Gli Stati Uniti sono soli nella presunta “lotta” contro lo Stato islamico

The New Atlas 7 dicembre 2016aleppo-citadel-2Daniel Byman del Brookings Institution in un articolo intitolato “I limiti degli attacchi aerei nella lotta allo Stato islamico“, si lamenta che la presunta guerra degli USA allo Stato Islamico (IS) sia limitata dalla mancanza di alleati capaci. L’articolo dice specificamente che: “Il problema è che gli alleati locali sono spesso strumenti difettosi: corrotti, inefficaci e brutali. Spesso sono necessarie le truppe statunitensi per rafforzare le forze locali, avere le informazioni necessarie, e in caso contrario, sopportarne il peso”. Byman conclude che il potere aereo degli Stati Uniti, “assenti altri strumenti e un’ampia strategia“, sarà sempre limitato. E in effetti per gli Stati Uniti, se il loro obiettivo fosse mai eliminare lo Stato Islamico, l’uso della sola forza aerea, chiaramente senza alleati capaci, sarebbe uno sforzo che va dal limitato all’assolutamente inutile, se non del tutto controproducente. Se si crede che gli Stati Uniti fossero in Siria e Iraq per combattere lo Stato Islamico, o semplicemente usassero l’organizzazione terroristica per minarne i governi e rimanere rilevanti e presenti nella regione, l’assenza di alleati capaci (oltre, forse, allo stesso Stato islamico) è un problema evidente e grave.

Russia ed Iran hanno alleati efficaci
Al contrario, Russia e Iran sono in Medio Oriente per schiacciare lo Stato islamico. Entrambi sanno che la caduta di Siria o Iraq in mano a terroristi pesantemente armati e sponsorizzati dall’agglomerato tra Stati di NATO e Golfo Persico, equivarrebbe a un prossimo trampolino di lancio per la destabilizzazione e la grande guerra entro i loro confini. Per Russia e Iran, avere alleati molto efficienti ne spiega molto bene il successo rispetto al netto fallimento, ritirata dal conflitto e anche dalla regione degli Stati Uniti. Le forze siriane con il supporto a terra degli iraniani e aereo dei russi, hanno riconquistato la città settentrionale di Aleppo lasciando solo la città orientale di Raqqa e la città nord-occidentale di Idlib da liberare. Idlib, dove la maggior parte dei terroristi supportati da NATO-Golfo Persico fugge, è una città inutile e secondaria rispetto ad Aleppo e altri centri urbani già liberati dalle forze siriane ed alleate. Infatti, la stragrande maggioranza della popolazione siriana vive nel territorio governativo. L’Esercito arabo siriano e le varie milizie alleate sono alleati seri ed affidabili che combattono su un piano e un livello di consapevolezza con cui alcun esercito che l’occidentale possa “creare” o “trovare” può competere. Escludendo l’intervento militare occidentale diretto, non solo Siria e Iraq sconfiggeranno Stato islamico e altre organizzazioni terroristiche che operano entro i loro confini, ma la pace e la sicurezza che imporranno muteranno i rapporti di forza nel Medio Oriente, rendendo ancora più difficile agli Stati Uniti trovare alleati efficaci e collusi con i loro piani regionali.15440418New Atlas è una piattaforma multimediale di analisi e articoli geopolitici.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La vittoria della Russia in Siria: il vero significato della tragedia dell’ospedale ad Aleppo

Ruslan Ostashko, Fort Russ, 8 dicembre 2016

Le dottoresse Nadezhda Durachenko e Galina Mikhajlova, assassinate dai terroristi filo-occidentali ad Aleppo. Nessuna Boldrini o affine, ha pigolato sul femminicidio.

Le dottoresse Nadezhda Durachenko e Galina Mikhajlova, assassinate dai terroristi filo-occidentali ad Aleppo. Nessuna Boldrini o affine, ha pigolato di femminicidio.

