I cinesi rivendicano lo Stretto di Miyako

Vladimir Terehov New Eastern Outlook 09/01/2017china-liaoning-2016-1-bIl 25 dicembre la portaerei cinese Liaoning attraversava lo Stretto di Miyako dal Mar Cinese Orientale all’Oceano Pacifico, accompagnata da altre cinque navi di superficie della Marina cinese. Lo stretto separa l’isola omonima da Okinawa, l’isola più grande dell’arcipelago delle Ryukyu, che è nota appartenere al Giappone. Questo stretto ampio oltre 200 km è ufficialmente indicato come acque internazionali disponibili al traffico di tutti i Paesi del mondo e il Giappone non può interferirvi. Tuttavia, pur essendo ordinario dal punto di vista del diritto internazionale, questo evento ha provocato crescente interesse non solo in Giappone ma anche negli Stati Uniti. Ciò avviene dopo che, negli ultimi anni, la Marina cinese ha utilizzato lo Stretto Miyako come passaggio verso il Pacifico occidentale, per svolgere “esercitazioni di routine”. Questo recente passaggio dello stretto ha generato particolare interesse a causa del fatto che, per la prima volta, il gruppo di navi da guerra comprendeva l’unica portaerei cinese “restaurata” dalla ex (e non finita) sovietica “Varjag“, a disposizione dell’Ucraina dopo il crollo dell’URSS. Venduta alla Cina alla fine degli anni ’90, per un certo periodo è stata modernizzata e alla fine del 2012 entrava nella Marina nazionale. L’armamento principale della portaerei è un gruppo di 24 caccia J-15, assai simili al russo Su-33. L’Alto Comando della Marina cinese dichiarava che lo scopo principale del viaggio della “Liaoning” era acquisire esperienza per sviluppare e operare un nuovo ed estremamente complesso sistema di combattimento. Questa esperienza viene impiegata per la progettazione di una nuova classe di portaerei, una delle quali è già in costruzione. La Cina valuta l’incomparabilità delle potenzialità operative della sua unica portaerei con le 11 moderne portaerei nucleari degli Stati Uniti. Senza parlare dell’assenza d’esperienza della Cina nell’uso dei gruppi di attacco di portaerei, esperienza che l’US Navy possiede di certo. Tuttavia, la “Liaoning” viene usata per “mostrare bandiera” nel Mar Cinese Meridionale, forse la zona più calda del confronto con i principali avversari geopolitici, Stati Uniti e Giappone. Questa volta, il Mar Cinese Meridionale è diventato meta finale del passaggio del gruppo della portaerei cinese. Dopo aver superato lo Stretto di Miyako, il gruppo ha circumnavigato Taiwan da est entrando nel Mar Cinese Meridionale attraverso lo Stretto Bashi che separa l’isola dall’arcipelago filippino.
7302_01 Di particolare importanza, da notare, è che due settimane prima, un gruppo di due bombardieri e due aerei da ricognizione (fino allo Stretto di Miyako accompagnati da due caccia della Marina cinese Su-30) aveva compiuto lo stesso “giro” su Taiwan (via aerea). Due caccia F-15 giapponesi provenienti da Okinawa simulavano l’intercettazione del gruppo cinese. Va notato che lo sviluppo del sorvolo dei velivoli militari cinesi sullo spazio aereo dello stretto di Miyako è durato per diversi anni. Tuttavia, l’11 dicembre 2016, l’Aeronautica giapponese per la prima volta simulò l’intercettazione di aerei cinesi al di fuori dello spazio aereo nazionale, motivo delle accuse tra i ministeri degli Esteri dei due Paesi. Luogo e data delle recenti azioni della Cina sullo Stretto di Miyako danno la certezza che fossero motivate politicamente, e dirette come avviso al tre capitali: Washington, Taipei e Tokyo. Questi “messaggi” sono lungimiranti, così come gli attuali aspetti strategici e tattici. Nell’ambito di una strategia a lungo termine, Pechino ha ancora una volta chiarito che non tollererà la vecchia intenzione degli Stati Uniti di limitare la zona d’influenza militare cinese sulla cosiddetta “prima catena di isole”, comprendete le Ryukyu, Taiwan e gli arcipelaghi filippino e indonesiano. Inoltre, con lo sviluppo di una propria flotta portaerei, la Marina cinese sarà ancora più attiva nel Pacifico, entrandovi attraverso gli stretti della “prima linea di isole”. Sulla politica di “routine”, è impossibile non notare come la Cina abbia adottato queste azioni nel momento in cui Washington era occupata a contemplare ulteriormente la politica estera nella regione Asia-Pacifico nel complesso, in particolare verso il principale rivale nella regione. Nel riferire questi sviluppi, un illustratore di Global Times ancora una volta mostrava lo stato esatto in cui i due principali attori mondiali si trovano ora. Guardandosi negli occhi e giocando le carte “ai loro ordini”, le lanciano sul tavolo da gioco, una per una. Il neopresidente degli Stati Uniti ha fatto la sua mossa con una conversazione telefonica con il presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, le cui attività dal marzo 2016 nell'”isola ribelle” causano fastidio notevole a Pechino. A sua volta, la circumnavigazione in volo e via mare di Taiwan di navi da guerra e bombardieri nucleari cinesi è il “lancio” in risposta di Pechino, inviando il messaggio: “Questa è roba mia”. A Taipei invia un segnale sulla possibilità del “completo isolamento diplomatico”, se Tsai Ing-wen continua ad aggravare la situazione sulla scena internazionale. Dopo questi sviluppi, spetta al presidente di Taiwan visitare alcuni Paesi del Centro America, prima degli Stati Uniti. Un esempio di “rilancio” di Pechino è la recente rottura delle relazioni diplomatiche con Taiwan da parte del piccolo Stato africano di Sao Tome e Principe. Infine, la maggiore attenzione dei militari cinesi sullo Stretto di Miyako è più o meno diretta a Tokyo. Ciò è abbastanza comprensibile, dato che negli ultimi anni il Giappone ha giocato un ruolo sempre più influente nei processi politici regionali e globali, il che significa che il fattore scatenante di questa tendenza è la percezione che la Cina oggi ha della principale minaccia ai suoi interessi nazionali.
A giudicare dall’incidente nei cieli dello stretto, il Giappone intende sfruttare altri atti del confronto militare (sulle Senkaku/Diaoyu e zone del Mar Cinese Meridionale) per valorizzare il ruolo dello strumento militare nelle relazioni con la Cina. Nel frattempo, Pechino ha solo cautamente accettato il nuovo progetto di bilancio per la difesa giapponese del 2017, in particolare i piani per il dispiegamento a Okinawa di missili “terra-terra” dalla gittata di 300 km entro il 2023, che (nel caso di aggravamento della situazione) bloccherebbero l’accesso allo Stretto di Miyako. Il Giappone è pronto ad essere considerato il terzo importante giocatore sul significativo tavolo delle azioni politiche regionali. Tutto va bene, purché tale fiasco si dispieghi nel gioco delle carte in cui, come mossa, i cinesi dovevano inviare loro navi e aerei nello stretto di Miyako. Ciò che conta è che i principali attori non gettino via improvvisamente le carte, impugnando le pistole.flightmapVladimir Terekhov, esperto della regione Asia-Pacifico, in esclusiva per la rivista on-line New Eastern Outlook

