La crescente potenza militare della Cina

NDT China Bureau, 18 novembre 2017La crescita della Cina nella difesa mostra progressi. L’industria della Difesa della Cina è sempre più avanzata con munizioni nuove e sviluppate. Laddove la Cina mostra progressi, gli Stati Uniti osservano con acuto interesse preparandosi a sforzi futuri. Questa sembra essere una ricerca infinita per migliorare e avanzare nella Difesa. Stati Uniti e Cina hanno l’obiettivo di superarsi e per raggiungere questo obiettivo continuano ad investire ingenti somme di denaro nella difesa. Questo è il volto delle due superpotenze. Stati Uniti e Cina avanzando verso il potere e il dominio della politica globale trascineranno la comunità mondiale nella corsa agli armamenti, che non finirà mai e porterà a una guerra, come negli ultimi decenni. Peggio sembra quando si discute di missili ed altre munizioni che vanno sviluppando per superarsi. Con il progredire della guerra in aria, acqua e terra, Cina e Stati Uniti avanzano rapidamente per stabilire la propria posizione sulla mappa mondiale. In questo esercizio generale, a volte si confrontano in aria, acqua o terra cercando di dimostrare la forza acquisita con armi avanzate. Questa discussione ci porta ai recenti sviluppi nella difesa in Cina e negli Stati Uniti. I cinesi sono competitivi nel confrontarsi con gli Stati Uniti. In una recente esercitazione navale dell’Esercito popolare di liberazione cinese, si e saputo del rilascio delle immagini di un sottomarino che lanciava una versione del missile da crociera antinave YJ-18. Queste immagini mostrano molto delle azioni della Marina cinese. Si ritiene che siano state rilasciate nell’ambito di una serie di conferenze universitarie dell’ex-Contrammiraglio Zhao Dengping. Le immagini del missile sono apparse su diversi siti web militari cinesi dopo la conferenza tenuta alla North Western Polytechnic University. Il giorno dopo fu diffusa l’immagine del sottomarino che lanciava la versione del missile antinave YJ-18. Furono rilasciate due immagini. La prima mostra una capsula di lancio che assomiglia per forma e dimensioni alla capsula del Kalibr russo. La seconda mostra il lancio di un missile. La prima immagine mostra anche il veicolo di lancio dipinto con una combinazione di colori di prova. I media cinesi affermano che il sistema YJ-18 è un missile di superficie unico e avanzato. Può essere utilizzato per distruggere navi di superficie, convogli, gruppi d’attacco di portaerei e contrasto terrestre in severe condizioni di guerra o tensione sui mari.
Non c’è stata alcuna rivelazione sulle conferenze di Zhao. Nemmeno il minimo indizio è presente su sue intenzioni o idee nelle conferenze. Era un compito completamente segreto. Nemmeno i suoi veri commenti sono stati rivelati. Tuttavia, le diapositive presentate in qualche modo dichiarano i programmi della Marina dell’Esercito popolare di liberazione. Tra i mezzi rivelati c’erano il cacciatorpediniere Type 055, una nave d’assalto anfibia portaelicotteri, la corvetta Type 056 e il missile antinave supersonico YJ-12. Sebbene non vi sia alcuna rivelazione sul quando le immagini furono prese per la presentazione, non è chiaro se siano ancora in fase di sviluppo o in servizio nella PLAN. Secondo varie fonti cinesi, è stato rivelato che il motore a turbogetto del missile può volare a Mach 0,8 per circa 180 chilometri. Si dice anche che dopo di ciò la testata si separa e un motore a razzo a propellente solido si accende permettendo una velocità massima di Mach 2,5-3 per circa 40 chilometri. Dopo il clamore delle conferenze in cui sono state pubblicate le immagini del missile, rivelate da fonti cinesi, lo sviluppo finale arrivava con la diffusione della prima immagine del YJ-18 lanciato da un cacciatorpediniere Type 052D della PLAN. Questo sviluppo indica che il missile antinave è entrato in servizio nella flotta della Marina dell’Esercito popolare di liberazione (PLAN). L’YJ-18 è un missile antinave a tre stadi simile per caratteristiche e design al russo Novator 3M-54T Kalibr-NK, caratteristica indicata da una rivista militare cinese, Modern Ships. Questa è una delle sorprendenti capacità del missile e di cosa possa farne la PLAN in futuro. Un missile basato sul modello russo non è una novità per la flotta. In passato il 3M-54E Club-S fu esportato con i sottomarini di costruzione russa consegnati tra il 2004 e il 2006. Ma non è ancora chiaro finora se il concetto sia stato copiato dall’intelligente cinese o se la Russia abbia fornito la licenza alla Cina. Nel 2015, un rapporto sulla potenza militare cinese del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti dichiarava che i cacciatorpediniere Luyang III e Tipo 055 sono nuove navi dotate di missili da crociera recentemente sviluppati dalla Cina. Menzionò anche che questi missili da crociera rappresenteranno un ulteriore vantaggio per la Marina cinese e saranno un passo avanti nella capacità ASUW (guerra antisuperficie) della Cina. Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti menzionò anche le nuove costruzioni con tecnologia avanzata e competitive, e che gli YJ-18 rappresentano un miglioramento rispetto agli SS-N-27. Il missile verrà lanciato da 3 sottomarini diversi, dei tipi Song, Yuan e Shang.
L’avanzata della Cina nei prossimi anni è imprevedibile, ma è sicuro che avrà dei risultati. Le caratteristiche dei nuovi missili da crociera e gli ultimi sviluppi della PLAN dimostrano che la Cina progredisce a un ritmo elevato nella Difesa. Se è così, allora vanno conosciuti anche i risultati degli Stati Uniti nei confronti della Cina.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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La Cina testa armi che raggiungeranno gli USA in 14 minuti

