La nuova Via della Seta rafforza la posizione la Cina

Dmitrij Bokarev New Eastern Outlook 31.05.2017

Nel processo di rafforzamento dell’influenza, la Cina sviluppa la cooperazione coi vicini, cercando d’impegnarsi economicamente con tutti gli Stati della regione. A capo di questi Stati vi sono i Paesi aderenti all’ASEAN. Per l’integrazione economica con questi Paesi e garantirsene la presenza, la Cina elabora piani che impiegano il metodo ben rodato ed efficace della costruzione di reti ferroviarie sui loro territori. Nell’ambito dell’iniziativa Fascia e Via, la Cina intende coprire la regione sudorientale (SEA) con una fitta rete ferroviaria e collegarla al proprio sistema di trasporto. Lo Stato che occupa un posto speciale tra i partner regionali della Cina è il Regno di Thailandia. Di tutti gli Stati dell’Indocina, strategicamente importante per la Cina, la Thailandia è la più sviluppata. La Thailandia è anche membro influente dell’ASEAN. Allo stesso tempo, la posizione geografica della Thailandia può consentire alla Cina di attuare soluzioni efficaci per una serie di compiti importanti legati alla sicurezza energetica e all’attuazione del progetto Belt and Road Initiative. È opinione pubblica che l’ambizioso progetto cinese sia dall’origine volto a coprire il mondo con una rete di vie commerciali. Secondo il progetto, la Cina costruisce reti ferroviarie in Eurasia ed Africa, senza dimenticare l’America del Sud. Il progetto “Sea Silk Road” si basa principalmente sul successo dello sviluppo della navigazione lungo le coste meridionali dell’Eurasia e nel mondo. La maggior parte dei trasporti marittimi nel mondo avviene attraverso diversi canali che fungono da porte che collegano i principali porti degli oceani e dei mari del mondo, tra cui canale di Suez, stretto di Malacca e canale di Panama. La via alternativa per evitare tali “porte sul mare” è troppo lunga e costosa. Tuttavia, la Cina non punta a controllarle. Per garantirsi la piena navigazione in qualsiasi circostanza, la Cina intende costruire nuovi canali paralleli e vicini a quelli tradizionali, ma controllati dalla Cina o da suoi alleati. Con questo progetto, la Cina prepara piani per costruire un canale in Nicaragua che sarà alternativo al Canale di Panama. Un’alternativa allo Stretto di Malacca sarebbe un canale che attraversa l’istmo tailandese di Kra, anche se il processo decisionale del governo thailandese si trascina, dato che la costruzione è ancora in discussione. Tuttavia, in caso di proseguimento e sviluppo delle relazioni sino-tailandesi, il canale potrebbe essere reso obsoleto ed essere sostituito dalle ferrovie.
È noto che l’inconveniente principale per la Cina riguardo lo stretto di Malacca è che attraverso esso, tra Indonesia, Malaysia e Singapore, petrolio e gas naturale liquefatto (LNG) provenienti dal Medio Oriente arrivano in Cina sulle petroliere. Perciò la chiusura del canale (ad esempio, in caso di tensioni nel Mar Cinese Meridionale) minaccerebbe la sicurezza energetica della Cina. Tuttavia, l’LNG inviato dal Medio Oriente all’Oriente può arrivare anche in Cina. Le navi provenienti dai Paesi arabi possono scaricare nei porti del Myanmar, altro importante Stato dell’Indocina confinante con la Cina e con cui opera attivamente in vari settori. Un gasdotto è già stato costruito per rifornire attraverso il Myanmar la Cina. Se per qualche motivo il transito dal Myanmar fosse impossibile, ci si potrebbe anche accordare con Thailandia e Laos, ed anche se questa rotta è più complicata che in Myanmar, rimane fattibile. La Cina pensa a crearsi la propria sicurezza energetica ed attuarne senza ostacoli l’invio quale maggiore obiettivo, per cui deve aumentare l’influenza sulla penisola d’Indocina, in particolare in Myanmar e Thailandia. Per avere una presenza permanente in Indocina ed esserne il principale partner, la Cina ha deciso di creare una rete ferroviarie nella regione e di collegarla con il sistema ferroviario cinese. Le stesse ferrovie permetteranno anche il trasporto di merci via mare. Nel dicembre 2014 fu firmato un memorandum in cui Cina e Thailandia s’impegnavano a cooperare nell’attuazione del piano 2015-2022 per lo sviluppo dell’infrastruttura tailandese. Nel dicembre 2015 i media riferirono la costruzione della ferrovia ad alta velocità “Cina-Thailandia” lunga più di 800 km, dalla capitale tailandese Bangkok alla città di Nong Khai, al confine con il Laos, dove si collega con la Via Cina-Laos. Il progetto doveva essere attuato su standard e tecnologie cinesi. La Cina aveva anche partecipato al finanziamento del progetto. Nel marzo 2017, la leadership tailandese annunciava un piano decennale per l’aggiornamento dell’infrastruttura ferroviaria tailandese. Secondo questo piano, le ferrovie thailandesi dovranno essere ampliate di 2,5 volte raggiungendo i 10000 chilometri. Lo scopo della modernizzazione è rafforzare la rete con altri Paesi del Sud-Est asiatico, aumentare il traffico merci nel Paese e iniziare il traffico merci attraverso il territorio della Thailandia. La partecipazione della Cina al progetto non fu segnalata, ma risponde pienamente ai piani cinesi per creare un sistema di trasporto unificato.
La creazione della rete ferroviaria nel Sud-Est asiatico e l’adesione al progetto Belt and Road Initiative sono misure che presto inizieranno a produrre frutti per l’ASEAN. Dato questo, il traffico di merci dall’Asia sudorientale all’Europa attraverso Cina e Kazakistan inizierà presto. Nel marzo 2017, i rappresentanti della società vietnamita Vietnam Railway parteciparono ad una riunione dell’Organizzazione per la cooperazione delle ferrovie nella capitale del Kazakistan, Almaty. Durante il viaggio, la delegazione vietnamita visitò la zona libera economica ‘Khorgos’, sul confine sino-kazako. La ferrovia Cina-Kazakistan attraversa questo importante centro logistico. Già nel 2017, i treni provenienti dal Vietnam l’attraversavano creando una nuova via di trasporto tra Sud-Est asiatico, Asia centrale ed Europa. Negli anni del progetto Belt and Road Initiative e dei suoi sottoprogetti “Nuova Via della Seta” e “Via della Seta del XXI secolo”, l’aspetto di tali lunghe rotte non stupisce più. Sembra che la Cina sia vicina all’obiettivo di creare un sistema dei trasporti mondiale. Il compito di rafforzare le posizioni nel Sud-Est asiatico sarà anche realizzato. Va notato che la rete ferroviaria che collega l’Asia sud-orientale con la Cina e altri Paesi avrà indubbiamente un ruolo importante nello sviluppo economico della regione.Dmitrij Bokarev, esperto politologo, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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