Nuova Via della Seta, integrazione dell’Eurasia ed emarginazione degli USA

Alessandro Lattanzio, 15/5/2017Il Presidente cinese Xi Jinping annunciava, all’inaugurazione del Forum per la cooperazione internazionale Fascia e Via di Pechino, altri 100 miliardi di yuan (14,5 miliardi di dollari) di investimenti per il Fondo Nuova Via della Seta, mentre ospitava i leader dei 110 Paesi che partecipavano al Forum sull’Iniziativa Fascia e Via di Beijing. La Cina finanzierà per 60 miliardi di yuan (8,7 miliardi di dollari) i Paesi e le organizzazioni internazionali che partecipano all’Iniziativa Fascia e Via, avviandovi vari progetti infrastrutturali. Xi ribadiva che “Dovremmo creare congiuntamente un ambiente che faciliti apertura e sviluppo, istituisca un sistema equo e trasparente di norme internazionali su scambi ed investimenti e promuova il flusso ordinato dei fattori produttivi, l’allocazione efficiente delle risorse e l’integrazione del mercato. Dovremmo costruire una piattaforma aperta alla cooperazione e sostenere e far crescere un’economia mondiale aperta”. Beijing ha impegnato nell’Iniziativa per la Nuova Via della Seta 250 miliardi di yuan in prestiti della China Development Bank, 130 miliardi di yuan in prestiti dall’Export-Import Bank of China, 2 miliardi di yuan di aiuti alimentari e 1 miliardo di dollari per il fondo di cooperazione Sud-Sud. L’Iniziativa Fascia e Via ha per obiettivo creare una moderna cintura economica lungo la Via della Seta del XXI secolo, che attraverso l’Eurasia partendo dalla regione del Xinjiang in Cina e, passando per l”Asia centrale e il Kazakistan, arriva in Iraq, Iran, Siria e Turchia da dove poi giungerà in Europa. La controparte marittima, la Via della Seta Marittima, parte dal Fujian in Cina e terminerà a Venezia. La rete, la cui costruzione è iniziata nel 2014, comprenderà ferrovie, autostrade, oleodotti, gasdotti, reti elettriche, reti internet, collegamenti marittimi e infrastrutturali.Alla cerimonia di apertura del Forum per la Cooperazione Internazionale dell’Iniziativa Fascia e Via a Pechino del 14-15 maggio, il Presidente russo Vladimir Putin salutava la “grande” Iniziativa Fascia e Via della Cina e chiedeva un maggior partenariato eurasiatico. Definendo l’Iniziativa un esempio di cooperazione su infrastrutture, trasporti e industria, il presidente russo dichiarava che il suo Paese sostiene l’iniziativa dall’inizio. Il Presidente Vladimir Putin dichiarava, all’apertura del Forum internazionale di Pechino, “Non dimentichiamo le minacce che derivano dai conflitti regionali. In Eurasia esistono ancora ambiti di disaccordi incombenti. Per eliminare tali conflitti, prima di tutto dobbiamo abbandonare retorica ostile, accuse e rimproveri reciproci che aggravano soltanto la situazione. Complessivamente, alcuno dei vecchi approcci alla risoluzione dei conflitti va usato per risolvere i problemi moderni. Abbiamo bisogno di idee nuove e non di stereotipi. Ritengo che l’Eurasia possa elaborare e proporre un’agenda costruttiva e positiva sulle questioni relative su sicurezza, ampliamento delle relazioni tra Stati, sviluppo economico, cambiamenti sociali, amministrazione e ricerca di nuove forze che dirigano la crescita. Per la comunità globale dobbiamo essere l’esempio di un futuro collettivo, innovativo e costruttivo basato su giustizia, uguaglianza e rispetto della sovranità nazionale, del diritto internazionale e dei principi inconfondibili delle Nazioni Unite. Tuttavia, desiderio e sola volontà non bastano ad attuare l’agenda. Sono necessari strumenti efficaci per questo tipo di collaborazione. Questi possono essere creati attraverso l’integrazione. Oggi ci sono molti programmi d’integrazione fiorenti in Eurasia. Noi li sosteniamo e siamo impegnati nel loro ulteriore sviluppo. Molti sono consapevoli del fatto che Russia e partner costruiscono l’Unione economica eurasiatica. Le parti dell’UEE hanno opinioni analoghe sull’integrazione eurasiatica ed è molto importante che i leader di Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan partecipino a questo forum. Accogliamo con favore l’Iniziativa Fascia e Via cinese. Proponendo questa iniziativa, il Presidente Xi Jinping ha dimostrato un approccio creativo verso la promozione dell’integrazione su energia, infrastrutture, trasporti, industria e collaborazione umanitaria, di cui ho parlato a lungo. Ritengo che combinando le potenzialità dei formati dell’integrazione come UEE, OBOR, SCO e ASEAN, possiamo costruire le basi per un grande