La Russia cambia tattica in Siria

Valentin Vasilescu Reseau International 12 gennaio 2017su25sm3Il 10 gennaio 2017 la Russia schierava in Siria 12 cacciabombardieri Su-25SM3, rilevati dai satelliti-spia occidentali. Ed è probabile che almeno 48-52 Su-25SM3 siano inviati in Siria nelle prossime settimane. Si tratta del segnale che la Russia cambia tattica nella lotta ai terroristi islamici ed è prevista un’offensiva di terra su larga scala da parte dell’Esercito arabo siriano. [1] Il Su-25 è stato modernizzato in più stadi creando i Su-25SM/SM2/SM3, l’ultimo aggiornamento ha avuto luogo nel 2013. Circa 150 aerei modernizzati Su-25 (SM3/UBM2) e altri 120 Su-25 non modernizzati sono entrati nelle forze aeree russe. Il velivolo è propulso da 2 motori RD-195 dalla spinta di 4500 kg/s e una velocità massima di 975 km/h. È interessante notare che, con il tentativo d’imporre il cessate il fuoco in Siria il 27 febbraio 2016, la Russia ritirò dalla Siria i suoi 15 Su-25SM3. Gli aerei avevano più di 20 anni e completato oltre 200 ore di volo in Siria, divenendo oggetto di controllo negli impianti di riparazione in Russia. La nuova offensiva dell’Esercito arabo siriano servirà a liberare dai mercenari islamisti il Paese, a testare nuovi equipaggiamenti e ad addestrare i militari russi in condizioni di combattimento reale, per difendersi dall’invasione della NATO [2].0_b4097_de3d9324_-2-xl-e1424183930102Qual è il cambiamento tattico della Russia nella lotta al terrorismo islamico in Siria?
Finora la Russia aveva attaccato obiettivi in Siria con missili da crociera lanciati da sottomarini, navi di superficie e bombardieri a lungo raggio. D’altra parte, i bombardieri tattici russi che operano dalla base di Humaymim hanno completato le missioni previste, dopo che i velivoli da ricognizione senza pilota individuavano i bersagli ore o giorni prima. In genere, tali obiettivi avevano scarsa mobilità e si trovavano a una distanza di sicurezza da civili e truppe dell’Esercito arabo siriano. Ogni aereo russo era armato solo con 2 bombe o missili aria-terra a guida laser, GPS, TV e IR, bombardando da quote di 8000-10000 m. La tattica mutata della Russia in Siria significa che gli aerei russi compiranno quasi esclusivamente missioni di supporto vicino (CAS – Supporto aereo ravvicinato) creando brecce nella difesa dei mercenari islamisti necessari alla rapida avanzata delle truppe siriane. L’aereo Su-25SM3 è il più adatto a tali missioni. La maggior parte delle missioni di supporto ravvicinato va effettuata di notte senza le informazioni dettagliate ricevute in anticipo dai velivoli da ricognizione. Operando in pattuglie ad alta quota sulle zone del territorio occupato dagli islamisti, con la procedura della “caccia ai bersagli”. Una volta che l’obiettivo viene individuato, il pilota vi avvia la procedura d’attacco. Tuttavia, le missioni di supporto ravvicinato richiedono perfetta coordinazione spazio-temporale con i soldati sul terreno, che prevede l’utilizzo di ufficiali russi specializzati nella guida dei Su-25SM sugli obiettivi a terra presi di mira sul fronte. In primo luogo, identificano la posizione ai piloti in volo di supporto via radio e di notte con un dispositivo laser rilevabile dai sensori elettro-ottici a bordo dell’aereo russo. Poi gli ufficiali di puntamento indicano gli obiettivi segnalati da colpire con lo stesso dispositivo laser. Questo garantisce la massima precisione d’attacco su bersagli mobili come le Toyota armate di mitragliatrici, squadre di cecchini o postazioni islamiste situate nei piani inferiori degli edifici.
Il sistema optoelettronico del Su-25 SOLT (con sensori laser, TV e IR) montato nel naso è utilizzato per la navigazione FLIR e via satellite (GLONASS), e per trovare e identificare bersagli a terra di notte e ad alta quota. Per attaccare gli obiettivi, il Su-25SM3 dispone di un centro di controllo del tiro PrNK-25SM Bar che utilizza il sistema optoelettronico SOLT-25 e un telemetro per puntare via laser le armi guidate. Nella procedura di “caccia al bersaglio” si usano raramente bombe guidate o armi di piccolo calibro, e si usano soprattutto i razzi o il cannone di bordo. Il Su-25SM3 ha un cannone binato GSh-30-2 da 30 mm, con rateo di tiro di 2000 colpi/minuto che utilizza proiettili perforanti-incendiari, esplosivi-incendiari e anticarro-traccianti (APT) dal nucleo in tungsteno. Il Su-25SM3 dispone di oltre 10 punti di attacco sotto le ali, che possono trasportare armi per 4340kg. Nella procedura della “caccia agli obiettivi” il Su-25M3 è dotato di 8-10 lanciarazzi UB-32/57, ciascuno con 32 razzi S-5M/K del calibro di 57mm, o lanciarazzi B-8M1, B-13L e PU-O-25 armati con razzi da 80mm, 122 mm e 266 mm di calibro. L’attacco avviene sparando raffiche di proiettili o razzi picchiando con un angolo di 15-30 gradi da una quota di 1000-3000 m. La procedura della “caccia ai bersagli” permette di eseguire diversi attacchi contro obiettivi diversi.
Solo, benché più efficaci dei bombardamenti pre-programmati, le missioni di supporto ravvicinato sono estremamente rischiose dato che, al di sotto della quota di 5000 m, tutti gli aerei sono vulnerabili ai missili portatili (MANPADS) e al di sotto dei 3000 m sono vulnerabili a mitragliatrici pesanti e cannoni da 12,7mm, 14,5mm, 23mm e 30mm, di cui sono dotati i mercenari. L’aereo russo Su-25 è equivalente allo statunitense A-10, avendo entrambi blindatura in titanio del peso di 500 kg e uno spessore di 15-30 mm in grado di sopportare proiettili da 23mm di calibro, e una blindatura in fibra di carbonio (che trattiene le schegge risultanti dalla frammentazione per esplosione dei proiettili). Per la protezione contro i missili terra-aria, il Su-25SM3 è dotato del sistema Vitebsk-25, simile allo Spectra ESM del francese Rafale. Rileva se l’aeromobile viene inquadrato da radar nemici, ne calcola azimut e tipo, e ne gestisce l’interferenza su diverse frequenze, utilizzando il sistema integrato L-370-3S. Il sistema Vitebsk-25 protegge gli aerei Su-25SM3 dai missili a guida infrarossi o laser con il sottosistemi di inganni termici APP-50, anche contro i missili superficie-aria portatili (MANPADS) .siria-su-25-2017-1-10

[1] Come potrebbe finire il conflitto in Siria nel 2017?
[2] Cosa ha spinto la Russia ad intervenire in Siria?

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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