La Fondazione Rockefeller e la guerra psicologica

Triangle, 15 agosto 2015

Nelson Rockefeller

La Fondazione Rockefeller fu la principale fonte di finanziamento della ricerca sull’opinione pubblica e la guerra psicologica tra gli anni ’30 e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Col governo e le grandi corporazioni che non mostravano ancora alcun particolare interesse o supporto agli studi sulla propaganda, la maggior parte dei finanziamenti per la ricerca proveniva da tale potente organizzazione, che comprese l’importanza di valutare e guidare l’opinione pubblica immediatamente prima della guerra. L’interesse filantropico di Rockefeller nell’opinione pubblica era duplice:
Valutare e modificare l’ambiente psicologico degli Stati Uniti in previsione dell’impegno nell’imminente guerra mondiale.
Condurre la guerra psicologica e sopprimere l’opposizione popolare all’estero, specialmente in America Latina.
Dopo aver scoperto che l’amministrazione Roosevelt era politicamente impantanata e la sua capacità di prepararsi alla guerra in termini di propaganda interna ed estera era ridotta, la Fondazione Rockefeller creò programmi ed istituti di ricerca presso l’Università di Princeton e di Stanford e la New School for Social Research, per supervisionare e analizzare le trasmissioni radio a onde corte dall’estero. I “padri fondatori” della ricerca sulle comunicazioni di massa non avrebbero mai potuto creare questo campo di studio senza la generosità dei Rockefeller. Come Harold Laswell, propagandista durante la Prima guerra mondiale ed esperto di scienze politiche all’Università di Chicago; e lo psicologo Hadley Cantril, uno dei maggiori esperti dell’informazione, che consentì all’impero USA e alle società controllate dai Rockefeller di dominare il periodo successivo alla Seconda guerra mondiale. Durante questo periodo, Cantril fornì al conglomerato Rockefeller importanti informazioni e nuove tecniche per misurare e controllare l’opinione pubblica in Europa, America Latina e Stati Uniti. Cantril, compagno di stanza di Nelson Rockefeller alla facoltà di Dartmouth alla fine degli anni ’20, conseguì il dottorato in psicologia ad Harvard e fu co-autore di The Psychology of Radio nel 1935 con Gordon Allport, il suo supervisore della tesi. Cantril e Allport notarono che “la radio è un mezzo di comunicazione completamente nuovo, uno strumento di controllo sociale e mezzo storico per influenza sul paesaggio mentale dell’umanità“. Lo studio suscitò l’interesse di John Marshall, capo della sezione scienze umane della Fondazione Rockefeller, incaricato di convincere le emittenti private a includere più contenuti educativi nella loro programmazione, sviluppata fino ad allora solo per attirare inserzionisti. Per raggiungere questo obiettivo, Rockefeller finanziò associazioni nelle reti CBS e NBC. Sapendo dei legami tra Rockefeller e Cantril da Dartmouth, Marshall l’esortò a presentare domanda di finanziamento alla fondazione. Cantril ricevette una sovvenzione di 67000 dollari per finanziare il Princeton Radio Project (PRP) per due anni alla Princeton University. Lì, Cantril condusse studi sugli effetti della radio sul pubblico. Nel 1938, Cantril divenne anche uno dei redattori che fondò la rivista finanziata da Rockefeller Public Opinion Quarterly, poi strettamente associata alle operazioni di guerra psicologica del governo degli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Quando l’ente di Princeton fu avviato, il ricercatore della CBS Frank Stanton, altro psicologo vicino a Rockefeller, fu nominato direttore della ricerca del PRP, ma ricoprì un ruolo secondario come direttore associato per la sua posizione nella CBS. Fu in quel momento che Paul Lazarsfeld, emigrato austriaco esperto in scienze sociali, fu reclutato da Cantril. Così Cantril, Stanton e Lazarsfeld furono associati e posti nelle condizioni ideali per intraprendere uno studio su larga scala dell’opinione pubblica e della sua persuasione. L’opportunità di condurre un’analisi del genere venne in occasione della trasmissione della CBS di Orson Welles sull’adattamento della Guerra dei mondi di HG Wells, del 30 ottobre 1938. Lazarsfeld ritenne che fosse un evento particolarmente notevole, e immediatamente chiese a Stanton il finanziamento della CBS per studiare le reazioni a quella che allora fu la più importante persuasione di massa nella storia dell’umanità. Nei mesi successivi, le testimonianze degli ascoltatori della Guerra dei Mondi furono raccolte e inoltrate a Stanton presso la CBS, prima di essere analizzate nello studio di Cantril pubblicato nel 1940: The Invasion From Mars: A Study in the Psicology of Panic. Notando la mancanza di “informazioni di base su formazione ed evoluzione” dell’opinione pubblica, la fondazione cercò di comprendere meglio quest’ultimo nel corso della guerra. Il rapporto della fondazione per il 1939 afferma: “La guerra in Europa ha offerto a questo Paese un’opportunità unica per studiare lo sviluppo dell’opinione pubblica, i cambiamenti che l’influenzano in base al contesto e le motivazioni alla base di questi cambiamenti“.
Dopo aver affidato a Cantril il compito di rivedere i dati di diversi anni di sondaggi e interviste, la direzione della fondazione concluse che il progetto: “fornirebbe fatti essenziali sulla formazione e le tendenze dell’opinione pubblica quando passa dallo stato di pace a quello di guerra, poi da uno stato all’altro sotto l’influenza di guerre successive. Ci aspettiamo che un’ulteriore analisi dei dati dimostri l’influenza di fattori come relazioni familiari, livello di istruzione e di occupazione, origine dei gruppi che mostrano forte interesse o mancanza di interesse su molti argomenti”. Così, con l’entrata degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale ormai imminente, Rockefeller fornì 15000 dollari a Princeton per istituire l’Ufficio della ricerca sull’opinione pubblica (OPOR). Uno degli obiettivi principali di OPOR era esaminare sistematicamente il processo di formazione dell’opinione, i fattori che motivano i sentimenti del pubblico su certi argomenti e, come disse Cantril, “seguire le fluttuazioni dell’opinione pubblica durante la guerra già iniziata in Europa e che sentivo presto avrebbe coinvolto gli Stati Uniti“. Nel 1940, la fondazione portò la dotazione per la ricerca dell’opinione pubblica e le comunicazioni di massa a 65000 dollari, di cui 20000 assegnati all’Opor di Cantril. Inoltre, 25000 furono assegnati alla Princeton School of Public and International Affairs per monitorare e valutare le trasmissioni radio europee a onde corte e 20000 ad Harold Lasswell, esperto di scienze politiche presso