Incontro trilaterale a Seoul

Vladimir Terehov New Eastern Outlook 28/03/2015Wang Yi, Fumio Kishida, Yun Byung-seIl 21-22 marzo, Seoul ha ospitato la riunione dei ministri degli Esteri di Cina, Giappone e Corea del Sud, preparata da tempo e con grande difficoltà, evento strettamente sorvegliato da altri Paesi dell’Asia del nord-est e della regione Asia-Pacifico. Dato che è stato il primo incontro tra i ministri in tre anni, ne è valsa l’attenzione in quanto determina essenzialmente la natura dell’evoluzione della situazione nella regione del nord-est asiatico. Per gli osservatori stranieri, il criterio per il successo di questo incontro è la possibilità d’impostare una data specifica per un vertice tra i leader di Cina, Giappone e Corea del Sud. A tal proposito, hanno dichiarato in un comunicato ministeriale congiunto che intendono lavorare a un vertice a tre “al più presto”, fornendo a ottimisti e pessimisti ampie opportunità d’interpretare l’efficacia del lavoro svolto a Seoul. È chiaro che le dichiarazioni congiunte dei Paesi, partecipanti alla Trans-Pacific Partnership, le cui riunioni annuali negli ultimi cinque anni, sembrano concludersi con la stessa formulazione “gommosa”. La natura incerta dell’esito della riunione di Seul è in linea con il contesto politico molto ambiguo plasmato da una serie di eventi e dichiarazioni dei leader politici della regione. Al centro del conflitto, non favorevole alla creazione di un ambiente adatto a un vertice trilaterale, è l’ultimo alterco cino-giapponese sulle isole Senkaku/Diaoyu. Due eventi hanno portato a tale conflitto:
Il primo è stata la scoperta, il 30 dicembre 2014, di un sito web cinese trilingue (cinese, giapponese e inglese), in cui viene spiegata l’intera questione delle “Isole Diaoyu”, portando ad una protesta del ministero degli Esteri giapponese, respinta dal ministero degli Esteri cinese.
Il secondo evento (visibilmente risultante dal primo) è stata la “scoperta d’archivio” del ministero degli Esteri giapponese di un atlante cinese del 1969 in cui tutte le isole, tra cui quelle principali, sono indicate con i loro nomi giapponesi. I media giapponesi hanno risposto dicendo che la domanda della Cina sulle isole fu posta solo alla fine degli anni ’70 per la sua natura “mercantile”. Presumibilmente Pechino poi ha cominciato a valutare seriamente il rapporto del 1968 delle Nazioni Unite sulle possibili enormi riserve di idrocarburi sul fondo del Mar Cinese Orientale, vicino le isole Senkaku, chiamate Diaoyu dai cinesi. Al reperto storico giapponese seguiva l’attesa reazione negativa della Cina, che ipotizzava che l’atlante sia stato creato durante l’occupazione giapponese di parte del territorio cinese.
A controbilanciare debolmente tali eventi negativi è stata la firma di un accordo Giappone-Cina sulla “costante cooperazione” regionale per minimizzare i danni da disastri naturali. Un indicatore importante dell’ulteriore sviluppo delle relazioni bilaterali sarà la reazione del Giappone alla firma del 24 ottobre 2014, a Pechino, dell’istituzione dell’Infrastructure Asian Investment Bank (AIIB) con un capitale sociale iniziale di 50 miliardi di dollari che, secondo gli esperti, in gran parte cinese. Finora l’AIIB è piuttosto inferiore a Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Banca asiatica di sviluppo controllati da Stati Uniti, Unione europea e Giappone. Ma qui è importante notarne il trend, dato che dalla decisione del giugno 2014 dei Paesi BRICS di creare la nuova Banca di sviluppo, l’AIIB sarà il secondo maggior progetto bancario, essenzialmente attuato sotto l’egida della Cina. Più di 30 Paesi hanno annunciato ufficialmente interesse per l’AIIB tra cui: India, Nuova Zelanda, Singapore, Vietnam, Qatar, Laos, Kazakistan, Uzbekistan. A marzo tutti i principali Paesi europei, Francia, Germania, Italia e Regno Unito, annunciavano l’adesione al progetto. Quest’ultimo sembra particolarmente degno di nota, in quanto i leader del mondo occidentale, gli Stati Uniti, così come i loro alleati regionali più stretti Giappone, Australia e Corea del Sud, sono vistosamente assenti. L’Australia, però, potrebbe seguire l’esempio del Regno Unito e la Repubblica di Corea “considera la possibilità di aderirvi”. Riguardo l’alleato chiave degli USA, il Giappone, ci sono elementi di “debolezza” nella sua posizione sulla questione (ancora una volta e sulla scia della “mancanza di fermezza” nel sostenere le sanzioni alla Russia). Pertanto, la dichiarazione del ministro delle Finanze giapponese Taro Aso sull’AIIB, il 20 marzo, è degna di nota (fu primo ministro nel 2008-2009), quando ha detto che “c’è la possibilità di discuterne… mentre si attiva, una volta soddisfatte alcune condizioni, come richiesto dal Giappone per l’adesione all’AIIB“. Ma tuttavia, un altro ministro chiave (dell’Economia), Akira Amari, ha detto alla conferenza stampa separata che il Giappone lavorerà “con gli Stati Uniti” sull’AIIB. Non sembra casuale che Aso decida di giudicare la domanda d’adesione alla banca in termini di “diplomazia ed economia”, così aggirando i fattori politici e di sicurezza che molto influenzano le relazioni tra i principali Paesi del nord-est asiatico e della regione Asia-Pacifico. La direzione opposta dei vettori politici ed economici nello sviluppo delle relazioni tra i protagonisti della regione Asia-Pacifico, è ciò che oggi spesso si chiama “paradosso asiatico”. In realtà non esiste un così speciale “paradosso asiatico”, come non c’era in Europa all’inizio del 20° secolo, alla vigilia della prima guerra mondiale. Solo che la storia non finisce qui e la “mano invisibile del mercato che risolve tutti gli altri problemi” s’è rivelata essere solo un’altra fiction speculativa.
Nel 70° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, la questione più rilevante nei rapporti tra Giappone, Cina e Corea del Sud rimane la valutazione ufficiale del governo giapponese del ruolo del Paese in tale recente periodo storico. Parlando ad una conferenza stampa il 15 marzo 2015, il primo ministro cinese Li Keqiang ha detto che “In un momento così critico, è un test e un’opportunità dei rapporti Cina-Giappone“. In una dichiarazione sufficientemente precisa, il primo ministro cinese ha chiarito che scopo del test è valutare il comportamento dei “militaristi giapponesi” in Asia che crearono una “tremenda sofferenza”, non solo per le altre nazioni, ma anche al loro popolo. Secondo Li Keqiang, se il primo ministro giapponese supera il test in modo soddisfacente (dal punto di vista cinese) questa estate ci sarà nuovo impulso allo sviluppo delle relazioni bilaterali, anche nel settore imprenditoriale. Così una settimana prima della riunione trilaterale a Seoul, i principali leader della Cina formulavano alcune condizioni per la rianimazione dei rapporti politici con il Giappone, che saranno accettate o rifiutate indirettamente nei prossimi mesi. Data la natura vaga e predeterminata della dichiarazione congiunta della riunione trilaterale a Seoul, un’ulteriore sviluppo delle relazioni “Cina-Giappone-Corea del Sud” sarà determinata in modo significativo dalle parole che il primo ministro giapponese Shinzo Abe pronuncerà alle prossime commemorazioni del 70° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale.map-locating-disputed-southVladimir Terekhov, esperto della regione Asia-Pacifico, per la rivista online “New Eastern Outlook orientale“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La nuova strategia di Putin nel Mediterraneo

