La Russia ha costruito la NATO eurasiatica?

Oleg Dgorov, RBTH, 18 maggio 2017

Nel maggio 2017, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collegiata (CSTO), l’alleanza militare-politica dei Paesi post-sovietici diretti dalla Russia, compie 15 anni. Durante la sua esistenza l’organizzazione non ha partecipato a combattimenti reali ma, secondo gli esperti, fa molto per proteggere l’Asia centrale dal terrorismo.Nel 2017, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) celebra un strano “doppio” anniversario. L’accordo dell’alleanza militare-politica dei Paesi post-sovietici, firmato 25 anni fa nel 1992, ma per 10 anni dalla validità discutibile. Negli anni ’90 il quadro post-sovietico era devastato dai conflitti: guerra nel Nagornij-Karabakh (1992-1994), guerra civile in Tagikistan (1992-1997), guerra georgiano-abkhaza (1992-1993), nonché violenti combattimenti nel territorio ceceno della Russia (1994-1996 e 1999-2000). La situazione si stabilizzò all’inizio del 2000, contribuendo a costruire un’organizzazione internazionale nell’ambito dell’accordo del 1992: Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan e Tagikistan crearono la CSTO nel 2002. Gli obiettivi indicati nell’organizzazione si conservano ad oggi: “Rafforzamento della pace, sicurezza internazionale e regionale, protezione collettiva dell’indipendenza, integrità territoriale e sovranità degli Stati aderenti“.

L’ombra dell’Afghanistan
Anche prima dell’istituzionalizzazione della CSTO, nel 2001 i Paesi aderenti crearono un contingente militare congiunto: la Forza di reazione rapida collettiva (CRRF). Gli esperti osservano che la ragione principale per organizzare la forza di difesa congiunta fu la diffusione del terrorismo in Asia centrale dall’Afghanistan, dal 1996 al 2001 governato dai taliban. “Se la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti non avesse iniziato le attività in Afghanistan, i Paesi CSTO avrebbero dovuto respingere collettivamente gli attacchi degli estremisti dall’Afghanistan“, scrive Julija Nikitina, collaboratrice del Centro di Studi post-sovietici del MGIMO in un articolo per il Consiglio degli affari internazionali russo. “Ecco perché era importante creare la forza collettiva“.

Addestramento antiterrorismo
Ma le cose andarono diversamente. L’operazione della coalizione internazionale iniziò in Afghanistan e le repubbliche post-sovietiche evitarono un grande attacco degli estremisti. Tuttavia, la CSTO come organo di sicurezza collettiva si è progressivamente sviluppata. Nel 2009 apparve un gruppo congiunto più ampio del CRRF, la CORF (Forza di Reazione Operativa Collettiva). Oggi CRRF e CORF comprendono 25000 soldati. La CSTO non ha partecipato a veri conflitti. Tuttavia, ogni anno organizza manovre militari congiunte per sviluppare le competenze per contrastare i terroristi e pianificare operazioni anticrimine. Nel 2017 l’organizzazione terrà grandi esercitazioni coinvolgendo CRRF, CORF e unità di mantenimento della pace. Julija Nikitina osserva che dal punto di vista militare l’attività della CSTO è certamente utile: le esercitazioni congiunte non solo aiutano a sviluppare piani d’azione per eventuali conflitti, ma anche i soldati. D’altra parte, secondo Aleksej Malashenko del Carnegie Moscow Center, la forza reale della CSTO è sconosciuta poiché l’organizzazione non ha mai partecipato a veri conflitti. “Nessuno ha mai visto questa organizzazione in azione. L’addestramento congiunto è buono, ma è sempre diverso dal combattimento reale“.

Perché è necessario la CSTO?
Allo stesso tempo, gli esperti ritengono che già l’esistenza della CSTO eviti i conflitti. “Quindici anni fa, molti esperti predissero un’ondata di scontri violenti, ad esempio in Asia centrale, che non ebbe luogo“, dice Sergej Karaganov, decano del Dipartimento di Politica mondiale dell’HSE. “In una certa misura la Russia e gli altri Paesi interagirono rafforzando le proprie forze armate“. Da questo punto di vista l’alleanza è molto efficace, aggiunge Karaganov. Il Vicedirettore dell’Istituto dei Paesi della CSI Vladimir Zharikhin è d’accordo, la CSTO fu creata come blocco difensivo ed adempie ai propri compiti con successo. Oltre alla guerra al terrore, Zharikhin parlava di un altro compito della CSTO: “Con l’aiuto dell’organizzazione, la Russia fornisce agli alleati della CIS l'”ombrello nucleare” aumentando la stabilità nei Paesi della CSTO“. In altre parole, l’obiettivo non ufficiale della CSTO è opporsi alle “rivoluzioni colorate” nei Paesi aderenti, spiega Zharikhin.

“La NATO della Russia”
Nei media occidentali la CSTO è talvolta paragonata alla NATO. Tuttavia, aggiungono che tale paragone non è corretto. Così, nell’articolo “Perché l’alleanza militare della Russia non è la prossima NATO“, l’analista di Stratfor Eugene Chausovsky sottolinea che spesso non esiste accordo nella CSTO su questioni politiche. I governi di Bielorussia e Kazakistan, per esempio, possono esibire indipendenza da Mosca e costruire proprie relazioni con l’occidente. Pertanto, non si può parlare di una sola posizione politica nella CSTO. Gli esperti russi vedono un’altra differenza tra CSTO e NATO. “L’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico fu creata come blocco difensivo, soprattutto dai Paesi occidentali, per contenere il comunismo. Ora gli obiettivi e le responsabilità sono cambiati e la NATO va oltre l’Europa divenendo un’alleanza espansionista” afferma Vladimir Zharikhin. A suo parere, la CSTO rimane rigorosamente un’organizzazione difensiva, preservando l’obiettivo per cui fu istituita 15 anni fa.Traduzione di Alessandro LattanzioSitoAurora

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