Il sostegno della RPDC ad Hezbollah

Korean Friendship Association Ireland, 16 gennaio 2017Il rapporto tra Hezbollah e Repubblica popolare democratica di Corea (DPRK) risale all’occupazione israeliana del Libano negli anni ’80. Come organizzazione antimperialista, Hezbollah è temuta dagli amici di Israele e degli Stati Uniti. Recentemente combatte a fianco dell’Esercito arabo siriano contro i terroristi che ricevono un sostegno immenso dal blocco imperialista, in particolare da USA, Regno Unito, Israele, Qatar e Arabia Saudita. Come la RPDC, Hezbollah è demonizzato dall’occidente per la sua fermezza contro l’imperialismo e per la giustizia. Hezbollah è accusata di antisemitismo per il suo antisionismo nato in relazione all’occupazione israeliana del Libano. Da notare che il Segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah dichiarò a nome dell’organizzazione che Hezbollah non cerca di costruire uno Stato islamico in Libano per via dell’ambiente multiculturale e che non è voluto dalla grande maggioranza al momento e probabilmente non lo sarà mai. Nasrallah ha anche indicato che non solo la maggioranza democratica del 51% non basta a costruire uno Stato islamico, ma è necessario il sostegno della stragrande maggioranza. I rappresentanti di Hezbollah nel parlamento libanese hanno anche affermato che “Hezbollah non è mai stato contro le religioni. Hezbollah supporta tutte le religioni, supporta il dialogo interreligioso e non ha alcun problema con alcuna religione. Hezbollah ritiene che il sionismo sia il nemico, non gli ebrei come popolo o religione“. Hezbollah ha difeso le libertà delle minoranze, sia in patria che all’estero, come in Siria. Chiamare l’Hezbollah antisemita non è altro che una vile menzogna. Secondo un’indagine condotta dal “Beirut Center for Research and Information” il 26 luglio 2006, durante la guerra del Libano, l’87% dei libanesi supportava gli “attacchi di ritorsione di Hezbollah su Israele settentrionale“; un incremento del 29% rispetto al sondaggio condotto nel febbraio dello stesso anno. Hezbollah è stato ritratto come organizzazione nazionalista sciita, tuttavia il sostegno alla resistenza di Hezbollah dalle comunità non sciite è enorme. L’80% dei cristiani intervistati sosteneva Hezbollah, insieme all’80% dei drusi e all’89% dei sunniti. Anche dai territori palestinesi occupati da Israele e dalla Giordania la grande maggioranza considera Hezbollah legittima organizzazione di resistenza. Questo potrebbe dare l’idea del perché un gruppo popolare come Hezbollah sia sempre attaccato dall’occidente.
La relazione tra Hezbollah e RPDC iniziò quando Israele invase il Libano e con l’occupazione israeliana del Libano meridionale, quando Israele istituì una “zona tampone” nell’area occupata, creando le milizie filo-israeliane costituite da segmenti della popolazione cristiana. Le milizie cristiane, tra cui il famigerato esercito del Libano del Sud, commisero pulizie etniche, soprattutto contro le minoranze drusa e palestinese. L’Esercito popolare coreano (KPA) supporta i fratelli da allora. Il Segretario generale Nasrallah visitò la RPDC per scopi formativi in quel periodo. Tra gli altri membri di Hezbollah che si addestrarono nella RPDC vi era Mustafa Badradin, a capo dello spionaggio del movimento nel 2006, quando Israele attaccò ancora una volta il Libano, ed Ibrahim Aqil, capo del servizio di sicurezza e d’intelligence di Hezbollah. Fu anche detto che circa 100 commando di Hezbollah si addestrarono presso le KPA nello stesso periodo. Fu persino affermato che gli istruttori coreani si recarono in Libano nel 2004 e aiutarono Hezbollah nella costruzione di una vasta e sofisticata rete di tunnel fortificati nella zona a sud del fiume Litani confinante con Israele. Dopo l’aggressione israeliana del 2006 al Libano, i sionisti iniziarono a temere l’addestramento dei combattenti di Hezbollah nella RPDC assieme alle Forze Speciali del KPA, nonché l’addestramento su sicurezza ed intelligence. L’addestramento post-2006 dei combattenti di Hezbollah si dimostrò molto importante per la difesa del popolo libanese. Le KPA hanno continuamente aiutato Hezbollah che oggi è uno degli attori non statali più efficienti, non solo in Medio Oriente, ma nel mondo. Gli imperialisti l’odiano.
