La Russia riprende la produzione dei bombardieri strategici Tu-160

Valentin Vasilescu Reseau International 26 giugno 2015216028Abbiamo visto che il dispiegamento di armamenti pesanti e missili balistici statunitensi ai suoi confini costringono la Russia, mentre congela il programma sul velivolo di quinta generazione T-50 per gli effetti delle sanzioni economiche di Stati Uniti e Unione europea, a trovare nuove soluzioni per difendersi. Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto per riprendere la produzione dei bombardieri Tu-160 Tupolev nell’impianto aeronautico di Kazan. La decisione ha lo scopo di ridurre il divario tra Stati Uniti e Russia sul numero di bombardieri strategici. Gli Stati Uniti hanno 159 bombardieri strategici (62 B-1B, 78 B-52H e 19 B-2), mentre la Russia solo 70 (55 Tu-95 e 15 Tu-160). Inoltre vi sono proposte di riassegnazione dal Pentagono di bombardieri nucleari strategici e missili balistici a medio raggio degli Stati Uniti in Europa e Asia.
Il Tupolev Tu-160 è stato costruito in 35 esemplari ed entrò in servizio nel 1987. Il bombardiere ha un peso massimo al decollo di 275 tonnellate e può trasportare un carico di 40 tonnellate di bombe guidate di diverse dimensioni o 24 missili da crociera. Il Tu-160 ha un’ala geometria variabile, una velocità massima di 2230 chilometri all’ora (Mach 2) e un’autonomia di 13900 km (15 ore di volo continuo). La Russia prevede di produrre oltre 50 nuovi Tu-160 modernizzati. Questi nuovi velivoli raggiungeranno la flotta di bombardieri Tu-160 ereditata dall’Unione Sovietica al suo crollo ed in fase di aggiornamento. Per aggiornare gli attuali 15 bombardieri Tu-160, la Russia ha deciso di sostituire le apparecchiature di epoca sovietica con sistemi moderni. La modernizzazione viene effettuata in due fasi. La prima, completata nel 2008, ha sostituito i sistemi di navigazione (installazione del dispositivo di localizzazione satellitare basato sulla rete russa GLONASS) e installato nuovi sistemi d’arma multiruolo per l’impiego di armi nucleari e convenzionali (missili da crociera NPO Raduga Kh-555 e Kh-101, bombe laserguidate). La seconda fase prevede sostituzione e riparazione dei motori, sostituzione di unità radar, sistemi di comunicazione e rivestimento con pannelli compositi con maggiore grado d’invisibilità ai radar. Il primo volo del Tu-160M completato con i nuovi sistemi si ebbe nel novembre 2014. Il completamento dell’aggiornamento è previsto per il 2019. In base alle nuove condizioni, la modernizzazione degli equipaggiamenti esistenti sarà parallela alla costruzione dei nuovi velivoli. La ripresa della produzione dei bombardieri Tu-160 è un processo difficile perché strettamente legato alla redditività della linea di produzione della Kuznetsov di Samara, che produce i quattro motori NK-32 che spingono il velivolo. Una nuova variante del motore NK-32 da 24900 kg/s, con minor consumo specifico, estende il volo senza rifornimento a 16000 km. A differenza del NK-32, i motori General Electric F101-GE-102 che spingono il bombardiere strategico supersonico statunitense B-1B sviluppano solo 13800 kg/s per una velocità massima di 1335 km/h. La Kuznetsov ritiene una redditività minima con un ordine annuale di 30/40 motori, perciò il Ministero della Difesa russo ha deciso di finanziare la produzione di 50 velivoli Tu-160M in 5-6 anni. Secondo il Colonnello-Generale Viktor Bondarev, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, la ripresa della produzione del Tu-160 non pregiudica la progettazione del bombardiere di quinta generazione PAK-DA, che sarà condotta dalla compagnia Tupolev, e il cui primo volo è previsto per il 2019. Il PAK-DA sostituirà la flotta di 55 bombardieri strategici turboelica Tu-95.
I voli di pattugliamento nello spazio aereo internazionale dei Tu-160 furono rilevati nel 2007, dopo 15 anni di sospensione su richiesta di Washington. Il 10 giugno 2010, 2 bombardieri Tu-160 decollati dalla base aerea di Engels, stabilirono il record mondiale di volo continuo di 23 ore. All’inizio del 2009, un Tu-160 volò per 21 ore senza interruzione. I bombardieri completarono un volo di 18000 chilometri, con soste, volando intorno ai confini russi e su Oceano Artico e Pacifico.

112013Gli Stati Uniti suggeriscono di schierare in Europa e Asia missili nucleari
Valentin Vasilescu – Reseau International 25 giugno 2015