l’Università di New Brunswick. Chicago, per creare un istituto presso la Biblioteca del Congresso “per condurre ulteriori studi sulle trasmissioni radio, stampa e altri media”. Una stazione di monitoraggio radio a onde corte fu istituita presso la Stanford University per valutare le comunicazioni dall’Asia. Cantril poté, attraverso metodi di campionamento segreti, prevedere il comportamento degli elettori in importanti referendum in Canada e Stati Uniti. Questi successi ricordarono il giovane psicologo al suo ex-compagno di classe Nelson Rockefeller, stretto collaboratore di Franklin Roosevelt. Rockefeller supervisionò l’ufficio del Coordinatore degli affari inter-americani presso il dipartimento di Stato, un ramo dell’intelligence statunitense la cui attività principale era condurre operazioni di guerra psicologica in America Latina. Data la repulsione degli statunitensi per la propaganda, nomi come quello dato all’agenzia di Rockefeller intendevano oscurare la natura di tali operazioni.
Una delle principali preoccupazioni di Rockefeller era verificare lo stato dell’opinione pubblica in Sud America, al fine di stabilire gli interessi bancari e petroliferi dei Rockefeller nella regione. Secondo lui, il potere non si sarebbe più manifestato col controllo militare sulle colonie, ma piuttosto coll’esercizio del soft power, in cui comprensione e anticipazione delle tendenze dell’opinione pubblica erano al centro dell’attenzione. A tal fine, alla fine degli anni ’40, Rockefeller aiutò Cantril e il consigliere pubblico George Gallup a creare l’American Social Surveys, una cosiddetta organizzazione non-profit che analizzò meticolosamente i cambiamenti nell’opinione pubblica in Sud America. Nel 1942, Cantril pose anche la prima pietra de The Research Council, Inc. col finanziamento del magnate pubblicitario Gerard Lambert. Con sede a Princeton, il Consiglio di ricerca intraprese un sondaggio nazionale per valutare l’opinione pubblica sulla guerra e anticipare lo stato dell’ambiente dopo la fine delle ostilità. Usando Rockefeller come intermediario, Roosevelt studiò attentamente i risultati della ricerca di Cantril per scrivere i suoi discorsi durante la guerra. Il Consiglio di ricerca iniziò ad implementare programmi in Nord Africa per conto del dipartimento di guerra psicologica dell’intelligence militare, del dipartimento di Stato riguardo l’atteggiamento degli statunitensi verso gli affari esteri degli Stati Uniti, e dell’Office of Strategic Services (OSS, precursore della CIA) sullo stato dell’opinione pubblica in Germania. Il Consiglio di ricerca di Cantril continuò le attività a favore degli interessi statunitensi nel dopoguerra, valutando l’opinione pubblica in Francia, Paesi Bassi e Italia per anticipare e reprimere sul nascere i movimenti popolari politici e sociali. In seguito si seppe che, per la maggior parte dell’esistenza, il Consiglio di ricerca fu finanziato dalla CIA attraverso la Rockefeller Foundation, una tecnica utilizzata frequentemente da Rockefeller per supportare vari programmi segreti. Nelson era così contento dell’analisi di Cantril sull’opinione pubblica europea che, mentre era consulente per la guerra psicologica del presidente Eisenhower nel 1955, offrì al ricercatore e al suo socio Lloyd Free un patrocinio a vita da 1 milione di dollari per continuare a fornire tali informazioni. Cantril ricorda che “Nelson fu sempre profondamente convinto che strumenti e concetti forniti dalla psicologia andassero usati per avere una migliore comprensione dei popoli“. Sostenuto da tali enormi risorse, che il New York Times rivelò in seguito provenire dalla CIA usando la Fondazione Rockefeller come schermo, i ricercatori crearono un’organizzazione senza scopo di lucro, l’Istituto per la ricerca sociale internazionale, in cui Rockefeller era uno dei principali amministratori.
L’interesse della Fondazione Rockefeller per l’arte della persuasione negli Stati Uniti crebbe durante la guerra. Ad esempio, tra il 1938 e il 1944, l’organizzazione spese 250000 dollari per la produzione di film documentari ed educativi attraverso l’American Film Center. Alla fine degli anni ’40, i funzionari della fondazione avevano sviluppato un interesse ancora maggiore nel manipolare l’opinione. Come affermato nel rapporto della Fondazione del 1948: “Una buona comprensione dei cambiamenti nella comunicazione e stato generale mentale è importante per il nostro sistema educativo, per i leader di grandi organizzazioni e per gli interessati al comportamento e alle opinioni politiche“. Ad esempio, la Fondazione Rockefeller condusse un finanziamento senza precedenti per la ricerca sulla guerra psicologica. Nel 1954, per esempio, un fondo di 200000 dollari fu assegnato allo psicologo di Yale Carl Hovland per finanziare i suoi studi sulla persuasione e la modificazione dell’umore. Con la Guerra Fredda sullo sfondo, i finanziamenti per tali lavori furono sempre più forniti dalle forze armate statunitensi, che spesso reclutavano scienziati sociali addestrati sotto gli auspici dei Rockefeller. Come notato dallo storico Christopher Simpsons, il finanziamento del governo dal dopoguerra era almeno il 75 per cento del bilancio del Bureau of Applied Social Research di Lazarsfeld, presso la Columbia University, nonché dell’Institute for International Social Research di Cantril a Princeton.
Tradizionalmente, la classe dirigente della famiglia Rockefeller non distingueva tra statunitensi e stranieri, poiché erano obiettivi della propaganda e modificazione comportamentale, il che spiega gli sforzi della Fondazione Rockefeller nelle aree globali dell’istruzione e scienze sociali. Se visti dalla prospettiva che considera i confini nazionali degli ostacoli a programmi di potere e controllo politico-economico, sono anche sottoposti a manovre manipolative e persuasive, così come all’ingegneria del consenso. L’interesse di Rockefeller per la guerra psicologica, tuttavia, è solo un capitolo di una grande saga. Per convincersene, è sufficiente contemplare le conseguenze del sostegno dato ad alcuni approcci filosofici e pedagogici nel sistema educativo statunitense, a partire dall’inizio del XIX secolo, che ha portato al significativo declino della qualità delle strutture educative. Altre attività filantropiche dei Rockefeller possono essere esaminate, tra i tentativi di placare una popolazione scioccata dal massacro di Ludlow o i famosi doni in monete da 10 centesimi di John D. Rockefeller, che furono l’esercizio approfondito della gestione di una stampa meticolosamente orchestrata.James F. Tracy è professore di sociologia dei media presso la Florida Atlantic University.