Dal 2007, Israele si diede molto da fare per fermare lo sviluppo delle centrali nucleari in Iran e Siria e a diffondere la paura tra le rispettive popolazioni. L’ingegnere nucleare iraniano Majid Shahriari fu probabilmente assassinato da agenti del Mossad… Il 29 novembre 2010, assassini non identificati su motociclette lanciarono delle bombe uccidendo Shahriari e ferendo lo scienziato nucleare Fereydun Abbasi, professore presso l’Università Shahid Beheshti, dove anche Shahriari insegnava. Anche la moglie del Dottor Abbasi fu ferita. Gli assassini avevano attaccato le bombe sulle auto dei professori e le fecero detonare da remoto. Secondo The Guardian, Shahriari “non aveva collegamenti noti col lavoro nucleare” e secondo al-Jazeeraera un fisico quantico e per nulla una figura politica“, e “non era coinvolto nel programma nucleare iraniano“. Il solo scopo del regime sionista è diffondere il terrore e la paura. Decine di cittadini della RPDC sono stati uccisi dal regime sionista mentre lavoravano su dei siti in Siria. Ad esempio, nel marzo 2007, gli agenti del Mossad irruppero nella casa a Vienna del direttore dell’Agenzia Atomica siriana, dove trovarono le immagini di un reattore nucleare in Siria. Il 6 settembre dello stesso anno, otto aerei israeliani sganciarono 17 tonnellate di esplosivi sul sito siriano, distruggendolo. Solo alcuni Paesi sono autorizzati a possedere armi nucleari, mentre altri non sono nemmeno autorizzati ad avere l’energia nucleare. Altri cittadini della RPDC furono uccisi da Israele mentre lavoravano in Siria, come nel 1982, durante la guerra civile libanese. Il governo della RPDC inviò forze speciali in Siria per addestrare la guerriglia, e alcuni furono uccisi dall’esercito israeliano. Fu anche affermato dall’islamista “moderato” Asad al-Zubi che nel giugno 2013 la città occupata dai terroristi di Qusayr fu bombardata all’alba da un massiccio tiro di lanciarazzi, artiglieria e mortai, e circondata dalle forze armate siriane sostenute da Hezbollah. I consiglieri del KPA parteciparono alla pianificazione operativa dell’attacco a sorpresa e dell’operazione dell’artiglieria durante la battaglia per Qusayr dei combattenti alleati di Hezbollah, cambiando la dinamica della guerra in Siria. La vittoria di Qusayr rappresentò una vittoria militare e simbolica significativa per il governo siriano e una sconfitta umiliante per i terroristi. Va ricordato che durante il dominio islamista a Qusayr, sostenuto dall’occidente contro il governo legittimo della Siria, il capo militare dell'”opposizione armata”, il generale Abdasalam Harba, ordinò agli ultimi dei precedenti diecimila cristiani di lasciare Qusayr, effettuando la pulizia etnica della città. Madre Agnes Miriam de la Croix, Madre Superiore del Monastero di San Giacomo di Qara, nella Diocesi di Homs, fu intervistata dalla Radio irlandese nel giugno 2012, confermando che i terroristi filo-occidentali in Siria terrorizzavano la comunità cristiana della Siria. Alla domanda se fu l’Esercito libero siriano a dire ai cristiani di andarsene, Madre Agnes Miriam rispose “sì … era il comandante in campo Abdasalam Harba che decise che non ci sarebbero più stati negoziati con i cristiani“. Disse che i cristiani venivano perseguitati perché si rifiutavano di sostenere i ribelli e preferivano restare fuori dagli schieramenti del conflitto. Disse che i terroristi attaccavano specificamente le truppe governative nelle aree cristiane e prendevano i cristiani come scudi umani. Leggasi la storia completa.
I reazionari affermano che la RPDC è un Paese isolato e che ha perso la maggior parte degli amici dalla fine della guerra fredda, ma nulla è più lontano dalla verità. La connessione antimperialista tra RPDC ed altri Stati, e in alcuni casi attori non statali come Hezbollah, è infrangibile e cresce ogni giorno. Non è l’ultima volta che il patto USA-Israele cerca di rovinare un Paese pacifico e incoraggiare la violenza settaria nella regione. Proprio come gli imperialisti inglesi crearono la tattica dividi e conquista per governare il popolo delle sei contee occupate, così Israele l’ha fatto in Libano e gli imperialisti lo fanno ora in Siria. Oggi la religione è uno strumento degli imperialisti. Sappiamo come gli Stati Uniti utilizzano i missionari cristiani nella RPDC contrabbandando apparecchiature come radio, armi e altre cose illegali insieme alle loro bibbie Le minoranze religiose possono vivere in pace e godere delle libertà religiosa e praticare la loro religione nella RPDC, Siria, Libano e Iran. Le libertà civili sono qualcosa d’impensabile sotto l’occupazione statunitense. Hezbollah è un’organizzazione coerente e che avanza, allontanando le mani imperialiste dagli Stati indipendenti del Medio Oriente e proteggendo i diritti delle minoranze. Nel 2012 il canale televisivo libanese al-Manar trasmise uno speciale che elogiava un ragazzo di 8 anni che raccolse soldi per Hezbollah e che disse: “Quando crescerò, diverrò un guerriero della resistenza comunista con Hezbollah, combattendo Stati Uniti e Israele, li farò a pezzi e li caccerò da Libano, Golan e Palestina, che ho molto a cuore“.
L’amicizia e la solidarietà tra RPDC ed Hezbollah continueranno a crescere.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Forze Speciali russe nella seconda liberazione di Palmyra

Valentin Vasilescu Algora 26 marzo 2017La Siria è un campo di addestramento per l’esercito russo che testa nuovi metodi di combattimento e nuove strutture organizzative adeguate all’antiterrorismo. L’offensiva dello Stato islamico dell’8-12 dicembre 2016 portava alla rioccupazione della città di Palmira, avanzando verso ovest, e bloccando la base aerea siriana T-4 presso Tiyas, 30 km ad ovest di Palmira. La formazione offensiva dello Stato islamico era composta da tre brigate con una di riserva, pari a circa 5000 combattenti. La prima brigata aveva il comando, con 1700 uomini e 30 blindati (BMP-1 o IFV), 70 tecniche con mitragliatrici da 14,5mm, 20 pezzi di artiglieria (obici da 122mm e lanciarazzi multipli BM-21) e decine di mortai da 120mm e 82mm. C’era una brigata di oltre 1000 elementi sui fianchi destro e sinistro, senza artiglieria e meno blindati e camion rispetto al corpo principale. Palmira e l’aeroporto della città erano sorvegliati dalle riserve dello Stato islamico, oltre 800 terroristi.Forze di combattimento a Palmyra