988748Nella riunione del G7 in Baviera, oltre a mantenere le sanzioni economiche alla Russia e al dispiegamento di armi pesanti ai suoi confini, gli Stati Uniti avrebbero proposto il ritorno alla situazione prevalente durante la Guerra Fredda. In altre parole, spostare vettori nucleari degli Stati Uniti in Europa. L’Associated Press ha poi pubblicato parte di un rapporto segreto preparato dal capo di Stato Maggiore degli eserciti degli Stati Uniti che considera la possibilità di schierare armi nucleari in Europa, in risposta a una presunta violazione di Mosca del Trattato sulle forze nucleari intermedie (INF). Secondo il rapporto, il Pentagono proporrebbe le seguenti misure:
1. Installazione un Europa di sistemi antimissile per abbattere i missili balistici intercontinentali russi subito dopo il lancio.
2. Contrastare la possibilità di un attacco nucleare da parte della Russia con attacchi preventivi a silos e rampe mobili dei missili nucleari russi. Ciò significa il dispiegamento di missili a raggio breve, medio e intermedio, bombardieri strategici e missili da crociera statunitensi in Asia e in Europa. Sul primo punto i sistemi antimissile che saranno installati in Romania e Polonia non possono intercettare i missili balistici intercontinentali russi. Per la semplice ragione che i silos dei missili nella parte europea della Russia sono fuori dalla loro portata (500 km) e la loro rotta sugli obiettivi negli USA, ad est degli Urali, passa sul Polo Nord. Al contrario, lo scudo degli Stati Uniti in Romania e Polonia è del tipo AEGIS terrestre che, dal punto di vista della Russia, è una flagrante violazione del trattato Intermediate Nuclear Forces (INF) firmato da Stati Uniti e URSS nel 1987, in quanto i lanciatori VLS Mk-41 in Romania e Polonia contengono missili da crociera con testate nucleari BGM-109G Tomahawk, in grado di colpire Mosca. In precedenza, 846 missili BGM-109G Tomahawk e Pershing-2 furono ritirati da Regno Unito, Belgio, Olanda, Italia, Germania, Stati Uniti secondo il trattato INF. Questo è ciò che fa ritenere ai russi che il primo punto sia una cortina di fumo per nascondere il secondo punto. C’è un terzo punto concernente un piano d’azione per migliorare la capacità nucleare degli Stati Uniti nel distruggere la capacità di rappresaglia nucleare russa. Ma ancora una volta la Russia non è stata presa alla sprovvista. Distribuirà MiG-31 capaci d’intercettare missili balistici e da crociera.
Possiamo quindi supporre che gli Stati Uniti intendono schierare sistemi di lancio nucleari con l’obiettivo di sorprendere la Russia, colpendo da direzioni in cui non ha mezzi contro i missili balistici o da crociera. Una possibile nuova sede sarebbero i sultanati salafiti del Golfo. Il Pentagono potrebbe schierare missili tattici a testata nucleare ATACMS MGM-168 (da 500 km) nei Paesi baltici, Polonia e Romania. La Polonia ha acquistato 40 missili da crociera AMG-158 JASSM che possono essere dotati di testate nucleari per i suoi F-16 block 52 ed è in trattative per comprare missili da crociera Tomahawk. In Corea del Sud gli Stati Uniti hanno un deposito sotterraneo a Kunsan, contenente testate nucleari. Da lì potrebbero schierare 24 bombardieri nucleari strategici B-52 e B-1, insieme a 2 B-2 stealth. La Gran Bretagna ha approvato la presenza sul suo territorio di altri 3 bombardieri strategici nucleari statunitensi B-52 e 2 B-2 nella base aerea di Fairford. Gli inglesi studiano la possibilità di schierare missili nucleari a raggio intermedio statunitensi sul proprio territorio.

v_dmitrenko_savasleyka_06Qual è il concetto d’impiego in Europa dei nuovi corazzati russi?
Valentin Vasilescu, Reseau International 23 giugno 2015

