La Siria sul cessate il fuoco di Russia, Iran e Turchia

Walid al-Mualam, Viceprimo Ministro e Ministro degli Esteri e degli Espatriati siriano, intervistato da Rasha Qasar, al-Iqbariya TV, 29/12/2016
Trascrizione di Muna Alno-Naqal per Mondialisation

Testo integrale del colloquio con il Signor Walid al-Mualam, Viceprimo Ministro e Ministro degli Esteri e degli Espatriati siriano, alla TV nazionale siriana.Syria's Foreign Minister Walid al-Moualem speaks during a joint news conference with his Iraqi counterpart Hoshyar Zebari in Baghdad1. Il governo siriano ha annunciato un accordo per la cessazione delle ostilità dal 29 dicembre a mezzanotte. Quanto è diverso dagli accordi precedenti?
L’accordo s’è avuto dopo la vittoria ad Aleppo. Pertanto, esprime soprattutto la fiducia del governo siriano e delle Forze Armate siriane nella vittoria sul terrorismo e, in secondo luogo, che la situazione dopo la liberazione di Aleppo non è la stessa di prima. E’ stato necessario investire su questa vittoria militare. La cessazione delle ostilità è il primo passo del suo sfruttamento dal punto di vista politico.

2. Ministro, vorremmo conoscere i dettagli, dato che gli accordi precedenti hanno subito numerose violazioni.
Quest’accordo ha una grande differenza rispetto ai precedenti accordi nei termini delle garanzie. In primo luogo, abbiamo fiducia nella sicurezza della Russia perché è la nostra partner nella lotta al terrorismo e ci ha assicurato che risponderà a qualsiasi violazione. In secondo luogo, le fazioni che non hanno firmato l’accordo sono considerate “terroriste”. In terzo luogo, ci sarà il controllo sulle violazioni. I russi non permetteranno che questo accordo sia violato alle frontiere o dalle zone invase dai gruppi armati. Naturalmente, questo accordo esclude le organizzazioni SIIL, Jabhat al-Nusra e fazioni collegate e quelle che non l’hanno firmato. Pertanto, i nostri militari continueranno la loro missione. Non fermeremo la lotta. Allo stesso tempo, si tratta della reale possibilità di una soluzione politica della crisi che fermerebbe lo spargimento di sangue in Siria e consoliderebbe il futuro del Paese.

3. Dobbiamo intendere che gli accordi precedenti mancassero di tali garanzie, e da qui la loro violazione?
Sì. Le garanzie erano orali, ma non è così questa volta, dal momento che la cessazione delle ostilità viene dichiarata dal Presidente Putin. E questo è il motivo per cui ci fidiamo.

4. Ma perché l’ha descritto fragile?
Perché lui non si fida di quelle fazioni, a meno che non dimostrino il loro impegno.

5. C’è stato un coordinamento tra Siria e Russia prima dell’annuncio dell’accordo?
Sì, ci sono stati contatti a vari livelli tra il Presidente Putin e il Presidente al-Assad, tra noi e i nostri colleghi russi, in modo che sia stato pianificato congiuntamente per essere accettabile dai siriani.

6. Ministro, la Turchia ha annunciato questo accordo, i siriani si chiedono come sia possibile che partecipi alla soluzione per fermare la guerra contro la Siria mentre è direttamente coinvolta nel finanziamento e sostegno del terrorismo e dei terroristi in Siria?
E anche di più! Io dico che la Turchia è uno Stato nemico e uno Stato che ha invaso parte del territorio siriano. Tenuto conto di tale realtà oggi, la domanda è: da dove vengono tutti questi terroristi? Non hanno attraversato il territorio turco? Non sono stati finanziati, addestrati e armati dalla Turchia? Questo è il motivo per cui abbiamo fiducia nel ruolo della sicurezza russa e iraniana, ma assolutamente no nel ruolo turco. Inoltre, alcuno dei documenti firmati nell’accordo menziona la Turchia.

