Il PAK-FA entrerà in servizio presto

J.Hawk, Daniel Deiss, Edwin Watson, South Front, 18/06/2016Indian_Air_Force_not_happy_Sukhoi_T-50_PAK-FA_FGFAI media russi hanno riferito nelle ultime settimane dei nuovi sviluppi sul PAK-FA, o Futuro Sistema Aereo di Prima Linea. Oltre alla notizia del volo del sesto prototipo, e di 5 altri in avanzata fase di costruzione, i media russi hanno riferito che il T-50 dovrebbe entrare in servizio nelle Forze Aerospaziali russe già nel 2017, in altre parole, tra poco più di un anno. La produzione di serie del velivolo inizierebbe lo stesso anno. Si tratta di un piuttosto ambizioso traguardo per il programma iniziato relativamente di recente, nel 2001, quando il Ministero della Difesa pubblicò la lista definitiva delle specifiche per il velivolo, anche se la ricerca preliminare sui potenziali successori dei caccia Su-27 e MiG-31 iniziò già negli anni ’80. Queste specifiche includevano supermanovrabilità paragonabile, se non superiore, a quella del Su-27; “Supercrociera”, ovvero capacità di volare a velocità supersoniche senza l’uso dei post-bruciatori; capacità multiruolo potendo colpire obiettivi aerei, terrestri e navali con un ampio munizionamento guidato a lungo raggio; avanzati sistemi elettronici con radar a scansione attiva con copertura di quasi 360 gradi grazie ad antenne laterali e poppiere; cosiddetto “glass cockpit” che permette al pilota di gestire le informazioni; e naturalmente “stealth” o bassa osservabilità attiva e passiva, con il T-50 che può impegnare bersagli senza l’uso del radar di bordo.
Contrariamente alla propaganda assai negativa dei concorrenti occidentali, lo sviluppo del programma T-50 si è rivelato più agevole del previsto, in gran parte grazie alla parallela evoluzione della famiglia dei velivoli Su-27 utilizzata per testare e migliorare le nuove tecnologie prima di integrarle nel T-50. A questo proposito, si può ritenere che la Sukhoj abbia superato la Lockheed-Martin come progettista di aerei da combattimento più importante del mondo, data la lunga serie di problemi di sviluppo subiti dai programmi F-22 e F-35, suggerendo che la capacità progettuale sia stata danneggiata dalle molteplici fusioni nell’industria della difesa degli anni ’90. Il che significa che, mentre il T-50 si basa sulla famiglia dei Su-27, l’F-35 è stato progettato come primo prodotto di un ufficio di progettazione di nuova costituzione. La prevista operatività nel 2017 sarà un’altra pietra miliare del programma T-50, con molti seguiti. Il primo velivolo di prima linea molto probabilmente sarà un aereo da combattimento spartano, proprio come i primi caccia Su-27. Semplicemente sarà la punta di lancia di una nuova era dell’Aeronautica militare russa. Tuttavia, proprio come il Su-27 ha generato i Su-30, -33, -34 e -35 formando collettivamente la spina dorsale delle Forze aerospaziali russe, il T-50 similmente acquisirà nuove capacità e rilancerà nuove versioni, in modo che in un decennio il T-50 sia la spina dorsale delle Forze Aerospaziali, probabilmente completato da caccia leggeri MiG, droni da combattimento e forse anche dal caccia di “sesta generazione”. L’unico aspetto sconosciuto del programma è la designazione di servizio, dato che il T-50 sicuramente acquisirà il prefisso “Su-” dopo l’entrata in servizio.