1092792Lo schieramento di equipaggiamento militare pesante dagli Stati Uniti ai confini della Russia contraddice gli accordi Russia-NATO del 1997. Perciò la Russia ha dovuto rivedere le proprie strategie di difesa e schierare truppe in questa regione europea, con particolare attenzione all’impiego dei nuovi blindati presentato alla parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa.
L’Operazione Tempesta nel Deserto del febbraio 1991 ha dimostrato che una difesa preparata in anticipo, come fecero gli iracheni che avevano molti blindati può essere perforata o bypassata da truppe con maggiore mobilità e protette dalle armi anticarro dai blindati di ultima generazione. Le unità statunitensi con carri armati M1A1 Abrams coordinati dai veicoli della fanteria M2 Bradley riuscirono ad avanzare per 150-250 km al giorno nel deserto. Così, nelle brecce prodotte, poterono  infiltrare massicciamente blindati da trasporto truppa LAV-50 dei marines degli Stati Uniti. Dalle lezioni del conflitto, la missione delle nuove unità di carri russi T-14 è creare un ampio e profondo corridoio nelle difese nemiche, che verrebbe attraversato dalla fanteria motorizzata a bordo dei nuovi veicoli Bumerang e dai nuovi blindati da combattimento di fanteria Kurganets-25. La riserva di carburante del T-14 Armata gli permette di avanzare per 500 km a una velocità massima di 90 km/h. Il carro armato T-14 è dotata di una torretta telecomandata sul cui è montato un cannone da 125mm 2A82-1M, che può sparare proiettili e lanciare missili anticarro a guida laser. Ma dato che un proiettile da 125mm pesa 5,6 kg, il T-14 ne ha solo 42. Pertanto, il T-14 sceglierà gli obiettivi prioritari come carri armati da neutralizzare e artiglieria del nemico da distruggere sul campo di battaglia. Per la distruzione del restante 70% degli obiettivi nemici, cioè supporto della fanteria, gruppi di artiglieria, linee anticarro, blindati leggeri tipo Humvee o Stryker, i carri armati T-14 opereranno congiuntamente con i veicoli pesanti della fanteria T-15 Armata. Ruolo chiave dei due tipi di carri armati russi è colpire i convogli in profondità dello schieramento nemici. Il T-15 ha lo stesso scafo del T-14 ma è dotato di una torretta universale telecomandata Epoch della Almaty, la stessa del nuovo cingolato corazzato da 25 t, Kurganets-25 e del blindato 8×8 Bumerang. La torretta Epoch dell’Almaty è armata con un cannone da 30mm, una mitragliatrice coassiale da 7,62mm e un lanciamissili con con 2 missili a guida laser Kornet/Kornet-EM (gittata da 8-10 km). Il cannone  automatico 2A42 da 30mm spara 550-800 colpi al minuto. Il peso di un proiettile è di 300-400 g. T-15 Armata, Kurganets-25 e Boomerang trasportano ciascuno 500 proiettili da 30 mm. Come nel caso di T-14 Armata, la blindatura del T-15 è composta da materiale ceramico, acciaio e lega di titanio. Il carro armato T-14 e il blindato T-15 Armata hanno anche pannelli RHA (blindatura laminata omogenea). Il terzo tipo di protezione è la corazza reattiva Afganit progettata per contrastare i puntatori dei proiettili e dei missili anticarro. Il sistema di contromisure elettroni dei T-14 e T-15 Armata è composto da laser d’interferenza. Dopo aver individuato il puntatore dei missili anticarro nemici, emette un raggio laser che acceca il sistema di guida ottica (telemetro laser, visori notturni, telecamere diurne e infrarossi).
Confrontandolo al carro armato tedesco Leopard 2, a quello statunitense M1A2 Abrams, al francese AMX-56 Leclerc e all’inglese Challenger 2, il russo T-14 Armata ha un rapporto di 4/1 a favore. Sugli carri armati nei Paesi ex-comunisti diventati membri della NATO, come la Romania, il rapporto è di 10/1. Ecco perché la Russia non ha bisogno di acquisire più di 2300 T-14 carri armati Armata. Alcun esercito europeo e neanche degli Stati Uniti ha qualcosa di equivalente. L’esercito russo sarà quindi dotato di 3/4000 blindati T-15 che saranno le piattaforme per armi come mortai o sistemi missilistici antiaerei, oppure essere utilizzati per recuperare carri armati danneggiati, ecc. Con questi veicoli, l’esercito russo avrà anche 4000 Kurganets-25.
TEHNIKA_PARAD_150504_02Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo programma navale russo

Alessandro Lattanzio, 22/6/2015

Proekt Lider

Proekt 23560 Lider

Sergej Vlasov dell’ufficio progettazione Nevskij, ha dichiarato che la prima unità di nuova classe di navi d’assalto anfibio per la Marina russa potrà essere costruito nel 2020, e dislocherà 16000 tonnellate e potrà sbarcare un battaglione di fanteria della Marina e trasportare una squadriglia di elicotteri. Queste navi saranno costruite con il denaro restituito dalla Francia per la mancata consegna delle Mistral. Si tratta delle unità Classe Lavina e Classe Priboj, che saranno armate con due tipi di CIWS (cannoni antimissile): 3 Palma e sulla sovrastruttura 2 Pantsir-M, che costituiranno la difesa di punto di forza nell’ambito della difesa a strati fornita da unità più potenti come i cacciatorpediniere Proekt 23560.
Le navi d’assalto anfibio Priboj avranno una lunghezza di 165 m e una larghezza di 25 m, un dislocamento di 14000 t, una velocità di 20 nodi, un’autonomia di 60 giorni; trasporteranno 500 fanti di Marina, 8 elicotteri Kamov Ka-27 o Ka-52K, 60 automezzi, 4 mezzi da sbarco Proekt 11770M e 2 hovercraft Proekt 12061M. Le navi d’assalto anfibio Priboj, che saranno l’alternativa alle portaelicotteri francesi Mistral, sono state presentate al forum Army-2015 di Mosca Kubinka. “Questa è la nostra risposta alle Mistral. I disegni della nave indicano le caratteristiche del progetto, permettendoci di ritenere che le Priboj potranno affrontare con successo i compiti inerenti alle operazioni di trasporto e anfibie“, dichiarava ad Interfax-AVN il portavoce della Marina russa.buque lavina perfil
Le navi Classe Lavina, progettate dall’Istituto Centrale di Ricerca Scientifica Krylov, invece avranno una lunghezza di 218 m, un dislocamento di 24000 t, una velocità di 22 nodi, un’autonomia di 5000 miglia, un equipaggio di 320 effettivi; trasporteranno 500 fanti di Marina, 16 elicotteri Kamov Ka-27 da trasporto e Ka-29 e Ka-52K Shok d’attacco, 50 autoveicoli, 6 mezzi da sbarco Proekt 11770 Chamois, 6 mezzi da sbarco Proekt 03160 Raptor, e saranno dotate dei cannoni AK-176M, 2 complessi CIWS AK-630M-2 Duet/Pantsir-M e 3 CIWS Palma.

