La storia mai raccontata del Patto Molotov-Ribbentrop

Ekaterina Blinova Sputnik, 25/08/2015

Il patto Molotov-Ribbentrop, firmato da Unione Sovietica e Germania nazista il 23 agosto 1939, è ora utilizzato da “esperti” e media occidentali er accusare l’Unione Sovietica di “collusione” con Hitler e “tradimento” degli alleati francese e inglesi, ma le prove suggeriscono il contrario.

Hitler, Ribbentrop, Chamberlaine

Ribbentrop e Chamberlain

Il 23 agosto 1939 Unione Sovietica e Germania nazista stipularono un trattato di non aggressione, noto anche come patto Molotov-Ribbentrop; il documento fa scattare ancora un aspro dibattito spingendo l’occidente ad accusare l’URSS di “collusione” con Hitler alla vigilia della seconda guerra mondiale. Inoltre, dal 2008, questo giorno viene segnato nei Paesi europei come “Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo”. “E’ un evento annuale (23 agosto), atteso con ansia dai propagandisti russofobi occidentali, per ricordarci del ruolo iniquo sovietico nell’avviare la seconda guerra mondiale. Oggi, naturalmente, quando i media dicono “sovietico”, vogliono che si pensi alla Russia e al suo presidente Vladimir Putin. I “giornalisti occidentali non sanno decidersi su Putin: a volte è un altro Hitler, a volte un altro Stalin“, dice il professor Michael Jabara Carley dell’Università di Montreal in un articolo per Strategic Culture Foundation. Curiosamente, “esperti” e mass media occidentali tacciono sul fatto che la maggior parte delle potenze europee firmò trattati simili con Adolf Hitler prima dell’Unione Sovietica.

La Grande Alleanza che non ci fu
31C9Xm+AoIL__BO1,204,203,200_ Ad esempio, la Polonia, “vittima” dichiarata del patto di non aggressione sovietico-germanico, firmò un patto di non aggressione con la Germania nazista il 26 gennaio 1934. “Negli anni ’30 la Polonia ebbe un ruolo cruciale. Era una semi-dittatura di estrema destra, antisemita e vicina al fascismo. Nel 1934, mentre l’URSS lanciava l’allarme su Hitler, la Polonia firmava il patto di non aggressione con Berlino. Chi ha pugnalato alla schiena chi?” Carley si chiede retoricamente. Accusando l’URSS di prendersi territori della “Polonia” (quando alcun Stato polacco esisteva più dopo l’invasione tedesca del 1° settembre, 1939) alcuni storici occidentali ancora dimostrano una peculiare forma di amnesia, dimenticando che questi territori, Ucraina e Bielorussia occidentali, furono annessi dalla Polonia durante la guerra sovietico-polacca (1919-1921). La guerra fu scatenata unilateralmente da Varsavia contro l’URSS lacerata e devastata dalla guerra civile. In generale, l’URSS si riprese il suo territorio, con l’eccezione di un frammento di Bucovina, preso da altri attori europei durante il caos della rivoluzione del 1917 e della guerra civile del 1920, osserva la storica, politica e diplomatica russa Natalija Naroshnitskaja nel suo libro “Chi stavamo combattendo e per cosa”. “Fino al 1939, la Polonia fece di tutto per sabotare gli sforzi sovietici per costruire un’alleanza antinazista, basata sulla coalizione antitedesca della Prima Guerra Mondiale tra Francia, Gran Bretagna, Italia e dal 1917 Stati Uniti… Nel 1934-1935, quando l’Unione Sovietica cercò un patto di mutua assistenza con la Francia, la Polonia tentò di ostacolarla“, ha sottolineato Carley. E Gran Bretagna e Francia? Sorprendentemente, negli anni ’30 né Londra, né Parigi si affrettarono ad unirsi alla coalizione anti-tedesca dell’URSS. Carley sottolinea il fatto che Maksim Litvinov, il commissario sovietico per gli Affari Esteri sostenuto dal leader sovietico Josif Stalin, “per primo concepì la ‘Grande Alleanza’ contro Hitler“. Tuttavia “la coalizione di Litvinov divenne la grande alleanza che non ci fu“.

Congiurando con Hitler: le élites europee si affidano ai nazisti
Gli storici concordano sul fatto che le élite conservatrici europee vedevano in Adolf Hitler un “male” minore della Russia sovietica. Inoltre, secondo l’economista statunitense Guido Giacomo Preparata, per le istituzioni inglesi e statunitensi il nazismo era una forza trainante in grado di smantellare l’Unione Sovietica, finendo ciò che fu avviato dalla prima guerra mondiale, la completa dissoluzione dell’ex-impero russo. “A Churchill, (Stanley) Baldwin (primo ministro del Regno Unito) così riassunse nel luglio 1936: ‘Se c’è una lotta in Europa da fare, vedrei i bolscevichi (bolscevichi) e nazisti farla'”, ha scritto Preparata nel suo libro “Congiurando con Hitler: come Gran Bretagna e USA crearono il Terzo Reich“. Nel frattempo, le élite europee e statunitensi non erano solo disposte a creare eventuali alleanze contro l’Unione Sovietica, ma anche finanziarono l’economia della Germania nazista, favorendo la costruzione della macchina da guerra nazista. La prestigiosa industria bellica inglese Vickers-Armstrong fornì armi pesanti a Berlino, mentre le aziende statunitensi Pratt&Whitney, Douglas, Bendix Aviation, per citarne solo alcune, rifornirono aziende tedesche, BMW, Siemens e altre, di brevetti, segreti militari e avanzati motori aerei, sottolinea Preparata.