F. William Engdahl New Eastern Outlook 29.03.2015WireAP_22239a7bc3094190bd426dca41294cb2Mentre l’attenzione era concentrata nelle ultime settimane sul ruolo della Russia e del Presidente Vladimir Putin nel mediare un nuovo cessate il fuoco in Ucraina orientale, il presidente russo ha compiuto due cruciali missioni di Stato a Cipro ed Egitto, che condividono la frontiera sul Mar Mediterraneo orientale, mare strategico la cui importanza crescente nel confronto tra NATO e Russia non va sottovalutata. Per più di 2000 anni il Mar Mediterraneo è stato uno dei mari più strategici del mondo, collegando petrolio e gas del Medio Oriente a i mercati dell’Unione europea; collegando Oceano Indiano, Cina, India, Corea del Sud e resto dell’Asia ai mercati europei e all’Oceano Atlantico attraverso il Canale di Suez, e collegando la base navale russa in Crimea della Flotta del Mar Nero agli oceani Atlantico ed Indiano. In breve collega Europa, Eurasia ed Africa. Con ciò in mente, diamo un’occhiata agli ultimi viaggi di Putin.

Cairo
Il 9 febbraio il presidente russo ha incontrato il presidente dell’Egitto Abdalfatah al-Sisi a Cairo. Quando al-Sisi, a capo delle forze armate egiziane, guidò il colpo di Stato che spodestò Muhamad Mursi e il suo regime dei Fratelli musulmani sostenuto dagli Stati Uniti, nell’agosto 2012, Putin fu tra i primi a sostenere la candidatura presidenziale di al-Sisi. Nell’agosto 2014 al-Sisi incontrò Putin a Mosca mentre Washington divenne avversario aperto del presidente egiziano. Pochi dettagli dell’ultima visita a Cairo sono stati diffusi, ma Putin ha detto che s’è deciso d’incrementare commercio e cooperazione militare, e la Russia ha iniziato la fornitura di armi all’Egitto dopo la firma di un memorandum. Accordi commerciali furono inoltre seguiti dalla visita di Putin, tra cui un probabile accordo tra l’agenzia Rossija Segodnja e il quotidiano egiziano al-Ahram. Nei giorni successivi al vertice di Cairo tra Putin e al-Sisi, Russia ed Egitto firmavano un accordo per la costruzione di quattro reattori nucleari russi in Egitto. Daranno una spinta importante alla problematica rete elettrica dell’Egitto; allo stesso tempo al-Sisi annunciava che l’Egitto avrebbe aderito alla nuova Unione eurasiatica della Russia con un accordo di libero scambio. L’unione è costituita da Russia, Bielorussia, Kazakistan e Armenia; l’annuncio del presidente ucraino Viktor Janukovich all’UE che l’Ucraina si sarebbe unita all’unione eurasiatica, spinse gli Stati Uniti al palese colpo di Stato di Majdan.Suddivisione_amministrativa_di_CiproIl gioiello marittimo cipriota
Poi, due settimane dopo i colloqui a Cairo, il 25 febbraio, il Presidente Putin riceveva il presidente cipriota Nicos Anastasiades al Cremlino per discutere di varie questioni comuni. Anastasiades colse l’occasione per criticare le sanzioni dell’Unione europea a Mosca dichiarando: “il minimo che potessi fare è visitare la Russia in questi tempi difficili, e garantirle che, nonostante la situazione, i nostri rapporti si svilupperanno ancora. Qualunque sanzione contro la Russia affligge altri Paesi membri dell’Unione europea, come la mia patria, che per molti aspetti dipende dalla Russia“. Mentre ciò può essere di aiuto per il futuro della Russia contro ulteriori sanzioni dell’Unione europea, il nocciolo dei colloqui riguardava la cooperazione militare Cipro-Russia. Qui Cipro ha offerto i suoi porti alla Marina russa per determinati scopi, “alle navi russe coinvolte nella lotta al terrorismo e alla pirateria“. Le navi russe utilizzeranno il porto cipriota di Limassol, che ospita 30-50000 russi, un quarto della popolazione della città. Al momento solo una base navale mediterranea è a disposizione della Russia, il porto siriano di Tartus. Da parte sua, con l’approvazione della Duma, Putin offriva a Cipro la riduzione del debito, in contrasto con la posizione draconiana dell’UE sulla crisi a Cipro del 2013, quando l’UE confiscò depositi bancari ciprioti per oltre 100 milioni di euro, un furto, quale condizione per un piano di salvataggio draconiano. Centinaia di aziende russe offshore e cipriote ne furono colpite, retrospettivamente era chiaramente l’avvio della strategia di Washington-Bruxelles per indebolire la Russia di Putin. Le proteste di Majdan a Kiev iniziarono sei mesi dopo le confische di Cipro. Questa volta Putin, nonostante le sanzioni finanziarie e la guerra economica dell’Ufficio sul terrorismo finanziario del Tesoro USA (ufficialmente chiamato Ufficio terrorismo ed intelligence finanziaria), offriva a Cipro la rapida riduzione del debito. La Russia ha accettato di ristrutturare il prestito da 2,5 miliardi di euro dato a Cipro nel 2011, riducendo l’interesse al 2,5% dal 4,5% ed estendendo le scadenze del debito al 2021. Le relazioni tra Cipro e Russia hanno un notevole potenziale. Cipro in particolare ha recentemente confermato gli enormi giacimenti di petrolio e gas naturale offshore. Secondo quanto riferito si discute se invitare Gazprom a contribuire a svilupparli, minando seriamente la strategia degli Stati Uniti e della NATO per bloccare South Stream e altre rotte del gas russo verso l’UE. La risposta del dipartimento di Stato degli Stati Uniti alla ripresa delle relazioni Russia-Cipro fu agitata, per usare un eufemismo. L’ambasciatore USA a Cipro John Koenig inviava un tweet esprimendo l’ultima principale preoccupazione degli ambasciatori statunitensi, il 28 febbraio, subito dopo l’assassinio a Mosca della figura dell’opposizione Boris Nemtsov: “Cosa pensano i ciprioti quando vedono la Russia, questa settimana? La visita e le dichiarazioni di Anastasiades o l’assassinio di Nemtsov?” Koenig grossolanamente implicava un legame tra la visita di Anastasiades a Mosca e l’omicidio di Nemtsov, dicendo in un altro tweet che Putin aveva assassinato Nemtsov. Il tweet di Koenig ha suscitato un coro di proteste a Cipro e la sua dipartita per giugno fu annunciata da Washington. Koenig apparentemente spesso twitta con il collega a Kiev, l’ambasciatore degli USA Geoffrey Pyatt, l’orchestratore della distruzione dell’Ucraina con Nuland.
Quando i recenti colloqui Russia-Cipro vengono analizzati nel contesto della visita del Presidente Putin a Cairo, un’affascinante mappa strategica appare dispiacendo i neo-conservatori di Washington e i loro alleati europei. Possiamo aspettarci che Washington lavori dietro le quinte per inasprire gli attriti tra Turchia, Paese della NATO, e Cipro greco-ortodossa, nonché aumenti le pressioni su al-Sisi. Infatti, il 26 febbraio caccia turchi avevano apertamente violato lo spazio aereo greco, annunciando unilateralmente un’esercitazione militare con tiri diretti per marzo sul Mar Egeo, in gran parte in acque internazionali greche e sull’isola greca di Limnos, riscaldando la zuppa geopolitica. In Egitto, sulle TV controllate dai Fratelli musulmani appoggiati da Obama e CIA, erano comparsi dei video volti ad imbarazzare al-Sisi. I nastri pretendono di svelare le telefonate private di al-Sisi, allora generale, subito dopo la cacciata di Mursi e della Fratellanza, per discutere degli aiuti finanziari che Mursi chiedeva agli alleati arabi del Golfo che appoggiarono l’azione anti-Fratellanza di al-Sisi. Lo scandalo sembra aver fallito, data la popolarità di al-Sisi in Egitto e il sostegno dei leader arabi del Golfo appare inalterato. Ciò indica che Washington è sempre più a disagio con la geopolitica russa nel Mediterraneo orientale.

41d53685274fd40204cbF. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, laureato in politica alla Princeton University, autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Vladimir Putin si rivolge al Comitato del Servizio di Sicurezza Federale

The Saker 26 marzo 2015

Vladimir Putin ha partecipato a una riunione del Comitato del Servizio di Sicurezza Federale. I partecipanti alla riunione riassumono i risultati delle operazioni del Consiglio di Sicurezza federale nel 2014 e fissano gli obiettivi prioritari per il 2015.

