Trump sconvolge il Consiglio di Sicurezza Nazionale degli USA

Linda Qiu, Politifact 1 febbraio 2017

L’addetto stampa della Casa Bianca Sean Spicer ha tentato di sminuire l’ampia ristrutturazione ad opera del Presidente Donald Trump del Consiglio di sicurezza nazionale, nella conferenza stampa del 31 gennaio.Republican Presidential Candidate Donald Trump InterviewQuando il presidente Donald Trump ha deciso di aggiungere il suo stratega Steve Bannon al Consiglio di Sicurezza Nazionale, repubblicani e democratici hanno espresso allarme. Il candidato presidenziale del GOP del 2008, senatore John McCain, l’ha definito il “cambiamento più radicale del Consiglio di Sicurezza Nazionale nella storia“, mentre la democratica della Florida Stephanie Murphy ha presentato una legge per scacciare Bannon dal Consiglio. Nel frattempo, due giorni dopo, la Casa Bianca annunciava l’organizzazione del Consiglio, e secondo Spicer l’inclusione di Bannon era solo un passo verso la trasparenza, affermando anche che la retrocessione apparente di alti ufficiali delle forze armate e dell’intelligence dal Consiglio non era un licenziamento. Con tali affermazioni concorrenti, cerchiamo di spiegare i fatti.

Cos’è il Consiglio di Sicurezza Nazionale, e cosa fa?
Fondato nel 1947, il Consiglio di Sicurezza Nazionale riunisce gli alti funzionari della politica interna ed estera, dell’esercito e della comunità di intelligence per consigliare il presidente sulla sicurezza nazionale. Per statuto, tra i membri del consiglio vi sono presidente, vicepresidente, segretario di Stato, segretario alla Difesa e, dal 2007, il segretario all’Energia. Allo stesso modo, i consulenti per statuto sono il Presidente del Joint Chiefs of Staff (al vertice delle Forze Armate della nazione) e il direttore della National Intelligence (sostituendo il direttore della CIA dopo la creazione di questa carica per supervisionare l’intera comunità d’intelligence dopo l’11 settembre, 2001). I presidenti possono aggiungere altri membri a propria discrezione, ma in genere sono altri capi di gabinetto e funzionari politici. L’organizzazione, le dimensioni e l’influenza del consiglio variano da un’amministrazione all’altra a seconda delle esigenze e delle abitudini del presidente, secondo un rapporto del servizio di ricerca e gli esperti del Congresso. “(Harry) Truman partecipava spesso alle riunioni del NSC, in particolare prima della guerra di Corea. (Dwight) Eisenhower, d’altra parte, partecipò a quasi tutte. Eisenhower gradiva la chiarezza dell’organizzazione e il procedimento formale. Altri, come (John F.) Kennedy, preferivano gruppi ad hoc e flessibilità“, secondo Joshua Rovner, professore di sicurezza nazionale alla Southern Methodist University. “Quando era nella Sicurezza Nazionale, (Henry) Kissinger ampliò notevolmente dimensioni e compiti del personale del NSC, per concentrare il processo della politica estera intorno alla Casa Bianca. Le amministrazioni successive l’ampliarono ulteriormente“, afferma Rovner. Nel complesso, l’ente fu utilizzato per le strategie politiche della sicurezza nazionale. Ad esempio, ebbe un ruolo cruciale nelle due grandi sconfitte in politica estera, la Baia dei Porci e l’affare Iran-Contra, così come nelle grandi vittorie come l’unificazione della Germania e l’uccisione di Usama bin Ladin.

Cos’è il comitato di presidio?
In seno al Consiglio di Sicurezza Nazionale vi è un sottogruppo chiamato comitato di presidio, creato sotto la presidenza di George HW Bush. Il gruppo è costituito dal Consiglio, ma senza presidente e vicepresidente. In genere, il comitato di presidio è composto da membri statutari come i segretari di Stato, Difesa ed Energia, Presidente del Joint Chiefs of Staff e Direttore della National Intelligence e membri non previsti dalla legge, come i segretari al Tesoro e alla Sicurezza Interna, il procuratore generale, il rappresentante delle Nazioni Unite, il direttore dell’Ufficio Gestione e Bilancio, il capo di gabinetto del presidente e il consigliere per la Sicurezza Nazionale (che spesso lo presiede). Altri alti funzionari come il segretario al Commercio e il rappresentante commerciale degli Stati Uniti sono invitati a partecipare alle riunioni pertinenti le loro competenze. Spesso si riunisce una o due volte alla settimana e revisiona e negozia gli enti prima che politiche e strategie stilate da sottocomitati e gruppi di lavoro vengano presentate al presidente. “Se il processo funziona come previsto, il presidente non deve trascorrere del tempo sulla raccomandazione delle coordinate politiche e può concentrarsi sui problemi di alto profilo e gli aspetti su cui i dipartimenti e le agenzie non hanno un consenso“, secondo il dipartimento della Difesa dell’Università della Difesa Nazionale.