Il tradimento di Monaco del 1938
Conjuring Hitler Conclusione di tale gioco fu l’accordo di Monaco firmato dalle maggiori potenze d’Europa (Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia) escludendo Unione Sovietica e Cecoslovacchia, il 30 settembre 1938, permettendo alla Germania nazista di annettersi le regioni di confine settentrionali e occidentali della Cecoslovacchia. Imbarazzanti i documenti d’archivio inglesi pubblicati nel 2013 che denuncino come il Regno Unito non solo tradì la Cecoslovacchia, consentendo a Hitler d’invaderla, ma anche come volontariamente consegnò 9 milioni di dollari d’oro appartenenti alla Cecoslovacchia alla Germania nazista. I lingotti d’oro cecoslovacchi furono immediatamente inviati a Hitler nel marzo 1939, quando prese Praga. Il tradimento di Monaco di Baviera del 29-30 settembre 1938 è la data effettiva dell’inizio della seconda guerra mondiale, dice il direttore del Centro per gli Studi russi dell’Università di Lettere di Mosca e storico e pubblicista dell’Istituto di analisi dei sistemi strategici Andrej Fursov, citando la lettera di Churchill al maggiore Ewal von Kleist, membro del gruppo della resistenza tedesco ed emissario dello Stato Maggiore tedesco, poco prima dell’occupazione di Hitler della Cecoslovacchia: “Sono sicuro che la violazione della frontiera cecoslovacca di eserciti e aerei tedeschi porterà a una nuova guerra mondiale… Tale guerra, una volta iniziata, verrebbe combattuta come l’ultima (prima guerra mondiale) ad oltranza, e va considerato non ciò che potrebbe accadere nei primi mesi, ma dove saremo tutti alla fine del terzo o quarto anno“. E non è tutto. Per quanto incredibile possa sembrare, il governo inglese in realtà impedì un complotto contro Adolf Hitler nel 1938. Un gruppo di alti ufficiali tedeschi programmava di arrestare Hitler al momento di ordinare l’attacco alla Cecoslovacchia. Inspiegabilmente, la dirigenza politica inglese non solo rifiutò di aiutare la resistenza, ma ne rovinò i piani. Nel suo saggio “Il nostro miglior cambio di regime del 1938: Chamberlain ‘perse il treno’?“, l’autore inglese Michael McMenamin narra: “non c’è dubbio storico che la resistenza tedesca abbia ripetutamente avvertito gli inglesi sull’intenzione di Hitler di invadere la Cecoslovacchia nel settembre 1938… In risposta, tuttavia, il governo Chamberlain fece ogni passo diplomatico possibile… minando l’opposizione a Hitler“. Qualunque sia la motivazione di Chamberlain, invece di allarmare sull’aggressione di Hitler all’Europa, il 28 settembre 1939 “propose al (Fuhrer) una conferenza tra Gran Bretagna, Germania, Cecoslovacchia, Francia e Italia in cui Chamberlain assicurò Hitler che la Germania poteva ‘avere tutte le risorse essenziali senza guerra e senza indugio'”, scrive McMenamin citando documenti ufficiali e aggiungendo che Chamberlain chiuse un occhio sul fatto che la Germania escludesse la Cecoslovacchia dalla conferenza. Dopo che le quattro potenze decisero di accettare l’occupazione tedesca di Sudeti della Cecoslovacchia, prima di qualsiasi plebiscito e costringendo i cechi ad accettarla, Chamberlain e Hitler firmarono l’accordo di non aggressione anglo-tedesca, sottolinea l’autore. È interessante notare che, narra il professor Carley, durante la crisi cecoslovacca la Polonia (l’aspirante “vittima” del patto Molotov-Ribbentrop) si chiese se “Hitler ottiene i territori dei Sudeti, la Polonia dovrebbe avere il distretto di Teschen (in Cecoslovacchia). In altre parole, se Hitler si prende il bottino, noi polacchi ne vogliono uno“. Quindi, chi colluse con chi? Chi erano i traditori?

Perché l’occidente demonizza il patto Molotov-Ribbentrop?
Secondo Andrej Fursov, a Monaco di Baviera le quattro potenze crearono un “blocco proto-NATO” contro l’URSS. Il complesso industriale della Cecoslovacchia doveva facilitare la crescita della potenza militare tedesca e garantirne la capacità di scatenare una grande guerra contro i “bolscevichi” in Oriente, al fine di estendere il Lebensraum tedesco. E le élite europee erano interessate a tale guerra, che avrebbe esaurito Germania e Russia. Alla luce di ciò, l’unica mossa per minare questo piano e rimandarne la realizzazione fu concludere un simile patto di non aggressione tra URSS e Germania. Inoltre, il ritardo aiutò l’Unione Sovietica ad accumulare risorse al fronte per l’invasione inevitabile da occidente. Michael Jabara Carley cita Winston Churchill, allora Primo Lord dell’Ammiragliato, che disse il 1° ottobre 1939, in un’intervista all’emittente nazionale inglese, che l’azione sovietica “era chiaramente necessaria per la sicurezza della Russia contro la minaccia nazista“. Perché allora l’occidente fa ogni sforzo per demonizzare il trattato di non aggressione sovietico-tedesco, il patto Molotov-Ribbentrop? Il professor Carley nota che sia un vano tentativo di banalizzare i gravi errori nell’Europa degli anni ’30, vale a dire l’incapacità (o non volontà?) di arrestare l’avanzata della Germania nazista e di creare un’alleanza anti-hitleriana nei primi anni ’30. “Oggi i governi occidentali e i giornalisti da essi ‘ispirati’, se si possono chiamare giornalisti, non si badano agli argomenti ‘tendenziosi’ quando si tratta d’infangare la Federazione Russa. Tutto è permesso. Dovremmo lasciarli equiparare il ruolo di URSS e Germania nazista nell’avvio della seconda guerra mondiale? Certamente no. Fu Hitler che voleva la guerra, e francesi e inglesi, in particolare questi ultimi, più volte ne furono strumento rifiutando le proposte sovietiche sulla sicurezza collettiva e spingendo la Francia a fare lo stesso“, osserva il professor Carley.czechoslovakia-after-munich-mapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Nell’Estremo Oriente l’Armata Rossa concluse la Seconda Guerra Mondiale