ZerohedgeUna galleria del vento ipersonica segreta, soprannominata “Hyper Dragon“, aiuta gli esperti a rivelare molti fatti che gli statunitensi ignorano“, secondo un ricercatore cinese in un documentario… Stephen Chen del South China Morning Post riferisce che la Cina sta costruendo la galleria del vento più veloce del mondo per simulare il volo ipersonico fino a velocità di 12 chilometri al secondo. Il velivolo ipersonico che vola a questa velocità dalla Cina potrebbe raggiungere le coste occidentali degli Stati Uniti in meno di 14 minuti. Zhao Wei, scienziato che lavora al programma, ha detto che i ricercatori mirano ad attivare la struttura entro il 2020 per soddisfare la pressante richiesta del programma di sviluppo di armi ipersoniche della Cina. “Potenzierà l’applicazione ingegneristica della tecnologia ipersonica, principalmente nei settori militari, replicando l’ambiente dei voli ipersonici estremi, in modo che i problemi possano essere scoperti e risolti subito“, affermava Zhao, Vicedirettore del Laboratorio di Stato per la Gasdinamica ad Alta Temperatura presso l’Accademia delle Scienze di Pechino. I test ridurranno in modo significativo il rischio di fallimento quando inizieranno i voli di prova dell’aeromobile ipersonico. La galleria del vento più potente al mondo attualmente è la struttura LENX-X di Buffalo, nello stato di New York, che opera a velocità massima di 10 chilometri al secondo, 30 volte la velocità del suono. Velivoli ipersonici sono definiti i velivoli che volano a Mach 5, cinque volte la velocità del suono o più.
L’esercito statunitense ha testato l’HTV-2, un velivolo senza pilota da Mach 20 nel 2011, ma il volo ipersonico durò pochi minuti prima che il velivolo si schiantasse nell’Oceano Pacifico. A marzo, la Cina ha condotto sette voli di prova riusciti dell’aliante ipersonico WU-14, noto anche come DF-ZF, alla velocità tra Mach 5 e Mach 10. Altri Paesi, come Russia, India e Australia, hanno anche testato dei primi prototipi di velivoli che potrebbero essere utilizzati per armare missili, anche con testate nucleari. “Cina e Stati Uniti hanno iniziato la corsa ipersonica“, affermava Wu Dafang, professore presso la Scuola di Scienza ed Ingegneria Aeronautica della Beihang University di Pechino, che ha ricevuto il premio tecnologico nazionale per l’invenzione di un nuovo scudo termico utilizzato dai velivoli ipersonici nel 2013. Wu ha lavorato allo sviluppo dei missili da crociera ipersonici, un velivolo orbitale, droni ad alta velocità e altre possibili armi per l’Esercito di Liberazione Popolare. Ha detto che vi sono numerosi tunnel del vento ipersonici nella Cina continentale che contribuiscono all’alto tasso di successo nei test delle armi ipersoniche. La nuova galleria del vento sarà “una delle più potenti e avanzate strutture di collaudo per velivoli ipersonici nel mondo“, affermava Wu, che non è interessato al programma. “Questa è sicuramente una buona notizia. Non vedo l’ora che sia completata“, aggiungeva.
Nel nuovo tunnel ci sarà una camera di prova per modelli di aerei relativamente grandi dall’apertura alare di quasi tre metri. Per generare un flusso d’aria dalla velocità estremamente elevata, i ricercatori faranno detonare diverse valvole contenenti una miscela di ossigeno, idrogeno ed azoto per creare una serie di esplosioni che producano un gigawatt di potenza in una frazione di secondo, secondo Zhao. Cioè più della metà della potenza della centrale nucleare di Daya Bay nel Guangdong. Le onde d’urto, incanalate nella camera di prova attraverso un tunnel metallico, avvolgeranno il prototipo del veicolo e aumenteranno la temperatura della cellula a 8000 gradi Kelvin, o 7727 gradi Celsius, secondo Zhao. Quasi il 50% più caldo della superficie del Sole. Il velivolo ipersonico deve quindi essere coperto di materiali speciali con sistemi di raffreddamento estremamente efficienti nella cellula per dissipare il calore, altrimenti potrebbe facilmente deviare dalla rotta o disintegrarsi durante il volo a lunga distanza. Il nuovo tunnel sarà utilizzato anche per testare lo scramjet, un nuovo tipo di motore a reazione progettato specificamente per i voli ipersonici. I motori a reazione tradizionali non possono gestire flussi d’aria a tali velocità. Secondo Zhao, la costruzione della nuova struttura sarà guidata dallo stesso team che ha costruito il JF12, uno shock tunnel a denotazione iperveloce di Pechino, in grado di replicare le condizioni di volo a velocità che vanno da Mach 5 a Mach 9 e ad altitudini tra 20 e 50 chilometri. Jiang Zonglin, capo sviluppatore del JF12, ha vinto l’annuale Ground Test Award rilasciato dall’American Institute of Aeronautics and Astronautics lo scorso anno, per l’avanzamento di “modernissime strutture di test per l’ipersonicità su larga scala“. Il progetto del JF12 di Jiang “non utilizza parti mobili e genera test dalla durata maggiore e un flusso di energia più elevato rispetto ai tunnel tradizionali“, secondo l’istituto statunitense. Secondo i resoconti dei media il tunnel JF12 funziona a piena capacità con un nuovo test ogni due giorni dal completamento nel 2012, poiché il ritmo dello sviluppo delle armi ipersoniche è aumentato significativamente negli ultimi anni.
In un articolo pubblicato sulla rivista National Science Review il mese scorso, Jiang scriveva che l’impatto dei voli ipersonici sulla società potrebbe essere “rivoluzionario”. “Con pratici aeroplani ipersonici sarà possibile un volo di due ore verso qualsiasi parte del mondo”, mentre il costo dei viaggi nello spazio potrebbe essere ridotto del 99% con la tecnologia riutilizzabile dei velivoli spaziali. “Il volo ipersonico è, e nel prossimo futuro sarà, l’avanguardia della sicurezza nazionale, trasporto civile e accesso allo spazio“, aggiungeva. La velocità di fuga, o velocità minima necessaria per lasciare la Terra, è di 11 chilometri al secondo. Traduzione di Alessandro Lattanzio

