La cupa politica degli USA non porta a nulla

Ziad al-Fadil, Syrian Perspective 4/7/2017Mi aggrappo alla convinzione che la strategia seguita dal regime statunitense di DC sia completamente incoerente. Sembra che la CIA persegua il vecchio piano di licenziare il presidente della Siria, un piano che, a proposito, quasi tutti i diplomatici noti trovano irrealistico, mentre il Pentagono promuove un programma destinato a creare due nuovi Stati in Siria per bloccare l’accesso iraniano al fronte palestinese con lo Stato dell’Apartheid sionista e interrompere il flusso del gas iraniano per Europa attraverso il litorale siriano. Il dipartimento di Stato di Rex Tillerson è ampiamente emarginato per via dello stile del segretario. Tillerson sembra utilizzare tecniche più appropriate per Exxon/Mobil che per Foggy Bottom. Proprio come il buffone regnante alla Casa Bianca non è riuscito a nominare altri giudici federali ad eccezione di uno alla Corte Suprema, Tillerson deve ancora nominare una miriade di ambasciatori, consoli e diplomatici negli incarichi all’estero, poiché il bilancio gli è stato ridotto proprio sotto il naso. L’incontro ad Astana, in Kazakistan, appare più produttivo di qualsiasi cosa precedente. Ci sono diversi motivi per cui la conferenza offre promettenti futuri sviluppi.
La prima ragione è che la Turchia, probabilmente il più ardente sostenitore dei terroristi, è ora distratta dall’ossessione sul revanscismo curdo, compiendo una svolta completa nella politica verso Damasco. Il disincanto della Turchia sul sostegno statunitense al PKK nella guerra per racimolare il diritto di vantarsi della liberazione di Raqqa, ha reso il fanatico della fratellanza musulmana Erdoghan, il più strano dei compari. In questo caso, Damasco e Ankara sono dalla stessa parte. Erdoghan non può che mutare politica verso Damasco per poter contrastare il nazionalismo curdo senza violare ostentatamente il diritto internazionale colpendo la sovranità siriana. Ha bisogno del supporto tacito del Dottor Assad. Nel tentativo di placare i sentimenti feriti dei turchi, il generale “Mad Dog” Mattis ha assicurato agli omologhi turchi che le armi avanzate fornite ai combattenti curdi per sconfiggere lo SIIL saranno restituite agli Stati Uniti una volta raggiunti gli obiettivi della “coalizione”. Questo mi ha fatto ribaltare, perché si pretende che le forze democratiche siriane (che sono tutto tranne che “democratiche”) sarebbero disposte a soffrire e morire per gli obiettivi statunitensi disinteressatamente e senza pretese.
La seconda ragione è la completa demoralizzazione dell'”opposizione esiliata” e dei “gruppi terroristici regionali” usati da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. L’opposizione esiliata s’è rivelata un club di avvoltoi d’albergo, poltroni e criminali falliti. Troppo vecchi per combattere o troppo borghesi per finire in una trincea con degli “intoccabili”, o come Ghassan Hitto, pervicaci scansafatiche, che non hanno portato nulla sul tavolo saudita e qatariota. È ben noto che la maggior parte dei nomi esibiti negli ultimi 5 anni è scomparsa dalla scena, finite le carte di credito, chiuse dai loro sponsor. Sanno di aver perso. Molti occupano le osterie dei villaggi turchi. Ancora più interessante è il destino dei “gruppi terroristici regionali”. Con Trump, l’ELS, sotto qualunque forma, si suppone venga allevato per essere usato contro lo SIIL ed (eventualmente) il governo siriano, per creare uno Stato rudimentale per bloccare il famoso gasdotto, per non parlare della suddetta via Baghdad-Damasco che sarà utilizzata dall’Iran per rifornire Hezbollah ed assistere l’Esercito arabo siriano per devastare lo Stato-colono sionista. Crederci o no, i terroristi siriani addestrati ad al-Tanaf si immaginano la forze di sicurezza necessaria al nuovo Stato. I piani statunitensi devono dare alla nuova entità sunnita al confine iracheno la capacità di controllare città e villaggi, con gli aeromobili statunitensi pronti a colpire qualsiasi minaccia alla sua sopravvivenza. Qui è dove Sharmine ha sbagliato, presumendo che gli Stati Uniti addestrassero tali rifugiati siriani ad al-Tanaf per combattere lo SIIL quando, come ha detto correttamente, non c’erano terroristi dello SIIL in giro. Questo potrebbe essere un argomento che stupirebbe i portavoce del Pentagono, di certo. Tuttavia, i portavoce non avrebbero mai potuto rivelare il vero motivo per cui tale forza è stata rappattumata, ossia formare le infrastrutture della sicurezza per un nuovo mini-Stato. Sono lieto d’informare i miei lettori che il comandante delle forze irachene “Hashd”, collegatesi con l’EAS ed alleati al confine siriano-iracheno, Abu Mahdi al-Muhandis, ha dichiarato a Baghdad che ad alcun piano sarà permesso di avere successo. Speriamo che significhi ciò che dice, dopo tutto parla per conto dell’Iran. Va notato che è stato diretto.
