Gli statunitensi affondarono il Kursk

Aleksandr Artamonov, Pravda.ru – Novorossia, 13 agosto 201610584010Agosto è sicuramente un brutto mese per la Marina russa. Il 12 agosto 2000 affondò in alto mare il Kursk. Il 30 agosto 2003 un altro sottomarino nucleare russo affondò: era il K-159. Il 7 agosto 2005, al largo della penisola di Kamchatka, un batiscafo russo evitò il peggio. Eppure è il Kursk che continua ad interessare: non possiamo ancora capire il vero scenario del disastro. Un anno dopo la perdita del sottomarino, Pravda fu la prima a pubblicare la versione peggiore tra quelle considerate: un gruppo di scienziati seppe, secondo loro, che il sottomarino venne attaccato da un altro sottomarino, forse di origine statunitense. Secondo le nostre fonti, questa informazione fu considerata al massimo livello. Alcuna risposta ufficiale fu data comunque. Fino ad oggi, questa versione non è ancora esclusa. Va ricordato che il sottomarino lanciamissili da crociera a propulsione nucleare K-141 Kursk apparteneva alla classe Proekt 949 Antej. Fu impostato a Sevmash nel 1992 e varato il 30 dicembre 1994 aderendo formalmente alla Marina russa. Tra il 1995 e il 2000 il Kursk era nelle coste del nord della Russia, nel porto di Vidiaevo. Affondò nel Mare di Barents, a 175 chilometri da Severomorsk, ad una profondità di 108 metri, il 12 agosto 2000. Tutti i 118 membri dell’equipaggio a bordo morirono. Fu il secondo maggiore incidente sottomarino della Russia dal 1945, dopo l’esplosione subacquea del B-37 causata dalla detonazione della munizioni a bordo. Subito dopo il disastro, diversi ammiragli e personalità dei vertici evocarono l’ipotesi che il Kursk fosse stato affondato da un sottomarino degli USA. Quindi tale versione scomparve a favore di una più formale rilasciata dalle autorità. Gli ammiragli furono costretti a rimanere in silenzio. Tuttavia, il regista Jean-Michel Carré girò un documentario dal titolo “Kursk, sottomarino nel torbido“, tramesso il 7 gennaio 2005 dalla televisione francese. Affermava che il Kursk fu silurato dal sottomarino d’attacco nucleare statunitense Memphis. Secondo Jean-Michel Carré, il Kursk effettuava un’esercitazione di lancio del nuovo siluro Shkval, quando due SSN degli Stati Uniti, Memphis e Toledo, l’aggredirono. Va notato, tuttavia, che tale situazione non ha nulla straordinario perché per prassi i sommergibilisti russi e quelli della NATO controllano le reciproche manovre nel contesto di missioni di routine. Tale processo consente ai professionisti di condurre un’esercitazione in condizioni vicine a quelle reali. Ma la presenza della flotta “nemica” viene normalmente considerata secondo le norme di sicurezza.
preview.phpIl Toledo avvicinò pericolosamente al Kursk, essendo “coperto” dal rumore dell’elica del Memphis. A un certo punto i due battelli entrarono in collisione (lo scafo del Kursk sul fondo del mare lo testimonia, perché era squarciato su tutta la lunghezza). Per impedire il lancio del Kursk contro il Toledo (il segnale del suono della valvola del tubo lanciasiluri che veniva aperta sarebbe perfettamente udibile su un nastro audio), il Memphis lanciò un siluro Mk-48 colpendo il Kursk. Questa versione ha il sostegno di numerosi tecnici di alto livello, ora in pensione. Va anche detto che se un giorno si saprà la verità, questo purtroppo non sarà domani. In ogni caso, il Kursk era l’elemento più pericoloso per gli Stati Uniti e la loro flotta. Non sorprende! Solo l’anno prima della perdita, il Kursk terrorizzò la NATO! Tra agosto e ottobre 1999, il battello soprannominato dalla NATO “killer di portaerei” partecipò a una missione nell’Atlantico e nel Mediterraneo. Poco prima della manovra i risultati dei suoi lanci di missili furono notati dal comandante della Marina. Superando furtivamente Gibilterra, l’SSGN s’infiltrò nel Mediterraneo. “Fu un’impresa straordinaria!” disse a Pravda l’ex-comandante della Flotta del Nord russa Ammiraglio Popov. Il Kursk fu incaricato d’inseguire nel Mediterraneo le forze navali della Sesta Flotta degli Stati Uniti, il cui nucleo era la portaerei Theodore Roosevelt, i cui aerei bombardarono la Serbia nell’operazione della NATO contro la Jugoslavia. Durante la missione, il Kursk effettuò 5 attacchi contro obiettivi reali. Dopo il rientro 72 membri dell’equipaggio furono decorati. In realtà, il Kursk poté intervenire al largo delle coste jugoslave impedendo l’operazione della NATO contro la Jugoslavia. Ad ogni modo, riuscì ad ostacolare le manovre della NATO. L’improvvisa apparizione dell’ultra-sofisticato killer di portaerei nel Mediterraneo terrorizzò la Marina degli Stati Uniti. Tutti i Paesi membri della NATO che si affacciano sul Mediterraneo furono chiamati ad inseguire il Kursk che “setacciava” le coste di Italia e Francia. Infine, l’SSGN russo disperse i nemici ferendo l’orgoglio statunitense. I russi si comportavano come una nave fantasma navigando di propria iniziativa! Era proprio insopportabile!
Subito dopo i fatti, diversi alti ufficiali della Marina, tra cui il capo della difesa anti-sommergibile di Gibilterra, furono messi nella riserva. Il Kursk era ormai percepito come il nemico numero uno della flotta degli Stati Uniti. Il comandante dell’SSGN Capitano Gennadij Ljachin ebbe la massima decorazione militare, il titolo di Eroe della Russia. Ma a causa della morte nel suo sottomarino, non poté mai partecipare alla cerimonia. Nell’ultimo anno del ventesimo secolo, il Capitano Ljachin preparava l’equipaggio a una nuova lunga crociera, questa volta non da solo ma con una potente flotta. La Russia si preparava ad entrare in forze nel Mediterraneo, dopo l’implosione sovietica.