La piena operatività del T-50 richiederà anche lo sviluppo di una nuova gamma di munizioni in grado di sfruttare i vani interni della cellula. Anche se il T-50 può trasportare le precedenti munizioni subalari, è evidente che una serie di armi sia in fase di sviluppo. Un esempio è il Kh-59MK2, missile derivato dalla famiglia dei Kh-59 illustrata al MAKS-2015. Questa nuova versione, che combina stealth, gittata di 300 km, testata da 300kg e vari sistemi di puntamento permette di affrontare bersagli a terra e in mare, fissi e mobili, indicando la natura del futuro arsenale dei T-50. Mentre alcun singolo sistema d’arma è di per sé decisivo, la voce dell’operatività imminente del T-50 mina uno dei presupposti fondamentali della NATO: la superiorità aerea. Anche la piccola flotta iniziale di T-50, sostenuta da caccia Su-35 e Su-30, basterà a privare le forze di terra della NATO della possibilità di operare senza preoccuparsi degli attacchi aerei. Data l’incapacità della NATO di operare contro una forza aerea, il T-50 è componente importante della deterrenza convenzionale della Russia.pak-fa_t-50-compTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’aereo di quinta generazione russo sorpassa qualsiasi rivale

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 13/06/2016header-aviadarts-2016Le Forze Aerospaziali russe riceveranno i primi aerei da combattimento di quinta generazione Sukhoi T-50 (PAK FA – “Caccia multiruolo di Prima linea”) nel 2017, secondo il Colonnello-Generale Viktor Bondarev, comandante in capo delle Forze Aerospaziali russe. Il nuovo caccia stealth della Russia è sorprendentemente comparso all’improvviso, il 5 giugno, sorvolando la Crimea (sulla base aerea di Chauda), prendendo parte ad Aviadarts 2016. “Ci sono cinque caccia T-50 in fase di test presso il centro prove di volo Chkalov, ed entraranno in servizio nel 2017”, aveva detto Bondarev ai giornalisti. Il velivolo è un caccia multiruolo furtivo, monoposto, bimotore, supermanovrabile e capace di volo di crociera supersonico, progettato per la superiorità aerea e l’interdizione. Possiede avionica avanzata come radar a scansione attiva e sensori unificati. L’aereo ha le seguenti caratteristiche generali: equipaggio – 1 pilota, velocità massima – 2600 km/h, rateo di salita – 330 m/s, raggio d’azione – 5500 km, autonomia – 5,8 ore, quota operativa – 20 km, peso massimo al decollo – 35480 kg, carico massimo operativo – 10 tonnellate. Durante i test il velivolo è riuscito a raggiungere i 384 metri al secondo di rateo di salita. Tale velocità permetterebbe all’aereo di raggiungere una quota pari alla vetta del Monte Everest, la montagna più alta della Terra, in soli 23 secondi. Il T-50 ha una cellula che fonde fusoliera e ala e dispone di superfici mobili orizzontali e stabilizzatori verticali. L’avanzato sistema di controllo del volo e di spinta vettoriale degli ugelli rende il velivolo altamente maneggevole sia in beccheggio che imbardata, consentendogli di svolgere manovre con molto elevati angoli d’attacco. L’alta velocità di crociera e l’elevata quota operativa del velivolo gli daranno un significativo vantaggio cinetico rispetto alle attuali generazioni precedenti di aeromobili. Il T-50 sarà il primo velivolo operativo dell’Aeronautica russa ad utilizzare la tecnologia furtiva. I compositi coprono il 25% del peso strutturale e quasi il 70% della superficie esterna. Le armi sono trasportate in vani interni alla cellula, e le antenne sono incassate nel rivestimento di superficie per mantenere la forma furtiva del velivolo. Il trasporto di armi internamente elimina la resistenza dei carichi esterni e consente prestazioni più elevate