Riferimenti
– Cantril, Hadley e Gordon Allport. 1935. La psicologia della radio. New York: Harper & Brothers Publishers.
– Cantril, Hadley. 1940. The Invasion from Mars: uno studio nella psicologia del panico. Princeton NJ: Princeton University Press.
– Cantril, Hadley. 1967. La dimensione umana: esperienze nella ricerca politica. New Brunswick, NJ: Rutgers University Press.
– Cramer, Gisela. 2009. “The Rockefeller Foundation and Pan-American Radio“, in Patronizing the Public: la trasformazione della cultura, della comunicazione e degli studi umanistici della filantropia statunitense, pp. 77-99, di William J. Buxton (a cura di). Lanham MD: Lexington Books.
– Engdahl, F. William. 2009. Gods of Money: Wall Street e la morte del secolo americano, Joshua Tree, CA: Progressive Press.
– Gary, Brett. 1999. Ansie di propaganda dalla prima guerra mondiale alla guerra fredda, New York: Columbia University Press.
– Glander, Timothy R. 1999.Origini della ricerca sulla comunicazione di massa durante la guerra fredda: effetti educativi e implicazioni contemporanee. New York: Routledge.
– Lazarsfeld, Paul F. 1969. “Un episodio nella storia della ricerca sociale: una memoria“, in The Intellectual Migration: Europe and America, 1930-1960, pp. 270-337, di Donald Fleming e Bernard Bailyn (a cura di). Cambridge, MA: Harvard University Press.
– Maessen, Jurriaan. 2012. “Rivelati i documenti della Fondazione Rockefeller attivamente impegnati nel Controllo mentale di Massa“, Infowars.com, 4 marzo.
– Pooley, Jefferson. 2008. “La nuova storia della ricerca sulla comunicazione di massa“, nella ricerca sulla storia dei media e della comunicazione: Contested Memories , pp. 43-69, di Jefferson Pooley e David W. Park (a cura di). New York: Peter Lang.
Rapporto annuale della Fondazione Rockefeller – 1939. New York: Fondazione Rockefeller.
Rapporto annuale della Fondazione Rockefeller – 1940. New York: Fondazione Rockefeller.
– Simpson, Christopher. 1993. Science of Coercion: Communication Research and Psychological Warfare, 1945-1960. New York: Oxford University Press.
– Shaplen, Robert e Arthur Bernon Tourtellot (eds.). 1964. Verso il benessere dell’umanità: cinquant’anni della Fondazione Rockefeller. Garden City NY: Doubleday & Company.