USS Toledo

USS Toledo

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I Backfire Russi in Iran lanciano un avvertimento

Philippe Grasset, Dedefensa, 16/8/2016Tupolev Tu-22M3 bomber performs during International Army Games 2016 in Dubrovichi outside RyazanDai primi anni ’70, il Backfire è stato tra le principali cronache sulla “minaccia” che NATO e Pentagono affrontavano, nel gergo atlantista per potenza militare sovietica. Backfire era (e rimane) il nome in codice dato dalla NATO al Tupolev Tu-22M apparso in quel momento, di cui ci si chiedeva se l’autonomia non lo classificasse entro i limiti strategici fissati da SALT e START. Da allora, il Tu-22M si è evoluto in nuove versioni, cambiandolo notevolmente e rimanendo oggi, con il vecchio Tu-95 e il Tu-160, uno degli aerei dell’aviazione strategica russa. Si tratta quindi di un velivolo aureolato da una lunga controversia strategica quello che viene stanziato nella base aerea di Hamadan, nell’ovest dell’Iran, da cui compiva i primi attacchi contro SIIL e al-Nusra (o ex al-Nusra…) Il vantaggio è che il Tu-22 vola per 700 chilometri da Hamadan per compiere la missione in Siria, invece di 2000 km dalle basi nel sud della Russia. La sensazione è che ciò sia in realtà la prima cooperazione operativa diretta e sensazionale tra Russia e Iran, accompagnata da un numero impressionante di foto e dettagli del Ministero della Difesa russo. La Russia vuole farlo sapere e l’episodio rientra ovviamente negli sviluppi sulla base russa in Siria di Humaymim. (Tra i piani russi vi è allungare la pista della base per consentire ai bombardieri strategici Tu-22M di atterrarvi: come il dispiegamento ad Hamadan, si tratta di avvicinare i bombardieri ai loro obiettivi, principalmente per poterli colpire rapidamente con massicci carichi, in relazione agli sviluppi in Siria). Molti i testi pubblicati simultaneamente all’evento. Vi sono quelli di RT nonché le varie fonti del blocco BAO. Da parte nostra, pensiamo di riportare ZeroHedge, che ricorre a molte fonti nel presentare il fatto… In questi testi, troviamo la stessa generosa raccolta di fotografie. In ogni caso, il punto più notevole è l’aspetto della comunicazione, che Mosca intende usare ora, avendo un alleato strategico attivo e “operativo” in Medio Oriente. Da parte loro, gli iraniani ne sono contenti, sapendo naturalmente che un attacco all’Iran (alcuni ci pensano sempre ) rischia di provocare un grande conflitto. In breve, oltre all’aspetto operativo, la saga del Backfire in Iran (con altri aerei russi, tra cui il nuovo Su-34) lancia un avvertimento.
081618-Hamadan-IranMentre Obama guida la campagna a favore di Hillary Clinton, Vladimir Putin si crea degli amici. I bombardieri strategici russi a pieno carico effettuavano i primi attacchi contro obiettivi terroristici in Siria operando da una base aerea iraniana, secondo il Ministero della Difesa russo, dopo che Mosca aveva schierato aerei russi su una base aerea iraniana ampliando la campagna in Siria. Il ministero ha detto che gli attacchi dei bombardieri a lungo raggio Tupolev Tu-22M3 e dei cacciabombardieri Sukhoj Su-34 venivano lanciati dalla base aerea di Hamadan in Iran. La TV Rossija 24 trasmetteva immagini di almeno tre bombardieri e un aereo da trasporto militare russo in Iran, ma indicando che molti bombardieri russi vi erano arrivati. Era la prima volta che la Russia colpiva obiettivi in Siria dall’Iran, dall’avvio della campagna di bombardamenti per sostenere il Presidente siriano Bashar al-Assad, nel settembre 2015. Mosca e Teheran hanno firmato un accordo militare che consente agli aerei russi di stazionare sull’aeroporto di Hamadan, nell’Iran occidentale, e secondo il Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran, la cooperazione tra i due Paesi sulla Siria è “strategica”. Teheran accettava di condividere strutture militari con Mosca, confermando la dedizione alla cooperazione strategica nella lotta al terrorismo in Siria, dichiarava il Segretario del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano Ali Shamkhani all’Islamic Republic News Agency (IRNA). I media russi affermavano che i bombardieri Tupolev Tu-22M3, che avevano già effettuato molti attacchi sui terroristi in Siria dalle basi nel sud della Russia, erano troppo grandi per essere ospitati nella base aerea russa in Siria. Secondo RT, il principale vantaggio per l’Aeronautica russa è la drastica riduzione del tempo di volo sugli obiettivi dei terroristi in Siria. I bombardieri a lungo raggio russi hanno effettuato attacchi aerei in Siria dalla base di Mozdok, Russia, coprendo una distanza di circa 2000 km per arrivare nello spazio aereo siriano. Ora la distanza si riduce a 700 km, in modo che gli attacchi aerei saranno meglio coordinati effettuandoli immediatamente e con meno costi. Come osserva Reuters, la mossa dimostra che la Russia espande ruolo e presenza in Medio Oriente mentre i media russi riportano che Mosca ha chiesto a Iran e Iraq il permesso di lanciare missili da crociera contro obiettivi siriani dal Mar Caspio. Il ministero ha detto che gli attacchi miravano a Stato islamico e terroristi già noti come Jabhat al-Nusra nelle province di Aleppo, Idlib e Dayr al-Zur e che i bombardieri erano scortati dai caccia della base aerea russa di Humaymim, nella provincia di Lataqia in Siria. Nel frattempo, la cooperazione militare tra Iran e Russia si sviluppa rapidamente. A gennaio, Mosca e Teheran firmarono un accordo di cooperazione militare più ampio della collaborazione nell’addestramento di personale e nell’antiterrorismo. Il Ministro della Difesa della Russia Sergej Shojgu e l’omologo iraniano Generale di Brigata Hossein Dehghan firmavano il documento durante la visita dei vertici russi nella capitale iraniana. Il Cremlino non si ferma qui: Interfax riferiva che Mosca ha chiesto ancora una volta a Iran e Iraq di permettere ai missili da crociera di sorvolare i rispettivi spazi aerei per attaccare obiettivi terroristici in Siria. Inoltre, la Russia avviava esercitazioni navali tattiche nel Mediterraneo e nel Mar Caspio. Le navi da guerra che partecipano all’esercitazione effettuano tiri di artiglieria e missili “in condizioni di battaglia simulate”. La forza nel Mediterraneo comprende due pattugliatori lanciamissili armati dei complessi per missili da crociera Kalibr-NK dotati di otto missili ciascuno…Russian-jets-in-Iran-3-774x516

