L’ultima opzione della NATO nella guerra per procura perduta

Tony Cartalucci New Eastern Outlook 06/02/201612189014Mentre le forze siriane ed alleate accerchiano la città più grande della Siria, Aleppo, Stati Uniti e alleati regionali indicano un improvviso interesse per le operazioni di terra in Siria, tra cui le forze aeree degli Stati Uniti a sostegno delle forze di terra turco-saudite. Se è ovvio che Stati Uniti e alleati rispondono direttamente al crollo delle loro forze per procura nel Paese, le ultime minacce di aggravare ulteriormente il conflitto in Siria non si basano sulla “lotta allo SIIL”. The Guardian, nell’articolo, “L’Arabia Saudita offre d’inviare truppe di terra in Siria per combattere lo SIIL“, riferisce: “L’Arabia Saudita s’è offerta per la prima volta d’inviare truppe di terra in Siria per combattere lo Stato islamico, secondo il suo ministero della Difesa. Il regno è pronto a partecipare ad attività di terra che la coalizione (contro lo SIIL) può svolgere in Siria“, ha detto il portavoce militare, generale di brigata Ahmad al-Asiri, a un’intervista ad al-Arabiya. Fonti saudite hanno detto al Guardian che migliaia di forze speciali potrebbero essere utilizzate, probabilmente in coordinamento con la Turchia”. In realtà, Turchia e Arabia Saudita hanno svolto un ruolo centrale nella creazione dello SIIL e nel sostenerne logisticamente e finanziariamente le azioni in Siria e Iraq. Questo secondo non solo i nemici di Ankara e Riyadh, ma secondo il loro primo alleato, gli Stati Uniti. Già nel 2012, un documento (.pdf) del Dipartimento di Intelligence Agency (DIA) ammise su conflitto siriano e ascesa dello SIIL che: “Se la situazione si dipana vi è la possibilità di stabilire un principato salafita dichiarato o meno nella parte orientale della Siria (Hasaqa e Dayr al-Zur), e questo è esattamente ciò che le potenze che supportano l’opposizione vogliono per isolare il regime siriano, considerato profondità strategica dell’espansione sciita (Iraq e Iran)”. La menzione di questo “principato” (stato) “salafita” (islamico) nel 2012 indica chiaramente quando si decise di trasformare gli agenti di Stati Uniti, Arabia Saudita e Turchia di al-Qaida, allora chiamati “ribelli”, ufficialmente nello SIIL. Per chiarire quali “potenze in aiuto” ne sostengono la creazione, il rapporto della DIA spiega: “Occidente, Paesi del Golfo e Turchia sostengono l’opposizione; mentre Russia, Cina e Iran sostengono il regime”.
E’ chiaro, quindi, che tale improvviso interesse per l’escalation non ha nulla a che fare con lo SIIL ma con il salvataggio dei terroristi fantocci dell’occidente, prima che siano completamente sradicati e/o espulsi dal Paese. La Russia, che ha svolto un ruolo fondamentale reagendo ad al-Qaida e SIIL in Siria, è anche arrivata ad accusare la Turchia di ciò che appare un’incursione militare imminente nella regione settentrionale del Paese. Reuters riferisce nell’articolo, “Russia e Turchia si scambiano accuse sulla Siria”, che: “La Russia sospetta che la Turchia stia preparando un’incursione militare in Siria, secondo una fonte dell’Esercito arabo siriano, mentre presto Aleppo sarà circondata dalle forze governative con il supporto aereo russo”. Lo SIIL, come era destinato ad essere, è solo un pretesto per giustificare le operazioni di USA e alleati regionali, operazione che sarà volta ad affrontare e respingere l’avanzata siriana e russa sul campo di battaglia, o per lo meno dare un santuario inattaccabile in territorio siriano agli ascari dell’occidente sconfitti e in ritirata.

La zona cuscinetto (ancora)
L’idea di ritagliarsi una zona cuscinetto dal territorio siriano risale anche al 2012, quando divenne chiaro che il cambio di regime in stile libico era difficile se non impossibile nell’immediato. L’idea era passare dal ritmo veloce e travolgente della guerra per procura di Stati Uniti ed alleati, sperando nel panico del potere a Damasco, a una guerra per procura ritmata dai “santuari” occupati dalla NATO in Siria. Con la copertura aerea della NATO, i terroristi potevano tranquillamente lanciare operazioni in profondità nel territorio siriano, ampliando lentamente la zona cuscinetto e la no-fly zone de facto della NATO. Alla fine, si previde, che le zone cuscinetto avrebbero portato direttamente al crollo del governo di Damasco. Ancora una volta, lungi dal complottismo, il piano fu discusso apertamente nei circoli politici di Washington. La Brookings Institution, un think-tank politico finanziato da aziende e che aveva stilato le direttive strategiche per avviare i conflitti in Iraq, Afghanistan, Libia e ora Siria, così come i piani per i futuri scontri con l’Iran e oltre, fu esplicita sulla vera natura delle “zone cuscinetto”, in un recente documento intitolato “Distruggere la Siria: una nuova strategia per la guerra senza speranza degli Stati Uniti”, affermando: “…L’idea sarebbe aiutare gli elementi moderati a stabilire zone di sicurezza affidabili in Siria, una volta che potranno. Forze statunitensi, così come saudite, turche, inglesi e giordane, ed altre, agirebbero a sostegno non solo dal cielo, ma infine a terra tramite le forze speciali. Il documento prosegue spiegando: “La fine del gioco in queste zone non sarebbe già decisa. L’obiettivo intermedio sarebbe una Siria confederata, con diverse zone altamente autonome e un modesto (eventuale) governo nazionale. La confederazione probabilmente richiederebbe il sostegno di una forza di pace internazionale, se tale schieramento venisse mai formalizzato da un accordo. Ma nel breve termine, le ambizioni sarebbero minori, rendere queste zone difendibili e governabili, aiutando le popolazioni al loro interno, e addestrando ed equipaggiando altre reclute in modo che le zone possano essere stabilizzate e poi gradualmente ampliate”. Comunque, questo è stato già tentato, in un modo o nell’altro, nel territorio occupato dai terroristi in Siria. Mentre le forze siriane con la copertura aerea russa avanzano a nord di Aleppo, i media occidentali si lamentano che le infrastrutture finanziate dai governi occidentali sono state distrutte. Queste infrastrutture, tra cui i panifici di al-Qaida riforniti di farina dal governo degli Stati Uniti, facevano parte del piano della Brookings per “rendere queste zone governabili”. La presenza delle forze militari russe in Siria ha evidentemente impedito all’occidente di rendere tali zone “difendibili” con l’intervento militare diretto contro le truppe siriane. Come tale piano si attuerà ora resta da vedere. La cosa più probabile è un’incursione limitata nel nord della Siria, sul corridoio Ifrin-Jarabulus sempre più stretto, prima che le forze siriane, russe e curde colmino completamente il vuoto. Con le forze turche e saudite che controllano anche una piccola percentuale del corridoio, i tentativi di espanderlo, come previsto dalla Brookings, potrebbero effettuarsi nel prossimo futuro. La Brookings aveva anche immaginato un coordinamento delle operazioni turche a nord con un attacco israeliano a sud, un’altra opzione probabilmente ancora considerata. C’è anche la possibilità che l’occidente tenti di entrare e prendere una parte considerevole del territorio siriano della regione più orientale della Siria, collegandola con il territorio in Iraq che probabilmente sarà staccato dal governo centrale di Baghdad attraverso tattiche simili.