che col carico esterno. La cellula fonde la struttura con la pianta alare riducendone la sezione radar; i bordi esterni ed interni delle ali e delle superfici di controllo e i bordi seghettati dei pannelli del rivestimento sono accuratamente allineati ai vari angoli specifici al fine di ridurre la riflettività delle onde radar. Il velivolo utilizza materiale radar ablativo. Il tettuccio a goccia ha un rivestimento che minimizza il riflesso radar della cabina del pilota. Il velivolo di produzione incorpora bloccanti anti-radar davanti al ventilatore del motore, nascondendolo da tutte le angolazioni. Motori avanzati e aerodinamica consentono al T-50 il volo di crociera supersonico, un sostenuto volo supersonico senza l’uso dei postbruciatori. Combinato con il carico di carburante, il T-50 ha una raggio in volo supersonico di oltre 1500 km (più del doppio del Su-27, suo predecessore). I lotti di pre-produzione del T-50 utilizzeranno come motori intermedi un paio di NPO Saturn AL-41F1 (Izdelie 117). Il motore ha un rapporto spinta peso di 10,5:1. I due motori 117 sono dotati di ugelli per la spinta vettoriale, i cui assi di rotazione sono inclinati secondo un proprio angolo. Questa configurazione permette al velivolo di produrre una spinta vettoriale su tutti e tre gli assi di rotazione, beccheggio, imbardata e rollio. La spinta degli ugelli vettoriali opera unitamente sullo stesso piano; l’angolatura permette al velivolo di produrre una vettorizzazione differente in rollio e imbardata con ciascuno degli ugelli dei motori. La presa d’aria del motore incorpora rampe di aspirazione variabile per una maggiore efficienza supersonica e schermi a rete a scomparsa per evitare che detriti estranei siano ingeriti dai motori.
244203_pak-fa-t-50_-istrebitel_-polyot_3543x2367_www.GdeFon.ru_-1024x684 Il PAK-FA trasporterà una serie impressionante di missili capaci di colpire altri velivoli come AWACS, C4ISTAR (Comando, Controllo e Comunicazione, Intelligence, Sorveglianza, Acquisizione obiettivi e Ricognizione) e caccia da lunghe distanze, oltre a navi, radar e altri bersagli in superficie. Per il combattimento aria-aria, il T-50 dovrebbe trasportare 4 missili dalla gittata oltre l’orizzonte nei due principali vani per armi e due missili a corto raggio nei vani per armi nelle radici alari. Il missile a medio raggio principale è il K-77M a guida radar attiva, un R-77 (Vympel) aggiornato con una testata attiva a scansione elettronica e con pinne posteriori convenzionali. Il missile a corto raggio è il K-74M2 a guida ad infrarossi, versione aggiornata dell’R-74 con sezione ridotta per il trasporto interno. Un missile dall’aerodinamica pulita a corto raggio designato K-MD è stato sviluppato per sostituire il K-74M2. Per le maggiori distanze, quattro grandi missili oltre l’orizzonte possono essere trasportati, due per ogni vano principale per le armi, che possono anche ospitare missili aria-terra come il Kh-38M, o più bombe guidate KAB-250 da 250kg o KAB-500 da 500 kg. Il velivolo dovrebbe anche trasportare varianti ulteriormente sviluppate e modificate del missile antinave Kh-35UE (AS-20 “Kayak”) e del missile anti-radar Kh-58UShK (AS-11 “Kilter”). Per le missioni che non richiedono la furtività il T-50 può trasportare carichi su sei punti d’attacco esterni. Il capo-progettista del PAK-FA Aleksandr Davydenko ha detto che vi è la possibilità d’installare il missile da crociera supersonico BrahMos sul PAK-FA e il suo derivato FGFA. Solo uno o due di questi missili possono essere trasportati dato il peso elevato. Il velivolo trasporta internamente un cannone 9A1-4071K (GSh-301) da 30 millimetri vicino alla radice alare destra.