Non sono sorpreso dai doppi standard dei media e dei capi occidentali che non riconoscono il fatto che i nostri medici militari sono stati uccisi o dichiarano che “gli sta bene”. Sono ancor meno sorpreso dall’assenza di condoglianze di “circostanza” offerte in occasione dell’omicidio dei nostri consiglieri militari. Dirò qualcosa di cinico: sarei molto preoccupato se i media e i politici occidentali improvvisamente facessero altrimenti. Il punto è che la cavalleria è un lusso che solo i vincitori possono permettersi, e le forze globaliste in Siria subiscono una gravissima sconfitta dalle conseguenze di vastissima portata. Pertanto, quando il Pentagono sorride e la Croce Rossa Internazionale sputa sulla memoria dei nostri medici, significa che tutto è in ordine. Questo vuol dire che facciamo ciò che è necessario e che le nostre truppe sono dalla parte giusta della storia e sono vicinissime alla vittoria. I nostri nemici sputano da sempre sulle tombe dei morti quando non riescono a sconfiggere i vivi. Questo è un segno sicuro che perdono e noi vinciamo. La situazione per i globalisti che coordinano i terroristi dell'”opposizione siriana” è così disperata che faranno qualsiasi cosa per rovinare la vicina vittoria delle truppe russe in Siria. La catastrofe incombe sui globalisti e si avvicina il momento in cui saranno privati della leva finanziaria, come la leva del controllo di certe risorse militari statunitensi. Un comandante prudente ora negozierebbe con calma con Mosca il ritiro degli istruttori militari statunitensi da Aleppo dove coordinavano i terroristi. Ma invece, i globalisti sparano coi mortai su un ospedale russo come addio, sapendo perfettamente che la risposta sarà il massimo spargimento di sangue. Le probabilità che gli istruttori occidentali escano da Aleppo vivi è ormai zero. E’ evidente che non si preoccupano della sorte dei loro istruttori e che non gliene potrebbe fregare di meno, proprio perché il Pentagono finirà presto nelle mani di Trump. Non potranno utilizzare più tali istruttori. Allora, perché proteggerli? Secondo la logica del team di Clinton in uscita, è molto più importante e interessante rovinare la festa e far costare ancora di più la vittoria russa. Non c’è nulla di sorprendente, la logica dei globalisti, per i quali siriani e statunitensi sono carne da cannone per le loro guerre personali, si riflette cristallina in questa situazione. Non so voi, ma mi ricorda l’aprile 1945, quando affrontammo un maniaco che si comportò in modo simile, finendo molto male.
Seguo da vicino le guerre di informazione contro la Russia, e ricordo molto bene come ci dicessero ad ogni passo che la Siria sarà il nuovo Afghanistan della Russia. Ricordo come specialisti sul Medio Oriente ci hanno detto che Assad era segnato in ogni caso. Ricordo come ci dissero che Aleppo è inespugnabile e che Turchia e Stati Uniti avrebbero lottato fino alla fine per proteggere i loro terroristi in Siria. In sostanza c’invitavano a riconciliarsi con tali “fatti” e a non cercare d’interferire nei piani dei clintoniani per rimodellare il Medio Oriente, pensando ai gasdotti del Qatar verso l’Europa e trasformando la regione in una fabbrica di terroristi da usare per attaccare la Russia. Ma cosa vediamo ora? Assistiamo non solo alla battaglia finale per Aleppo, ma al trionfo delle Forze Armate e dei consiglieri militari russi. Abbiamo imparato a combattere con la massima preoccupazione per la vita dei nostri soldati. Ecco perché i casi in cui non riusciamo a salvare i nostri medici o consiglieri militari, sono così dolorosi. Si può già dire che la loro morte non è stata vana. Oltre agli ovvi vantaggi geopolitici ora in gioco e alla drastica riduzione dei terroristi che potrebbero, in altre circostanze, presentarsi in Russia, l’operazione in Siria ha mostrato a noi stessi e al mondo che la Russia può difendere i propri interessi geopolitici oltre i propri confini, anche meglio di quanto facesse l’URSS. 25 anni fa, l’operazione in Afghanistan permise alla società d’essere indifferente o perfino d’accettare il crollo dell’Unione Sovietica. Ma ora la nostra operazione in Siria fa il contrario: rafforza la nostra fiducia nella nostra forza e nel nostro Paese. Questo va molto bene. Forse 25 anni fa imparammo a trarre le giuste conclusioni dagli errori del passato.

