La nuova “Via della Seta”, Panama e America Latina

Oscar René Vargas, Mondialisation, 26 novembre 2017L’accordo Panama-Cina è stato firmato nel giugno 2017 nell’ambito del gigantesco progetto “Fascia e Via” tessendo una rete globale da est a ovest. La Cina ha attualmente il più alto prodotto interno lordo (PIL) al mondo, calcolato a parità di potere d’acquisto, secondo la classifica del World Factbook World Intelligence Agency (CIA). Si prevede che, in termini di PIL nominale, la Cina supererà, intorno al 2020, Unione europea (UE) e Stati Uniti, rispettivamente prima e secondi. La Cina ha ora le maggiori riserve valutarie, con 3100 miliardi di dollari, contro 775 miliardi dell’Unione europea (quattro volte meno) e 117,3 degli Stati Uniti (26 volte in meno). Il Presidente Xi Jinping si è impegnato a “ricostruire” la Via della Seta come corridoio economico tra Oriente e occidente. Ha fatto una grande scommessa strategica. La Cina ha la più grande rete ferroviaria del mondo, 112000 chilometri, compresi oltre 20000 ad alta velocità. Entro il 2025 ne sono previsti altri 15000 chilometri. La Via della Seta è una gigantesca rete di rotte marittime e terrestri chiamata “Fascia e Via”. L’iniziativa comprende investimenti, finanziamenti, accordi commerciali e decine di zone economiche speciali (SEZ) per un valore di 900 miliardi di dollari. In totale, la Cina vuole investire non meno di 4 trilioni di dollari in 64 Paesi. Il suo progetto è il simbolo della nuova diplomazia della seduzione attuata da Pechino per conquistare i vicini e fare del Paese uno dei principali attori mondiali, se non il principale. Proprio come gli Stati Uniti consolidarono l’influenza economica sull’Europa col Piano Marshall, creato per promuovere la ricostruzione dei Paesi distrutti dalla Seconda guerra mondiale, Pechino intende costruire una vasta rete di trasporto e di gasdotti ed oleodotti per esportare la propria forza economica oltre i confini di Asia, Europa, Africa e America Latina.
La Cina diventa rapidamente il più grande “impero commerciale” al mondo. Basta confrontare il Piano Marshall da 800 miliardi di dollari USA (in valore attuale) degli Stati Uniti cogli investimenti della Cina che sono già a 300 miliardi di dollari e prevede di investirne un altro trilione nel prossimo decennio. La sola Cina ha concesso più crediti ai Paesi in via di sviluppo della Banca mondiale. Il progetto “Fascia e Via” ha una componente terrestre, una marittima e una oceanica. Le SEZ sono guarnigioni commerciali nelle catene di approvvigionamento internazionali attraverso le quali la Cina può proteggere il proprio commercio senza creare vincoli coloniali. In questo piano, dobbiamo analizzare il trattato tra Panama e la Cina. Nella strategia della crescita della Cina, l’Europa svolge un ruolo fondamentale come mercato per i prodotti cinesi e per acquisizione e cooperazione ad alta tecnologia su temi prioritari come l’ambiente. Pertanto, la nuova Via della Seta terrestre consiste di due rami principali con una moltitudine di terminali e diramazioni. Il primo, basato sulla vecchia carovaniera (e ancora senza una rotta definita), è il più conflittuale, poiché attraversa aree di marcata instabilità in Asia centrale e Medio Oriente. Le guerre in Afghanistan e Siria rallentano questa rotta terrestre; povertà, sfiducia e quasi totale mancanza di infrastrutture in alcuni di Paesi, come Kirghizistan e Tagikistan. Nel dicembre 2015 la Cina collegava ad alta velocità Pechino e la capitale della provincia più occidentale Urumqui (Xinjiang). Il progetto ferroviario cinese avrebbe unito Urumqui (Cina) a Sofia (Bulgaria), attraverso Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Iran e Turchia. La tattica di questi Paesi per consentire la costruzione di ferrovie, strade ed oleodotti è impegnare miliardi di dollari per finanziare i vari progetti. Il secondo ramo, attraverso Russia e Kazakistan, è già operativo, ma richiede una modernizzazione. Attualmente vi sono treni regolari tra Pechino e Mosca che impiegano sei giorni e mezzo. Ma la Cina ha già investito 6 miliardi di dollari per la costruzione del treno ad alta velocità Mosca-Kazan, per un valore di 24 miliardi di dollari, che in seguito consentirà il collegamento tra la capitale russa e la Cina attraverso il Kazakistan.; ciò ridurrà la durata del viaggio Mosca-Pechino a 33 ore.
