I neocon tentano di controllare Trump

Moon of Alabama 5 febbraio 2017

U.S. President Trump looks on following swearing-in ceremony for Defense Secretary Mattis at the Pentagon in WashingtonVi sono segnali seri secondo cui l’amministrazione Trump continua a cercare migliori relazioni con la Russia, rifiutandosi di partecipare alle frenesie in Ucraina e di essere pronta a rinunciare al catastrofico piano di cambio di regime dei neocon attuato a Kiev con l’aiuto delle organizzazioni naziste. Cerchiamo di ricapitolare. A capodanno i senatori neocon McCain e Graham erano in Ucraina ad istigare le truppe ucraine in prima linea sulla nuova lotta ai ribelli filo-russi di Donetsk e Lugansk. Qualche giorno dopo, l’ex-vicepresidente Biden si recò a Kiev. I tre sono dichiarati nemici della posizione amichevole di Trump verso la Russia. Ovviamente lo scopo per riaccendere il conflitto in Ucraina è sabotare la nuova politica estera di Trump. L’ex-presidente georgiano Saakashvilli seguì l’istigazione dell’amministrazione Bush attaccando le forze di pace russe in Ossezia del Sud. Quando la guerra finì male non ebbe alcun sperato aiuto da Washington e NATO. Poroshenko dovrebbe saperlo. Invece ha seguito istigazioni e assicurazioni dei senatori riavviando la guerra contro i separatisti. La varie agenzie stampa, anche ucraine, hanno ammesso che il governo di Kiev iniziò i combattimenti “striscianti” nella zona di nessuno che dovrebbe separare i belligeranti. Ma come al solito, i media “occidentali” ora provano a cambiare la storia e ad incolpare la Russia. Premono per una “risposta” degli Stati Uniti all'”aggressione russa”. In un primo momento sembrava che l’amministrazione Trump ne fosse colpita. La nuova ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite Nikki Haley fece un discorso che potrebbe essere stato scritto dalla predecessore “sparalamenti” Samantha Powers, condannando la Russia per tutto e promettendo che le sanzioni alla Russia sarebbero rimaste. Ma due giorni dopo visitò l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite Churkin, nella casa di New York, per fare pace. Il discorso probabilmente fu una finta o un passo falso. Il presidente ucraino Poroshenko aveva cercato per diversi giorni di fare la telefonata programmata con il presidente Trump. Ma Trump incontrò, subito, l’oppositrice di Poroshenko, Julija Timoshenko, ex-prima ministra e quantomeno figura controversa: sempre intrigante, bugiarda e pronta ad accettare e prendere enormi tangenti. Ma con un po’ di aiuto potrebbe probabilmente vincere le elezioni in Ucraina, se Poroshenko si dimettesse. Solo il 4 febbraio, Trump infine fece la telefonata con Poroshenko. La sintesi è una bomba. Parlando di “conflitto prolungato dell’Ucraina contro la Russia”, il presidente Trump aggiunse: “Lavoreremo con Ucraina, Russia e tutte le altre parti per ristabilire la pace al confine“. Il conflitto ucraino non è contro la Russia e gli scontri non sono al confine. È una guerra civile istigata dagli USA con un’operazione di cambio di regime a Kiev, dove entrambi i lati hanno supporto estero. Che Trump non la descriva così lascia ampio spazio all’interpretazione. C’è un nuovo “confine con la Russia”, lungo la linea del cessate il fuoco? Che dire del processo Minsk-2 che l’Ucraina non adotta? Che dire delle sanzioni? Ma i punti più importanti: non si menzionano armi o altri aiuti a Kiev. Non s’incolpa la Russia per il riavvio delle violenze al fronte. La mia interpretazione è: “Trump a Poroshenko (tradotto): So che l’hai fatto su ordine di McCain/Graham/Biden. Fottiti. Non avrai nulla. Sei fuori”. Poroshenko fa sparare alle sue truppe promettendo di combattere i ribelli in tutto lo spazio autonomo fino al confine con la Russia. L’intenzione reale era sabotare la politica di Trump. Poroshenko ora dovrà rivedere i piani.
Trump conferma questa lettura in un’intervista a Fox News, con una parte trasmessa in anteprima (trascrizione parziale):
Bill O’Reilly: Rispetta Putin?
Presidente Trump: Lo rispetto, ma…
O’Reilly: Davvero? Perché?
Presidente Trump: Beh, io rispetto molta gente, ma questo non significa che ho intenzione di mettermi al suo fianco. E’ il leader del suo Paese. Dico che è meglio andare d’accordo con la Russia che no. E se la Russia ci aiuta a combattere lo SIIL, una lotta importante, e il terrorismo islamico nel mondo, è ottimo. Dovrò fiancheggiarlo? Non ne ho idea.
O’Reilly: Ma è un killer però. Putin è un killer.
Presidente Trump: Ci sono un sacco di assassini. Abbiamo un sacco di assassini. Cosa pensa, che il nostro Paese sia innocente?
Ecco, Trump rifiuta la religione nazionale degli Stati Uniti, l’eccezionalismo. I repubblicani avrebbero mangiato vivo Obama se avesse mai detto una cosa del genere. “Suggerisci che la Russia, che uccide sempre civili sia moralmente uguale a noi che uccidiamo solo terroristi?” Ora i repubblicani staranno in silenzio e i democratici ululeranno. Nell’insieme, le ultime dichiarazioni dell’amministrazione Trump sono positive su una rinnovata cooperazione Russia-USA. Il caso ucraino non sarà un problema. Poroshenko ha ascoltato la voce del padrone sbagliato, e (deve) capirlo e andarsene immediatamente o sarà tolto di mezzo.

Nikki Haley

Nikki Haley

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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One Response to I neocon tentano di controllare Trump

  1. roberto176 says:

    Complimenti alla redazione per la puntuale e precisa informazione .Devo dire tuttavia che il clichè è sempre quello. I crimini Usa me li ricordo dal tempo dell’aggressione al Vietnam. Credo che non ci siano speranze di liberarsi di questi cow-boys immondi, veri rappresentanti di Satana in terra. A volte mi chiedo che posso fare io. Mi viene in mente che posso solo boicottare ogni prodotto Usa.

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