Henry Kissinger, Nelson Rockefeller e Gerald Ford

Questo articolo è la traduzione di The Rockefeller Foundation e Early Psychological Warfare Research, pubblicato da John F. Tracy su Memory Hole.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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2 Responses to La Fondazione Rockefeller e la guerra psicologica

  1. «Il problema del finanziamento non è affatto un problema secondario nel meccanismo delle rivoluzioni, anche se finora la storiografia non vi ha prestato, per oggettive difficoltà, la dovuta attenzione; ma è evidente che il denaro costituisce l’elemento indispensabile per allestire e mettere in moto un ingranaggio che non voglia essere fragile e sporadico. Le rivolte sono possibili comunque, le rivoluzioni richiedono invece un’organizzazione più complessa, a cui non basta la disperazione; e ciò vale anche per la trasformazione, più o meno alchemica, delle rivolte in rivoluzioni».

    L’occhio balza, a questo proposito, su di un passo della biografia di Mary Catherine Bateson, figlia di Gregory Bateson e Margaret Mead, fautori dei salti di paradigma innescati dal maremoto sessantottino.
    A pagina 8 si legge: «Il mese che ho trascorso in Italia nell’estate del 1983, alla Bellagio Conference and Study Center of the Rockefeller Foundation, è stato il periodo […]».

    Ma come?
    Si cerca di picconare a morte il Sistema e poi si è ospiti di una Fondazione patrocinata niente di meno che da uno dei più grandi magnati dello stesso Sistema che si vuole abbattere?
    Pare evidente che non si muovesse foglia, come si suol dire, nel terreno della cultura progressista senza gli auspici della Fondazione Rockefeller.
    Un’altra testimonianza a riguardo la troviamo in La musica per film, di Theodor Wiesengrund Adorno e Hanns Eisler, nella prima pagina della prefazione: «Questo libro, nel quale i due autori espongono le comuni esperienze e considerazioni nel campo della musica per film, è stato influenzato da circostanze particolari. Quando Hanns Eisler assunse la direzione del Film Music Project, finanziato dalla Fondazione Rockefeller, era previsto sin dall’inizio di realizzare una specie di rendiconto […]. T.W. Adorno dirigeva la sezione musicale di un’altra indagine della Rockefeller, il Princeton Radio Research Project alla Columbia University».