Funerali del pilota Oleg A. Peshkov, del velivolo abbattuto a tradimento dai turchi, nel novembre 2015

Funerali del pilota Oleg A. Peshkov, del velivolo abbattuto a tradimento dai turchi, nel novembre 2015

Come i commando russi liquidano i terroristi ad Aleppo
Rusreinfo 9 dicembre 2016

97540_800Il successo dell’Esercito Arabo Siriano ad Aleppo deve molto alle operazioni delle Forze Speciali russe nella regione, che disturbano i gruppi terroristici liquidandone i comandanti.
Nelle ultime settimane nella regione di Aleppo decine di capi di vari gruppi sono stati eliminati da cecchini e operazioni aeree mirate basate sulle informazioni trasmesse da infiltrati e forze speciali russe sul campo. Questo è il metodo che Israele segue contro i gruppi terroristici: gli infiltrati individuano i capi dei terroristi, forse mettono un GPS sulle loro auto, e poi un drone o aviogetto lancia un missile sul bersaglio. L’assenza di coordinamento dei comandi provoca sbandamento e fuga nei gruppi terroristici, e l’Esercito arabo siriano può quindi facilmente neutralizzarli. Secondo informazioni riservate, molti cittadini statunitensi, inglesi e tedeschi, mercenari o ufficiali agli ordini dei loro governi, sarebbero caduti sotto le pallottole dei cecchini o degli attacchi mirati. Questo è probabilmente uno dei motivi dell’attuale isteria a Washington e Berlino sull'”aggressione russa in Siria” e dei tentativi disperati di raggiungere una tregua, giustamente respinta dalla Russia che nota come i precedenti cessate il fuoco, quando rispettati dai terroristi, furono utilizzati per consentirgli di riorganizzarsi. Senza pregiudicare gli ordini che il presidente Trump darà a gennaio, è chiaro che Obama s’imbarca in una corsa sfrenata di cui va chiesto quale sia il vero obiettivo: rendere la situazione il più difficile possibile per Trump, o innescare un’escalation con la Russia prima del giuramento di Donald Trump? Tutto è possibile nelle prossime settimane.
spetz-1728x800_cTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Forze Speciali russe eliminano i capi dei terroristi in Siria

South Front

crb-flmxeaaksqfSecondo esperti ed analisti, le Forze Speciali russe partecipano attivamente alle operazioni militari in Siria, contribuendo all’eliminazione dei capi dei terroristi.
L’operazione militare avviata ad Aleppo è stata preparata da tempo e consiglieri militari ed ufficiali delle Forze Speciali russi vi hanno contribuito, secondo i media russi che citano esperti militari indipendenti. Secondo loro, ciò è confermato da numerose azioni per eliminare i capi più noti dei gruppi terroristici, con conseguenti perturbazioni e perplessità tra i terroristi. Prima dell’offensiva dell’Esercito Arabo Siriano, sulle reti sociali dei terroristi si riferiva della morte di dieci ben noti capi. La maggior parte liquidata a distanza con fucili da cecchino di grosso calibro. Altri con attacchi missilistici delle Forze Aerospaziali russe durante telefonate via cellulare o satellitare, indicando l’utilizzo di munizioni guidate. Tuttavia, con l’inizio della battaglia nei quartieri orientali di Aleppo, la tendenza proseguiva. Negli ultimi 10 giorni è stata indicata l’eliminazione di Abdulhamid Haj Ahmad, un capo dell’esercito libero siriano (ELS), Said Shahabi e Hasima al-Musa, capi di Jabhat al-Shamiyah, Umar Muhamad al-Haj, emiro dell’haraqat Nuradin al-Zinqi, Abu al-Haris capo del ramo ad Aleppo dell’haraqat Ahrar al-Sham, e Abu Muqirah al-Shishani, uno dei capi di Jabhat Fatah al-Sham (già noto come Jabhat al-Nusra). Secondo i media russi, l’efficace preparazione delle Forze Speciali russe ha garantito il successo delle operazioni delle truppe siriane ad Aleppo. Gli esperti militari sono sicuri che si possa vederlo chiaramente nell’eliminazione dei capi dei gruppi armati da parte delle Forze Speciali. Inoltre, gli analisti attirano l’attenzione sui raid aerei estremamente accurati delle Forze Aerospaziali russe, e ciò significa che dei controllori di volo avanzati, che di solito sono operatori delle Forze Speciali, vi hanno operato. Secondo gli esperti, l’Esercito Arabo Siriano non ha personale abbastanza qualificato per svolgere tali compiti. A sua volta, il Ministero della Difesa russo ha confermato la presenza delle Forze Speciali russe in Siria. Tuttavia, il Ministero afferma che i militari russi scambiano solo esperienze e operano come consiglieri militari. “Le divisioni delle nostre Forze Speciali operano sul territorio della Siria, controllando la ricognizione delle strutture per i raid della Forza Aerea russa, puntando i velivoli su obiettivi in aree remote e svolgendo altre missioni speciali“, dichiarava il comandante del gruppo militare in Siria Colonnello-Generale Aleksandr Dvornikov. Tuttavia, il fatto che le Forze Speciali partecipino attivamente alle operazioni è confermata dall’esempio di Palmyra, dove l’ufficiale Aleksandr Prokhorenko vi perse la vita, circondato dai terroristi mentre operava come controllore di volo avanzato. L’ufficiale Fjodor Zhuravlev, che guidava i missili da crociera, è stato ucciso in una situazione simile.czguxyfw8aarjyh

La Russia schiera la Polizia Militare della Repubblica di Cecenia ad Aleppo
South Front560e9418c36188b34b8b457aLa Russia schiera oltre 100 militari della Polizia Militare dalla Repubblica di Cecenia in Siria, secondo un video apparso sui social media il 7 dicembre. Il video mostra presumibilmente i preparativi della polizia militare cecena prima dell’invio in Siria, nella base militare di Hankala, presso la capitale della Repubblica cecena Groznij. Secondo i media russi, i combattenti ceceni proteggeranno le infrastrutture cruciali, civili e militari. in Siria. Gli esperti russi suggeriscono che almeno una parte dei combattenti ceceni verrà inviata ad Aleppo. Vi sono pochi dubbi che la città sarà presto liberata e il governo siriano avrà bisogno di assistenza per migliorare la situazione umanitaria e della sicurezza in città. In precedenza, il Presidente della Repubblica di Cecenia Ramzan Kadyrov aveva annunciato che alcune unità cecene operavano in Siria, insieme ad altre unità delle Forze Speciali russe. Il video del Mufti della Repubblica di Cecenia che arringa i combattenti ceceni prima del dispiegamento in Siria, è disponibile online:

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché i ‘treni-fantasmi’ russi spaventano l’occidente

Sputnik, 4/12720161023028482Commentando i recenti successi del test di lancio del missile balistico intercontinentale russo dell’avanzato complesso missilistico strategico su rotaia Barguzin, i media tedeschi hanno lanciato un allarme, definendolo “incubo”, tuttavia osservando che si tratta della risposta all’aggressività occidentale ai confini della Russia. Il test ha avuto luogo presso il cosmodromo di Plesetsk ai primi di novembre, e apre la via ai test di volo reali. “Le prove di lancio sono svolte per determinare se il complesso è operativo. Il missile e il contenitore di lancio sono stati progettati da tempo, ma la piattaforma di lancio è nuova. Le prove hanno lo scopo di testarne le prestazioni“, affermava l’analista della difesa Viktor Murakhovskij a Radio Sputnik, all’inizio di novembre. Il test segna il rilancio del progetto del treno nucleare sovietico. Nel 1987, l’URSS decise di disporre di missili su ferrovia, approfittando dell’ampia e ramificata rete ferroviaria, in cui un treno poteva sfuggire alla ricognizione satellitare. Ciascuno dei 12 ‘treni nucleari’ sovietici era armato con tre missili balistici intercontinentali (ICBM) RT-23 (SS-24 Scalpel) che trasportavano 10 testate. Dallo spazio, questi treni sembravano vetture-frigorifero ordinarie.
a1a5ce9e16dea931ad3dfc65216c35e6In conformità con il trattato START II, la Russia disattivò i treni nel 2005 e li radiò nel 2007. Il nuovo progetto, nome in codice Barguzin, dal forte vento del Bajkal, non è soggetto al trattato e supera i predecessori per potenza. Ogni treno Barguzin sarà armato con 6 ICBM RS-24 Jars (equivalente terrestre del Bulava navale). Il nuovo “treno nucleare” opera similmente a un sottomarino nucleare. Le vetture sono così solide che possono resistere all’esplosione di una testata nucleare ad alcune centinaia di metri di distanza. Un treno può operare per un mese in modo autonomo e percorrere 1000 chilometri al giorno. Il sistema dovrebbe essere messo a punto entro il 2018. Cinque reggimenti Barguzin dovrebbero entrare nelle Forze missilistiche strategiche della Russia entro il 2020. “Le piattaforme sovietiche impiegavano vagoni ferroviari diversi dalle carrozze ferroviarie standard. Il nuovo complesso missilistico è adattato allo scartamento standard. I carri che trasportano i missili recentemente testati, assomigliano a quelli frigorifero, ad esempio“, spiegava Murakhovskij. Commentando i recenti test, il sito Welt.de e la rivista Stern hanno definito il treno “un incubo“. Tuttavia notavano che il rilancio dei cosiddetti “treni fantasma” è la risposta a ciò che Mosca vede come “passaggio dell’occidente della linea rossa” in Europa orientale, ai confini della Russia, indicando il rafforzamento militare della NATO in Europa orientale e nel Baltico. In un commento sul tema, il commentatore militare Vasilij Sychev osservava che i Barguzin sono solo la risposta all’unità Prompt Global Strike (PGS), un sistema aereo d’attacco convenzionale con armi intelligenti capace di colpire qualsiasi parte del mondo entro un’ora, similmente ad un ICBM nucleare. Tale arma permetterebbe agli Stati Uniti di rispondere molto più rapidamente di quanto sia possibile con le forze convenzionali.
Nel settembre 2014, il Presidente Putin citò il PGS tra le numerose nuove minacce che la Russia doveva affrontare, insieme al sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti in Alaska, al sistema di difesa antibalistico Aegis in Europa e la maggiore attività della NATO in Europa orientale. Il Viceprimo Ministro incaricato dell’Industria della Difesa Dmitrij Rogozin avvertiva che la Russia aggiornerà le forze nucleari strategiche e le difese aerospaziali in risposta al sistema PGS. Viktor Murakhovskij affermava che chi definisce il treno “un puro e semplice incubo” presso i servizi segreti stranieri, ha tutte le ragioni per dirlo. “Sono d’accordo dato che non ci sono gli elementi che potrebbero essere utilizzati per rilevare il complesso missilistico su rotaia“, aveva detto. “C’è una nuova piattaforma di lancio e un nuovo sistema di controllo operativo che utilizza canali di trasmissione digitali protetti. Vi sono nuovi programmi per le missioni“, dettagliava. Quindi i media tedeschi hanno ragione ad allarmarsi sui temuti treni russi che potranno colpire tutti gli obiettivi strategici in occidente. I treni tuttavia rimarranno esclusivamente sul territorio russo, dato che lo scartamento delle ferrovie della Russia è più ampio di quello dell’Europa. I binari nei territori della Russia e dell’ex-Unione Sovietica sono stati costruiti utilizzando il binario a scartamento largo (1520 millimetri). La maggior parte delle ferrovie europee occidentali, fino agli Stati baltici, così come il 60 per cento delle ferrovie del mondo, usa lo scartamento normale (1435 millimetri). Le origini di questa differenza risalgono al 19° secolo. Per la Russia, il diverso scartamento dei binari aveva uno scopo strategico militare, ostacolando la forza militare ostile impedendogli di spostare truppe e materiale bellico nel Paese via treno.1_RG_44,375Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