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cosa ha spinto la Russia ad intervenire in Siria?

Valentin Vasilescu Reseau International 10 gennaio 2017gbrssbgDecifrare le ragioni del coinvolgimento della Russia nel conflitto in Siria continua ad avere molte incognite. La prima incognita è che, mentre gli aerei russi in Siria potrebbero trasportare da 8 a 24 missili o bombe, sono armati solo di 2 bombe o missili “intelligenti” (KAB-250S/LG, KAB-500L/Kr, KAB-1500L, KAB-1500Kr, Kh-29L/T, Kh-25T ), a guida laser, GPS e TV/IR. La precisione di queste armi è intorno ai 2-5 m. Un’altra incognita è che i cacciabombardieri russi a volte rimanevano per un’ora nell’area di decollo finché non c’erano più civili nell’area del bersaglio. Ricordiamo che i bombardieri B-52 degli Stati Uniti seppellirono nei bombardamenti a tappeto, combattenti vietnamiti e aree abitate vicine, e gli aerei degli Stati Uniti Skyrider-1, F-100, F-105, F-4, F 8, A-4, A-6, A-26 e B-57 lanciarono migliaia di contenitori di napalm sui villaggi vietnamiti. Il metodo utilizzato dai russi in Siria è quello dell’aviazione di uno Stato che opera nel contesto delle operazioni in difesa del proprio territorio. Un’altra incognita è il motivo per cui la Russia decise d’intervenire nell’ottobre 2015 dopo più di quattro anni di guerra in Siria, quando il 75% del Paese era occupato dagli islamisti. Nel febbraio 2014, un colpo di Stato avvenne in Ucraina, sostenuto dall’occidente, noto come euromaidan e seguito dall’adesione della Crimea alla Russia con un referendum nel marzo 2014, e dallo scoppio della guerra civile nell’Ucraina orientale. Stati Uniti, Unione europea e Stati fedeli imposero l’embargo economico alla Russia. Nel settembre 2014, in occasione del vertice in Galles, la NATO decise di sviluppare nuove capacità di difesa ai confini della Russia, materializzatasi nello schieramento della 3.za brigata carri armati della 4.ta Divisione dell’esercito degli Stati Uniti nei Paesi baltici e Polonia (87 carri armati M1A1 Abrams, 20 obici semoventi M109A6 Paladin e 136 veicoli da combattimento della fanteria M2 Bradley). Aggiuntasi alla 10.ma Aerobrigata (50 elicotteri UH-60 Black Hawk, 10 grandi elicotteri da trasporto CH-47 Chinook e 24 elicotteri d’attacco AH-64 Apache). Nelle guerre del Golfo, l’esercito statunitense usò un nuovo algoritmo per la ricognizione strategica e gli attacchi di penetrazione in profondità delle difese del nemico. Dopo che l’US Air Force impose la supremazia aerea, i cacciabombardieri avviarono la neutralizzazione, con grande precisione, dei carri armati iracheni posizionati sulle linee fortificate di contrattacco e le linee offensive disposte a scaglioni dalle grandi unità della riserva tattica. Allo stesso tempo, gli elicotteri d’attacco dell’esercito e dei marines riuscirono, con il sostegno delle batterie di obici semoventi da 155mm M109A6 Paladin, a neutralizzare i gruppi d’artiglieria delle unità e divisioni nemiche, così come i rifornimenti per i carri armati del primo scaglione delle difese dell’esercito iracheno. La precisa localizzazione dei bersagli iracheni fu ottenuta grazie a un complesso programma di riconoscimento militare degli Stati Uniti, basato oltre che sui satelliti di sorveglianza, su quattro livelli dell’ISR (Intelligence, Surveillance e Reconnaissance), per l’acquisizione e il trattamento dei dati, disponendo del quadro completo della situazione sul teatro:
– Il primo livello, strategico, composto da droni a lungo raggio RQ-4A/B Global Hawk e Lockheed Martin RQ-170 Sentinel, e da aerei da ricognizione con equipaggio U-2, E-8C e RC-135.
– Il secondo livello erano i droni a breve e medio raggio RQ-7 Shadow, RQ-5 Hunter, MQ-1 Predator, MQ-9 Reaper.
– Il terzo livello erano gli aerei ad elica con equipaggio Cessna Caravan 208B, C-23A Sherpa, C-12R Horned Owl e C-12 MARSS-II King Air.
– Il quarto livello era la flotta di elicotteri di 12 brigate dell’esercito degli Stati Uniti (OH-58D Kiowa Warrior e AH-64 Apache).
saxdcvffvCon l’azione combinata dei mezzi da ricognizione e attacco statunitensi, la struttura dello schieramento da combattimento iracheno fu spezzata creando brecce ampie per le unità meccanizzate e corazzate. Per penetrare in profondità tre le difese e attuare con successo la manovra avvolgente, usarono pochissimi carri armati M1A2 Abrams, veicoli da combattimento di fanteria M2 Bradley e veicoli da combattimento del corpo dei marine AAV-7A1, poiché tutti cingolati dalla bassa velocità. Preferirono usare mezzi come i blindati LAV-25 Stryker (dalla velocità massima di 100 km/h), raggruppati in brigate. Una brigata di Stryker modello comprende 135 mezzi divisi in tre battaglioni di fanteria (3 compagnie), una squadra da ricognizione (3 compagnie) con 33 Stryker e HMMWV12, un battaglione di artiglieria (3 batterie di cannoni semoventi da 155mm) e un battaglione di soldati per le operazioni speciali. Dal 2012, l’esercito russo ha trasformato 7-10 brigate motorizzate sul modello statunitense, basate sui blindati da trasporto truppe anfibi BTR-80 e BTR-82A. Nei prossimi 2-3 anni, i BTR-80/82A saranno sostituiti dal nuovo VPK-7829 Bumerang.
