Uno squadrone di MiG nell’Area 51

Jaime Noguera, RBTH, 3 settembre 2014

Durante la Guerra Fredda l’US Air Force creò una squadriglia segreta formata da aerei sovietici ottenuti nei modi più diversi, molti grazie alla defezione dei piloti. Gli Stati Uniti hanno esaminato attentamente tutti gli aerei dell’URSS caduti nelle loro mani. Alcuni fuggiti da Cuba.

4477th_Test_and_Evaluation_Squadron_MiG-21_Red_85La 4477.ma squadriglia di valutazione (4477 TES) fu creata dal Comando aereo tattico dell’Aeronautica militare degli Stati Uniti per apprendere le caratteristiche di volo degli aeromobili utilizzati dall’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Lo scopo di questo progetto segreto, chiamato Constant Peg, era addestrare i piloti e gli addetti alle armi dell’Aeronautica militare e del Corpo dei marines degli Stati Uniti contro i velivoli nemici. La novità di questa iniziativa fu l’impiego diretto di tecnologia sovietica. L’informazione pubblica su tale unità soprannominata Red Eagles fu declassificata di recente, nel 2006. Così si apprese che tra il 1977 e il 1988 operava da basi nel deserto del Nevada, nel complesso denominato “Area 51″, con aeromobili MiG-15, MiG-17, MiG-21 e MiG-23, anche se non fu ufficialmente sciolta prima del 1990. Come dicono gli specialisti Steve Davies e Gaillard R. Peck Jr nei loro rispettivi libri sul 4477 TEST, la maggior parte dei velivoli fu ottenuto con prestiti o acquisizioni da Paesi come Israele (esemplari catturati nelle guerre con i Paesi arabi) o Indonesia, ma nella prima fase di Constant Peg, furono anche usati velivoli consegnati dai disertori. Come nel caso del caccia Jakovlev Jak-23 del pilota rumeno Mihail Diaconu che volò nel 1953 in Jugoslavia e che i servizi segreti statunitensi ebbero dall’Aeronautica del Maresciallo Tito. L’aereo arrivò disarmato e fu inviato al centro di test e valutazione dell’US Air Force di Wright Airfield, presso Dayton, Ohio, dove fece diversi voli di prova, riconosciuti negli Stati Uniti. Per mantenere segreto il possesso del velivolo, lo Jak-23 fece le prove di volo nelle prime ore del mattino. Dopo aver completato tutti i test, il velivolo fu smontato e rimandato in Jugoslavia con l’araldica originale. Gli statunitensi conclusero che, nonostante fosse superato dai caccia di nuova generazione, lo Jak-23 era ancora una minaccia per i bombardieri che conducessero missioni sul territorio dell’URSS.


Video in inglese su test condotti dall’USAF con lo Jak-23, declassificato nel 1994.

In realtà, gli Stati Uniti erano ansiosi d’avere un MiG-15, l’aereo che gli causava gravi perdite nella guerra di Corea, quindi optarono per l’uso del denaro offrendo 100000 dollari e asilo politico ai piloti che disertavano su uno di questi velivoli. L’Operazione Moolah portò dei risultati la mattina del 5 marzo 1953, con l’atterraggio sull’isola danese di Bornholm del polacco Franciszek Jarecki a bordo dell’aereo desiderato. Gli esperti dell’USAF approfondirono il velivolo, che fu restituito via nave alla Polonia secondo gli standard internazionali. Tuttavia, gli Stati Uniti fecero volare sul deserto del Nevada l’aereo con cui il tenente nordcoreano No Kum-Sok cercò di divenire cittadino statunitense, fuggendo in aereo in Corea del Sud, il 21 settembre 1953.


Valutazione del MiG-15 da parte dell’USAF.

