Come lo Stato islamico occupò Palmyra

Valentin Vasilescu, Reseau International, 30 dicembre 2016cklpye6wgaa-ipnL’offensiva dello Stato islamico su Palmyra avviata il 9 dicembre sorprese totalmente la guarnigione dell’Esercito arabo siriano. Era il momento dell’assalto finale su Aleppo da parte dell’Esercito arabo siriano, e tutti i mezzi da ricognizione russi schierati in Siria operavano nella zona di Aleppo. Mentre i pianificatori militari degli Stati Uniti progettavano l’accerchiamento di Mosul, sembrava strano che lasciassero un corridoio libero allo Stato islamico, a nord-ovest di Mosul, per Rabiya, valico al confine tra Iraq e Siria. Il 2 dicembre, gli Stati Uniti ordinarono alle truppe irachene di ridurre le operazioni a Mosul e fermare l’offensiva l’11 dicembre. Questo permise a una colonna di blindati dello Stato islamico di lasciare la città. Nel cuore della notte, la colonna si diresse verso nord-ovest, attraversando il confine con la Siria nel territorio occupato da combattenti curdi delle SDF coordinati da istruttori delle forze speciali delle forze armate statunitensi. I terroristi dello Stato islamico raggiunsero Raqqa senza problemi, coprendo in 10 ore una distanza di oltre 460 chilometri. E il giorno dopo erano a Palmyra. La coalizione anti-SIIL degli Stati Uniti, che compiva voli da ricognizione 24 ore su 24 ore sul territorio occupato dallo Stato islamico in Iraq e Siria, aveva firmato un protocollo di cooperazione con la Russia sullo scambio di informazioni relative a riconoscimento e attuazione di attacchi su bersagli a terra. La coalizione non rilevò il movimento della colonna dei veicoli dello Stato islamico tra Raqqa, Mosul e Palmyra o “mancò” di avvertire i colleghi russi.
La pianificazione dell’offensiva su Palmyra fu altamente professionale dato che lo Stato islamico ha ufficiali di stato maggiore del livello di uno dei più potenti eserciti della NATO. Il movimento fu organizzato su diverse colonne in viaggio da Raqqa alla periferia di Palmyra. Così, circa 4000 terroristi dello Stato islamico, a bordo di Toyota armate di mitragliatrici, blindati, artiglieria e carri armati, si dispiegarono in segreto, di notte, a 200 km entrando direttamente in battaglia. Lo Stato islamico creò un equilibrio di forze chiaramente a suo favore, manovrando e attaccando di notte con un’efficienza esemplare. Ciò dimostra che i membri dello Stato Islamico non sono ribelli contro il governo di Bashar al-Assad, ma mercenari ben addestrati, armati e costantemente informati dai loro sponsor sui movimenti dell’Esercito arabo siriano. Informati sul dispiegamento delle truppe siriane un paio di giorni prima dell’offensiva, i commando dello Stato islamico travestiti da profughi civili s’infiltrarono nella periferia di Palmyra. I membri di tali gruppi si posizionarono nei pressi dei posti di blocco dell’Esercito arabo siriano attendendo l’arrivo delle colonne dello Stato islamico. Con tali commando, lo Stato islamico poté facilmente aprire le brecce attraverso cui le colonne poterono entrare a Palmyra. Anche così i soldati dell’Esercito arabo siriano avrebbero resistito a lungo se dotati di apparecchiature per la visione notturna, come i terroristi dello Stato Islamico. Avendo equipaggiamento superiore e informazioni accurate, le subunità dello Stato Islamico manovrarono con estrema precisione, riuscendo ad avvolgere e isolare le difese dell’Esercito arabo siriano. Ci si può chiedere dove lo Stato Islamico abbia acquistato migliaia di visori notturni nell’ultimo mese.
Dopo la rioccupazione di Palmyra da parte dello Stato islamico, gli istruttori russi dispiegati in Siria ne trassero le conseguenze e consegnarono ai soldati dell’Esercito arabo siriano in lotta per la liberazione della città, apparecchiature per la visione notturna Fara-1, 1PN90-3 e Aistjonok, in dotazione alle brigate di fanteria motorizzata russe. Il radar mobile Fara-1 è accoppiato a mitragliatrici da 7,62 mm, 12,7mm e 14,5mm, e rileva, di notte o in caso di nebbia, singoli elementi armati a una distanza di 2000 m e veicoli a 4000 m, guidando con precisione il tiro delle mitragliatrici. La videocamera termica 1PN90-3 è sempre fissata su mitragliatrici da 7,62mm, 12,7mm e 14,5mm e può rilevare un soldato a una distanza di 200-500 m. Il radar portatile Aistjonok viene utilizzato dalle batterie di artiglieria, e traccia la traiettoria dei proiettili, calcolandone le coordinate fino a una distanza di 20 km, anche se si tratta di artiglieria mobile. Il radar segue i propri proiettili, potendo apportare correzioni dopo lo sparo. Può essere installato su veicoli, ed è simile al radar statunitense AN/TPQ -50.

Fara.1

Fara.1

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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