2014378595635734_20Presidente della Russia Vladimir Putin:
Buon pomeriggio, colleghi.
Attribuiamo sempre grande importanza al lavoro delle agenzie chiave per la sicurezza nazionale. Oggi, nel quadro di questa riunione del comitato allargato si riassumeranno i risultati delle operazioni del servizio di sicurezza federale nel 2014 e si fisseranno gli obiettivi prioritari per il futuro. Vorrei iniziare dicendo che, come tutti sapete, l’anno scorso non è stato facile. La situazione mondiale è esacerbata. Abbiamo assistito a crescenti tensioni in Medio Oriente e altre aree del mondo, mentre un colpo di Stato ha provocato la guerra civile in Ucraina. La Russia compie notevoli sforzi per riconciliare le parti e normalizzare la situazione. Abbiamo già ricevuto e continuiamo a ricevere migliaia, addirittura centinaia di migliaia di profughi e facciamo tutto il possibile per evitare una catastrofe umanitaria. Tuttavia, la nostra posizione, la nostra politica indipendente e anche tentativi di aiutare chi ne ha bisogno, anche in Ucraina e altre regioni, irritano coloro che tradizionalmente chiamiamo nostri colleghi e partner. Usano tutto il loro arsenale della cosiddetta deterrenza della Russia: da tentativi d’isolamento politico e pressione economica aller operazioni di guerra delle informazioni e dei servizi speciali su larga scala. Come è stato recentemente dichiarato apertamente: chi non è d’accordo verrà costretto continuamente. Tuttavia, ciò non funziona con la Russia; mai ha funzionato e mai lo farà. Nel frattempo, la NATO sviluppa le sue forze d’intervento rapido e costruisce infrastrutture vicino ai nostri confini. Si tenta di violare la parità nucleare esistente, i segmenti in Europa e Asia-Pacifico del sistema ABM vengono creati ad un ritmo accelerato. Vorrei ricordare che il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dal trattato sui missili anti-balistici ha sconvolto le basi del sistema di sicurezza internazionale moderno. Sistemi completamente nuovi sono sviluppati per attuare l”attacco fulmineo globale’ e operazioni spaziali. Tuttavia, è ovvio che nessuno è mai riuscito ad intimidire questo paese o farvi pressione, e nessuno mai lo farà. Abbiamo sempre avuto e sempre avremo una risposta adeguata a tutte le minacce, interne ed esterne, alla sicurezza nazionale. Un altro punto che vorrei indicare è che la situazione non può rimanere così per sempre. Cambierà, per il meglio spero, anche in questo Paese. Tuttavia, non cambierà in meglio se soccombiamo e arrendiamo ad ogni passo. Cambierà per il meglio solo se diventiamo più forti. Oggi vorrei ringraziare voi e i vostri colleghi per il lavoro preciso e coordinato dell’anno scorso, per l’adempimento integrale dei compiti e il coraggio dimostrato, per la protezione affidabile della sicurezza della Russia e degli interessi nazionali.
Colleghi,
Il vostro carico di lavoro complessivo e la responsabilità ovviamente cresceranno quest’anno. Siete di fronte alla sfida per migliorare l’efficienza in tutti i settori dei vostri compiti. La lotta al terrorismo rimane il vostro compito più importante. Alcune tendenze positive sono emerse in questo campo negli ultimi anni. Ci sono stati 2,6 volte meno reati connessi al terrorismo nel 2014 che nel 2013. Se guardiamo gli ultimi 5 anni, il loro numero complessivo è sceso di 9 volte. Tali risultati sono stati chiaramente possibili grazie alle azioni concertate di FSB, agenzie di sicurezza e forze dell’ordine, coordinate dal Comitato anti-terrorismo nazionale. Dobbiamo rafforzare le dinamiche positive e costantemente cacciare i gruppi criminali clandestini. Non è facile; i terroristi combattono di nascosto compiendo attentanti come quello di Groznij dello scorso anno. L’analisi statistica mostra che possiedono ancora una notevole quantità di armi. Siete anche consapevoli del fatto che cittadini della Russia e della CSI vengono addestrati presso i cosiddetti punti caldi, anche dai gruppi dello Stato islamico sul territorio della Siria e altri Paesi. Potrebbero essere usati contro di noi, contro la Russia e i suoi vicini. E’ quindi di vitale importanza adottare misure supplementari per distruggere legami e risorse internazionali dei terroristi e bloccarne il passaggio in Russia. Non dovrebbero potersi muovere nelle regioni o penetrare nelle nuove regioni della Federazione russa, Crimea e Sebastopoli. La vostra missione è diretta a fornire la massima protezione antiterrorismo possibile negli eventi internazionali che si terranno in Russia quest’anno. In primo luogo le celebrazioni del 70° anniversario della Grande Vittoria e i vertici BRICS e SCO ad Ufa. Inoltre, dobbiamo rafforzare le misure volte a impedire terrorismo, radicalismo ed estremismo, soprattutto tra i giovani, immigrati e gruppi svantaggiati, e coinvolgere più attivamente influenti organizzazioni pubblici e religiosi in questi sforzi.