La cabina del T-50 dispone di due principali display LCD multifunzionali da 38 centimetri. Posizionati intorno alla cabina vi sono i tre display più piccoli del pannello di controllo. La cabina ha un head-up display a grandangolo (30°- 22°) e la Geofizika-NV di Mosca fornisce il nuovo visore NSTsI-V montato sul casco Zsh-10. I sistemi di controlli principali sono il joystick e un paio di manette. Il velivolo ha un tettuccio in due pezzi con la sezione di poppa scorrevole all’indietro e bloccaggio in posizione. Il tettuccio è trattato con rivestimenti speciali per aumentare la furtività del velivolo. I prototipi del T-50 sono attualmente equipaggiati con motore Saturn 116, radar NIIP Irbis e avionica presente sul Su-35S. Questi componenti saranno sostituiti dal 2020 quando i componenti aggiuntivi saranno pronti per la produzione. Il nuovo motore Izdelie 30 entrerà in servizio nel 2020. Molti dettagli tecnici sono ancora classificati, soprattutto perché il programma non è ancora in fase di produzione. Tuttavia, il generale consenso è che il T-50 sia più maneggevole rispetto ai rivali degli Stati Uniti F-35 e F-22. L’aereo ha un vantaggio comparato nell’ingaggio aereo. Rispetto all’F-22, il PAK-FA è più veloce, ha maggior raggio operativo e migliore capacità d’individuare il bersaglio. “Certamente ha maggiore agilità con la combinazione tra spinta vettoriale, superfici di coda completamente mobili ed eccellente design aerodinamico, che non l’F-35”, ha detto l’ex-capo dei servizi segreti dell’US Air Force Tenente-Generale David Deptula. Tutto sommato, il velivolo ha le caratteristiche distintive che soddisfano i requisiti del caccia di quinta generazione: supermanovrabilità (grazie a motori dalla spinta vettoriale controllata), sistema di rifornimento in volo, velocità di crociera supersonica senza l’uso della post-combustione, bassa sezione radar, decollo e atterraggio corti e versatilità nell’impiego in combattimento. La versione navale del Sukhoj T-50 PAK FA sarà schierata sulla portaerei russa Admiral Kuznetsov e le future portaerei russa. L’aereo è ancora testato, ma India e Vietnam sono già sulla lista dei potenziali acquirenti.
Dopo la caduta dell’Unione Sovietica l’industria aeronautica russa affrontò momenti difficili. Nessuno a metà degli anni ’90 avrebbe solo immaginato che tali risultati erano possibili. L’industria aeronautica è un settore molto complicato. Nonostante gli ostacoli, la Russia ha creato diversi aerei unici, ed ora testa l’aereo di quinta generazione che non è secondo ad alcuno oggi. L’emergere del russo Sukhoj PAK-FA segna la fine del monopolio durato un quarto di secolo degli Stati Uniti sulla progettazione di velivoli a bassa osservabilità (VLO) o stealth.Sukhoi_T-50_Pichugin_2La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia rafforza la Flotta del Mar Nero

Mentre la Russia dispiega nuove fregate e sottomarini, il Mar Nero diventa un lago russo
Alexander Mercouris, The Duran 12 giugno 2016RFS ADMIRAL GRIGOROVICH  745  Russian navy frigate  b.2016.  26-5-16Da quando s’è assicurato il controllo della base navale di Sebastopoli in Crimea, la Marina russa rafforza la Flotta del Mar Nero della Russia. La prima della nuova classe di fregate, l’Admiral Grigorovich, ha raggiunto la flotta. L’Admiral Grigorovich sarà presto affiancata dalla gemella, Admiral Essen, e successivamente, probabilmente il prossimo anno, da un ulteriore gemella, l’Admiral Makarov. Queste fregate avanzate sono dotate di missili da crociera Kalibr, missili antinave supersonici Oniks, un cannone navale da 100 mm, missili antiaerei Shtil (versione navale del noto Buk) e un elicottero Kamov Ka-27. Le 3 fregate classe Admiral Grigorovich sono le prime grandi navi da guerra di superficie ad entrare nella Flotta del Mar Nero dal crollo