Come Russia e Cina distruggeranno gli aerei stealth degli USA

Zachary Keck The National InterestRussia Insider09512IC0-0All’inizio dell’anno apparvero le prime foto del nuovo UAV High Altitude Long Endurance (HALE) Aquila Divina cinese che gli osservatori credono progettato per rilevare ed eliminare gli aerei stealth nemici lontano dal continente cinese. Come Jeffrey Lin e PW Singer hanno scritto a maggio: “L’Aquila Divina a lungo raggio ha capacità anti-stealth contro velivoli come il bombardiere B-2, e navi da guerra come il cacciatorpediniere DDG-1000. Utilizzando l’Aquila Divina per la sorveglianza, l’aeronautica cinese potrebbe intercettare rapidamente aerei, missili e navi furtivi nemici ben prima che mettano sotto tiro la terraferma. Volando in alto, l’Aquila Divina potrebbe anche rilevare sistemi di missili antinave e antiaerei a terra, preparando l’offensiva cinese“. La Russia sembra progettare un sistema simile, secondo Flight Global. Mentre era al MAKS di Mosca, questa settimana, Flight Global ha parlato con Vladimir Mikheev, il primo vicedirettore generale del produttore dei sistemi elettronici KRET, del nuovo UAV mostrato allo show, di cui KRET è subappaltatrice. Nell’intervista, Mikheev detto che il nuovo (finora l’UAV è senza nome) è simile all’Aquila Divina della Cina che utilizza un radar a bassa frequenza per rilevare aerei stealth come F-35, F-22 e B-2. Gli aerei stealth furono creati per eludere i sistemi radar ad alta frequenza. L’UAV russo fa un passo avanti integrando un sofisticato sistema di guerra elettronica sul velivolo. Secondo Flight GlobalMikheev dice che KRET fornisce un sistema di guerra elettronica profondamente integrato che non solo protegge elettromagneticamente il velivolo per contrastare i missili aria-aria, ma protegge anche dai radar“. Così, se è vero, il nuovo UAV russo potrebbe rilevare aerei stealth statunitensi senza essere rilevato. Potrebbe essere una combinazione letale. Alcuni militari degli Stati Uniti già prevedono il giorno in cui la furtività sarà obsoleta. Come The National Interest già nota, quando si parla come saranno i jet da combattimento di sesta generazione statunitensi, a febbraio il Capo delle Operazioni Navali Ammiraglio Jonathan Greenert disse che la furtività sarebbe sopravvalutata. “Si può solo andare più veloce, e voi sapete come la furtività sia sopravvalutata… Ammettiamolo, se qualcosa vola veloce, distrugge molecole ed emette calore e non importa quanto si possa raffreddare il motore, sarà sempre rilevabile. Così la penso”. Non era la prima volta che Greenert s’interrogava sulla redditività a lungo termine della tecnologia stealth. In un articolo del 2012, per esempio, disse che una migliore potenza di calcolo minarà notevolmente il valore dello stealth. “Questi sviluppi non preannunciano la fine degli stealth, ma ne mostrano i limiti, avvicinandosi alle piattaforme abbastanza da usare armi a corto raggio“, scrisse Greenert sul Navy Times. “E’ il momento di concentrarci dalle piattaforme esclusivamente stealth a quelle che includono anche concetti per operazioni a lungo raggio usando armi stand-off e sistemi senza pilota, o che utilizzano carichi da guerra elettronica per confondere o disturbare i sensori piuttosto che eluderli”.
Dave Majumdar ha osservato su The National Interest che “Russia e Cina già lavorano su nuove reti di difese aere assieme a nuovi radar operanti sulle bande UHF e VHF, minacciando di neutralizzare i massicci investimenti degli Stati Uniti sui caccia di quinta generazione. I caccia stealth sono ottimizzati solo contro i radar del controllo del tiro ad alta frequenza che operano nelle bande Ku, X, C e S“. Non tutti sono d’accordo, però. Ad esempio, in risposta alle osservazioni di Greenert sulle capacità furtive del futuro caccia di sesta generazione statunitense, il Generale Hawk Carlisle, Capo dell’Air Combat Command, ha detto che la furtività continuerà ad essere “estremamente importante“. “Lo stealth è meraviglioso, ma è necessario averne di più“, ha detto Carlisle secondo l’Air Force Times. “Bisogna combinarli, è necessario disporre di diverse capacità su tutta la gamma. Sarà estremamente importante e non sarà l’unico attributo chiave, non come oggi“.2927330A00000578-3101268-image-a-2_1432835426996Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Fulmine disarmato contro il Flanker