Proekt Lavina

Proekt Lavina

La Marina russa prevede anche di avviare nel 2019 la costruzione dei nuovi cacciatorpediniere Proekt 23560 Classe Lider, progettati dall’istituto Krylov, secondo il Comandante della Marina Ammiraglio Viktor Chirkov. La nave avrà un dislocamento di 17500 tonnellate, una lunghezza di 200 metri e una larghezza di 20 metri, sarà armata con 76 missili antinave e 128 missili antiaerei, avrà una velocità di 30 nodi e un’autonomia di 90 giorni. Il Capitano Vladimir Trjapichnikov dichiarava a sua volta che “Il lavoro per creare una portaerei non ha mai smesso. La Marina ha la rigorosa esigenza per una portaerei, ma finora non vediamo nulla nelle richiesta che non possiamo realizzare. Prevediamo d’iniziarne la costruzione non prima del 2025“. La nuova nave, che affiancherà alla Admiral Kuznetsov, l’unica portaerei della Marina russa (dal 14 maggio 2015 in riparazione presso il cantiere 82 di Rosljakovo), sarà costruita nell’ambito del programma di costruzione navali per il 2050. Si tratta delle unità Proekt 23000 Classe Shtorm, da 100000 tonnellate di dislocamento, con una lunghezza di 330 m e una larghezza di 40 metri, una velocità di 32 nodi, un’autonomia di 120 giorni e un equipaggio di 4500 effettivi. Sarà dotata di 2 Sky Jump e 2 catapulte elettromagnetiche per far decollare 90 aeromobili.

Proekt Shtorm

Proekt 23000 Shtorm

Inoltre, la Marina russa prevede di aggiornare 10 sottomarini nucleari con i più recenti sistemi d’arma e navali. Secondo l’Ammiraglio Viktor Chirkov, “La modernizzazione è prevista per una decina di sottomarini nucleari Proekt 971 e Proekt 949 nello stabilimento Zvezdochka di Severodvinsk e nell’impianto Zvezdochka nel Primorskij Kraj. Si tratta di una profonda modernizzazione, che alla fine ci darà dei sottomarini quasi nuovi con i più recenti sistemi d’arma e navigazione“. Infatti, il cantiere Sevmash di Severodvinsk avviava gli investimenti per aggiornare le infrastrutture volte ad affrontare i nuovi programmi di costruzione navale, come la modernizzazione degli incrociatori nucleare Proekt 1144. Verrà aggiornata la piattaforma per le riparazioni di navi di grandi dimensioni, ricostruendo il bacino di carenaggio N° 50 ed installando un nuovo sistema di movimentazione dei grandi carichi e le gru destinate alla modernizzazione dell’incrociatore Admiral Nakhimov. La modernizzazione del cantiere Sevamsh di Severodvinsk permetterà la costruzione dei sottomarini nucleari di 5.ta e 6.ta generazione così come della nuova classe di portaerei.sevmashLa Russia attualmente ha un programma da 325 miliardi di dollari per il rinnovamento delle proprie forze armate entro il 2020.

admiral_makhimov_cruiser_sevmashNote
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La Cina costruirà 415 nuove navi da guerra nei prossimi 15 anni

Valentin Vasilescu, Reseau International 11 giugno 20157o077LVAttualmente, la Cina ha la maggiore Marina dell’Asia con quasi 300 navi di superficie e sottomarini. Un’analisi dei programmi della Marina della Repubblica popolare cinese è stata fatta dall’ex-ufficiale dell’intelligence della US Navy James Fanelli, per il centro di sicurezza su richiesta del Congresso, dimostrando il potenziale di crescita delle forze navali cinesi. La Cina ora punta a sostituire la flotta basata su navi sovietiche con navi più grandi, multiruolo e dotate di sensori di rilevamento e di missili antinave, antisom e antaerei avanzati. Secondo il rapporto, la Cina nel 2030 avrà 99 sottomarini, 4-5 portaerei, 102 cacciatorpediniere e fregate, 73 navi di assalto anfibio e 111 navi lanciamissili. Inoltre, l’università navale dell’US Navy ha analizzato, in un report per il Pentagono, l’operatività della nuova classe di cacciatorpediniere cinesi Luyang III (Tipo 052D), ritenuto capace di modificare l’equilibrio delle forze nel Pacifico occidentale. Il primo cacciatorpediniere Classe Luyang III è entrato in servizio nella Marina cinese il 21 marzo 2014, e altri 11 sono in costruzione nei cantieri in Cina. Il cacciatorpediniere Luyang III, da 7500 tonnellate, con una superficie riflettente radar significativamente ridotta, è considerato il principale concorrente dei cacciatorpediniere AEGIS classe Arleigh Burke dell’US Navy. Il Radar di rilevamento (Tipo 348) è del tipo AESA (Active Electronically Scanned Array) l’equivalente cinese del radar AN/SPY-1 AEGIS, con un raggio di 350 km. Come l’AEGIS delle navi statunitensi, il Tipo 348 può guidare i missili antiaerei a lungo raggio contro missili balistici a medio raggio. Per facilitare l’individuazione di F-22 e F-35 (aerei stealth), il Tipo 348 combina sensori passivi YLC-20 e DWL002. I cacciatorpediniere Luyang III sono dotati di 64 celle (+ 24) dei sistemi di lancio verticali (VLS), di siluri CY-5 propulsi da motori-razzo, missili da crociera CJ-10 (gittata di 2500 km), missili antinave YJ-18 o YJ-83 (gittata di 250-500 km), missili antiaerei a lungo raggio HQ-9 (gittata di 200 km), missili antiaerei a medio raggio DK-10 (50 km) e missili antiaerei a corto raggio HHQ-10. La relazione richiama inoltre l’attenzione su immagini satellitari che mostrano che nel cantiere cinese di Jiangnan Changxing si costruisce una nuova classe di cacciatorpediniere (Tipo 055) dal dislocamento di 13000 t e dotati di 128 VLS. Il Tipo 055 dispone anche di un radar in banda L installato a poppavia della nave, simile al sistema di S1850M dei cacciatorpediniere inglesi Tipo 45. Un’altra preoccupazione per gli esperti dell’US Navy è le capacità crescente dei sottomarini nucleari cinesi Tipo 093 da 11500 t. Ciascuno dei quattro sottomarini esistenti è dotato di 12 missili balistici JL-2, con una gittata di 8000 km. I cinesi hanno elaborato un sottomarino a propulsione nucleare (Tipo 096) ancora più avanzato con a bordo 24 missili balistici a testata nucleare. Il Pentagono ritiene che entro cinque anni, la Cina avrà una flotta di sottomarini grande quanto quella degli Stati Uniti (78 sottomarini).