In Siria, i cacciabombardieri russi Su-25, Su-24, Su-34 e l’Aeronautica siriana crearono brecce nella difesa dei mercenari effettuando attacchi sui depositi di munizioni e carburante, sui veicoli da combattimento (carri armati e artiglieria semovente) e anche fortificazioni d’appoggio. Gli elicotteri d’attacco russi Mi-24V e Mi-28N distrussero i mezzi da combattimento dei mercenari, come le Toyota armate di mitragliatrici e lanciamissili anticarro (contro le linee d’attacco), e autobombe suicide. Attraverso le brecce così create, i blindati BTR-82A russi s’infiltrarono come avanguardia, per via della maggiore capacità di manovra su terreno senza ostacoli e per la potenza di fuoco dei cannoni da 30 mm montati sulle torrette. Come protezione, i BTR-82A operano con diversi carri armati russi T-90A dotati del sistema di protezione attiva Shotra per nullificare i missili anticarro statunitensi TOW-2. Non è escluso che la Russia abbia inviato in Siria nuovi tipi di carri armati (T-14 Armata, veicoli da combattimento della fanteria T-15 e Kurganets-25) in fase di test; i blindati più avanzati al momento.
In Siria, l’esercito russo ha creato un potente sistema C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer, informazioni e interoperabilità) da ricognizione e attacco. La raccolta e l’elaborazione dei dati avviene su più livelli, come nel caso delle forze armate statunitensi. Questi livelli sono, oltre alla ricognizione satellitare, gli aerei da ricognizione con equipaggio Il-20M1 e Tu-214R (le cui missioni durano più di 12 ore), droni (UAV) a medio raggio Zala, Jakovlev Pchela-1T e Orlan-10, droni a lungo raggio Dozor 600 ed elicotteri d’attacco e ricognizione Mi-35 e Ka-52. Dato che lo spazio aereo siriano è occupato a nord, centro ed est dagli aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti (che comprende aerei di Stati della NATO e del Golfo Persico), secondo le dichiarazioni del generale Philip Breedlove, ex-comandante della NATO in Europa, il contingente russo ha creato sull’ovest della Siria una no-fly zone (bolla AD/A2) che vieta qualsiasi azione della NATO. Nella zona di esclusione, la Russia ha attuato una serie di misure per garantirsi la supremazia nella guerra radio-elettronica (Electronic Warfare-EW) contro i sistemi di ricognizione a terra, aria e spazio della coalizione degli USA. La zona è diventata opaca alla ricognizione della NATO grazie al sistema russo Krasukha-4 che disturba i radar di sorveglianza dei satelliti-spia statunitensi della serie Lacrosse/Onyx, i radar a terra, i radar aeroportati di AWACS, E-8C, RC135, Sentinel R1 e quelli montati sugli UAV RQ-4 Global Hawk, MQ-1 Predator, MQ-9 Reaper. Gli aerei russi sono dotati dei sistemi di radiodisturbo SAP-518/SPS-171 e L-175B Khibinij e gli elicotteri Mi-8AMTSh dei sistemi Richag-AV. La Russia ha inviato in Siria altri sistemi per interferire e neutralizzare il radiocontrollo dei droni mentre svolgono le missioni da ricognizione nello spazio aereo della Siria occidentale, o per generare contromisure nello spettro visibile, infrarosso o laser, contro i sistemi di sorveglianza optoelettronici (IMINT) aerospaziali degli statunitensi. Per intercettare i velivoli nella no-fly zone in Siria, i russi impiegano i Su-30SM e Su-35, nonché i sistemi missilistici antiaerei a lungo raggio S-400.
Il dispiegamento dei contingenti aeroterrestri russi in Siria è quindi conseguenza della crescente aggressività della NATO ai confini della Russia. E’ servito non solo a sostenere il governo di Bashar al-Assad, ma a continuare la preparazione dei militari russi nel respingere l’invasione della Russia da parte della NATO. Anche questo ha permesso di testare, in condizioni di combattimento reali, l’operatività di alcuni elementi chiave del nuovo sistema strategico da ricognizione ed attacco delle forze armate russe. Il sistema è stato copiato da quello statunitense ed adattato alle condizioni specifiche dell’esercito russo, il cui ruolo è difendere la Russia, nel caso d’invasione della NATO.nbtkbTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Missione compiuta: la portaerei Admiral Kuznetsov torna a casa