La Turchia non otterrà tecnologia dall’accordo sugli S-400

Ankara dice che dopo l’accordo avrà ancora bisogno dell’aiuto europeo per costruire missili
Marko Marjanovic, Checkpoint Asia 14 novembre 2017

La Turchia non ha ottenuto l’accordo che sperava sui sistemi di difesa aerea S-400 della Russia. So ricordi che quando nel 2013 iniziò a cercare un’arma del genere, la Turchia era molto interessata al Patriot statunitense e all’Aster franco-italiano, ma desiderava trasferimenti di tecnologia per creare dei veri lanciamissili. Fu questa insistenza sui trasferimenti di tecnologia che stracciò gli accordi spingendo la Turchia ad annunciare a sorpresa di aver optato per un’azienda cinese, presumibilmente disposta a condividere la tecnologia. Sembra che non fosse proprio così, perché anche quest’accordo abortì nel 2015. Coi rapporti russo-turchi in disgelo dopo il tentato colpo di Stato ad Ankara nel luglio 2016, i turchi rapidamente iniziarono a discutere un accordo per l’acquisto di missili e tecnologia antiaerea russi, anche se avevano teso un’imboscata e abbattuto un aviogetto militare russo sul confine siriano-turco solo un anno prima, nel novembre 2015. Tuttavia, i russi coerentemente affermarono che sarebbero stati felici di vendere i missili, ma il trasferimento di tecnologia non è realistico. Ciononostante, le parti confermassero all’inizio dell’anno che c’era l’accordo per l’esportazione di S-400, non era esattamente chiaro di che tipo fosse. Presumibilmente due delle quattro batterie S-400 verranno assemblate in Turchia, il che poteva significare che l’operazione comporterebbe trasferimento di tecnologia. I turchi hanno ora chiarito che non è così. Il ministro della Difesa turco affermava che l’acquisto dei missili russi S-400 è “completo”, ma che la Turchia discute un “ulteriore” accordo col consorzio italo-francese EUROSAM per aiutarla a sviluppare il proprio sistema di difesa missilistica. Chiaramente, se anche dopo l’accordo con la Russia la Turchia avrà ancora bisogno di trasferimenti tecnologici da Italia e Francia, significa che non otterrà granché o nulla dai russi.
Il mese scorso il portale russo Gazeta.ru affermò che i sistemi S-400 saranno venduti alla Turchia senza codici di controllo, in modo che il software amico-nemico non possa essere modificato dai turchi. Un’altra cosa, avendo ottenuto molto meno di quanto sperato da Mosca, la Turchia chiaramente controlla se i franco-italiani faranno un’offerta migliore. Qualcosa di simile a ciò che i turchi chiesero nel 2013. Se è così, il trasferimento dell’S-400 potrebbe anche non esserci. Nonostante le assicurazioni dei ministri turchi non è assolutamente possibile che ci siano accordi con russi ed europei. Non c’è modo che gli europei, che hanno già rifiutato di trasferire tecnologia prima che Ankara firmasse l’accordo dell’S-400, aiutino la Turchia a sviluppare missili propri dopo il conferimento dei turchi alla Russia di 2,5 miliardi di dollari per la vendita diretta di armi, questo è l’ultima cosa che devono chiedersi. Se ciò dovesse accadere sul serio, si potrebbe parlare di magistrale finta turca usando Mosca per ottenere quelle concessioni dalla NATO che non potevano ottenere prima. Anche i russi non ne saranno troppo preoccupati, visto che i turchi hanno già dato un acconto. D’altra parte, se EUROSAM non rientra resterà il sospetto che i turchi si siano impegnati a un rigido accordo russo sugli S-400 che inizialmente avevano concepito solo come bluff.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Assi nordvietnamiti: piloti di MiG-17 e MiG-21, killer di Phantom