La Russia schiera bombardieri pesanti in Iran
Alexander Mercouris, The Duran 16/8/2016
I Tu-22M3 e i Su-34 colpiscono i loro obiettivi in Siria dalla base aerea Hamadan in Iran.Mentre il vero stato delle relazioni tra Turchia e Russia rimane oscuro, l’allineamento della Russia con l’altra grande potenza dell’Asia centrale, l’Iran, s’intensifica, con la notizia che bombardieri pesanti Tu-22M3 russi, insieme a Su-34, compivano missioni contro obiettivi jihadisti in Siria dalla base di Hamadan in Iran. Ciò è principalmente un atto politico e non militare. I Tu-22M3 hanno il raggio d’azione per colpire in Siria dalle basi nel sud della Russia e l’hanno ripetutamente dimostrato. Non c’è alcuna ragione operativa per decollare da Hamadan. La Russia ha scelto di stanziare i suoi Tu-22M3 ad Hamadan come dichiarazione politica su Russia e Iran alleati militari nella lotta comune al terrorismo islamico in Siria. La presenza dei bombardieri russi ad Hamadan, in Iran, indica qualcos’altro. È una potente dichiarazione di sostegno della Russia all’Iran e al governo iraniano. Così come la presenza della base aerea russa permanente di Humaymim rende impossibili o difficilissimi gli attacchi israeliani e statunitensi contro la Siria, così la presenza dei bombardieri russi in Iran è un potente monito contro qualsiasi piano statunitense o israeliano per attaccare l’Iran, come potrebbe ancora una volta considerarli la nuova amministrazione degli USA dopo le presidenziali. Questo è potenzialmente importante dato che Hillary Clinton e Donald Trump, qualunque differenza possano avere sulla Russia, sono fautori della linea dura contro l’Iran. Il dispiegamento dei bombardieri russi in Iran va di pari passo alla convergenza sui legami politici ed economici. Avviene poco dopo che Putin incontrava a Baku il Presidente iraniano Rouhani e il Presidente dell’Azerbaigian Aliev, e dopo il sostegno diplomatico della Russia all’Iran nei negoziati sul nucleare con gli Stati Uniti, e le notizie sul rafforzamento dei legami economici tra Russia e Iran. L’Iran, che potrebbe diventare membro a pieno titolo della Shanghai Cooperation Organisation il prossimo anno, ha appena ricevuto un sostanziale credito russo e la proposta di negoziati per istituire una zona di libero scambio con l’Unione economica eurasiatica, incluso l’Azerbaigian. E’ anche certo non sia un caso che il Ministro della Difesa russo Shojgu avesse appena completato una misteriosa visita in Azerbaigian. Quale fosse il punto preciso della visita non era chiaro (è improbabile che avesse a che fare con la disputa sul Nagorno-Karabakh), ma sembra probabile che fosse in qualche modo collegata al recente dispiegamento militare russo in Iran. Guardando avanti, nel caso la presenza russa in Iran diventi permanente, come il dispiegamento russo in Siria, allora avrebbe un grande impatto strategico militare e politico nella regione del Golfo, come la base russa in Siria l’avrà nel Mediterraneo orientale. Se si è ancora molto lontani dai pattugliamenti aerei russi su Golfo e stretto di Hormuz dalle basi iraniane, improvvisamente diventano una possibilità immaginabile. Se accada o meno è un altro discorso. La cautela è d’obbligo. A differenza della Siria, l’Iran sicuramente non dipende dalla Russia. Al contrario è una grande civiltà e una grande potenza dalla lunga storia, di gran lunga maggiore di quella russa, e una politica molto attiva in Medio Oriente e altrove. Le relazioni tra Iran e Russia non furono sempre facili e l’Iran è noto avere una scarsa visione di alcune mosse diplomatiche della Russia sulla Siria. C’è anche chi in Iran, e ancora più nella diaspora iraniana, preferirebbe un Iran allineato agli Stati Uniti. Non si può quindi affermare con certezza che questo rapporto nascente tra Iran e Russia frutti o continuerà come alleanza finora puramente tattica, forgiata per combattere il jihadismo in Siria. Tuttavia, per il momento la convergenza tra le due parti è sempre più forte e con il dispiegamento per quanto temporaneo dei bombardieri russi a Hamadan, il suo profilo s’accresce di molto.Russian-jets-in-Iran-2

La base russa di Hmeimim sarà aggiornata e permanente
Karine Bechet-Golovko, Russie-politique, 13 agosto 2016

“Sembra che, nel complesso, la Russia abbia perso la pazienza verso il doppio gioco occidentale”

14d3c80ad3bf1503cfc67c43242de8a4Nella “crisi di fiducia” che interessa le relazioni russo-statunitensi (o meglio, il dovuto confronto con la realtà), la Russia risponde molto semplicemente al sostegno incondizionato fornito dagli Stati Uniti ai terroristi siriani che combattono contro il Presidente Assad: la Russia rafforzerà la base di Humaymim in Siria rendendola permanente. L’annuncio fu fatto l’11 agosto dal senatore russo Frantz Klintsevich: la Russia modernizzerà la sua base, sia sul piano militare che logistico. Il disegno di legge è stato presentato. “Una volta definito lo status giuridico, Humaymim sarà la base delle Forze Armate russe, un’infrastruttura adeguata sarà costruito e il nostro esercito vi vivrà in condizioni decenti“. È una base permanente e non una struttura temporanea che la Russia vuole creare. Questa idea di ammodernare le strutture della base non è nuova, ma risale al 2015. L’idea di una possibile collaborazione con la coalizione degli Stati Uniti sembra ormai scomparsa. Le illusioni alla fine cadono e il contesto rende questo rafforzamento inevitabile per combattere effettivamente il terrorismo. Dall’intervento in Siria, la Russia ha già effettuato più di 9000 sortite , oltre ai bombardieri inviati per le operazioni di bombardamento e ai lanci di missili. L’efficacia dell’intervento russo in Siria non è seriamente contestata. E’ la geopolitica che deriva da questa efficienza, che riceve più attenzione dagli analisti anglosassoni: la posizione della Russia si rafforza rispetto agli Stati Uniti. Abbastanza per gettare un’ombra. Va preso atto che l0articolo del 6 agosto del New York Times sottolinea la vittoria militare russa in Siria, nonostante CIA e Arabia Saudita aiutino i ribelli a rovesciare Assad, non a combattere lo SIIL La Russia ha ribaltato l’equilibrio delle forze: “L’offensiva dei ribelli è stata aiutata da potenti missili anticarro forniti da Central Intelligence Agency e Arabia Saudita. Le valutazioni dell’intelligence a Washington rotenevano che il Presidente siriano Bashar al-Assad stava perdendo potere. Ma arrivati i russi arrivarono, colpendo le forze ribelli appoggiati dalla CIA con una campagna aerea che li faceva ritirare. E i capi ribelli che ora si aggrappato ai quartieri assediati nella città di Aleppo, dicono che i rifornimenti di missili anticarro della CIA si esauriscono“. Per la prima volta dall’Afghanistan, osserva il giornale, la Russia sfida direttamente gli Stati Uniti. Questa vittoria militare ha portato a una vittoria politica: costringere gli Stati Uniti, se non a cooperare, almeno a tener in considerazione la Russia. Ma Obama e la sua amministrazione insistono e continuano a respingere i tentativi russi di cooperare. Il motivo addotto è l’assenza di fiducia. Ma, naturalmente, non ci può essere una cooperazione quando c’è rivalità, con obiettivi e interessi diversi. Ecco perché vedrete tali dichiarazioni: “Anche Obama ha espresso cautela su un accordo duraturo con Mosca. “Non sono sicuro che ci si possa fidare dei russi o di Vladimir Putin”, ha detto Obama in una conferenza stampa. “Ogni volta che si cerca di mediare qualsiasi accordo con un individuo del genere o un Paese del genere, vi andrete con un certo scetticismo”.”
Da parte sua, la Russia parla anche apertamente di assenza di cooperazione degli Stati Uniti sulla Siria. In risposta, la trasformazione di Humaymim, e va inoltre precisato che, per non violare accordi internazionali e causare aspre reazioni negative, la base non ospiterà in modo permanente armi nucleari. Pertanto, non se ne esclude la loro presenza temporanea… Come i bombardieri. Tutto ciò non può non che influenzare fortemente l’equilibrio di potere nella regione. A ciò si aggiunge il ritorno della Turchia, che ha finalmente chiuso il proprio confine. L’Esercito arabo siriano continua ad avanzare, eliminando più di 60 estremisti nei combattimenti presso Tadmur, mentre i moderati di al-Nusra, sostenuti dalla comunità internazionale, massacrano le famiglie degli “oppositori” a Aleppo che volevano uscirsene attraverso i corridoi umanitari attuati dalla Russia. Si parla di più di 40 morti. Una parte importante avanza sulla scena internazionale, in particolare inquadrando decisione nella prospettiva dell’indurimento dei toni nei confronti dell’Ucraina e del rafforzamento della Crimea, che vedrà la sua presenza militare consolidata. Sembra che, nel complesso, la Russia abbia perso la pazienza verso il doppio gioco occidentale.Cp6xA5sWcAAxgTI.jpg small

