Trump deluso dalla Cina

Cassad 30 luglio 2017La Casa Bianca ha cominciato a sospettare qualcosa. “Sono molto deluso dalla Cina. I nostri precedenti stupidi capi hanno permesso a Pechino di guadagnare centinaia di miliardi di dollari all’anno nel commercio, ma la Cina non ha fatto nulla per noi sulla questione della Corea democratica, solo parole. Non permetteremo che ciò continui. La Cina può facilmente risolvere questo problema!“, dice Trump
Stranamente, sono così sorpresi dalle politiche della Cina che, negli ultimi decenni, con questo modo ha costruito le relazioni con gli Stati Uniti. I leader cinesi sorridono, annuiscono, si dicono d’accordo, ma alla fine fanno solo ciò che è proficuo, in primo luogo per la Cina. Trump avrà nutrito certe illusioni su ciò, da qui il tentativo d’impressionare il buon Presidente Xi. In primo luogo, nel corso dei negoziati dove casualmente riferì che gli Stati Uniti avevano bombardato la base aerea Shayrat. Xi disse che ci avrebbe pensato. Gli USA poi sganciarono la “madre di tutte le bombe” in Afghanistan. La Cina fece finta di esserne interessata. Poi direttamente alla Cina su chiesto di fare pressione sul regime di Kim Jong-un. A Pechino dissero che condividevano le preoccupazioni della comunità mondiale. Dopo pochi mesi, Kim Jong-un lancia due missili, ed inizia il passaggio dai missili a corto raggio a quelli balistici a medio raggio capaci di raggiungere Alaska e Guam. Pechino ancora una volta “condivide le preoccupazioni”, allo stesso tempo immette in servizio molte nuove navi da guerra, tra cui una portaerei, così come chiede alla Corea del Sud di ritirare rapidamente dal proprio territorio gli elementi del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti. Tra i vassalli degli Stati Uniti nella regione l’isteria è facile, Kim per la seconda volta testa con successo l’Hwasong-14 ed è sulla buona strada per ottenere un ICBM completo, che in futuro sarà a testata nucleare.
L’incapacità di fare qualcosa di serio contro Kim, tranne annunciare nuove sanzioni, che inoltre Pyongyang ignora, spinge Washington a cercare alleati per fare pressione sulla Corea democratica. Ma sono passati sei mesi e gente che desidera togliere le castagne dal fuoco a Trump non ce n’è. La Cina mena apertamente per il naso Washington, facendo finta di condannare Pyongyang, ma in realtà continuandone il tacito sostegno. La Russia coprì la Corea democratica nel corso di una delle operazioni di voto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e dopo l’introduzione di nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti, non sarà più incline a soddisfare le pretese di Washington. I riferiti piani statunitensi per organizzare una nuova riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sul comportamento della Corea democratica, venivano smentiti degli stessi rappresentanti del dipartimento di Stato degli USA, dicendo ora che ne veniva solo discussa l’idea. Ed è abbastanza chiaro perché, quando gli USA programmano un progetto da votare, Russia e Cina, con molta probabilità pongono il veto, con un pretesto o un altro. Tutti possono vedere che Trump è impantanato nella palude coreana dove incautamente s’è infilato e, naturalmente, non c’è fretta di aiutare la potenza egemone finita in questa palude.
La minaccia di una guerra commerciale con la Cina, brandita da Trump, in caso di attuazione potrebbe complicare relazioni USA-Cina, aumentando le tensioni nella penisola coreana e nel Mar Cinese Meridionale. Per la Russia sarebbe certamente utile che gli Stati Uniti, oltre a tutti i problemi esistenti, si cimentassero con la Cina, ma sembra che gli Stati Uniti abbiano limitato retorica irritabile e ostilità diplomatiche. Insieme alla serie di guerre e conflitti, lo scontro con la Cina rivela l’incapacità totale degli Stati Uniti di mantenere l’egemonia con mezzi adeguati. Le accuse della Casa Bianca e del Senato a Cina, Russia, Iran e Corea democratica sono il chiaro riflesso della crisi ultima dell’ordine mondiale washingtoniano, in cui gli Stati Uniti si vedono al centro, ma in cui non possono imporre ordine. Un modello in cui vi sono gli Stati Uniti e anche gli altri, e non capirlo avrà conseguenze di vasta portata.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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