S. Sherman e D. F. Zampini, Ace Pilots 22 marzo 201223 agosto 1967, ore 14:00. Un altro raid statunitense contro la capitale del Vietnam del Nord è in corso. A causa della dimensione della formazione statunitense (40 aeromobili, compresi i Thunderchief che trasportavano bombe, F-105F da soppressione radar e la scorta dei Phantom) l’equipaggio di un F-4D, Charles R. Tyler (pilota) e Ronald M. Sittner (navigatore-radarista), del 555th TFS/8th TFW, aveva troppa fiducia. Non si aspettava che i MiG, inattivi dopo alcune sconfitte sanguinarie subite dai Phantom dell’8th TFW tra fine maggio e inizio giugno. Improvvisamente, Tyler udì sulla radio un pilota di F-105D (Elmo Baker) annunciare di essere stato colpito da un MiG-21 e che si eiettava. Mentre Tyler cercava il bandito inaspettato, una tremenda esplosione scosse l’aereo e Tyler perse il controllo lanciandosi. Appeso al paracadute, vide che il suo F-4D cadere in fiamme sulla giungla, ma non vide il navigatore eiettarsi; Sittner rimase ucciso sul colpo dal missile. Tyler e Baker furono catturati dalle truppe del Vietnam del nord non appena toccarono terra. Entrambi furono abbattuti da missili R-3S Atoll sparati da due MiG-21PF del 921.mo Reggimento caccia della Quan Chung Khong Quan (VPAF), pilotati da Nguyen Nhat Chieu e Nguyen Van Coc. Due altri F-4D furono abbattuti quel giorno, senza perdere un MiG, uno dei giorni più riusciti della VPAF. Mentre solo due piloti statunitensi divennero degli assi nella guerra del Vietnam, Randy “Duke” Cunningham (USN) e Steve Ritchie (USAF), sedici piloti vietnamiti si guadagnarono tale onore. Nguyen Van Coc è anche l’asso degli assi della guerra del Vietnam con 9 abbattimenti: 7 aerei e 2 UAV (Firebrand). Tra questi sette aerei, sei sono confermati dagli Stati Uniti e va aggiunta a questa cifra una perdita confermata dall’USAF (F-102A pilotato da Wallace Wiggins (ucciso in combattimento) il 3 febbraio 1968), originariamente considerato probabile dalla VPAF. Anche omettendo i “droni”, i suoi 7 aerei confermati qualificano Coc asso degli assi della guerra, perché nessun pilota statunitense andò oltre 5.Perché tanti assi vietnamiti?
Perché molti piloti della VPAF superarono gli avversari statunitensi? Principalmente per i numeri. Nel 1965 la VPAF aveva solo 36 MiG-17 e un simile numero di piloti, che aumentarono a 180 MiG e 72 piloti nel 1968. Quelle coraggiose sei dozzine di piloti affrontarono circa 200 F-4 dell’8th, 35th e 366th TFW, i 140 Thunderchief dei 355th e 388th TFW e circa 100 aerei dell’USN (F-8, A-4 e F-4) che operavano dalle portaerei “Yankee Station” nel Golfo del Tonchino, appoggiati da altri aerei come gli EB-6B da guerra elettronica, HH-53 per recuperare i piloti lanciatisi e gli Skyraider di copertura, ecc). Considerando queste probabilità, è chiaro perché alcuni piloti vietnamiti superassero gli statunitensi; i piloti della VPAF erano semplicemente più occupati delle controparti statunitensi e “volarono fin quando non cadevano”. Non avevano alcun turno dopo 100 sortite perché erano già a casa. I piloti statunitensi generalmente concludevano il turno ritornando a casa per addestramento, comando o test. Alcuni chiesero un secondo turno, ma furono delle eccezioni. Che dire delle tattiche delle due parti? Poiché l’USAF non attaccò le principali installazioni e centri di comando radar (temendo di uccidere consiglieri russi e cinesi), i vietnamiti lanciarono gli intercettatori superbamente guidati dal controllo a terra, posizionando i MiG in disposizioni di combattimento perfette. I MIG compivano attacchi veloci e devastanti contro le formazioni statunitensi da diverse direzioni (di solito i MiG-17 eseguivano attacchi frontali e i MiG-21 dal tergo). Dopo aver abbattuto alcuni aerei statunitensi costringendo gli F-105 a gettar via le loro bombe, i MiG non aspettavano la risposta ma si disimpegnavano rapidamente. Questa “guerriglia aerea” ebbe grande successo. Tali tattiche erano talvolta aiutate dalle strane pratiche statunitensi. Ad esempio, alla fine del 1966 le formazioni di F-105 volavano ogni giorno sulle stesse rotte utilizzando sempre gli stessi codici. I nord-vietnamiti lo capirono e lo sfruttarono: nel dicembre 1966 i piloti dei MiG-21 del 921.mo Reggimento intercettarono i Thud prima che incontrassero la scorta di F-4, abbattendone 14 senza perdite. Ciò finì il 2 gennaio 1967 quando il colonnello Robin Olds diresse l’operazione Bolo.
E l’addestramento? A metà degli anni ’60 i piloti statunitensi si concentravano sull’uso di missili aria-aria (come il radarguidato AIM-7 Sparrow e l’AIM-9 Sidewinder ad infrarossi) per vincere le battaglie aeree. Tuttavia, dimenticarono che un pilota abile era importante quanto le armi. La VPAF lo sapeva e addestrò i piloti a sfruttare la superba agilità di MiG-17, MiG-19 e MiG-21 nei combattimenti ravvicinati, dove i pesanti Phantom e Thud erano svantaggiati. Solo nel 1972, quando il programma “Top Gun” migliorò l’efficienza in combattimento dei piloti dei Phantom dell’USN, come Randall Cunningham, ed apparve l’F-4E armato col cannone Vulcan da 20 mm, gli statunitensi poterono annullare il vantaggio dei vietnamiti. Infine, la straordinaria superiorità numerica statunitense significò che, dal punto di vista dei piloti vietnamiti, il campo di battaglia aereo era un “ambiente ricco di bersagli”. Per gli aerei statunitensi, il Vietnam era un “ambiente dai pochi bersagli”. Gli statunitensi non trovarono abbastanza aerei nemici per accumulare punti semplicemente perché non c’erano molti MiG in giro; la VPAF non ebbe mai più di 200 aeromobili da combattimento. Tali fattori crearono gli assi vietnamiti che ebbero l’opportunità di accumulare più vittorie delle controparti statunitensi. Ufficialmente, durante la guerra del Vietnam vi furono 16 assi della VPAF (13 erano piloti di MiG-21 e 3 di MiG-17, nessuno di MiG-19). Sotto, il numero tra parentesi indica gli abbattimenti confermati dalle fonti statunitensi; potrebbero aumentare in futuro. L’elenco comprende tutti i vietnamiti accreditati come assi.I migliori assi vietnamiti
Nguyen Van Coc del 921.mo Reggimento di caccia MiG-21PF
9 (7) aerei abbattuti: 2 F-4D, 1 F-4B, 2 F-105F, 1 F-105D e 1 F-102A

