Siria: verso la fine dei giochi

Tony Cartalucci – LD, 14 settembre 2017Mentre le forze siriane raggiungono il fiume Eufrate, rompendo l’assedio della città siriana di Dayr al-Zur, Damasco e i suoi alleati, insieme agli Stati che sponsorizzano il terrorismo che affligge la Siria negli ultimi 6 anni, attuano gli ultimi passi all’avvicinarsi della fine dei giochi. Le forze siriane hanno già liberato Aleppo e continuano a proteggere il confine della Siria con Giordania e Iraq ad ovest dell’Eufrate, sconfiggendo i terroristi sostenuti da Washington, alleati europei e NATO, nonché dai partner del Golfo Persico. Rimane la città di Idlib, divenuta meta finale dei terroristi che fuggono o sono evacuati con operazioni governative da altre aree in Siria. La città e gran parte della provincia confinano direttamente con la Turchia, da dove i terroristi ancora ricevono rifornimenti, armi e rinforzi dalla NATO. Con la natura dei terroristi sponsorizzati dall’occidente ora pienamente svelata e le forze russe ed iraniane presenti sul campo e profondamente investite nella vittoria di Damasco, è inevitabile che quasi tutto il territorio ad ovest dell’Eufrate ritorni sotto il controllo di Damasco. I tentativi politici di preservare Idlib come fortezza dei terroristi difficilmente considerano la natura terroristica dei gruppi che occupano la città, compreso chi opera apertamente sotto le bandiere di al-Qaida.

Ad est dell’Eufrate
A est dell’Eufrate si trova la città di Raqqa campo di battaglia per le forze curdo-statunitensi e i terroristi dello SIIL armati e finanziati da USA e sauditi. Oltre Raqqa, una vasta distesa di territorio viene rivendicata e occupata dalle forze curde, mentre i militari siriani controllano le aree di Qamishli e al-Hasaqah. Attraversato l’Eufrate, a est di Dayr alz-Zur c’è l’offensiva recentemente lanciata dai curdi probabilmente volta ad impedire che i militari siriani attraversino il fiume. Reuters, in un articolo intitolato “L’Esercito siriano e le forze sostenute dagli Stati Uniti convergono contro lo Stato islamico con offensive separate“, riferiva che: “L’alleanza delle forze democratiche siriane, sostenuta dagli USA, dichiarava di aver raggiunto la zona industriale di Dayr al-Zur, a pochi chilometri ad est della città, dopo aver lanciato le operazioni in quest’area nei giorni scorsi”. L’articolo riferiva anche: “I progressi indicano che le forze sostenute dagli Stati Uniti e del governo siriano, col sostegno militare russo, distano solo 15 chilometri separate dal fiume Eufrate, a Dayr al-Zur”. Le forze siriane che attraversano il fiume, liberando il territorio a est dell’Eufrate, renderanno i tentativi di Stati Uniti e ascari di balcanizzare la nazione ancora più futili. Con le posizioni del governo siriano presenti nel territorio curdo e una solida posizione a Dayr al-Zuor, ad est dell’Eufrate, i combattenti curdi dovrebbero intraprendere una campagna pericolosa e costosa per respingere le forze siriane dividendo la nazione. Ciò richiederebbe l’assistenza militare diretta degli statunitensi, rischiando lo scontro tra gli alleati russi e iraniani della Siria e gli Stati Uniti. Non è ancora chiaro quanto gli Stati Uniti siano disposti ad adempiere all’obiettivo secondario di dividere la Siria.