Qual è la differenza col Consiglio di Sicurezza Nazionale di Trump?
Al tempo della presidenza di George HW Bush, il NSC si era standardizzato nel valutare e pianificare la strategia della sicurezza nazionale. “L’organizzazione strutturale di base dei gruppi di lavoro interagenzia, deputati di reparto e presidi di reparto organizzata dall’amministrazione di George HW Bush fu mantenuta dalle successive amministrazioni presidenziali“, secondo il rapporto dell’Università della Difesa Nazionale. Come riferiva PolitiFact, l’amministrazione Trump ha rimosso il Presidente del Joint Chiefs of Staff e il Direttore della National Intelligence (o il Direttore della CIA, posizione equivalente a prima del 2004) da membri regolari del comitato di presidio, e ha anche assegnato allo stratega principale di Trump, Bannon, un posto nel Consiglio e nel comitato di presidio.

Qual era il ruolo del Presidente del Joint Chiefs of Staff e del Direttore della National Intelligence?
I vertici delle forze armate e dei servizi segreti della nazione partecipavano al comitato di presidio sotto i presidenti George HW Bush, Bill Clinton e Barack Obama. Il presidente George W. Bush decise che il Presidente del Joint Chiefs of Staff e il Direttore della CIA (poi il Direttore della National Intelligence) “deve partecipare, se si discutono questioni relative a loro responsabilità e competenze” nel suo memo 2001, che secondo Trump sono solo verbosità. Gli esperti hanno detto che l’indignazione per questo cambiamento, o meglio inversione, è esagerata. Pur essendo membro regolare con Obama, il Presidente del Joint Chiefs of Staff non partecipava ad ogni comitato di presidio, e neanche con Bush, secondo Peter Feaver, professore della Duke University ed ex-consulente del Consiglio di Sicurezza Nazionale di George W. Bush. “Al contrario, se l’argomento non tocca questioni militari o di ordine politico, il Presidente del Joint Chiefs of Staff potrebbe non parteciparvi. Su questo aspetto della questione, il team di Trump ha ragione e le critiche di Obama no“. Allo stesso modo, John Bellinger, consulente legale del Consiglio di sicurezza nazionale di Bush, ha detto a NPR che non c’è alcun bisogno che il Presidente del JSC e il Direttore della National Intelligence partecipino a riunioni che riguardino, per esempio, la riduzione degli uragani. Se questa organizzazione sia motivo di preoccupazione resta da vedere, e dipende da come Trump utilizzerà il NSC, osserva Rovner della Southern Methodist University. “E’ del tutto possibile che saranno invitati di routine”, ha detto. “Nella NSC, preferenze presidenziali e relazioni personali sono molto più importanti degli organigrammi“. Il presidente del JSC Joseph Dunford Jr., non ne sembra particolarmente preoccupato, dicendo in una dichiarazione che la nota organizzativa di Trump “chiarisce” che “partecipa pienamente al processo inter-agenzie”.

Perché la nomina di Steve Bannon è così controversa?
Molti hanno criticato la nomina di Bannon come rottura con la tradizione del NSC quale organismo apolitico. Bellinger ha sottolineato che la controparte di Bannon nell’amministrazione Bush, Karl Rove, fu volutamente escluso dalle riunioni del Consiglio e delle commissioni “per indicare che il processo decisionale sulla sicurezza nazionale non si basa su preoccupazioni di politica interna“. Ma secondo Spicer, Bannon non ha lo stesso ruolo di Karl Rove e ha “una vasta esperienza militare (e) su questioni geopolitiche“. Bannon ebbe un master in studi sulla sicurezza presso la Georgetown University e prestò servizio in Marina per sette anni. Per alcuni, secondo il redattore di Foreign Policy ed amministratore delegato David Rothkopf, ciò non equivale a “una vasta esperienza“. Per Rothkof, il ruolo di Bannon alla guida di Breitbart.com è “più preoccupante”. Il sito ha sostenuto il punto di vista del cosiddetto movimento “alt-destra”. Nel suo programma radiofonico, USA Today relations, Bannon parlava dello scontro globale tra occidente e Islam e predisse una guerra con la Cina, visione in contrasto con la moderna politica estera degli Stati Uniti. Spicer aveva anche sottolineato nella conferenza del 30 gennaio, che il consigliere politico di Obama, David Axelrod, partecipava alle riunioni, aggiungendo: “Ciò dimostra che questa l’amministrazione sarà piuttosto trasparente“. Vi è, tuttavia, una differenza tra i due ruoli. Axelrod partecipava alle riunioni, ma non parlava, e non era un membro regolare. Per quanto a nostra conoscenza, Trump è il primo in decenni a dare al suo consigliere politico un posto nel NSC. Edwin Meese, consigliere del presidente Ronald Reagan, fu membro del consiglio. Mentre Bush distinse ramo politico e ramo strategico della Casa Bianca, Feaver definisce l’accesso di Axelrod e altri consiglieri di Obama un “offuscamento di quella distinzione“, mentre “il presidente Trump fa un passo avanti e prevede che il suo principale consigliere politico partecipi a tutti gli incontri dei vertici della sicurezza nazionale”. “Come minimo la nuova organizzazione sembra indicare che Bannon avrà un ruolo centrale nel processo politico“, secondo Rovner. “Che lo faccia, in pratica, resta da vedere“.

Stephen Bannon

Stephen Bannon

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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