Stella rossa sul Nepal

MK Bhadrakumar, Indian Punchline 8 ottobre 2017

Il Partito Comunista del Nepal-UML guidato da KP Oli, il Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista) guidato da Prachanda e il Naya Shakti Nepal guidato da Baburam Bhattarai, annunciavano il 3 ottobre la formazione di una grande alleanza per le future elezioni provinciale e federali in Nepal del 26 novembre e 7 dicembre, con la nuova costituzione. La polarizzazione dello spettro politico frammentato del Nepal su linee ideologiche rende le prossime elezioni un evento spartiacque. In risposta allo sviluppo inaspettato, il Congresso nepalese prevede di organizzare una coalizione di forze di destra con alcuni partitini per contrastare la grande alleanza di sinistra. È interessante notare che i costituenti dell’alleanza di destra potrebbero includere il Rastriya Janata Nepal, costituito in aprile con la fusione di sei partiti “pro-India” madhesi, su consulenza dei mentori indiani. Ancora più interessante è la prospettiva del conservatore e monarchico indù Rastriya Prajatantra Party Democratic, clone del Bharatiya Janata dell’India, che aderisce all’alleanza del Congresso nepalese. Non c’è bisogno d’ingegno per capire che il motivo della polarizzazione delle due grandi alleanze è la rispettiva disposizione verso l’India. L’annuncio della formazione dell’alleanza di sinistra del 3 ottobre sembra aver sorpreso non solo il Congresso nepalese, ma anche Delhi. Il Congresso nepalese concorre a crearsi credibile oppositore, possibilmente con qualche incoraggiamento da Delhi. La polarizzazione politica nepalese è un bene poiché presenta una scelta chiara all’elettorato. La sfocatura del divario ideologico nel periodo della democratizzazione in Nepal fu un fattore importante che ripropose la politica opportunista con conseguente instabilità. La grande questione è se la stabilità politica garantisca una buona governance e offra crescita e sviluppo. L’esperienza dell’India dice qualcosa di diverso. Di certo, l’alleanza di sinistra è ideologicamente motivata e può essere più coesa e capace di offrire un governo stabile. Farà campagna per la giustizia sociale, l’egualitarismo e il nazionalismo nepalese. L’alleanza spera di assicurarsi la maggioranza dei due terzi del nuovo Parlamento rafforzando la presa per regolare le future modifiche costituzionali, a differenza del passato. Nelle elezioni generali, 165 membri del Parlamento nazionale saranno eletti con voto semplice, mentre altri 110 saranno nominati con sistema proporzionale. Sulla base delle prestazioni dei due principali partiti comunisti nelle elezioni per l’assemblea costituente del 2013 e dei sondaggi di quest’anno, l’alleanza di sinistra ha l’occasione di avere la maggioranza nelle prossime elezioni. (I comunisti dispongono di una forte macchina partitica in tutto il Paese). In caso affermativo, il Nepal sarà governato dai comunisti, impresa politica senza precedenti non solo per la democrazia del Nepal ma per la regione sud-asiatica. Importante, basandosi sulle prestazioni dell’alleanza di sinistra nelle elezioni di novembre, s’intende formare un partito comunista unito del Nepal. Sarà il grande rifiuto dell’istituzione indiana, che è riuscita finora a spezzare la sinistra nel Nepal alimentando feroci interferenze e scontri di personalità.
Questo nei primi giorni, ma un governo comunista in Nepal avrà un profondo impatto sulla geopolitica dell’Asia meridionale. È utile considerare come il Nepal abbia una posizione neutrale sullo scontro India-Cina sul Doklam. La capacità dell’India d’influenzare la politica estera del Nepal con un governo comunista sarà ancora più limitata. Allo stesso modo, va visto se l'”uscita” del Nepal dall’orbita indiana avrà un effetto domino sul Bhutan. L”inclinazione’ verso la Cina potrebbe esservi con un governo comunista in Nepal. Il Paese può abbracciare in modo inequivocabile l’Iniziativa Fascia e Via della Cina. Gli investimenti cinesi possono radicalmente trasformare il Nepal. E un confronto sarà inevitabile con le vicine regioni impoverite del Bihar e dell’UP, gestite dal partito governativo dell’India. Le prossime elezioni in Nepal assumono grande importanza per le politiche di vicinato dell’India del governo Modi. Le forze nazionaliste indù che guidano il governo Modi avranno difficoltà ad accettare la prospettiva di un governo comunista nella dimora del dio Shiva. Tenterrà d’interferire nelle elezioni? Tutte le interferenze indiane rischiano una reazione frenetica, dati i pervasivi sentimenti anti-indiani nel Paese. D’altra parte, mentre il BJP non può tollerare un governo comunista neanche nel piccolo Stato meridionale del Kerala, ironicamente, il governo Modi dovrà ingollare veleno facendo accordi con un governo sovrano comunista nel vicino Nepal. Leggasi l’intervista a Baburam Bhattarai, noto ideologo marxista del Nepal, sui drammatici sviluppi politici nel Paese.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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