La Base aerea della Siria T-4, presso Tiyas, era difesa da circa 2000 soldati, comprendenti una brigata meccanizzata della 10.ma Divisione di fanteria dell’Esercito arabo siriano, un battaglione territoriale delle NDF composto da riservisti, un battaglione di Hezbollah libanese e un battaglione dell’organizzazione sciita afghana Liwa Fatimiyun. La base T-4 fu quasi circondata, tanto che l’Esercito arabo siriano fu costretto ad inviare rinforzi, circa 2500 soldati, da Aleppo. Oltre a un battaglione delle forze speciali Tigre, un battaglione del 5.to Corpo e 3 compagnie della 18.ma Divisione corazzata (circa 1000 soldati), i rinforzi erano soldati delle NDF (Forze di difesa nazionale), forze ausiliarie senza molta esperienza in combattimento. Anche con i rinforzi, l’Esercito arabo siriano non prevaleva sullo Stato islamico. In queste condizioni, avrebbe richiesto diversi mesi fermare l’offensiva dello Stato islamico e preparare un contrattacco per liberare Palmyra. Pertanto, lo Stato Maggiore di questo gruppo fu composto da ufficiali russi. I pianificatori russi tracciarono rapidamente un piano per le operazioni aeree e di terra per raggiungere l’obiettivo previsto in meno di una settimana.Piano offensivo per la liberazione di Palmira
Il primo elemento chiave fu limitare la mobilità delle tre brigate dello SIIL, impedendogli di muoversi. Misero lo SIIL sulla difensiva e gli impedirono d’inviare le riserve, a 30 km dalla base aerea siriana. Per inchiodare le forze dello Stato islamico e neutralizzarle, il gruppo tattico aereo russo in Siria (con aviogetti ed elicotteri d’attacco) dovette distruggere almeno 600 grandi bersagli nelle prime 72 ore di operazioni. Questo significava che alcuni aerei, in particolare gli elicotteri d’attacco Mi-28 e Ka-52, effettuarono cinque sortite al giorno (rispetto alle due normalmente svolte). La maggior parte erano missioni di supporto aereo a bassissima quota. Questo significava ulteriori rischi per gli aerei russi, vulnerabili a mitragliatrici pesanti e cannoni di piccolo calibro dello SIIL. Il secondo elemento chiave fu l’impiego più efficiente di uno degli elementi fondamentali della guerra: la ricognizione, principalmente tramite la ricognizione effettuata in modo indipendente da truppe di terra. L’accuratezza degli attacchi aerei dipendeva da una buona intelligence, rilevando e trasmettendo con precisione la posizione di ciascuna postazione nemica. Pertanto, il centro di gravità dell’operazione per spezzare l’accerchiamento della base aerea di Tiyas e liberare Palmira fu la capacità del gruppo di Spetsnaz russo nel trasmettere le informazioni della ricognizione al quartier generale dell’operazione. Le forze speciali organizzarono anche incursioni ed imboscate. I russi diedero all’Esercito arabo siriano un flessibile ordine di battaglia, composto da circa 10 gruppi di assalto costituiti da un plotone di carri armati T-62, un plotone di BMP-1, un plotone di BTR-82A, due di semoventi ZSU-23-4 Shilka, 15 di pickup armati con mitragliatrici da 14,5mm e più di 200 Marine su autoveicoli. Le ricognizione dalle truppe di terra di ciascun gruppo d’assalto fu condotto da distaccamenti d’avanguardia formati da commando misti composti da Spetsnaz e forze speciali siriane Tigre. Dopo che i capisaldi furono colpiti dagli attacchi aerei, vennero liquidati dai gruppi d’assalto dell’Esercito arabo siriano, eliminando gli islamisti o scacciandoli. Nel nord montagnoso e a sud della strada che collega T-4 e Tiyas a Palmyra, era più difficile per le forze aeree colpire gli obiettivi. Qui l’Esercito arabo siriano impiegò un gruppo di tiro di supporto con 32 sistemi di artiglieria: obici D-30 da 122 mm; lanciarazzi multipli BM-21 e lanciarazzi termobarici TOS-1A. Le munizioni termobariche sono una combinazione di combustibile liquido e polvere tetranor, utilizzate per distruggere fortificazioni, blindati o terroristi. I proiettili termobarici producono una piccola esplosione che vaporizza il contenuto in una nube infiammabile. Quando l’aerosol così creato entra in contatto con l’ossigeno atmosferico, esplode creando un’onda d’urto tremenda seguita da un fuoco intenso. A 48 ore dall’inizio delle operazioni, l’Aeronautica russa aveva compiuto la missione, l’offensiva terroristica dello Stato islamico fu fermata e i gruppi d’assalto dell’Esercito arabo siriano presero il comando. Lo SIIL si ritirò a Palmyra, assediata da sud, ovest e nord dall’Esercito arabo siriano. La città fu rapidamente liberata e i terroristi si ritirarono ad est di Palmyra. L’Esercito arabo siriano continuò ad avanzare verso la città di Dayr al-Zur.
Secondo una dichiarazione del Tenente-Generale Sergej Rudskoj, a capo del Primo Direttorato Operativo dello Stato Maggiore Generale russo, 1000 terroristi furono eliminati, assieme a 19 carri armati, 37 blindati, 98 tecniche e più di 100 autoveicoli.Le unità commando siriane Tigre
Alla fine del 2013, il Tenente-Colonnello Suhayl al-Hasan fu incaricato di formare un nuovo battaglione delle forze speciali siriane, dalla maggiore capacità offensiva. Fu chiamato Tigre. Alcuni degli ufficiali della nuova unità furono scelti dalle 4.ta e 11.ma Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano. In origine, le Tigri furono preparate utilizzando manuali e istruttori dei commando iraniani e di Hezbollah. Nei primi mesi del 2016, le Tigri crearono due battaglioni addestrati da Spetsnaz ed istruttori iraniani. Ciò spiega il motivo per cui le Tigri utilizzarono AK-74 russi con silenziatori e telemetri laser, cuffie e armature dal sistema Ratnik russo, 10-15 carri armati T-90A e diversi blindati leggeri russi (LMV) nelle operazioni nel governatorato di Aleppo, nell’estate del 2016. Le operazioni offensive di al-Qaida e Stato islamico vengono precedute da due tipi di azioni suicide effettuate simultaneamente. Fino a dieci autoveicoli 4×4 e camion con pesanti armature, chiamati VBIED (Veicolo dotato di ordigni esplosivi) o blindati BMP-1 carichi di esplosivo, corrono da direzioni diverse a tutta velocità per speronare le posizioni dell’Esercito arabo siriano