dell’URSS. Tutte le altre grandi navi di superficie in servizio presso la Flotta del Mar Nero furono costruite negli anni ’80, con la più vecchia, il cacciatorpediniere lanciamissili Smetlivij, risalente al 1969. L’arrivo dell’Admiral Grigorovich inverte un lungo periodo di degrado, con lo status della Flotta del Mar Nero in precedenza incerto per via dei dubbi sul futuro della fondamentale base navale di Sebastopoli. Il piano originale era fornire alla Flotta del Mar Nero una forza di 6 fregate classe Admiral Grigorovich. Questo piano per lo meno viene ritardato dalla necessità di trovare sostituti russi ai motori di costruzione ucraina utilizzati dalle ultime tre unità di questa classe, ancora in costruzione. Mentre un motore alternativo russo fu proposto dalla NPO Saturn di Rybinsk, sembra che sarò disponibile non prima del 2020, avendo la Marina dato priorità all’impiego sulle più avanzate fregate classe Admiral Gorshkov, destinate alle Flotte del Nord e del Pacifico. A quanto pare, viene ora suggerito che la costruzione delle ultime 3 fregate classe Admiral Grigorovich sarà interrotta, o completata dopo il 2020 per essere vendute all’estero, in modo che altre risorse possano essere assegnate alla costruzione delle più avanzate fregate classe Admiral Gorshkov, alcune delle quali potrebbero eventualmente essere impiegate nel Mar Nero.
Le 3 fregate classe Admiral Grigorovich non sono il solo rinforzo visibile della Flotta del Mar Nero. Di almeno pari importanza è il dispiegamento di 6 avanzati sottomarini diesel-elettrici classe Varshavjanka presso la Flotta del Mar Nero, iniziato nel 2014. I sottomarini diesel-elettrici sono intrinsecamente più silenziosi dei sottomarini a propulsione nucleare e sono probabilmente più adatti alle acque ristrette del Mar Nero e del Mediterraneo. I sottomarini Varshavjanka sono avanzati e sono a volte indicati come “buchi neri” per la capacità di eludere i sensori acustici della NATO. Possiedono anche un armamento potente, trasportando non solo siluri avanzati ma anche missili da crociera Kalibr che possono lanciare sott’acqua. Uno dei nuovi sottomarini classe Varshavjanka appartenente alla Flotta del Mar Nero, il Rostov-na-Donu, ha dimostrato questa capacità quando lanciò missili da crociera Kalibr dal Mediterraneo orientale contro posizioni dei terroristi in Siria lo scorso anno.
La Flotta del Mar Nero rappresenta solo una frazione delle forze a disposizione della Russia nella regione del Mar Nero. Le basi aeree in Crimea, Caucaso settentrionale e Russia meridionale danno alla Russia un vantaggio schiacciante contro le navi di superficie. La Crimea stessa, al centro del Mar Nero, ha tutti gli elementi essenziali di una portaerei inaffondabile. I russi, inoltre hanno dimostrato in Crimea, durante la crisi del 2014, la capacità di schierare rapidamente nella regione del Mar Nero i missili antinave supersonici Bastjon basati a terra, fornendo un’ulteriore potente capacità contro le navi da guerra della NATO nel Mar Nero.
Anche se la Flotta del Mar Nero è una forza ridotta rispetto al periodo di massimo splendore sovietico, il Mar Nero è ancora una volta un lago russo.d0b0d180d0bcd0b8d18f-110Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’F-22 ha poche possibilità contro il T-50 russo

Simon North Russia Insider, 1 giugno 20162613056_originalChe fantastico modello virtuale vincerebbe se (Dio non voglia!) i caccia stealth di 5.ta generazione F-22 statunitense e T-50 russo ingaggiassero una battaglia aerea! Sarebbe mozzafiato. Ma c’è ben altro a ciò che appare. Non tutte le armi saranno furtive. Alcune non ne hanno bisogno. Ecco la descrizione dell’avanzata bomba guidata di cui il T-50 sarà armato, direttamente dal progettista, secondo il corrispondente del quotidiano Izvestija Victor Litovkin.