Alexander Mercouris, The Duran  6/172016

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo la portaerei della Marina russa Admiral Kuznetsov rientra in Russia per un esteso aggiornamento. Una volta completato, la Kuznetsov sarà schierata in Mediterraneo in modo semi-permanente.
Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo il Ministero della Difesa russo confermava che la flotta russa inviata nel Mediterraneo orientale in autunno, tra cui la portaerei Admiral Kuznetsov e l’incrociatore da battaglia lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij, rientravano in Russia. Questi erano i piani. Non c’è mai stato alcun suggerimento che lo schieramento non fosse temporaneo. La parte che la flotta russa ha giocato nella battaglia di Aleppo è difficile da valutare. Tuttavia è improbabile che sia stata decisiva o significativa. Il dispiegamento della flotta sembra volta a fornire esperienza alla flotta russa sulle operazioni di combattimento imbarcate, una cosa completamente nuova per la Russia, mentre rafforzava le difese aerea russe in Siria nel momento della battaglia decisiva in Siria, quando c’erano minacce da certi ambienti d’interferire nelle operazioni stabilendo una no-fly zone. In altre parole, la missione della flotta era una combinazione di esercitazione e di deterrenza, ed ha avuto successo su entrambi gli aspetti. I media russi già prima dello schieramento dell’Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo orientale suggerivano che dopo aver completato la missione sarebbe stata sottoposta ad importanti modifiche, comportanti la sostituzione dei motori poco efficienti e la sistemazione dei vari problemi dei sistemi che affliggono la nave da sempre. Soprattutto certi noti problemi come, ad esempio, i sistemi di riscaldamento e idrici, e i russi ora sono consapevoli degli ulteriori problemi dei cavi di arresto (che hanno causato almeno due incidenti) e senza dubbio di altri problemi di cui non sappiamo nulla.
I russi ora sanno di risolverli, come avevano pianificavano per dopo lo schieramento. Il risultato sarà una nave da guerra più potente ed efficiente, una volta completato l’aggiornamento, ma ci vorranno anni. Una volta completati i lavori, vi è la possibilità che l’Admiral Kuznetsov sia schierata nel Mediterraneo in una base semi-permanente. L’Admiral Kuznetsov, essendo una portaerei convenzionale di medie dimensioni, si adatta meglio alle condizioni del Mediterraneo che non a quelle del Nord Atlantico. Nel Mediterraneo è un potente simbolo della volontà politica e della forza navale russa, mentre nel Nord Atlantico è un nano data l’inferiorità numerica verso le molto più potenti e numerose superportaerei nucleari della marina degli Stati Uniti, dove il suo ruolo è meno evidente. I russi hanno affermato che l’impianto di riparazione nel porto siriano di Tartus, attualmente in fase di ampliamento come base navale effettiva, potrà ospitare portaerei. Probabilmente l’Admiral Kuznetsov vi sarà basata.9z4yd1e

La Cina schiera la sua prima portaerei, avvertendo gli Stati Uniti
Alexander Mercouris, The Duran 6/1/2016

