Gli USA sospendono i piani per occupare Raqqa

Peter Korzun, Strategic Culture Foundation 05/02/201727012017L’amministrazione del Presidente Donald Trump ha scartato il piano della precedente amministrazione per occupare Raqqa, la capitale de facto dello Stato islamico (SIIL). Il piano proposto prevedeva di addestrare le forze curde, fornendogli nuovi mezzi e aiutandole a prendere la città. Blindati furono forniti dagli USA solo alla coalizione araba siriana (parte delle Forze democratiche siriane – SDF), composte da miliziani delle aree arabe locali. Ai componenti curdi delle SDF è stato negato l’aiuto per non rovinare i rapporti con la Turchia. Secondo il Washington Post, i funzionari hanno detto di essere costernati che non vi fosse alcuna disposizione per le operazioni con la Russia e alcuna strategia politica chiara per affrontare la Turchia, che si sarebbe irritata per la cooperazione degli Stati Uniti con i curdi, e per la mancanza di un piano B nel caso in cui l’offensiva curda non riuscisse. Inoltre, avevano detto che il piano mancava di specifiche sul numero di truppe necessarie per l’operazione. L’operazione Rabbia sull’Eufrate fu lanciata dalle SDF sostenute dagli Stati Uniti nel novembre 2016. Ovviamente, il presidente Trump conta molto sulla cooperazione con Mosca nella lotta ai terroristi, ed affronta il problema di come mantenere la Turchia a bordo. Russia e Stati Uniti potrebbero agire da intermediari per i colloqui tra curdi e Turchia. La Turchia ha ottimi rapporti con i curdi iracheni, che potrebbero anche mediare. Se dei progressi verranno conseguiti, Washington non abbandonerà i curdi siriani per cooperare con Ankara. Dal 18 gennaio Russia e Turchia, alleata degli Stati Uniti nella NATO, partecipano a un’operazione congiunta per liberare al-Bab. Alcun successo è possibile senza sufficienti forze di terra. Le formazioni curde non bastano e non vi è una base comune, Stati Uniti e Turchia sono d’accordo sull’idea di creare zone sicure in Siria. La Russia ha accettato di discutere la questione in linea di principio. E’ importante che la squadra di Trump non sia irremovibile come la precedente amministrazione, nel voler far dimettere il Presidente siriano Assad.
Michael T. Flynn, nuovo Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Donald Trump, è sempre stato critico verso la politica di Obama in Siria definendola incoerente. Sostiene l’idea che Stati Uniti e Russia cooperino nella lotta allo SIIL. “Dobbiamo lavorare in modo costruttivo con la Russia. Che ci piaccia o no, la Russia ha deciso di esserci (in Siria) e di agire militarmente. Sono lì, e questo ha cambiato radicalmente la dinamica”, ha detto Flynn in un’intervista a Der Spiegel. Il Presidente Donald Trump ha dichiarato che il cambio di regime in Siria causerebbe solo altra instabilità nella regione. Pensa che puntellare il Presidente Assad sia il modo più efficace per arginare la diffusione del terrorismo. Secondo le dichiarazioni di Trump, sosterrebbe un’alleanza con la Russia contro lo Stato islamico. Il 28 gennaio, il presidente ordinò ai capi militari un rapporto, entro 30 giorni, per delineare la nuova strategia per sconfiggere lo SIIL. Il documento dovrebbe includere raccomandazioni sulle modifiche ad azioni militari, diplomazia, partner della coalizione, meccanismi per ridurre o eliminare il sostegno finanziario al gruppo e il modo per sostenere la strategia. Il presidente ha assegnato al segretario alla Difesa James Mattis lo sviluppo di un piano con l’aiuto dei segretari di Stato, del Tesoro e della Sicurezza Nazionale, del direttore dell’intelligence nazionale, del Presidente del Joint Chiefs of Staff, dell’assistente del presidente per la Sicurezza Nazionale e dell’assistente del presidente per la Sicurezza Interna e l’Antiterrorismo. L’ordine fu firmato alcune ore dopo aver parlato al telefono con il Presidente russo Vladimir Putin, il primo colloquio tra i leader dopo l’insediamento di Donald Trump. Putin ha sottolineato che “per oltre due secoli la Russia ha sostenuto gli Stati Uniti, è stata sua alleata nelle due guerre mondiali, e ora vede gli Stati Uniti come partner importante nella lotta al terrorismo internazionale”. Con Donald Trump in carica, un accordo sulle attività di coordinamento è possibile. Le operazioni congiunte per riprendere Raqqa sarebbero un buon inizio. Le zone di influenza e obblighi reciproci potrebbero essere definiti. La Russia è pronta a cooperare con gli Stati Uniti nell’operazione per riprendere Raqqa. Lo scorso ottobre fu riferito che Mosca prevede di discutere la questione con i funzionari degli Stati Uniti. Unendosi, le parti potrebbero gradualmente progredire nel quadro del processo di Astana e dei colloqui mediati dall’ONU da rianimare a Ginevra questo mese.
La cooperazione tra Russia e Stati Uniti è la chiave per progredire sulla crisi in Siria, e potrebbe ampliare ad altre aree il rapporto bilaterale. In realtà, un’offensiva per liberare Raqqa è impossibile senza coordinare le attività con Mosca. Russia, Stati Uniti e Turchia sono gli attori cardine nel conflitto. L’operazione per liberare Raqqa va condotta con il consenso del governo della Siria. E’ difficile immaginare Stati Uniti e Turchia discutere la questione con il governo di Bashar Assad. La Russia è perfettamente adatta a fare da mediatrice. E dopo Raqqa cosa accadrà? Chi e quale autorità governerà? Dato che gli attori coinvolti nel conflitto hanno diverse, anche opposte, visioni del futuro del Paese, dovrà esserci una presenza internazionale e un accordo sul cosa fare dopo. La cooperazione tra Russia, Stati Uniti e Turchia nella battaglia per Raqqa potrebbe iniziare un più ampio processo dalle possibilità diplomatiche. Potrebbe anche avviare le cooperazione Russia-Stati Uniti in Siria e in altri Paesi in cui lo SIIL è presente.23jan_al-raqqah_syria_war_mapLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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