembre 2015, il deputato denunciava che nella notte del 18, dall’aeroporto di Cagliari-Elmas partiva un carico di bombe, caricato di notte, tra l’1.00 e le 5.30, su un aereo-cargo Boeing 747 dell’Arabia Saudita. In effetti, il 16 novembre Washington approvava la vendita al governo saudita 1,29 miliardi di dollari in munizioni e altro materiale militare. Pochi giorni dopo avveniva l’operazione d’imbarco di 2000 bombe Mk83 dalla Sardegna per l’Arabia Saudita. Una parte del carico decollava di notte dall’aeroporto di Cagliari-Elmas, imbarcato su aereo-cargo della compagnia azera SilkWay. L’aereo-cargo Boeing 747 della SilkWay giungeva nella base aerea saudita di Taif. Velivoli della SilkWay erano già apparsi nell’aeroporto cagliaritano due mesi prima, mentre il resto del carico salpava dai porti della Sardegna.
imageIl deputato Mauro Pili osservava “Tutto questo può avvenire impunemente solo con il via libera diretto del governo italiano che del resto, dopo la vergognosa vicenda dei Rolex regalati alla delegazione italiana in Arabia Saudita, stende un tappetto rosse a tutte le esigenze di guerra del regime saudita. Di questo fatto deve renderne conto il governo e l’Ente nazionale dell’aviazione civile che con una irresponsabilità senza precedenti ha autorizzato questo ennesimo carico e questo volo. E’ semplicemente scandaloso che dall’Italia siano partite nuove bombe destinate all’Arabia Saudita, il Paese che guida la coalizione la quale, senza alcun mandato internazionale, da 9 mesi bombarda lo Yemen causando migliaia di morti tra i civili. Secondo le organizzazioni umanitarie internazionali le tonnellate di bombe e munizionamento vengono utilizzate per sterminare ormai migliaia di bambini nello Yemen dove vengono distrutte scuole, ospedali e luoghi civili senza alcun rispetto… E’ semplicemente scandaloso che il governo Renzi in cambio di qualche Rolex avalli e copra questi crimini di guerra commessi in Yemen e, anzi, lo alimenta con trasferimenti irresponsabili di armi. Evidentemente valgono più quattro Rolex rispetto al martirio di migliaia di civili. Dall’Italia partono bombe e munizionamenti impiegati per alimentare un conflitto promosso da un Paese come l’Arabia Saudita che palesemente viola i diritti umani. I principi alla base della legge n. 185/90 che regolamenta l’esportazione italiana di armamenti vanno in tutt’altra direzione: è vietato fornire armi per conflitti non autorizzati dalla nazioni unite. Per questo motivo il governo italiano è complice di tutto quello che sta avvenendo in quell’area geografica e dei rischi che ne possono drammaticamente seguire”.cukwqyeueaajdyc

Fonti:
Facebook
Facebook
La Nuova Sardegna
Unidos
Vista

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3 Responses to L’Italia bombarda lo Yemen

  1. Pingback: L’Italia bombarda lo Yemen — Aurora | chiediloamanu

  2. roberto176 says:

    Che sia una infamia lo sappiamo ma non dobbiamo scandalizzarci….tutto fa brodo per sostenere il Pil. Gli Usa sono l’esempio più lampante. Il loro Pil è generato per il 60% dal complesso militar-industriale. I giovani non possono saperlo ma l’Italia è sempre stata in prima fla nel commercio di armi. C’era una famigerata fabbrica di bombe a mano a Brescia, la Valsella. Ha ucciso e mutilato migliaia di persone, soprattutto bambini. Eppure le maestranze alla sera andavano a casa tranquille e accarezzaano i loro bambini. Stranezze della vita.

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