La massiccia campagna aerea russa blocca l’attacco USA-al-Qaida su Aleppo
Moon of Alabama

Cp-vZ2iWcAA1TUuLa parte occidentale di Aleppo è sempre rimasta sotto il controllo del governo siriano. Vi abitano 1,5 milioni di persone. Nelle ultime due settimane vi era l’imminente pericolo che cadesse in mani jihadisti, dati i grandi rifornimenti di nuove armi, munizioni ed intelligence di Stati Uniti e Golfo a 10000 radicali jihadisti guidati da al-Qaida in Siria, per attaccare Aleppo. Dopo diversi giorni riuscivano a rompere la difesa sud-orientale creando un esiguo corridoio per Aleppo est. La zona è assediata dalle forze governative e occupata dai jihadisti. Diversi altri grandi attacchi seguivano, ma si riusciva a malapena a trattenerli. Le forze governative sono un misto di unità di difesa locali e di ausiliari afghani e iracheni. Le difese sembravano scarsamente preparate all’assalto di autobombe seguite da attacchi di fanteria di massa. Il morale era basso e le posizioni non avevano un adeguato coordinamento. Il governo siriano e i suoi alleati non potevano usare gli elicotteri per sostenere la difesa dato che MANPAD appena arrivati erano utilizzati dai jihadisti mettendo in pericolo qualsiasi aereo che vola a bassa quota. Per fermare gli attacchi e preparare la controffensiva andavano attivate le preziose riserve. Le forze d’elite di Hezbollah e della Brigata Tigre dell’Esercito arabo siriano venivano gettate in battaglia, contenendo gli attacchi jihadisti per ora, ma senza avere la massa per la controffensiva. I russi avvertirono ad aprile che una grande offesa jihadista era imminente, ma non fu adottata alcuna risposta durante i colloqui con l’amministrazione degli USA, la cui volontà di discutere era un inganno per sostenere tale attacco.
La campagna jihadista che mira a occupare tutta Aleppo prende il nome dall’uomo che, nel 1979, massacrò un gruppo di cadetti appartenenti a minoranze religiose. Qualora i terroristi vincano, migliaia di civili di Aleppo probabilmente moriranno, non solo delle minoranze. Aleppo è una città sunnita e la guerra è, in contrasto alla propaganda “occidentale”, non tra minoranze religiose e popolazione sunnita, ma tra sette sunnite radicali e i loro fratelli tradizionali. Due settimane fa, l’esercito russo preparava apertamente la risposta adeguata. Il suo aereo spia più moderno, il Tu- 214R, veniva inviato in Siria per raccogliere informazioni, assieme a 2 aerei da ricognizione Il-20M già schierativi. Le manovre della Marina lungo le coste siriane e nel Mar Caspio venivano approntate. L’accordo con l’Iran su misure di sostegno veniva organizzato. Almeno 7 navi russe, tutte dotate di missili da crociera Kalibr, venivano posizionate nel Mediterraneo e nel Mar Caspio. Ieri i bombardieri strategici a lungo raggio Tu-22M3 e i bombardieri tattici Su-34 venivano schierati nella base aerea di Hamadan in Iran. La rotta tra Hamedan e la Siria è del 60% più corta che dalla Russia. Gli aerei potranno così volare più spesso e con maggiore carico. L’Iraq ha concesso i diritti di sorvolo. Questa cooperazione aperta, annunciata pubblicamente dalle immagini della base iraniana, invia un messaggio forte alla “comunità internazionale” dei sostenitori dei jihadisti. La Cina vi aderisce annunciando maggiore cooperazione con l’Esercito arabo siriano. Oggi veniva lanciata una grande campagna di bombardamenti su tutta la logistica e la riserva dei jihadisti che attaccano Aleppo. Tutti i centri di comunicazione, basi, depositi e aree di concentramento tra Aleppo e il confine turco venivano bombardati. Ogni bersaglio fisso rilevato attaccato, probabilmente più volte, e distrutto, quindi i convogli e altri obiettivi utili. La campagna continuerà per diversi giorni. Tali grandi attacchi sulle retrovie delle forze attaccanti non hanno alcuna influenza immediata sul fronte. Aspettatevi alcuni attacchi dei terroristi su Aleppo per deviare dalla distruzione delle loro retrovie. Ma dopo pochi giorni i loro rifornimenti si esauriranno senza che i nuovi arrivino. L’attacco generale ad Aleppo poi finirà.
Tutto ciò da solo blocca la situazione in Siria. Il governo siriano attualmente non ha la capacità di riprendere e controllare la grande area tra Aleppo, Idlib e il confine turco. Saranno necessari ulteriori cambiamenti nella situazione strategica che mutino direzione alla guerra. Ma l’attacco probabilmente fallito ad Aleppo ingoierà più risorse e uomini di quanto i sostenitori dei jihadisti, gli USA ed alleati, possano inviare. Il centro di gravità della guerra probabilmente andrà altrove, lontano da Aleppo libera. Tutto questo, naturalmente, dipende dalla fortuna e dall’imponderabile della guerra.CpfuAP7WAAAxM5Q