La migliore delle ipotesi è ancora sconfitta e costoso stallo a lungo termine
Il risultato più probabile, tuttavia, sarebbe uno stallo in stile Golan che potrebbe durare anni, se non decenni. La Siria sarebbe ancora in grado di ristabilire pace e ordine sulla stragrande maggioranza del territorio, liquidare i fantocci dell’occidente e forse dirigere dei delegati sul territorio occupato, creando un conflitto costoso politicamente, finanziariamente e militarmente per la Turchia. Per l’Arabia Saudita, l’ulteriore estensione delle forze militari esaurirebbe la propria forza operativa, diminuendone ulteriormente la capacità di condurre la guerra di aggressione contro lo Yemen. C’è anche l’opportunità di evidenziarne le debolezze delle capacità militari, rafforzando ulteriormente il crescente arco dell’opposizione che ne sfida l’influenza sul Medio Oriente.

Il peggior scenario che minaccia l’egemonia degli Stati Uniti
Lo scenario peggiore prevede una incursione della NATO sulla Siria settentrionale, incontrando una travolgente resistenza, utilizzando forze aeree e di terra. Con la maggior parte degli equipaggiamenti militari turchi e sauditi proveniente da Stati Uniti ed Europa, a sua volta s’indebolirebbe ulteriormente l’illusione della superiorità militare occidentale mondiale. Questo potrebbe avere un impatto significativo sull’integrità di Unione Europea e NATO, nonché sui potenziali membri che cercano di unirvisi prossimamente. Con la conclusione che si avvicina velocemente in Siria, Damasco ed alleati possono cercare d’investire pesantemente nel realizzare questa seconda e peggiore ipotesi nel caso di una qualche incursione turco-saudita-statunitense nel nord della Siria. Così si potrà impedire che tale mossa sia neanche attuata, innanzitutto, o anche promettere conseguenze inimmaginabili se l’occidente ci provasse nonostante i rischi evidenti. Dato che la prospettiva di una zona cuscinetto ricavata dal territorio siriano, in caso di fallimento dell’operazione di cambio di regime contro Damasco dopo letteralmente anni di lavoro, sinceramente si spera che le misure significative programmate da Siria ed alleati la contrastino in tempo.Cac1_bVWEAAlUgU.jpg largeTony Cartalucci, ricercatore e scrittore geopolitico di Bangkok, per la rivista on-line “New Eastern Outlook” .

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Fondazione Rockefeller proprietaria del virus Zika

William Kress, Global Research, 3 febbraio 2016 Screenshot-580L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il virus Zika emergenza sanitaria globale il 1° febbraio, fornendo pochi dettagli sulla malattia. Quindi ecco alcuni fatti fino a ulteriori informazioni.
Questo virus trasmissibile per via sessuale è in circolazione da 69 anni ed è commercializzato da due società: LGC Standards (nel Regno Unito) e ATCC (negli Stati Uniti). Il Gruppo LGC è: “… l’Istituto Nazionale del Regno Unito per le valutazioni dell’industria chimica e le misure bioanalitiche, leader internazionale nei servizi per laboratori, campionamenti, materiali di riferimento e nel mercato sui test sul genoma e di compatibilità“. Uno dei rami, LGC Standards, è: “…Uno dei principali produttori e distributori globali di materiali di riferimento e programmi di verifica. Con sede a Teddington, Middlesex, Regno Unito, LGC Standards ha una rete di uffici di vendita dedicati in 20 Paesi di 5 continenti con più di 30 anni di esperienza nella distribuzione di materiali di riferimento. Questi prodotti e servizi di alta qualità sono essenziali per la misurazione accurata di analisi e il controllo di qualità, garantendo decisioni sicure sulla base di dati affidabili. Abbiamo un’eccezionalmente ampia guida ISO 34 sui materiali di riferimento accreditati presso 4 strutture produttive nel Regno Unito, Stati Uniti e Germania”.
LGC Standards è in partnership con ATCC, che è: “…La prima organizzazione globale in risorse di materiale e norme biologici la cui missione è volta ad acquisizione, autenticazione, produzione, conservazione, sviluppo e distribuzione dei microrganismi standard di riferimento, linee cellulari e altri materiali. Pur mantenendo la raccolta di materiali tradizionali, ATCC sviluppa prodotti di alta qualità, standard e servizi a sostegno della ricerca scientifica e delle scoperte che migliorano la salute generale delle popolazioni“. Questa “Partnership ATCC-LGC” è progettata per facilitare: “… La distribuzione di colture e bioprodotti dell’ATCC ai ricercatori delle scienze della vita in Europa, Africa, India e […] per rendere l’accesso alle grandi risorse dell’ATCC più facilmente accessibile per le comunità scientifiche europea, africana e indiana, gli stock locali con oltre 5000 singole colture sono supportati dalla nostra rete di uffici locali offrendo ai clienti i migliori servizi e supporto tecnico“. E chi possiede il brevetto del virus? La Fondazione Rockefeller!
Perché la questione della proprietà dei brevetti del virus Zika non è oggetto dei media? Per non dimenticare le parole di David Rockefeller nell’indirizzo a un vertice della Commissione trilaterale nel giugno del 1991, “Siamo grati a Washington Post, New York Times, Time Magazine e altre grandi pubblicazioni i cui direttori partecipano ai nostri incontri e rispettano la promessa di discrezione da quasi 40 anni. … Ci sarebbe stato impossibile sviluppare il nostro piano mondiale se fossimo stati sottoposti alle luci della pubblicità in quegli anni. Ma il mondo è più sofisticato e pronto a marciare verso un governo mondiale. La sovranità sovranazionale dell’élite intellettuale e dei banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale esercitata nei secoli passati”. La proprietà del virus Zika della Rockefeller Foundation rientra nel programma di “sovranità sovranazionale (dominata) da un’élite di intellettuali e banchieri mondiali…“?
Importante, il virus Zika può essere stato acquistato on-line dalla ATCC-LGC per 599 euro, con royalties a favore della Fondazione Rockefeller.Screen-Shot-2016-02-04-at-05.31.02Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Guerra “segreta” in Siria

