La Russia non farà nulla per danneggiare le relazioni con l’India

Chi trae vantaggio creando attrito tra India e Russia?
Vinay Shukla RIR 17 gennaio 2017

Molte falsità sulla cooperazione Russia-Pakistan vengono diffuse da Islamabad, con il chiaro obiettivo d’inserire un cuneo tra due vecchi amici. A volte si leggono testi scritti dalle aziende belliche occidentali.vladimir_putin_and_narendra_modi_brics_summit_2015_02Poco più di un decennio fa, un amico diplomatico con grande orgoglio sottolineò il livello di fiducia politica esistente tra India e Russia. Questa fiducia politica, disse, era la maggiore risorsa del partenariato strategico. Tuttavia, le prime esercitazioni russo-pakistane nel territorio dell’arcinemico dell’India hanno scosso questa fiducia, in particolare dopo il vile attacco all’alba alla base militare indiana di Uri, vicino alla linea di controllo nel Jammu e Kashmir. Anche se la Russia fu l’unico membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che disse espressamente che l’attacco terroristico “proveniva dal territorio del Pakistan”, molti a Nuova Delhi iniziarono a dubitare dell’affidabilità della Russia come partner strategico. Non solo questo, stampa e commenti sui social media “pretesero” che Mosca non solo frenasse ii legami con il Pakistan, ma anche lo ‘punisse’ rifiutando di vendergli armi. Tale coro divenne ancora più forte con notizie dei media pachistani su Mosca che avrebbe cercato di aderire al Corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC). I media pachistani riferirono del consenso di Islamabad all’uso del porto di Gwadar da parte della Russia che cerca da secoli un porto nelle acque calde. È interessante notare che tali storie sono per lo più diffuse da Islamabad, con il chiaro obiettivo d’inserire un cuneo tra due vecchi amici. A volte vi si può leggere una sceneggiatura dei fabbricanti d’armi occidentali, concorrenti della Russia. Fortunatamente, il governo indiano del Primo ministro Narendra Modi persegue la Realpolitik. Modi è degno di guidare una nazione che aspira al ruolo di una potenza globale. E’ più facile perdere vecchi amici che guadagnarne di nuovi. Agire su più piani in politica estera è una virtù della leadership di una grande potenza, che ha per scopo custodire gli interessi nazionali e assicurarsi la pace per lo sviluppo economico. A proposito delle prime esercitazioni militari Russia-Pakistan, nell’interazione bilaterale sulla lotta al terrorismo e la situazione in Afghanistan post-ritiro USA, New Delhi e Mosca, nelle consultazioni bilaterali, hanno più di una volta convenuto che Islamabad abbia un “ruolo”. A causa delle preoccupazioni per la sicurezza di diversi milioni di russi rimasti nelle nazioni indipendenti dell’Asia centrale dopo il crollo sovietico, Mosca cerca opzioni, e l’impegno con Islamabad è vista come una di esse. È interessante notare che nella guerra in Afghanistan, l’intelligence sovietica mantenne contatti diretti con l’ISI pakistano, anche se il suo ruolo nelle vittime sovietiche non era un segreto.

Vuoto informativo
La riunione del dicembre 2016 tra Russia, Cina e Pakistan a Mosca sull’Afghanistan e l’impegno russo previsto con i taliban, vanno visti da questa prospettiva e non come atto ostile verso l’India. L’errata interpretazione dei fatti e mancata comprensione sulle reali intenzioni di Mosca causano un vuoto informativo. La stampa indiana è fortemente dipendente da quella occidentale e dalla propaganda del Pakistan. Ciò che i media russi scrivono sulla questione è totalmente assente nel discorso indiano sulla bonomia tra Russia e Pakistan. A volte, la grave ignoranza generale si traduce in deduzioni altrettanto sbagliate. Ad esempio, recentemente un rispettato quotidiano indiano attaccando la Russia ha descritto il portale web di sinistra Pravda.ru come portavoce ufficiale del governo, senza rendersi conto che il giornale con tale potere ha cessato di esistere dalla caduta dell’Unione Sovietica, un quarto di secolo fa.