Nguyen Hong Nhi del 921.mo Reggimento di caccia MiG-21
8 (3) aerei abbattuti: 1 UAV, 1 F-4D, 1 F-105D

Pham Thanh Ngan del 921.mo Reggimento di caccia MiG-21F-13
8 (1) aerei abbattuti: 1 RF-101C

Mai Van Cuong del 921.mo Reggimento di caccia MiG-21
8 (?) aerei abbattuti

Dang Ngoc Ngu del 921.mo Reggimento di caccia MiG-21
7 (1) aerei abbattuti: 1 F-4C

Nguyen Van Bay del 923.mo Reggimento di caccia MiG-17F
7 (5) aerei abbattuti: 2 F-8, 1 F-4B, 1 A-4C e 1 F-105D

Nguyen Doc Soat del 927.mo Reggimento di caccia MiG-21PFM
6 (5) aerei abbattuti: 3 F-4E, 1 F-4J, 1 A-7B

Nguyen Ngoc Do del 921.mo Reggimento di caccia MiG-21
6 (2) aerei abbattuti: 1 F-105F, 1 RF-101C

Nguyen Nhat del 921.mo Reggimento di caccia MiG-21
6 (2) aerei abbattuti: 1 F-4, 1 F-105D

Vu Ngoc Dinh del 921.mo Reggimento di caccia MiG-21
6 (5) aerei abbattuti: 3 F-105D, 1 F-4D, 1 HH-53C

Le Thanh Dao del 927.mo Reggimento di caccia MiG-21PFM
6 (2) aerei abbattuti: 1 F-4D, 1 F-4J

Nguyen Danh Kinh del 921.mo Reggimento di caccia MiG-21
6 (3) aerei abbattuti: 1 F-105D, 1 EB-66C, 1 UAV

Nguyen Tien Sam del 927.mo Reggimento di caccia MiG-21PFM
6 (1) aerei abbattuti: 1 F-4E

Le Hai del 923.mo Reggimento di caccia MiG-17F
6 (2) aerei abbattuti: 1 F-4C, 1 F-4B

Luu Huy Chao del 923.mo Reggimento di caccia MiG-17F
6 (1) aerei abbattuti: 1 RC-47

Nguyen Van Nghia del 927.mo Reggimento di caccia MiG-21PFM
5 (1) aerei abbattutiEcco alcuni esempi delle azioni dei valorosi piloti che affrontarono la più potente forza aerea del mondo in difesa della patria e che si guadagnarono il rispetto del nemico statunitense.