esplodendovi in mezzo. Allo stesso tempo, decine di singoli o gruppi di terroristi con cinture esplosive cercano di penetrare le linee dell’Esercito arabo siriano. Se tale metodo funziona, le unità d’assalto terroristiche iniziano l’offensiva. Le Tigri adottarono un metodo per neutralizzare tali attacchi suicidi tramite imboscate. Nell’imboscata, le tigri utilizzano più punti di osservazione coprendo vari settori, utilizzando cecchini dotati di fucili Orsis T-5000 (calibro 7,62 mm) e KSVK (calibro 12,7mm), nonché cannoni senza rinculo SPG-9 (73mm), lanciarazzi anticarro RPG-29, missili anticarro Metis-M e Kornet. Il 5.to Corpo e il Reggimento Cacciatori anti-SIIL sono unità ausiliarie dell’Esercito arabo siriano integrate da volontari sottoposti a un programma di addestramento, equipaggiamento e armamento finanziato dalla Russia. Il 5.to Corpo ha un primo gruppo di 1000 soldati addestrati nelle tattiche d’assalto da usare contro i gruppi dello Stato islamico, utilizzati dalle unità d’élite delle Tigri.Il ruolo degli Spetsnaz russi nella liberazione di Palmyra
Le Forze Speciali russe sono dotate di caschi 6B47 (sistema Ratnik) con un visore termico 1PN139 e dispositivo di puntamento 1-P88-2, per la visione notturna. Questo gli ha permesso d’infiltrarsi di notte, fino a meno di 5 km dai capisaldi dello SIIL. Di giorno questo era impossibile, a causa dei molti punti di osservazione presidiati dai cecchini dello SIIL. Gli Spetsnaz dotati di Ratnik poi lanciarono i silenziosi mini-UAV ZALA 421-08, con motori elettrici e dal peso di 1,7 kg, con una quota di 3600 m e un’autonomia di 90 minuti [1]. I video trasmessi dagli ZALA 421-08 fornirono le immagini ad infrarossi delle formazioni dello Stato islamico, ricevuti via satellite dal centro operazioni aeree della base aerea russa di Humaymim. La trasmissione avviene tramite il computer tattico Strelets delle forze speciali. Gli schermi dello Strelets inoltre visualizzano automaticamente agli aviatori russi le posizioni di tutti i distaccamenti degli Spetsnaz, evitando così eventuali incidenti di “fuoco amico”. Avendo individuato gli obiettivi da colpire, il centro di comando russo di Humaymim inviava aerei Su-24, Su-25 e Su-30 ed elicotteri d’attacco Mi-28N, Mi-35 e Ka-52. Blindati, camioncini e artiglieria furono colpiti prima dei capisaldi dello SIIL. Per aiutare la precisione degli attacchi aerei, gli Spetsnaz illuminarono alcuni degli obiettivi con i laser. Gli attacchi aerei russi neutralizzarono la potenza di fuoco dello Stato islamico.Test dell’elicottero russo Ka-52
Per la Russia, obiettivo importante dell’operazione era testare gli elicotteri Ka-52 impiegati dalla Marina russa. Il Ka-52 Alligator è un nuovo elicottero da ricognizione e attacco con due eliche coassiali azionate da due motori Klimov TV3 da 1830 kg/s. Può raggiungere una velocità di 350 km/h e un’autonomia di 545 km senza serbatoi supplementari, e può trasportare due tonnellate di armamenti. Quattro contenitori possono essere montati con cannoni da 23mm, o quattro lanciamissili con sei missili anticarro Vikhr a guida laser (con gittata di 12-15 km), o con sei missili aria-aria Igla-V, o due lanciarazzi con 20 razzi S-8 (80mm). Nell’operazione a Palmyra, i test dei nuovi missili Vikhr hanno dato risultati molto buoni. Quando la Marina russa utilizza il Ka-52, viene dotato di due siluri, o quattro missili antinave Kh-25 a guida laser, o 2 missili Kh-35U (dalla gittata di 300 km) o due missili Kh-31AD. L’avionica del Ka-52 comprende apparecchiature appositamente progettate dalla società francese Sextant Avionique, della Thales. Questo permette di visualizzare tutte le informazioni NASH (sistema di navigazione e attacco per elicotteri) sull’HDD (display a testa in giù) del sistema di avvistamento, o direttamente sulla visiera del casco del pilota e del tecnico del sistema d’arma che utilizza il sistema Topowl. Il cannone da 30mm Shipunov 2A422 situato nel muso dell’elicottero viene sempre azionato tramite la visiera del casco. Per la navigazione notturna e in condizioni di scarsa visibilità, l’elicottero è dotato del sensore FLIR russo Khoda e di telemetri laser collegati al sistema di puntamento laser, tutti montati in una torretta sotto la cabina di pilotaggio. In un’altra torretta vi sono sensori elettro-ottici (TV e telecamere agli infrarossi). Gli elicotteri Ka-52 dispongono anche del radar Phazotron FH-01 Crossbow che permette d’inseguire 20 bersagli aerei e terrestri contemporaneamente. Per autoprotezione, l’elicottero Ka-52 ha un ricevitore a banda larga e un sistema di allarme radar Pastel L150. Nello spettro infrarosso è protetto da apparecchiature Mak L136, e nelle frequenze laser da attrezzature Otklik L140. I sistemi d’inganno UV-26 con bengala e cartucce a dipoli metallizzati sono montati nei contenitori alle estremità alari.

[1]. I soldati russi hanno le migliori attrezzature di protezione individuale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Parata nordcoreana con sorpresa per Trump

Alessandro Lattanzio, 15/4/2017La Corea democratica festeggiava il 105.mo anniversario della nascita del fondatore Kim Il Sung, o “Giorno del Sole”, il 15 aprile, con un’enorme parata militare a Pyongyang, dove sfilavano per la prima volta nuovi sistemi missilistici, tra cui missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e missili balistici intercontinentali (ICBM). Gli SLBM erano i KN15 (Paekuksong-2), definiti anche missili balistici a medio-lungo raggio, destinati ad essere dotati probabilmente di testate nucleari, mente gli ICBM comprendevano i già noti KN-08 e KN-14, e un nuovo inedito missile balistico intercontinentale, molto simile al russo Topol. Choe Ryong Hae, numero due della Repubblica Popolare Democratica di Corea, nel discorso ai soldati prima della sfilata accusava Donald Trump di “creare una situazione di guerra” nella penisola coreana, promettendo che “Risponderemo a una guerra totale con una guerra a tutto campo e una guerra nucleare con un nostro tipo di attacco nucleare”. Inoltre, nei video della sfilata appariva sul palco Kim Won Hong, il capo dell’intelligence della Corea democratica che, secondo la CIA e i servizi segreti della Corea del Sud, sarebbe stato rimosso.