7. Oggi, l’ambasciata russa a Damasco è stata presa di mira da mortai. E’ un messaggio alla Russia?
Non è la prima volta che l’ambasciata russa subisce tiri indiscriminati. Credo che vada condannato a livello internazionale, l’immunità delle ambasciate vieta tali attacchi.

8. I media hanno parlato di modifiche all’accordo da parte della Siria, ma trascurate dalla Russia. È vero?
E’ normale che qualsiasi documento dia adito a discussioni tra noi e la Russia, prima di raggiungere un accordo sul contenuto. E’ su questa base che abbiamo firmato. Niente, assolutamente niente, ci è stato imposto.

9. E’ vero che il governo siriano ha rifiutato di includere alcune fazioni che ritiene di essere organizzazioni terroristiche, mentre Mosca aveva trascurato di sollecitare le varie parti a rispettare le scadenze?
Tutto quello che so è che sette fazioni hanno firmato l’accordo, le fazioni che vogliono una soluzione politica della crisi.

10. Vuol dire che questo accordo crea un clima favorevole al dialogo?
Senza illudermi, dico che lo Stato siriano offre l’opportunità di rispondere alle aspirazioni del suo popolo per una via d’uscita da questa crisi. È una vera opportunità. Chi vuole agire nell’interesse del popolo siriano dovrebbe cogliere l’opportunità di muoversi verso una soluzione politica in tutta onestà, cuore e mente sono rivolti esclusivamente al futuro della Siria.

11. Ma il governo siriano ha negato la sospensione dei combattimenti in alcune aree, in particolare nel rif di Damasco, secondo alcuni, ostacolando l’accordo.
Tuttavia, l’accordo è stato firmato e annunciato. Come Stato, abbiamo la responsabilità della sicurezza del nostro popolo e quando pensiamo che un pericolo minacci qualunque delle nostre regioni, dobbiamo agire. Anche se tutti celebriamo la liberazione di Aleppo, vi dico francamente che, militarmente parlando, Aleppo al momento non è sicura perché gruppi armati operano sempre vicino ai quartieri occidentali, che subiscono ancora i loro bombardamenti indiscriminati. Non possiamo tollerare una situazione del genere ad Aleppo o a Damasco. Dobbiamo affrontare entrambi i problemi.

12. Ci sono quindi regioni del Paese non interessate da questo accordo?
Sì. Ho detto che le nostre forze armate continueranno la loro missione.

13. SIIL e Jabhat al-Nusra sono stati esclusi dall’accordo, come attuarlo mentre queste organizzazioni terroristiche sono presenti in molte parti del Paese?
Le fazioni che hanno firmato l’accordo se ne devono allontanare e devono annunciarlo, altrimenti ingannerebbero.

14. In questo caso, mi permetta, Signor Ministro, di tornare sul ruolo turco. Vediamo che la Turchia fa il doppio gioco. Un giorno va d’accordo con la Russia, il giorno dopo si rivolge agli Stati Uniti. Come dobbiamo intenderlo, oggi?
Abbiamo informato gli amici russi e iraniani che non abbiamo fiducia nella Turchia, e se, come abbiamo capito, certe necessità del momento hanno portato a cambiarne posizione, non c’interessa. La nostra fiducia è alta verso Russia e Iran. Mentre la Turchia occupa parti del nostro territorio, attacca il nostro popolo in molte regioni, pur continuando ad aprire le frontiere ai terroristi, rimanendo uno Stato nemico della Siria.

15. Ma la Turchia è ora associata a questo accordo?
Non è affar nostro. Non è nostra partner. Non abbiamo dialogato con la Turchia.

16. Lei ha detto che l’accordo s’è avuto dopo le vittorie a Aleppo. Come le vittorie militari si tradurranno politicamente?
Questa è una domanda importante. In effetti, la vittoria ad Aleppo ha portato alla cessazione delle ostilità e ha aperto la strada al dialogo ad Astana. Come ho già detto, chi vuole davvero uscire dalla crisi e rispondere alle aspirazioni del popolo siriano si recherà a Astana, al fine di raggiungere una soluzione senza imporre condizioni che sa inaccettabili.