E il colonnello Toon?
I lettori che conosco l’aviazione militare statunitense avranno sentito parlare del leggendario asso vietnamita Colonnello Toon (o Tomb). Perché non viene elencato? Perché era proprio “leggendario”. Nessun colonnello Toon ha mai volato per la VPAF; era un’immaginazione dei piloti statunitensi nei combattimenti e nelle chiacchierate. (Per gli statunitensi “Col. Toon” riassumeva qualunque buon pilota vietnamita, come qualsiasi bombardiere solitario notturno che, nella Seconda guerra mondiale, veniva chiamato “Pippo”).Nguyen Van Bay
Quando il 923.mo Reggimento caccia fu creato il 7 settembre 1965, Nguyen Van Bay fu uno dei cadetti scelti per pilotare il MiG-17F. L’addestramento si concluse nel gennaio 1966 e presto il giovane Tenente Bay entrò in azione contro gli aerei statunitensi. Il 21 giugno 1966 quattro MiG-17 del 923.mo ingaggiarono un ricognitore RF-8A e la scorta di F-8 Crusader del VF-211. Anche se la scorta abbatté due MiG, Nguyen Van Bay iniziò la sue serie di vittorie abbattendo l’F-8E di Cole Black, che si eiettò e fu preso prigioniero. Ancora più importante, i piloti dell’Aeronautica del Vietnam raggiunsero il loro obiettivo; mentre Bay e compagni sbandarono la scorta, Phan Thanh Trung abbatté l’RF-8A. Anche il suo pilota, Leonard Eastman, fu preso prigioniero. Una settimana dopo, il 29 giugno, Bay e altri tre piloti di MiG-17 ingaggiarono gli F-105D statunitensi che puntavano ai depositi di combustibile di Hanoi, nel Vietnam del Nord; insieme a Phan Van Tuc, Nguyen Van Bay sorprese ed abbattè un Thud. La sua vittima, il leader della formazione statunitense, fu il maggiore James H. Kasler, asso dei Sabre durante la guerra di Corea con 6 abbattimenti. Tuttavia, la sua azione più importante accadde il 24 aprile 1967. Ora leader, Bay decollò dalla base aerea Kien An e puntò il suo MiG-17F contro l’attacco dell’USN alle banchine di Haiphong. Bay si avvicinò a un F-8C del VF-24 e gli sparò una raffica mortale di proiettili da 37mm che lo fecero a pezzi. L’F-8C, BuNo146915, pilotato dal Lt. Cdr. E. J. Tucker s’incendiò e si schiantò. Tucker si eiettò e fu catturato (purtroppo morì in prigionia). La scorta degli F-4B del VF-114 entrarono in azione e spararono diversi missili Sidewinder contro Bay, ma il suo gregario, Nguyen The Hon, l’avvertì e Bay virò bruscamente evitando tutti i missili. Bay quindi puntò il suo MiG-17 verso uno dei Phantom e l’abbatté col tiro dei cannoni (l’equipaggio, Lt. Cdr. C. E. Southwick ed Ens, JW Land, fu recuperato, pensavano di essere stati abbattuti dall’artiglieria antiaerea). Il giorno successivo, il 25 aprile, col suo reparto di MiG-17 segnò una nuova vittoria abbattendo due A-4 senza perdite. Entrambi confermati dall’US Navy: la prima vittima era l’A-4C. BuNo 147799, pilotato dal Lt. C. D. Stackhouse, caduto sotto il tiro dei cannoni del MiG-17 di Bay e il secondo era l’A-4C, BuNo 151102, pilotato dal Lt(jg) A. R. Crebo, eiettatosi. Bay fu decorato con la Medaglia dell’Eroe dell’Esercito Popolare Vietnamita per straordinari abilità e coraggio nel combattimento ed eccellente leadership del suo reparto. All’inizio del 1972 l’asso vietnamita e il gregario Le Xuan Di furono addestrati da un consigliere cubano nella guerra antinavale e certamente furono dei bravi studenti perché il 19 aprile 1972 attaccarono i cacciatorpediniere USS Oklahoma City e USS Highbee, che bersagliavano la città di Vinh. Mentre Bay causò solo un leggero danno al primo, Le Xuan Di colpì una delle torrette di poppa dell’Highbee con una bomba da 250kg BETAB-250, fu il primo attacco aereo subito dall’US Navy dalla Seconda guerra mondiale.

Nguyen Doc Soat

Uno dei meriti dell’Aeronautica Popolare vietnamita era che i piloti più capaci potevano trasmettere la loro esperienza in combattimento ai cadetti. Fu il caso di Nguyen Doc Soat. Originariamente questo giovane allievo di MiG-21 fu assegnato al 921.mo Reggimento caccia, e i suoi istruttori erano i migliori piloti della VPAF: Pham Thanh Ngan (8 abbattimenti) e il miglior asso vietnamita, Nguyen Van Coc (9 abbattimenti). Soat non poteva chiedere di meglio. Mentre in quel momento non segnò abbattimenti, si guadagnò un’esperienza preziosa. Fu appena riassegnato al 927.mo Reggimento caccia quando inizio l’operazione “Linebacker I” nel maggio 1972; Soat era pronto a dimostrare le proprie capacità. Il 23 segnò la prima vittoria, abbattendo un A-7B Corsair II dell’USN coi cannoni da 30mm. La vittima era Charles Barnett (ucciso in combattimento). Il 24 giugno 1972 due MiG-21 pilotati da Nguyen Duc Nhu e Ha Vinh Thanh decollarono da Noi Bai alle 15:12 per intercettare alcuni Phantom che attaccavano una fabbrica a Thai Nguyen, Vietnam del Nord. La scorta statunitense reagì rapidamente e si diresse verso di loro. Ma i MiG erano in realtà solo un’esca; improvvisamente due MiG-21PFM del 927.mo Reggimento, pilotati da Nguyen Doc Soat (leader) e Ngo Duy Thu (gregario), sorpresero la scorta degli F-4E, lanciando missili ad infrarossi R-3S Atoll; Soat abbatté l’F-4E di David Grant e William Beekman, entrambi fatti prigionieri, mentre Thu abbatté un altro Phantom. Tre giorni dopo, Soat e Thu decollarono da Noi Bai alle 11:53 puntando verso quattro F-4, ma sapendo che erano arrivati altri otto Phantom non rischiarono di essere “messi a nudo” dai caccia statunitensi in arrivo. Virarono salendo a 5000 metri e aspettarono. La pazienza fu ricompensata e sorpresero una coppia di F-4; Soat e Thu abbatterono un Phantom ciascuno coi missili R-3. La vittima di Soat fu l’F-4E dell’equipaggio Miller/McDow, poi catturato. Il 26 agosto 1972, Nguyen Doc Soat ebbe l’onore di abbattere l’unico Phantom dell’USMC coinvolto in un combattimento aereo durante la guerra del Vietnam. Il navigatore dell’F-4J si salvò, ma lo sfortunato pilota, Sam Cordova, morì. Il pilota vietnamita segnò l’ultima vittoria il 12 ottobre, quando spazzò via dai cieli l’F-4E di Myron Young e Cecil Brunson (entrambi fatti prigionieri). Oltre a Nguyen Van Coc e altri veterinari della VPAF, Soat è una leggenda vivente nel Paese per cui ha combattuto con coraggio e abilità 30 anni fa.