KN11

I nuovi missili svelati alla parata militare di Pyongyang impressionavano gli esperti. Vladimir Khrustalev, specialista del programma nucleare e missilistico della Corea democratica, esprimeva le sue impressioni. Prima di tutto menzionava i nuovi missili antinave (KN09), la cui esistenza fu confermata nel 2015. I sistemi renderanno la difesa costiera della Corea democratica molto efficace. Un’altra novità era un missile balistico derivato dall’R-17 Elbrus sovietico. “Nelle foto pubblicate ho visto gli elementi aerodinamici della testata. E’ difficile dire se sia guidato o meno. In ogni caso, è chiaro che questi elementi siano destinati ad aumentare la precisione del tiro e a neutralizzare le difese antimissile“. Notava inoltre come le piattaforme di lancio fossero cingolati, come nel caso del missile KN11. “Oltre a considerazioni di ordine pratico, i nordcoreani preferiscono i cingolati perché la Corea democratica è in grado di produrli e, in questo senso la dipendenza dalle importazioni è minima. Così possono aumentare le rampe di lancio nonostante i vari embarghi”. Un altro missile, la cui ogiva e ad altri aspetti richiamano il missile intercontinentale KN08, anche se montato su un autoveicolo di lancio dal passo più corto. Questo missile avrebbe una gittata di circa 14000 km, sufficiente a colpire qualsiasi punto degli Stati Uniti dalla Corea democratica. Gli altri missili balistici intercontinentali potevano essere dei KN14, altro missile capace di raggiungere il continente americano. Gli autocarri che trasportavano i contenitori per questi missili si basano su quelli cinesi venduti al Ministero delle Foreste della Corea democratica e mai esibiti nelle precedenti parate militari. “La sensazione principale è che questi sono i due ultimi modelli di missili balistici. Il primo è ovviamente in un contenitore trasportare-lanciatore montato su un semirimorchio, come le prime versioni dei missili cinesi DF-21 e DF-31. Il secondo è sempre in un contenitore per il trasporto e il lancio montato su un potente autocarro a più assi, a quanto pare dello stesso modello utilizzato per trasportare i missili KN08 e KN14. A prima vista, assomiglia ai missili sovietici SS-25 o cinesi DF-31 e DF-41. I nordcoreani hanno una buona probabilità di aver successo in questi programmi“.

KN15

Il portavoce del ministero della Difesa nazionale della Corea del Sud si rifiutava di commentare l’esibizione delle forze militari di Pyongyang, mentre l’esperto di armamenti della Corea democratica dell’Istituto di Studi Internazionali Middlebury di Monterey, Dave Schmerler, affermava che il nuovo materiale sembrava essere molto più avanzato di quanto previsto, “Siamo totalmente spiazzati in questo momento. Non mi aspettavo di vedere tanti nuovi progetti missilistici”. Tali nuovi missili possono aumentare le opzioni di Pyongyang nel costituire una forza di ICBM in grado di colpire gli Stati Uniti con testate nucleari, come il leader nordcoreano Kim Jong Un indicò a gennaio. Secondo Melissa Hanham, esperta del James Martin Center for Nonproliferation Studies della California, i nordcoreani “Indicano i loro progressi nello sviluppo dei missili a combustibile solido”, che a differenza di quelli a combustibile liquido, possono essere lanciati più velocemente, evitando il rilevamento dai satelliti-spia nemici. Gli analisti lavorano per identificare i nuovi missili esibiti nella parata, come già indicato, un nuovo missile a lunga gittata e i due nuovi tipi di veicoli lanciatori per missili mai visti prima, e che ospiterebbero missili più grandi di quanto mai mostrato pubblicamente, “Hanno nuovi carri armati e sistemi lanciarazzi di produzione nazionale, e missili a combustibile solido, il che significa che possono lanciarne molti di più e più rapidamente, senza doversi rifornire”.
E’ evidente che la parata militare del 105.mo anniversario della nascita di Kim Il Sung abbia impressionato, e probabilmente scioccato, il Pentagono e gli Stati vassalli degli USA nella regione, tanto che subito dopo si è diffusa la voce, ad opera del Comando del Pacifico degli USA e dello Stato Maggiore sudcoreano, del fallimento del lancio di un ‘missile non identificato’. Una notizia non confermabile diffusa proprio da coloro appena usciti mediaticamente a pezzi dalla sfilata militare nordcoreana, che riduceva a miti consigli proprio il Pentagono. Se non ci fosse stato una test missilistico nordcoreano fallito, andava inventato. E forse le parole di un ufficiale cinese sembrano indicare proprio questo, una manovra di propaganda per ridimensionare il successo nordcoreano e sollevare il morale scosso delle fazioni belluine atlantiste: “Forse gli USA e i loro alleati anche creato interferenze per interrompere il lancio e causarne il fallimento, ma la possibilità di ciò è molto bassa. Se il lancio avveniva in tempo di guerra, gli Stati Uniti avrebbero interrotto o addirittura distrutto immediatamente il sistema di lancio. Ma ora non siamo in guerra, e gli USA devono anche osservare fino a che punto la Corea democratica può arrivare. Gli Stati Uniti preferiscono lasciare che la Corea democratica termini i suoi test, piuttosto che interromperli, in modo da raccogliere informazioni utili monitorandoli, a patto che i missili non puntino su Stati Uniti e alleati“.Difatti, la capitale della Corea del Sud, Seoul, si trova a 40 km dal confine con la Corea democratica, ed è perciò vulnerabile alla risposta da Pyongyang. Sam Gardiner, ex-colonnello dell’Air Force, dichiarava che gli Stati Uniti “non possono proteggere Seoul almeno per le prime 24 ore di guerra, e forse per le prime 48”. E perfino l’ex-presidente degli Stati Uniti Bill Clinton affermava che l’intensità dei combattimenti contro la Corea democratica “sarebbe maggiore a qualsiasi altro il mondo abbia assistito dalla guerra di Corea”. La potenza militare nordcoreana incute timore, perché tutt’altro che finta come pretendono di far credere i vari media di regime e tanti media pseudo-alternativi. L’Esercito Popolare Coreano (KPA) conterebbe 1300000 effettivi, 1700000 riservisti e 5000000 di paramilitari, e disporrebbe di 4200 carri armati, 4200 