La terza ragione per cui i colloqui di Astana potranno avere successo è il fatto che la Russia ha chiarito che alcun attacco statunitense sulle postazioni dell’Esercito arabo siriano sarà tollerato questa volta. L’opposizione sa ora che la Russia andrà avanti e che è disposta a portare il mondo sulla soglia della Terza guerra mondiale per proteggere i propri interessi in Siria. Questi interessi, va ricordato, includono durata, sopravvivenza e sviluppo del governo Assad. Se l’opposizione raccoglie scarsa attenzione al Cremlino, è chiaramente perché non conosce la storia, in particolare dei popoli russi. La determinazione del Cremlino nel vedere prevalere la propria politica in Siria era il tema dominante le discussioni coi terroristi a Ginevra e Astana. C’è un rinoceronte bianco nel salotto; L’irriducibile Grizzly Siberiano ha la spina dorsale arcuata e le zanne spalancate per proteggere i cuccioli.
La quarta ragione dovrebbe essere abbastanza evidente, ora che gli arabi del Golfo Persico sono coinvolti in un ginepraio inter-tribale sul sostegno finanziario al terrorismo da parte del Qatar, e gli insulti vergognosi ai regimi della Penisola dall’organo propagandistico sempre inesatto e fazioso al-Jazeera, dall’aperto sostegno alla Fratellanza musulmana. Alcuni di voi ridono quando sente che i sauditi accusano davvero il Qatar di sponsorizzare il terrorismo, quando è noto che i sauditi senza dubbio sono lo sponsor unico e generoso del terrorismo nel mondo. Il fatto stesso che l’Arabia Saudita ora ostracizzi il Qatar per aver finanziato i terroristi non è un buon augurio per chi dalla Siria aspetta ansiosamente le mensilità. In altre parole, gente, la mucca del denaro della Siria destabilizzata è nel mattatoio dove a nessuno importa nulla.
La quinta ragione è la dichiarata politica del governo iracheno di coordinarsi con Damasco. L’Iran è qui il vincitore. Quando George W. Bush fece il passo in Iraq con le dichiarazioni sulle armi di distruzione di massa nascoste da Sadam nei camion, confermate da un noto bugiardo internazionale, il Cacciaballe; gli Stati Uniti consegnarono l’Iraq sciita a Teheran. Quando l’imbecille Paul Bremer (alto commissario per l’Iraq) smantellò l’esercito iracheno creando così il nucleo dello SIIL, praticamente si è assicurato il posto d’onore tra i tanti sapientoni falliti adorati da quelle pagine satiriche e barzellette di cui l’umorismo occidentale e orientale viene inondato. L’Iraq è al centro della Mezzaluna Fatimide, la cui affermazione gli anglo-statunitensi tentano di bloccare disperatamente. Non ci riusciranno.
La sesta ragione per cui i colloqui di Astana potrebbero portare la luce alla fine del tunnel è il fatto che il presidente siriano sembra disposto a perdonare e dimenticare. Nonostante la distruzione del Paese per mano dei demoniaci fanatici usciti dai bassifondi della società; il loro abbraccio con cannibali e selvaggi stranieri; la loro collusione con il sionismo; la loro ostilità ai siriani fedeli alla bandiera e al Paese; la loro crudeltà verso cristiani, drusi, alawiti, ismailiti ed armeni, nonostante tutto questo, il Dottor Assad ha lasciato la porta aperta per far tornare i nemici in una Siria tranquilla e prospera. Se alcuni credevano di non tornare mai a rivedere i pascoli della loro Siria, le sue montagne e coste ospitali e le sue vaste terre agricole, viene smentito dal programma di amnistia giudizialmente applicato, che non solo riabilita decine di migliaia di cittadini a una vita normale, ma cosa più importante, permette quanto mai all’esercito di proiettarsi su più fronti.
La settima ragione è che l’opposizione è ora convinta di non aver conquistato il cittadino medio siriano, sunnita, sciita, cristiano, druso, ismailita o alawita. La sua rivoluzione non era altro che nichilismo e la religione che propagandava nient’altro che una congrega occulta di psicopatici, pedofili e deviati che cercava di evocare i propri demoni. Il popolo siriano ha a che fare con il diavolo sionista. Non ha tempo per i diavoli creati dalla feccia della propria società.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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2 Responses to La cupa politica degli USA non porta a nulla