Warfiles 03/02/2016 – South Front2201352La Russia rafforza tutte le attività di intelligence e ricognizione in Medio Oriente accelerando la scomparsa dei terroristi. L’annuncio è stato dato dal portavoce del MoD Maggior-Generale Igor Konashenkov. “Per individuare più rapidamente le coordinate di siti e strutture dei terroristi abbiamo aumentato la portata di tutte le attività di raccolta d’intelligence e ricognizione in Medio Oriente, permettendoci di identificare nuovi obiettivi e colpirli praticamente in tempo reale”. Konashenkov ha anche detto che l’attacco aereo russo riguarda solo siti ben studiati e confermati in anticipo. Le coordinate sono ricevute dal comando delle forze governative siriane e dai distaccamenti dell'”opposizione patriottica”. Il Colonnello Viktor Murakhovskij, del Consiglio di consulenza della Commissione Militare-Industriale del governo russo, afferma che la dichiarazione di Konashenkov probabilmente riassume gli sforzi per migliorare la raccolta delle informazioni iniziata nel novembre 2015.
Il 17 novembre, il Capo dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate russe, Generale Valerij Gerasimov, osservava che la sorveglianza del territorio della Siria è eseguita da 10 satelliti da ricognizione ottica ed elettronica, anche civili, modificando le orbite di alcuni satelliti per garantire la corretta copertura del territorio della Siria. Va anche aggiunto ciò che lo SMG non ha menzionato: è noto che un aereo ricognizione Il-20M opera nella regione, assieme a un aereo-radar di preallarme A-50. Quest’ultimo velivolo permette di rintracciare bersagli aerei a lunghe distanze, considerazione importante date le provocazioni della Turchia e gli attacchi aerei eseguiti dalla coalizione guidata dagli USA. L’Il-20M, d’altra parte, è dotato di sistemi ottici e radar, come un radar ad apertura sintetica utilizzato per rilevare bersagli terrestri. Poi vi sono anche i voli dei droni e le sortite degli aerei di ricognizione siriani. Naturalmente, vi sono dati dell’intelligence dal Centro di coordinamento di Baghdad e da Iran e Iraq. Anche la raccolta di informazioni tramite reti di agenti probabilmente s’è intensificata. Nelle ultime settimane, il MoD riferisce spesso che l'”opposizione patriottica siriana” fornisce alcune informazioni. Naturalmente, tali informazioni non filtrano attraverso la solita catena di comando. E’ chiaro che tale lavoro s’è intensificato negli ultimi due mesi.IL-20-Come i dati raccolti dal Direttorato dei satelliti da ricognizione del GRU vengono integrati con i dati raccolti da altre agenzie?
-Oggi tutto dipende dal Centro di Comando della Difesa Nazionale (NTsUO). C’è un reparto speciale che integra e raccoglie tutti i dati spaziali in un unico sistema, a prescindere che i satelliti appartengano a GRU, Ministero delle Risorse naturali (ad esempio, i satelliti da telerilevamento Resurs-DK) o Società geografica russa.

-La raccolta dell’intelligence s’è intensificata a novembre. Secondo lei, cosa l’ha causato? Era improvvisamente più difficile rilevare le posizioni islamiste o ci sono più attori, alcuni dei quali “potenzialmente pericolosi”?
-Penso che sia dovuto ai molti obiettivi mobili, le colonne di autocisterne e camion di munizioni e di rifornimento per la Siria. Ci sono circa 10000 autocisterne costantemente in movimento. Le azioni della Turchia inoltre causano preoccupazione.

-Il 25 dicembre lo SMG della Russia annunciava che 2000 terroristi si preparavano ad assaltare Dayr al-Zur. Perché gli islamisti possono trasferire forze da una parte del fronte all’altra senza essere colpiti dagli aeromobili?
– Sì, ma poi il 1° febbraio il MoD riportava gli attacchi delle VKS che hanno interdetto l’assalto su Dayr al-Zur e distrutto 23 obiettivi dello SI… Il che significa che i terroristi possono essere seguiti in tempo reale, e quindi essere attaccati. Alcuni degli aeromobili ad Humaymim non sono solo impegnati negli attacchi aerei, ma svolgono anche compiti di “allerta aerea sul campo”. Sappiamo che di solito una coppia di aerei è in modalità di “allerta” volando su una regione specifica. Se necessario, l’aereo d'”allerta” può colpire obiettivi assegnatigli entro 10-20 minuti, mentre l’aereo “di allerta sul campo” può farlo a non meno di 40-50 minuti.CPrDqsPW8AA7UpAIl dottore in Scienze Militari Konstantin Sivkov ritiene che il maggiore miglioramento riguarda le attività degli agenti, dato che alcun altro mezzo può identificare singoli individui, come il comandante di un distaccamento islamista, e abbiamo frequenti rapporti sulla morte di questo o quel capo.
-Rafforzare la raccolta delle informazioni è necessario perché certi ben noti Paesi ancora armano e riforniscono i terroristi, accrescendone la forza. Nonostante il costante bombardamento delle VKS, gli islamisti riescono a lanciare contrattacchi, purtroppo a volte con successo. Inoltre, la Turchia continua a sostenere il proprio ordine del giorno, fornendo ai terroristi fuoco di copertura d’artiglieria dal territorio turco. Pertanto è fondamentale rilevare i terroristi il più velocemente possibile e colpirli per assicurarsi che siano staccati dalla Turchia. I mezzi tecnici della raccolta delle informazioni (spaziali e terrestri) hanno permesso di localizzare le infrastrutture terroristiche come punti di comando, depositi, ecc. Le foto della ricognizione ne determinano configurazione e coordinate, la ricognizione elettronica utilizza le intercettazioni delle comunicazioni per lo stesso scopo. La cyber-ricognizione che segue i canali internet per individuare le fonti d’informazione in modo che possano essere colpite con altri mezzi, è anche molto importante. La ricognizione aerea allo stesso modo può coprire una vasta gamma di missioni. Ma il problema è che i terroristi spesso si travestono da civili. Quindi molto dipende dal lavoro delle reti degli agenti segreti.
2d1bffa7272c997fd1b68606ad2a6e0dGiudicando dalle informazioni disponibili, s’è intensificata ogni sorta di raccolta d’intelligence, compreso l’uso di agenti di cui, naturalmente, nessuno parlerà in pubblico, secondo un veterano del GRU, il Maggiore-Generale Sergej Kanchukov. Le attività da ricognizione tecnica non sono vulnerabili agli attacchi, mentre le reti degli agenti operano naturalmente sul territorio nemico. L’analista militare Vladimir Karjakin ritiene che il centro di coordinamento di Baghdad svolga un ruolo importante nel diffondere le informazioni e i dati d’intelligence raccolti dagli agenti.
-Mentre sappiamo di questo centro solo dal settembre 2015, vi sono indicazioni che sia operativo dall’ottobre 2014. Poche persone hanno prestato attenzione ai media arabi che indicavano che l’hotel Royal Tulip al-Rashid ospitava 60 consiglieri militari russi per istruite i militari iracheni a volare sui Mi-35 e per creare uno staff congiunto per contrastare il Califfato. Naturalmente, agenti dei servizi segreti russi non girano per deserti e montagne della Siria per incontrare le fonti. Per il loro aspetto fisico, i nostri connazionali hanno difficoltà a lavorare in quella regione, e dal collasso dell’URSS abbiamo perso molta efficienza nei servizi segreti. Durante l’era sovietica il “servizio”, cioè il GRU, era uno dei principali centri di analisi sul potenziale militare e la difesa dei probabili nemici. Oggi sembra che il lavoro d’intelligence consista nella cooperazione tra GRU e servizi segreti siriani, tra cui il Shubat al-Muqabarat al-Asqariya, l’ intelligence militare, e l’Idarat al-Aman al-Am, il servizio d’intelligence politico, che utilizzano le proprie reti di agenti nelle zone di guerra. Molto in Medio Oriente può essere risolto con il “Baqshish“; cioè se si è disposti a pagare fior di quattrini si può sapere molto, finché è possibile evitare la disinformazione. Ciò dipende dal livello della fonte. Lo SIIL ha una fazione idealista e una materialista. Quest’ultima include molti ex-ufficiali teoricamente più facili da reclutare. La tecnologia per la raccolta dell’intelligence può individuare posizioni e movimenti degli islamisti, ma senza agenti e fonti sarebbe difficile sapere chi incontrano, se c’è popolazione civile nelle vicinanze, ecc.resurs_p_silo_1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le nuove regole d’ingaggio della Russia in Siria