Il punto di vista di Mosca e il fattore Cina
A giudicare dai media russofoni, a Mosca viene chiesto di adottare una politica proattiva verso il Pakistan a causa di ciò che i media locali chiamano “attività infide della Cina” nel ventre della Russia, in Asia centrale. “La creazione di un’alleanza politica tra Tagikistan, Pakistan e Afghanistan sotto il patronato di Pechino ha causato grave preoccupazione a Mosca, dopo la riunione trilaterale tra il capo dell’esercito del Pakistan, Generale Raheel Sharif, il Capo di Stato Maggiore Congiunto dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLA), Generale Fang Fenghui, con l’ospite tagiko Tenente-Generale Sherali Mirzo, a Dushanbe ai primi di marzo“, riferiva nel marzo 2016 il quotidiano pro-Cremlino Izvestija, notando che dopo l’incontro, il Capo di Stato Maggiore congiunto dell’ELP, Generale Fang, si precipitò a Kabul il 5 marzo per negoziare i dettagli del trattato di sicurezza regionale tra Cina, Pakistan, Afghanistan e Tagikistan. Le Izvestija del 16 marzo 2016 riferivano dell’inviato della Russia in Afghanistan Zamir Kabulov sollevare con forza la questione, con l’omologo cinese Deng Xijun alla riunione di Mosca. Secondo Andrej Serenko, esperto del Centro di studi moderni afghani di Mosca, fu una cosa brutta per Russia che Pechino creasse un sistema di sicurezza regionale senza Mosca. Così possiamo vedere chiaramente che le azioni della Russia nella regione sono guidate da vitali interessi nazionali e non mirano a minare i legami molteplici con l’India. In questo contesto, l’ultima direttiva in politica estera del Cremlino, firmata dal Presidente Vladimir Putin il 1 dicembre 2016, acquista un significato particolare, definendo chiaramente l’India “privilegiato partner strategico speciale della Russia, i cui rapporti si basano su storica amicizia e fiducia profonda“.

Vinay Shukla è un giornalista indiano che segue la Russia da oltre quattro decenni. Le opinioni espresse sono personali.img_0888-jpg

La Russia non farà nulla per danneggiare le relazioni con l’India
Veronika Usacheva RIR 20 gennaio 2017

Vjacheslav Nikonov, Presidente del Comitato della Duma di Stato russa per l’istruzione, ha parlato a RIR a margine del Dialogo Raisina di Nuova Delhi. Il deputato sostiene i legami Russia-India ed ha respinto il discorso sul riavvicinamento tra Russia e Pakistan.vyacheslav-nikonovLa Russia conserva i rapporti con Nuova Delhi e non farà nulla per danneggiarli, afferma il politologo e deputato russo Vjacheslav Nikonov a RIR, a margine del Dialogo Raisina di Nuova Delhi del 19 gennaio, “Partecipo ai dibattiti sulla politica estera russa, pubblici e non, e ad essere onesti, nell’ultimo anno, non ricordo nessuno dire nulla sul Pakistan” diceva Nikonov, presidente della commissione per l’istruzione della Duma di Stato russa. “L’idea stessa del presunto riavvicinamento tra Russia e Pakistan non è visibile dal punto di vista russo“. Cercando di mettere da parte le speculazioni dei media indiani sul lento deterioramento delle relazioni bilaterali indo-russe, ha aggiunto, “E’ naturale che la Russia nutra le relazioni con l’India, e fa e farà di tutto per non danneggiarle“. Al Dialogo Raisina, Nikonov aveva detto che Russia e India godono di un raro rapporto dato che “mai nella storia” si sono scontrati. “Accogliamo con favore l’ascesa dell’India a superpotenza”.