    Inusitato, oseremmo dire “dissonante”, l’aforisma di Adorno dal titolo “Protezione, aiuto e consiglio” in cui scrive: «Occorre guardarsi, soprattutto, dalla ricerca di potenti da cui ci “si può attendere qualcosa”. La prospettiva di futuri vantaggi è il nemico mortale della formazione di rapporti veramente umani […] che non possono mai nascere dall’idea di scopi pratici. Non meno pericolose le ombre del potere […]».
    Inusitato anche perché solo ad esaminare, quasi a caso, un suo collega della Scuola di Francoforte, Franz Leopold Neumann, filosofo e giurista tedesco, che si rese famoso con la sua opera Behemoth. Struttura e pratica del nazionalsocialismo, apparsa nel 1942, si lumeggiano, come dire?, prospettive curiosissime.

    «Neumann […] entrò nel Board of Economic Warfare come capo consulente, e poco dopo nell’Office of Strategic Services».

    Ma non fu il solo.

    «Anche Kirchheimer entrò nell’OSS [Office of Strategic Services; N.d.A.] insieme a Marcuse, che aveva da poco terminato Ragione e rivoluzione».

    E quanto sopra come si concilia con la sponsorship avuta da Adorno dalla fondazione Rockefeller?
    E queste “ombre del potere, pericolose” che cita Adorno, lo tenevano oscurato – un uomo come lui così acrimonioso nel descrivere ed illuminare di una luce spietata tutte le pecche dell’Aufklärung corrente – del tutto sui progetti di eugenetica pan-nazista sponsorizzati da Rockefeller e compagnia?
    Forse.
    Sebbene si stenti a crederlo. Si stenta a credere alla versione di un uomo così informato e critico su ogni recondita piega del Potere e così ammutolito, afono, ad esempio, sull’«ammirazione e sostegno verso la Germania di Hitler da parte del Movimento per il controllo delle nascite e del Movimento eugenetico. La Federazione Internazionale delle Organizzazioni Eugenetiche, sostenuta da influenti banchieri anglo-americani (come la famiglia Rockefeller), nel Congresso mondiale tenuto nel 1932 delinea […] i programmi sulla razza e sulla popolazione che ci si aspettava fossero realizzati dal movimento nazista.
    E fino al 1940 la Birth Control Review continua ad ospitare articoli che plaudono alle leggi naziste sulla sterilizzazione. In particolare, nel numero 4 aprile 1933, presenta con grande enfasi un articolo del professor Ernst Rudin, psichiatra nazista e dal ’32 presidente della Federazione Internazionale delle Organizzazioni Eugenetiche, dal titolo chiarificatore Sterilizzazione eugenetica: un bisogno urgente. Nel documento si chiede una crescente azione per “prevenire la moltiplicazione di cattive razze”.
    Per la cronaca, i fondi della famiglia Rockefeller permisero al professor Rudin di aprire a Monaco, nel 1927, il suo Istituto Kaiser Guglielmo per l’Antropologia, l’Eugenetica e la Genetica Umana, che ebbe un ruolo di primo piano nella formulazione delle leggi razziali del 1935 in Germania».

    Tutto ciò rimane un mistero. Mistero a cui, riconosciamo, non abbiamo accesso. Forse si tratta di un caso di lingua biforcuta, e di sapiente uso dei due pesi e due misure?

    Certo che per essere figlia di cotanti “contestatori-della-società-capitalistica” la ruota alla Bateson le è girata bene, se è stata accolta nel seno di una fondazione la quale porta il nome (ed i soldi) di uno dei maggiori tycoon del capitalismo mondiale. Verrebbe lecito chiedersi che vincolo, che connessione di connoisseurs, esiste tra tali contestatori e chi li patrocina, sempre che ne esista una, e non fosse invece tutto il frutto di una fortuità.
    Mallarmé direbbe che “un colpo di dadi non abolisce il caso”.
    Siamo d’accordo con lui. E rimaniam quieti. Ma un istante dopo l’occhio cade su un accenno di Calasso, che recita così: «Come mai questi incontri e coincidenze fra pensatori nemici? Perché di là da tutte le palesi incompatibilità reciproche, essi sono accomunati da qualcosa di ben più profondo, che ci permette di passare dall’uno all’altro come da un nodo all’altro di una stessa rete (di agenti segreti?)…».
    Calasso scrive “agenti segreti”. Dato che Calasso non è incline a scrivere cose a vanvera ci si reitera la domanda di quali coincidenze abbiano portato sugli stessi lidi “pensatori” così distanti almeno all’apparenza, tra di loro.
    Coincidenze solo?
    Certamente sì.

  2. Pingback: La Fondazione Rockfeller – Ambiente futuro

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