Un ‘Baluardo’ volante appare in Siria
Il Ministero della Difesa della Russia si prepara ai combattimenti aerei con la Turchia?
Interpolit SouthfrontScreenshot_1L’aereo di sorveglianza e controllo radar (AWACS) A-50, basato sull’Il-76, può essere utilizzato dalla VKS (Forze Aerospaziali) della Russia in Siria. Un rappresentante dell’United Instrument Manufacturing Corporation, sviluppatore del velivolo, l’ha detto alla TASS il 14 gennaio. Secondo la fonte dell’agenzia, il compito principale dell’aereo è rilevare ed inseguire aerei e navi di superficie, notificare ai centri di comando la situazione aerea e in superficie, e guidare caccia e aerei d’attacco sugli obiettivi in aria, terra e mare. Questo centro di comando volante può tracciare fino a 300 bersagli contemporaneamente. La fonte ha anche chiarito che il velivolo può rilevare aerei a una distanza di 650 km, e oggetti a terra a 300 km di distanza. Inoltre, la fonte ha sottolineato che il velivolo russo supera anche gli AWACS statunitensi in varie caratteristiche. Si noti che in precedenza, il 12 gennaio, l’autorevole rivista “Jane’s Defense Weekly” riportava che la Russia già utilizza gli AWACS A-50 (classificazione NATO: Mainstay, “Baluardo”) nel cielo sulla Siria per sostenere le operazioni del gruppo aereo russo nel Paese. Secondo la pubblicazione del Ministero della Difesa della Gran Bretagna, gli aerei A-50 sono apparsi sulla Siria alla fine di dicembre. Così, il 27 dicembre, un velivolo, volando sulla rotta tipica degli AWACS, fu notato da Flightradar24.com, su cui i segnali dei transponder vengono visualizzati in tempo reale. Il velivolo, che non aveva alcun segnale di chiamata aperta, volava ad una quota di circa 6 km sul nord-ovest della Siria per quattro ore, nota “Jane’s Defense Weekly“. Non ci sono prove che gli A-50 siano sulla base aerea di Humaymim. La fonte inglese giunge alla conclusione che gli aerei molto probabilmente decollano da basi in territorio russo, possibilmente dalla base aerea di Mozdok, dalla quale decollano anche i bombardieri a lungo raggio Tu-22?3 utilizzati per bombardare obiettivi in Siria. Una fonte del Ministero della Difesa della Gran Bretagna ha osservato che gli aerei A-50 russi non tentavano d’illuminare gli aerei della Royal Air Force o di altri Paesi della coalizione occidentale che volano nello spazio aereo siriano. Secondo essa, “eliminando situazioni di conflitto aereo tra aeromobili russi ed occidentali, secondo i centri di coordinamento a terra russi e statunitensi“. Si noti che già il 3 dicembre, l’ex-capo del Primo Direttorato della Cooperazione militare internazionale del Ministero della Difesa della Russia (1996-2001), Colonnello-Generale Leonid Ivashov, commentando le informazioni secondo cui la Federazione russa lavorava in Siria, dopo Humaymim, a una seconda base aerea a Shayrat, nei pressi di Homs, osservò che l’AWACS A-50 probabilmente si era unito agli Il-20M che sorvolano la Repubblica araba siriana. Il ricercatore del Centro di Analisi delle Strategie e Tecnologie, caporedattore della rivista Eksport Vooruzhenij Andrej Frolov, suggeriva che l’aereo AWACS A-50U forse decollava da un aeroporto iraniano (su internet sono apparse già le immagini dei Su-34 delle Forze Aerospaziali russe nella 3.za base aerea tattica iraniana di Hamadan).
Cosa significa la comparsa nel cielo della Siria degli aerei AWACS A-50U (molto probabilmente, la discussione riguarda la versione moderna del velivolo dotata di un nuovo complesso radar di sorveglianza basato sullo Shmel)? E’ significativo il fatto che il sistema d’inseguimento radar A-50U (questa versione del velivolo completò il primo volo nel 2011) ha migliorato le capacità di rilevamento di oggetti quasi impercettibili, anche se volano a bassa quota e sono del tipo “elicottero”. Il fatto è che i mass media curdi hanno riportato più di una volta che la Turchia riunisce Stato islamico e Jabhat al-Nusra contro l’intervento della Russia e le Forze Democratiche della Siria (SDF), utilizzando elicotteri per trasferire i terroristi nella città di Azaz, controllata da al-Nusra. Alla fine di dicembre vi erano informazioni sulla riassegnazione di circa 850 terroristi da Dara ad Azaz, completata in quel modo. Così, con la partecipazione diretta dei militari turchi, c’è il continuo rischieramento coordinato dei terroristi che avevano subito notevoli perdite da parte delle Forze aerospaziali russi e degli attacchi delle SDF. L’esperto militare Vladimir Sherbakov osserva che quando la Russia ha aumentato l’uso delle Forze Aerospaziali in Siria, gli aerei occidentali vi operavano attivamente, si capì subito che un aereo di sorveglianza radar a lunga distanza (AWACS) doveva essere presente. “Inizialmente la dimensione delle operazioni fu minima e, a giudicare dal dispiegamento, in quel momento il comando non aveva ancora deciso il volume delle attività necessarie. Ricordo che in origine il gruppo aereo includeva 32 velivoli (aerei d’attacco Su-25SM, bombardieri di prima linea Su-24M e Su-34, caccia Su-30SM, ed elicotteri d’attacco Mi-24 e multiuso Mi-8 dell’esercito). Tuttavia, il numero di aerei è poi aumentato a 69 unità: oltre ad Humaymim, è stato aggiunto un gruppo aereo nel territorio della Federazione Russa. 4 Su-27SM, 8 Su-34 e anche 5 Tu-160, 6 Tu-95MS e 14 Tu-22?3 furono aggiunti. E se ad ottobre il numero di voli era piccolo, il Ministero della Difesa riferiva quotidianamente gli attacchi aerei e pubblicava foto e video di quasi ogni bomba sganciata; ora nei primi 10 giorni nel 2016 ci sono state 311 sortite che hanno colpito più di 1097 obiettivi in diverse province siriane. Naturalmente, è possibile scegliere gli obiettivi senza l’AWACS, ma è meglio che l’A-50 lo faccia lo stesso. Dopo tutto, questo aereo è stato progettato per rilevare bersagli aerei e terrestri, e inviare informazioni ai centri di comando, dove gli esperti s’impegnano in ulteriori elaborazioni dei dati. L’aereo da ricognizione elettronica Il-20M può condurre un numero considerevole di compiti specializzati, ma gli AWACS sono gli aerei che “seguono” dall’aria la situazione in prossimità delle operazioni di combattimento e dirigono le operazioni aeree. E non c’è niente di più terribile che decolli da Mozdok”.
1032931855 Ricordiamo l’attività nelle operazioni statunitensi in Afghanistan, quando bombardavano al-Qaida e i taliban, degli AWACS imbarcati meno adatti ai voli a distanza (in particolare a terra), i Grumman E-2C Hawkeye che decollavano da una portaerei nel Golfo Persico, sorvolavano l’Afghanistan e poi atterravano su una delle basi aeree controllate dagli eserciti alleati, dove si rifornivano e cambiavano l’equipaggio, quindi l’E-2C ripartiva. Riguardo l’A-50, da Mozdok alla Siria non c’è molta distanza, e l’aereo è progettato per lunghi voli. Poiché il sistema A-50 viene utilizzato per gestire aerei da combattimento e d’attacco, e guidarli sugli obiettivi terrestri e aerei, svolge anche il ruolo di centro di comando volante, e l’apparizione in Siria significa che l’operazione delle forze armate della Federazione russa si amplia, secondo il Vicedirettore dell’Istituto di analisi politica e militare Aleksandr Khramchikhin. “In sostanza, lo scopo principale dell’aereo (soprattutto nelle condizioni siriane) è rivelare bersagli aerei. A mio avviso, si può dire che una volta che il Ministero della Difesa valuta la possibilità di combattimenti aereo, si tratta di guerra. Contro chi? Possibilmente la Turchia”. Nei cieli siriani, i numerosi aeromobili di diversi Paesi e lo spazio aereo vanno gestiti in tempo reale. Tanto più che la Turchia si avvicina sempre più alle operazioni di terra, nota l’esperto Anatolij Nesmjan (el-Murid), “In caso d’invasione militare su larga scala delle forze terrestri turche in Siria, questa sarà accompagnata dal cielo mediante l’uso concentrato di aeromobili. Se tale invasione accedesse, e non può essere escluso dato che Erdogan finora non ha respinto l’idea di creare una zona cuscinetto, allora certamente accadrà in quel territorio, dove le Forze Aerospaziali russe della Federazione operano attivamente. In precedenza i turchi suggerirono di risolvere i problemi creando tale zona attraverso gruppi di turcomanni sotto il loro controllo e i militanti in generale, ma questi vengono ora schiacciati attivamente, e Ankara infatti non ha scelta. Ma la ragione dell’intervento su larga scala (truppe speciali turche sono già attive in territorio siriano da tempo) può trovarsi. Ad esempio, accusando lo SI di qualsiasi attentato e quindi far entrare l’esercito con tale scusa. Dopo tutto, molti Paesi sono ora presumibilmente in guerra contro lo SI, anche se il “Califfato” è una loro risorsa… All’inizio di gennaio i mass media inglesi riferirono che i combattenti dello Stato islamico potrebbero presumibilmente utilizzare sistemi missilistici terra-aria, dopo aver imparato ad usare le batterie termiche dei missili superficie-aria e averne progettato le testate… Questo è difficilmente possibile dal punto di vista tecnico. È possibile che sia una copertura per future possibili consegne di sistemi di difesa aerea. Naturalmente come si suol dire, ciò non regge, ma d’altra parte, perché non sarebbe vero? Quasi le stesse formazioni paramilitari Huthi nello Yemen utilizzano le armi dell’esercito e lanciano missili Scud sulle truppe saudite in modo piuttosto preciso”.
Il corrispondente della RARAN e Dottore in Scienze Militari Konstantin Sivkov, dice che l’A-50 in Siria è necessario, almeno perché i turchi hanno già abbattuto un nostro bombardiere di prima linea Su-24M. “Dopo che il velivolo turco ha abbattuto l’aereo russo al confine con la Siria, il Ministero della Difesa ha schierato ad Humaymim lo ZRS S-400 Triumf, che insieme al complesso Fort dell’incrociatore lanciamissili Moskva garantisce la sicurezza dei voli del gruppo aeronautico russo. L’A-50 è necessario anche per questo scopo, dato che è problematico per il “400” trovare bersagli aerei ad oltre 400 km, specialmente quelli a bassa quota. Perché vola da Mozdok (se realmente avviene)? Molto probabilmente non vogliono sottoporre un velivolo così costoso al fuoco dei terroristi. Non è probabile che Humaymim non abbia una pista di atterraggio sufficiente per utilizzare l’aereo, dato che aerei pesanti vi sono basati. Ma francamente non ho dubbi sul fatto che l’A-50 sia già stato notato sulla Siria. Come dicono gli inglesi, il velivolo rilevato non ha cercato d’illuminare il velivolo della coalizione occidentale, i funzionari della NATO potrebbero facilmente confondere l’A-50 con l’Il-76 su cui si basa”.

Maggiori dettagli sul velivolo A-50
La produzione di massa del complesso aereo A-50, o prodotto “A”, entrato in servizio nel 1985, avviene nell’impianto aeronautico Chkalov di Tashkent. Nelle forze armate ha ricevuto il soprannome di “Fungo” o “Disco volante”, per l’aspetto caratteristico del radar installato sulla fusoliera. E fino al 1990 questi velivoli volavano di routine, partecipando alle manovre aeree in URSS e nei Paesi del Patto di Varsavia. Nel 1991, durante la guerra nel Golfo Persico, gli A-50 pattugliavano lo spazio aereo sul Mar Nero, tracciando i movimenti degli aeromobili della coalizione anti-Iraq, che decollavano dagli aeroporti della Turchia. Ma l’A-50 ha ricevuto il suo primo “battesimo del fuoco” sul proprio territorio, nel 1994 in Cecenia, fornendo sorveglianza radar continua in modo, come dicono gli esperti, d’impedire dall’estero i rifornimenti via aerea ai militanti. Va soprattutto notato che il 21 aprile 1996, l’A-50 su cui furono installate apparecchiature per intercettare i segnali dei telefoni satellitari, intercettò il dispositivo di Dzhokhar Dudaev, inviandovi contro 2 aerei d’attacco Su-25, che quando trovarono il bersaglio gli lanciarono 2 missili. Gli A-50 sono stati utilizzati anche nel 1999 per monitorare le operazioni degli aerei della NATO in Jugoslavia. Attualmente le Forze Aerospaziali della Russia hanno circa 20 velivoli A-50 e A-50U. Il nuovo A-100 “Premiere“, piattaforma modificata basata sui velivoli Il-76MD-90A, è stato scelto per sostituirli.2016-02-02-16_14_21-Cирийская-война-«плаща-и-кинжала»Peso al decollo: 190 tonnellate;
Autonomia nel pattugliamento senza rifornimento: oltre 9 ore;
Motori: 4 turbogetti D-30KP da12 tonnellate di spinta;
Equipaggio : 5 persone, più 10-11 tenici.C9CmeFmI supermanovrabilli caccia Su-35S iniziano le missioni di combattimento in Siria
L’avanzato supermanovrabile caccia multiruolo Su-35S iniziava le missioni di combattimento in Siria, secondo il portavoce del Ministero della Difesa russo
Sputnik 02/01//2016

I supermanovrabili caccia Su-35S hanno iniziato a svolgere compiti militari la scorsa settimana“, dichiarava il Maggiore-Generale Igor Konashenkov ai giornalisti, osservando che tutti gli aerei militari russi conducono le operazioni con la protezione obbligatoria fornita dai caccia russi e siriani come dai moderni sistemi di difesa aerea, tra cui l’S-400 Trjumf. Citando una fonte militare, il quotidiano Kommersant ha riferito che la Russia si preparava a testare i caccia di nuova generazione Su-35S in Siria per la prima volta. La Russia ha avviato l’operazione militare contro i terroristi in Siria su richiesta del presidente Bashar Assad, il 30 settembre. I caccia Su-35 di 4.ta++ generazione hanno supermanovrabilità e caratteristiche da aerei di 5.ta generazione. I caccia hanno avionica nuova, un radar moderno e motori avanzati. Possono compiere manovre incredibili senza decelerare e volare a 2400 chilometri orari superando tutti i rivali pariclasse. L’aereo è armato con un cannone da 30 mm e un enorme numero di missili e razzi. Tali caratteristiche rendono i Su-35S aerei capaci di fornire superiorità aerea e sostenere l’Esercito arano siriano mentre libera il Paese, riprendendo il territorio.CaNAmNmWcAAURCZIl Su-35S al meglio: l’avanzato caccia ha iniziato le missioni in Siria
La Russia invia l’avanzato supermanovrabile caccia multiruolo Su-35S in Siria per testarlo in un ambiente operativo per la prima volta; gli esperti di aviazione spiegano l’unicità dell’aereo

Sputnik 01/02//20161032931855Il Ministero della Difesa russo ha confermato che gli avanzati supermanovrabili caccia multiruolo Su-35 hanno iniziato le missioni operative in Siria. Gli aerei da guerra probabilmente saranno impiegati per coprire i bombardieri Su-24 che attaccano i terroristi dello SIIL in Siria, compito simile a quello svolto dagli aviogetti Sukhoj Su-30SM, secondo l’esperto Vladimir Karnozov, che lavora per la rivista on line Aviation Explorer.E’ importante notare che il Su-35S è un caccia monoposto, mentre l’aereo biposto è più adatto agli attacchi aerei. E’ assai improbabile che sia utilizzato come aereo d’attacco, piuttosto l’obiettivo è pattugliare i cieli“, riferiva a Gazeta.ru. Il nuovo caccia è armato con un cannone automatico da 30mm GSh-301 con cadenza di tiro di 1500 colpi al minuto. Può trasportare missili aria-aria, antinave, antisom, missili da crociera aria-superficie e bombe guidate. Il carico bellico distingue i caccia di quarta generazione dai caccia di quinta generazione, secondo l’esperto. Il Su-35S si pone tra i due parametri, quindi è definito caccia di 4.ta++ generazione. “Gli aviogetti di quinta generazione hanno una serie di vantaggi tecnologici sui caccia di quarta generazione. L’aereo da guerra di quinta generazione può trasportare armi sia all’esterno che nei vani interni. In secondo luogo, può volare a velocità supersonica senza utilizzare i postbruciatori, cosa difficilissima trasportando le armi all’esterno“, spiega Karnozov. Il sistema radar del Su-35 può rilevare bersagli a distanze di 400 chilometri, e inseguirne fino a otto contemporaneamente. Il Sukhoj Su-35S deve tale operatività al nuovo sistema di controllo del radar a scansione digitale Irbis. L’avanzato sistema permette al Sukhoj Su-35S di rilevare rapidamente e tracciare contemporaneamente 4 bersagli terrestri o 30 bersagli aerei, così come ingaggiarne 8 aerei contemporaneamente. Inoltre, il sistema di controllo del radar ha il sistema d’identificazione amico-nemico dei bersagli aerei e marittimi, individuandone classe e tipo, e può riprendere immagini aeree della superficie. Il sistema può essere utilizzato in qualsiasi condizione atmosferica, in qualsiasi momento del giorno ed è efficace contro le interferenze naturali o create da sistemi di guerra elettronica nemici. L’oscillatore con potenza di picco di 20 chilowatt utilizzato dal radar passivo a scansione digitale Irbis fa del sistema di controllo radar il più potente del mondo. Ciò pone il sistema radar del Sukhoj Su-35S tra i più avanzati del mondo, superiore alla maggior parte dei radar a scansione digitale attivi e passivi europei e degli Stati Uniti.

Khibinij: terrore dei cacciatorpediniere
1034074423I Su-35S inviati in Siria sono dotati anche di un avanzato sistema di guerra radioelettronica. Il relativamente piccolo contenitore a forma di siluro viene montato sulle estremità alari degli aviogetti, rendendoli invulnerabili ai moderni mezzi di difesa e ai caccia nemici. Dopo che l’equipaggio viene avvisato di un attacco missilistico, il Khibinij entra in azione e copre il caccia con una protezione radio-elettronica che impedisce al missile di colpire il bersaglio, deviandolo dalla rotta. Il Khibinij aumenta la sopravvivenza del velivolo di 25-30 volte. E’ il sistema di cui si parla nel caso del famigerato incidente dell’USS Donald Cook, nel Mar Nero, avvenuto il 12 aprile 2014. Allora, illazioni sui media suggerirono che un Sukhoj Su-24 russo equipaggiato con il nuovissimo sistema di jamming avesse paralizzato nel Mar Nero l’avanzatissimo sistema di gestione del combattimento statunitense Aegis, installato sul cacciatorpediniere USS Donald Cook. L’uso della forte spinta dei motori è un altro fattore significativo che distingue il Sukhoj Su-35 dal predecessore Su-27. I nuovi motori sono stati sviluppati dalla NPO Saturn, una società controllata dall’UEC e noti con la designazione 117S. I nuovi motori sono un importante aggiornamento del motore AL-31F utilizzando tecnologie di quinta generazione. L’aggiornamento ha aumentato la spinta del motore del 16%, a 14500 kg/s con i postbruciatori, e a 8800 kg/s di spinta massima asciutta. Il motore ha una vita significativamente prolungata (di 2 – 2,7 volte) rispetto all’AL-31F: da 500 a 1000 ore tra le riparazioni (e 1500 ore di funzionamento prima della prima revisione), con una vita totale che passerebbe da 1500 a 4000 ore.FzkoQB4Nuove regole d’ingaggio sul campo di battaglia e nell’arena diplomatica
Elia J. Magnier, Fort Russ, 1 febbraio 2016

557168_risultatoUna fonte, un alto ufficiale del comando operativo congiunto tra Siria, Russia, Iran ed Hezbollah, ha detto che “la Russia ha deciso nuove regole d’ingaggio sul confine siriano-turco, rafforzando Aeronautica ed Esercito della Siria. La Russia ha ristrutturato e aggiornato i MiG-29SMT siriani per proteggere le squadriglie russe, con il chiaro ordine di abbattere gli aerei turchi che entrano nello spazio aereo siriano“. La fonte continua dicendo ad al-Rai che, “L’accordo precedentemente concluso con la Turchia, durante la presidenza del defunto Hafiz Assad, nel 1998, secondo cui alcuna unità aerea siriana doveva avvicinarsi a meno di 15 km dal confine turco-siriano (accordo con cui la Siria espulse il leader curdo Abdullah Ocalan, dopo che la Turchia aveva schierato 10000 soldati minacciando d’invaderla). L’accordo prevede, inoltre, che alcun battaglione dell’esercito va schierato e che solo ufficiali e personale di controllo alle frontiere sono ammessi; ma questo è andato in malora“, aggiungendo “è passato il tempo in cui si evitava l’affermazione che “Isqandarun sarà liberata” dai libri di scuola, è passato anche il tempo in cui la Turchia abbatteva velivoli siriani. Il sogno turco di creare una zona di sicurezza è morto, e con esso le linee di rifornimento in uomini e armi ai turcomanni siriani per minare Damasco. Dopo l’intervento diretto della Russia in Siria vi sono cambiamenti drastici, soprattutto dopo l’abbattimento del bombardiere Sukhoj Su-24 russo nel novembre scorso ad opera di un F16 turco, rendendo questo aereo il più costoso del genere, causando perdite strategiche ed economiche ad Istanbul”. La fonte spiega inoltre “che la Russia, dall’abbattimento del suo aereo, ha inviato i Sukhoj Su-30 che daranno ai russi la supremazia aerea prima mancante e inoltre, schierando il sistema missilistico antiaereo S-400, la Russia ha dispiegato ulteriori armi d’assalto pesanti, riguadagnando la maggior parte del governatorato di Lataqia, spezzando le milizie turcomanne considerate un braccio armato della Turchia, e soprattutto dando all’EAS una spinta morale, dopo aver aggiornato i MiG-29 nei MiG-29SMT installandovi il radar Zhuk-M capace d’inseguire 10 bersagli e di agganciarne 4 contemporaneamente, a 120 km di distanza; rendendoli capaci lanciare i letali missili R-77, anch’essi installati su questi velivoli assieme ad altri gadget come un dispositivo di disturbo radio e un aggiornamento che consente di usare altri missili e bombe avanzati come la KAB-500S-E. Questi aggiornamenti rendono il MiG-29SMT il più avanzato aereo di quarta generazione“.
La fonte conferma che “La Russia ha chiesto alla Siria di condurre pattugliamenti continui sul confine siriano-turco, per garantire la sicurezza dei bombardieri russi. La Russia ha stabilito nuove regole d’ingaggio, autorizzando l’Aeronautica siriana, in particolare la squadriglia di MiG-29SMT, ad impegnare tutti gli obiettivi turchi che violino lo spazio aereo siriano o tentino di violarlo. In questo modo la Russia ha dato alla Siria la sovranità in parte persa nel 1998, e completamente perduta dal 2011, all’inizio della rivolta in Siria, e da oggi l’Aeronautica siriana ha il diritto di rispondere a qualsiasi violazione senza conferme dal comando generale, dando sua volta ai siriani una spinta morale, tanto più che il mandato arriva da una superpotenza come la Russia, fisicamente presente in Siria“. Inoltre, “Sul campo di battaglia vi sono molte notizie da media e social media, così come rapporti dell’intelligence, che concludono che gli insorti si scontrano tra di loro per le sconfitte subite dall’EAS, accusandosi a vicenda di tradimento e senza supportare i tanti fronti persi per mano di Hezbollah ed EAS a Lataqia, Hama, Aleppo e Dara. Si prevede che diverse unità di al-Nusra e Jayh al-Fatha (al-Qaida) diserteranno. D’altra parte, i volontari di EASe NDF aumentano con numerose forze governative addestrate e avanzanti, mentre al contrario il numero di ribelli che si unisce alla causa è in costante diminuzione, dato che Amman ha smesso di aiutarli sul fronte meridionale; ciò è accaduto quando la Russia ha raggiunto un accordo con i giordani. È intenzione della Russia chiudere i confini porosi con Turchia e Giordania, impedendo eventuali rinforzi agli insorti; e anche nella regione ad ovest dell’Eufrate, russi e siriani bombardano le rotte dei rifornimenti ostacolando qualsiasi tipo di aiuto militare o non militare. La Russia ha preso l’iniziativa in Siria, ponendosi su una posizione dominante su tutto il Paese. Politicamente, a Ginevra, i russi sono decisi a non concedere nulla all’opposizione che metta in pericolo le avanzate sul campo di battaglia, e a non accettare chi era o è ancora vicino ai jihadisti salafiti (al-Nusra, Ahrar al-Sham e chi gli ha giurato fedeltà o combatte nelle loro fila). Inoltre, la Russia non fermerà le avanzate nel corso dei colloqui di Ginevra, come indicato nella risoluzione delle Nazioni Unite, soprattutto ora che Damasco e il Cremlino hanno tutte le carte“.1vHSKNmTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Spetsnaz russi in Siria

Valentin Vasilescu, Reseau International, 25 gennaio 2016hasakah-702x336A fine novembre 2015, il Pentagono schierò 90 istruttori delle operazioni speciali per addestrare le milizie curde e dell’opposizione siriana che controllano la diga Tishrin sull’Eufrate. Per addestrarli e per fini puramente comunicativi, l’esercito statunitense sganciò 112 pallet di armi e munizioni ai curdi nel nord della Siria, cifra trascurabile. [1] Il 19 gennaio 2016, altri tre plotoni della 101.ma Divisione aerotrasportata degli Stati Uniti provenivano dalla Turchia occupando il campo aereo di Rumaylan, nella provincia di Hasaqah, nel nord-est della Siria. [2]. La pista di Rumaylan, lunga 700 m, era utilizzata da aerei agricoli e può ricevere solo elicotteri. Sembra che i soldati a Rumaylan facciano parte dei 1800 della 101.ma Divisione, sostenuti da elicotteri d’attacco AH-64, che saranno schierati nel Nord di Iraq e Siria per combattere contro lo SI. E sempre senza l’approvazione di Damasco, circa 100 soldati turchi, accompagnati da blindati, hanno attraversato il confine della Siria, occupando una zona della città di Jarablus sulle rive dell’Eufrate. La città fu presa allo SI, dopo aspri combattimenti, dai militanti curdi in Siria delle YPG. Il pretesto del raid dell’esercito turco era che gli attivisti curdi avevano ignorato il monito della Turchia a non muoversi verso l’ovest dell’Eufrate. Tra Azaz e Jarablus, il confine siriano-turco è controllato dallo SI. E’ attraverso questa regione che regolarmente transitano dalla Turchia nuove reclute, armi e munizioni per lo SI e gli altri gruppi jihadisti in Siria. Il quotidiano turco Hurriyet accusa la Russia di aver schierato con aerei siriani una compagnia di 200 soldati nell’aeroporto di Qamishli, al confine con la Turchia. La città di Qamishli, con 184231 abitanti, si trova nel governatorato di Hasaqah, nel nord-est della Siria, 50 chilometri a nord-ovest di Rumaylan. L’aeroporto di Qamishli ha una pista di 3615 m x 46 m che può ospitare aerei da trasporto militari pesanti russi come gli An-126 e gli Il-76. L’aeroporto di Qamishli sotto l’autorità dell’aviazione civile della Siria svolge decine di voli settimanali verso Damasco, Lataqia, Beirut, Baghdad, Amman e Quwayt grazie alle compagnie aeree Syrian Air, Kinda Airlines, Sham Wings e Fly Damas. Inoltre, i sistemi aeroportuali e di protezione della navigazione aerea di Qamishli sono protetti dalla difesa aerea fornita dal 154.mo Reggimento dell’Esercito arabo siriano. I soldati russi sono di stanza nel presidio di tale unità.
Il controllo della città di Qamishli e dintorni, tra cui l’autostrada Qamishli – Hasaqah, è garantito dai soldati delle basi dell’Esercito arabo siriano di Qamishli, Tal Baraq e Quqab (Hasaqah) e dalla milizia filo-governativa assira (cristiana). Le milizie curde hanno postazioni contro lo SIIL organizzate in località a 50 km a sud del confine con la Turchia. Giornalisti turchi pensano che sia una risposta della Russia alla distruzione del velivolo Su-24 da parte degli F-16 turchi, cercando di creare una nuova base aerea per i cacciabombardieri e uno scudo protettivo dell’ala militare del Partito dell’Unione democratica curda (YPG) contro raid aerei e d’artiglieria dalla Turchia. Le YPG, che combattono lo Stato islamico nel nord della Siria, hanno il sostegno materiale e militare della Russia. Sono strettamente legate al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) vietato in Turchia. Fino a prova contraria, tra l’Esercito arabo siriano e le milizie curde esiste da più di un anno un tacito patto di non aggressione. E la Russia è l’unico difensore dell’inclusione delle YPG curde nel formato dei colloqui di pace delle Nazioni Unite sul futuro della Siria.
I soldati russi nell’aeroporto di Qamishli fanno parte di un’unità operativa speciale (Spetsnaz) direttamente agli ordini del GRU, il servizio d’intelligence militare della Federazione russa. Gli Spetsnaz hanno 13000 combattenti e le loro unità sono strutturate in commando indipendenti con distaccamenti di 12 soldati. I distaccamenti Spetsnaz sono specializzati in azioni d’infiltrazione dei gruppi dello SI per sabotarne, catturarne o neutralizzarne tutti i capi [3]. Alla conferenza stampa del Ministero della Difesa della Federazione Russa del 2 dicembre 2015, i generali russi dimostrarono, con foto scattate da satelliti e aerei da ricognizione senza pilota russi, come la principale fonte di finanziamento del terrorismo dello SI fosse il contrabbando di prodotti petroliferi in Turchia. [4] Una delle rotte partiva dai giacimenti di petrolio presso la città di Dair al-Zur nella Siria orientale, andava a nord, sulle rive dell’Eufrate, e finiva nella raffineria turca di Batman, a 60 km a nord del valico al confine turco-siriano di Qamishli. [5] Occupando l’aeroporto di Qamishli, la Russia dimostra di essere l’unico Paese pragmatico nella lotta allo SI, tagliandone le fonti del finanziamento. Quindi la vera ragione della rabbia della Turchia verso i russi è il controllo del confine turco-siriano, lungo 250-300 km e profondo 50 km, per evitare il contrabbando di petrolio siriano in Turchia e l’invio di armi a SI e altri gruppi jihadisti. Pertanto Qamishli può diventare un’importante testa di ponte attraverso cui gli Spetsnaz possono far arrivare in aereo direttamente dalla Russia truppe, mezzi corazzati e artiglieria per sigillare il confine turco-siriano e allo stesso tempo collegarsi alle truppe siriane che combattono nella parte orientale del Governatorato di Aleppo. [6] Inoltre, le truppe aviotrasportate russe hanno iniziato a introdurre nel proprio organico alcune decine di nuovi blindati ed obici semoventi, permettendo una capacità offensiva superiore, nell’ambito dei test che la Russia intende svolgere in condizioni di combattimento reali in Siria. L’aeroporto di Qamishli potrebbe anche servire come base aerea temporanea per il supporto degli elicotteri da trasporto degli Spetsnaz. L’aeroporto Qamishli è troppo vicino al confine con la Turchia, motivo per cui non credo che verrà utilizzato dai cacciabombardieri russi.siria bases rusa y estadounidenseNote
[1]. Paracadutare munizioni degli Stati Uniti in Siria, solo immagine?
[2]. Ufficiali degli Stati Uniti negano di ‘assumersi il controllo’ di un aeroporto nel nord della Siria, dopo che immagini satellitari mostrano una pista di atterraggio abbandonata raddoppiare di dimensioni per accogliere aerei cargo.
[3]. Lo Stato islamico contro gli “omini verdi” degli Spetsnaz.
[4]. Erdogan, SI e complici.
[5]. Il contrabbando di petrolio in Turchia dello SI dimostrato dall’Esercito russo.
[6]. La situazione militare in Siria.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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