Il nuovo aviogetto da combattimento di quinta generazione russo T-50 potrà svolgere missioni delicate in profondità dietro le linee nemiche. Givi Zhanjgava, presidente della Ramenskoe Design Company che produce attrezzature per aerei da combattimento e civili: “Il T-50 è un velivolo polivalente capace di svolgere compiti tattici e di superiorità aerea”, osservava il costruttore. La furtività permette di penetrare in profondità nel territorio nemico ed effettuare attacchi precisi. Le capacità “specifiche” del nuovo caccia sono state scoperte da osservatori appassionati di aviazione che vegliano per ore e con tutte le condizioni meteorologiche dai limiti degli aeroporti civili e militari, scattando foto di decolli e atterraggi. L’altro ieri, una foto di Mikhail Kuznetsov è apparsa su internet mostrando il caccia T-50 con numero di codice ‘052’ decollare dalla base aerea sperimentale Gromov, a Zhukovskij, presso Mosca. Aveva bombe guidate GBU-500 sui piloni esterni, le stesse utilizzate dalle nostre forze aerospaziali in Siria. Il caccia segue un’altra fase di test aerodinamici con diverse modalità di volo, ha detto l’esperto aeronautico Andrej Frolov ad Izvestija. Può trasportare missili e bombe nei vani interni, da qui la furtività. Ma può anche ospitare un carico esterno, precisa, come missili aria-aria, aria-superficie, anti-nave, bombe guidate delle generazioni precedenti e successive. “La GBU-250 ha una struttura modulare e può essere dotata di vari tipi di sistemi di guida ad alta precisione: satellitare o laser. Fu progettata in risposta allo sviluppo delle bombe guidate statunitensi SDB (Small Diameter Bomb) che equipaggiano i caccia di quinta generazione F-22 e F-35. La bomba laserguidata con testata ad alto esplosivo a frammentazione è progettata per attaccare attrezzature non protette, nodi ferroviari, magazzini e altre infrastrutture nemiche. La bomba può essere utilizzata da sola o con una salva dal velivolo dotato del designatore laser, e anche con la retroilluminazione da terra degli obiettivi“.
Secondo Janigava: “Da un lato è insensato per un aereo stealth volare ‘spiccando’ sui radar nemici con le bombe agganciate. Dall’altra parte, ed è una grande domanda, ha senso sacrificare le capacità di combattimento del velivolo per la furtività, dato che alcuni compiti lo richiedono, mentre altri hanno bisogno di un grande carico bellico. Ecco perché la tecnologia stealth non è un idolo di cui i progettisti aeronautici moderni fanno un culto. T-50, F-22 o F-35 possono trasportare carichi esterni di missili e bombe. Tutto cambia in fretta e si deve agire in base alla situazione. In secondo luogo, a volte si deve liquidare il bersaglio, anche se non al primo tentativo. Questo può sempre essere fatto con i missili da crociera”. Il direttore generale della Tactical Missiles Corporation, Boris Obnosov, dice che il caccia T-50 avrà sei nuovi missili entro il 2017, e altri sei entro il 2020. 4 modelli di missili da trasportare internamente sono in fase di sperimentazione. “Solo i tipi destinati ai vani del caccia T-50 sono stati testati direttamente con esso”, dice Obnosov. “Per esempio, il missile anti-radar Kh-58UShKE”. Il Kh-58UShKE è stato mostrato all’esposizione internazionale aerospaziale MAKS-2015 presso Mosca. La differenza fondamentale dai predecessori è il sistema di puntamento e orientamento dall’interno del caccia. Un’altra differenza è che il corpo ‘quadrato’ del missile ‘si adatta meglio al vano bombardiere. Un’altra innovazione del T-50 è il ‘missile a gravità’ Grom-2, progettato sulla base del Kh-38. In realtà, è un missile con sistema di guida inerziale-satellitare, ovvero una bomba da 250 kg che può essere dotata di testata a frammentazione ad alto esplosivo, penetrante o disperdente.20880094825_6ae571e730_bTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le forze nucleari degli USA sono gestite con floppy disk degli anni ’70