blindati cingolati e ruotati, 13000 sistemi di artiglieria, di cui 5000 semoventi, e 11000 cannoni contraerei e altrettanti sistemi anticarro, organizzati su 20 corpi d’armata e diverse unità autonome corazzate, meccanizzate e per operazioni speciali. L’industria militare nordcoreana non solo provvede ai componenti di ricambio e alle munizioni, ma produce anche sistemi d’arma complessi come carri armati aggiornati T-55 e T-62 con corazze reattive e nuovi motori e sensori, e progetti originali basati su tecnologia russa e cinese, come i 500 carri armati Pokpung-Ho, dotati di un cannone da 125 mm, e 1000 carri armai Chonma-Ho, versione nazionale del carro armato sovietico T-62. L’industria nordcoreana produce anche i blindati M-2010, versione nazionale del veicolo trasporto truppe corazzato sovietico BTR-80; i veicoli da combattimento M-2009, basati sullo scafo del carro anfibio sovietico PT-85 con torretta del BTR-80, oltre alle versioni nazionali del cingolato cinese Type-63. Seoul e diversi centri industriali sudcoreani rientrano nel raggio dell’artiglieria nordcoreana, che arriverebbe a 100 km. I sistemi d’artiglieria semoventi più potenti sono gli M-1978 Koksan da 170mm, ospitati in caverne e tunnel assieme a depositi e centri logistici. Vi si aggiungono i sistemi lanciarazzi multipli M-1985 e M-1991 da 240mm, con gittata di 60 km, e KN09 da 300mm con gittata di 100 km. Il KPA dispone di diversi reparti speciali per le operazioni d’infiltrazione via terra, sottoterra, mare e aria e per le operazioni di sabotaggio e guerriglia nelle retrovie nemiche, violando la Zona Smilitarizzata del 38° Parallelo. Circa 200000 sono gli operatori delle forze speciali aviotrasportate, d’assalto e anfibie del KPA. Tale combinazione di forze, oltre all’arsenale strategico, è ciò che trattiene l’aggressività delle forze statunitensi in Corea del Sud.

KN08

Il 15 aprile è il giorno più importante in Corea democratica, anniversario della nascita di Kim Il Sung. Ma già due giorni prima Pyongyang inaugurava un quartiere con 40 grattacieli, “Ryomyong Street è un risultato che la RPDC vuole promuovere sul fronte economico“, dichiarava un funzionario di Seoul. Durante la parata, Pyongyang invitava Washington a finirla con la sua “isteria militare” e a riprendere “sensi”. L’11 aprile, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump chiedeva, in una conversazione telefonica con il Presidente cinese Xi Jinping, di far sapere a Pyongyang che il governo degli Stati Uniti dispone non solo di portaerei ma anche di sottomarini nucleari. Quindi la sfilata avveniva tra gli ammonimenti degli USA, che inviavano un gruppo d’attacco con portaerei al largo della penisola coreana, mentre il presidente Trump minacciava che se la Cina non faceva pressione sulla Corea democratica, gli Stati Uniti avrebbero agito da soli. Se i funzionari dell’amministrazione Trump non escludevano azioni, quelli del Pentagono, tuttavia, negavano di essere pronti a lanciare un attacco se la Corea democratica fosse stata in procinto di condurre un test nucleare.Fonti:
Global Times
RID
RussiaToday
SCMP
Sputnik
Washington Post
WSJ

Dove sono gli eroi?

Sic Semper Tyrannis, 9 aprile 2017Media e molti politici statunitensi, repubblicani e democratici, sono una vergogna completa avendo applaudito all’ordine illegale e ingiustificato di Donald Trump du lanciare missili cruise contro un avamposto dell’Aeronautica siriana. Al pubblico statunitense viene spacciata una grave menzogna pericolosa con una massiccia propaganda che, senza uno straccio di prova, insiste sul fatto che l’Aeronautica del Presidente siriano Bashar al-Assad abbia sganciato un’arma chimica con il preciso scopo di uccidere dei civili. Ciò non è accaduto. Non c’è intelligence a sostegno di tale affermazione dell’amministrazione Trump. Ma non è solo Donald Trump che mente, viene aiutato dal consigliere per la sicurezza nazionale HR McMaster, dal segretario della Difesa Jim Mattis e dal segretario di Stato Rex Tillerson. Donald Trump ha ormai battuto George W. Bush in follia, quando lanciò la guerra inutile e costosa all’Iraq nel marzo 2003. Almeno Bush ebbe abbastanza buon senso per avere da Nazioni Unite e Congresso l’approvazione per la sua follia. Non Trump. Il sempliciotto semplicemente guardò Fox News e poi diede l’ordine di lanciare i TLAM. Non abbiamo visto un solo ufficiale dimettersi e protestare contro tale frode. Semplicemente salutano ed eseguono un ordine illegale. Gli Stati Uniti non sono stati attaccati dalla Siria, né minacciava di attaccarci. Quando fenomeni come John Kerry, Hillary Clinton e John McCain pensano che Trump faccia la cosa giusta, non c’è bisogno di altra prova che l’amministrazione Trump sia deragliata. Trump ha convinto molti che l’hanno votato che non si sarebbe impegnato nella costruzione di nazioni fallite come i predecessori Bush e Obama. Ora ha tradito quel movimento, ed è un pazzo totale se pensa che ciò placherà i democratici che gli si oppongono e che allenteranno la pressione per bloccargli l’agenda. Ciò che è veramente inquietante in tutto ciò, è che l’attacco con i TLAM era insignificante ed inefficace. Non ha disattivato la base aerea siriana. Non ha distrutto velivoli siriani. Ma ha creato un serio attrito tra Stati Uniti e Russia che, fino a un’ora prima del lancio dei missili da crociera, erano in contatto per ridurre un conflitto sulle missioni aeree contro i terroristi. Lasciatemelo ripetere, almeno negli ultimi 80 giorni, i comandanti militari di Stati Uniti e Russia erano in contatto regolare, scambiandosi intelligence e non sorvolando lo spazio aereo altrui. La nostra azione unilaterale ha messo in pericolo il coordinamento, ma non è l’unico rischio che affrontiamo. Se russi e siriani decidono di abbattere i droni della CIA e dei militari operanti sulla Siria, ci sarà una grave pressione politica a vendicarsi. Tale azione, soprattutto se presa nel calore del momento, comporta il rischio significativo di degenerare in una guerra tra Stati Uniti e Russia. Nessuno nell’amministrazione Trump ha preso tale scenario in seria considerazione. Credono ancora di giocare a un videogioco.
Per ora Russia e Siria sembrano limitarsi a continuare a spazzare via gli islamisti. Finché gli Stati Uniti non interferiranno, i generali russi e siriani sembrano disposti a lasciare che Donald Trump si crogioli nella fantasia di essere un duro. Cerchiamo di essere chiari, Donald Trump è un egoista di primo ordine. Ama essere lodato come “forte e deciso”; non è pronto a sentirsi dire che è uno scherzo e che la sua azione non spaventa siriani e russi neanche un po’. Trump mi ricorda il grasso ubriacone seduto in un bar che indulge nel mito del lottatore in gabbia Walter Mitty. Piuttosto che continuare a sorseggiare whisky decide di tirare pugni senza prima badare a chi mira. Gli USA sono una tigre di carta in questo momento. Non lo dico io, ma è il messaggio dei nostri leader militari al Congresso di poche settimane fa: in una testimonianza alle commissioni di Senato e Camera sulle Forze Armate, i Vicecapi di Stato Maggiore di Esercito, Marina, Marines e Aeronautica avanzavano articolate preoccupazioni sulla preparazione delle loro armi nel rispondere nei conflitti d’oltremare o ad attacchi contro la patria. L’udienza evidenziava notevoli problemi di disponibilità e capacità per ogni forza armata:
Esercito: di 58 brigate in totale (il nucleo operativo dell’esercito), solo tre sono considerate pronte al combattimento.
Marina: la flotta ha le dimensioni più piccole in 100 anni. Ciò rende le riparazioni navali più difficili da completare, essendo necessario che queste navi siano in mare.
Corpo dei Marine: L’ottanta per cento delle unità dell’aviazione dei Marine non ha nemmeno il numero minimo di velivoli necessari per l’addestramento e le operazioni di base.
Aeronautica: ha le dimensioni più ridotte, e molti suoi aerei sono i più vecchi, di quanto sia mai stato prima. L’arma aveva 8600 aerei nel 1991, mentre oggi ne ha solo 5500, e gli aerei hanno in media 27 anni. Peggio ancora, meno della metà degli aerei è pronta a decollare e abbattere i nemici.
Tali dati preoccupanti delle forze armate riecheggiano quelle della Heritage Foundation nel suo “Indice della forza militare USA 2017” che valuta l’Esercito “debole” e le altre armi “marginali” per capacità operativa e nel vincere grandi conflitti. Se la Russia decidesse di chiamare il nostro bluff e affrontarci, Trump probabilmente presiederà un’umiliazione pubblica che farà esplodere la delusione sulla grandezza militare statunitense. Donald Trump fu corretto a criticare la decisione stupida di George W. Bush d’iniziare una guerra inutile in Iraq. Tale decisione infelice avrà inizialmente dato a Bush un certo tifo politico, ma aprì il nido di serpente che scatenò il caos che ora domina la regione. Il fallimento di Bush nell’assicurare la pace e nel ripristinare un governo stabile gli è costato l’eredità. Alla maggioranza degli USA non frega un ratto del Medio Oriente. Lasciatelo bruciare è l’atteggiamento generale. Trump s’è comprato il ponte di Brooklyn. Quanti giorni o settimane passeranno prima di scoprire la frode?Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Per Putin, l’opzione Stalin contro la junta militare degli USA

John Helmer, Mosca, 11 aprile 2017
Come governare un Paese obiettivo do guerra del capo pazzo della junta militare di un altro Paese? Non è la storia della scelta di Josif Stalin nell’agosto 1939, prima che lui e Adolf Hitler decidessero lo stratagemma per guadagnare tempo noto come Patto di non aggressione tedesco-sovietico. Né si tratta di una domanda su Bashar al-Assad e la Siria, o Kim Jong-un e la Corea democratica. E’ la domanda a cui il Presidente Vladimir Putin è obbligato rispondere sulle opzioni della Russia di fronte a un regime statunitense in cui, come il Cremlino ora riconosce, una giunta militare dirige il presidente Donald Trump. “Abbiamo già visto tutto”, dichiarava ieri Putin.