Jurij Rubtsov Strategic Culture Foundation 26/08/20152005101203bIl Ministero degli Esteri del Giappone non ha mai avuto un momento di noia nell’ultimo fine settimana, ed ha avuto il suo farsi. Il Primo Ministro russo Dmitrij Medvedev ha visitato Iturup, una delle isole Curili, il 22 agosto, nel suo viaggio in Estremo Oriente. Ha scatenato la reazione del Giappone. Il Paese del Sol Levante ha presentato una protesta per la Russia e poi annullato la visita del suo ministro degli Esteri a Mosca. Tokyo chiama le isole Curili “Territori del Nord”, Hoppo Ryodo. Secondo la posizione ufficiale giapponese, la terra è soggetta a rivendicazioni territoriali, ma la disputa territoriale non può essere unilaterale. Il Giappone è l’unico a vederla come questione controversa. La Russia dice che non c’è niente di cui parlare. Secondo la sua posizione, lo status delle isole Curili è chiaramente definito dalle conferenze di Jalta (febbraio 1945) e di Potsdam (la dichiarazione fu firmata il 26 luglio dello stesso anno), dagli Stati che componevano la coalizione anti-hitleriana. I tentativi del Giappone di dire ai leader russi come comportarsi sul proprio territorio non è altro che interferenza negli affari interni di un Paese straniero. Questo punto di vista è dato dalla dichiarazione del Ministero degli Esteri russo del 22 agosto in risposta alla reazione del Giappone al viaggio di lavoro del Primo Ministro Medvedev che includeva Iturup. Si rimprovera il Ministero degli Esteri giapponese d’ignorare le lezioni della storia e il Giappone do continuare a mettere in dubbio i risultati universalmente riconosciuti della seconda guerra mondiale alla vigilia del 70° anniversario dalla sua fine. Tale retorica mette in dubbio le assicurazioni del governo giapponese di voler rispettare la verità storica e la memoria di decine di milioni di persone che persero la vita nella guerra in Asia orientale. Il 70° anniversario della vittoria dell’Unione Sovietica sul Giappone si avvicina. Alcuni ricercatori la chiamano operazione di pacificazione contro il Giappone militarista. Il tempo è favorevole nel ricordare gli avvenimenti di quei giorni, soprattutto considerando che alcuni soffrono di amnesia.
La seconda guerra mondiale non si concluse con la capitolazione della Germania nazista. Il Giappone continuò a lottare contro Stati Uniti, Gran Bretagna e altri alleati dell’Unione Sovietica nel Pacifico. Secondo le stime del Comando alleato, la guerra in Estremo Oriente avrebbe potuto continuare per 1,5-2 anni causando la morte di 1,5 milioni di militari statunitensi e inglesi. L’URSS prese l’unica decisione giusta, per quanto difficile. Tre mesi dopo la fin della guerra con la Germania, l’Unione Sovietica entrò in guerra con il Giappone rispondendo alle numerose richieste degli alleati. Josif Stalin onorò gli impegni presi nelle conferenze di Teheran e Jalta. Il 5 aprile 1945 l’URSS denunciò il Patto neutralità sovietico-giapponese del 13 aprile 1941 lasciando il Giappone sapere che era vicina. La dichiarazione del governo sovietico diceva che “Il patto di neutralità tra Unione Sovietica e Giappone concluso il 13 aprile 1941, vale a dire prima dell’attacco della Germania contro l’URSS e prima dello scoppio della guerra tra Giappone e Inghilterra e Stati Uniti. Da allora la situazione si è sostanzialmente modificata. La Germania attaccò l’URSS, e il Giappone, alleato della Germania, aiutò quest’ultima nella guerra all’URSS. Inoltre il Giappone conduce una guerra con Stati Uniti e Inghilterra, alleati dell’Unione Sovietica. In queste circostanze il patto di neutralità tra Giappone e Unione Sovietica ha perso senso e il suo prolungamento è impossibile”. Su principi astratti alcuni politici, diplomatici e storici criticano il governo sovietico per aver denunciato il patto. Non andiamo nei dettagli o richiamiamo le numerose ragioni per giustificare la denuncia. In molti casi il Giappone apertamente violò il principio di neutralità, arrivando ad affondare navi sovietiche. Diciamo solo che la leadership dell’Unione Sovietica non violò la prassi internazionale. Non fu criminale decidere di denunciare il Patto, al contrario, inviò un segnale inequivocabile al governo giapponese che la situazione era cambiata drasticamente. Il Giappone affrontava la prospettiva di una guerra contro le Nazioni Unite e gli sarebbe stato più prudente capitolare. Ma Tokyo non sentì ragione, neanche dopo che i leader di Stati Uniti, Gran Bretagna e Cina rilasciarono la Dichiarazione di Potsdam del 26 luglio 1945 (l’URSS vi aderì l’8 agosto 1945), che diceva “Chiediamo al governo del Giappone di proclamare la resa incondizionata di tutte le forze armate giapponesi, e dare garanzie adeguate e sufficienti della sua buona fede in tale azione. L’alternativa per il Giappone è la distruzione rapida e totale”. C’era la tenue speranza di far capitolare il Giappone ed evitare altre vittime. Ahimè! Ciò non si realizzò. Non c’era altro che usare la forza.
AM_Vasilevsky-115 L’8 agosto, l’Unione Sovietica dichiarò guerra al Giappone. L’offensiva strategica dell’Operazione Manciuriana iniziò il 9 agosto1945 sconfiggendo rapidamente l”Armata del Kwantung giapponese e occupando le città nella Cina nord-orientale e in Corea del Nord. Le forze sovietiche iniziarono i combattimenti contemporaneamente su tre fronti a est, ovest e nord della Manciuria: le operazioni su Khingan-Mukden, Harbin-Kirin e Sungari furono eseguite dal Fronte Trans-Bajkal, dal Primo Fronte dell’Estremo Oriente e dal Secondo Fronte dell’Estremo Oriente al comando dei Marescialli dell’Unione Sovietica Malinovskij e Meretskov, del Generale dell’Esercito Purkaev, sostenuti dalla Flotta del Pacifico guidata dall’Ammiraglio Jumashev, dalla Flottiglia dell’Amur, da tre armate aeree e dall’Esercito Rivoluzionario del Popolo mongolo guidato dal Maresciallo Horloogijn Chojbalsan. Tutte le forze erano sotto il Comando dell’Estremo Oriente dell’Unione Sovietica appositamente costituito dal Maresciallo dell’Unione Sovietica Aleksandr Vasilevskij. La forza sovietica-mongola forte di oltre 1,7 milioni di soldati comprendeva 30000 pezzi di artiglieria e mortai, più di 5000 carri armati e pezzi d’artiglieria semoventi, 5200 aerei e 93 navi da guerra. Le forze di occupazione giapponesi con oltre 1 milione di soldati avevano 1200 carri armati, 6600 pezzi di artiglieria, 1900 velivoli e oltre 30 navi da guerra e cannoniere. Le forze sovietiche colpirono velocemente in modo magistrale. Nell’offensiva iniziata il 9 agosto, i fronti sovietici attaccarono il nemico a terra, aria e mare. Il fronte era esteso per oltre 5000 km. La Flotta del Pacifico interruppe le rotte marittime utilizzate per rifornire il Kwangtung e attaccò le basi navali giapponesi in Corea del Nord. Le unità meccanizzate e corazzate del Fronte di Trans-Bajkal e le formazioni della cavalleria dell’Esercito Rivoluzionario del Popolo mongolo avanzarono rapidamente. Il Fronte comprendeva le unità che acquisirono esperienza nella guerra contro la Germania fascista. Le forze sovietiche e mongole frantumarono e sfondarono le posizioni giapponesi fortemente fortificate lungo i fiumi Amur e Ussuri e sulla catena montuosa del Grande Khingan. Il quarto giorno dell’offensiva in Manciuria le unità della 6° Armata Corazzata della Guardia al comando del Colonnello-Generale Andrej Kravchenko attraversarono il Grande Khingan raggiungendo le pianure della Manciuria e avanzando in profondità sulle posizioni dell’Armata del Kwantung prima che le sue forze principali si avvicinassero alla catena montuosa. Nei sei giorni dell’offensiva il 1.mo Fronte dell’Estremo Oriente avanzò per 120-150 km, il Fronte di Trans-Bajkal per 50-450 km e il 2.ndo Fronte dell’Estremo Oriente per 50-200 km.
L’imperatore Hirohito firmò il Proclama imperiale di resa il 14 agosto e la leadership giapponese ordinò all’Armata del Kwantung di opporre maggiore resistenza all’Armata Rossa dopo aver cessato le ostilità contro le forze anglo-statunitensi. Il comandante in capo delle forze sovietiche in Estremo Oriente Maresciallo Vasilevskij inviò un ultimatum il 17 agosto 1945 al Generale Otsuzo Yamada, comandante dell’Armata del Kwantung, chiedendo di cessare tutte le ostilità contro le forze sovietiche alle 12:00 del 20 agosto lungo il fronte, deporre le armi e arrendersi. Per accelerare la capitolazione del Giappone, forze aeroportate atterrarono il 18-27 agosto a Harbin, Shenyang, Changchun, Kirin, Lushun, Dalian, Pyongyang, Hamhung e altre città di Cina e Corea. Il 19 agosto il comando giapponese sul continente ordinò di arrendersi senza condizioni. Il grande successo in Manciuria permise al comando sovietico di lanciare l’offensiva su Sakhalin meridionale. Il 18 agosto le forze sovietiche lanciarono le operazioni di sbarco sulle isole Curili. Le forze includevano elementi delle Forze aeree della Kamchatka e navi della Flotta del Pacifico. Di conseguenza, il primo settembre le truppe catturarono le isole settentrionali, tra cui Urup, mentre la squadra settentrionale della Flotta del Pacifico occupò le isole a sud di essa. Il colpo schiacciante contro l’Armata del Kwantung in Estremo Oriente fu uno dei fattori decisivi alla sconfitta del Giappone. La sua politica militarista e la resistenza inutile portarono alla perdita inutile di molte vite e rese inevitabile la capitolazione alle Nazioni Unite, ai Paesi che componevano la coalizione anti-hitleriana. Queste sono le lezioni storiche di cui il Ministro degli Esteri russo ha parlato nella suddetta dichiarazione. Non vanno dimenticate dal Giappone. Sergej Lavrov ha invitato Tokyo ad abbandonare i tentativi di rivedere la legge internazionale e a concentrarsi su sforzi costruttivi per migliorare il clima delle relazioni Russia-Giappone e sviluppare una cooperazione reciprocamente vantaggiosa. La domanda è il Giappone ascolterà i consigli alla ragione?