Mentre salgono le tensioni, i media cinesi avvertono gli Stati Uniti sulla gara navale 50ennale per il controllo del Pacifico, mentre la Cina schiera la sua prima portaerei nel Mar Cinese Meridionale.e5447d360adfMentre la portaerei russa Admiral Kuznetsov rientra dopo l’impiego operativo nel conflitto in Siria, la portaerei gemella cinese Liaoning (ex-Varjag) compie la prima crociera. Il Ministero della Difesa cinese ha descritto lo scopo della crociera della Liaoning come “ricerca scientifica, sperimentazione e formazione“. In altre parole, si tratta soprattutto di addestramento destinato a familiarizzare i cinesi con le operazioni aeronavali in vista delle molto più grandi portaerei cinesi in costruzione. Non solo questo però. I cinesi hanno volutamente schierato la Liaoning nel Mar Cinese Meridionale, punto di tensioni con gli Stati Uniti. La sua presenza ha ovviamente lo scopo di rivendicare ai cinesi il Mar Cinese Meridionale e ricordare a Stati Uniti e altre potenze navali del Pacifico la realtà della potenza cinese in questo settore. I cinesi usano la Liaoning come manifestazione politica ed hanno maggiori piani per quella che è, per ora, la loro unica portaerei; ciò è confermato da un editoriale del quotidiano cinese Global Times, noto per riflettere le opinioni della dirigenza cinese.
Il ruolo della Liaoning non si limiterà ai test tecnologici militari. Va anche verificato il ruolo geopolitico delle portaerei cinesi e la risposta delle grandi potenze al rafforzamento della Marina militare della Cina. Le portaerei sono strumenti strategici che dovrebbero essere usati per mostrare al mondo la forza della Cina e modellare l’atteggiamento del mondo nei confronti di essa. E non sono costruite solo per la guerra, ma le portaerei cinesi devono partire per un lungo viaggio. Gli interessi fondamentali della Cina sono principalmente sugli oceani, l’azione delle portaerei va al di là delle aree limitrofe. La rivalità va estesa nelle aree più ampie in modo da allentare la pressione al largo della Cina. Pur avendo nella flotta una sola portaerei, la Cina ora dovrebbe avere la capacità e il coraggio di proiettarsi sugli oceani. Dovrebbe non solo superare la prima catena di isole, ma anche la seconda e operare in acque dove la flotta cinese non ha mai incrociato. La flotta cinese navigherà nel Pacifico orientale, prima o poi. Quando la flotta di portaerei della Cina apparirà al largo degli USA, un giorno, si penserà in modo intenso sulle regole marittime. La navigazione oceanica della flotta di portaerei cinese non ha per scopo provocare gli Stati Uniti o ridisegnare la struttura strategica marittima. Ma se la flotta potrà entrare nelle aree in cui gli Stati Uniti hanno interessi fondamentali, la situazione con cui gli Stati Uniti fanno unilateralmente pressioni sulla Cina cambierà. La Cina dovrà accelerare il varo delle nuove portaerei, in modo da attivarle per il combattimento. Inoltre, la Cina deve pensare ad istituire punti di rifornimento per la Marina in Sud America, in questo momento. I cinesi amano la pace, ma i militari cinesi devono essere risoluti. La Cina non è facilmente irritabile, ma una volta che lo sarà, adotterà contromisure. La Liaoning e la sua flotta parteciperanno a una competizione geopolitica spietata e diverranno portabandiera della Marina militare cinese”.
Questo è un avvertimento diretto della volontà cinese ad affrontare gli Stati Uniti nella corsa agli armamenti navali nel Pacifico, con la Marina militare cinese pronta a sfidare quella degli Stati Uniti, mai messa in discussione dalla sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale. Inoltre i cinesi discutono apertamente di stabilire punti logistici per la loro Marina militare in Sud America (ci si chiede in quali Paesi) in un modo che alcun altra potenza, neanche URSS o Giappone, hanno mai fatto prima. Nonostante le garanzie della redazione che la Cina “non mira a provocare gli Stati Uniti” con queste mosse, è impossibile immaginare altra sfida geopolitica e militare-strategica che rischi di provocare di più gli Stati Uniti. Per la prima volta nella storia moderna, gli Stati Uniti affronterebbero una sfida militare diretta al largo delle loro coste e nel proprio cortile di casa. Vi è ampio dibattito sull’utilità militare delle portaerei, con l’affermazione spesso fatta che siano oggi militarmente obsolete essendo sempre più vulnerabili ai missili antinave. Mentre ciò sembra essere una forzatura, ha probabilmente una verità nella vasta area del Pacifico, dove le flotte hanno maggiori probabilità di essere schierate oltre la gittata dei missili antinave terrestri e aerei. Fu dopo tutto contro il Giappone, nel Pacifico, durante la Seconda Guerra Mondiale, e non contro la Germania o l’URSS nell’Atlantico nella seconda guerra mondiale e nella guerra fredda, che la portaerei ebbe il suo maggiore impiego. Infatti il principio che i militari spesso si preparano sull’ultima guerra, piuttosto che su quella successiva, è una critica forse valida della Marina degli Stati Uniti, costruita su una flotta di portaerei durante la guerra fredda, più adatta alla guerra contro uno Stato insulare dipendente dal commercio come il Giappone che contro l’autosufficiente superpotenza continentale sovietica a cui in realtà si contrappose. Mentre la minaccia del rafforzamento navale cinese nel Pacifico è la sfida probabilmente più vicina a quella cui la Marina degli Stati Uniti si è preparata a combattere, c’è una differenza cruciale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le le risorse industriali e tecnologiche del Giappone si ridussero. Oggi, al contrario, la Cina, rivale degli Stati Uniti nel Pacifico, ha risorse industriali superiori quelle degli Stati Uniti. Ovviamente a causa dell’enorme vuoto da colmare, l’equilibrio navale nel Pacifico ancora favorisce enormemente gli Stati Uniti. Tuttavia, in un successivo editoriale, il Global Times chiariva la decisione della Cina nel costruire le proprie forze navali nel Pacifico, per raggiungere una posizione navale dominante, anche se richiedesse cinquant’anni. “La Liaoning è utilizzata per la ricerca scientifica e prepararsi per la portaerei interamente di fabbricazione cinese in costruzione. La Cina ha una lunga strada da percorrere per costruire una propria difesa su portaerei. Per almeno mezzo secolo, la Cina non smetterà la costruzione della propria difesa. E’ chiaro che nel 21° secolo l’ascesa della Cina è la nuova normalità”.
Date le maggiori, e crescenti, risorse della Cina, questa è una sfida che gli Stati Uniti nel tempo semplicemente non potranno vincere, e i cinesi lo sanno. Vi è naturalmente un forte postura in tutto questo. Proprio mentre Donald Trump si avvicina a Taiwan per spingere la Cina a fare concessioni, gli avvertimenti cinesi sulla corsa agli armamenti navali nel Pacifico sono un monito agli Stati Uniti a venire a patti o affrontarne le conseguenze. In effetti lo stesso editoriale del Global Times dice tanto, “La Cina è diventata uno dei Paesi più potenti del Pacifico occidentale, ma non chiede più diritti. Gli interessi fondamentali della Cina non si sono ampliati, ed è aperta a negoziati su tutte le controversie. La Cina non affronterà l’alleanza USA-Giappone in acque oceaniche, mentre essi non sfideranno gli interessi fondamentali della Cina. La Cina infliggerà un duro colpo a chi agisse arbitrariamente nelle sue zone marittime”. Mentre la Cina e gli USA di Trump si preparano ad affrontarsi, vi è l’avvertimento appena velato che nel guanto di velluto cinese c’è un pugno di ferro. Donald Trump, autore dell’Arte degli affari, si spera comprenda e ne prenda nota.china-liaoning-2016-1-a

