Perché l’Unione Sovietica costruì la bomba atomica?

Decisa a non restare indietro nella corsa al nucleare, l’Unione Sovietica ottenne l’atomica
Aleksandr Vershinin, RBTH, 23 marzo 2017Le armi nucleari sono una seria preoccupazione per l’umanità, ma la loro creazione pose fine all’era delle guerre mondiali. La mutua distruzione assicurata costrinse le superpotenze a deporre le armi e a cercare un serio dialogo, mentre prima il conflitto avrebbe prevalso. Nei primi anni dell’era atomica, gli Stati Uniti fecero da apripista. Nell’agosto 1945 Washington dimostrò la potenza devastante delle armi nucleari quando sganciò due bombe sul Giappone, avvertendo i Paesi al di fuori del blocco occidentale. Tuttavia, la situazione cambiò il 29 agosto 1949, quando l’Unione Sovietica testò la propria arma nucleare.

Inizia la corsa
L’idea che l’energia colossale rilasciata quando l’atomo di uranio si scinde potesse essere utilizzata per scopi militari, fu discussa dai fisici alla fine degli anni ’30. I pionieri furono i tedeschi, che compirono i maggiori progressi nel sviluppare le basi teoriche del programma nucleare. Il programma atomico tedesco era già attivo nell’estate del 1939. I fisici fuggiti dalla Germania dopo l’ascesa di Hitler capirono subito a cosa avrebbe portato la positiva conclusione del progetto. I tedeschi dovevano essere anticipati, e al più presto possibile. Nell’agosto 1939, il Presidente F. D. Roosevelt ricevette una lettera dallo scienziato Albert Einstein. Il premio Nobel per la fisica attirò l’attenzione del presidente sul fatto che i nazisti conducevano le ricerche per sviluppare un’arma nucleare e propose che l’attivazione di un programma simile iniziasse negli Stati Uniti; nei successivi due anni iniziarono grandi opere negli Stati Uniti, fondi significativi furono investiti e alcune delle più grandi menti del tempo, come Niels Bohr e Edward Teller, vi furono reclutate. L’URSS seppe tutto questo. I fisici sovietici sapevano del lavoro dei loro colleghi stranieri. Neanche i servizi segreti sovietici stettero a guardare. Nel giugno 1940 seguirono da vicino le prime ricerche statunitensi sull’Uranio-235. Un anno e mezzo più tardi, quando la Grande Guerra Patriottica era già iniziata (con l’invasione tedesca dell’URSS), una notizia ancor più allarmante giunse: la Gran Bretagna poteva sviluppare un’arma nucleare già nel 1943. Questo significava che i tedeschi, le cui truppe erano sulla via di Mosca, dovevano anche essere vicini a possedere un’arma nucleare. L’Unione Sovietica era gravemente in ritardo nella corsa al nucleare.

Fisici e spie al lavoro
Le informazioni sui progressi dei Paesi occidentali nello sviluppo dell’arma nucleare si riversano al Cremlino. Josif Stalin rapidamente si rese conto che si trattava di una questione di vitale importanza per l’URSS. Il suo verdetto fu inequivocabile: “Non abbiamo la bomba: lavoriamo male“. I tedeschi furono bloccati davanti Mosca, e la svolta nella guerra presto seguì. Ma nessuno poteva garantire che la situazione non cambiasse se i tedeschi mettevano le mani sulla super-arma. Anche le realizzazioni di statunitensi ed inglesi furono viste con allarme: dopo aver acquisito la bomba atomica, potevano sconfiggere Hitler da soli e poi minacciare l’Unione Sovietica. Nel settembre 1942, la leadership dell’URSS autorizzò la fondazione di un laboratorio specializzato per lavorare al programma nucleare. Fu effettivamente l’inizio della storia del programma atomico sovietico gestito da un piccolo ma altamente qualificato gruppo di fisici guidati da Igor Vasilevic Kurchatov, oggi considerato il padre della bomba atomica sovietica. I servizi segreti collaborarono strettamente con gli scienziati. La rete spionistica sovietica negli Stati Uniti ebbe il quadro completo dell’avanzamento del programma atomico statunitense, e ne conosceva i centri di ricerca principali. Un notevole aiuto fu fornito anche dai fisici nucleari statunitensi, simpatizzanti dell’URSS. Grazie a loro, il programma della bomba statunitense fu già sulla scrivania di Kurcatov due settimane dopo averla prodotta, nel 1945.