0552pLa Cina effettua il quarto test di un velivolo strategico nucleare
Sputnik 11/06/2015

97658279La Cina questa settimana ha condotto il quarto test riuscito del nuovo velivolo ipersonico per attacchi nucleari in grado di rendere “obsoleti” i sistemi di difesa antimissile degli USA. Il test del velivolo d’attacco ipersonico Wu-14 è stato effettuato il 7 giugno, lanciato con missile balistico dal centro di prova nella Cina occidentale, segnala il Washington Free Beacon. Il velivolo ha eseguito “manovre estreme” che i funzionari dell’intelligenza affermano abbiano lo scopo di testare la capacità di schivare i sistemi della difesa antimissile degli USA. E’ stato il quarto test in 18 mesi, dopo gli esperimenti di gennaio, agosto e dicembre dello scorso anno, segnala WFB. La frequenza delle prove mostra l’impegno della Cina nel sviluppare la nuova arma. Il Wu-14 vola nell’alta nell’atmosfera ai limiti dello spazio trasportando testate nucleari e convenzionali. Il velivolo high-tech viaggia a una velocità 10 volte superiore a quella del suono. L’intelligence statunitense monitora regolarmente i test, e il 7 giugno è stata la prima volta che il Wu-14 ha mostrato “manovre estreme”, secondo un funzionario. Gli analisti ritengono che le manovre siano volte a schivare i sistemi di difesa antimissile. La commissione del Congresso sulla Cina a novembre aveva pubblicato un rapporto in cui afferma che Pechino lavora alle armi ipersoniche come “componente fondamentale della capacità d’attacco di precisione di nuova generazione“. “I velivoli ipersonici potrebbero rendere meno efficaci od obsoleti i vigenti sistemi di difesa missilistici degli Stati Uniti“, dice il rapporto. Oltre al velivolo, la Cina sviluppa anche una seconda arma ipersonica che utilizza un motore scramjet ad alta tecnologia. “Con quattro test in circa un anno e mezzo, è possibile che la Cina possa sviluppare una prima versione per lo schieramento in uno o due anni”, ha detto nell’intervista a WFB Rick Fisher, esperto di Cina dell’International Assessment and Strategy Center, aggiungendo: “Forse il più importante antidoto USA alla testata ipersonica manovrabile cinese è il programma di armi ad energia”. Fisher ha detto che vi è “necessità urgente” per gli Stati Uniti di dispiegare armi di tipo rail-gun, che sparano proiettili a velocità ipersonica, creando nuvole di pellet che possono danneggiare o distruggere i velivoli ipersonici cinesi. L’ultima versione della Camera del disegno di legge sul bilancio 2016 autorizza la difesa a riconoscere la minaccia delle armi ipersoniche della Cina, e chiede al Pentagono di condurre esperimenti su tali sistemi. Il disegno di legge prevede anche 291 milioni dollari per un sistema di difesa missilistico contro le minacce ipersoniche. Ad oggi, l’esercito statunitense ha condotto soltanto due prove sulla sua arma ipersonica; nell’ultimo test il missile è esploso poco dopo il decollo.

