Gli USA annunciano di aver eliminato 300 curdi, poi dicono che erano Russi

News Front 13.02.2018Partendo dalla storia di come nella notte tra il 7 e l’8 febbraio, gli Stati Uniti “sconfissero” in Siria “la colonna militare russa della PMC Wagner, i cui combattenti, insieme alle forze del regime di Bashar Assad, cercarono di entrare nei depositi petroliferi occupati dagli alleati degli Stati Uniti, le forze democratiche siriane (SDF) guidate dai curdi“, si accumulano nuovi fatti del tutto incredibili e dettagli “veritieri”, donando un tocco più interessante. Peggio ancora non andrà. Così, 2 giorni prima, un’edizione del quotidiano turco Sabah pubblicava l’articolo dal titolo “Gli Stati Uniti hanno colpito per errore i curdi della coalizione democratica siriana nella regione sud-orientale della provincia di Dayr al-Zur“, che dice che secondo i media filo-governativi siriani, le forze aeree statunitensi avevano colpito Dayr al-Zur bombardando involontariamente le SDF, presumibilmente per via di coordinate errate. Fu riferito che 300 curdi erano stati uccisi dagli attacchi aerei statunitensi.Al momento l’articolo è stato cancellato. Ma c’è una schermata del titolo e dei primi paragrafi.Inoltre, la ristampa con un link è stata conservata in un sito pakistano.Non pretendo di giudicare se sia vero. Soprattutto, provenendo da relazioni più che complicate tra Turchia, Stati Uniti e curdi. Tuttavia, data l’isteria alimentata sul tema delle “perdite russe” nella stessa regione e nelle stesse circostanze, oso supporre che tutto possa accadere. E l’incredibile leggenda urbana sui “mercenari russi” non può che essere una cortina fumogena volta a nascondere qualcos’altro. Ad esempio, un’operazione statunitense. Certo, questa è solo una versione. Il che, tenendo conto di tutti i problemi, le dispute, le omissioni, il vuoto e le “notizie”, ha diritto di esserci.

Il Cremlino esorta i media a non fidarsi della disinformazione sulla Siria
TASS 14 febbraio 2018

Il portavoce presidenziale Dmitrij Peskov ha chiesto ai media di non farsi guidare da “dati distorti” in relazione a rapporti su russi presumibilmente uccisi in Siria. “Esortiamo tutti a non farsi distrarre da informazioni errate, intenzionali o no, e a fare attenzione alla descrizione di tali incidenti potenzialmente importanti, per non farsi affascinare da distorsioni“, dichiarava il portavoce del Cremlino riguardo le notizie su numerosi russi presumibilmente uccisi nella provincia siriana di Dayr al-Zur, il 7 febbraio. Data la mancanza di dati specifici, Peskov dichiarava di non aver capito la domanda di un giornalista che chiedeva se fosse possibile dichiarare il lutto per numerosi russi presumibilmente uccisi in Siria il 7 febbraio. Notava che il Cremlino non aveva informazioni specifiche, il che non consentiva di trarre conclusioni sul numero di russi in Siria. “Non si può escludere che cittadini russi siano in Siria, ma non sono militari russi, è tutto ciò che possiamo dire, ma comunque i nostri cittadini rimangono cittadini russi, qualunque cosa accada“, concludeva. Una fonte del Ministero degli Esteri russo aveva già riferito che notizie su decine e centinaia di cittadini russi presumibilmente uccisi in Siria sono disinformazione. La settimana prima, la CBS aveva riferito che forze filo-governative siriane, che avrebbero attaccato il quartier generale delle forze democratiche siriane sostenute dagli USA (SDF) nella provincia siriana di Dayr al-Zur il 7 febbraio, comprendevano cittadini russi. La coalizione guidata dagli Stati Uniti aveva lanciato un attacco aereo contro le forze filogovernative. Il Ministero della Difesa russo affermò che i miliziani siriani furono attacchi dalla coalizione il 7 febbraio per azioni non coordinate con l’esercito russo. L’incidente causò 25 feriti. Non c’erano militari russi nella zona, notava il ministero.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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