Il presidente delle Filippine Duterte a bordo del cacciatorpediniere russo Admiral Tributs

Il presidente delle Filippine Duterte a bordo del cacciatorpediniere russo Admiral Tributs

Intanto, Washington a fatto rientrare alla base tutte le sue portaerei...

Intanto, Washington ha fatto rientrare alla base tutte le sue portaerei…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia testa 162 nuovi sistemi d’arma in Siria

La Russia testa 162 nuovi sistemi d’arma in Siria
Analisis Militares 2 gennaio 2017

t_90v_sirii_88888Più o meno abbiamo visto che i russi hanno testato sul campo alcuni sistemi d’arma non testati, ma quando oggi viene annunciato che 162 lo sono stati, molti rimarranno stupiti dalla cifra. Raccogliendo dati sui nuovi sistemi d’arma che si è potuto vedere, si completerà la lista aggiornata il più possibile sui 162 annunciati.
Ecco la lista di nuove armi russe testate in Siria preparata al volo e che va completata.

Aviazione:
Cacciabombardiere Sukhoj Su-30SM
Cacciabombardiere Sukhoj Su-33
Bombardiere Sukhoj Su-34
Caccia Sukhoj Su-35S
Cacciabombardiere MiG-29KR
Cacciabombardiere MiG-29KUBR
Bombardiere Tupolev Tu-160
Bombardiere Tu-95MS
Bombardiere Su-24M2 con SVP-24
Bombardiere Tu-22M3 con SVP-24-22
Aeromobile per la guerra elettronica Tupolev Tu-214R
Elicottero Mil Mi-8AMTSh
Elicottero da combattimento Mi-28N Mil
Elicottero da Combattimento Mil Mi-35M
Elicottero da combattimento Kamov Ka-52
Elicottero da combattimento Kamov Ka-52K
Elicottero da combattimento Ka-29
Elicottero Kamov Ka-31
Elicottero Kamov Ka-31SV
Elicottero da ricerca e soccorso Kamov Ka-27PS
Elicottero ASW Kamov Ka-27PL
Drone Orlan 10
Drone Forpost
Drone Eleron 3SV
Drone Ptero
Drone Inspektor 402
Drone ZALA 421-16E
Sistema difensivo Vitebsk/Prezident-S
Sistema di guerra elettronica Khibinij
Missile aria-aria R-77
Missile aria-aria RVV-MD
Missile da crociera stealth Kh-101
Missile da crociera Kh-555
Missile Kh-35
Bomba guidata KAB-500S
Bomba guidata KAB-250
Bomba guidata KAB-1500LG
Bomba container RBK-500
Submunizioni di proiettili perforanti SPBE-D
Palloni frenati1042420732Marina:
Portaerei Proekt 11345 Admiral Kuznetsov
Incrociatore lanciamissili nucleare Proekt 1144
Incrociatore lanciamissili Proekt 1164
Cacciatorpediniere Proekt 1155
Fregata Proekt 11356M
Fregata Proekt 11661
Corvette Proekt 21631
Sottomarino Proekt 636.3
Mezzo d’assalto Proekt 03160 Raptor
Nave oceanografica Proekt 22010 Jantar
Sistema Bastion-P
Sistema Kalibr-NK
Sistema Kalibr-PL
Missile da crociera 3M-14
Missile da crociera 3M55в ангаре макеты вертолетовTerrestre:
Carro armato T-90
Autocarro Tajfun-K
Blindato BTR-82A
Blindato BMP-97 Vystrel
Autoveicolo GAZ Tiger-M
IVECO LMV
Robot per sminamento Uran-6
Sistema di sminamento UR-77
Rivelatore IMP-2S
Rivelatore PIPL
Rivelatore INVU-3M
Dispositivi di protezione OVR-2
Attrezzature individuale Ratnik
Fucile d’assalto AK-74M3
Visualizzatore IWT 336 Tsiklop
Sistema di difesa aerea Pantsir-S1
Ssistema di difesa aerea S-300V
Sistema di difesa aerea S-400
Radar 96L6
Radar Kasta 2
Complessi di riconoscimento tattico (KRUS) Strelets
Sistema di comunicazione Acquedotto
Sistema da guerra elettronica Krasukha-4
Sistema da guerra elettronica RP-337VM1cdi7c7-vaaekzjnPertanto, chi pensa che ci sia qualcosa non presente nella lista me lo dica, lo controlleremo, e se è risulta, l’aggiungeremo per completare le informazioni mancanti.13