L’intercettore più veloce del mondo entra in servizio nelle Forze Aerospaziali della Russia

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 03/12/2016s_miroshnichenko_mig-31bm_03_1601Il 30 novembre, tre squadroni di caccia-intercettori MiG-31BM atterravano nella base aerea Tsentralnaja Uglovaja, presso Vladivostok, entrando in servizio nell’Aeronautica russa. Il nuovo velivolo sostituirà i Su-27SM e le precedenti versioni dei MiG-31. I primi 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati ai militari ad aprile. Le Forze Aerospaziali della Russia riceveranno 130 MiG-31BM. 12-13 aviogetti saranno sottoposti all’ammodernamento nella versione BM ogni anno. Secondo il Viceministro della Difesa russo Jurij Borisov, dopo la modernizzazione, l’aereo rimarrà in servizio per 40-50 anni. Il MiG-31 (Foxhound) è un aereo da combattimento biposto a lungo raggio ad alta velocità e alta quota sviluppato sulla base del solido intercettore MiG-25 Foxbat. Fu progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth e altri obiettivi che volino a tutte le quote possibili, di giorno o di notte e in condizioni meteo avverse. Il MiG-31BM è uno dei pochi aerei in grado di intercettare e distruggere i missili da crociera che volano a quote estremamente basse. L’aggiornamento BM consentirà ai MiG-31 di rimanere in servizio fino al 2030. Secondo il capitano Vladimir Matveev, portavoce del Distretto Militare Orientale, le capacità operative del velivolo sono aumentate di 2,6 volte con la modernizzazione. Classificato intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato può distruggere bersagli aerei e terrestri. L’aereo è propulso da due motori a basso consumo D-30F6 dalla velocità massima di 2883km/h ad alta quota e circa 1554 km/h a bassa quota. Il MiG-31 può superare la barriera del suono durante il volo livellato o in cabrata, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può volare a velocità supersonica a quote medie e alte senza accendere i postbruciatori. Può accelerare fino a 2500 km/h e alla velocità massima è più veloce di qualsiasi aereo simile nel mondo, di almeno 500 chilometri all’ora. L’autonomia del MIG-31 in volo supersonico è limitata solo dal rifornimento. Il raggio operativo, a seconda della velocità, varia da 708 chilometri a 1448 km. Durante le esercitazioni, l’aereo ha conseguito il record del più lungo volo non-stop, volando sette ore e quattro minuti coprendo la distanza di 8000 km dalla regione di Krasnojarsk in Siberia alla regione di Astrakhan, nel sud della Russia, con tre aero-rifornimenti effettuati lungo il volo.
mig-31-bm-564x272 Il sistema di gestione delle armi e radar Zaslon-M, sviluppato dall’Istituto di Ricerca Scientifico e Progettazione V. Tikhomirov, offre un maggiore campo di rilevamento dei bersagli, 320 km, e di tiro, 280 km. Il sistema può rilevare un caccia a una distanza di 320 km ed ingaggiarlo ad una distanza di 280 km. Il radar aggiornato può tracciare 24 velivoli e inseguirne 10 simultaneamente. Il Zaslon-M consente l’impiego di missili aria-aria, bombe intelligenti e missili anti-radar. L’equipaggiamento comprende datalinks protetti digitali come l’RK-RLDN per le comunicazioni con i centri di controllo a terra. L’APD-518 consente a una formazione di quattro MiG-31 di scambiarsi automaticamente i dati radar volando a 200 km di distanza tra essi. E’ anche possibile guidare altri aerei sugli obiettivi tracciati dal MiG-31BM. Un gruppo di 4 di questi aeromobili può controllare uno spazio aereo ampio 800-900 km. Il MiG-31BM può svolgere anche il ruolo di piattaforma aerea di primo allarme (AEW) liberando gli aeromobili AEW A-50 per altre missioni. L’aereo è dotato di 10 missili R-37M o RVV-BD dal raggio d’azione di 320 km. La gittata è 189 km contro gli aerei invisibili. Il missile è progettato per abbattere aerei AWACS e C4ISTAR, mantenendo la piattaforma di lancio fuori dalla portata di qualsiasi caccia che protegga il bersaglio. Può attaccare obiettivi che voltano a quote dai 15 metri ai 25000 metri. L’R-37M dovrebbe rintracciare i propri obiettivi con un sistema di guida radar semi-attivo e attivo. L’R-37M può anche utilizzare la modalità lancia e dimentica, in cui è completamente indipendente dalla piattaforma di lancio. La testata ad alto esplosivo a frammentazione è enorme, 60 kg, capace di abbattere grandi aerei. La velocità è incredibilmente alta, 7350 chilometri all’ora o Mach 6. Il MiG-31BM è inoltre dotato di un cannone a tiro rapido a sei canne. In modalità operativa aria-superficie, il caccia può essere utilizzato per mappare il terreno e attaccare bersagli a terra e in mare utilizzando un’ampia gamma di missili e bombe guidate. Può essere equipaggiato con missili anti-radar Kh-31 e Kh-25, missili aria-superficie Kh-59 e Kh-29, bombe guidate KAB-1500 o KAB-500 a guida TV o laser. Il carico bellico massimo è di 9000 kg.
In grado di svolgere missioni d’intercettazione a lungo raggio, attacchi di precisione e soppressione delle difese, l’aereo è tra i primi dieci del mondo. La versione MiG-31BM formerà la spina dorsale delle difese aeree della Russia.d_pichugin_mig-31bm_domna_1200La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.
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Il caccia invisibile statunitense F-22 Raptor perde il rivestimento antiradar
South Front  03/12/2016