Fine del monopolio atomico statunitense
La Germania fu schiacciata senza l’uso di armi nucleari. Le bombe atomiche che gli statunitensi sganciarono su Hiroshima e Nagasaki, nell’agosto del 1945, furono in linea di massima simboliche. Fu il modo con cui Washington proclamò al mondo intero di avere la super-bomba. Il messaggio era diretto soprattutto a Mosca. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, gli ex-alleati della coalizione anti-hitleriana si trovarono sugli opposti lati della barricata. I militari statunitensi e inglesi elaborarono i piani per una possibile guerra contro l’URSS, proponendo il bombardamento delle principali città sovietiche con armi nucleari. Questo poteva essere evitato solo eliminando il monopolio nucleare statunitense. Due settimane dopo la distruzione di Hiroshima fu istituito un comitato speciale su ordine di Stalin per coordinare il lavoro nel programma della bomba atomica. Significò l’efficace creazione di un super-ministero dalle enormi risorse e dai poteri d’emergenza, guidato da uno dei più stretti collaboratori di Stalin, Lavrentij Pavlovich Beria. Sotto la sua guida diretta, una nuova industria nacque nell’URSS nel giro di pochi anni, l’industria atomica. Impianti di arricchimento dell’uranio, reattori, centrifughe e fabbriche per le bombe furono creati in breve tempo. In Siberia e Urali nuovi complessi industriali furono costruiti tra le montagne, da cui furono estratte centinaia di tonnellate di roccia. Intorno a loro intere città sorsero, ignorate dalle mappe. Solo chi era collegato al programma atomico ne sapeva dell’esistenza.
La leadership statunitense era convinta che l’Unione Sovietica avrebbe acquisito le armi nucleari non prima del 1954. Il test nucleare nel poligono di Semipalatinsk del 1949 fu una brutta sorpresa per gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica distrusse il loro monopolio nucleare, ponendo le basi per la sicurezza internazionale su cui l’ordine mondiale poggia oggi.

Igor V. Kurchatov

Aleksandr Vershinin, dottore in scienze storiche, docente di storia presso Università Statale di Mosca, ricercatore presso il Centro Analisi e Problemi del Governo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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2 Responses to Perché l’Unione Sovietica costruì la bomba atomica?

  1. yakoviev says:

    Nel libro “Il Secolo Corto” di Filippo Gaja- ed. Maquis, c’è la storia dettagliata e documentata degli infiniti piani elaborati dagli USA, dalla fine della seconda guerra mondiale all’agosto del 1949, per sferrare il “primo colpo” decisivo all’Unione Sovietica. Alla fine, nonostante la volontà criminale dei vertici USA, nessun piano garantiva la distruzione del “nemico” con sicurezza di piena efficacia.Si trovarono di fronte molti problemi da risolvere, primi fra tutti l’enorme capacità convenzionale dell’URSS, la vastità del suo territorio e il gran numero di città popolose, in rapporto alla capacità di produrre un numero sufficiente di bombe tale da garantirne la distruzione. La corsa frenetica andò avanti fino a quando un giorno fatidico dell’agosto del ’49 un aereo meteorologico in volo sull’Alaska rilevò inequivocabili tracce di radioattività negli strati alti dell’atmosfera, e subito fu chiaro agli USA che erano i risultati di un’esplosione nucleare di prova dei sovietici. Di lì a poco la notizia divenne ufficiale: anche l’URSS aveva la bomba!

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