Possibile accordo tra Trump e Putin sulla Siria

Alexander Mercouris, The Duran 7 maggio 2017L’intensa attività diplomatica tra USA e Russia suggerisce che è stata raggiunta una comprensione tra l’amministrazione Trump e il Cremlino sulla Siria con gli Stati Uniti sostenere l’iniziativa russa sulle aree di de-conflitto e la Russia riattivare la linea di deconflitto con le forze armate statunitensi. Oltre all’accordo di Astana tra Russia, Turchia e Iran per creare “zone di de-conflitto” in Siria, è chiaro che i contatti diplomatici tra USA e Russia sulla Siria si sono intensificati notevolmente negli ultimi giorni, con Casa Bianca e Cremlino impegnati nelle prime interazioni positive dalla nomina di Donald Trump a gennaio. I colloqui ripartivano con una conversazione telefonica tra i Presidenti Putin e Trump il 2 maggio 2017. L’attenzione internazionale si concentrava sulla situazione nella penisola coreana. Ora è chiaro che il centro della conversazione tra Putin e Trump era in realtà la Siria. Ecco il riassunto del Cremlino di questa parte della conversazione, “E’ stata discussa un’ampia gamma di temi attuali sulla cooperazione dei due Paesi nell’arena internazionale, con l’accento sul futuro coordinamento delle azioni russe e statunitensi per combattere il terrorismo internazionale nel contesto della crisi siriana. Veniva deciso di rafforzare il dialogo tra i capi delle agenzie estere delle due nazioni. nel tentativo di stabilizzare il cessate il fuoco e renderlo permanente e gestibile. L’obiettivo è creare precondizioni per il lancio di un reale processo di sistemazione in Siria. A tal fine, il Ministro degli Esteri russo e il segretario di Stato degli USA informeranno prontamente i leader dei Paesi sui progressi realizzati”. Ciò chiarisce che Putin e Trump hanno discusso del modo di “ridurre” la crisi siriana combinando le forze contro i terroristi jihadisti, cioè al-Qaida e SIIL. Ora è noto che Putin discuteva della proposta d’istituire le “zone di de-conflitto” nel corso della conversazione con Trump, che si era detto d’accordo, come il presidente turco Erdogan nell’incontro con Putin il giorno successivo (3 maggio 2017). Il 4 maggio 2017 i rappresentanti di Russia, Turchia e Iran firmavano il memorandum che istituisce le “aree di de-conflitto” ad Astana (il Ministero degli Esteri russo pubblicava ufficialmente il testo lo stesso già discusso). Il giorno successivo, 5 maggio, vi fu una conversazione telefonica tra il Ministro degli Esteri russo Lavrov e il segretario di Stato degli USA Rex Tillerson, in cui il tema principale della discussione era il conflitto siriano e l’attuazione della proposta delle “zone di de-conflitto”. Il giorno dopo, 6 maggio, il Generale Valerij Gerasimov, Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate russe, e il Generale Joseph Dunford, Presidente dei Capi Riuniti di Stato Maggiore degli Stati Uniti, avevano una conversazione telefonica sull’attuazione del memorandum. La conversazione tra i vertici militari russi e statunitensi riavvia il dialogo fra militari statunitensi e russi, con Gerasimov e Dunford che s’incontravano a febbraio a Baku. Dopo la conversazione telefonica tra Gerasimov e Dunford, il 6 maggio, i russi riavviavano la linea diretta di deconflitto tra forze armate statunitensi e russe che i russi chiusero dopo l’attacco missilistico statunitense sulla base aerea di al-Shayrat della Siria del 6 aprile. Le precedenti affermazioni sui media russi sulla linea di deconflitto già attivata erano chiaramente sbagliate. La TASS forniva una sintesi del resoconto del Ministero della Difesa russo sulla conversazione, “Il Capo di Stato Maggiore della Russia Generale Valerij Gerasimov e il Presidente dei Capi di Stato Maggiore Riuniti Generale Joseph Dunford, confermavano nella conversazione telefonica la prontezza a ripristinare il memorandum d’intesa sui voli sicuri sulla Siria e ad elaborare ulteriori misure per evitare scontri, affermava il Ministro della Difesa russo. “La Siria era al centro dei colloqui alla luce degli accordi raggiunti ad Astana il 4 maggio sulla creazione di zone di de-conflitto su alcune regioni della Siria”, secondo una dichiarazione del Ministero. I generali “hanno confermato la disponibilità a riassumere in pieno gli obblighi nell’ambito del memorandum d’intesa russo-statunitense sulla sicurezza aerea e la prevenzione degli incidenti nello spazio aereo della Siria e, inoltre, a continuare a lavorare su misure supplementari in modo da evitare situazioni di conflitto nelle operazioni contro SIIL e Jabhat al-Nusra”. Inoltre, la conversazione svoltasi su richiesta statunitense evidenziava “altre questioni nell’agenda bilaterale” oltre la Siria, secondo il ministero. “Gli interlocutori accettavano di mantenere contatti regolari”, affermava il Ministro della Difesa”. Il 4 maggio, Russia, Iran e Turchia accettavano d’istituire quattro zone di de-conflitto in Siria. Con il memorandum firmato nei colloqui di Astana, le operazioni di combattimento, compresi i voli aerei, venivano vietati. Il memorandum permarrà per sei mesi con possibilità di prolungamento automatico per altri sei mesi. Il Ministro della Difesa russo affermò in precedenza che la lotta contro Stato islamico e Jabhat al-Nusra continueranno presso queste zone.
Le parole evidenziate potrebbero suggerire una ridotta ripresa della linea e una forma di cooperazione limitata tra forze armate russe e statunitensi nella lotta contro al-Qaida (Jabhat al-Nusra) e SIIL. Tutto ciò suggerisce una sorta d’intesa tra l’amministrazione di Trump e quella russa sulla Siria. L’affermazione russa che gli aeromobili statunitensi non sorvoleranno le “zone di de-conflitto” probabilmente vi rientra. È troppo presto per esserne sicuri, ma con l’aumento dell’influenza a Washington di Rex Tillerson, che nelle ultime settimane si è finalmente affermato da primo consulente politico del presidente Trump e principale sostenitore di una politica estera realista, e forse dopo il fallito attacco missilistico statunitense contro la base aerea al-Shayrat, l’accordo di collaborazione tra Cremlino e amministrazione Trump sulla Siria, con gli Stati Uniti che abbandonano il cambio di regime in Siria in cambio dell’aiuto della Russia nella lotta al terrorismo in Siria, verrebbe ripreso.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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