Rakesh Krishnan Simha RBTH 25 agosto 2015

Un nuovo rapporto della Rete per la sicurezza nazionale statunitense conferma che il caccia stealth F-35 non ha partita con i velivoli della serie Su-27 e neanche con i più vecchi MiG-29 della Russia.su-35Il caccia stealth statunitense F-35 Lightning (Fulmine) II diverrebbe carne da cannone per i Sukhoj russi, suggerisce una rapporto dalla Rete statunitense per la sicurezza nazionale (NSN) dell’agosto 2015. In ‘Tuono senza fulmini: gli elevati costi e i benefici limitati del programma F-35“, l’analista politico Bill French e il ricercatore Daniel Edgren del think tank dicono che l’F-35 rischia di essere “superato” e “disarmato” dai suoi “prossimi” come la serie di caccia russi Su-27 Flanker. Il rapporto sostiene ciò che numerosi esperti aeronautici indipendenti dicono, l’F-35 è un velivolo inutile che farà da bersaglio per una forza aerea seria. “Le prestazioni dell’F-35 sono sfavorevoli se si confrontano con i caccia stranieri di 4.ta generazione già operativi, come i russi MiG-29 Fulcrum e Su-27 Flanker in servizio con forze aeree in tutto il mondo“, dice il rapporto. “Questi sono i velivoli che l’F-35 molto probabilmente affronterebbe negli scontri aria-aria con un avversario potente. Rispetto a Su-27 e MiG-29, l’F-35 è inferiore per carico alare (tranne l’F-35C), accelerazione transonica e rapporto spinta-peso. Tutte le versioni dell’F-35 hanno anche una velocità massima significativamente più bassa, Mach 1,6, rispetto a Mach 2,2 del Su-27 e Mach 2,3 del MiG-29“. Simulazioni dei combattimenti aerei dipingono un quadro più preoccupante. “Nel 2009, analisti di US Air Force e Lockheed Martin indicavano che dall’F-35 ci si poteva aspettare solo un rapporto di 3 a 1 di abbattimenti contro i più vecchi MiG-29 e Su-27, nonostante i vantaggi stealth e avionici“. I risultati delle altre simulazioni furono di gran lunga peggiori. “In una simulazione subappaltata alla RAND Corporation, l’F-35 ha subito sconfitte in rapporto di 2,4 a 1 contro i Su-35 (dell’aeronautica cinese). Cioè, più di due F-35 andarono persi per ogni Su-35 abbattuto. Mentre queste simulazioni tengono conto di una serie di altri fattori e includono ipotesi sul contesto operativo, tuttavia sottolineano un doveroso scetticismo sulle capacità aria-aria dell’F-35“.

Lo svantaggio nel duello aereo
Il rapporto è d’accordo con la filosofia del combattimento aereo russa dove i piloti si preparano ai combattimenti ravvicinati piuttosto che contare interamente sui missili aria-aria oltre il raggio visivo (BVR) per gli abbattimenti. “Per avere successo nei ruoli aria-aria, l’F-35 molto probabilmente dovrà affrontare aerei nemici nell’ingaggio entro il raggio visivo (WVR), cioè nei duelli aerei”, dice il rapporto. Tuttavia, l’F-35 sarà gravemente limitato nei duelli con aerei nemici, che richiedono agilità e manovrabilità“. Ma l’F-35 non ha tali caratteristiche e nei test ha dimostrato manovrabilità inferiore a quella degli aerei da caccia di 4.ta generazione statunitensi come F-16, F-15 e F-18, che dovrebbe sostituire. “I dati disponibili indicano l’F-35 meno maneggevole dei caccia avanzati stranieri. Mentre l’F-35 è progettato per il combattimento BVR, in cui la manovrabilità è chiaramente meno significativa, la storia dimostra che il duello aereo è una caratteristica persistente dei combattimenti aerei. Nonostante la preferenza del progettista dell’F-35 “per il combattimento a lungo raggio, evitare i duelli aerei risulterà difficile“. Le forze armate indiane l’hanno riassunto magnificamente dopo un’esercitazione aerea contro piloti inglesi a Waddington nel 2007: Secondo il Ministero della Difesa indiano, essendoci molte contromisure e contro-contromisure a disposizione, “si rendono ridondanti le pretese sui parametri inevitabili dei missili moderni, utilizzando ‘chaff’ e altre misure di attive/passive, ‘abbattere con il cannone’ è certamente un colpo sicuro“. I piloti occidentali che non affinano l’abilità nel combattimento ravvicinato avranno brutte sorprese se affrontassero una potente forza aerea, come quelle di Russia, India o Cina.