17. Alcuni credono che la visione russa della soluzione in Siria non sia gradita a Damasco e Teheran. Cosa ne pensa?
In primo luogo, non rivelo un segreto dicendo che solo un’ora prima del colloquio ricevetti una telefonata dal Dr. Jawad Zarif per assicurarmi che l’Iran è al fianco della Siria su ciò che ritiene compatibile. L’Iran quindi partecipa a questo lavoro. Poi succede che i punti di divergenza tra gli Stati sono dovuti a differenze culturali o contingenti. Ma, alla fine, ho detto che non ci sono disaccordi tra Siria, Russia e Iran. Siamo alleati. Siamo nella stessa trincea contro il terrorismo.

18. E che dire di coloro che sostengono che lo Stato siriano non è d’accordo su molti punti di vista russi sulla soluzione in Siria?
Non ho sentito alcuna dichiarazione da Lavrov e Putin che cercasse d’imporre una qualsiasi soluzione al popolo siriano. Al contrario, hanno sempre sostenuto che la soluzione gli appartiene e che esso deve decidere.

19. Tuttavia, alcuni hanno scritto che la riunione tripartita si è tenuta a Mosca per risolvere le divergenze sulla soluzione della crisi siriana?
Molti analisti e Paesi non sopportano l’idea di questo incontro a Mosca tra Russia, Iran e Turchia. Tuttavia, l’incontro ha avuto luogo con il risultato della cessazione delle ostilità e della preparazione di una prossima riunione ad Astana.

20. Ma alla fine della riunione, il ministro degli Esteri turco ha detto che tutte le “milizie” che combattono sul territorio siriano vadano escluse, compresa Hezbollah. Cosa pensa il governo siriano di tale affermazione?
Dico molto francamente al ministro degli Esteri del regime turco che dovrebbe leggere i principi del diritto internazionale. Hezbollah è presente in Siria su richiesta ufficiale del governo legittimo siriano che, secondo il diritto internazionale, è assolutamente diversa dalla presenza di milizie terroristiche giunte da più di cento Paesi attraverso il territorio turco.

21. Ha anche aggiunto che è impossibile che il Presidente Al-Assad resti al potere. Cosa ne pensa?
Pensa che tale affermazione meriti una risposta? Ancora una volta dico francamente che non gli compete. Ora questo argomento è storia.

22. Ma la Turchia è coinvolta nella soluzione?
Non è un tema in discussione. E’ di responsabilità del popolo siriano e di esso solo. Non permetteremo a nessuno d’interferire. Assad è stato eletto Presidente della Repubblica araba siriana, che piaccia o no al ministro degli Esteri turco. Questa è la nostra realtà. Noi lo rispettiamo come rispettiamo la volontà del popolo siriano.

23. Ha poi ripetuto questa affermazione, ma in nome delle fazioni armate che non accetteranno la permanenza del Presidente Assad. Tuttavia, lo Stato siriano si prepara a dialogare con tali fazioni…
Chi non è d’accordo non verrà. Ho detto che il tema del Presidente al-Assad e della Direzione siriana spetta al popolo siriano e non permetteremo che sia discussa in qualsiasi riunione.

24. E’ chiaro. Ma richiede un dialogo senza precondizioni, lo Stato siriano non ha una precondizione da imporre in questo caso?
La sovranità non è un prerequisito ed è parte della sovranità del popolo siriano. Non si presta a discussioni, accordi o compromessi. Non facciamo compromessi quando si tratta della volontà del popolo siriano. Ora ciò è inteso dal mondo. A questo proposito, un aneddoto circola: nella comunità internazionale tutti coloro che hanno chiesto l’impeachment del Presidente Al-Assad hanno perso la carica mentre Assad è rimasto. Forse sarà lo stesso per il signor Oglu.

25. Signore, molte domande hanno bisogno di risposte franche da voi. La minaccia di partizione spaventa ancora i siriani, in particolare dato che il diritto internazionale stabilisce che in caso di cessate il fuoco la linea di contatto tra Stati in guerra può trasformarsi in confini. Cosa ne pensa?
In primo luogo, non è un cessate il fuoco, ma cessazione delle ostilità. In secondo luogo, le linee di contatto sono temporanee, per monitorare la cessazione delle operazioni di combattimento. Scompaiono non appena i combattimenti finiscono.

