Rostislav Ishenko: Guerra civile globalista

Geopolitika n. 103, marzo-aprile 2017
Rostislav Ishenko è un noto analista politico russo e presidente del Centro per l’analisi e la previsione del sistema, intervistato per “Geopolitika” da Slobodan EricSignor Ishenko, Lei, tra l’altro, è un ottimo conoscitore della situazione in Ucraina. Come valuta la situazione in Ucraina? Pensa che il regime di Kiev cercherà di ricorrere a una soluzione militare quest’anno?
– L’Ucraina è sull’orlo della guerra civile nei territori controllati dal regime di Kiev e a un passo dalla dissoluzione. Non escludo la possibilità di provocazioni nel Donbas per distrarre l’attenzione dai problemi interni e stabilizzare il regime per un breve periodo. Ma tale provocazione non può avere successo né essere seria, poiché Kiev non può risolvere nulla nel Donbas con mezzi militari. Non ha semplicemente la forza per farlo. In linea generale, con l’inizio dei combattimenti tra le varie formazioni militari e paramilitari dell’attuale regime, la pressione sul Donbas dovrebbe indebolirsi. Le unità che ora sono in prima linea per Kiev, avranno un ruolo più importante all’interno dell’Ucraina.

Come vede le cose nel vicino, dove l’occidente spinge Lukashenko, e d’altra parte, i rapporti tra Minsk e Mosca sono complessi?
– Non la definirò pressione occidentale su Lukashenko. È solo che le autorità bielorusse, che si sentono a disagio per il rafforzamento della Russia e desiderano avere una preferenza economica ingiustificata da Mosca, cercano di giocare il ruolo tradizionale chiamato “multilateralismo” nello spazio post-sovietico. Minsk mostra a Mosca che se i suoi appetiti finanziari ed economici non sono soddisfatti, può rivolgersi all’occidente. Tali pratiche della leadership bielorussa non possono essere efficaci. Sono semplicemente fuori tempo. Oggi la Russia è abbastanza forte ed è un partner attraente per tutti i Paesi dello spazio eurasiatico, per poter consentire a Lukashenko di seguire il destino di Janukovich. Se vuole giocare con l’occidente, tanto meglio. Dopo tutto, se la leadership bielorussa non ha imparato nulla dal caso ucraino, Mosca non può aiutarla. Comunque, finora tutto ciò non è andato troppo oltre, quindi Lukashenko è ancora in tempo per rinsavire.

Indipendentemente dall’atteggiamento verso la Russia, Donald Trump, come patriota statunitense che mette avanti gli interessi nazionali e economici degli Stati Uniti, danneggia gravemente la nomenclatura politica ed economica mondiale? L’influenza globalista sul mondo di oggi diminuisce? Anche Lei ne ha parlato.
– Indubbiamente, l’influenza dei globalisti è stata ridotta, almeno perché hanno perso il presidente degli Stati Uniti. Tuttavia, i globalisti hanno perso la battaglia, non la guerra. L’élite e la società statunitensi sono divise. Gli Stati Uniti furono in una situazione simile solo una volta, prima della guerra civile tra Nord e Sud. All’epoca non fu trovato alcun compromesso. Ora Trump cerca di concordare un compromesso nazionale con i suoi avversari. La totale soppressione dei globalisti dalla politica senza una guerra civile è altrettanto impossibile quanto rimuovere l’affarista dal governo senza gravi scosse negli Stati Uniti. Per ora, i negoziati nelle élite statunitensi sono molto dure. Le parti tendono ad esercitare pressioni sull’altra. Vedremo cosa accadrà. Se Trump riesce a stabilizzare la situazione negli Stati Uniti, i globalisti perderanno definitivamente influenza nella politica mondiale. Ma se non sarà così, allora tutto sarà deciso dalla guerra che dilagherà oltre i confini degli Stati Uniti. Tale guerra non può essere chiamata solo civile, né solo tra Stati. Prima di tutto, sarà una guerra civile globalisti-antiglobalisti internazionale. Questa è la cosa peggiore che può succedere all’umanità. Peggio della Terza Guerra Mondiale. Vogliamo augurare pace, stabilità e un compromesso nazionale negli Stati Uniti.

C’è molta pressione nei media mondiali, nella dirigenza politica e militare su Trump per cessare contrattazione e accordi con la Russia. Come prevede le relazioni USA-Russia?
– Le relazioni tra i due Stati globali non possono essere complicate. Saranno sempre separate da contraddizioni oggettive. Ma dobbiamo capire che il tentativo di Trump di negoziare con la Russia non deriva da alcuna relazione speciale con Mosca. Semplicemente, gli Stati Uniti sono stati sconfitti, giocando al poliziotto mondiale. Hanno bisogno di tempo e risorse per la stabilizzazione interna, e ciò può essere ottenuto solo con la rapida riduzione dell’attività estera. È pertanto necessario concordare con la Russia. Se non altro perché Mosca controlla attualmente il punto strategicamente importante per gli Stati Uniti, il Medio Oriente. Gli avversari di Trump cercano di risolvere tale problema. Ma vogliono piegare la Russia, costringerla alla capitolazione, ricattarla con un eventuale conflitto nucleare. È un gioco pericoloso. Il gioco che porta il mondo verso la guerra. Ecco perché spero che Mosca e Washington abbiano comunque successo nel concordare un compromesso temporaneo. Ma se gli Stati Uniti possono preservare lo status di potenza mondiale, poi, dopo un po’, quando penseranno di aver nuovamente forze sufficienti, il confronto ricomincerà.

L’Unione europea è ora il centro del globalismo ideologico? Come valuta le relazioni tra Bruxelles e Mosca? Bruxelles abolirà le sanzioni a Mosca o le aumenterà? Russia o Paesi europei? Il rafforzamento dei partiti patriottici cristiani (Fronte Nazionale, Partito Libertario dell’Austria, Lega Nord, Alternativa per la Germania) sono una speranza per la futura ricostruzione di buone relazioni tra Europa e Russia?
– Temo che nessuno a Mosca sia entusiasta dell’Unione se abolirà le sanzioni. L’Unione europea ha ignorato la splendida opportunità di stabilire relazioni economiche dirette con Mosca, per la quale la Russia era molto interessata nel 2010-2015. Oggi non è più certo che l’UE esisterà tra cinque anni. Si muove rapidamente verso la disintegrazione. Inoltre, l’UE si disgrega non tanto su conflitti tra Stati ma tra globalisti e nazionalisti. È possibile che Mosca continui ancora in modo inerziale a raggiungere altri accordi con l’Unione europea, ma sembra che all’Unione europea non interessi.Vede il mondo nei prossimi anni andare verso la normalizzazione e l’armonizzazione nei rapporti tra gli Stati, o verso la destabilizzazione globale?
– Credo che due forze opposte agiscano. Una parte dell’élite mondialista cercherà di risolvere i suoi problemi acuendo la crisi internazionale. E una parte punterà a un accordo e a una temporanea stabilizzazione delle relazioni politiche globali. Purtroppo mi sembra che la realtà oggettiva non dia ragione d’essere particolarmente ottimisti. Vi sono troppi, nei punti strategici del pianeta, conflitti interni e internazionali irrisolti. Le ambizioni di molti protagonisti internazionali sono troppo grandi. La responsabilità dell’élite è scarsa. Inoltre, siamo sopravvissuti alla crisi sistemica globale. Ciò significa che il sistema attuale di relazioni politiche ed economiche globali ha cessato di corrispondere alla realtà e che la sua sostituzione radicale con un altro sistema sia necessaria. Ma nessuno sa quale sia questo sistema. La speranza di stabilizzazione appare vaga. Molto probabilmente, nei prossimi anni il mondo sarà assai instabile. E gli Stati che preserveranno la stabilità interna in un mondo instabile avranno un grande vantaggio all’avvio della creazione del nuovo ordine mondiale.

Qui nei Balcani, la situazione in Macedonia è sempre più complicata, dove NATO e UE istigano alla presa del potere i socialdemocratici di Zaev e gli albanesi. Come commenta ciò? Il fattore albanese, non solo in Kosovo, ma anche nei Balcani, è uno strumento dell’occidente?
– Sì, è vero, ma adesso non importa. L’occidente ha perso l’unità interna. Alcune strutture occidentali (come NATO ed eurocrati) continuano un’espansione inerziale dell’integrazione. E allo stesso tempo, a livello nazionale, i politici sono sempre più costretti a dover pensare come soddisfare le richieste delle masse nel condurre una politica più pragmatica ed economica. È ciò che vediamo nei Balcani, in Ucraina, in Siria, tali conflitti non hanno più un ruolo positivo per l’occidente. Questi conflitti inghiottono sempre più risorse ed anche se lo volesse, l’occidente non può fermarsi perché i suoi capi politici dovrebbero ammettere i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra commessi lanciando guerre d’aggressione e disordini interni in Paesi terzi. Perciò oggi l’occidente indebolito viene messo da parte, costretto a guardare ciò che ha creato, perdendone il controllo.

Come valuta le relazioni tra Russia e Serbia? La Serbia deve continuare la lotta per il Kosovo e avrà il sostegno della Russia? È stato annunciato che la Russia consegnerà aerei alla Serbia. Si deve, secondo Lei, rafforzare la cooperazione tra Serbia e Russia su tutti i piani, anche militare?
– La Serbia dovrebbe continuare la lotta per il Kosovo. Nessun Paese smette di combattere per i territori persi, anche se la composizione etnica della popolazione vi è cambiata. Semplicemente, combattere non è necessariamente un’attività militare. A volte gli sforzi diplomatici, economici e politici possono essere più efficaci. Dopo tutto, la situazione nei Balcani oggi è così complessa ed esplosiva che non va esclusa la possibilità di cambiamenti molteplici degli attuali confini con mezzi militari. E la cooperazione con la Russia, come con qualsiasi altro Paese, va rafforzata nelle aree in cui può essere reciprocamente vantaggiosa. Per quanto mi sembra, la cooperazione nella difesa è una delle aree promettenti della cooperazione. Ma la cooperazione nella difesa comporta la cooperazione militare-tecnica, e questo significa sviluppare la cooperazione economica. Se l’integrazione economica raggiunge un certo livello, s’inizia a discutere di moneta e unione doganale, cioè di mercati aperti ed interazione finanziaria, che sono già questioni di cooperazione politica. Pertanto, se ci si avvicina a ciò in modo pragmatico e senza fretta inutile, penso che il potenziale delle relazioni bilaterali, così come dell’interazione in altri molteplici formati, sia elevata. Basta usarla ragionevolmente.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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