Quali sono le carte ancora sul tavolo?
I responsabili delle politiche statunitensi hanno, dall’inizio del conflitto nel 2011, cercato di dividere la Siria e creavi “santuari” per far continuare instabilità e cambio di regime a Damasco nel lungo periodo, una volta che il cambio di regime immediato non si è materializzato. Per gli Stati Uniti, la prospettiva di separare il territorio ad ovest dell’Eufrate appare ora assai improbabile. Anche i tentativi di occupare il territorio a sud di Damasco lungo il confine siriano-giordano e siriano-iracheno sembrano falliti. Tuttavia, ad est dell’Eufrate con gli ascari curdi degli statunitensi, i “santuari” sono ancora probabili. Tuttavia, la loro utilità nell’effettuare un cambio di regime a Damasco è trascurabile. I tentativi di Stati Uniti e fantocci di occupare quanto più territorio prima della fine dei giochi potrebbero fallire a lungo termine. Nonostante il cambio di regime fallito, gli USA hanno indebolito in modo significativo la Siria. Gran parte della Siria orientale è minacciata di balcanizzazione, una regione in cui gran parte delle ricchezze petrolifere della Siria risiede, e il recupero socioeconomico sarebbe indubbiamente più complicato. Tuttavia, i combattenti curdi filo-statunitensi trasferitisi a Raqqa e Dayr al-Zur non sono in territorio curdo. La capacità dei combattenti curdi filo-statunitensi di sconfiggere i terroristi dello SIIL non si traduce in loro occupazione del territorio. Mentre gli Stati Uniti affermano che i combattenti curdi collaborano con i terroristi arabi, resta la durata di tale alleanza dopo il conflitto. Il dubbio record degli USA nella “costruzione di nazioni” è un altro fattore importante da considerare riguardo le proposte di divisione e controllo della Siria orientale.

Due possibilità per la Siria orientale
Gli Stati Uniti hanno solo un conflitto perpetuo da offrire ai loro alleati curdi e arabi nella Siria orientale, sia con il governo siriano che con la Turchia o continui conflitti etnici tra gli alleati arabi e e curdi degli statunitensi. Inoltre, la nozione di Stato curdo “indipendente”, totalmente dipendente da sostegno e protezione statunitensi, è un paradosso. La probabilità che i curdi di Siria siano subordinati ai curdi filo-statunitensi nel nord dell’Iraq mina anche la nozione d'”indipendenza”. Siria ed alleati, d’altra parte, hanno un futuro da offrire alla minoranza curda. Uno futuro di stabilità entro i confini di uno Stato siriano unito. È un accordo di protezione dall’aggressione turca nel nord e dall’instabilità delle tensioni continue tra curdi filo-statunitensi in Iraq e Baghdad, ad est. Siria ed alleati Russia e Iran hanno anche una posizione così forte nella regione da rendere trascurabile quello con gli Stati Uniti, invasori stranieri.

Cosa cercare
Nelle prossime settimane o mesi, quanto lontano andranno i militari siriani consolidando l’avanzata prima di raggiungere i limiti tattici e strategici, deciderà ciò che resterà dei piani degli Stati Uniti per balcanizzare infine il Paese. Tentativi d’inserire un cuneo tra Damasco ed alleati russi e iraniani sono in corso, in particolare con gli attacchi israeliani sulla Siria e i tentativi di ritrarre la Russia come protettore d’Israele. L’uso d’Israele per provocare pressioni su Damasco e deviare risorse politiche, finanziarie e militari dalle battaglie critiche continuerà. Sono in corso anche tentativi per alienare la minoranza curda della Siria per avvelenare il più possibile qualsiasi tentativo di Damasco di offrire un futuro più attraente a chi agisce da ascaro degli statunitensi nel balcanizzare la nazione. Infine, anche i tentativi d’isolare la Siria e i suoi alleati dalla comunità internazionale continuano, in particolare con le ripetute accuse sull’uso di armi chimiche. Nonostante l’insuccesso di tale tattica, gli Stati Uniti, attraverso le Nazioni Unite, hanno accusato più volte la Siria di utilizzare armi chimiche nel tentativo di giustificare un conflitto diretto con Damasco. Oltre alle battaglie e alle operazioni lampo sul territorio siriano, gli analisti dovrebbero aspettarsi intense manovre diplomatiche da tutti i lati, mente si avvicina la conclusione.Tony Cartalucci, ricercatore e autore geopolitico di Bangkok.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...