L’Austria si allinea ai Quattro di Visegrad

Butros Husayn, Chika Mori e Lee Jay Walker, Modern Tokyo Times

visegradL’Austria è sempre più in linea con il Gruppo di Visegrad (V4 – Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia) nel cercare di proteggere l’Europa dalle politiche fallimentari di capi politici come la cancelliera della Germania Merkel. In altre parole, l’Austria propone controlli alle frontiere più stretti e conseguenze economiche per le nazioni che rifiutano di riprendersi i cittadini che non ottengono asilo. Allo stesso modo, la debacle del terrorista sunnita che ha massacrato innocenti a Berlino, va affrontata. Questo vale per una serie di problemi, ad esempio, deportare richiedenti respinti e criminali stranieri che abusano delle nazioni ospiti. Pertanto, l’Austria, proprio come i V4, cerca di preservare cultura e tradizioni europee proteggendo i cittadini dagli attentati, come quello di Berlino. Dopo tutto, il terrorista del massacro a Berlino avrebbe dovuto essere cacciato dall’Europa per vari fatti negativi. Invece, l’assassino di Berlino ha utilizzato tutte le debolezze dell’Unione europea (UE) e la brigata del politicamente corretto che non si preoccupa della propria comunità. Sebastian Kurz, ministro degli Esteri austriaco, ha indicato con forza che le nazioni devono essere ritenute responsabili del rifiuto di riprendersi i propri cittadini. Questo vale in particolare per le deportazioni dei richiedenti asilo respinti. Altre aree che necessitano di controllo sono il rinvio dei criminali che hanno commesso reati in Europa, individui che sostengono il terrorismo sunnita, chi ha commesso reati nelle nazioni di provenienza e i respinti per vari motivi.
L’Austria, seguendo il mantra dei V4, cerca nuovi modi per arginare la marea di abusi e proteggere le comunità d’Europa. Affinché le nazioni assumano le responsabilità dei propri cittadini, come il terrorismo a Berlino, l’Austria propone sanzioni economiche. Ad esempio, l’UE potrebbe facilmente ridurre gli aiuti allo sviluppo economico di nazioni che non si assumono le responsabilità, e in altri campi dell’UE. Kurz, in un’intervista a Der Spiegel ha detto, “i Paesi che non sono disposti a riprendersi i propri cittadini, devono aver ridotti i fondi per la cooperazione allo sviluppo“. In passato l’Austria avrebbe seguito la follia della Merkel in Germania della “politica della porta aperta”. Eppure, è apparso subito chiaro che i migranti provenienti da innumerevoli nazioni abusavano delle preoccupazioni umanitarie verso i veri rifugiati. Invece, le forze negative hanno riempito il vuoto, come la massa di aggressioni sessuali a donne di Colonia, prevalentemente da parte di nordafricani sunniti, fino ai vari attentati terroristici sunniti in diverse nazioni europee.
Modern Tokyo Times ha detto in passato, “Austria e V4 devono contattare le altre nazioni su base geopolitica, per avare un approccio di buon senso a un problema molto grave che minaccia la ricchezza culturale e dei valori europei. Pertanto, con la crisi politica interna in Turchia sul punto di ebollizione, è essenziale che le nazioni europee si preparino a proteggere i cittadini di ogni singolo Stato dell’Unione europea… L’attenzione va inoltre messa sulla collaborazione con le nazioni al di fuori dell’UE, per esempio la Serbia, al fine di puntellare il continente verso le migrazioni di massa perenni che creano il paradiso dei contrabbandieri e un terreno fertile per i taqfiriti”.
Si spera che V4 e Austria consolidino l’approccio di buon senso su immigrazione di massa e crescente minaccia del terrorismo che alterano il paesaggio europeo secondo l’islamismo sunnita. In altre parole, nazioni come Francia, Italia e Germania devono pensarsi una nuova forza europea che cerchi di preservare le ricche tradizioni del continente. Allo stesso tempo, i veri rifugiati come alawiti musulmani, cristiani del Medio Oriente, yazidi che non hanno uno Stato-nazione, cristiani del Pakistan e altri, devono essere l’obiettivo principale nel caso dei rifugiati. Allo stesso modo, le nazioni del Golfo, Cina, India, Giappone, Malaysia, Corea del Sud e altre nazioni e regioni, devono condividere l’onere piuttosto che lasciare che le nazioni più povere (Giordania e Uganda) e l’UE ne sopportino gli oneri perenni. Pertanto, il flusso infinito di migranti economici e il pericolo dei petrodollari del Golfo che finanziano moschee e strutture scolastiche taqfirite, vanno eliminati per preservare coesione e continuità europea.

 Sebastian Kurz

Sebastian Kurz

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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