Quando aerei volarono da Cuba in quel periodo, alcuni di tali velivoli non aggiunsero tecnologicamente nulla agli Stati Uniti, come l’addestratore Zlin 326 dell’istruttore cubano Jose Diaz Vásquez che volò un anno dopo la crisi dei missili di Cuba, a Key West. O l’elicottero Mil Mi-4 fuggito nel 1964 dopo che Santos Guillermo Izaguirre e Andrés Izaguirre ne uccisero in volo il comandante José García inviando il velivolo da Cuba alla stessa destinazione scelta da Diaz Vasquez. Secondo lo storico Ruben Urribarres, forse fu molto interessante ricevere sul proprio territorio un MiG-17 cubano del reggimento di Santa Clara, pilotato dal tenente Eduardo Jiménez Guerra, passato al blocco occidentale il 5 ottobre 1969 volando sulla Homestead Air Force Base di Miami e creando grande allarme, dato che all’atterraggio il caccia sovietico parcheggiò vicino al Boeing 707 del presidente Lyndon B Johnson, evidenziando i problemi del sistema di difesa aerea degli Stati Uniti. L’aereo sarebbe tornato a Cuba che dieci anni dopo.
Il vero oggetto del desiderio dell’USAF in quegli anni era il MiG-21 che creava molti problemi in Vietnam. Ne ottenne un esemplare, più due MiG-17 siriani, attraverso Israele. In particolare, il MiG-21 era l’aereo con cui aveva disertato nel 1966, con l’Operazione Diamante del Mossad, il capitano dell’Iraqi Air Force Munir Radfa. Gli statunitensi condussero dei test tra gennaio e aprile 1968. I loro piloti in Nevada lo descrissero come “un aereo buono ed onesto”. Dei MiG-17, i dirigenti del programma notarono con preoccupazione che nei primi test contro gli F-4 Phantom, questi venivano sconfitti più e più volte dai piccoli e agili aerei sovietici. Tra l’altro, grazie al materiale sovietico, fu facilitato l’invio ad Israele dei Phantom. Negli anni ’70, il raffreddamento delle relazioni tra l’Unione Sovietica e l’Egitto fornì aerei più avanzati all’unità segreta. Il presidente Anwar Sadat diede al suo potente alleato occidentale due cacciabombardieri MiG-23 Flogger che furono esaminati e valutati nelle installazioni militari preferite dagli ufologi di tutto il mondo.
L’ultima defezione di un aereo sovietico da Cuba risale al 1993, quando un MiG-21bis cubano pilotato dal capitano Enio Ravelo Rodriguez atterrò negli Stati Uniti e il 20 marzo 1991, quando il maggiore Oreste Lorenzo Pérez apparve sull’US Naval Air Station di Boca Chica su un cacciabombardiere MiG-23, il modello più moderno che disertò negli Stati Uniti da Cuba. Né i radar statunitensi né cubani rilevarono l’intruso. Fu uno scandalo che dimostrò la vulnerabilità di entrambi i Paesi agli attacchi aerei. Il velivolo fu restituito e Lorenzo chiese asilo politico, ma la famiglia rimase a Cuba (moglie e due figli). Come racconta il blog Baracutey Cubano, Oreste (veterano dell’Angola) volò segretamente su un piccolo aereo nell’isola, atterrando su una strada a Varadero, a 150 km ad ovest di L’Avana, ingannando le nuove difese aeree cubane e rientrando in sicurezza all’aeroporto di Marathon, Florida Keys, Florida.
Ufficialmente, il programma dei test con aeromobili “stranieri” fu chiuso dopo la caduta dell’URSS. Tra tre e cinque piloti statunitensi morirono negli incidenti durante Constant Peg. Il 4477 fu disattivato e i loro aerei conservati come pezzi da museo o nei cimiteri aeronautici. Tuttavia, un nuovo squadrone erede del 4477 fu creato, il 57.th Wing di Nellis che apparentemente utilizza aerei “non americani”. Ciò è suggerito dall’avvistamento di un caccia Sukhoi Su-22 nel marzo 1994 a Groom Lake (foto pubblicata sulla rivista Popular Science) e da un Su-27 Flanker nell’ottobre 1994 (secondo la rivista Aerospace Daily). Il 10 ottobre 1997 l’Arms Control Association riferì che gli Stati Uniti avevano comprato quell’anno quattordici caccia moldavi MiG-29C, sei MiG-29A e Mig-29B, 500 missili aria-aria, apparecchiature diagnostiche e ricambi immagazzinati nella base moldava degli aerei. Gli statunitensi presentarono la scusa che l’acquisto fu fatto per impedire la vendita del materiale all’Iran. La Moldova ricevette 40 milioni di dollari in “aiuti umanitari e armi non letali” come veicoli per la repressione delle manifestazioni. I MiG furono trasportati al National Air Intelligence Center (NAIC) di Wright Patterson, Ohio, da aerei da trasporto C-17.