17450588Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

MiG-31 vs scudo ABM

Valentin Vasilescu ZiaruldegardaReseau International 9 giugno 2015996503In un precedente articolo ho spiegato che lo scudo di Deveselu è un complesso terrestre AEGIS con 24 missili antibalistici SM-3. Il complesso è dotato di missili da crociera BGM-109G Tomahawk, in grado di colpire Mosca e altri obiettivi sul territorio della Russia. I missili da crociera sono meno vulnerabili a missili antiaerei e aria-aria dei missili balistici. La caratteristica del missile da crociera è che può volare a bassa quota. I rilievi e la curvatura della terra riducono la distanza di rilevamento dai radar a terra. I missili da crociera creano grossi problemi ai radar di terra che non possono distinguerli quando volano tra oggetti in rilievo sul terreno come alti edifici e foreste. A differenza dei missili balistici, i missili da crociera possono cambiare rotta in modo da non cadere entro la gittata delle batterie dei missili antiaerei e di accertarsi che sia impossibile prevedere i loro obiettivi. I missili da crociera di nuova tecnologia hanno anche carattere “stealth” avendo una superficie radar riflettente molto bassa (0,1-0,01 mq), che li rende difficili da rilevare, seguire e intercettare. Sono propulsi da piccoli motori a reazione che, anche, lasciano solo una breve firma agli infrarossi rilevabile. Il processore del missile da crociera ha nella memoria una mappa radar dei rilievi delle aree da sorvolare il più vicino alla superficie in modo permanente. Un aereo intercettore dovrebbe conoscere rotta e velocità del missile da crociera per calcolare la possibile zona di lancio dei missili aria-aria, prima che raggiungano l’obiettivo. Pertanto il rilevamento di un missile crociera e la trasmissione dei parametri di volo avviene più facilmente con gli aerei radar che possono distinguere gli oggetti volanti da altri sul terreno e da grande distanza. E’ il ruolo degli aerei di allerta avanzata AWACS. Dal 2008, quando gli Stati Uniti sollevarono la questione dell’installazione dello scudo antimissile in Europa, l’aeronautica militare russa ha creato un caccia a lungo raggio in grado d’intercettare missili da crociera e missili intercontinentali balistici: il MiG-31. Il radar Bars a bordo del MiG-31BM ha nella memoria del microprocessore una mappa digitale del terreno da sorvolare per confrontare e rilevare i missili da crociera rispetto agli oggetti sul terreno. Rileva simultaneamente 24 bersagli aerei a una distanza di 350-400 km. Il processore sceglie i 10 più pericolosi e gli lancia contro i 10 missili a lungo raggio R-33/37 di bordo. Il missile R-33/37 pesa 600 kg, ha 5 m di lunghezza ed è l’unico missile con una gittata di 300-390 km e una velocità di Mach 6. Otto altri obiettivi possono essere inseguiti e distrutti con missili aria-aria a medio raggio R-77 (110 km di gittata). Il carico massimo che un MiG-31 può trasportare è di 9000 kg. Il MiG-31 divenne operativo nell’aeronautica sovietica nel 1981. Prodotto in oltre 500 esemplari ha una velocità massima di 3000 km/h ed una tangenza di 20600 m. E’ stato modernizzato nelle versioni BM/B nell’impianto Sokol di Nizhnij Novgorod per adattarsi alle condizioni del campo di battaglia moderno. L’aeronautica russa avrebbe solo 130 MiG-31 aggiornati fino al 2017. Dal 2013, la società ha iniziato a lavorare sul progetto MiG-41 (con una velocità massima di Mach 4,3), che compirà il primo volo nel 2017. … Il MiG-31 ha alcune limitazioni, non è un velivolo multiruolo capace delle necessarie manovre in combattimento aereo, ma un aereo biposto (pilota ed operatore) che pattuglia ad alta quota per più di due ore. Basta una pattuglia di MiG-31 per impedire la penetrazione dello spazio aereo russo per un’ampiezza di 400 km. Il 28 maggio 2015, nel corso di un’esercitazione nell’Artico, nel poligono Pemboj nella regione di Komi (1500 km a nord-est di Mosca) con 12000 soldati e 250 velivoli, un MiG-31BM ha abbattuto un missile da crociera. Il missile da crociera era stato lanciato da un bombardiere TU-95MS e volava ad una quota inferiore ai 300 m. Fu intercettato 10 km prima di raggiungere il bersaglio.10559743Le forze aeree russe dispongono di 12 squadriglie di MiG-31. La difesa del confine orientale della Russia è assicurata dai MiG-31 della base aerea di Chuguevka nei pressi del Mar del Giappone, dalla base aerea di Petropavlovsk nella Kamchatka, e dalla base aerea di Anadyr nei pressi dell’Alaska. L’intercettazione dei missili da crociera lanciati dai bombardieri strategici dal Polo Nord e dall’Europa occidentale, rientra nel compito dei MiG-31 delle basi aeree di Letneozersk e Talagi nella regione di Arcangelo, della base aerea di Monchegorsk nella regione di Murmansk, della base aerea di Rogachjovo sull’isola di Novaja Zemlja e della base aerea di Tiksi sulle coste del Mare di Laptev in Siberia. La difesa di Mosca contro i missili da crociera lanciati da Deveselu è compito delle basi aeree di Khotilovo e Kubinka intorno Mosca. Alla fine del 2015 quando lo scudo di Deveselu sarà operativo, una pattuglia di quattro MiG-31 verrà schierata a rotazione sulla base aerea di Belbek in Crimea. Esperti militari statunitensi credono che meno del 10% delle migliaia di missili da crociera lanciati da statunitensi e inglesi durante l’invasione dell’Iraq nel 2003, e per l’imposizione della no-fly zone in Libia nel 2011, colpirebbe gli obiettivi se venissero affrontati dai MiG-31BM.