L’iniziativa “Fascia e Via” integra anche la dimensione marittima. Come la Via della Seta terrestre, la rotta ha anche diverse diramazioni principali e una moltitudine di secondarie. Lasciando la provincia del Fujian, a sud-est, attraverso il Mar Cinese Meridionale, entra nell’Oceano Indiano e raggiunge il Corno d’Africa. Una di esse si dirige a nord attraverso Mar Rosso e Mediterraneo fino a Venezia. L’altra va verso Dar as-Salam (Tanzania) e la costa sud-orientale dell’Africa. La terza va verso l’America Latina. In seguito all’accordo di Stato tra Panama e Cina, firmato il 17 novembre 2017, Panama aderisce all’iniziativa della Via della Seta e della Rotta della Seta del 21° secolo (accordo 14) diventando la terza diramazione marittima dell’Iniziativa. Secondo me, con Panama beneficiaria della clausola della nazione più favorita dalla Cina, si annulla la possibilità di costruire un canale inter-oceanico attraverso il Nicaragua. È prevista la possibilità di finanziare grandi progetti infrastrutturali in futuro: ad esempio, la quarta chiusa del Canale di Panama. Pertanto, il trattato Ortega-Wang (del 2013, tra D. Ortega e l’uomo d’affari Wang) assomiglia al trattato Chamorro-Bryan (del 1914) servendo solo per ottenere un diritto specifico (un “brevetto”) per costruire il canale attraverso il Nicaragua in modo che nessun altro possa farlo. La Via della Seta marittima può dare impulso agli sviluppi in Africa. Dall’inizio del decennio, la Cina è il principale partner commerciale del continente nero, la Cina vuole raddoppiare il volume di affari entro il 2020. Nel 2015, l’investimento del gigante asiatico in Africa ha raggiunto i 25 miliardi di dollari. Più di 2000 aziende cinesi sono presenti in diversi Paesi in settori come miniere, petrolio e altre risorse, infrastrutture, costruzioni, agricoltura, tessuti e altri manufatti. La Via della Seta marittima mira a creare grandi infrastrutture portuali che, secondo un rapporto del Pentagono, servirebbe non solo per scopi commerciali, ma il cui obiettivo finale sarebbe sostenere l’ambizione della Cina di diventare potenza navale. Una delle basi principali della politica “Fascia e Via” è il Pakistan. Si prevede che il suo territorio servirà ad unire le rotte marittime e terrestri attraverso la ferrovia che attraverserà il Pakistan dal porto di Gwadar, all’estremità sud-ovest all’estremità nord-est, con la rete ferroviaria cinese.
La Cina sembra aver trovato la pietra filosofale nella Via della Seta. Se nel 2013 il Presidente Xi Jinping sorprese tutti col progetto di rivitalizzare la vecchia rotta dei cammelli, quattro anni dopo, programma non solo di unire Cina ed Europa con una vasta rete di treni, automezzi e navi. Asia centrale, Medio Oriente, Sud-est asiatico e Africa orientale ne sono integrati, ed anche America Latina. La Cina è passata da ruolo secondario ad attore fondamentale nella comprensione delle dinamiche economiche e commerciali dell’America Latina. Nel 2010, gli investimenti cinesi in America Latina ammontavano a 31,72 miliardi di dollari. A fine 2016, ammontavano a 113,662 miliardi. In altre parole, un aumento di 81,942 miliardi di dollari USA. A fine 2016, gli investimenti cinesi erano concentrati in tre Paesi: Brasile (54,49 miliardi di USD), Perù (12,372 miliardi di USD) e Argentina (10,587 miliardi di USD). Questi tre Paesi rappresentano il 71% degli investimenti cinesi in America Latina. In America Latina, il progetto cinese prevede la costruzione di una linea ferroviaria che collega Atlantico e Pacifico attraverso Brasile e Perù, dimostrando l’intenzione della Cina di diventare il principale partner commerciale dell’America Latina, nonché l’aspirazione ad essere una potenza mondiale. Il commercio tra Cina e America Latina è aumentato di 22 volte nell’ultimo decennio e gli enormi investimenti di Pechino prevedono che continui a crescere. La tratta pianificata collegherà il porto brasiliano di Açu (315 chilometri a nord di Rio de Janeiro, in piena espansione, divenendo il terzo più grande al mondo e il primo in America Latina) al porto peruviano di Ilo (1200 chilometri a sud di Lima). Questa Via della Seta transoceanica ridurrà notevolmente il tempo degli scambi. Ora, i prodotti sudamericani devono attraversare il Canale di Panama e, da lì, navigare per 30 giorni per raggiungere il porto di Tianjin (a sud di Pechino). Le relazioni economiche tra Cina e America Latina sono state così rapide da diventare il secondo partner commerciale, con 263,6 miliardi di dollari nel 2014. Ciò significa che ha superato l’Unione europea e si trova solo dietro gli Stati Uniti. Tra il 2005 e il 2013, la Cina ha erogato 102 milioni di prestiti all’America Latina. Pechino ha trovato in America Latina il quadro appropriato per la sua diplomazia della seduzione: 600 milioni di persone e una classe media relativamente ampia che rappresenta un grande mercato per prodotti economici e tecnologici. Il piano di Xi Jinping per rivitalizzare la vecchia Via della Seta ha innescato tutti gli allarmi a Washington.
La nuova Via della Seta svolge anche un ruolo fondamentale nel matrimonio di convenienza tra Cina e Russia. “Se la Cina riesce a connettere la fiorente industria con il cuore dell’Eurasia, dalle vaste risorse naturali, allora è possibile, come previde nel 1904 il geografo inglese Halford Mackinder, profilarsi un impero mondiale“, avverte lo storico Alfred McCoy dell’Università del Wisconsin-Madison (USA). “La vittoria migliore è quella ottenuta senza combattere, e questa è la distinzione tra un uomo prudente e uno ignorante“, dice Sun Zu nel suo libro L’Arte della Guerra, la cui filosofia governa le relazioni estere della Cina.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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