26. Ha un periodo determinato.
Sì. Non ci sono linee di contatto a tempo indeterminato, salvo che lo Stato subisca la volontà di altri Stati che impongono la partizione. La partizione era l’obiettivo del piano ordito contro la Siria. Ma grazie alla resistenza del nostro popolo e delle nostre Forze Armate, tale piano è ormai abbandonato.

27. Parliamo degli Stati coinvolti nella guerra contro la Siria e che non fanno parte dell’accordo. Come nel caso di Arabia Saudita e Qatar. Perché la Russia ha detto che vi si uniranno presto?
Probabilmente perché Arabia Saudita e Qatar non hanno ancora capito che sono stati sconfitti sulla scena siriana. Quando misureranno la portata della loro sconfitta, prenderanno in considerazione forse l’interesse dei loro popoli e cambieranno posizione.

28. A parte la Russia, sembra che questo accordo si limiti agli Stati regionali. Che dire della Francia, punta di diamante della guerra alla Siria? Del Regno Unito? E degli altri Stati che hanno ospitato e organizzato il Congresso denominato “Amici del popolo siriano”?
Amici tra parentesi! Primo, obiettivamente l’Europa non ha mostrato peso politico proporzionale alla sua notevole dimensione economica, e si accontenta di seguire gli Stati Uniti. Poi i Paesi europei presumibilmente “Amici del popolo siriano” hanno imposto sanzioni economiche che pesano pesantemente sulla sua vita quotidiana. Infine, la liberazione di Aleppo ha rivelato che l’Europa fa parte del complotto, perché le armi sequestrate nei depositi dei quartieri orientali erano di fabbricazione europea. La Gran Bretagna, attraverso il suo ministro degli Esteri, adotta purtroppo posizioni folli sulla situazione siriana. La Francia, a mio parere, fu tra le prime a notare il proprio fallimento, lasciando un popolo insoddisfatto dalla politica Hollande che l’ha portato a ritirarsi dalla prossima campagna presidenziale. Sono uno degli ottimisti che si aspettano un cambiamento radicale nella politica francese.

29. Cosa pensa Washington di questo accordo?
Washington? L’amministrazione Obama o l’amministrazione Trump? Gli Stati Uniti certamente sono immersi nella cospirazione contro di noi e, anche se l’amministrazione Obama sta per finire, Dio ci salvi dai problemi che potremmo ancora ritrovarci entro il 20 gennaio.

30. Non accetterà di essere esclusa dalla soluzione?
Deve starne lontano. Quando il presidente Obama firmò l’invio di armi potenti alle fazioni dell’opposizione in Siria, voleva prolungare la crisi non nell’interesse del popolo statunitense, ma d’Israele. Infatti, solo Israele, con probabilmente Arabia Saudita e Qatar, non vuole che finisca la crisi in Siria.

31. Si sentono commenti e dichiarazioni sulla Siria da sauditi e qatarioti che ora ammettono che furono gli statunitensi a spingerli a farsi coinvolgere in Siria. Possiamo considerarlo un riconoscimento della loro sconfitta?
Ammettere la sconfitta è imposto dalla realtà sul campo. Furono sconfitti e devono trarne gli insegnamenti per se stessi e per coloro che li hanno usati. Oggi vi è la reale possibilità di uscire dalla crisi e come ha già detto il Presidente Assad: non parliamo di vittoria o sconfitta individuale, ma che popolo siriano e Siria devono essere vincitori.

32. Questi cambiamenti che ha sottolineato, li faranno desistere? Così, sentiamo parlare di revisioni significative sui Fratelli musulmani in Egitto…
E’ possibile e dipende dagli interessi del popolo egiziano. I Fratelli musulmani in Egitto e altrove hanno un programma distruttivo. Come nel caso egiziano. Noi, in Siria, continueremo a considerare i Fratelli musulmani un’organizzazione terroristica, come all’inizio degli anni ottanta.

33. Come sono i rapporti egiziano-siriani oggi?
Non sono passati alla normalità.

34. Vedremo un cambiamento di posizioni a livello internazionale?
E’ ancora presto per dirlo, ma scommetto ci sarà un cambiamento positivo.

35. Lo Stato siriano invierà una delegazione ad Astana?
Saremo ad Astana, dato che il nostro principio generale non è adottare la politica della sedia vuota in un qualsiasi forum di dialogo tra siriani.

36. Ci sono prerequisiti a questa partecipazione?
Saremo presenti con mente aperta in linea con i dati della situazione regionale e internazionale.

37. Avete eventuali riserve su ciò che è probabile sia offerto?
Si potrà discutere di tutto tranne che su sovranità nazionale e diritto del popolo siriano a scegliere il proprio governo.

38. Come il governo siriano intende affrontare la questione curda?
Cominciamo con le costanti. Primo: non c’è dubbio che i fratelli curdi sono parte del popolo siriano. Secondo: dicono che hanno aspirazioni nell’unità territoriale della Siria e ritengono che le loro aspirazioni siano legittime. Questo può essere vero. Se ci sono richieste legate alla vita culturale e sociale nel contesto della Repubblica araba siriana, li consideriamo favorevolmente. Ma ora, la priorità è la lotta al terrorismo.

39. Circa le voci che chiedono la creazione di un governo nel nord della Siria?
Io dico ai fratelli curdi, in passato avete puntato su estero e grandi potenze e questo è il motivo per cui la questione curda dura da più di cento anni. Scommettete sulla cittadinanza siriana e troverete la vostra casa, il caldo seno che accoglie tutti i siriani. Siamo un Paese orgoglioso della propria convivenza. Rifiutiamo il settarismo. Siamo un popolo senza distinzione di religione o etnia. Le nostre minoranze sono diverse, ma tutte siriane e orgogliose della diversità religiosa ed etnica.

40. L’inviato speciale per la Siria, Staffan de Mistura, ha accolto la cessazione delle ostilità e ha offerto i suoi servigi…
In realtà, mi aspettavo che il signor de Mistura fosse un mediatore onesto data la sua funzione di rappresentante delle Nazioni Unite. Ma prima e durante la liberazione di Aleppo non fu così. Tutte le sue conferenze stampa, così come quelle del suo assistente, facevano parte della campagna mediatica contro la Siria. Propaganda!

41. Pensa che l’accordo tripartito oggi porti a un accordo internazionale o tra grandi potenze?
E’ troppo presto per dire che questo accordo di cessate il fuoco possa portare ad un accordo internazionale.

42. Potrebbe portare ad un vertice internazionale…
Devo ancora insistere che l’obiettivo di qualsiasi incontro tra siriani è plasmare il futuro del loro Paese senza interferenze straniere, e sottolineo: senza interferenze straniere! Ora che l’accordo è stato concluso, sarebbe normale che le Nazioni Unite l’adottino e che molti Paesi della comunità internazionale l’accolgano, perché è da lì che si passa alla ricostruzione.

43. Anche se gli Stati Uniti restano assenti mentre guidano il sistema internazionale?
Sono assenti oggi. Forse saranno presenti domani. Chi lo sa? Ci sarà un cambiamento nel governo statunitense, un cambiamento…

44. Un cambiamento di politica?
Non necessariamente. In ogni caso, ciò che rimane fondamentale per noi è il dialogo tra siriani, senza interferenze straniere. Troveremo un accordo tra di noi. Chi l’adotterà in futuro, sarà il benvenuto.

45. Siamo alle soglie del nuovo anno. Quali sono le sue previsioni per il 2017?
Comincio augurandovi un felice anno nuovo. Ed essendo ottimista, direi che il prossimo anno porterà i preludi alla soluzione e alla vittoria militare su cui investiamo, noi diplomatici, portando alla soluzione della crisi in Siria.

46. Porterà solo il preludio della soluzione e non la soluzione?
Certamente il preludio…

Grazie, signore
Sono io che vi ringrazio.muallem-siTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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