Dave Mosher Tech Insider, 30 maggio 2016 – Russia Insider20160526_cybersec_0Un nuovo rapporto del governo dipinge un quadro inquietante dei sistemi informatici utilizzati dagli Stati Uniti. Il rapporto di 87 pagine del Government Accountability Office (GAO) seriamente intitolato “Le agenzie federali devono affrontare l’obsolescenza dei sistemi di gestione“, è stato strombazzato dal Congresso che vuole sapere come vengono spesi 80 miliardi di dollari dei contribuenti, ogni anno, per le tecnologie dell’informazione. Gli estensori del rapporto analizzano con durezza le tecnologie informatiche utilizzate dalle agenzie governative come dipartimento della Giustizia, del Tesoro, Social Security Administration e dipartimento dei Veterani, scoprendo che la maggior parte del denaro viene speso per mantenere sistemi vecchi di oltre 30 anni e che le agenzie non hanno piani per modernizzarli o sostituirli. Ma forse le informazioni più allarmanti riguardano il dipartimento della Difesa (DoD), che controlla le 7100 testate nucleari e termonucleari della nazione. Il GAO ha scoperto che il Sistema di Comando e Controllo Strategico Automatizzato (SACCS), il sistema informatico che “coordina le funzioni operative delle forze nucleari degli Stati Uniti, come ad esempio missili balistici intercontinentali, bombardieri nucleari e velivoli di supporto“, utilizza ancora floppy disk da 8 pollici. Come questo:ibm-8-inch-floppy-diskIn particolare, il DoD tirerebbe fuori uno o più di questi dischi per computer commerciali della IBM per avviare un attacco nucleare. E qui una foto tratta dal rapporto dei computer IBM impiegati dal SACCS:saccs-ibm-series-1-computers-dod-gao-strategic-automated-command-control-system.pngCosa può fare questo vecchio sistema? Secondo il rapporto del GAO: “La funzione primaria del sistema è inviare e ricevere messaggi per l’azione rapida delle forze nucleari. Secondo i funzionari della difesa, il sistema è composto da tecnologie e attrezzature che sono alla fine della vita operativa. Ad esempio, il sistema si basa sui Computer Serie-1 della IBM, con un sistema operativo degli ’70 scritto in linguaggio assembly che utilizza floppy disk da 8 pollici, sistema d’archiviazione degli anni ’70; il codice di programmazione assembly viene utilizzato per i mainframe. Le parti di ricambio del sistema sono difficili da trovare, perché ormai obsoleto. Se siete preoccupati che una tecnologia di 53 anni sia tra i comandanti e la fine del mondo o, a seconda di chi se lo chiede, la difesa del Paese, sarete felici di sapere che anche i militari lo sono. Si prevede di aggiornare tali computer entro il 2017 e sostituirli con sistemi moderni entro il 2020. Ma i sistemi di comando e controllo degli Stati Uniti non sono gli unici dell’infrastruttura d’attacco nucleare ad essere obsoleti: anche le armi nucleari non sono più così giovani. Per affrontare tale problema, 1 trilione di dollari è a disposizione (sì, 1.000.000.000.000 di dollari) per aggiornare molte armi o metterle fuori servizio nei prossimi 30 anni. Tuttavia, vi è un intenso dibattito sull’opportunità o meno di un tale tremendamente costoso programma di modernizzazione per rinnovare la temibile potenza di armi nucleari obsolete, innescando una nuova corsa agli armamenti con la Russia, tra l’altro.Aging Federal ComputersTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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