La Cina fornirà aiuti alla Siria
The BRICS Post 17 agosto 2016

180373d28c1016e8349807La Cina fornirà aiuti e addestramento militare al governo siriano, dichiara un alto ufficiale della sicurezza cinese. Guan Yufei, direttore dell’Ufficio per la Cooperazione Internazionale Militare della Commissione Militare Centrale cinese, incontrava il Ministro della Difesa siriano Fahad Jasim al-Furayj a Damasco, durante il quale le due parti discutevano dell’accordo di cooperazione militare. Secondo Guan la Cina ha sempre svolto un ruolo positivo verso la soluzione politica in Siria dall’inizio della guerra civile, cinque anni prima. “Le Forze Armate della Cina e della Siria hanno una tradizione di amicizia, e i militari cinesi vogliono rafforzare scambi e cooperazione con i militari siriani“, ha detto Guan. Guan e al-Furayj hanno discusso del potenziamento dell’addestramento e “raggiunto il consenso” sull’invio di aiuti umanitari dei militari cinesi alla Siria. Guan ha anche incontrato un generale russo a Damasco, secondo l’agenzia Xinhua, senza entrare nei dettagli. All’inizio del mese, il Presidente cinese Xi Jinping ha nominato il diplomatico Qi Qianjin nuovo inviato in Siria. La Cina ad aprile nominava il suo primo inviato speciale per la crisi siriana. Presente nella regione per le forniture di petrolio, la Cina tende a lasciare la diplomazia in Medio Orientale agli altri membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Russia. Ma la Cina ha cercato di essere più presente ospitando ultimamente il Ministro degli Esteri della Siria e gli oppositori, in tempi diversi. Gli attacchi aerei russi e l’offensiva del governo siriano continuano contro lo Stato Islamico (IS) e al-Nusra, filiale di al-Qaida nel Paese devastato dalla guerra. L’opposizione principale e i ribelli siriani, insieme a Stati Uniti e altre nazioni occidentali, da tempo insistono che qualsiasi accordo di pace deve includere la caduta del Presidente siriano Bashar al-Assad, mentre il governo siriano e la Russia dicono che non c’è tale clausola negli accordi internazionali sottoscritti per il processo di pace. La Russia, insieme ai partner dei BRICS, si oppone alla caduta di Assad.

China's Foreign Minister Wang shakes hands with Syria's Foreign Minister Moualem during a joint news conference after a meeting at the Ministry of Foreign Affairs in Beijing

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia muta l’equilibrio del potere nel Mediterraneo