188_1La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché l’occidente odia Stalin?

Ekaterina Blinova Sputnik 25/08/2015

1476444Il 23 agosto l’Europa ha imposto la cosiddetta “Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo”, in coincidenza con la data della firma del patto Molotov-Ribbentrop; scopo di tale “giorno della memoria” è equiparare Stalin a Hitler, l’URSS alla Germania nazista, dice a Sputnik il Professor Grover Carr Furr. Attaccando e stigmatizzando l’Unione Sovietica, Stati Uniti ed alleati della NATO puntano alla Russia di oggi e alla sua leadership, che non è disposta ad inchinarsi all’occidente; in ogni caso, l’Unione Sovietica non ha mai fatto nulla di lontanamente paragonabile a ciò che i principali Paesi occidentali hanno fatto nel secolo scorso, Stati Uniti e NATO furono di gran lunga le potenze più aggressive e criminali nel mondo dalla Seconda Guerra Mondiale, dice lo storico statunitense Professor Grover Carr Furr della Montclair State University, a Sputnik. Illogica per quanto può sembrare, nonostante l’Unione Sovietica sia crollata decenni fa, la macchina della propaganda occidentale continua a diffamare la Russia sovietica; prima lo storico anglo-statunitense Robert Conquest e poi lo studioso statunitense Timothy Snyder hanno contribuito molto alla propaganda antisovietica e antirussa. “Perché c’è tanto odio verso Stalin e il comunismo? L’anticomunismo perché il comunismo è l’antitesi del capitalismo. E l’antistalinismo perché il periodo di Stalin dell’URSS fu il periodo in cui il movimento comunista mondiale agì molto bene. Inoltre, vi è antistalinismo e anticomunismo davanti per via delle atrocità del capitalismo e dell’imperialismo nel 20° secolo, che continuano ancor oggi“, ha osservato il Professor Furr.

Guerra fredda: gli storici occidentali dell’intelligence service
Il professore ha sottolineato che lo storico Robert Conquest (autore de “Il Grande Terrore: le purghe di Stalin negli anni ’30” deceduto il 3 agosto 2015) aveva lavorato per l’Information Research Department (IRD) inglese dalla creazione al 1956. L’IRD, originariamente chiamato Communist Information Bureau, fu fondato nel 1947, quando la guerra fredda iniziò. “Il compito principale era combattere l’influenza comunista nel mondo diffondendo storie tramite politici, giornalisti e altri in grado d’influenzare l’opinione pubblica”, ha spiegato il Professor Furr. Il lavoro di Conquest era contribuire alla cosiddetta “storia nera” dell’Unione Sovietica, ha osservato il professore, “in altre parole, diffondere storie false tra giornalisti e altri in grado d’influenzare l’opinione pubblica”. “Il suo libro Il Grande Terrore, testo anticomunista sul tema della lotta di potere in Unione Sovietica nel 1937, in realtà lo compilò quando lavorava per i servizi segreti. Il libro fu pubblicato con l’aiuto dell’IRD. La terza edizione fu opera della Praeger Press che pubblicava testi provenienti dalla CIA“, ha sottolineato il Professor Furr, che osserva che oggi Conquest rimane una delle più importanti fonti sull’Unione Sovietica degli storici anticomunisti e russofobi. La propaganda era mascherata da borsa di studio contro l’URSS e coordinata dai servizi segreti anglostatunitensi. Furr nota che Conquest riceveva periodicamente pesanti critiche da eminenti studiosi occidentali, che l’accusavano di “falsificazioni consapevoli” sull’Unione Sovietica. Infatti Conquest usò qualsiasi fonte ostile a Stalin e all’URSS, chiudendo un occhio sul fatto se fosse affidabile o meno. Inutile dire che lo storico anglo-statunitense Robert Conquest ha molti “seguaci”, soprattutto oggi, quando le relazioni russo-occidentali sono peggiorate enormemente. La palese falsificazione della storia è uno strumento tradizionale della guerra fredda che viene rivitalizzato. “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato“, come George Orwell scrisse nel suo famoso libro “1984”. Non sorprende, però, che il discorso storico occidentale sia attualmente invaso dai miti politicizzati su URSS e Josif Stalin. Uno di coloro che infangano la Russia sovietica è Timothy Snyder, professore di Storia di Yale e autore di Bloodlands. Come Conquest, è un celebre autore occidentale lodato da liberali e destra statunitensi. Attaccando Stalin, Snyder cerca di convincere i lettori che Hitler non fosse peggiore, ma in un certo senso “migliore” del leader sovietico. Snyder si spinge a suggerire che “per assassinare degli ebrei (Olocausto), … Adolf Hitler dipendesse da Stalin (e dai suoi metodi)”, come il Professor David A. Bell ha osservato nella sua recente revisione di “Terra Nera” di Snyder per National Interest. Sorprendentemente, Snyder segue le orme di Conquest, il suo racconto si basa su fonti controverse, voci, semi-verità sempre ostili all’URSS, come il professor Furr ha denunciato nel suo libro “Bugie di sangue: la prova che ogni accusa contro Josif Stalin e l’Unione Sovietica su Bloodlands di Timothy Snyder è falsa“.

Patto Molotov-Ribbentrop: verità e bugie
stalin La storia del patto Molotov-Ribbentrop del 1939 narrato da Snyder e altri storici anticomunisti è anche piena di presupposti errati. “Dicono che nel trattato Unione Sovietica e Germania nazista decisero di dividersi l’Europa. Questo è falso. Il trattato, in una clausola segreta, assegnava la Polonia orientale alla ‘sfera d’influenza sovietica’. Questo significava che quando l’esercito tedesco sconfisse l’esercito polacco, (a) l’esercito tedesco avrebbe dovuto ritirarsi dalla Polonia orientale, rimanendo a centinaia di miglia dal confine sovietico pre-1939; (b) la Polonia sarebbe rimasta e si sperava disposta ad allearsi con l’Unione Sovietica contro Hitler“, ha osservato il professor Furr, secondo cui l’URSS aveva tentato con decisione che Polonia, Regno Unito e Francia accettassero la “sicurezza collettiva” obbligando ogni Paese a dichiarare guerra alla Germania se Hitler attaccava la Polonia. Ahimè, Varsavia e Londra rifiutarono di concludere il trattato. “Gli accordi di Monaco” dell’ottobre 1938, in cui Regno Unito e Francia consegnarono a Hitler gran parte della Cecoslovacchia (più tardi gli diedero tutte le riserve auree cecoslovacche) dimostrarono che i capitalisti volevano che Hitler attaccasse l’Unione Sovietica. Il governo anticomunista e antisemita polacco ebbe anche un pezzo della Cecoslovacchia in quel momento”, ha sottolineato Grover Furr. Nel settembre 1939 l’esercito tedesco occupò la Polonia e il governo polacco lasciò il Paese per la Romania. Quando non c’è governo, non c’è Stato. “Gli uomini di Hitler dissero ai sovietici che erano pronti a permettere uno Stato ucraino filonazista e anticomunista nell’ex-Polonia orientale. Così i sovietici non ebbero scelta se non occupare la Polonia orientale. La ‘Polonia orientale’ non era polacca comunque. Fu tolta con la forza alla Russia sovietica dagli imperialisti, nel 1921. La maggior parte della popolazione era ucraina, bielorussa ed ebraica”, ha osservato il professore. Il Professor Furr ha sottolineato che l’importanza del Patto Molotov-Ribbentrop è enorme: contribuì a salvare l’Unione Sovietica, e di conseguenza tutta l’Europa, dal dominio di Hitler: “Se l’esercito tedesco avesse attaccato 300 miglia più vicino (al confine sovietico) le orde naziste avrebbero preso Mosca. Se Hitler avesse conquistato l’URSS avrebbe usato le immense risorse materiali e umane del gigantesco Paese contro l’Inghilterra. Hitler aveva già conquistato quasi tutta l’Europa“, ha sottolineato. Allora perché Snyder e soci si rifiutano di ammetterlo?