Video del 2003 che assicura di mostrare MiG-29 e Sukhoj Su-27 sorvolare Groom Lake.

L’agenzia RIA Novosti riferiva il 5 dicembre 2009 l’acquisto di 2 Sukhoj Su-27 dagli Stati Uniti da un’impresa privata ucraina. RIA Novosti aveva anche citato fonti statunitensi che sostenevano che i due caccia erano privi di armi e venivano rivisti e modificati dalla società Pride Air.


Video della Consegna dei 2 Sukhoi Su-27 ucraini agli USA

Alcune fonti hanno indicato che quest’anno il Combat Command Air Force (ACC) ha avuto regolare accesso a velivoli MiG-29 Fulcrum e Sukhoj Su-27 a Groom Lake (Nevada) dove volano nelle esercitazioni contro gli istruttori della Scuola aerea e dello squadrone di valutazione 422 di Nellis. Si presuppone che siano velivoli dell’aeronautica ucraina che si esercitano con gli omologhi statunitensi.

j7ii-mig21-4477-red-eagle-squadron-Per ulteriori informazioni:
Red Eagles: America’s Secret MiGs (Steve Davies)
America’s Secret MiG Squadron: The Red Eagles of Project CONSTANT PEG (Gaillard R. Peck. Jr.)

4477th_Test_and_Evaluation_Squadron_MiG_23_Red_49Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

BrahMos II, frutto della collaborazione tra Russia e India

Valentin Vasilescu, ACS-RSSReseau International 29 dicembre 20145OEwSDurante la visita in India dal 10 all’11 dicembre, il Presidente Putin e il Primo ministro Modi hanno annunciato nuovi progetti di cooperazione tra i due Stati in campo militare ed energetico. Il programma delle centrali elettronucleari russo è stato esteso a 20 gruppi da 1000 MW e l’India è stata invitata a partecipare allo sfruttamento di petrolio e gas nella zona artica della Russia. In campo militare, i due Paesi avvieranno il programma congiunto per un velivolo multiruolo, un veicolo da trasporto corazzato e il missile BrahMos II. Il BrahMos II è un missile da crociera ipersonico sviluppato dal dipartimento di ricerca dell’industria della Difesa indiano, così come del gruppo industriale del ministero della Difesa della Federazione russa, NPO Mashinostroenija. Le due entità hanno formato dal 2000 una joint venture denominata BrahMos Aerospace Private Limited. BrahMos è l’abbreviazione dei fiumi Brahmaputra e Moscova. BrahMos II avrà una velocità di Mach 7 e sarà propulso da un motore scramjet russo. Il motore scramjet è la versione ipersonica del ramjet, sperimentato e realizzato per la prima volta in Germania dal professor dr. Wolf Trommsdorff. Funzionando a cherosene e aria, è l’equivalente del turbogetto utilizzato dagli aerei supersonici, da cui sono rimosse le parti mobili. Con il ramjet la compressione dell’aria, prima di entrare nella camera di combustione, avviene senza un compressore ma usando solo la compressione dinamica del sistema di aspirazione. L’unico inconveniente di questo tipo di motore è che non funziona a velocità zero, motivo per cui ha bisogno di una fase di avvio che lo spinga alla velocità di Mach 1. Le prestazioni più elevate di questo tipo di motore si hanno a velocità superiori a Mach 3. Gli ingegneri russi hanno stabilito l’inviluppo finale del missile, con il test della fusoliera nella galleria del vento prevista per il 2015. I test di volo sono previsti in India per il 2017.
Questo è il secondo tipo della serie di missili da crociera BrahMos. Il primo missile è il BrahMos I che raggiunge una velocità di Mach 2,8-3 ed è già nell’arsenale di esercito, marina e aviazione indiani dal novembre 2006. Il BrahMos è il più veloce missile di crociera del mondo, oggi. Per il suo design, il punto di riferimento era il missile russo P-800 Oniks. La gittata del missile BrahMos II è limitata a 290 km per il fatto che la Russia rientra nel regime internazionale sul controllo della tecnologia missilistica (MTCR) che vieta di aiutare altri Paesi a sviluppare missili con gittata maggiore di 300 km.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il TGV transiberiano collegherà l’Europa occidentale alle coste del Pacifico in 48 ore