Problemi di carico utile
L’F-35 è un grosso aereo, ma la maggior parte del suo spazio interno è occupato dal carburante. E’ un doppio smacco per il Fulmine. Prima di tutto, c’è ben poco spazio per trasportare bombe e missili. In secondo luogo, se i missili sono disposti sui piloni esterni, si annulla qualsiasi pretesa furtiva. “Oltre a scarsa manovrabilità, l’F-35 è limitato nel carico di armenti nei vani interni. Una capacità di carico carente ha conseguenze significative sulla capacità del velivolo di condurre missioni contro bersagli aerei e di superficie. Negli ingaggi aria-aria, l’F-35 sarà disarmato rispetto ai caccia stranieri che possono trasportare un maggior numero di missili e colpi di cannone. Né l’aereo può trasportare abbastanza missili a lungo raggio per poter combattere in modo efficace e affidabile negli scontri BVR. Nell’ingaggio contro bersagli di superficie, lo scarso carico utile dell’F-35 indica che potrà distruggere un minor numero di obiettivi per sortita, mantenendo una configurazione furtiva. Tale problema si aggrava con la limitata capacità dell’F-35 di compiere sortite, cioè compiere missioni per colpire più volte bersagli durante le operazioni“. D’altra parte, i Flanker russi hanno 10 punti esterni per trasportare missili aria-aria o altro. Alcuni, come il Su-35 Super-Flanker, ne hanno 12. E’ un enorme vantaggio per i piloti dei Flanker perché possono sparare diverse salve nel combattimento aria-aria. Rispetto all’arsenale di missili a corto, medio e lungo raggio che i Flanker trasportano, l’F-35 è praticamente disarmato. French ed Edgren citano il Maggiore Richard Koch, capo del ramo dominio aereo del Comando operativo dell’US Air Force, “Mi sveglio sudando freddo al pensiero dell’F-35 che usa solo due missili per il dominio aereo“. Ma l’aereo è ancora disarmato anche quando trasporta un massimo di quattro missili.f-35Missili che fanno cilecca
Secondo Edgren e French, il piano per utilizzare l’F-35 come piattaforma per i combattimenti a distanza, con i missili BVR, viene fatalmente incrinato perché i missili aria-aria statunitensi non registrano favolosi successi. “Durante la guerra fredda, i missili a guida radar avevano una probabilità del 6,6 per cento di abbattere negli scontri BVR. Nei conflitti caratterizzati da scontri BVR, la maggiore probabilità di abbattere fu raggiunta da Israele nella guerra del Libano nel 1982, ottenendo un tasso del 20 per cento. Nel dopo-Guerra Fredda, l’efficacia dei missili BVR migliorò. Fino al 2008 gli Stati Uniti ebbero la probabilità di abbattere del 46 per cento, con l’AIM-120AMRAAM (il pilastro dell’arsenale BVR degli USA), anche se tali risultati si basano su un campione di soli 6 duelli“. Tuttavia, avverte il rapporto, i suddetti vantaggi in termini di efficacia missilistica non vanno applicati nei conflitti contro “concorrenti quasi pari”, presumibilmente Russia, Cina e India, così come Paesi dotati di avanzati aerei da guerra russi. “Secondo l’analisi della RAND, i dati dell’AIM-120 sono pesantemente ponderati da circostanze che favoriscono il lanciatore: alcun abbattimento avvenne contro avversari che avevano missili BVR; i piloti abbattuti non impiegavano contromisure elettroniche, in alcuni casi erano in fuga senza manovrare e senza radar; e un caso (sui sei) fu fuoco amico. Gli aerei statunitensi godevano sempre inoltre di parità o superiorità quantitativa“. Tali circostanze non caratterizzerebbero gli ingaggi BVR tra Stati Uniti e un avversario avanzato. “Per esempio, la presenza di contromisure elettroniche probabilmente ridurrebbe notevolmente la probabilità di abbattere aerei da combattimento russi e cinesi, che impiegano contromisure elettroniche utilizzanti inganni basati sulla Memoria delle frequenza radio digitale (DRFM), ostacolando in modo significativo l’efficacia dei missili a guida radar. Gli Stati Uniti non perseguono da anni metodi appropriati per contrastare la guerra elettronica” un alto ufficiale dell’US Air Force dalla vasta esperienza sugli F-22 (il più costoso caccia stealth degli USA) ha detto a The Daily Beast. “Così, se siamo furtivi avremo difficoltà a rispondere all’attacco elettronico del bersaglio, come (gli aerei di costruzione russa) Su-35, e i nostri missili troveranno difficile abbatterli“. Le contromisure DRFM sugli aerei russi e cinesi “effettivamente memorizzano i segnali radar in entrata e li ritrasmettono al mittente, ostacolando seriamente le prestazioni dei radar amici. Peggio, questi nuovi disturbatori essenzialmente accecano i piccoli radar a bordo di missili aria-aria come il Raytheon AIM-120 AMRAAM, l’arma a lungo raggio principale di tutti gli aerei da combattimento di Stati Uniti ed alleati”.