Intanto in Siria…
Analisis Militares 4 gennaio 2017

Non so se si ha la stessa impressione, ma caduta Aleppo la campagna mediatica dei terroristi ha perso così tanta forza che appena compare nei notiziari. Con la fine dell’anno ci sono i saldi e i russi presentano alcuni dati. Così, durante l’intervento militare in Siria hanno distrutto:
circa 35000 terroristi
204 capi di terroristi
725 campi di addestramento
405 fabbriche per armi
448 carri armati e blindati
57 Lanciarazzi multipli
418 lanciarazzi singoli
410 mortai
28000 altre armi
Liberando:
12360 kmq di territorio siriano
499 persone ostaggio dei terroristi
Nelle operazioni di sminamento hanno:
Smantellato 26853 ordigni esplosivi
Bonificato 1420 ettari di terreno
Inoltre hanno anche consegnato decine di migliaia di tonnellate di aiuti umanitari ai civili siriani.
Nelle ultime ore Igor Konashenkov affermava una cosa che molti pensano, che gli Stati Uniti hanno avuto una posizione molto sospetta verso Stato islamico e Siria. Nessuno pensi che Konashenkov sia venuto alla ribalta con no… no, no, Konashenkov è venuto alla ribalta per rispondere a una dichiarazione del direttore della CIA, John Brennan, con cui criticava l’azione russa in Siria accusandola della morte di migliaia di siriani, cosa, Brennan aggiungeva, che gli Stati Uniti non fanno. E aggiungo, che faccia è necessaria avere affinché un rappresentante degli Stati Uniti dica le cose del genere dette da Brennan nelle ultime ore.

L’aeronautica navale russa ha distrutto 1252 obiettivi dei terroristi in Siria in 2 mesi
South Front 06/01/2017

Gli aerei da guerra russi dell’incrociatore pesante lanciamissili portaerei Admiral Kuznetsov avevano distrutto 1252 obiettivi dei terroristici in Siria in 2 mesi, affermava il comandante del gruppo militare russo in Siria Colonnello-Generale Andrej Kartapolov. “Nel corso di due mesi, i piloti dell’aviazione navale hanno effettuato 420 sortite (di cui 117 di notte). Quasi tutte le sortite sono state accompagnate da condizioni meteo gravi. 1252 obiettivi terroristici in Siria sono stati distrutti“, aveva detto Kartapolov. La Marina Militare russa fa rientrare l’Admiral Kuznetsov e il suo gruppo tattico dal Mediterraneo nella base di Severomorsk in Russia, annunciava il Capo di Stato Maggiore Generale russo, Generale Valerij Gerasimov. La mossa avviene quando la Russia inizia a ridurre la presenza militare in Siria. Il Presidente Vladimir Putin ordinava il ritiro parziale delle forze militari dalla Siria dopo l’annuncio del cessate il fuoco in Siria nel dicembre 2016.russian-aircraft-carrier-admiral-kuznetsov-kuznetsov-class-type-1143-5-aircraft-carrier-su-33-k-mig-29k-pak-fa-landing-takoff-deck-10

La coalizione degli USA non bombarda gli impianti petroliferi dello SIIL
South Front

Secondo il portavoce del Ministero della Difesa russo Generale Igor Konashenkov, la potenza aerea della coalizione guidata dagli USA non ha mai effettuato attacchi aerei sugli impianti petroliferi occupati dai terroristi dello Stato islamico (SIIL) in Siria.
La coalizione guidata dagli USA non ha mai attaccato gli impianti di produzione petrolifera sequestrati dal gruppo terroristico Stato islamico sul territorio della Repubblica araba siriana, affermava il portavoce del Ministero della Difesa russo, Generale Igor Konashenkov. “Miracolosamente, solo i campi petroliferi catturati dallo SIIL, che consentivano ai terroristi di guadagnare decine di milioni di dollari ogni mese con il contrabbando di petrolio e reclutare mercenari da tutto il mondo, non sono finiti sotto i bombardamenti degli Stati Uniti“, aveva affermato Konashenkov. Inoltre, commentava la dichiarazione del direttore della Central Intelligence Agency (CIA) John Brennan, secondo cui la Russia fa “terra bruciata in Siria, portando a devastazione e migliaia e migliaia di morti inermi“, mentre “non è qualcosa che gli Stati Uniti avrebbero mai fatto in questi conflitti militari“.
Vorrei anche ricordare che le guerre internazionali degli ultimi decenni scatenate dagli Stati Uniti grazie alle falsità della CIA in Jugoslavia, Iraq, Afghanistan e Libia, sono tutte iniziate, continuate, e finite con le infrastrutture economiche distrutte in questi Stati dall’US Air force“, dichiarava il Maggior-Generale, aggiungendo che era “una dubbia coincidenza” che le aziende statunitensi, vicine a CIA e Pentagono ottenessero “sempre” i contratti per ricostruire le infrastrutture danneggiate. “John Brennan sa perfettamente dei veri risultati delle azioni della Russia in Siria. Specialmente CIA e servizi speciali, avendoglieli annunciati nell’ultima riunione del consiglio del Ministero della Difesa russo“, sottolineava Konashenkov.
A dicembre, il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu disse che le Forze Armate siriane e i loro alleati avevano liberato più di 12300 chilometri quadrati di territori siriani, tra cui quasi 500 aree popolate. Inoltre, aggiunse che 71000 attacchi aerei alle infrastrutture dei terroristi, che avevano eliminato 1500 mezzi bellici, 725 campi di addestramento e 405 fabbriche di armi, furono effettuati dalle Forze Aerospaziali russe dall’inizio delle operazioni in Siria. Secondo il Ministro della Difesa russo, 35000 terroristi furono eliminati e altri 9000 avevano deposto le armi. “Ma il risultato più importante, raggiunto senza l’attuale amministrazione degli Stati Uniti (o meglio, senza il coinvolgimento della CIA), insieme a Iran e Turchia, è l’accordo con le forze dell’opposizione siriana entrato in vigore il 30 dicembre, per cessare le ostilità e prepararsi ai negoziati di Astana per la soluzione del conflitto siriano“, concludeva Shojgu.1689901Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come lo Stato islamico occupò Palmyra