Un nuovo ordine mondiale
Più di 250 partecipanti provenienti da 65 Paesi si sono riuniti a New Delhi per partecipare alla seconda edizione del Dialogo Raisina, organizzato dal Ministero degli Esteri dell’India insieme alla Fondazione Observer Research (ORF), un think tank di primo piano. Inaugurato dal Primo ministro indiano Narendra Modi, la conferenza stimola la riflessione sul futuro dell’ordine mondiale e porta al vivace dibattito sulla questione se ci sia davvero una cosiddetta “nuova normalità” nelle relazioni internazionali emerse con gli Stati Uniti che perdono il ruolo di potenza dominante e le potenze emergenti che sfidano sempre più la struttura globale post-seconda guerra mondiale. Alla sessione chiave della conferenza, dal titolo, ‘La nuova normalità: multipolarismo e multilateralismo’, i partecipanti sembravano concordare sul fatto che i principi del vecchio ordine multilaterale e le istituzioni costruitevi devono adeguarsi e adattarsi alle nuove realtà di un mondo sempre più multipolare. Nikonov affermava che il mondo era nel passaggio da ciò che era normale ieri all’ignoto, aggiungendo che è troppo presto per trarre conclusioni su come la “nuova normalità” sarà. “Donald Trump rappresenta una nuova normalità, o anormalità, o vecchia normalità? La Brexit è una nuova normalità dell’Unione Europea“, ha chiesto rivolgendosi ai partecipanti del forum. “India e Cina avanzano, e da nuove superpotenze rappresentano una nuova normalità o sono affatto normali? Per l’India e la Cina penso che sia una molto, molto vecchia normalità, sono solo ritornate”. Insieme all’ex-presidente afghano Hamid Karzai, Nikonov ha sottolineato che una “nuova normalità” dovrebbe significare cooperazione tra diverse civiltà e dialogo tra grandi potenze. L’espansione della Shanghai Cooperation Organization (SCO) potrebbe fornirne un buon esempio. Il Viceministro degli Esteri iraniano Seyed Kazem Sajjadpour aggiungeva che in questo nuovo contesto globale, le potenze regionali sono sempre più importanti. Nonostante la diversità del mondo moderno, la comunanza è più significativa. Secondo lui la vecchia diplomazia diviene sempre meno importante con la fondazione della diplomazia multilaterale bilaterale. “L’era delle grandi potenze è finita, e ora viviamo nell’era del multilateralismo“, affermava.

Decodificare la presidenza Trump
L’incertezza sulla futura politica di Donald Trump è un tema caldo in molti sessioni. I rappresentati statunitensi, come Lisa Curtis ricercatrice della Heritage Foundation, sostenevano con forza che i progressi nei rapporti indo-statunitensi nel corso della presidenza Obama saranno sostenuti dalla nuova amministrazione. Ciò che resta in dubbio è come il rapporto di Washington con Pechino evolverà. E’ molto probabile che vi saranno tensioni e questo inevitabilmente influenzerà gli altri attori regionali, soprattutto Russia e India, secondo Georgij Toloraja, direttore esecutivo del Comitato Nazionale per la Ricerca dei BRICS. “Non è ancora chiaro come si svilupperà la situazione. Sarà molto fluida e vi saranno molti fattori che potrebbero influenzarla“, ha detto a RIR a margine della conferenza. Altri partecipanti russi del forum, come Aleksandr Gabuev, direttore del Programma Asia del Centro Carnegie di Mosca e Fjodor Vojtolovskij, uno dei maggiori esperti dell’Istituto Nazionale di Ricerca di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali Primakov, accoglievano con favore l’ampiezza delle questioni discusse dalle tavole rotonde, dai cambiamenti climatici alla disuguaglianza in politica estera e alla sicurezza informatica. Con l’India dal ruolo sempre più attivo nella regione e l’integrazione dei trasporti mondiali, la Russia prende provvedimenti per sostenere lo sviluppo regionale. Nikonov aggiungeva che la Russia ha sostenuto il concetto generale dell’Iniziativa Via della Seta della Cina, che aprirà nuove rotte commerciali.8b4b06d03c022a06d43d7ebe807cf7d2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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