Sono dei pazzi questi curdi?

Ziad Fadil, Syrian Perspective 19/7/2017

I media fanno rumore sulla notizia che il calippo non sia morto, ma vivo da qualche parte in Siria. Non ci vuole un genio per capire che quella zona della Siria sarebbe laddove le forze statunitensi ed alleate operano. Dopotutto, cosa potrebbe esserci di più drammatico della vittoria di Donald Trump sull’idolo del male assoluto Abu Baqr al-Baghdadi. Il suo trionfo sarebbe più grande di Obama, quando l’ex-presidente si profuse onanisticamente sulla propria autogloria dopo aver assassinato il malvagio Usama bin Ladin. Avevo detto che al-Baghdadi fu eliminato un anno fa dall’Aeronautica Siriana ad al-Mayadin. Resto della mia opinione e considero chiusa la questione. È mia tesi che ufficiali di Sadam, che controllano lo SIIL, ne nascondano deliberatamente la morte come i taliban nascosero la morte del loro capo Mullah Umar. Se sbaglio, allora, lo riconoscerò. Tuttavia, posso sentire falsità e inganno qui intorno. È possibile che il califfo sia l’ultima “meteora”? Fu visto solo una volta dal discorso soporifero nella Moschea al-Nuri di Mosul. Non è interessante come le “fonti” curde in Iraq trionfino sulla sua rinascita. Perché sembra che gli statunitensi vogliano bombardare al-Raqqa e trovano conveniente che una delle loro bombe cada proprio sul califfo trasformandolo in migliaia di particelle non identificabili. Pezzi del suo corpo verrebbero spediti in Regno Unito o Germania, dove specialisti anonimi potranno “confermare” l’identità di questo furfante, la cui ascesa agli onori fu ideata dagli Stati Uniti e la cui morte verrebbe concepita dagli stessi ideatori. Non so voi, gente, ma penso che gli scrittori di fiction di Langley lavorino sodo su questo. Come la mummia interpretata da Boris Karloff nell’originale classico o quella della Hammer Films interpretata da Christopher Lee, questo califfo sarà sottoposto a un rara cura: la risurrezione! Hollywood può fare tutto, anche gli studi Shepperton vicino Londra. Come Lazzaro o una miriade di psicopatici nei film, morirà e rinascerà. Non posso aspettare che arrivi nel cinema vicino casa mia.
Non c’è più alcun dubbio sull’impazienza curda. Stavano dichiarando un referendum che gli iraniani definivano un “malinteso” e i turchi “casus belli”. Inutile dire che gli Stati Uniti, ansiosi d’incidere in Siria secondo i piani tracciatigli dai coloni europei dell’oscenità sionista, siano dietro tale stupidità. E i curdi, evidentemente, hanno abboccato storia, amo, lenza e galleggiante. Masud Barzani, settantenne capo iraniano dei curdi iracheni, pensa di aver trovato il vaso irlandese alla fine dell’arcobaleno. Potrebbe sorprendersi sapendo che la pentola fu usata nelle camere da letto inglesi e regolarmente svuotata da camerieri curdi. A molti di noi sembra che i curdi siano animati dalle promesse di Donald Trump. Non sapendo che furono ingannati dal Trattato di Losanna (perché il signor Trump semplicemente non legge niente) e furono vittime di una concatenazione infinita di promesse, trattati e alleanze; e lui pensa che i curdi siano stupidi abbastanza da farsi infinocchiare dal suo gesticolio di New Yor City. Beh, affari loro! Le battute sull’ignoranza curda sono comuni quanto quelle sui polacchi negli Stati Uniti, e questo perché i curdi continuano a fare cose stupide come credere alle bugie statunitensi e inglesi. Se la verità va raccontata, l’unico che ha mantenuto la promessa fatta ai curdi fu Sadam Husayn che promise, in privato, di ucciderli tutti e di scatenare suo cugino Ali il chimico per adempiere alla promessa. Sempre apolidi, piatinano per un loro Stato da tempi immemorabili. Ma il Buon Dio lavora in modi strani. Vedete, in tutta la sua