921.mo Reggimento “Sao Do“: il 4114 con cui Vu Ngoc Dinh abbatté un F-105D dell’USAF, l’11 luglio 1966.

Fonti:
Guerra aerea sul Vietnam del Nord, Itsvan Toperczer, Squadron/Signal Publications Inc., 1998
Unità di MiG-21 nella Guerra del Vietnam, Istvan Toperczer, Osprey Military, 2001
Unità di MiG-17/19 nella Guerra del Vietnam, Istvan Toperczer, Osprey Military, 2001Traduzione di Alessandro Lattanzio

La potenza della Russia supera quella degli USA

Andrej Martjanov UNZ 27 settembre 2017Le dimensioni contano, come gittata e velocità, ogni volta che si parla di armi. Sembra che ci sia una grande confusione sul contingente militare russo relativamente piccolo in Siria. L’indicatore più popolare di tale confusione è l’infinita discussione su un possibile attacco statunitense alle forze russe in Siria, soprattutto sulla base aerea di Humaymim. Può tale attacco, una volta considerate le dimensioni delle forze che gli Stati Uniti possono schierare contro i russi, “sconfiggerle”? Questa è una questione legittima ma anche poco professionale. Infatti, negli Stati Uniti ci sono molte persone di grande rilievo che, oltre a considerare tale scenario terrificante, l’istigano. Il tenente-colonnello Ralph Peters non lesina le parole quando si tratta di attaccare i russi; infatti, è un tizio diretto quando prescrive come combattere i russi: ciò potrebbe divenire incontrollato, e velocemente. Se avviene, si deve vincere rapidamente e decisamente, e limitarsi alla Siria. Non c’è dubbio che Peters e i militari e politici statunitensi che rappresenta conoscano la saggezza strategica del passato, da Clausewitz a Moltke e Guderian, ma qui la questione apparentemente legittima sulla probabilità del successo statunitense nel rigettare i cattivi russki nell’età della pietra a Humaymim e altrove in Siria, smette di essere seria. Naturalmente, gli Stati Uniti possono lanciare tutto ciò che hanno di convenzionale su Humaymim forse superando qualunque cosa abbiano i russi, dai Su-35 agli S-300 e S-400, e forse il sogno erotico di Peters di confinare il conflitto in Siria sarebbe molto reale. Funzionerebbe, cioè contro qualsiasi contingente militare tranne quello della Russia.
A questo proposito non conta il fatto che la Russia sia una superpotenza nucleare: tutti lo sanno. Anche i russofobi più rabbiosi lo sanno e possono capire, anche se male coi loro poveri cervelli, il concetto che diverrebbero cenere radioattiva abbastanza velocemente se commettono l’impensabile, ad esempio attaccare la Russia direttamente con armi nucleari. La Siria, tuttavia, è un po’ diversa: l’escalation nucleare potrebbe essere, in effetti, controllato da chi ha un decisivo vantaggio convenzionale. La guerra convenzionale è proprio il tipo di conflitto cui militari statunitensi sono proiettati da 30 anni, vantandosi di potere affrontare qualsiasi avversario. Alla base di tale approccio piuttosto assertivo, c’è un’autosufficienza reale ma non un così reale vantaggio degli Stati Uniti nelle armi a lunga gittata. L’aggressione alla Jugoslavia mostrò che le forze armate statunitensi potevano sopraffare la difesa aerea di una nazione come la Serbia abbastanza velocemente e da distanze oltre la portata delle sue obsolete difese aree. C’erano missili da crociera Tomahawk, lanciati in Serbia a migliaia e che ne resero la difesa aerea inutile dopo le prime due settimane di bombardamenti incessanti. Ma qui c’è il problema per gli Stati Uniti: la Russia può affrontare tale conflitto convenzionale ben oltre la Siria e quando vuole, e non si parla di altri teatri strategici, come l’Ucraina, in cui la Russia può “compensare” un’ipotetica “sconfitta” in Siria. La ragione di ciò è meramente tecnologica: la Russia può affrontare un conflitto convenzionale in Siria e in qualsiasi parte del Medio Oriente. Infatti, l’esercito russo ha il più avanzato arsenale di armi ad alta precisione a lunga gittata, illustrato in azione affinché tutto il mondo lo vedesse. Questo è ciò che rende chiacchiere i discorsi su come “sconfiggere” il contingente russo in Siria. La guerra è molto più che una sparatoria tra belligeranti, la guerra comincia nelle sale operative e negli uffici politici ben prima che un colpo sia sparato. Se il contingente russo in Siria fosse stato dispiegato nel 2005, non ci sarebbe stato alcun problema ad immaginare lo scenario di Ralph Peters. Ma non è il 2005 e un elefante, che molti continuano a ignorare, si trova nella stanza: la capacità di colpire a lunga gittata della Russia, semplicemente superiore a quella statunitense, aprendo una porta operativa, in caso di un ipotetico attacco convenzionale su Humaymim, per una massiccia reazione contro qualsiasi base statunitense nella regione.