  1. Il piano elaborato a Washington,
    condiviso da Tel Aviv
    e supporto da Riyad
    consiste nell’imputare a Tehran e Doha tutte le colpe del terrorismo internazionale
    e
    nella creazione di una NATO Araba
    ( l’ organizzazione renderebbe ufficiale il ruolo di Teheran
    quale maggiore pericolo per tutta la regione) .

    Per raggiungere tale scopo
    Donald Trump
    ( la sua amministrazione )
    ha di fatto inserito la Fratellanza Musulmana
    nella lista delle organizzazioni terroristiche

    (la designazione della Fratellanza a gruppo terroristico
    essendo stata promossa sopratutto
    dall’ ex Capo stratega di Trump, Steve Bannon
    e dal cospirazionista” Frank Gaffney
    fondatore del Center for Security Policy e consigliere di Trump,
    definito “cospirazionista” per aver denunciato la presenza dei Fratelli nello Stato federale,
    responsabili della creazione di una estesa infrastruttura negli Stati Uniti
    con l’obiettivo di distruggere la civiltà occidentale dall’interno,
    affinché l’Islam risulti vittorioso sulle altre religioni ” )

    Tale designazione e cambiamento della politica USA
    ha un duplice scopo;

    all’interno degli Stati Uniti :

    colpire il collegamento più o meno occulto o manifesto

    tra

    il Deep State ‘Neoliberal’ – ma in gran parte anche Neocon –

    il sionismo

    e

    la Fratellanza Musulmana.

    All’ esterno :
    colpire il jiadismo, identificando nell’ Iran la sua “testa di ponte” .

    La maggioranza dei leader jihadisti nel mondo sono emersi dalla Fratellanza Musulmana
    – una delle due componenti della Lega islamica mondiale,
    l’organizzazione saudita anti-nazionalista araba –

    (Il movimento della Fratellanza Musulmana, pertanto,
    viene giudicato almeno parzialmente a torto
    come la rappresentazione dell’Islam politico e per questo giudicato “moderato”.
    In realtà non ha mai ripudiato la Jihad,
    anzi l’ha portata avanti con metodi meno invasivi ma più subdoli,
    specialmente in occidente, proprio perché nascosti dalla supposta “moderazione”.

    Ora, Qatar e Confraternita Mussulmana si sono riavvicinati a Turchia e Pakistan.
    E, cosa più importante, si sono alleati all’Iran,
    senza tralasciare, come ci ricorda Thierry Meyssan nel suo articolo
    ” Islam e clericalismo nel Medio Oriente allargato “,
    che il governo dello sceicco Rohani condivide la concezione clericale dell’islam
    di Doha e dei Fratelli Mussulmani.

    Ma chi controlla i Fratelli Musulmani ?

    Chi controlla i Fratelli Musulmani | Aurora
    https://aurorasito.wordpress.com/2011/12/23/chi-controlla-i-fratelli-musulmani/

    P.s.

    … per la partita strategica tutta “interna” al messianismo giudaico …

    cfr. il sempre attuale :

    Giudeoamericanismo frankista e la probabile fine storica del giudeosionismo

    del Prof. Luca Fantini

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