magnificenza, Dio, con tutte le sue preoccupazioni, gli ha piazzati in una zona non solo priva di ogni accesso al mare, ma anche popolata da altri, come arabi, iraniani, aizidi, caldei, siriaci, armeni, assiri, azeri, greci e persino, probabilmente, guerrieri delle Trobriand, inuit e amazzoni, per citarne solo alcuni. Ebbero importanti ruoli nella storia del Medio Oriente, generando alcuni dei più grandi leader dell’Islam politico aggressivo, e il non meno importante fu il leggendario generale e re Salahudin al-Ayubi, in realtà più popolare in Europa che nella Fertile Mezzaluna. Saladino, come è noto in occidente, fu leonizzato nel film “Le Crociate” di Ridley Scott. Il film fa sognare Kobane, ma incasina gli evangelisti e pentecostali statunitensi che lo vedono come propaganda per il Corano. Non dovrebbe sorprendere sapere che l’attore che ebbe il ruolo di Saladino era il siriano Ghasan Masud. Gli arabi credono ancora oggi che Saladino fosse un arabo, anche se pensando al nome del nonno, Shirquayh, si dimostrerebbe null’altro che il re Ayubide era tutto fuorché arabo.
Il piano è chiaro. Ne ho scritto. L’esercito addestrato dagli yankee ad al-Tanaf, sul confine giordaniano, incontrerà gli eroi curdi dopo che questi ultimi avranno gloriosamente liberato al-Raqqa. Insieme, questi Signori dell’Universo bloccheranno l’autostrada Damasco-Baghdad e distruggeranno le speranze iraniane di raggiungere il litorale siriano e/o i confini della Palestina storica. Come gli iraniani non riescono a capirlo. Beh, gente, il grande brutto esercito di al-Tanaf è ora incastrato tra rocce e deserti. I combattenti iracheni e afghani addestrati dall’Iran, gli ufficiali di Hizbollah, le truppe dell’Esercito arabo siriano e i combattenti dei Comitati di difesa popolare, armati fino ai denti, hanno avvelenato il pozzo e sembrano aver rovinato il piano. Con Jaysh al-Islam che ora scompare grazie a connivenza saudita e rimbambimento sfrenato, sembra che il sogno di un Fronte del Sud sia abbandonato dando la tanto necessaria tregua alle popolazioni locali; è tutto così spaventoso per i pianificatori statunitensi, sionisti e inglesi. Così terribile che fanno le valige caricando rosari e scatole di baqlawa siriani. Ma che succede ai turchi? Supponiamo che il clown della Casa Bianca abbia promesso ai curdi il Mondo. Cosa potrebbero implicare tali promesse? Gli USA contesteranno il revanscismo turco sulla Siria settentrionale? Se lo fanno, la NATO andrà in fumo. È un desiderio. Trump ha spillato il suo messaggio anti-NATO per tutta la campagna elettorale, e ciò potrebbe essere la possibilità di mettere davvero sulla graticola l’alleanza. I turchi si tireranno indietro se gli Stati Uniti continuano a parlare ai curdi? Non lo so. Un simile scenario sembra essere che causerebbe una frattura nel partito governato dal sultano Erdoghan o, almeno, enormi dimostrazioni con turchi e curdi invocare la cacciata del gran capo da Ankara. Se i curdi potranno annunciare la creazione del loro Stato, cosa faranno Siria e Iran? Eviteranno di affrontare gli USA? Si vedrà una nuova insurrezione volta a rovesciare PKK e PYG, o le forze irachene puntare su Barzani? Ad essere brutalmente franchi, non credo che gli Stati Uniti ci abbiano pensato. Sembra che la CIA sia guidata da Tel Aviv mentre tutti gli altri si rivolgono al tavolo Ouija. Poiché i piani siriano-iraniano-russi sembrano essere 10 miglia avanti, mentre gli statunitensi al meglio vanno indietro, un passo avanti per 10 passi indietro, non c’è fine all’anarchia nella politica estera statunitense. Spero solo che i curdi si sveglino prima che sia troppo tardi.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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