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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Su-24 contro AEGIS, secondo atto shakespeariano

Dedefensa 5 giugno 2015270524Lo scorso 30 maggio s’è avuto un primo “incidente” tra un cacciatorpediniere lanciamissili dotato del sistema di difesa aerea ABM tipo AEGIS, l’USS Ross (DDG-71) e ‘dei’ (numero non specificato) Su-24 russi. Gli aerei provenivano da una base costiera conducendo una dimostrazione d’interdizione, perché il comando russo credeva che l’USS Ross seguisse una rotta che gli avrebbe permesso di entrare nelle acque territoriali russe. (Due “incidenti” di questo tipo coinvolgenti gli stessi tipi di aerei russi e navi statunitensi, questa volta accompagnate da una nave da guerra ucraina, hanno avuto luogo il 31 maggio e 1° giugno.) I russi affermano di aver costretto la nave a cambiare rotta; l’US Navy ha detto che non è accaduto semplicemente perché l’USS Ross non puntava affatto sulle coste russe. Tutto ciò avviene nel Mar Nero, che bagna sia Ucraina e Russia, divenuto uno dei luoghi preferiti da esercitazioni, manovre e crociere per mostrare bandiera delle navi della Sesta Flotta USA del Mediterraneo. Tali pressioni sono classiche nelle crisi, ma il fatto è che nell’attuale situazione eccezionale, “la crisi” non è più un evento eccezionale che promette di essere riassorbita appena dopo aver raggiunto il culmine, ma piuttosto una volta avviata non si ferma e diventa infrastrutturale (infrastrutture critica).
L’incidente è molto simile a quello dello scorso aprile 2014, che coinvolse un cacciatorpediniere AEGIS della classe Arleigh Burke, l’USS Donald Cook (DDG-75) e un Su-24 russo. (Vedi 23 aprile 2014: “USS Cook vs Su-24″) Un testo di WSWS del 2 giugno 2015, ripreso da Mondialisation il 4 giugno 2015, indica i dettagli del caso, in particolare menzionando anche l’incidente dell’aprile 2014, negli stessi termini di una “fonte militare russa” di RIA Novosti. “Aerei da guerra russi hanno intercettato il 30 maggio il cacciatorpediniere lanciamissili USS Ross, sul Mar Nero al largo delle coste russe, secondo quanto riferito dai media russi. La nave statunitense navigava lungo le acque territoriali russe, e poi prese una rotta che l’avrebbe portata nelle acque territoriali russe, una situazione tale da provocare lo scontro militare tra forze russe e statunitensi. L’equipaggio della nave agiva in maniera provocatoria e aggressiva, preoccupando gli operatori delle stazioni di sorveglianza e delle navi della Flotta del Mar Nero. Un aereo d’attacco Su-24 è decollato su allerta dimostrando la volontà d’impedire con la forza violazioni di confine e di difendere gli interessi del Paese“, ha detto la fonte militare russa all’agenzia RIA Novosti. L’aereo d’attacco Su-24 è decollato per intercettare l’USS Ross che improvvisamente cambiava rotta. “A quanto pare, gli statunitensi non hanno dimenticato l’incidente dell’aprile 2014, quando un Su-24 praticamente ‘mise fuori uso’ tutta l’elettronica avanzata del cacciatorpediniere statunitense Donald Cook”, aggiungeva la fonte.Il significato delle dichiarazioni che l’esercito russo sia pronto ad impedire con la forza la violazione delle acque territoriali russe da parte di navi da guerra degli Stati Uniti è inequivocabile e terrificante allo stesso tempo. Dato che la NATO ha sostenuto il colpo di Stato a Kiev lo scorso anno, l’escalation dei suoi dispiegamenti militari ed esercitazioni al confine con la Russia e sui mari limitrofi, ha portato il mondo sull’orlo di una guerra tra potenze nucleari. La NATO, che mostra incredibile irresponsabilità, dispiega navi e aerei da guerra nel Mar Glaciale Artico, Mar Baltico e Mar Nero, tutti ai confini della Russia. (…) Ciò crea una situazione in cui un piccolo errore di navigazione può affondare una nave da guerra statunitense, innescando un attacco missilistico statunitense sulla Russia e portando all’escalation della guerra tra potenze con arsenali nucleari in grado di distruggere il pianeta più volte. Il Pentagono ha confermato l’incidente nel Mar Nero e che il dispiegamento dell’USS Ross nella regione era stato annunciato pubblicamente. La portavoce del Pentagono Eileen Lainez ha detto che l’USS Ross era “sempre in acque internazionali, per operazioni di routine“. Parlando al forum sulla sicurezza Shangri-La Dialogue di Singapore, il segretario della Difesa russo Anatolij Antonov avvertiva che il dispiegamento di navi lanciamissili statunitensi in prossimità dei confini russi ‘è un pericolo per la stabilità strategica’ tra i due Paesi“. … Ma ciò che è notevole dell’incidente, il cui carattere politico-militare è un alquanto esagerato in relazione alla “routine”, è la precisione della “fonte militare russa” fatta a RIA Novosti secondo cui “gli statunitensi non hanno dimenticato l’incidente dell’aprile 2014, quando un Su-24 praticamente ‘mise fuori uso’ tutta l’elettronica avanzata del cacciatorpediniere statunitense Donald Cook“. In realtà, questa affermazione semi-formale su una rete statale russa, appare come una sorta di conferma o se vogliamo di considerazione semi-ufficiale. “Confermo, anche se non dico nulla ufficialmente” ciò che è solo un apprezzamento non ufficiale. Fu questo l’aspetto dell’incidente dell’aprile 2014 tra il