Dopo la morte del Tenente-Generale Asapov in Siria, presumibilmente con l'”aiuto” della cosiddetta coalizione, in prossimità di Dayr al-Zur, l’Aviazione Strategica della Russia lanciava missili da crociera a lungo raggio Kh-101 su bersagli dello SIIL in Siria. Non c’è nulla di nuovo nell’impiego della Russia di missili da crociera da 5500 chilometri di gittata, né nella Marina russa che lancia missili della famiglia 3M14 Kalibr da 2500 km di gittata da qualsiasi punto del Mediterraneo orientale o del Mar Caspio. Sono semplicemente al di là di qualsiasi arma nell’arsenale statunitense, come i Tomahawk TLAM-A Block II dalla gittata massima di circa 2500 chilometri, o i TLAM Block IV, attualmente i più prodotti, dalla gittata di 1600 chilometri. Raytheon dice che questi missili sono deterrenti e che il Tomahawk può colpire obiettivi in movimento. Va tutto bene, ma la chiave sono gittata e precisione e gli Stati Uniti non sono nella posizione di brandirla. La gittata offre flessibilità operativa senza precedenti e il lancio dai Tu-95 Bear russi era un messaggio assai chiaro, non per la gittata dei Kh-101, missili da crociera con maggiore gittata vengono realizzati dalle industrie, con gittate da 10000 chilometri. Il messaggio era il fatto che i missili furono lanciati dai cieli iraniano e iracheno. Potevano non farlo, potevano farlo facilmente dall’area del Mar Caspio. Ma i Bear lanciarono mentre erano scortati nei cieli iraniani dai Su-30 e Su-35 delle Forze Aerospaziali russe e che, a parte l’evidente accenno alla piena capacità russa di raggiungere qualsiasi bersaglio statunitense nell’area, iniviavano altri segnali inquietanti. L’Iran sa sicuramente che, se accadesse l’impensabile ma non l’improbabile, come l’attacco statunitense alle forze russe in Siria, non sarà tralasciato, ma ne sarebbe immediatamente coinvolto, “volente o meno”. Così, seguendo logica, perché non dare il meglio quando tutte le scommesse, tranne quelle nucleari, saranno fatte. Anche l’Iran può avere le forze russe al suo fianco e nel suo spazio aereo, aiutandolo notevolmente. Ma ciò apre anche un’altra grave possibilità operativa in caso di conflitto convenzionale tra Russia e Stati Uniti, uno scenario che i neocon, analfabeti su cose militari e totalmente distaccati dalla realtà strategica, sognano. Mettendo da parte le inevitabili emozioni e guardando i fatti, la Dottrina Militare della Russia dal 2010, riaffermata nel 2014, considera l’uso delle armi ad alta precisione elemento chiave della Forza strategica di contenimento, come afferma chiaramente l’articolo 26. La Russia non vuole la guerra con gli Stati Uniti, ma se viene spinta, potrà non solo raggiungere le basi terrestri statunitensi, come la sede di CENTCOM in Qatar, ma ancora più significativamente anche le navi nel Golfo Persico.
Oltre a 66 bombardieri strategici a lungo raggio Tu-160 e Tu-95, la Russia dispone di oltre 100 bombardieri Tu-22M3, che possono esser riforniti in volo e trasportare un’arma piuttosto intimidatoria: il missile da crociera Kh-32, la cui gittata è di 1000 chilometri e la velocità supera Mach 4,2. Questo missile, oltre a poter attaccare qualsiasi cosa sul terreno, è progettato principalmente per colpire qualsiasi cosa si muova sulla superficie del mare. Il missile, per non parlare di una salva di essi, è incredibilmente difficile da intercettare, e come ha dimostrato, l’Iran probabilmente non avrà alcun problema a consentire ai Tu-22M3 di operare dal suo spazio aereo, nel caso peggiore. Lanciata dalla zona di Darab, la salva non solo coprirebbe tutto il Golfo Persico ma escluderebbe il Golfo di Oman a qualsiasi forza navale. Alcuna nave, alcun Gruppo portaerei potrà entrarvi in caso di conflitto convenzionale con la Russia in Siria; le conseguenze strategiche sarebbero enormi. Anche la salva di 3M14 dal Mar Caspio del 7 ottobre 2015 impressionò tanto che l’USS Theodore Roosevelt e il suo gruppo di scorta abbandonarono immediatamente il Golfo.
Infine, questo semplice fatto operativo dimostra perché per due anni un contingente militare russo relativamente piccolo ha potuto operare in modo efficace in Siria e, infatti, detta le condizioni a livello nazionale e nell’ambito delle operazioni. La risposta è semplice: molti drogati di adrenalina vengono abbassati in una gabbia nel mare per affrontare gli squali, con solo le aste di metallo che li separano dalle mascelle mortali degli squali. Tuttavia, laggiù, su una barca si può sempre mettere un uomo col fucile da usare in caso di emergenza, se la gabbia cedesse. Il contingente militare russo in Siria non è solo una base militare: è una forza integrata con le Forze Armate russe dalle possibilità e capacità di affrontare certe decisioni estremamente spiacevoli, incluso una Russia, e non gli Stati Uniti, che controlla l’escalation, spiegando la continua isteria russofoba sui media statunitensi da quando il risultato della guerra in Siria è diventato chiaro. Speriamo solo che quanto descritto rimanga speculazione e non si avveri per nulla; se questi scenari non si avverano, tanto meglio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio