Altre informazioni sulla seconda liberazione di Palmyra

Rappresentanti del Ministero della Difesa russo e dei servizi speciali raccontano l’operazione per la seconda liberazione della città siriana di Palmyra
South Front

L’operazione per la liberazione della città di Palmyra fu avviata a metà gennaio ed attuata in più fasi. Furono necessarie cinque settimane per aprirsi un corridoio per Palmyra. Le truppe siriane si muovevano da una località all’altra lungo l’autostrada M20. I terroristi effettuarono la cosiddetta difesa manovrata utilizzando attivamente gruppi mobili su fuoristrada dotati di mitragliatrici. Perciò fu necessario pensare non solo ad avanzare, ma anche a coprire i fianchi. Secondo il quotidiano Izvestija, citando una fonte vicina al Ministero della Difesa russo, a dicembre non c’erano forze sufficienti per la controffensiva. “La maggior parte delle unità e dei distaccamenti operativi partecipava alle battaglie per Aleppo. Quando i militanti dello Stato Islamico (SIIL) rioccuparono Palmyra avanzando ad ovest, furono fermati con grande difficoltà. La situazione fu salvata dai soldati della 104.ma Brigata della Guardia Repubblicana siriana. Fermarono i terroristi e stabilizzarono la prima linea nella zona. Solo allora, nel corso della liberazione di Aleppo, fu avviato il trasferimento di alcune unità e distaccamenti. Ora liberano Palmyra“, citava il quotidiano. Come notato dalle Izvestija, il ruolo principale dell’offensiva fu svolto dalla 18.ma Divisione corazzata e dal 5.to Corpo, recentemente formato da volontari col supporto attivo della Russia. L’Aeronautica siriana e le Forze Aerospaziali russe supportavano le truppe dal cielo. Il lavoro di squadra degli aerei d’attacco Su-25 Grach e degli elicotteri Ka-52 Alligator, che indirizzavano i velivoli d’attacco, ha dato buoni risultati. Secondo la fonte del giornale, vicino alle azioni delle Forze aerospaziali russe in Siria, gli Alligator utilizzavano attivamente i missili anticarro Vikhr, in grado di colpire bersagli ad una distanza di 10 km. I nuovi robot da combattimento russi Uran sarebbero stati visti vicino Palmyra. Insieme all’offensiva su Palmyra, le truppe siriane liberavano i giacimenti di gas e petroliferi nel deserto. Il giornale osservava che queste strutture sono molto importanti per la Siria, che soffre di carenza di carburante.
Il 23 febbraio, l’Esercito arabo siriano arrivava alla periferia occidentale della città. Dopo di che, alle unità avanzanti fu necessaria una settimana per liberare le alture dominanti e prendere la città avvolgendola, aggirandola da nord. “Nel primo assalto a Palmyra e la conseguente controffensiva dei terroristi, le parti operarono principalmente a sud“, osservava una delle fonti del giornale. “C’erano più strade e più terreni di manovra per le forze mobili. Inoltre, era più conveniente entrare in città da sud e prendere immediatamente il centro di Palmyra. Perciò, la difesa della città da nord di solito si limitava a diversi posti di blocco. Prima della liberazione di Palmyra, la ricognizione operò molto bene. Le posizioni dei terroristi e della loro difesa furono rivelati verso nord“. Il 1° marzo vi fu la svolta. Il Jabal Qayal, che domina Palmyra, fu preso e la lotta per i quartieri settentrionali e occidentali della città iniziò. La sera, i terroristi capirono l’insensatezza di un’ulteriore resistenza e si ritirarono precipitosamente verso est. Attentatori suicidi e cecchini ne coprirono la ritirata. Le rovine e i cigli della strada furono densamente minati. “Come previsto, unità e distaccamenti siriani attaccarono da nord“, dice una delle fonti del giornale. “Compirono brillantemente il compito assegnato, scacciando subito i terroristi dalle loro posizioni e prendendo le strutture designate. Ma era solo metà della battaglia. Ci si aspettava che i terroristi iniziassero immediatamente la controffensiva. È la loro solita tattica, contrattaccare immediatamente e non dare nessuna possibilità di creare le difese. Ma inaspettatamente, il gruppo attuò una serie di piccoli attacchi su Palmyra, e le unità dei terroristi semplicemente fuggirono dalla città“. Il 2 marzo, i terroristi lanciarono l’ultimo serio contrattacco per guadagnare tempo per fuggire. Tuttavia, alla fine della giornata, la maggior parte della città fu liberata. Non solo la forza aerea russa, ma anche i soldati del Comando delle Forze Speciali russi parteciparono attivamente alla battaglia per Palmyra. Il 3 marzo, l’aeroporto alla periferia orientale di Palmyra fu liberato.
Nella seconda liberazione di Palmyra fece il debutto il nuovo distaccamento d’élite siriano denominato Cacciatori del SIIL. Secondo i media, i “cacciatori” sono stati addestrati ed equipaggiati dalle Forze per le Operazioni Speciali russe. Il compito principale della nuova formazione è proteggere Palmyra e i suoi campi gasiferi. Concludendo, la liberazione di Palmyra fu un test della forza del rinnovato Esercito arabo siriano, creato con il sostegno attivo della Russia. I siriani dimostrano di poter combattere contro i più forti gruppi terroristici che, nella lotta per Palmyra, sono fuggiti per la prima volta dall’inizio della guerra.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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