Valentin Vasilescu, ACS-RSSReseau International 29 dicembre 2014economy-belt-01Kawasaki (Giappone), Siemens (Germania) e Alstom (Francia) sono le maggiori aziende specializzate nelle infrastrutture ferroviarie ad alta velocità. La società francese Alstom è stata quasi dichiarata dai russi vincitrice della gara per la costruzione del primo tratto di ferrovia ad alta velocità (TGV) Trans-Siberiana. Nella prima fase, il Progetto TGV dell’azienda alsaziana Alstom avrebbe collegato Mosca alla capitale del Tatarstan (803 km) in 03:30, viaggiando a una velocità media di 320 km/h. Oggi, la distanza è percorsa dai treni in quasi 11 ore. Nel 2007, sulla tratta LGV Est: Vaires-sur-Marne (Parigi) – Baudrecourt (Strasburgo), il TGV Alstom ha stabilito il record mondiale di velocità, toccando i 574 km/h. Dopo il rifiuto della Francia ad adempiere agli obblighi contrattuali consegnando la portaelicotteri Mistral, invece della società Alstom il megaprogetto ferroviario russo sarà attuato dalla China Railway Corporation (CRC), partner dello studio Uralvagonzavod. Praticamente CRC vuole monopolizzare la modernizzazione ferroviaria della Russia con una joint venture. Pertanto CRC ha già incluso questa prima sezione della tratta Mosca-Kazan nel progetto TGV Mosca-Pechino lungo 7000 km. Mentre le principali banche russe sono colpite dalle sanzioni di Stati Uniti e Unione europea, nel corso della riunione dell’ottobre 2014 tra i primi ministri russo e cinese Dmitrij Medvedev e Li Keqiang, si è concluso un memorandum che risolve il problema del finanziamento. L’interesse della società cinese CRC nella rete ferroviaria Trans-Siberiana è generato da migliaia di container che circolano ogni giorno sulle ferrovie dai centri logistici tedeschi (BMW, Mercedes, Audi, Volkswagen) di Lipsia e Monaco di Baviera alle fabbriche nella regione di Shenyang in Cina. Così, CRC riduce i tempi di viaggio da una settimana a 48 ore sulla linea ad alta velocità Mosca-Pechino (tre volte la linea di Pechino-Guangzhou, la più lunga linea ad alta velocità della Cina). CRC ha iniziato nel 2004 il trasferimento di tecnologia da Kawasaki e Siemens, rivali della Alstom. Ora il treno ad alta velocità della CRC (China Railway High-Speed) viaggia alla velocità massima di soli 468,1 kmh. La Cina gestisce 1050 vetture che viaggiano regolarmente lungo i 1200 km tra Pechino e Shanghai in 5 ore.
Il TGV è un grande progetto infrastrutturale ferroviario di Vladimir Putin, che comprende anche due cinture concentriche zona intorno Mosca. La menzione che Shanghai è l’unica città al mondo che ha anche treni a levitazione magnetica ad alta velocità ha scatenato l’ammirazione di Putin. Il Maglev delle società tedesche Thyssen Krupp e Siemens è il treno che collega l’aeroporto al centro della città, coprendo 30 km in 7 minuti e 21 secondi ad una velocità massima di 430 km/h.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo stealth cinese può abbattere l’F-35