Fine dei giochi
Il rapporto conclude: “Nonostante i piani per sostituire la maggior parte degli aerei da combattimento e d’attacco degli Stati Uniti con l’F-35, la piattaforma mal si adatta a un confronto con eserciti stranieri quasi pari. L’aereo non ha manovrabilità, carico utile, capacità di sortita e raggio d’azione per competere efficacemente contro avversari quasi pari, nonostante i suoi costi di manutenzione da 1,4 trilioni di dollari. La sopravvivenza del velivolo dipende in gran parte dalle caratteristiche stealth, già a rischio di obsolescenza contro avversari che nei prossimi 50 anni continueranno ad aggiornare i propri sistemi radar e di rilevamento agli infrarossi… Date le carenze cruciali del programma F-35 e i suoi costi esorbitanti, il velivolo va considerato una scommessa persa. Quindi, procedere all’acquisto del programma completo di quasi 2500 unità, o a qualsiasi grande acquisizione simile, va evitato“. Le conclusioni del think tank presagiscono gravi implicazioni per la sicurezza degli USA. “Rimanendo pienamente impegnati sul programma F-35, gli Stati Uniti investono risorse inaudite su un aereo sbagliato, al momento sbagliato e per le ragioni sbagliate“, dice. Se gli Stati Uniti procederanno alla piena produzione programmata per il 2019, l’F-35 potrebbe rivelarsi il maggiore disastro nella storia militare, mettendo a rischio statunitensi e alleati.sukhoi-su-35-free-flying

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Quali lezioni da trarre dalle esplosioni in Texas e Giappone?

Avic – Reseau International, 24 agosto 20152015-08-14-Chem-plant-explosion-in-Texas-10Per ora, queste sono solo ipotesi, ma ammettono che la serie di esplosioni non è dovuta al caso. Coincidenze da un po’ di tempo, ma si arriva al punto in cui si dice: il troppo è troppo, soprattutto per le ultime quattro esplosioni che danno l’impressione del ping pong, suggerendo una finale tra cinesi e statunitensi, dati i quattro siti.
• 12 agosto: doppia esplosione in un impianto chimico a Tianjin, Cina: Stati Uniti 1 – Cina 0
• 15 agosto, tre giorni dopo un’esplosione in un impianto chimico in Texas: Stati Uniti 1 – Cina 1
• 22 agosto, esplosione in un impianto chimico nel Shandong: Stati Uniti 2 – Cina 1
• 23 agosto, il giorno dopo diverse forti esplosioni nella base statunitense nella prefettura di Kanagawa, Giappone: Stati Uniti 2 – Cina 2
Chiuso il gioco, la prima osservazione è la velocità della risposta cinese s’è accelerata; da tre giorni si è arrivati a uno. Una così pronta risposta significa che non ci sono stati lunghi preparativi per tali operazioni. Ciò richiede l’attuazione delle risposte sul posto, o più probabilmente l’uso di nuove tecnologie, a distanza, come una testata che non verrebbe rilevata da alcun sistema ultra-sofisticato statunitense. Potrebbe anche essere che l’attacco sia stato condotto da satelliti. Questo ovviamente non ce lo diranno i signori del Pentagono, ma hanno ricevuto il messaggio. Ciò porta a una seconda osservazione. Finora ci siamo abituati a vedere gli Stati Uniti fare quello che volevano in qualsiasi parte del mondo. A quanto pare anche i cinesi possono, anche presso gli stessi statunitensi, potenza militare mondiale, se tale termine ha ancora senso. Buone notizie per gli USA, non sono più su un continente isolato. Finora gli Stati Uniti sono stati un attore importante nel mondo, ma solo recitante. Ora saranno una spalla, e cambierà tutto. La terza osservazione è che abbiamo appena assistito, con le ultime esplosioni in Giappone, a un’escalation e sorta d’inasprimento. Non solo gli impianti chimici vengono colpiti, ma anche le basi militari. Finché sono i civili ad essere scossi o dei beni ad essere distrutti, è ancora possibile chiudere un occhio e nascondersi sotto delle eufemisticamente “ostilità” sempre reversibili e diplomaticamente regolabili. Ma quando l’esercito comincia ad essere colpito, non c’è più lo scambio di convenevoli, si avanza verso la guerra. Ultima osservazione, infine Cina (e Russia) chiaramente non cerca la guerra, al contrario. Le risposte di questi due Paesi sono sempre misurate e strettamente corrispondenti agli attacchi subiti. Ogni risposta ha lo scopo di scoraggiare e avvertire coloro che si credono invulnerabili perché hanno mezzi che credono inarrestabili. Dimostrare al nemico l’obsolescenza dei suoi mezzi è proprio il modo migliore per attenuarne la bellicosità. Sembra che ciò fu svolto fa Russia e Cina nell’agosto-settembre 2013, quando il primo Tomahawks statunitense per la Siria precipitò nel Mediterraneo orientale. Questi messaggi che russi e cinesi inviano agli Stati Uniti sono riassunti così: “quando la smetterete?