partenariato eurasiatico. Questo è l’approccio che, secondo noi, va applicato all’ordine del giorno proposto oggi dalla Repubblica popolare cinese. Vorremmo accogliere con favore il coinvolgimento dei nostri colleghi europei dell’UE in questa partnership. Ciò la renderebbe ancor più concorsuale, equilibrata e completa, e ci permetterà di realizzare un’occasione unica per creare il quadro comune cooperativo dall’Atlantico al Pacifico e per la prima volta nella storia. È necessario che già oggi s’inizi ad agire secondo la strategia per sviluppare la grande partnership euroasiatica. Pertanto, possiamo decidere l’obiettivo ambizioso di rendere possibile il flusso di merci più opportuno, conveniente e senza ostacoli. Proprio ora, nel suo discorso, il Presidente Xi Jinping ha detto di togliere le barriere burocratiche ai flussi commerciali tra Cina e Kazakistan. Possiamo vedere che ciò accade su altre linee. Vorrei inoltre sottolineare che la Russia non è solo disposta ad essere un partner commerciale affidabile, ma cerca anche d’investire nella creazione di joint venture e nuove capacità produttive negli Stati partner, su impianti industriali e servizi. Inoltre è necessario eliminare le restrizioni infrastrutturali all’integrazione, soprattutto creando un sistema di trasporto moderno e ben connesso. La Russia con la sua posizione geografica unica è disposta ad impegnarsi in questa attività congiunta. Rafforziamo costantemente le nostre infrastrutture marittime, ferroviarie e stradali, ampliando la capacità della linea ferroviaria Bajkal-Amur e della transiberiana, investendo risorse significative nei miglioramenti della linea nord-est, divenendo un’arteria dei trasporti globalmente competitiva. Se esaminiamo il quadro generale, i progetti infrastrutturali dell’UEE e dell’OBOR, in collaborazione con il Passaggio Nord-Est, si può riconfigurare completamente il trasporto nel continente eurasiatico, cruciaele per esplorare nuovi territori ed intensificare gli investimenti economici e nelle risorse. Tracciamo insieme queste strade verso lo sviluppo e la prosperità. Ci aspettiamo che le istituzioni finanziarie di nuova costituzione come la Banca di Sviluppo dei BRICS e l’Asian Infrastructure Investment Bank offrano un sostegno agli investitori privati e, ovviamente, l’integrazione della qualità è possibile solo con il sostegno di un forte capitale umano, di professionisti qualificati, di tecnologie avanzate e della ricerca. Con una nota finale, vorrei sottolineare che la Russia non vede semplicemente il futuro del partenariato eurasiatico come mera costituzione di nuovi legami tra Stati ed economie. Questa partnership deve mutare il quadro politico ed economico del continente e portare in Eurasia pace, stabilità, prosperità e nuova qualità della vita. Comprensibilmente i nostri cittadini hanno bisogno di sicurezza, fiducia nel futuro e possibilità di essere produttivi e migliorare ricchezza e benessere delle proprie famiglie. Sono nostri dovere e responsabilità comune garantire che abbiano queste opportunità. A tal proposito, la grande Eurasia non è un accordo geopolitico astratto ma, senza esagerare, un progetto di vera civiltà che guarda al futuro. Credo che mantenendo lo spirito di cooperazione possiamo raggiungere quel futuro”.La Cina ha quindi investito 480 miliardi di yuan per la Nuova Via della Seta, mentre l’altro grande partner dell’iniziativa cinese, la Russia, già dal 2015 ha superato l’Arabia Saudita a primo esportatore di greggio per la Cina, orientando i mutui rapporti commerciali sul cambio rublo/yuan, abbandonando il dollaro statunitense. Le esportazioni russe in Cina sono più che raddoppiate negli ultimi 7 anni, con oltre 550000 barili di greggio russo esportati in Cina ogni giorno e che continueranno a crescere con l’attivazione dell’oleodotto della Siberia orientale (ESPO). “Lentamente ma costantemente, i mercati globali commerciali e monetari sono sempre meno concentrati sul dollaro. Le precedenti valute marginali come yuan cinese, rupia indiana e persino rublo russo, ora occupano un posto sullo scenario finanziario mondiale da concorrenti seri del dominio del dollaro statunitense. Il giorno in cui l’USD non sarà più l’unica riserva valutaria, forse gli USA seguiranno un cammino democratico mentre ci si accanisce sempre più a spacciare il nostro sanzionato marchio unipolare quale “giusta vita dell’uomo””.Fonti:
The BRICS Post
Russia Insider
Russia Insider
Global Times

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