Il presidente continuava dicendo che ha due idee su ciò che va fatto e con dispiacere dovrà prendere una decisione. Da un lato, secondo Putin, la junta degli Stati Uniti prepara nuove operazioni per l’escalation della guerra in Siria, così come contro la Russia. “Abbiamo informazioni da una varietà di fonti che tali provocazioni (non riesco a trovare un’altra definizione) sono in preparazione in altre parti della Siria, tra cui la periferia sud di Damasco, dove pensano di piazzare alcune sostanze e accusarne le autorità siriane dell’uso”. Dall’altra parte, Putin ha anche detto, “siamo pronti a sopportare un incontro, nella speranza che comporti una tendenza positiva nei rapporti. Nella politica interna statunitense vi sono ragioni per questo. In poche parole, gli oppositori politici del presidente ci sono ancora, e se succede qualcosa ne sarà incolpato. Non ho alcun dubbio su questo”. Se Putin non ha dubbi, allora perché la riluttanza a decidere cosa fare e l’esitazione nel dirlo? Dopo l’attacco degli Stati Uniti alla Siria, i Ministeri della Difesa e degli Esteri russi annunciavano rapidamente i risultati delle indagini e nuove misure politiche, tra cui l’avviso che la presenza militare statunitense in Siria sia tra gli obiettivi russi. Putin dice che “Cose come questa vanno accuratamente indagate. Vorremmo indirizzarci ufficialmente alle apposite istituzioni delle Nazioni Unite dell’Aia e invitare la comunità internazionale a indagare a fondo tali argomenti. Una decisione ponderata può quindi essere presa secondo le conclusioni dell’inchiesta”. Anche se non lo dicono pubblicamente, Ministero della Difesa, Ministero degli Esteri, agenzie d’intelligence e servizi di sicurezza russi, sanno perfettamente dall’abbattimento del Volo MH-17 delle Malaysian Airlines in Ucraina nel 2014, che tale opzione comporta ad accusare i russi presso le Nazioni Unite e le corti internazionali europee. Il loro consiglio a Putin è smettere di proporre stratagemmi o altre cose impossibili. Parlando di “oppositori politici al presidente in carica” e “indagini internazionali”, Putin apre la porta a indecisione, ritirata e distruzione, per come ne viene avvisato il presidente. Per il presidente ciò appare una cattiva notizia. Le fonti vicine credono che a Putin “non piacciano le cattive notizie. Ancora meno quando vengono presentate per spingerlo a decidere qualcosa. Così si esclude dalla notizie isolandosi da chi si fidava nel parlare. Putin ha ora un squadra da ascoltare minore di quella di Stalin nel 1941. Inoltre, Putin non decide nulla”. Le fonti di tale valutazione aggiungono che a Putin manca l’opzione di Stalin nel comprendere le intenzioni e le provocazioni di Hitler durante la guerra, fingendo di evitarla e ritardare il più possibile il giorno della resa dei conti. “Stalin non sperava che la Germania non attaccasse la Russia”, dice una delle fonti. “Stalin ne era certo. Putin dice che spera che con gli Stati Uniti ci si possa accordare. Tutt’altro che certo”. Per prima cosa, dicono le fonti, le forze russe sono incomparabilmente più forti oggi di quanto non lo fossero nel 1939; per altro gli statunitensi sono incomparabilmente più deboli internamente e sui fronti di guerra dei tedeschi. Infine, Trump non può né comprendere né controllare i suoi generali. Hitler non era così irrazionale o impotente.
Così la grande domanda strategica resta: come governare la Russia di fronte alla junta di guerra degli Stati Uniti su più fronti? La risposta della Grande Strategia è rilanciare il Comitato di Difesa dello Stato (GKO) mettendo la Russia sul piede di guerra, e come fece Stalin nel 1941, ridistribuendo il potere che Putin ha finora trattenuto. Un regime militare in stile russo. Per capire come la squadra di Stalin operò prima, durante e dopo la guerra mondiale, leggasi questo. L’evidenza del processo decisionale collettivo di Stalin viene raccolta da testimonianze appena rilasciate, come la corrispondenza personale di Stalin e i diari delle riunioni d’ufficio. Una delle misure del processo decisionale collettivo, al tempo di Stalin, come di Putin, fu l’uso degli indirizzi russi, il Voi formale e il Tu informale. Un nucleo di cinque funzionari che si davano del tu con Stalin. Erano anche gli uomini che appaiono più di frequente nei diari di ufficio e nelle registrazioni della dacia. Dopo la guerra divennero sette; con la morte di Stalin, sei. Oggi, c’è il registro ufficiale degli incontri al Cremlino e quello segreto. Sottraendo le dovute ore agli eventi segnalati sul sito web del Presidente, dalle otto alle dieci ore per giornata lavorativa del presidente, evidentemente oggi almeno la metà delle riunioni di Putin è nascosta. Alla domanda con quali funzionari o amici Putin si da del tu piuttosto che del voi, numero e nomi non sono quasi mai riportati dalla stampa. In base a una pubblicazione di due anni prima, il conteggio del tu per Putin sarebbe inferiore a quello per Stalin. Quanti intimi di Putin sono amici nel mondo degli affari, i compari secondo l’Ufficio Controllo Risorse Estere (OFAC) del Tesoro degli Stati Uniti, non è noto. Tra i dirigenti economici che secondo fonti russe usano il tu vi è Aleksej Kudrin. Vladimir Jakunin, capo delle Ferrovie russe, si dava del tu con Putin fin quando fu licenziato, diciotto mesi fa. Igor Sechin, potente consigliere del Cremlino sulle risorse naturali e ora amministratore delegato di Rosneft, darebbe del voi a Putin; Aleksej Miller, capo di Gazprom, darebbe del tu. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, userebbe pure il tu. La mattina del 7 aprile, dopo l’attacco degli Stati Uniti alla Siria, il servizio stampa del Cremlino rilasciava una dichiarazione alle 09:00. Il Ministero degli Esteri seguì con la propria dichiarazione alle 10:27. L’unico incontro ufficiale di Putin quel giorno, secondo il sito web del Cremlino, fu dopo mezzogiorno quando Putin incontrò il Consiglio di sicurezza. Nei registri delle riunioni del Consiglio di Sicurezza, diverse foto vengono inviate di solito mostrando funzionari seduti secondo il rango ai lati del tavolo, con Putin in testa. Il 7 aprile, tuttavia, appariva solo Putin. Dei partecipanti solo due del Consiglio di Sicurezza, il Primo ministro Dmitrij Medvedev e l’ex-capo dello staff presidenziale Sergej Ivanov, avrebbero dato del tu a Putin. Le forme d’indirizzo tra Putin e gli altri otto restano un segreto di Stato. Il nuovo capo dell’ufficio russo al Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Fiona Hill, riconobbe nel suo rapporto del 2013 su Putin, che lei e le sue fonti non l’avevano chiesto e non lo sapevano.
Se le minacce militari degli Stati Uniti intensificano la pressione su Putin nell’adottare la postura di Stalin, l’approccio collettivo del periodo di guerra, superando i momenti d’isolamento ed indecisione, quale sarebbe la reazione russa se Putin seguisse Stalin e il Consiglio di sicurezza diventasse il GKO in caso di guerra? La risposta, secondo il sondaggio nazionale del Levada Center dello scorso luglio, è più positiva che negativa, molto più positiva rispetto a quanto Stati Uniti ed alleati in Europa e Asia calcolino. Per i risultati del sondaggio, leggasi questo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora