Cosa ha spinto la Russia ad intervenire in Siria?

Valentin Vasilescu Reseau International 10 gennaio 2017gbrssbgDecifrare le ragioni del coinvolgimento della Russia nel conflitto in Siria continua ad avere molte incognite. La prima incognita è che, mentre gli aerei russi in Siria potrebbero trasportare da 8 a 24 missili o bombe, sono armati solo di 2 bombe o missili “intelligenti” (KAB-250S/LG, KAB-500L/Kr, KAB-1500L, KAB-1500Kr, Kh-29L/T, Kh-25T ), a guida laser, GPS e TV/IR. La precisione di queste armi è intorno ai 2-5 m. Un’altra incognita è che i cacciabombardieri russi a volte rimanevano per un’ora nell’area di decollo finché non c’erano più civili nell’area del bersaglio. Ricordiamo che i bombardieri B-52 degli Stati Uniti seppellirono nei bombardamenti a tappeto, combattenti vietnamiti e aree abitate vicine, e gli aerei degli Stati Uniti Skyrider-1, F-100, F-105, F-4, F 8, A-4, A-6, A-26 e B-57 lanciarono migliaia di contenitori di napalm sui villaggi vietnamiti. Il metodo utilizzato dai russi in Siria è quello dell’aviazione di uno Stato che opera nel contesto delle operazioni in difesa del proprio territorio. Un’altra incognita è il motivo per cui la Russia decise d’intervenire nell’ottobre 2015 dopo più di quattro anni di guerra in Siria, quando il 75% del Paese era occupato dagli islamisti. Nel febbraio 2014, un colpo di Stato avvenne in Ucraina, sostenuto dall’occidente, noto come euromaidan e seguito dall’adesione della Crimea alla Russia con un referendum nel marzo 2014, e dallo scoppio della guerra civile nell’Ucraina orientale. Stati Uniti, Unione europea e Stati fedeli imposero l’embargo economico alla Russia. Nel settembre 2014, in occasione del vertice in Galles, la NATO decise di sviluppare nuove capacità di difesa ai confini della Russia, materializzatasi nello schieramento della 3.za brigata carri armati della 4.ta Divisione dell’esercito degli Stati Uniti nei Paesi baltici e Polonia (87 carri armati M1A1 Abrams, 20 obici semoventi M109A6 Paladin e 136 veicoli da combattimento della fanteria M2 Bradley). Aggiuntasi alla 10.ma Aerobrigata (50 elicotteri UH-60 Black Hawk, 10 grandi elicotteri da trasporto CH-47 Chinook e 24 elicotteri d’attacco AH-64 Apache). Nelle guerre del Golfo, l’esercito statunitense usò un nuovo algoritmo per la ricognizione strategica e gli attacchi di penetrazione in profondità delle difese del nemico. Dopo che l’US Air Force impose la supremazia aerea, i cacciabombardieri avviarono la neutralizzazione, con grande precisione, dei carri armati iracheni posizionati sulle linee fortificate di contrattacco e le linee offensive disposte a scaglioni dalle grandi unità della riserva tattica. Allo stesso tempo, gli elicotteri d’attacco dell’esercito e dei marines riuscirono, con il sostegno delle batterie di obici semoventi da 155mm M109A6 Paladin, a neutralizzare i gruppi d’artiglieria delle unità e divisioni nemiche, così come i rifornimenti per i carri armati del primo scaglione delle difese dell’esercito iracheno. La precisa localizzazione dei bersagli iracheni fu ottenuta grazie a un complesso programma di riconoscimento militare degli Stati Uniti, basato oltre che sui satelliti di sorveglianza, su quattro livelli dell’ISR (Intelligence, Surveillance e Reconnaissance), per l’acquisizione e il trattamento dei dati, disponendo del quadro completo della situazione sul teatro:
– Il primo livello, strategico, composto da droni a lungo raggio RQ-4A/B Global Hawk e Lockheed Martin RQ-170 Sentinel, e da aerei da ricognizione con equipaggio U-2, E-8C e RC-135.
– Il secondo livello erano i droni a breve e medio raggio RQ-7 Shadow, RQ-5 Hunter, MQ-1 Predator, MQ-9 Reaper.
– Il terzo livello erano gli aerei ad elica con equipaggio Cessna Caravan 208B, C-23A Sherpa, C-12R Horned Owl e C-12 MARSS-II King Air.
– Il quarto livello era la flotta di elicotteri di 12 brigate dell’esercito degli Stati Uniti (OH-58D Kiowa Warrior e AH-64 Apache).
saxdcvffvCon l’azione combinata dei mezzi da ricognizione e attacco statunitensi, la struttura dello schieramento da combattimento iracheno fu spezzata creando brecce ampie per le unità meccanizzate e corazzate. Per penetrare in profondità tre le difese e attuare con successo la manovra avvolgente, usarono pochissimi carri armati M1A2 Abrams, veicoli da combattimento di fanteria M2 Bradley e veicoli da combattimento del corpo dei marine AAV-7A1, poiché tutti cingolati dalla bassa velocità. Preferirono usare mezzi come i blindati LAV-25 Stryker (dalla velocità massima di 100 km/h), raggruppati in brigate. Una brigata di Stryker modello comprende 135 mezzi divisi in tre battaglioni di fanteria (3 compagnie), una squadra da ricognizione (3 compagnie) con 33 Stryker e HMMWV12, un battaglione di artiglieria (3 batterie di cannoni semoventi da 155mm) e un battaglione di soldati per le operazioni speciali. Dal 2012, l’esercito russo ha trasformato 7-10 brigate motorizzate sul modello statunitense, basate sui blindati da trasporto truppe anfibi BTR-80 e BTR-82A. Nei prossimi 2-3 anni, i BTR-80/82A saranno sostituiti dal nuovo VPK-7829 Bumerang.
In Siria, i cacciabombardieri russi Su-25, Su-24, Su-34 e l’Aeronautica siriana crearono brecce nella difesa dei mercenari effettuando attacchi sui depositi di munizioni e carburante, sui veicoli da combattimento (carri armati e artiglieria semovente) e anche fortificazioni d’appoggio. Gli elicotteri d’attacco russi Mi-24V e Mi-28N distrussero i mezzi da combattimento dei mercenari, come le Toyota armate di mitragliatrici e lanciamissili anticarro (contro le linee d’attacco), e autobombe suicide. Attraverso le brecce così create, i blindati BTR-82A russi s’infiltrarono come avanguardia, per via della maggiore capacità di manovra su terreno senza ostacoli e per la potenza di fuoco dei cannoni da 30 mm montati sulle torrette. Come protezione, i BTR-82A operano con diversi carri armati russi T-90A dotati del sistema di protezione attiva Shotra per nullificare i missili anticarro statunitensi TOW-2. Non è escluso che la Russia abbia inviato in Siria nuovi tipi di carri armati (T-14 Armata, veicoli da combattimento della fanteria T-15 e Kurganets-25) in fase di test; i blindati più avanzati al momento.
In Siria, l’esercito russo ha creato un potente sistema C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer, informazioni e interoperabilità) da ricognizione e attacco. La raccolta e l’elaborazione dei dati avviene su più livelli, come nel caso delle forze armate statunitensi. Questi livelli sono, oltre alla ricognizione satellitare, gli aerei da ricognizione con equipaggio Il-20M1 e Tu-214R (le cui missioni durano più di 12 ore), droni (UAV) a medio raggio Zala, Jakovlev Pchela-1T e Orlan-10, droni a lungo raggio Dozor 600 ed elicotteri d’attacco e ricognizione Mi-35 e Ka-52. Dato che lo spazio aereo siriano è occupato a nord, centro ed est dagli aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti (che comprende aerei di Stati della NATO e del Golfo Persico), secondo le dichiarazioni del generale Philip Breedlove, ex-comandante della NATO in Europa, il contingente russo ha creato sull’ovest della Siria una no-fly zone (bolla AD/A2) che vieta qualsiasi azione della NATO. Nella zona di esclusione, la Russia ha attuato una serie di misure per garantirsi la supremazia nella guerra radio-elettronica (Electronic Warfare-EW) contro i sistemi di ricognizione a terra, aria e spazio della coalizione degli USA. La zona è diventata opaca alla ricognizione della NATO grazie al sistema russo Krasukha-4 che disturba i radar di sorveglianza dei satelliti-spia statunitensi della serie Lacrosse/Onyx, i radar a terra, i radar aeroportati di AWACS, E-8C, RC135, Sentinel R1 e quelli montati sugli UAV RQ-4 Global Hawk, MQ-1 Predator, MQ-9 Reaper. Gli aerei russi sono dotati dei sistemi di radiodisturbo SAP-518/SPS-171 e L-175B Khibinij e gli elicotteri Mi-8AMTSh dei sistemi Richag-AV. La Russia ha inviato in Siria altri sistemi per interferire e neutralizzare il radiocontrollo dei droni mentre svolgono le missioni da ricognizione nello spazio aereo della Siria occidentale, o per generare contromisure nello spettro visibile, infrarosso o laser, contro i sistemi di sorveglianza optoelettronici (IMINT) aerospaziali degli statunitensi. Per intercettare i velivoli nella no-fly zone in Siria, i russi impiegano i Su-30SM e Su-35, nonché i sistemi missilistici antiaerei a lungo raggio S-400.
Il dispiegamento dei contingenti aeroterrestri russi in Siria è quindi conseguenza della crescente aggressività della NATO ai confini della Russia. E’ servito non solo a sostenere il governo di Bashar al-Assad, ma a continuare la preparazione dei militari russi nel respingere l’invasione della Russia da parte della NATO. Anche questo ha permesso di testare, in condizioni di combattimento reali, l’operatività di alcuni elementi chiave del nuovo sistema strategico da ricognizione ed attacco delle forze armate russe. Il sistema è stato copiato da quello statunitense ed adattato alle condizioni specifiche dell’esercito russo, il cui ruolo è difendere la Russia, nel caso d’invasione della NATO.nbtkbTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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