L’occidente attacca l’URSS per colpire la Russia di oggi
Il Professor Furr indica che gli “esperti” tradizionali occidentali non sono interessati alla verità. “Conquest era, e Snyder è, un propagandista. Il loro lavoro “è propaganda delle note”. Note e apparati sono necessari ad ingannare i media e quegli intellettuali che contribuiranno a diffondere menzogne contro Stalin ed anticomuniste“, ha detto a Sputnik. “L’obiettivo di Snyder, e non solo suo, ce ne sono molti altri, è equiparare Stalin a Hitler, l’URSS alla Germania nazista, il comunismo al nazismo. Questo è anche lo scopo del “Giorno del ricordo” del 23 agosto, e della posizione assunta dai governi di estrema destra polacco, ucraino, ungherese e altri“, ha sottolineato Furr. “L’indico alla fine di “Bugie di sangue: la prova che ogni accusa contro Josif Stalin e l’Unione Sovietica su Bloodlands di Timothy Snyder è falsa”, con qualche aiuto del Prof. Domenico Losurdo, che giustamente confronta Hitler a Churchill, Daladier o Chamberlain, ma non a Stalin. L’URSS era diversa dal nazismo, mentre Hitler e i nazisti erano abbastanza popolari tra i politici occidentali“, ha aggiunto.

Ma perché Washington è così russofoba?
Il professore ha spiegato che a differenza di Gorbaciov o Eltsin, Putin non s’inchina a Washington e NATO, aggiungendo che la concorrenza capitalista degli Stati Uniti porterà inevitabilmente alla concorrenza imperialista e alla guerra. “Nella mia esperienza, limitata l’ammetto, c’è molta ingenuità sulla politica estera degli USA. Gli Stati Uniti sono di gran lunga la potenza più aggressiva e criminale nel mondo dalla Seconda guerra mondiale, continuando ad avere basi militari in oltre 100 Paesi e la più grande macchina militare del mondo. Non dobbiamo ingannarci. Alcun Paese costruisce un tale esercito senza intenzione di usarlo. Così si preparano per la prossima guerra“, ha detto a Sputnik il Professor Furr. “Il mio punto è questo: URSS e movimento comunista mondiale non hanno mai fatto nulla di lontanamente paragonabile a quello che capitalisti e imperialisti fecero nel secolo scorso e questo è inaccettabile (per i capitalisti). Devono dimostrare che il comunismo e Stalin furono peggiori e non migliori di ciò che capitalisti e imperialisti facevano. La menzogna è la sola strada“, ha concluso il Professor Grover Furr.STALIN_1385662fTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Stalin, la Flotta Rossa e le portaerei

Alessandro Lattanzio, 10/8/20150_871f5_1362db5e_origNel 1925, in URSS si pensò di convertire lo scafo dell’incrociatore da battaglia Izmajl o di ricostruire la Frunze, quarta nave da battaglia classe Gangut devastata da un incendio nel 1919, in portaerei capaci d’imbarcare 50 aerei. La nave portaerei avrebbe avuto un dislocamento di 22000 tonnellate, una velocità di 27 nodi e imbarcato 27 caccia, 12 aerosiluranti e 11 ricognitori. L’armamento sarebbe stato composto da 8 cannoni da 130mm, 8 da 102mm antiaerei e 16 da 40mm antiaerei. Ma i lavori non iniziarono mai e l’Izmajl e la Frunze furono demoliti.

Frunze

Frunze

Nel 1927, la risoluzione del Consiglio militare rivoluzionario permetteva la ristrutturazione della nave scuola Komsomolets (ex-Okean) come portaerei, avrebbe ricevuto le caldaie Yarrow dell’incrociatore da battaglia Izmajl e un'”isola” a tribordo. Dopo i lavori la portaerei avrebbe dovuto dislocare 12000 tonnellate e avere una velocità di 15 nodi. Il gruppo aerei imbarcato doveva comprendere 26 caccia e 16 aerei d’attacco. L’artiglieria sarebbe stata composta da 16 cannoni da 102mm e 10 cannoni antiaerei da 40mm. La mancanza di fondi per i lavori di ristrutturazione della nave, così come l’assenza di volontà politica, portò ad abbandonare tale progetto, costruendo una flotta secondo il concetto di Small Navy, escludendo qualsiasi possibilità di costruire una portaerei.

Komsomolets

Komsomolets

Alla metà degli anni ’30 s’iniziò a lavorare sui piani per costruire una grande flotta moderna da parte dell’Ufficio delle Forze Navali dell’Armata Rossa guidato da V. M. Orlov e I. M. Ludrij e, in parallelo, dallo Stato Maggiore dell’Armata Rossa guidato da A. I. Egorov. La prima versione del piano, del 1936, prevedeva due portaerei per la Flotta del Nord e quattro per la Flotta del Pacifico. Nel 1937 il nuovo piano navale sviluppato da L. M. Galler e da I. S. Isakov, previde un “Grande Programma di costruzioni navali” con due portaerei oceaniche.

Incrociatore-portaerei, progetto del 1935

Incrociatore-portaerei, progetto del 1935

Nella riunione dello Stato Maggiore della Marina, dell’aviazione navale e dell’Accademia Navale sovietiche del 7-14 ottobre 1940, si discusse delle portaerei e della necessità della copertura aerea delle navi in mare. Il Generale dell’Aviazione S. E. Stoljarsk, l’unico che aveva esperienza sulle portaerei, propose di “costruire una portaerei per addestrare i piloti e lavorare sui velivoli”. In un primo momento si previde la costruzione di una nave ibrida tra la corazzata e la portaerei. Si trattava del progetto del 1935 proposto dall’ufficio TSKBS-1. La nave avrebbe avuto un dislocamento di 29800 tonnellate, una velocità di 35 nodi, sarebbe stata armata con 9 cannoni da 305mm, 16 da 130mm e 18 da 45mm antiaerei, dotata di 60 aerei, la corazzatura verticale sarebbe stata di 200mm e quella del ponte di 125mm. Ben presto fu chiaro che l’industria cantieristica sovietica non poteva costruire una tale nave e inoltre vi erano dubbi sull’idea di nave ibrida.
Nel programma per costruire la “Grande Flotta Rossa” del 1938, erono previste 8 portaerei leggere e 4 di squadra, basate sugli scafi degli incrociatori Proekt 68 e Proekt 69. I progettisti sovietici quindi lavorarono al progetto di una portaerei convenzionale e nel 1939 fu presentata la Proekt 71, da 11300 tonnellate di dislocamento, motori da 126500 CV, 33 nodi di velocità e armata con 8 cannoni da 100mm antiaerei, 16 da 37mm antiaerei e 20 mitragliatrici da 12,7mm. La Proekt 71 avrebbe imbarcato 10 bombardieri-siluranti e 20 caccia da lanciare con due catapulte. Il cantiere scelto per la costruzione era l’impianto 199 di Komsomolsk-on-Amur, e l’inizio della costruzione doveva avvenire nel 1942.CVPr71Proekt 71: lunghezza 195m, larghezza alla linea di galleggiamento 18,7m, ponte di volo 215m x 24m; ponte di volo corazzato da 90mm; dislocamento 13150 t; motori da 110000 CV e velocità di 35 nodi; velivoli imbarcati 20 caccia e 10 aerosiluranti; 2 catapulte; armamento 8 cannoni da 100mm, 16 da 37mm antiaerei.

Nel 1939-1940, la Commissione diretta dal commissario ai cantieri I. T. Tevosjan espresse interesse per la portaerei tedesca Graf Zeppelin.

274767_html_12d7ace4Nel gennaio 1943, lo Stato Maggiore della Marina sovietica emise una direttiva operativa preliminare per la progettazione di varie classi di navi, tra cui portaerei con 30, 45 o 60 aerei e sola artiglieria antiaerea composta da 8-12 cannoni B-2U da 130mm, 16 90-K da 85mm, 12 da 37mm e 24 da 23mm. Sala motori, hangar e ponte di volo avrebbero avuto blindatura contro proiettili da 130mm. La velocità massima sarebbe stata di 30 nodi. Allo stesso tempo si sviluppavano le teoria sulla guerra navale presso l’Accademia Navale, all’epoca evacuata a Samarcanda. Nel 1944 l’Accademia svolse un grande programma di ricerca sulle portaerei e le “tendenze sulle navi da guerra”. Il Viceammiraglio prof. L. G. Goncharov ebbe l’incarico sulla ricerca per identificare le tendenze nello sviluppo delle portaerei, a cui parteciparono studiosi di spicco dell’Accademia delle Scienze dell’URSS come il contrammiraglio ingegner Papkovich, il viceammiraglio ingegnere A. P. Shershov e il Capitano di Vascello ingegner N. A. Zaleskij. I loro studi portarono alla progettazione della nave Proekt 71B, così come i materiali sulla portaerei tedesca Graf Zeppelin furono alla base degli studi di Kostromitinov, che progettò una portaerei lunga 300 metri e con un dislocamento di 50000 tonnellate. L’armamento doveva consistere in 16 cannoni da 152mm, 12 da 100mm antiaerei, 32 da 37mm antiaerei. La portaerei infine avrebbe imbarcato 66 caccia e 40 bombardieri. Sempre nel 1944-1945, il Commissario del popolo della Marina N. G. Kuznetsov propose di costruire 6 portaerei, poi ridotte a 2 leggere per la sola Flotta del Nord.Pr.KostromitinovKostromitinov: lunghezza 280m, larghezza alla linea di galleggiamento 33m, ponte di volo 300m x 35m, ponte di volo corazzato da 50mm; dislocamento 51200 tonnellate; velivoli 66 caccia e 40 aerosiluranti; armamento 16 da 152mm, 12 da 100mm, 32 da 37mm, 44 da 23mm; 2 catapulte; velocità di 32 nodi;

71б - копия_0Proekt 71B: lunghezza 230m, larghezza alla linea di galleggiamento 28m, ponte di volo 250m; ponte di volo corazzato da 50mm, dislocamento 30600 tonnellate; motori da 210000 CV e velocità di 31,5 nodi; velivoli imbarcati 30 caccia e 40 aerosiluranti; 2 catapulte; armamento 16 cannoni da 130mm, 16 da 37mm antiaerei.

Nel novembre 1944, fu emessa una direttiva per lavorare sulla nuova portaerei, la Proekt 72, poi respinta dalla Marina. La nave portaerei Proekt 72 avrebbe avuto un dislocamento di di 28800 tonnellate, motori da 144000 cv e velocità di 30 nodi; ponte di volo corazzato da 30mm; avrebbe imbarcato 62 velivoli e un armamento composto da 16 cannoni da 130mm, 16 cannoni antiaerei da 85 mm, 24 cannoni antiaerei da 37mm, 48 cannoni antiaerei da 25 mm e due catapulte.Pr72Proekt 72: lunghezza 251m, larghezza alla linea di galleggiamento 31,4m, ponte di volo 273,5m x 33,5m; ponte di volo corazzato da 30mm; dislocamento 37390 tonnellate; motori da 210000 cv e velocità di 30 nodi; velivoli imbarcati 62; 2 catapulte; armamento 16 da 130mm, 16 da 85mm, 24 da 37mm e 48 da 23mm.

404Così, nel gennaio 1946, per ordine del commissario del popolo della Marina Kuznetsov, fu creato un comitato con il compito di elaborare proposte per selezionare le future navi da guerra per la Marina sovietica. La commissione sulle portaerei era guidata dal Contrammiraglio Chernyshev, e il risultato del lavoro fu un documento intitolato “Considerazioni per la scelta delle portaerei per la Marina”, che affermò che nelle attuali condizioni marittime non vi è quasi nessun alcun problema che posa essere risolto senza la partecipazione delle portaerei. Nonostante la forte presenza di velivoli terrestri, la distanza dalle coste non risolveva efficacemente i problemi, soprattutto nel caso degli aerei da caccia, che sarebbero stati sistematicamente “in ritardo” nelle operazioni navali. Le “Considerazioni” sottolineavano che la flotta dotata di soli aerei costieri sarebbe stata sempre in svantaggio rispetto alla flotta con portaerei. Date le condizioni geografiche dei vari teatri e di fronte ai compiti per la flotta sovietica, la Commissione riconosceva la necessità di costruire portaerei leggere da difesa aerea e lotta antisommergibile per la Flotta del Baltico e la Flotta del Mar Nero, dotate di 32 velivoli pronti e 12 smontati. Per la prima volta si chiese che il ponte di volo fosse dotato di dispositivi per il volo notturno. La portaerei di squadra dovevano avere 3 ascensori e quelle leggere 2, su un ponte di volo protetto dalle bombe da 250 kg. L’artiglieria formata da cannoni da 130mm e 45mm sarebbe stata asservita a dispositivi di controllo del tiro, radar per la rilevazione dei bersagli di superficie e aerei, stazioni radar del controllo del tiro e stazioni idroacustiche Tamir. Il 19 gennaio 1945, il Vicecommissario popolare della Marina Ammiraglio J. S. Isakov, il Vicecapo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio di Squadra S. G. Kucherov e il presidente della Commissione, Contrammiraglio Chernyshev proposero di costruire un modello di ponte di portaerei a terra per l’addestramento dei piloti e la sperimentazione dei nuovi aeromobili; d’inviare rappresentanti della Marina a partecipare ai combattimenti sulle portaerei di Stati Uniti e Regno Unito; di trasformare in portaerei da addestramento una nave tipo Liberty; di comprare o affittare due portaerei degli Stati Uniti per la Flotta del Pacifico. L’ammiraglio Isakov espresse dubbi sulla possibilità di acquisire portaerei degli Stati Uniti. La Commissione proseguì i lavori a Leningrado, e concluse che le portaerei leggere dovevano essere dotate di caccia per proteggere i velivoli anti-sommergibile, mentre le portaerei di squadra avrebbero avuto dei caccia per la difesa e aerei multiruolo (bombardieri-siluranti e shturmovik). Le portaerei di squadra avrebbero avuto cannoni adatti a rispondere agli attacchi di cacciatorpediniere e incrociatori leggeri nemici, e corazzatura tale da resistere a un colpo diretto dei cannoni degli incrociatori leggeri. La Commissione presentò 33 opzioni di portaerei: 24 di scorta, 3 leggere, 4 di squadra e 2 pesanti. La Commissione raccomandò, data la mancanza di esperienza nella costruzione di portaerei, d’iniziare immediatamente la progettazione e la costruzione di portaerei leggere. Per quanto riguarda la componente aerea imbarcata, il caccia imbarcato doveva essere una versione navale dello Jak-9K. Nella primavera 1944 un caccia Spitfire veniva lanciato dalla catapulta dell’incrociatore Molotov sul Mar Nero, per rafforzarne la difesa dagli attacchi aerei. Furono formulate nuove tattiche e tecnologie, come una catapulta per lo Jak-9K.
Nelle riunione della commissione del 12 marzo e del 27 novembre 1945 fu approvato il programma navale militare 1946-1955, ma non vi erano portaerei. Il comando della Marina fece un ulteriore tentativo di dotarsi di una portaerei. Il primo passo fu acquisire le portaerei tedesche Graf Zeppelin e lo scafo dell’incrociatore pesante Seydlitz. La Graf Zeppelin fu recuperata, essendo semiaffondata. Una Commissione Speciale ispezionò la nave e concluse che valeva completarla. Il Commissario del popolo per la Marina N. G. Kuznetsov voleva far utilizzare le due navi ex-tedesche per l’addestramento dei piloti. Così furono accordati ai cantieri del Baltico i lavori necessari per sistemare il Seydlitz come portaerei. Il Seydlitz era semisommerso a Konigsberg e il 25 maggio 1945 fu recuperato. Ma alla fine, date le difficoltà per completarle come navi portaerei e le priorità assegnate all’industria pesante sovietica, si decise di smantellare la Graf Zeppelin e il Seydlitz. I cantieri navali di Nikolaev, che andavano sgombrati, ospitavano ancora lo scafo dell’incrociatore Molotovsk, mentre i cantieri di Leningrado erano occupati nella costruzione dell’incrociatore pesante Proekt 69 Kronshtadt, il cui scafo si pensò di convertire in portaerei, nell’ambito del Proekt 69AV, che avrebbe trasportato 76 velivoli e sarebbe stata dotata di 16 cannoni da 130mm e 32 da 37mm antiaerei.

Proekt 69AV

Proekt 69AV

Si ritiene che Stalin sottovalutasse il ruolo delle portaerei nella guerra navale, portando al rigetto della loro costruzione. Non fu proprio così. La costruzione della Marina richiese sforzi costosi e coordinati nel tempo e Stalin non prese decisioni senza una previa chiarificazione di tutte le circostanze relative al problema. La Marina sovietica aveva unanimità di vedute sulle portaerei sia prima che dopo la guerra. Voleva disporre di portaerei navi per coprire le navi da guerra sui teatri oceanici, ma la cantieristica era in ritardo di anni e le portaerei dalla Seconda Guerra Mondiale subirono varie modifiche, come maggiore potenza, artiglieria e apparecchiature elettroniche complesse, aviogetti. E prima di spendere fondi per costruire nuove navi, andavano colmate le lacune; in URSS non c’era alcuna società specializzata nella progettazione di portaerei. Così Stalin seguì le reali possibilità dell’industria e della Marina sovietica.
Nel 1952 fu studiato il progetto per due portaerei di squadra Proekt 82 Stalingrad e Moskva, sviluppo dei progetti di Kostromitinov. Avrebbero avuto un dislocamento di 50000 tonnellate e imbarcato un centinaio di aerei: glia aviogetti da caccia MiG-15K o La-17 e il velivolo anti-som Tupolev Tu-91 a turboelica.

Proekt 82

Proekt 82

Nel 1953 Kuznetsov emise la direttiva per sviluppare una portaerei leggera, la Proekt 85. A fine 1954 l’ufficio TSNIIVK presentò la versione preliminare: si trattava di una nave portaerei dotata di un ponte di volo angolo, catapulte a vapore e cavi d’arresto, dal dislocamento di 28400 tonnellate, motori dalla potenza di 144000 cavalli e una velocità di 32 nodi. L’armamento era composto da 16 cannoni da 100mm, 24 cannoni antiaerei da 57mm, 16 cannoni antiaerei da 25mm, 40 caccia, 6 aerei antisom Tu-91 e 2 elicotteri Ka-25. Secondo il piano di costruzione navale 1956-1965, si sarebbero dovute costruire 5 navi Proekt 85 per le Flotte del Nord e del Pacifico. Dopo la sostituzione di Kuznetsov al comando della Marina con S.G. Gorshkov, i lavori sulla Proekt 85 furono sospesi nel dicembre 1955.

Proekt 85

Proekt 85

Fonti:
Avianostsij SSSR Tolko Tekst
Military Russia
TNU
TopWar
War Files

La Russia declassifica il rapporto sui bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki

La Russia declassifica il rapporto sui bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki
Fort Russ 5 agosto 2015

Hiroshima-Peace-MemorialLa Società di Storia Russa ha pubblicato la relazione della ambasciatore sovietico in Giappone sulle conseguenze dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, dall’Archivio di politica estera della Russia, per il 70° anniversario degli attacchi. Il rapporto fu registrato un mese dopo gli attacchi. Quanto segue è una lettura dei punti salienti del rapporto, letto dal giornalista Maurice Herman:

Di seguito i punti salienti del rapporto:
La stazione e la città di Hiroshima furono distrutte così tanto che non c’era rifugio per riparasi dalla pioggia. La città era una pianura bruciata con 15-20 edifici di cemento rimasti in piedi. Diverse decine di migliaia di persone si erano addossate nei rifugi, alla periferia della città. Chi era giunto ad aiutare le vittime nei primi 5-10 giorni morì. Un mese dopo i bombardamenti l’erba cominciava a crescere e nuove foglie apparvero sugli alberi bruciati. Le vetrate dell’edificio di cemento del dipartimento di polizia, rimasto in piedi, s’infransero verso l’interno. Il soffitto era esploso verso l’alto. La zona d’impatto era di 6-8 chilometri, dove tutti gli edifici furono danneggiati. A 5-6 chilometri per lo più i tetti erano danneggiati. Alcune aree non furono colpite dai raggi, suggerendo che l’energia fu espulsa in modo ineguale dall’esplosione. Alcune persone vicine ai feriti non furono ustionate. Interi isolati furono significativamente danneggiati dall’impatto. Tutte le persone furono uccise entro un chilometro. Suono e lampo furono sentiti e osservati fino a 50 km. Una persona avrebbe visto un lampo e sentito vento caldo sulla faccia e punture di ago. Molte persone furono ferite dai vetri in frantumi. Le ustioni furono principalmente su viso, braccia e gambe. Un medico riferì di aver visto tre bombe sganciate con il paracadute, due non esplosero e furono raccolte dai militari. Il medico ebbe la diarrea dopo aver bevuto acqua. Altri soccorritori si ammalarono dopo 36 ore. Il medico disse che gli ustionati videro ridursi le cellule bianche del sangue da 8000 per centimetro cubo a 3000, 1000 e addirittura 300, provocando emorragie da naso, gola, occhi e utero, morendo dopo 3-4 giorni. I feriti furono evacuati per guarire più velocemente. Coloro che avevano bevuto o si lavarono con l’acqua nella zona d’impatto morirono successivamente. Dopo un mese si riteneva sicura la zona d’impatto, tuttavia non ancora definitivamente. Secondo il medico, vestiti di gomma proteggono dall’uranio, nonché qualsiasi materiale che sia conduttore di elettricità. Una ragazza che visitò la zona un paio di giorni dopo l’esplosione si ammalò in 1-2 settimane e morì tre giorni dopo.
Nagasaki è divisa in due parti da una montagna. La sezione riparata dall’esplosione fu assai meno distrutta. Un pilota giapponese di Nagasaki disse che non ci furono operazioni di soccorso il giorno del bombardamento, perché la città era avvolta dalle fiamme. La bomba di Nagasaki fu sganciata su un ospedale universitario nel quartiere di Urakami (nei pressi di un impianto della Mitsubishi), tutti i pazienti e il personale dell’ospedale morirono. L’autista disse che alcuni bambini sugli alberi (a giocare?) sopravvissero, ma quelli a terra morirono. La maggior parte della popolazione a Hiroshima dice che la bomba fu sganciata con un paracadute e fatta esplodere a 170-200 metri da terra. Il capo del servizio sanitario della 5.ta Flotta statunitense, comandante Willcutts, disse che nessun paracadute fu utilizzato nel lancio delle bombe, che alcuna bomba può cadere senza esplodere e che dopo il bombardamento, la zona d’impatto era sicura e che i giapponesi esageravano gli effetti della bomba nucleare.

Paper lanterns float in the Motoyasu RivNaryshkin afferma che gli Stati Uniti desiderano cancellare il ricordo dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki
Il bombardamento atomico del Giappone nel 1945, non è meno importante delle atrocità naziste
America’s Done Wrongs 5 agosto 2015Sergei NaryshkinIl ricordo del bombardamento atomico del Giappone nel 1945, non è meno importante del ricordo delle atrocità dei nazisti e dell’illusione dell’impunità può comportarne di molto, molto più gravi, afferma lo speaker della Duma Sergej Naryshkin. “Purtroppo, nel mondo di oggi ci sono potenze che cercano di cancellare dalla storia i dettagli dei bombardamenti e i loro risultati terribili, ed esprimono comprensione per chi ha commesso tali crimini“, ha detto parlando ad una tavola rotonda al MGIMO, dedicato al 70° anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki. “Gli Stati Uniti cercano di cancellare la memoria di Hiroshima e Nagasaki dalla discussione pubblica e degli esperti”. Tuttavia, Naryshkin s’è detto convinto che “la memoria di ciò non è meno importante del ricordo delle atrocità dei nazisti e dei militaristi giapponesi”, riferisce la TASS. “In effetti, le autorità degli Stati Uniti nel 1945 abusarono del patrimonio comune della lotta dei popoli delle Nazioni Unite, perché il grande programma nucleare era originariamente solo la risposta adeguata ai piani nazisti“, ha detto Naryshkin. L’oratore ha osservato con rammarico che oggi “le autorità statunitensi abusano della fiducia della Russia dopo la guerra fredda, e della simpatia dell’umanità dopo gli attacchi dell’11 settembre. In effetti, cercano di emarginare la memoria di Hiroshima e Nagasaki, nelle discussioni pubbliche e tra esperti, ma senza tali grevi pagine, la storia umana sarà incompleta e falsa“, ha aggiunto. Naryshkin ha espresso fiducia che brutalità e disparità del crimine sia evidente al governo statunitense. “Ma invece di interpretare fedelmente la storia, essi semplicemente non vogliono ricordarla e non per il bene della pace e della sicurezza, ma per prestigio nazionale“, ha detto il presidente della Duma di Stato. “L’illusione dell’impunità può portare a gravissime conseguenze“, spiegando che perciò “tale pericolosa distorsione della storia della seconda guerra mondiale sia parallela alla costruzione di una NATO aggressiva“. “Le azioni militari e il disprezzo per la vita dei popoli dell’occidente ha causato centinaia di migliaia di vittime innocenti in Jugoslavia, Iraq, Libia, Siria e ora l’Ucraina, una volta in pace, dove in un anno e mezzo di guerra civile sono morte, secondo le Nazioni Unite, circa 7mila persone, e secondo altre fonti le vittime sarebbero decine di migliaia“, ha detto. “Secondo me, una cosa è certa: il metodo scelto nel 1945 dagli Stati Uniti non si basò su considerazioni di umanità ma solo di necessità militare“. Notando che “i militaristi giapponesi commisero molti crimini contro la popolazione di Cina, Corea e altri Paesi asiatici”, Naryshkin ha detto che “a tale comportamento l’umanità diede una risposta civile. I tribunali di Tokyo e Khabarovsk. Ma le città di Hiroshima e Nagasaki con tali crimini non avevano niente a che fare“, ha osservato. “Immaginate se il regime di Hitler, tra gli altri crimini, avesse distrutto ad esempio con le armi chimiche disponibili in quel momento numerose città in Europa? Sarebbe stato distinto dalle accuse a Norimberga? Certo no, ma il bombardamento atomico delle città giapponesi, unico nella storia dell’umanità, non fu soggetto a un Tribunale militare internazionale, ma sappiamo che i crimini contro l’umanità non hanno prescrizione“, ha detto il presidente della Duma di Stato.
A sua volta, il vicepresidente della fazione “Russia Unita” nella Duma di Stato Franz Klintsevich ha detto che l’Unione dei veterani russi dell’Afghanistan farà appello al Ministero degli Esteri russo per avviare la costituzione di un tribunale internazionale sul bombardamento di Hiroshima e Nagasaki del 1945. Secondo lui, i bombardamenti atomici delle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki va qualificato come crimine contro l’umanità, secondo RIA “Novosti”. Quest’anno, il Giappone celebra i 70 anni dai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Nell’agosto 1945, piloti statunitensi sganciarono bombe atomiche sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Per l’esplosione atomica e le conseguenze a Hiroshima, su una popolazione di 350mila abitanti, ne morirono 140 mila. A Nagasaki ne morirono 74 mila. La stragrande maggioranza delle vittime del bombardamento atomico erano civili. Per l’anniversario dei tragici eventi, il 6 e 9 agosto a Hiroshima e Nagasaki si tengono ogni anno le “Cerimonie della Pace”.hiroshima-peaceTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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