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L’esplosione nella base USA di Kanagawa

La Cina mostrerà armamenti mai visti nella Parata per la fine della Seconda Guerra Mondiale
Sputnik 23/08/2015

1026067262La Forza strategica missilistica della Cina, la Forza della Seconda Artiglieria (SAC) esporrà sette nuovi missili nella parata militare del 3 settembre. Organizzati in sei formazioni, gli armamenti includono missili a lungo raggio, medio raggio e corto raggio, così come missili convenzionali e nucleari, secondo una fonte militare di Xinhua. “Il nostro armamento missilistico ha visto grandi progressi, in termini di gittata, metodi d’attacco, precisione e mobilità“, ha detto la fonte. Sfileranno 12000 soldati, 500 mezzi e 200 aerei, ha detto Qu Rui, vicedirettore dell’Ufficio del team leader della Parata e Vicecapo del Dipartimento Operazioni del Comando Generale dello Stato Maggiore. Presumibilmente, l’84 per cento degli armamenti che sfileranno nella parata militare non è mai stato visto in pubblico prima. Per celebrare il 70° anniversario della vittoria della guerra di resistenza del popolo cinese contro l’aggressione giapponese e della guerra mondiale antifascista, 50 formazioni sfileranno su piazza Tiananmen, tra cui 11 formazioni in marcia, due formazioni di veicoli veterani, 27 formazioni di armamenti e 10 aeree. La dimostrazione dei nuovi sistemi d’arma è una pratica internazionale delle parate militari. “La sfilata ha lo scopo di ricordare la storia, custodire la memoria dei nostri soldati rivoluzionari caduti, sostenere la pace e inaugurare il futuro, senza prendere di mira altri Paesi“, ha detto Qu.

1026067041Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Iran annuncia che avrà sottomarini simili a quelli della NATO

Valentin Vasilescu, Reseau International 22 agosto 20155mkcb7La marina iraniana prevede d’introdurre una serie di nuove navi entro marzo 2017, ha detto l’Ammiraglio Habibollah Sayyari, comandante della marina iraniana. La dichiarazione è stata fatta nel corso di una visita ai cantieri Shiraz. Sayyari ha indicato un elenco di cacciatorpediniere, navi lanciamissili e soprattutto sottomarini d’attacco di produzione nazionale. La principale forza di superficie della Marina dell’Iran si compone di 3 fregate classe Alvand da 1540 t (anni ’70) e delle nuove fregate classe Moudge di cui 2 attualmente in servizio e altre 5 in costruzione. Il primo cacciatorpediniere iraniano (Sahand) in costruzione è già completo al 70%. Tutti armati di cannoni, siluri e missili antinave cinesi YJ-83 dalla gittata di 180 km. Inoltre, la Marina iraniana ha 4 corvette e 200 imbarcazioni costiere molto veloci e armate di due missili.
Fateh (Conqueror)Perché l’annuncio del comandante della Marina iraniana è così importante? L’arma più pericolosa della Marina iraniana sono i sottomarini e riguarda gli Stati Uniti perché alcun Paese del Golfo (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman, Bahrayn, Qatar, Quwayt e Iraq) ne ha. E anche se acquistassero sottomarini, non hanno l’esperienza necessaria per operarli nelle condizioni specifiche del Golfo Persico. Negli anni ’80 l’Iran importò 4 sottomarini classe Yugo da 90 tonnellate dalla Corea democratica. Dagli Yugo l’Iran sviluppò propri sottomarini di piccole dimensioni producendo così i primi 21 sottomarini da 120 t classe Ghadir. In parallelo, gli iraniani hanno creato una classe di sottomarini costieri, i Nahang da 400 tonnellate. Uno di essi è operativo nel Mar Caspio, e il secondo è in costruzione. Questi sottomarini sono estremamente agili in acque poco profonde, e sono utilizzati per minare i porti e infiltrare forze speciali subacquee. Il programma di ricerca per sviluppare un sottomarino potente quanto quelli occidentali iniziò con l’imposizione delle sanzioni internazionali nel 2006. Dopo sette anni, nel 2013, i primi sottomarini da 600 tonnellate classe Fateh divenivano operativi. A differenza dei sottomarini precedenti, i Fateh sono sottomarini d’attacco che possono immergersi fino a oltre 200 metri di profondità e rimanere in immersione per 35 giorni, con a bordo 4 siluri, mine e 2 missili antinave C-802 (gittata di 80-120 km). Alla fine del 2015, i primi 2 sottomarini veramente competitivi costruiti dall’Iran saranno operativi. Questi sono i sottomarini della classe Besat, dal dislocamento di 1200-1500 tonnellate e dotati del moderno sistema AIP (Air Independent Propulsion), simile a quelli della classe Tipo 212 tedeschi e degli Scorpène franco-spagnoli. Il sistema, secondo alcune fonti, è dovuto a trasferimento segreto di tecnologia russa. Nelle prove in mare, il primo sottomarino iraniano della classe Besat ha navigato immersione per 68 giorni consecutivi.
13920916000616_PhotoI L’Iran nel prossimo futuro vuole implementare nello Stretto di Hormuz una squadra di 10-20 sottomarini classe Besat, rappresentando una vera minaccia per le navi di superficie della V Flotta, di stanza nel Bahrayn. Questa minaccia è ancora più grave dato che i sottomarini Besat dovrebbero essere dotati dei missili supersonici antinave russi 3M-54E (Klub-S) o delle controparti cinesi YJ-18 dalla gittata di 220-300 km. Ciò che preoccupa gli statunitensi è che i missili Klub-S/YJ-18 sono dotati, tra gli altri, di una testata EMP (impulso elettromagnetico) del peso di 300 kg, in grado di produrre effetti simili a quelli del fulmine. La detonazione emette in una frazione di secondo impulsi elettromagnetici di elevata potenza, agendo a breve distanza direttamente sulle antenne della nave bersaglio. La testata EMP si diffonde sulla nave bruciando le antenne e mettendo fuori servizio per ore le apparecchiature elettroniche, del controllo del tiro e di navigazione. Questo tipo di arma è efficace contro gli incrociatori AEGIS classe Ticonderoga e i cacciatorpediniere AEGIS classe Arleigh Burke, appartenenti al gruppo d’urto delle forze di spedizione statunitensi formate intorno a una portaerei e una nave d’assalto anfibio (portaelicotteri). I sottomarini Besat potrebbero essere armati di siluri-razzi copiati dal modello sovietico VA-111 Shkval che navigano a una velocità di 370 chilometri all’ora e hanno una gittata di 15-25 km. I siluri-razzo hanno un’alta probabilità di distruggere incrociatori e cacciatorpediniere AEGIS, se i sensori elettronici per rilevare e controllare gli armamenti vengono eliminati dalle testate EMP dei missili Klub-S/YJ-18. Un episodio ancora incerto accadde il 2 aprile 2014 al cacciatorpediniere statunitense AEGIS Donald Cook nel Mar Nero, quando 2 aerei da combattimento Su-24 della Marina russa sorvolarono la nave, le dotazioni elettroniche smisero di funzionare. L’Iran ha anche tre sottomarini russi classe Kilo da 2325 t, con 6 tubi lanciasiluri e missili antinave Klub-S.

Iran-carrier-attack-SOHTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia cerca di annientare una possibile “no fly zone” sulla Siria