Alexander Mercouris, The Duran 15/8/2016

L’accordo prevede diritti per la base permanente della Russia in Siria, mettendo in discussione il dominio strategico degli Stati Uniti nel Mediterraneo orientale.635788050722858190-syria-sat-image-russian-baseAnche se c’è stata scarsa discussione sui media occidentali, la Russia acquisiva in silenzio per la prima volta una vera e propria base permanente nel Mediterraneo. A seguito dei negoziati tra il governo siriano e la Russia l’accordo del 2015 veniva ratificato mutando la base aerea russa di Humaymim in Siria in base permanente. In altre parole, la Russia manterrà la base di Humaymim oltre la conclusione del conflitto siriano, e la sua presenza è appena divenuta permanente. Che il governo siriano volesse concedere la base alla Russia in modo permanente era noto da qualche tempo. Dal punto di vista siriano, la base russa non garantisce solo il sostegno della Russia all’attuale governo siriano, ma fornisce alla Siria un’inedita protezione dalle incursioni aeree israeliane, che furono continue per decenni non avendo la Siria la capacità d’impedirle. I russi hanno questa capacità e i siriani sperano che grazie alla presenza della base la Siria sarà protetta dalle incursioni aeree israeliane. Come suggeriscono le notizie, le incursioni israeliane dello spazio aereo siriano sono finite da quando le forze aerospaziali russe si sono dispiegate in Siria, con gli israeliani attenti ad informare i russi dei loro voli. Mentre il governo siriano ha subito concesso alla Russia la base permanente, i russi finora ne erano meno sicuri. La creazione di una base permanente in Siria è per i russi un passo al di fuori dalla precedente politica militare di schiacciante attenzione alla difesa del territorio russo, piuttosto che proiettare potenza militare oltre i confini della Russia. Alcuni ufficiali russi avrebbero messo in dubbio l’utilità di una base in Siria, sottolineando che il Mediterraneo orientale, dove si trova la base, rientra nella gittata dei missili balistici e da crociera russi. È importante sottolineare che, a giudicare dai commenti dello scorso dicembre, uno dei più scettici non era altri che lo stesso Putin:
Sulla base le opinioni divergono, sapete. Alcuni in Europa e Stati Uniti hanno più volte detto che i nostri interessi sarebbero stati rispettati, e che la nostra base può rimanervi, se vogliamo. Ma non so se ne abbiamo bisogno. Una base militare implica notevoli infrastrutture e investimenti. Dopo tutto, vi abbiamo oggi i nostri aerei e strutture temporanee, una caffetteria e dei dormitori. Possiamo impacchettarli in due giorni, caricare tutto a bordo degli aerei da trasporto Antej e tornarcene a casa. Mantenervi una base è diverso. Alcuni credono, anche in Russia, che dobbiamo avervi una base. Non ne sono così sicuro. Perché? I miei colleghi europei mi hanno detto che probabilmente alimento tali idee. Ho chiesto perché, e mi hanno detto: per poter controllare le cose lì. Perché dovremmo desiderare di controllarle lì? Questa è una domanda importante. Abbiamo dimostrato che non abbiamo alcun missile a medio raggio. Li abbiamo distrutti tutti, perché tutto ciò che avevamo erano missili a medio raggio basati a terra. Gli statunitensi hanno distrutto i loro missili a medio raggio basati a terra come i Pershing. Tuttavia, hanno mantenuto i loro Tomahawk su navi e aerei. Non avevamo questi missili, ma ora sì, il missile navale Kalibr da 1500 chilometri di gittata e quello aerolanciato Kh-101 con gittata di 4500 chilometri. Allora, perché avremmo bisogno di una base lì? Se dovessimo raggiungere qualcuno, lo faremmo senza quella base. Potrebbe avere senso, non ne sono sicuro. Dobbiamo ancora pensarci. Forse potremmo aver bisogno di una base temporanea, ma mettervi radici e farci pesantemente coinvolgere non ha senso, credo. Ci penseremo“.
Queste osservazioni, pur lasciando accuratamente le opzioni aperte, suggeriscono netta mancanza di entusiasmo all’idea di una base permanente, e un dibattito sul tema nella leadership russa. Presumibilmente erano questi dubbi e questo dibattito che hanno sospeso la ratifica dell’accordo per la base per tanto tempo. E’ chiaro che il dibattito s’è concluso e l’accordo finalmente ratificato, decisione che rende Humaymim una base permanente. Va detto chiaramente che si tratta di un grande cambiamento. La Russia zarista aveva basi navali nelle isole greche e in Piemonte nel XIX secolo, e l’URSS negoziò strutture navali e aeree con Albania, Jugoslavia, Siria ed Egitto che però non furono mai vere basi permanenti. L’URSS cercò alla fine della seconda guerra mondiale un accordo con gli occidentali per una base in Libia, ma non sorprende che fu rifiutato. Tali progetti si dimostrarono effimeri od inefficaci, con tutte le disposizioni temporanee che i russi negoziarono con le varie potenze del Mediterraneo sempre violate ogni volta che esse si allinearono all’occidente. L’unica eccezione fu la struttura navale russa nel porto siriano di Tartus, del 1971. Anche se ha attirato enorme attenzione durante il conflitto siriano, come tutte le altre strutture che l’URSS acquisì nel Mediterraneo durante la guerra fredda, non è per nulla una base. Come anche la BBC fu costretta ad ammettere, l’impianto di Tartus è al massimo una stazione di rifornimento per le navi russe nel Mediterraneo, troppo piccolo per ospitare navi da guerra russe come fregate e unità maggiori, privo dei servizi per ospitare numerosi marinai o personale russo, come una vera e propria base dovrebbe fare. La realtà militare è che dal 1943 l’US Navy, insieme agli alleati (principalmente Gran Bretagna e Francia) era la potenza militare dominante nel Mediterraneo. Dalla Seconda guerra mondiale il Mediterraneo è stato in termini militari un lago statunitense.
La base di Humaymin però è diversa da tutto ciò che l’ha preceduta. Non solo ospita una forza aerea d’attacco formidabile equivalente a quella di un gruppo di portaerei dell’US Navy, ma è fortemente difeso da sistemi di difesa aerea formidabili come S-400, Buk e Pantsir e dispone di vari radar e impianti da guerra elettronica e di comando. E’ anche difesa da una formidabile forza di terra russa delle dimensioni di un battaglione. Inoltre, si afferma che la base sarà notevolmente ampliata per poter ospitare aerei d’attacco pesanti, forse i Tu-22M3. Humaymim fa anche parte di ciò che diventa un potente complesso di basi e strutture militari russe in Siria tra cui, ovviamente, l’impianto navale di Tartus (che può anche essere ampliato) e una postazione d’ascolto top secret russa che da tempo esisterebbe nella provincia di Lataqia. Insomma si tratta di un complesso di basi che i russi non hanno mai avuto prima nel Mediterraneo, e che diverrà permanente. La base russa in Siria non può sfidare la supremazia della Marina degli Stati Uniti nell’area mediterranea. Tuttavia può mutare drasticamente le percezioni politico-militari nella metà orientale. Vi è la prospettiva che caccia russi sorvolino il Mediterraneo orientale con pattugliamenti regolari, monitorando navi e aerei da guerra statunitensi nella zona, e rendendo evidente la presenza della Russia nella zona come mai prima. E’ una cosa sapere in astratto che i missili balistici e da crociera russi possono raggiungere questa zona, ma è piuttosto diverso vedere gli aerei militari russi fisicamente presenti. L’impatto psicologico e politico sui Paesi che si affacciano sul Mediterraneo orientale (Grecia, Turchia, Cipro, Libano e Israele) e sull’US Navy (in una zona dove da tempo era abituata a navigare incontrastata) non può essere sottovalutato, e sarà tremendo. Tutto questo, naturalmente, dipende dal risultato del conflitto in Siria. Creandovi una base permanente la Russia alza la posta in gioco, un fatto che spiega senza dubbio l’intensità del conflitto.bf783f663b614f1382050cbf83209ae7Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il centro dell’intelligence russa in Nicaragua preoccupa il Pentagono

VZ Reseau International 13 agosto 2016b22824I mass media statunitensi hanno rivelato l’estrema preoccupazione dell’ambiente militare sul “sito di sorveglianza costruito da Mosca” nel Paese. Tuttavia, vi sono seri motivi per dubitare di tali affermazioni. Inoltre, la cooperazione tecnico-militare tra Russia e Nicaragua non è segreta. Gli Stati Uniti credono che la Russia effettui operazioni di ricognizione elettronica nell’emisfero occidentale. The Washington Free Beacon titola “Mosca ha costruito un centro d’intelligence in Nicaragua“. Gli statunitensi sono convinti che Mosca cerchi d’incrementare la presenza militare e d’intelligence in questa parte del globo. L’articolo annunciava gli sviluppi militari nei Paesi dell’America Latina, come l’aumento delle attività d’intelligence russa. Mosca ha venduto al Nicaragua 50 carri armati russi T-72 per 80 milioni di dollari, 9 milioni più del bilancio militare del Nicaragua nel 2015, secondo la fonte degli Stati Uniti. La vendita dei nuovi carri armati e l’apertura di una base causano gravi preoccupazioni al Pentagono, scrive l’edizione. Inoltre, esistono tensioni con il leader della sinistra nicaraguense Daniel Ortega in altri Paesi e regioni dell’America Latina. Il Ministro degli Esteri russo non ha prestato attenzione a tali informazioni, notando solo che è complesso commentare tali fantasie. “La Federazione russa sviluppa la collaborazione con l’America Latina nel campo del GLONASS, sulla base di accordi aperti e pienamente trasparenti“, dichiarava il ministero all’agenzia “Interfax“.