Su-24 e l’USS Donald Cook, riferito nel testo del 23 aprile 2014 nei seguenti termini: “…Poi apparve l’informazione che il Su-24 aveva eseguito una vera e propria dimostrazione “operativa” del sistema d’inganno elettronico che accecò completamente il sistema AEGIS del Donald Cook, il potente sistema elettronico di difesa antiaerea e antimissile che costituisce la maggior parte della difesa aerea della flotta degli Stati Uniti. (Il sistema AEGIS è ancora più importante, essendo anche parte assai importante del grande network ABM che gli Stati Uniti sviluppano da anni, ufficialmente contro l’Iran ma operativamente contro la Russia. Si tratta dell’importanza non solo militare, ma anche politica dell’AEGIS). Il sistema russo in questione viene designato ‘Khibinij’. Dopo l’incidente, l’USS Donald Cook si recò in un porto rumeno apparentemente per riparazioni, e una notizia disse che 27 membri dell’equipaggio si erano congedati. La notizia fu diffusa il 21 aprile 2014 da una radio russa in India, sul sito “Indian.ruvr.ru”, dando la parola a Pavel Zolotarev, vicedirettore dell’Istituto per USA e Canada di Mosca (importante istituto russo che collabora con la leadership russa)“.
nato-ships-black-sea.si Dal punto di vista degli Stati Uniti, cioè dell’US Navy, ritornando all’affare del 30 maggio – 1 giugno, c’è la volontà di essere calmi, flemmatici, del “tutto va come previsto senza alcun incidente e nulla fuori dall’ordinario“, secondo il commento di Shakespeare su Molto rumore per nulla (“Dal nostro punto di vista si tratta di molto rumore per nulla“, ha detto il portavoce dell’US Navy tenente Tim Hawkins all’USNI News). Tuttavia, l’US Navy ha diffuso diversi documenti, tra cui due DVD sul passaggio di un Su-24 il 29 maggio (con tempo parzialmente nuvoloso) e 30 maggio (bel tempo sul Mar Nero), insomma ha parlato molto per qualcosa di poco importante. (Vedasi il testo del 2 giugno 2015 di USNI News, sito ufficiale del servizio informazioni della Marina degli Stati Uniti, che mostra video e testo che forniscono molte informazioni sulla posizione ufficiale della Marina, compreso il richiamo all'”incidente” dell’aprile 2014 con affermazioni dell’epoca sul Su-24, e la precisione che secondo “fonti indipendenti”esse fossero infondate: “diversi esperti di aviazione e radar hanno detto a USNI News che la probabilità che un aereo dalle dimensioni del caccia russo emetta un campo jammer capace di rendere un radar SPY-1D completamente inutilizzabile, come alcune pubblicazioni russe hanno dichiarato, sia estremamente remota“… Per maggiore sicurezza, USNI dovrebbe semplicemente chiederlo all’US Navy). Va aggiunto, per chiarire la storia, che l’USS Donald Cook lasciò il Mar Nero il 3 giugno 2015 dopo una crociera di 11 giorni nel Mar Nero, mentre la Convenzione di Montreux permette una crociera di 21 giorni alle navi da guerra provenienti da Paesi non rivieraschi. Non è molto intelligente dal punto di vista della comunicazione, dopo i tre “incidenti” del 30 maggio-1 giugno, perché la cosa alimenta ulteriormente le argomentazioni di complottisti e rabbiosi antiamericani secondo cui l’USS Donald Cook aveva subito qualche danno rientrando velocemente, mentre aveva ancora dieci giorni per schernire il Su-24 e mostrare le sue perfette condizioni. Un buon assistente all’immagine l’avrebbe effettivamente consigliato (è il suo lavoro) all’US Navy, quando era già passata a giustificarsi con i DVD delle vacanze sul Mar Nero, allungando il brodo della crociera dell’USS Donald Ross nel Mar Nero di almeno una settimana, per dimostrare che tutto andava bene a bordo; ovviamente se fosse così, e questo è il nocciolo della questione per gli osservatori esterni dall’immaginazione fertile e assunzione facile.
In breve, questo nuovo incontro stranamente ricorda (inevitabile avverbio di una mente composita…) l’aprile 2014, in particolare per la presenza dello stesso tipo di cacciatorpediniere statunitense della rete AEGIS costituente parte essenziale della rete BMDE denunciata dai russi come destabilizzante e volta ad affrontare la loro forza nucleare strategica. Le circostanze potrebbero consentire di animare nuovamente la polemica seguita per diverse settimane, nell’aprile-maggio 2014, sulle possibili funzionalità jamming dei russi. L’ipotesi avanzata dalla “fonte militare russa” citata da RIA Novosti, sull’US Navy tornata a verificare questa supposta capacità, da anche spunti di riflessione. In ogni caso, va osservata la capacità di comunicazione dei russi, che senza sembrare attenti e quasi naturalmente, semi-ufficialmente accreditano, senza necessità di avere la benché minima prova, esistenza ed efficacia del sistema Khibinij. Il partito americanista, sempre dal punto di vista della comunicazione, si trova sulla difensiva inviando DVD che non dimostrano nulla se non il tempo sul Mar Nero, ripetendo nei resoconti sull'”incidente” che tutto è andato normalmente e che le affermazioni russe sono contraddette da tonnellate di “esperti”, implicando ulteriore supporto secondo cui le cose sono andate come i russi hanno detto, senza affermarlo in modo efficace ed irremovibile. Sebbene sia un tema così arido come Molto Rumore per Nulla, Shakespeare ne fece una grande opera…

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