Alla riunione del consiglio del Ministero dell’Interno ai primi di marzo, ho notato che l’anno scorso il numero di crimini estremisti purtroppo è salito di quasi il 15 per cento. Ovviamente, dobbiamo aumentare il coordinamento tra i servizi speciali e le forze dell’ordine in questo campo e utilizzare tutti i più recenti metodi e mezzi, comprese le tecnologie dell’informazione all’avanguardia. Le agenzie di controspionaggio hanno lavorato in modo efficiente e costante lo scorso anno. Le loro operazioni speciali hanno portato alla sospensione delle attività di 52 ufficiali e 290 agenti dei servizi speciali stranieri. Oggi è particolarmente importante migliorare la protezione dei dati riguardanti i segreti nazionali ed evitare fughe di informazioni su sviluppo della nostra organizzazione militare, piani di mobilitazione e tecnologie della difesa e industriali. I servizi speciali occidentali continuano i tentativi di utilizzare le organizzazioni pubbliche, non governative e politicizzate per perseguire i propri obiettivi, principalmente screditare le autorità e destabilizzare la situazione interna in Russia. hanno già programmate le loro azioni per le prossime campagne elettorali del 2016-2018. Come ho già detto in numerose occasioni, e ripeto ancora una volta: siamo pronti al dialogo con l’opposizione, continueremo la nostra collaborazione con la società civile nel senso più ampio del termine. Dobbiamo sempre ascoltare le critiche costruttive alle azioni delle autorità o mancanza di tali azioni, a qualsiasi livello. Dialogo e collaborazione sono sempre utili, sono di vitale importanza per qualsiasi Paese, anche il nostro. Tuttavia, è inutile discutere con coloro che operano ordini dell’estero nell’interesse di qualche altro Paese, piuttosto che il proprio. Pertanto, continueremo a prestare attenzione alle organizzazioni non governative dai finanziamenti esteri; confronteremo i loro obiettivi dichiarati con le loro attività attuali e chiuderemo le eventuali violazioni.
Colleghi,
Garantire stabilità economica e lotta alla corruzione rimangono tra i vostri compiti prioritari. Vorrei chiedervi di prestare particolare attenzione ai casi di abuso e appropriazione indebita dei fondi di bilancio, comprese quelli assegnate alla Difesa dello Stato. Si dovrebbe cooperare strettamente con la Camera dei conti, il Servizio della Guradia di Finanza federale e altre agenzie di controllo. Si dovrebbe essere più attivi nel rivelare e contrastare l’affarismo sui mercati azionari e valutari russi che possono comportare variazioni dei tassi di cambio e destabilizzare il sistema finanziario della nazione. Dobbiamo continuare i nostri sforzi nel sostenere le aziende russe all’estero e proteggerne gli interessi. La concorrenza economica è dura, come sapete. Non tutti i concorrenti delle società russe sono disposti a lavorare onestamente. I principi comuni su commercio, cooperazione ed investimenti sono violati. Vediamo tentativi di compromettere la reputazione aziendale di società russe in ogni modo possibile. Bisogna rispondervi, senza indugio e con competenza, nell’ambito della vostra autorità. Compiti gravi si trova ad affrontare l’FSB della frontiera. L’infrastruttura dei confini va migliorato lungo tutte le nostre frontiere, mentre segmenti tradizionalmente complicati nel Caucaso del Nord, Asia centrale e piattaforma artica russa devono essere rafforzati. Il confine russo-ucraino richiede la nostra attenzione, naturalmente. La situazione è complicata: migliaia di persone cercano di fuggire dal conflitto armato nel sud-est dell’Ucraina e passano in territorio russo, a volte anche senza documenti essenziali. E’ importante continuare a garantire il passaggio senza ostacoli dei rifugiati e la circolazione dei veicoli con carico umanitario. Allo stesso tempo, dobbiamo rivelare chi volontariamente partecipa alle repressione dei residenti pacifici, che cercano di coprire le tracce o pianificano crimini sul territorio della Federazione Russa. Quindi, la protezione dei media nazionali dovrebbe rimanere sotto controllo speciale. Il numero di attacchi informatici ai siti web ufficiali e sistemi informativi delle autorità russe non diminuisce; circa 74 milioni di tali attacchi furono respinti solo lo scorso anno. Inoltre, sono stati identificati oltre 25000 risorse internet con pubblicazioni illegali. Più di 1500 siti web estremisti sono stati chiusi. Dobbiamo continuare gli sforzi per liberare il cyberspazio russo dai materiali illegali, criminali, utilizzare più attivamente le moderne tecnologie per questo scopo e partecipare alla creazione di un sistema di sicurezza d’informazione internazionale. No parliamo di limitare la libertà on line, tutt’altro. Parliamo di garantire sicurezza ed ordine pubblico nel rigoroso rispetto degli opportuni norme e standard russi e internazionali, senza impedire alle persone di comunicare on-line e la pubblicazione di informazioni legittime, valide e corrette.
Colleghi,
Negli ultimi anni, abbiamo fatto molto per migliorare materiale e supporto tecnico del Servizio di sicurezza federale. Stipendi, pensioni e prestazioni sociali per il personale attivo e in pensione sono cresciuti in modo significativo. Abbiamo praticamente risolto il problema degli alloggi permanenti. Nel solo 2014, 65 condomini designati sono stati commissionati (5200 appartamenti). Contemporaneamente lavoriamo per aumentare gli alloggi di servizio. Lo Stato continuerà a fornirvi le migliori condizioni di servizio, a prendersi cura delle famiglie di coloro caduti nell’adempimento del dovere. Faremo certamente tutto il necessario per assicurare che tutte le unità del FSB siano dotate dei più moderni armamenti, tecnologia ed equipaggiamenti speciali. Allo stesso tempo, proprio come tutte le altre agenzie, si affronta il compito di un più razionale uso dei finanziamenti statali ed altre risorse. Dovete mostrare la massima responsabilità e concentrazione nell’assolvere tutte le attività che si presentano.
In conclusione, vorrei augurarvi successo e nuovi evidenti risultati nel vostro servizio, di cui il Paese ha tanto bisogno.
Grazie per l’attenzione.Russian President Putin gives an interview at the Novo-Ogaryovo state residence outside MoscowTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La resurrezione del South Stream: Russia e Pipeline Trans-Balcani