Il GLONASS in Nicaragua
Ovviamente alla base delle analisi statunitensi vi è la volontà della Russia di creare un centro di comunicazioni e topografia digitale in Nicaragua, con le attrezzature complesse per la navigazione satellitare della stazione GLONASS che permetteranno all’esercito del Nicaragua di conservare, analizzare e utilizzare pienamente i dati trasmessi. Il giornale degli Stati Uniti dice che il 14 giugno tre dipendenti del dipartimento di sicurezza degli Stati Uniti furono arrestati dalle autorità nicaraguensi e scortati all’aeroporto. Il rappresentante ufficiale del dipartimento di Stato degli Stati Uniti disse che ciò non era correlabile a un rapporto positivo e costruttivo tra USA e Nicaragua e che avrebbe effetti negativi sulle relazioni bilaterali, anche commerciali. L’autore dell’articolo fa notare che gli sforzi di Obama per ripristinare le relazioni con i governi di sinistra dell’America Latina, tra cui Cuba, non hanno avuto successo. Il Presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, è vicino al governo comunista di Cuba e alle autorità venezuelane. “È un peccato che Barak Obama non sia interessato a ciò che accade in Nicaragua. Un Paese in cui vi sono solo due cose, droga e dittatura, e a cui non è interessato“, ironizza il giornale. Il portavoce del comando sud degli Stati Uniti, David Olsen, dichiarava: “Gli Stati Uniti sanno delle attività della Russia nell’emisfero occidentale. Il suo coinvolgimento nel nostro territorio non è nuovo ed è simile in altri Paesi”. Il giornale rileva che non vi sono dati su posizione e completamento dei lavori sul centro di ricerca in Nicaragua… solo c’informano che sarebbe camuffata da stazione del sistema satellitare GLONASS russo, la cui costruzione è quasi finita… L’accordo per la ostruzione della stazione GLONASS venne firmato nell’agosto 2015 da Russia e Nicaragua. Sarebbe costruito a nord di Managua, o secondo altre fonti, sulle coste del Mar dei Caraibi…Visit Sergei Shoigu in NicaraguaI Russi in America Latina
Va ricordato che il centro topografico in Nicaragua fu inaugurato dal Ministro della Difesa Sergej Shojgu il 23 febbraio 2015. Con ogni probabilità, i media statunitensi espressamente indicavano questo centro. “Abbiamo calcolato che migliorerà notevolmente l’efficienza dell’esercito del Nicaragua a vantaggio del popolo“, aveva detto Sergej Shojgu alla cerimonia di apertura. Inoltre, l’accordo militare firmato da Sergej Shoigu dedica un paragrafo alla semplificazione dei passaggi delle navi da guerra nei porti del Nicaragua, fornendo un carattere essenziale agli scali delle navi russe. Il comandante dell’esercito nicaraguense, Generale Julio Aviles, osservava che il progetto soddisfa le principali esigenze moderne. “La Federazione Russa fornisce assistenza tecnica e militare nel risolvere i nostri principali problemi nel preservare sicurezza e sovranità del Paese. Desideriamo esprimere la nostra gratitudine per il vostro forte e deciso sostegno“, aveva detto. Il comandante nicaraguense dichiarò che non si trattava solo di supporto militare: “Il nostro Paese è grato per averci permesso di dotare il nostro esercito di materiali moderni, completare gli sminamenti umanitari, completare il supporto a genieri ed ospedali militari che proteggono il popolo“. Detto questo, il Ministro della Difesa russo visitava Venezuela e Cuba, che firmavano accordi di cooperazione tecnico-militare. Analisti ed esperti sottolineavano la crescente presenza russa nei Paesi dell’America Latina e la fornitura di moderni sistemi di difesa aerea, di artiglieria e di carri armati che non favoriscono lo squilibrio di potenza, cosa ovviamente non gradito agli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti accerchiano la Russia
Non è superfluo ricordare che il rapporto speciale tra Russia e Nicaragua s’è sviluppato dal ritorno al potere nel 2006 del Presidente Ortega. Managua dopo essersi ancora una rivolta a Mosca aveva il sostegno delle autorità russe, tra l’altro, in risposta ai cambiamenti delle frontiere nello spazio post-sovietico. Nel 2008, il Nicaragua fu il primo Paese a riconoscere, dopo la Russia, l’indipendenza dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud. “La Russia non aveva altra scelta se non concedere sostegno militare e politico contro la minaccia costante della Georgia“, disse il presidente del Nicaragua. Quest’ultimo accusò la NATO di rappresentare una grave minaccia per la pace nel mondo e di spendere ingenti risorse non solo per la guerra in Iraq e Afghanistan, ma anche per accerchiare militarmente la Russia. Nel 2014, l’ambasciatore del Nicaragua in Russia, Cuadra Louis, sostenne “incondizionatamente” l’adesione di Crimea e Sebastopoli alla Russia.

Ci si possono aspettare altre sciocchezze
Il Vicedirettore dell’Istituto sull’America Latina, Boris Martin, incoraggiava a rivedere la versione pubblica: queste informazioni non hanno alcuna relazione con la realtà e si rivelano mere speculazioni. “Forse si vi hanno costruito… ma come interpretarlo?”, commentava su Gazeta. Martin ricordava che il Centro d’intelligence sovietico a Lourdes, Cuba, fu abbandonato nel 2000 e che “non avevamo più niente in America Latina”. Inoltre vi è un “flusso di informazioni” sulla Russia. “Gli Stati Uniti cercano di riappropriarsi dell’America Latina che, per loro, è andata troppo lontano. In questo contesto non sorprende che ci si possano aspettare altre assurdità”, dice Martin. Gli esperti hanno stimato positivo lo sviluppo delle relazioni tra Russia e Nicaragua. Al momento, collaborano a un programma di addestramento anti-droga. “L’aumento dell’invio di cocaina dall’America Latina in Russia non è un segreto. Arriva poca eroina afgana”. “Questo è fondamentale“, aggiungeva. L’analisi del rappresentante dell’Unione geopolitica, Konstantin Sivkov, riconosce che la Russia sia interessata ad avere ogni informazione e dettaglio sulla regione. “Ma la Russia ha mezzi limitati. Pertanto, la raccolta di dati chiave in questo settore è un gradito, ma non principale obiettivo. Dobbiamo installare tali centri in Europa e Stati Uniti, laddove vi sono potenziali avversari“, aveva detto Sivkov. L’esperto aggiungeva che la creazione di GLONASS in Nicaragua non avrà probabilmente per unico scopo la raccolta di informazioni. “Non si tratta solo d’intercettare le informazioni, ma anche di garantirsi rilevazioni precise. Ecco perché diciamo che una sola antenna non basta. È necessaria una schiera di antenne… per poter installare un sistema in grado di eliminare le informazioni non necessarie, praticamente impossibile nella realtà. Non basta saper come costruire ogni centro, ma va anche garantito il luogo migliore per disporre sistemi informatici e schiere di antenne“, secondo Sivkov, che esprimeva la certezza che tali informazioni erano apparse per cercare di rallentare il dispiegamento del sistema di navigazione satellitare russo in Nicaragua. Secondo loro, l’assenza di sistemi simili renderebbe complicato a certi tipi di missili russi colpire, per esempio, gli Stati Uniti.nicaragua puertosTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

USA e Regno Unito affondarono il Kursk

Anatolij Miranovskij, Pravda, 08/12/201610402013Il sottomarino “Kursk” fu affondato nel 2000 dagli statunitensi. Questa teoria discussa in Russia e all’estero è stata nuovamente ripresa dal polacco Wprost, riferendosi a informazioni che avrebbe ricevuto da un ufficiale dello Stato Maggiore russo, il “Tenente-Colonnello Andrej”. Secondo gli autori, la moderazione dei russi evitò la guerra nucleare. Il fatto che il Kursk affondasse per l’esplosione di un siluro divenne la teoria ufficiale in Russia. La relazione del Procuratore generale della Russia del 2002 dichiarò che il siluro da esercitazione esplose a seguito della detonazione di munizioni. Quasi subito dopo l’incidente, un paio di ammiragli e degli ufficiali affermarono che il Kursk venne silurato da un sottomarino statunitense di stanza nella zona delle esercitazioni. Inoltre, alcuni ufficiali dichiararono che il sottomarino nucleare russo entrò in collisione con un sottomarino straniero. La prima informazione di un qualsiasi evento inaspettato che poi riceve una descrizione ufficiale, di regola, è la più vicina alla verità. La stessa teoria fu ripresa dal regista francese Jean-Michel Carré nel film “Kursk: Sottomarino in acque torbide“, (2005). Secondo il film, il sottomarino russo fu avvistato dai due sottomarini statunitensi Memphis e Toledo. Il Toledo si avvicinò pericolosamente. Per impedire l’attacco del sottomarino russo al Toledo, il Memphis blogger-image-762217836avrebbe lanciato un siluro Mk-48 contro il Kursk. Secondo il Canale televisivo di storia canadese, durante l’inseguimento del Kursk, il Toledo cercò di avvicinarsi, ma si scontrò col sottomarino nucleare russo che probabilmente eseguiva una manovra. Il capitano del Memphis, pensando che il Kursk avesse attaccato il Toledo (presumibilmente la ricezione di un segnale acustico che apriva le serrature dei tubi lanciasiluri), sparò contro il sottomarino russo. Secondo il “Tenente-Colonnello Andrej”, “il piccolo sottomarino AS-15 (a quanto pare il Kashalot (Proekt 1910)) scoprì il Kursk subito dopo l’incidente, ma tuttavia non vi era alcuna decisione sulle operazioni di salvataggio. Anche se, secondo le prime affermazioni, vi erano dei subacquei a bordo capaci di operare fino a 200 metri di profondità. Il Kursk giaceva ad una profondità di 108 metri. Il Kashalot è tra i più segreti sottomarini della Marina russa. Fino ad oggi non si sa se dipende dal comando della Marina. Almeno fino al 1986 (quando il primo sottomarino di questo tipo era utilizzato da tre anni), dipendeva dal GRU. “Pensammo che l’equipaggio fosse stato ucciso, non c’era alcun contatto con loro“, continua il tenente-colonnello. “Il telefono squillò, Korabelnikov rispose ed impallidì mormorando: “Gli Stati Uniti (…) hanno affondato la nave, ci sarà una guerra“, avrebbe detto. Naturalmente, gli statunitensi respinsero queste teorie. In tale contesto, la presenza del battello inglese Splendid nella zona fu dimenticata. Nel 1986 si scontrò con il sottomarino sovietico Simbirsk e nel 1999 bombardò la Serbia dal Mediterraneo, e presumibilmente fu spaventato dal Kursk che emergeva. Dopo l’esplosione del sottomarino Kursk, si recò per riparazioni in una base della NATO.maxresdefaultLa presenza di due battelli nella zona dell’affondamento, assieme all’armonizzazione forzata delle posizioni tra Mosca, Washington e Londra, come previsto causarono ritardi nell’operazione di salvataggio dei marinai russi. È interessante notare che fu possibile rintracciare la rotta degli statunitensi dopo l’incidente, ma la situazione del sottomarino nucleare inglese non fu chiarita. L’idea di un possibile coinvolgimento dello Splendid nella fine del Kursk è degli inglesi. Wikipedia inglese nella pagina dedicata al battello ha fatto un voltafaccia grave, sostenendo che il sottomarino inglese non aveva nulla a che fare con la fine di quello russo. “Anche se le accuse erano infondate, i teorici della cospirazione le hanno diffuse per molto tempo“, dice Wikipedia. Infatti, nel 2000, Nezavisimaja Gazeta pubblicò il parere di uno dei sommozzatori, secondo cui rottami del sottomarino Splendid erano vicino al Kursk sul fondo del Mare di Barents, e furono fatti esplodere nell’operazione per recuperare il sottomarino russo. L’autore suggerisce che subito dopo seppe del ritiro del sottomarino. 6328849_origNell’ottobre 2000, secondo la BBC, 12 sottomarini nucleari (compresi i sottomarini Swiftsure) sarebbero stati radiati dal servizio a causa di una perdita nel sistema di raffreddamento del reattore nucleare di un battello classe Trafalgar. Non è noto il numero di battelli poi tornati in servizio. Secondo il catalogo Jane, il battello fu smantellato nel 2004, anche se era l’ultimo e più recente della classe Swiftsure (in totale sei), fu il primo ad essere rottamato. Sembra che nel 2003 tale battello, secondo fonti inglesi che si basano esclusivamente su due brevi notizie della BBC, “operarono” contro obiettivi in Iraq. Per inciso, uno di tali materiali presentava una foto interessante: la foto di un marinaio con il Jolly Roger sopra un chiaramente lesionato Splendid.
Un’altra storia oscura e tragica è collegata all’assenza o presenza del sottomarino nel Golfo Persico durante la guerra contro l’Iraq. La mattina del 4 ottobre 2003, James Forlong, ex-giornalista di Sky News, fu trovato morto a casa nell’East Sussex. Fu licenziato da Sky TV dopo aver preparato materiale falso sulla partecipazione del sottomarino Splendid nei combattimenti in Iraq. Il personale occhiuto della BBC scoprì che il sottomarino Splendid all’epoca, presumibilmente, fosse in porto, e che Forlong aveva utilizzato un video d’archivio. L’uso di immagini d’archivio è usuale in televisione. Ma questa volta Forlong, a quanto pare, era molto turbato e decise di suicidarsi. Non disse mai perché preparò un video falso sulla partecipazione dello Splendid nella guerra all’Iraq.

James Forlong

James Forlong

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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