Valentin Vasilescu – Reseau International 20 agosto 2015a_melihov_mig-31_76_1200Nel luglio 2015 le forze militari curde nel nord-est della Siria decisero di supportare l’esercito siriano nella lotta ai ribelli islamici, operando con il supporto aereo siriano durante offensive contro i mercenari islamici riforniti dalla Turchia. La Turchia ha risposto immediatamente, ricordandosi improvvisamente l’esistenza del PKK curdo vietato in Turchia, convocando una riunione della NATO, a seguito di presunte minacce alla propria sicurezza, ed avviando inoltre attacchi aerei contro i curdi nel nord-est di Siria e Iraq (gli unici che hanno avuto vittorie concrete sul SIIL, ultimamente). Gli Stati Uniti, che hanno speso 500 milioni l’anno scorso per reclutare, addestrare e armare i ribelli “moderati” in Siria, minacciano l’esercito siriano e i combattenti iracheni e curdi, cioè coloro che realmente combattono il SIIL, di attacchi aerei se il loro “protetti” venissero attaccati. Inoltre, con sfacciata ipocrisia, Ahmet Davutoglu, primo ministro della Turchia, ha esortato le Nazioni Unite ad imporre una no-fly zone nel nord della Siria, “per proteggere i civili curdi nella zona di guerra tra SIIL ed esercito siriano”, cioè coloro presi di mira dai bombardamenti aerei dell’aeronautica turca. Quanto e come Stati Uniti ed alleati combattono il ISIS è stato ampiamente indicato in un precedente articolo. La Russia ha capito completamente il gioco torbido degli Stati Uniti. Con i sistemi missilistici antiaerei assicura la difesa degli Stati che combattono veramente contro il SIIL (Iraq, Siria, Iran). Si tratta dei sistemi S-300 e Pantsir-S1 che pongono problemi reali all’US Air Force e ai suoi satelliti di NATO e Golfo.
In questo contesto di tensioni e falsa lotta al SIIL intesa a creare le condizioni per dei bombardamenti massicci contro le truppe dell’esercito siriano e sostituire Bashar al-Assad al vertice della Siria, la Russia ha compiuto una mossa che ha sorpreso tutti. Il 16 agosto 2015, l’agenzia turca BGN annunciava che la Russia aveva consegnato all’aeronautica siriana 6 MiG-31, già in servizio nella base aerea di Maza, nella periferia sud-occidentale di Damasco. In realtà, si tratta di un contratto del 2007 di oltre 1 miliardo di dollari per 8 MiG-31 e 16 MiG-29M sospesa nel 2009 su pressione d’Israele. Il MiG-31BM ha alcune limitazioni. Non è un velivolo multiruolo capace di manovre di combattimento aereo, ma è un aereo biposto (pilota e operatore) che pattuglia ad altissima quota per oltre due ore. Basta una sola pattuglia di MiG-31 per impedire la penetrazione dello spazio aereo russo per 400 km. La consegna dei MiG-31 della Russia non è diretta contro il SIIL, ma contro i radar a bordo dei Boeing 737 (AEW&C) e E-3 Sentry (AWACS), spina dorsale della no-fly zone. Ma il MiG-31 è efficace anche contro i missili da crociera degli USA. Uno o due AWACS turchi e statunitensi possono coprire tutto lo spazio aereo siriano. Grazie alle apparecchiature SIGINT a bordo, l’AWACS controlla il traffico radio ed intercetta le relazioni radio dei piani di volo degli aerei da combattimento siriani che decollano. Così gli AWACS possono rilevare i bersagli aerei nemici a 350-450 km di distanza. Dirigono l’intercettazione delle formazioni degli aerei da combattimento degli alleati degli Stati Uniti che operano sulla Siria. Tutti gli aerei AWACS possono individuare le colonne corazzate che si muovono in territorio siriano, e dirigervi velivoli armati con missili e bombe per l’attacco al suolo. Abbattere uno o più AWACS modifica significativamente la capacità operativa della “no fly zone”.
Il MiG-31 è propulso da due motori Solovev D-30F6, ognuno da 15500 kg/s di spinta, consentendo un rateo di salita di 208 m/s. Il tempo impiegato per raggiungere la quota di 10000 m dalla pista di decollo è due/tre minuti. In pratica, se il MiG-31 non viene rilevato, entra in regime supersonico, ricevendo da terra le coordinate dell’AWACS ed occupando la posizione migliore per abbatterlo. Il MiG-31 è armato di missili BVR (oltre l’orizzonte) R-33, R-37 e Novator KS-172S-1, con gittata di 300-420 km, appositamente progettati per abbattere gli AWACS. Il profilo di volo di questi missili è stato progettato in modo che salgano a una quota di crociera di 30000 metri, dove accelerano fino a Mach 4. Questo profilo impedisce l’intercettazione durante il volo sul bersaglio, consentendo un rapporto consumo/km dimezzato rispetto al volo a 8-14000 m di quota. L’attacco all’AWACS avviene dall’alto, dov’è il punto cieco dell’antenna radar.

20150820-83-0008-41-1728x800_cChi combatte sul serio lo Stato islamico?
Valentin Vasilescu Reseau International 8 agosto 2015

IRGC-Su-25-IraqGli attacchi aerei della NATO contro l’esercito serbo bosniaco ebbero luogo tra il 30 agosto e il 20 settembre 1995, e furono eseguiti da 400 aerei e missili da crociera Tomahawk, in sostegno dei mercenari musulmani inviati da Stati Uniti, Iran, Arabia Saudita e Turchia a combattere contro i serbi. L’operazione raggiunse l’obiettivo con la distruzione di 338 obiettivi terrestri serbi (carri armati, batterie di artiglieria, colonne di fanteria motorizzata in movimento, ecc..). Il bombardamento NATO della Jugoslavia fu effettuato dal 24 marzo al 10 giugno 1999 e uccise da 5 a 10000 militari e civili jugoslavi, neutralizzò il 40% delle armi dell’esercito jugoslavo e distrusse il 60% della capacità industriale del Paese, centrali termoelettriche che riscaldavano la popolazione, ponti sul Danubio e nodi ferroviari. L’operazione raggiunse l’obiettivo evacuando l’Esercito jugoslavo dal Kosovo ambito dagli statunitensi. Ciò che sorprende è che per più di un anno, Stati Uniti e NATO (Turchia, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania e Paesi Bassi), così come Emirati Arabi Uniti, Bahrayn, Qatar, Giordania e Australia, hanno condotto attacchi aerei contro il SIIL senza esito. Ciò è tanto più sorprendente dato che le forze del SIIL, da 5 a 7000 combattenti, agiscono in aree rigorosamente definite e scoperte (per lo più in zone desertiche), dove sorveglianza e attacchi sono molto più facili che nella ex-Jugoslavia. Il SIIL è organizzato in distaccamenti dalla grande mobilità tattica composti da sub-unità da ricognizione con blindati leggeri (Hummer), subunità blindate con carri armati, IFV e APC, subunità di artiglieria trainata, subunità da trasporto con autocarri (per munizioni, cibo, carburante, ecc), subunità da difesa aerea con cannoni o mitragliatrici montati su autoveicoli, ecc. Alcuni video occidentali mostrano solo bersagli statici, tipo bunker, durante gli attacchi aerei statunitensi. E’ molto strano che non ci siano mai auto, blindati e combattenti del SIIL in prossimità dei bersagli. Potrebbero essere falsi per il semplice motivo che non ci sono più bunker in Iraq. I media occidentali che trasmettono tali video sembrano aver dimenticato che con l’occupazione dell’Iraq da parte dell’esercito degli Stati Uniti, i genieri statunitensi fecero saltare tutti i bunker costruiti da Sadam Husayin. Dove il SIIL trova i bunker indicati nei video? L’occupante statunitense, dal 2003, ha demolito tutti gli aviogetti supersonici o d’attacco al suolo (Su-25) di produzione sovietica dall’esercito iracheno, sostituendoli con velivoli ad elica Cessna 208 Caravan, Cessna 172 e Beechcraft T-6 Texan. La stessa cosa avvenne con gli elicotteri d’attacco iracheni, sostituiti con Bell 206, Bell UH-1, Bell OH-58C, Bell 407, senza blindature ed equipaggiamento per combattere i mezzi corazzati. Gli Stati Uniti hanno ripetutamente rinviato la consegna di 36 F-16 Block 52, pagati dall’Iraq nel 2011. I primi 4 F-16 sono arrivati in Iraq, nella base aerea di Balad, solo a luglio, e gli altri arriveranno nel 2018. Idem per i 36 Apache AH-64E che l’Iraq ha acquistato dagli Stati Uniti e che non sono ancora stati consegnati. Obbligato a combattere il SIIL, l’Iraq aveva cercato aiuto dalla Francia che, seguendo il modulo delle Mistral, s’è rifiutata di fornire l’elicottero d’attacco Tiger per non offendere gli Stati Uniti.
Perché gli Stati Uniti fanno di tutto affinché l’Iraq, in prima linea nella lotta al SIIL, non abbia aerei da combattimento? Semplicemente perché sanno che gli aerei dell’Iraq neutralizzerebbero il SIIL in due mesi, svelando il bluff degli Stati Uniti e dei loro alleati sul SIIL. La Russia ha capito le reali intenzioni degli Stati Uniti ed è stato l’unico Stato a sostenere realmente le forze che lottano contro il SIIL firmando subito un accordo con l’Iraq per la consegna di 56 elicotteri d’attacco Mi-28 e Mi-35NE (24 elicotteri russi sono già operativi). Un video iracheno dimostra come oggi si svolge la vera lotta tra una colonna del SIIL e i Mi-35 iracheni. La Russia ha anche consegnato all’Iraq 12 aerei Su-25 pilotati da iraniani. Inoltre, grazie ad un accordo mediato dalla Russia, 7 altri aerei Su-25 dell’Iran sono ritornati in Iraq per combattere il SIIL, arrivando sulla base aerea di Balad il 13 luglio 2015.19_2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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