Andrew Korybko e Umberto Pascali, Global Research, 21 marzo 2015w645Israel Shamir, importante autore israeliano ed ospite in studio
Umberto Pascali, eminente giornalista italiano specializzato in questioni balcaniche
Slobodan Tomic, giornalista macedone e ospite in studio

Korybko: La Russia inizia la costruzione di un gasdotto trans-macedone che potrebbe resuscitare il progetto South Stream. La capacità prevista del gasdotto attualmente non è abbastanza grande per sostituire il South Stream, ma la sua costruzione potrebbe gettare le basi del successore. Questo perché la Russia aveva già annunciato l’eliminazione del transito del gas attraverso l’Ucraina, quando Turkish Stream sarà attivo tra pochi anni, esortando gli Stati balcanici a concordare rapidamente una via alternativa per ricevere il gas russo da cui dipendono. Il presidente ungherese ha discusso possibili finanziamenti, per un oleodotto balcanico alternativo, con Erdogan nel corso di una visita in Turchia, e il ministro degli Esteri macedone era ad Ankara anch’egli. Gli ultimi articoli indicano il primo ministro greco Alexis Tsipras spinto ad anticipare di un mese la visita a Mosca, con la possibilità che la rotta dell’oleodotto balcanico venga discussa al suo arrivo in Russia l’8 aprile. Con la Bulgaria esclusa, appare sempre più probabile che un nuovo South Stream possa risorgere attraversando Grecia e Macedonia, con l’ultimo annuncio sulla base geografica del nuovo gasdotto.
Strokan: Penso che gli sviluppi cui si riferisca dimostrino che l’Europa ha davvero bisogno del gas russo, e quando lo scorso dicembre la Russia fu costretta ad annullare il progetto South Stream, ci fu una notevole delusione in quei Paesi europei che si aspettavano di ricevere il gas russo. Quindi la domanda è cosa dopo? Ci sono voluti alla Russia solo 3 mesi per presentare questo progetto completamente nuovo, che può effettivamente riavviare un’idea molto pratica ed utile.

Korybko: vorrei ricordare a tutti che il Presidente Putin ne aveva per primo suggerito l’idea a metà dicembre. Ora, con ulteriori informazioni vorrei dare il benvenuto ai nostri ospiti in studio, al signor Shamir, autore di primo piano in Israele, nel nostro programma.
Shamir: Ciò che dobbiamo ricordare in tutto ciò, cosa anche estremamente divertente, è vedere come tali strutture moderne, qauli i gasdotti, effettivamente ricostruiscano l’antico mosaico dei vecchi imperi, perché Macedonia, Grecia, Ungheria, tutto ciò che era parte dell’impero ottomano, e prima ancora dell’impero bizantino, erano così strettamente e tradizionalmente collegati a quello russo. Mentre l’occidente è riuscito ad occupare i Balcani dopo la seconda guerra mondiale, o in realtà nella prima metà del 20° secolo, occupando i Balcani, ora come si vede, questa parte del mondo viene ripresa di nuovo dall’alleanza tra Turchia e Russia. Possiamo vedervi, in modo assai interessante, una sorta di riproduzione dei vecchi giochi tra i tre grandi imperi, sull’esempio del Trono di Spade, che dovrebbe essere molto divertente per voi. Ma oltre a ciò, ovviamente, la Turchia è l’elemento più stabile di tutti questi luoghi, qualcosa su cui poter davvero sperare di contare. La Grecia sarà la prossima, ma è anche robusta. Arrivando alla Macedonia e agli altri Paesi dei Balcani, vediamo che da quando si staccarono dall’impero ottomano oltre 150 anni fa, da allora, hanno completamente perso le radici e furono emarginati. Anche l’Ungheria è in una situazione di debolezza. Quindi direi che costruire dalla Turchia sia un ottimo passo per il presidente russo.