Gli aviogetti da combattimento F-22 Raptor, utilizzati dall‘US Air Force in Siria, perdono il rivestimento radar-assorbente. Gli aviogetti da combattimento F-22 Raptor, che partecipano all’operazione in Siria, perdono il rivestimento antiradar, secondo il sito Aviation Week. Il rivestimento radar-assorbente del velivolo si deforma e si stacca. Secondo l’US Air Force, le condizioni climatiche in cui operano gli aerei da guerra sono tra le ragioni delle difficoltà. Secondo il responsabile del programma F-22 della Lockheed Martin, John Cottam, le grinze e il distacco del rivestimento sono dovuti alla perdita di rigidità liquefacendosi. Notava anche che il processo viene accelerato da fattori come pioggia e sabbia. In precedenza, i piloti degli Stati Uniti si lamentavano della distruzione del rivestimento radar-assorbente al contatto con carburante e lubrificanti. Nel 2009, un ex-ingegnere della Lockheed Martin, Olsen Derrol, accusò la compagnia di applicare diversi strati del rivestimento radar-assorbente per nascondere il fatto che il rivestimento ‘invisibile’ si stacca facilmente dalla fusoliera degli aerei su azione di acqua, olio e carburante. I progettisti dell’F-22 Raptor affermano di aver creato una nuova formula, più stabile, e di applicarla sui 186 aerei da combattimento prodotti, nelle operazioni di manutenzione. Secondo stime preliminari, il processo richiederà almeno tre anni.f-22-raptorTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora