US Navy e la sensazione di affondare

Finian Cunningham, Sputnik 21.08.2017Non ispirerà fiducia la Marina statunitense che fa speronare un’altra delle sue potenti navi da guerra nello stesso giorno in cui avvia le esercitazioni militari in Corea; che potrebbero scatenare una guerra nucleare accidentale. Se la Marina Militare statunitense non può controllare le proprie navi in normali operazioni marittime, che dire della competenza o meno in caso di guerra?
Nell’ultimo incidente, il cacciatorpediniere USS John S McCain speronava una petroliera vicino Singapore. Il quarto grave incidente della Marina statunitense quest’anno, tutti nell’Asia-Pacifico. Sono scomparsi dieci marinai e, a causa dei gravi danni, sono ritenuti morti. Un esperto statunitense dichiarava alla CNN: “Come fa un cacciatorpediniere di ultima generazione equipaggiato con diversi sistemi radar e dispositivi di comunicazione che occupano tutto il ponte, non individuare un’enorme nave di 30000 tonnellate in lento movimento (10 nodi)?” Il cacciatorpediniere in questione è dotato del sistema antimissile Aegis, che sarebbe l’apice della tecnologia bellica statunitense. Vi sono, secondo quanto riferito, 14 navi di questo tipo operative nella 7.ma Flotta nell’Asia-Pacifico, considerate parte fondamentale del sistema di difesa di Stati Uniti ed alleati contro le armi balistiche nordcoreane. Se queste navi da guerra avanzate non possono evitare di scontrasi con le petroliere, non va a favore della loro capacità di rilevare ed eliminare i missili balistici nemici che attraversano la stratosfera. L’incompetenza delle forze statunitensi aumenta l’instabilità che occupa la regione con il confronto nucleare tra Washington e Corea democratica.
La Corea democratica ha ripetuto l’avviso che le manovre degli Stati Uniti e del loro alleato sudcoreano nelle prossime due settimane sono una mossa sconsiderata che potrebbe scatenare “la fase incontrollabile della guerra nucleare“. Ancora Washington persegue le manovre annuali in Corea, coinvolgendo grandi esercitazioni di terra, mare e aria, nonostante le richieste di Cina e Russia di cancellarle per ridurre le tensioni con la Corea democratica. L’ultima collisione tra il cacciatorpediniere statunitense dotato dell’Aegis e una petroliera è il promemoria emblematico degli incidenti che possono avvenire anche con sistemi d’arma presumibilmente sofisticati. Considerata la tensione del confronto tra Stati Uniti e Corea democratica, la pretesa di Washington di tenere le esercitazioni è doppiamente rischiosa. Ogni anno le forze statunitensi conducono tali manovre presso la Corea, e i nordcoreani protestano indicandole come provocazione per preparare l’invasione statunitense. Le esercitazioni di quest’anno avvengono dopo che il presidente degli Stati Uniti Trump avvertiva, all’inizio del mese, che l’esercito statunitense avrebbe scatenato “fuoco e furia come il mondo non ha mai visto prima” sulla Corea democratica per il suo programma di armi nucleari. Le parole di Trump implicavano l’attacco preventivo dagli Stati Uniti con armi nucleari. La Corea democratica rispose con la minaccia di lanciare missili balistici nei pressi del territorio statunitense dell’isola di Guam, dove gli Stati Uniti schierano bombardieri B-1. La settimana scorsa, il leader della Corea democratica Kim Jong-un rinunciava al piano dicendo che avrebbe giudicato le prossime azioni “degli sciocchi yankee“.
Nelle prossime due settimane, le gigantesche manovre delle forze statunitensi in combinazione con i militari sudcoreani e giapponesi, potrebbero scatenare la guerra totale con la Corea democratica. Se dovesse scoppiare, vi sarebbe probabilmente l’uso di armi nucleari, con conseguenze catastrofiche umane ed ecologiche. La Marina statunitense intaccata dagli incidenti aggiunge solo ansia per una guerra accidentale. È proprio perciò che Cina e Russia invitavano le parti a ridurre le forze militari e dare priorità a diplomazia e dialogo. Tuttavia, con tipica arroganza, gli statunitensi inasprivano la situazione con l’assurda affermazione che le esercitazioni in Corea sono “solo difensive”. Il Washington Times riferiva illogicamente: “Le truppe statunitensi e sudcoreane iniziano le esercitazioni militari tra le minacce della Corea democratica“. I doppi standard sono visibili. Quando la Russia svolge manovre sul proprio territorio, Washington ed alleati della NATO le definiscono “offensive” per la sicurezza europea. Tuttavia, quando Washington conduce operazioni di terra, mare e aria con 70000 soldati ed “attacchi per decapitare” contro la Corea democratica, beh, le manovre si dicono “difensive”. L’ironia degli incidenti navali statunitensi è che Washington afferma che le sue navi sono presenti in Asia-Pacifico per garantire la “libertà di navigazione”, affermando che la Cina mostra i muscoli nella regione minacciando la libera circolazione internazionale delle navi mercantili. Prima dell’ultima collisione con una petroliera presso Singapore, all’inizio di giugno un altro cacciatorpediniere statunitense dotato di Aegis veniva speronato da una nave da carico al largo del Giappone. Quell’incidente causò la morte di sette membri dell’equipaggio statunitense. Proprio la scorsa settimana i comandanti dell’USS Fitzgerald furono dimessi per incompetenza a seguito di un’inchiesta. A maggio, un’altra nave da guerra degli Stati Uniti entrò in collisione con un peschereccio sudcoreano. Un quarto incidente si ebbe quando una nave da guerra statunitense s’incagliò in Giappone.
Tale incompetenza della Marina statunitense è dovuta in parte alla presenza senza precedenti di navi da guerra di Washington in una delle rotte più congestionate del mondo. Quasi il 25% delle merci globali attraversa lo Stretto di Malacca e il Mar Cinese Meridionale. Più di 200 navi cargo attraversano lo stretto di Malacca, largo 2,8 km, ogni giorno, vicino dove la nave statunitense veniva speronata da una petroliera, questa settimana. Data la frequenza delle incursioni oceaniche delle navi statunitensi, si pone la domanda: quale libertà di navigazione presumibilmente protegge Washington? Ma, in primo luogo, il pericolo peggiore dalle forze statunitensi è l’incompetenza nella gestione di sistemi d’armi presuntamente avanzati in una regione che è già sul bordo della guerra nucleare. L’insensatezza statunitense è criminale. Ecco perché, con la Marina statunitense che circola in giro, non c’è da meravigliarsi che si abbia la sensazione di affondare.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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3 Responses to US Navy e la sensazione di affondare

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