Korybko: Israel, la ringrazio molto per la sua comprensione. Ora passiamo a Umberto Pascali, eminente giornalista italiano specialista in questioni balcaniche. Signor Pascali, in qualità di esperto nei Balcani, può dirci quanto sarebbe importante il gasdotto russo per la regione.
Pascali: Il gasdotto Balkan Stream sarà estremamente importante, infatti, dal punto di vista economico e anche dal punto di vista politico, storico e strategico. Ciò creerebbe una stretta collaborazione economica nell’area che va dalla Turchia all’Austria fino alla Germania. È sempre stata una zona sotto il controllo di forze esterne, un’area destabilizzata continuamente, basti ricordare la Prima Guerra Mondiale. Ora, un gasdotto che porta energia, un fiume dello sviluppo, dalla Russia attraverso la Turchia, prima di tutto fermerà la balcanizzazione, la strategia del divide et impera prima applicata dall’impero inglese e poi da quello statunitense, creando cooperazione economica stabilirà la pace, ma non solo. Stabilirà anche l’indipendenza e la difesa della sovranità del territorio, creerà il primo esempio concreto di reale collaborazione eurasiatica. L’energia russa che arriva in Europa attraverso questa grande area, sarà un esempio probabilmente, per il resto dell’Europa.

Korybko: Sì, questo sarebbe molto importante per le ragioni appena indicate. Quindi, ricordando ciò, gli USA faranno qualcosa per sabotare questo progetto, come con il South Stream?
Pascali: Sì, ad esempio c’è un tentativo di colpo di Stato in Macedonia, e la pressione su molti altri Paesi da parte delle forze anglo-statunitensi. Prima di tutto, il ragazzo prodigio della politica estera statunitense George Soros, che ha finanziato tutte le rivoluzioni colorate nella regione, e poi il dipartimento di Stato degli USA, con Melia, vice di Victoria Nuland, che ha difeso il tentato colpo di Stato in Macedonia che avete descritto. Thomas Melia, vice di Nuland, ha detto che non vede alcun problema nel fatto che il capo dell’opposizione riceva registrazioni illegali da un’agenzia d’intelligence straniera, da tutti identificata nella CIA e nelle agenzie statunitensi, contro il governo eletto della Macedonia. Così il governo macedone, per fortuna, ne è uscito assai rafforzato e ha detto che non accetterà che forze estere distruggano il Paese. In questo momento, la popolazione si mobilita a fianco del Primo Ministro Nikola Gruevski, la cui ‘colpa’ è non aver accettato le sanzioni contro la Russia e sostenere il gasdotto, quindi a questo punto, siamo nel pieno di questo scontro, e spero che tutti, a Oriente ed occidente, sostengano questa lotta contro la destabilizzazione della Macedonia.

Korybko: Sì, c’è sicuramente un grande braccio di ferro qui. Quindi voglio porvi un’ultima domanda, signor Pascali, quali sono le probabilità che il progetto Balkan Stream abbia successo, considerando l’opposizione ad esso, ma anche guardando al solido supporto che riceve.
Pascali: Esattamente. C’è ora una sorta di battaglia di Stalingrado energetica perché le forze che finora hanno controllato il flusso d’energia da occidente non hanno intenzione di permettere, dal loro punto di vista, che ci sia una fonte energetica indipendente controllata da Paesi sovrani della regione. Dall’altro lato, vi è notevole prudenza nella popolazione, non solo in Macedonia, ma in Grecia, Ungheria, Serbia, Repubblica Ceca e anche Austria. Così siamo qui, nel pieno di tale scontro che potrebbe davvero portarci alla fine del mondo unipolare sul piano concreto, economico e politico. Quindi penso che a questo punto tutti dovrebbero sostenere il Paese leader, il piccolo Paese che guida questa lotta per l’indipendenza per un mondo multipolare e democratico, la Repubblica di Macedonia del Primo ministro Gruevski.

Korybko: Signor Umberto Pascali, grazie mille, ma purtroppo questo è tutto il tempo che abbiamo a disposizione, ma voglio ringraziarla calorosamente di nuovo per le vostre comprensione ed osservazioni. Sono sicuro che il nostro pubblico ha appreso molto sulla regione e la drammatica battaglia in corso per essa. Grazie mille. Ora abbiamo l’onore di essere raggiunti da un famoso e popolare giornalista macedone e ospite del programma di punta della TV Voce del Popolo, il signor Slobodan Tomic. Slobodan, conosciamo la massiccia destabilizzazione della Macedonia inscenata da Zoran Zaev, e mi chiedo se può collegarsi ai piani per il Balkan Stream?
Tomic: Grazie, Andrew, assolutamente, hai ragione, sono assolutamente d’accordo con te. Prima di tutto lasciatemi dire una cosa, per favore. La Macedonia è assai amica con tutti i Paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti, dato che abbiamo già accordi di cooperazione tecnica. Ciò significa che la Macedonia è amica di Washington, Mosca e tutto il mondo. Tra l’altro, tutti in Macedonia sanno che Zoran Zaev e il suo sponsor occulto Crvenkovsky ricevono ordini da una potente intelligence straniera, quella degli USA. Zaev è un burattino e l’intelligence statunitense ne tira le fila. Avevano cercato invano per anni di provocare la rivoluzione colorata contro il governo di Nikola Gruevski, ma fu solo dopo che i presidenti di Russia Vladimir Putin e Turchia Erdogan annunciarono, il 1 ° dicembre, che il South Stream sarebbe stato sostituito da un nuovo gasdotto, il Balkan Stream, che Zaev ricevette l’ordine di diventare un kamikaze per destabilizzare la Macedonia ad ogni costo, anche se ciò significava rendere pubblico il suo tradimento e provocare i macedoni. Gli Stati Uniti hanno fatto di tutto per sabotare South Stream e ci sono riusciti. Avevano due obiettivi secondo molti analisti. Il primo era impedire alla Russia d’esportare in modo indipendente energia, e il secondo strangolare la rotta energetica per i Balcani e tutti gli altri Paesi europei. Perciò si verificò il colpo di Stato a Kiev. L’obiettivo finale è evitare una collaborazione pacifica e mutualmente vantaggiosa tra Russia, Cina e Europa dalla.

Korybko: Grazie per questa intuizione, è molto stimolante. La mia prossima domanda, signor Tomic, è cosa ne pensano i macedoni di tutto questo, non solo della destabilizzazione di Zaev, ma anche del Balkan Stream? Che tipo di vantaggi fanno pensano di poter ottenere da tutto ciò?
Tomic: Il popolo macedone sostiene Balkan Stream ed è grato al Primo ministro Gruevski per il coraggio nel resistere ad anni di pressioni e ricatti da parte di forze straniere, che non vogliono una Macedonia libera, democratica e prospera. George Soros e i suoi sorosiani usano una quantità enorme di denaro per finanziare la destabilizzazione. Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ci ha teso molte trappole, ma abbiamo resistito. Questo è il motivo per cui la cosiddetta ‘comunità internazionale’ non riuscirà mai a rovesciare il governo democratico della Macedonia. Avresti dovuto vedere l’incredibile massiccio supporto che Nikola Gruevski ha ricevuto con la grande manifestazione di domenica scorsa! I burattinai di Zaev hanno subito un brusco risveglio alla realtà, la Macedonia non è l’Ucraina, non saremo destabilizzati. In realtà, come ha detto Gruevski tra applausi scroscianti, i macedoni sono uniti. Non ci sarà una rivoluzione colorata o la guerra civile. Il supporto a Balkan Stream è entusiastico.

Korybko: Questo è molto incoraggiante. Purtroppo, signor Tomic, abbiamo solo un minuto per l’ultima domanda, quindi vorrei chiedervi come Balkan Stream stabilizzerà la regione e come può ‘non-balcanizzare’, se si vuole, ciò che è in precedenza era una regione frammentata, ed eventualmente unirla?
Tomic: Prima di tutto, grazie per questa domanda. Sento che Balkan Stream sarà assai potente, non solo per la Macedonia, ma per tutta la regione, ma prima di tutto vorrei sottolineare un punto molto importante, i macedoni hanno viva riconoscenza per la Russia e ne apprezzano il coraggio nella lotta contro vecchie e nuove minacce. Volevo parlare di un fatto importante, il mio programma televisivo, la Voce del Popolo, il primo dicembre scorso trasmise la proposta dall’analista Umberto Pascali secondo cui Macedonia e Grecia dovevano chiedere al Presidente Vladimir Putin una mediazione onesta nel risolvere i problemi tra i due Paesi. Ho ricevuto molti messaggi di sostegno alla proposta. Penso che i macedoni abbiano crescente fiducia sul ruolo positivo che la Russia potrebbe svolgere nei Balcani. Posso testimoniare che i macedoni erano entusiasti, lo scorso 18 dicembre, quando il Presidente Putin dichiarò ufficialmente, e cito, che il gasdotto raggiungerà la Macedonia dalla Grecia, proseguendo per la Serbia e Baumgarter in Austria. Mentre le grandi potenze occidentali hanno cercato d’isolare la Macedonia da Mosca, il Presidente Putin ci diceva che non siamo isolati, ma necessari, e grazie al Primo ministro Gruevski, un Paese cruciale nei Balcani e per lo sviluppo europeo. I Balcani ora possono scegliere di collaborare al proprio sviluppo. Libertà, patriottismo e prosperità economica vanno di pari passo. Spero davvero che il Presidente Putin possa iniziare una vera mediazione tra Macedonia e Grecia. Questo è il principale vantaggio del Balkan Stream per noi, e spero di aver risposto alla tua domanda, Andrew. E’ stato un piacere raggiungervi nel vostro programma questa mattina.

Korybko: Grazie mille, Slobodan. E’ stato un onore avervi qui, l’apprezziamo davvero. Vi auguro un meraviglioso giorno.
Tomic: Anche a te.

macedonia-mapCopyright © 2015 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Corea del Sud cambia campo?

Andrew Korybko Sputnik 20/03/2015

Le recenti decisioni della Corea del Sud sollevano la questione se la sua leadership sia sempre più pragmatica nei rapporti con Pechino a spese di Washington.

korea-04La Corea del Sud è da tempo alleata degli Stati Uniti, ma il suo sostegno agli Stati Uniti non è più cieco come una volta. I crescenti legami economici con la Cina, attraverso il futuro accordo di libero scambio, rendono la politica estera del Paese più equilibrata, così come l’ambivalenza strategica verso il sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti. Mentre la Corea del Sud non può cambiare completamente posizione, sembra seguire una traiettoria verso neutralità e pragmatismo, di per sé una sconfitta relativa del perno politico in Asia degli Stati Uniti.

Chi vuole cosa?
Diamo un rapido sguardo a ciò che ciascuno dei tre attori principali vuole realizzare, contribuendo a dare un quadro più chiaro del motivo per cui la Corea del Sud ha preso le ultime decisioni economiche e militari.

Stati Uniti:
Idealmente gli Stati Uniti vogliono integrare le 28000 truppe in Corea del Sud nella ‘Coalizione di Contenimento della Cina’ (CCC) che costruiscono nell’Estremo Oriente e nel Sud-Est asiatico. Vorrebbero prolungare la presenza militare nel Paese a tempo indeterminato e, auspicabilmente, far aderire la Corea del Sud ai piani del contenimento con la formalizzazione del rapporto militare tra Seoul, Washington e Tokyo. Gli Stati Uniti non hanno un vero interesse nel vedere le due Coree ricongiungersi, dato che ciò potrebbe probabilmente portare alla fine della presenza cinquantennale delle loro forze di occupazione.

Cina:
Il sogno di Pechino è vedere gli Stati Uniti abbandonare completamente la penisola coreana, ed il CCC abbandonato o neutralizzato. Non vuole alcuna destabilizzazione della penisola coreana, in quanto ciò inevitabilmente affliggerebbe la Cina stessa. Se le due Coree si riunificano, la Cina ne monitorerebbe cautamente gli sviluppi per garantirsi che la Corea unita non sia una minaccia economica o militare che può esserle rivolta contro un giorno. Eppure, Pechino preferirebbe che gli Stati Uniti lascino la penisola oggi e affrontare gli eventuali problemi sulla Corea, un domani unita, che avere il Pentagono provocare continuamente la Corea democratica, nel cortile della Cina.

Corea del Sud:
La cosa più importante per Seoul è la risoluzione dei due problemi della Corea democratica, vale a dire denuclearizzazione di Pyongyang e riunificazione. Idealmente, vorrebbe anche perseguire la sua storica ‘terza via’ tra i colossali vicini cinesi e giapponesi, comportando una politica di neutralità e stabilità. Mentre la Corea del Sud è stata ovviamente sotto l’intensa influenza statunitense dalla fine della seconda guerra mondiale, sembra desiderare una politica multipolare quale via più efficace per perseguire i propri obiettivi.

Decifrare le decisioni di Seoul
Ora è il momento di osservare le ultime quattro decisioni della Corea del Sud, che portano a parlare di potenziale perno (e contro di esso).

Ritardo indefinito dell’OpCon:
Stati Uniti e Corea del Sud hanno accettato lo scorso ottobre di ritardare il trasferimento del controllo delle operazioni in tempo di guerra (‘OpCon’) dagli USA a Seoul a tempo indeterminato, con l’idea che la Corea del Sud non sia attualmente in grado di comandare le proprie forze in caso di guerra. Ciò prolunga il controllo diretto degli USA sugli affari militari della Corea del Sud, il che significa che letteralmente ne controllerà le forze armate in caso di guerra con la Corea democratica o la Cina. Anche se la pace vigesse, le forze statunitensi non lasceranno il Paese ancora per un bel po’ difatti, una chiara vittoria di Washington.

L’accordo di libero scambio Cina-Corea del Sud:
Era naturale che le due parti raggiungessero l’accordo che entrerà in vigore a fine anno, dato che la Cina è il maggior partner commerciale della Corea del Sud e la Corea del Sud è il terzo della Cina. Secondo il South China Morning Post, “gli investimenti cinesi in Corea sono balzati del 374%, a 631 milioni di dollari dell’anno scorso dai 133 nel 2013”, in previsione dell’accordo, chiara dimostrazione del desiderio della Cina di espandere le relazioni commerciali con il Paese. Se le relazioni economiche s’intensificano la Corea del Sud potrebbe potenzialmente entrare nell’Area di libero scambio della Cina nella regione Asia-Pacifico (contraltare del TPP degli Stati Uniti), e anche nell’Investment Bank Infrastructure asiatica (la risposta cinese alla Banca Mondiale a guida occidentale, che ha invitato la Corea del Sud ad unirvisi se molla il THAAD), sarebbe un’enorme ritirata dell’influenza di Washington sulla penisola.

Abbandonare il THAAD:
La Corea del Sud è strategicamente ambivalente sul sistema di difesa antimissile THAAD degli Stati Uniti da schierare sul suo territorio. Seoul capisce acutamente che gli Stati Uniti vogliono semplicemente costruire la versione orientale del loro scudo antimissile, ospitandone le infrastrutture diverrebbe un complice del CCC. La Corea del Sud sembra dubitarne, sapendo che le relazioni con la Cina si deteriorerebbero più rapidamente di quelle della Polonia con la Russia dopo averne accettato la controparte in Europa orientale. Nel caso in cui la Corea del Sud decida di non diventare la ‘Polonia asiatica’, sarebbe un duro colpo al perno in Asia degli Stati Uniti.

…o esservi incastrati dopo?:
Ma gli Stati Uniti hanno un asso nella manica, avendo detto alla Corea del Sud di permetterne lo schieramento nel Paese in caso di vaghe “situazioni di emergenza”, che potrebbero realisticamente essere delle manipolate risposte nordcoreane alle provocazioni inscenate con le manovre USA-Corea del Sud (come di norma). Una volta che il THAAD sarà schierato nel Paese, non è probabile che riduca le tensioni, fornendo così agli Stati Uniti la possibilità di piazzare in segreto il loro scudo antimissile nel Paese.

Rimescolamento regionale
Oltre all’avvicinamento della Corea del Sud al multipolarismo, altre due tendenze non dichiarate trasformano la regione. Il peggioramento delle relazioni della Corea del Sud con il Giappone e l’avvicinamento della Corea democratica alla Russia. Il primo è il frutto del rinnovato nazionalismo e militarismo giapponese, mentre il secondo è dovuto alle manovre occulte tra Pyongyang e Pechino. Se perseguono tali rotte fino alle conclusioni logiche, queste tre tendenze regionali ridefiniranno il futuro quadro geopolitico del Nordest asiatico, comportando tre possibili sviluppi.

Ridimensionamento degli USA:
Anche se la presenza militare statunitense probabilmente rimarrà nel prossimo futuro, Washington non sarà più in grado d’influenzare la Corea del Sud come in precedenza, nel senso che il suo potere diminuirà relativamente.

Reindirizzo giapponese:
Il fallimento del Giappone nel ripristinare rapporti favorevoli con la Corea del Sud potrebbe rendere la CCC inefficace nel Nordest asiatico, e Tokyo quindi reindirizzerebbe la CCC a sud verso Vietnam e Filippine. Tokyo ha già pianificato tali mosse, ma con la Corea del Sud non più alleata vitale, vi concentrerà maggiori sforzi.

Colloqui di pace – parte II:
Con la Corea del Sud che si avvicinar alla Cina e la Corea democratica che fa lo stesso con la Russia, l’intera dinamica politica della penisola potrebbe mutare a un certo momento. Mentre in passato la dualità Corea democratica-Cina e Corea del Sud-Stati Uniti non ha portato la pace in oltre 50 anni, il nuovo accordo potrebbe essere più adatto a compiere progressi.

south-korea-mapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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