PressTV 9 dicembre 20141209183Il principale produttore di aeromobili della Cina afferma che il suo nuovo caccia stealth può abbattere l’F-35 Joint Strike Fighter degli USA. Quando il caccia stealth cinese J-31 “va su in cielo, può sicuramente abbattere (l’F-35)… è una certezza“, ha detto Lin Zuoming, presidente dell’Aviation Industry Corporation of China (AVIC). Lin ha aggiunto che AVIC cerca di competere con gli Stati Uniti nei nuovi mercati, in particolare nei Paesi ai quali gli Stati Uniti non vende attrezzature militari, nonché Paesi che non possono permettersi il costoso F-35. “Le forze aeree di nuova generazione non possono acquistare l’F-35 né hanno modo di costruirne. Noi non crediamo che la situazione debba essere tale“, ha osservato Lin. “Questo mondo deve essere equilibrato”, ha detto il funzionario cinese, aggiungendo: “Le cose buone non dovrebbero essere messe da parte“. Il J-31 è il secondo jet stealth da combattimento di produzione cinese. Nel frattempo, un rapporto del Pentagono afferma che gli aerei stealth sono importanti per la Cina per sviluppare la capacità di condurre operazioni offensive e difensive.
Il Lockheed Martin F-35 degli USA affronta numerosi problemi fin dalla sua introduzione. A maggio, un articolo di Aviation Week ha detto che l’F-35 non può sfuggire ai radar russi e cinesi. Alcuni esperti dicono che difetti del serbatoio e dei sistemi idraulici dell’F-35 lo rendono ancora più vulnerabile ai fulmini e altre fonti incendiarie, oltre al tiro nemico. La produzione di aerei F-35 affronta problemi tecniche, l’aumento dei costi e ritardi.
GMA/MHB/SS

10367607Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Laser da guerra e sistemi basati sui carri armati

Aleksandr Korolkov, RIR, 25 novembre 2014

1K17_SzhatieE’ un autunno impegnato nel mondo dei laser militari. A settembre la Boeing ha presentato il suo automezzo da 10 kilowatt High Energy Laser Mobile Demonstrator, in grado di mettere fuori combattimento droni e persino missili. A novembre, il comandante della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti, viceammiraglio John Miller, ha confermato il ricevimento del primo laser da combattimento e l’installazione sulla nave d’assalto anfibio USS Ponce. La Cina ha anche annunciato lo sviluppo di un laser in grado di abbattere piccoli bersagli aerei. E mentre poco è stato rivelato, la Russia non ha lasciato inattivo il suo programma per sviluppare laser. Allo stadio attuale la tecnologia dei missili è ancora di gran lunga superiore alle armi laser esistenti. Ma il tentativo di sfruttare l’energia laser riguarda il costo del singolo colpo. Tutta la tecnologia missilistica è costosa, quando viene utilizzata su lunghe distanze richiede altri sistemi di navigazione, grandi quantità di carburante e altri elementi che fanno salire il costo del singolo colpo. L’attrazione dei laser rimane il semplice rapporto costo-efficacia: un colpo costa quanto l’energia consumatavi. Ciò fu anche il principio guida quando l’Unione Sovietica avviò il programma laser negli anni ’60, presso il centro top-secret di ricerca scientifica e produzione “Astrofisika“. Nominatovi a capo nel 1978 fu il fisico Nikolaj Ustinov, figlio del potente Ministro della Difesa sovietico Dmitrij Ustinov.

lazer_protiv_ugrozyStiletto
Ma la tecnologia, all’epoca non consentiva la costruzione di laser mobili abbastanza potenti da distruggere un bersaglio. Così, i ricercatori invece si concentrarono sull”accecamento’ di elicotteri carri armati, semoventi o sensori dei loro sistemi di puntamento ottico. Una volta neutralizzati, il veicolo o l’aereo diventano facile preda. Dai sistemi di guida laser sono stati sviluppati i sistemi laser antimissile. Il SLK 1K11 Stiletto utilizza un radar per rilevare il bersaglio che traccia con il laser per rilevare eventuali superfici riflettenti, che poi colpisce con un forte impulso laser. Il sistema è dotato di un alimentatore mobile montato sul telaio di un veicolo cingolato. Lo Stiletto fu consegnato all’Armata Rossa nel 1982, ma è ancora classificato sperimentale. Mentre solo due unità furono prodotte, è formalmente ancora in servizio nell’esercito russo.914b8c1c9966Sanguigno
L’anno dopo che lo Stiletto entrava in servizio, Astrofisika iniziò a lavorare su un dispositivo più avanzato originariamente concepito per la difesa aerea, equivalente laser del sistema antiaereo semovente Shilka. A differenza di Stiletto, Sanguigno era una variante moderna che evitava specchi ingombranti e poteva sparare in verticale. Un cannone laser montato sulla piattaforma Shilka poteva disabilitare il sistema ottico di un elicottero a una distanza di 6 miglia e distruggerlo a 5 miglia.

93be360f3757Szhatie
Ma l’apice della ricerca sui laser dei fisici sovietici fu il projekt 1K17 Szhatie (compressione), entrato in servizio nel 1992. Mentre il similare Buratino (Pinocchio) è un sistema lanciarazzi e lanciafiamme pesante, le 12 canne del Szhatie non contengono razzi ma laser. Ognuno ha propri banda di frequenza e sistema di guida, impermeabili ai sistemi di filtraggio nemici. L’arma comprende un laser a stato solido con luci fluorescenti energizzanti, simili a quelle del sistema di sminamento telecomandato statunitense ZEUS. Per via del potente generatore e della potenza del sistema, Szhatie è montato sul telaio del semovente pesante Msta-S. Il sistema è ancora classificato e non ci sono dati su caratteristiche come gittata, rateo o numero di bersagli ingaggiati contemporaneamente. La sua gamma si presume non inferiore a Sanguigno, quindi il doppio della gittata effettiva di un carro armato moderno. Sebbene impressionante sulla carta, affronta per contro lo svantaggio principale del laser: la necessità di una chiara linea visiva per colpire il bersaglio. Il tiro a bruciapelo in condizioni di combattimento è ostacolato anche dai rilievi del terreno, rendendo tali sistemi in gran parte inutilizzabili. Ma come evidenziato dalle attività di Stati Uniti e Cina, l’uso dei laser contro missili, elicotteri e droni (laddove l’uso dei missili convenzionali sia proibitivo) è un forte incentivo ad ulteriori sviluppi.

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Il crollo dell’Unione Sovietica frenò lo sviluppo scientifico e tecnologico in Russia per diversi anni. Molti oggetti finirono nelle mostre, tra cui le unità costruite da Astrofisika, ed esemplari ancora appaiono in modo imprevisto. Mentre il primo Stiletto costruito probabilmente ebbe un certo uso, il secondo, senza puntatore laser, è stato trovato da appassionati in una fabbrica nella città ucraina di Kharkov, nel 2010. Il destino di Sanguigno e Aquilone non è noto, ma almeno un sistema Szhatie appare al pubblico nel museo di Ivanovskoe, vicino Mosca. Un progetto di Astrofisika comunque è in servizio. Il sistema di rilevamento e monitoraggio chimico KDHR-1H Dal utilizza un laser per individuare le fonti di contaminazione, scansionando 45 chilometri quadrati in 60 secondi. Dopo aver rilevato la nube tossica, Dal ne calcola coordinate e dimensioni. Il tempo di funzionamento del sistema automatico, senza rifornimento, è di 130 ore, o tre ore dopo un monitoraggio di 500 km. Unico esemplare quando fu adottato nel 1988, ancora resta in servizio nell’esercito russo.

0_a218a_e7d90939_XXLTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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