Valentin Vasilescu, Reseau International, 30 dicembre 2016cklpye6wgaa-ipnL’offensiva dello Stato islamico su Palmyra avviata il 9 dicembre sorprese totalmente la guarnigione dell’Esercito arabo siriano. Era il momento dell’assalto finale su Aleppo da parte dell’Esercito arabo siriano, e tutti i mezzi da ricognizione russi schierati in Siria operavano nella zona di Aleppo. Mentre i pianificatori militari degli Stati Uniti progettavano l’accerchiamento di Mosul, sembrava strano che lasciassero un corridoio libero allo Stato islamico, a nord-ovest di Mosul, per Rabiya, valico al confine tra Iraq e Siria. Il 2 dicembre, gli Stati Uniti ordinarono alle truppe irachene di ridurre le operazioni a Mosul e fermare l’offensiva l’11 dicembre. Questo permise a una colonna di blindati dello Stato islamico di lasciare la città. Nel cuore della notte, la colonna si diresse verso nord-ovest, attraversando il confine con la Siria nel territorio occupato da combattenti curdi delle SDF coordinati da istruttori delle forze speciali delle forze armate statunitensi. I terroristi dello Stato islamico raggiunsero Raqqa senza problemi, coprendo in 10 ore una distanza di oltre 460 chilometri. E il giorno dopo erano a Palmyra. La coalizione anti-SIIL degli Stati Uniti, che compiva voli da ricognizione 24 ore su 24 ore sul territorio occupato dallo Stato islamico in Iraq e Siria, aveva firmato un protocollo di cooperazione con la Russia sullo scambio di informazioni relative a riconoscimento e attuazione di attacchi su bersagli a terra. La coalizione non rilevò il movimento della colonna dei veicoli dello Stato islamico tra Raqqa, Mosul e Palmyra o “mancò” di avvertire i colleghi russi.
La pianificazione dell’offensiva su Palmyra fu altamente professionale dato che lo Stato islamico ha ufficiali di stato maggiore del livello di uno dei più potenti eserciti della NATO. Il movimento fu organizzato su diverse colonne in viaggio da Raqqa alla periferia di Palmyra. Così, circa 4000 terroristi dello Stato islamico, a bordo di Toyota armate di mitragliatrici, blindati, artiglieria e carri armati, si dispiegarono in segreto, di notte, a 200 km entrando direttamente in battaglia. Lo Stato islamico creò un equilibrio di forze chiaramente a suo favore, manovrando e attaccando di notte con un’efficienza esemplare. Ciò dimostra che i membri dello Stato Islamico non sono ribelli contro il governo di Bashar al-Assad, ma mercenari ben addestrati, armati e costantemente informati dai loro sponsor sui movimenti dell’Esercito arabo siriano. Informati sul dispiegamento delle truppe siriane un paio di giorni prima dell’offensiva, i commando dello Stato islamico travestiti da profughi civili s’infiltrarono nella periferia di Palmyra. I membri di tali gruppi si posizionarono nei pressi dei posti di blocco dell’Esercito arabo siriano attendendo l’arrivo delle colonne dello Stato islamico. Con tali commando, lo Stato islamico poté facilmente aprire le brecce attraverso cui le colonne poterono entrare a Palmyra. Anche così i soldati dell’Esercito arabo siriano avrebbero resistito a lungo se dotati di apparecchiature per la visione notturna, come i terroristi dello Stato Islamico. Avendo equipaggiamento superiore e informazioni accurate, le subunità dello Stato Islamico manovrarono con estrema precisione, riuscendo ad avvolgere e isolare le difese dell’Esercito arabo siriano. Ci si può chiedere dove lo Stato Islamico abbia acquistato migliaia di visori notturni nell’ultimo mese.
Dopo la rioccupazione di Palmyra da parte dello Stato islamico, gli istruttori russi dispiegati in Siria ne trassero le conseguenze e consegnarono ai soldati dell’Esercito arabo siriano in lotta per la liberazione della città, apparecchiature per la visione notturna Fara-1, 1PN90-3 e Aistjonok, in dotazione alle brigate di fanteria motorizzata russe. Il radar mobile Fara-1 è accoppiato a mitragliatrici da 7,62 mm, 12,7mm e 14,5mm, e rileva, di notte o in caso di nebbia, singoli elementi armati a una distanza di 2000 m e veicoli a 4000 m, guidando con precisione il tiro delle mitragliatrici. La videocamera termica 1PN90-3 è sempre fissata su mitragliatrici da 7,62mm, 12,7mm e 14,5mm e può rilevare un soldato a una distanza di 200-500 m. Il radar portatile Aistjonok viene utilizzato dalle batterie di artiglieria, e traccia la traiettoria dei proiettili, calcolandone le coordinate fino a una distanza di 20 km, anche se si tratta di artiglieria mobile. Il radar segue i propri proiettili, potendo apportare correzioni dopo lo sparo. Può essere installato su veicoli, ed è simile al radar statunitense AN/TPQ -50.

Fara.1

Fara.1

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora