Giappone nucleare

Tokyo invia plutonio negli Stati Uniti
VPK  21 marzo 2016Japan NuclearIl Giappone inviava una partita di plutonio negli Stati Uniti, che consegna per esperimenti dalla “guerra fredda”, secondo l’agenzia stampa Kyodo. Attualmente, sono immagazzinati nel centro nucleare di Tokaimura (Prefettura di Ibaraki) 331 kg di plutonio, secondo la TASS. Questa quantità è sufficiente per produrre 40-50 testate nucleari. La nave inglese Pacific Egret trasportava il materiale altamente radioattivo. Non è noto se la partita di plutonio inviata, fosse in tutto o in parte a bordo della nave, la cui rotta inoltre non fu resa nota per motivi di sicurezza. Come previsto, dopo l’arrivo negli USA, il plutonio sarà utilizzato nel complesso nucleare di Savannah River (South Carolina). In precedenza, Washington aveva ripetutamente affermato di non ricevere scorte di plutonio da Tokyo. A dicembre, in un’intervista al quotidiano “Asahi“, il consigliere scientifico del presidente degli Stati Uniti John Holdren osservava che in Giappone ci sono grandi scorte di plutonio e un ulteriore aumento è indesiderabile. Ed anche criticava indirettamente l’intenzione di Tokyo di attivare il primo impianto di arricchimento privato per combustibile nucleare esaurito nel villaggio di Rokkasho, nel nord dell’isola di Honshu, la principale del Paese. Il Giappone attualmente ricicla gli scarti dalle proprie centrali nucleari nel Regno Unito e in Francia. Da questi viene estratto il plutonio adatto a scopi militari. Il Giappone lo mescola con l’uranio per produrre il cosiddetto combustibile MOX per i reattori nucleari. Questo carburante fu utilizzato la prima volta nel terzo reattore della centrale di Takahama, fermato dopo l’intervento della magistratura. Alla fine dello scorso anno, il Giappone aveva nel proprio territorio e nei depositi in Francia e Regno Unito 47,8 tonnellate di plutonio. Da esso, secondo gli esperti, si possono produrre 6000 testate nucleari. Gli Stati Uniti hanno a lungo fatto pressione su Tokyo affinché riducesse le scorte di plutonio, o almeno ne impedisse l’aumento. Washington ha avvertito che tale materiale è particolarmente soggetto a terrorismo nucleare.map_slideshowTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Buran: il maggiore successo tecnologico perduto

Intervista di Nina Leontieva Pravda 12/04/2016bbur32buranlogo2Il nome di Jurij Gagarin brillerà nella storia della nostra civiltà per sempre. Eppure, non molti sanno che Gagarin compì uno studio scientifico sul primo veicolo spaziale riutilizzabile al mondo. Pravda intervista sul culmine dello sviluppo della cosmonautica russa il venerabile pilota sperimentale e cosmonauta della Federazione Russa Sergej Tresvjatskij. All’alba dell’esplorazione spaziale, si credeva che i piloti fossero i più preparati alla professione di cosmonauta. Nel 1972, gli Stati Uniti annunciarono la creazione dello space shuttle, che avrebbe semplificato e ridotto i costi per le operazioni di volo spaziale. Le prime navette spaziali degli Stati Uniti (Columbia, Discovery, Challenger, Atlantis) potevano essere utilizzate come vettori d’attacco. Poco dopo, l’Unione Sovietica presentò la più potente e costosa navetta spaziale dall’unico sistema di atterraggio automatico, chiamata Buran. Il 15 novembre 1988 la Buran salì nello spazio con l’unico missile vettore Energija. Pochi anni dopo, l’idea della competizione tra navette spaziali sovietiche e statunitensi si eclissò. Tuttavia, gli statunitensi continuarono il loro programma Space Shuttle. Il progetto Buran fu chiuso, e uno dei più grandi successi dell’alta tecnologia dell’Unione Sovietica andò perduto. Pravda ha la possibilità di parlare con la persona che seguì gli alti e bassi del grande programma spaziale sovietico. Il pilota sperimentale sovietico e russo, Distinguished Test Pilot della Federazione Russa Sergej Tresvjatskij.

“Conosce il programma dall’interno. C’era qualcosa di mistico come molti dicono?”
IMG_6480www “Il lavoro di un numero enorme di persone di talento si concentrò sul progetto del veicolo spaziale riutilizzabile, e i piloti avrebbero dovuto portare questa nave nello spazio raggiungendo l’obiettivo cercato. Fu un’attività psicologica, intellettuale e fisica molto intensa. Il Buran era un programma nazionale a cui tutto il Paese guardava”.

“Ma il grado di segretezza era alto. Tutto il Paese costruiva la nave spaziale, ma non ne sapeva nulla”.
“Sì, la sicurezza era parte del sistema statale. Ci vuole tempo per analizzarlo oggettivamente e non perdere le cose più importanti nell’analisi del recente passato storico. Sappiamo già che ci mancano alcuni elementi del perduto sistema sovietico. Il Buran illustrava lo sviluppo tecnico dell’Unione Sovietica. Nel 1993, il nostro Paese cessò di realizzare programmi nazionali di questa portata. Il progetto Buran fu una testimonianza della grande stagione tecnologica. La fine del programma Buran pose fine alla grande epoca dell’Unione Sovietica”.

“Il numero di equipaggi del Buran era limitato a dieci persone, e sei di loro erano cosmonauti. Cosa dovevano fare?”
“L’equipaggio del Buran consisteva di due piloti: Il comandante e il co-pilota. Il compito era assicurare i voli di prova nello spazio. Li abbiamo integrati generando esperienza con l’addestramento, che di certo non sarebbe stato così esteso per i successivi equipaggi della navetta”.

“Quando il Buran sarebbe decollato col suo primo equipaggio?”
“Otto mesi dopo il primo volo. Ma poi arrivarono altri tempi”.

“Molti dicono che il Buran sovietico fosse molto simile alla navetta spaziale statunitense. Qual era la differenza tra i due progetti?”
“Infatti, molti ancora dicono che il Buran fosse una copia dello Space Shuttle. Tuttavia, nel 1966 Jurij Gagarin lo difese nella tesi dedicata al veicolo spaziale riutilizzabile. Il programma space shuttle degli Stati Uniti iniziò nel 1970. Koroljov, Tsjolkovskij e Zander parlarono del progetto di veicoli spaziali riutilizzabili. Abbiamo creato un sistema spaziale riutilizzabile unico. Il missile vettore Energija fu creato non solo per il Buran, ma per porre in orbita stazioni spaziali e molti altri oggetti. Degno di nota, gli statunitensi non fecero mai volare automaticamente le loro navette spaziali. Nell’URSS, l’atterraggio automatico fu attuato nei numerosi voli sperimentali con i laboratori volanti MiG-25 e Tu-154″.

“Il Buran fu progettato per 20 voli operando automaticamente, entrando nel Guinness dei primati. Perché si era ancora decisi ad impiegare cosmonauti?”
“I piloti erano fortemente contrari ai lanci senza equipaggio. I sistemi automati?i vanno inclusi nel circuito di guida dell’equipaggio, non viceversa”.

“La Russia avrà un proprio veicolo spaziale orbitale riutilizzabile? C’è bisogno di averne?”
“Sì. Questo è un altro passo nello sviluppo dell’esplorazione spaziale. E’ il momento di rivisitare progetti simili dal superiore livello tecnico e tecnologico.”

“Giappone, Cina e Francia cercano di creare veicoli spaziali riutilizzabili senza equipaggio. Chi ha più possibilità di lanciare una navetta spaziale oggi?”
“Credo che la Cina avrà successo, a questo punto. Dobbiamo fare ogni sforzo per non lasciare che le conquiste distruggano la nostra civiltà. Questa è la grave responsabilità delle grandi nazioni, compresa la Cina. Gli statunitensi fermarono il loro programma Space Shuttle nel 2012, era tecnicamente esaurito. Oggi, cercano di spendere meno di quanto non facessero prima. Abbiamo visto una serie di progetti privati che non richiedono grandi infrastrutture. Il missile Antares è uno di questi progetti”.030-Transport-Carriage-buran_an-225_1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Fatti sconosciuti del volo di Gagarin

Victor Sokirko Zvezda TV 12 aprile 2016 – Russia Insidervostok-1-test-4_102455 anni fa il primo uomo volava nel cosmo. Jurij Alekseevich Gagarin scrisse il suo nome tra gli immortali e glorificò il Paese natale, ma aprì anche una nuova era nella storia dell’esplorazione spaziale. All’inizio degli anni ’60 quasi un quarto dei ragazzi appena nati nell’URSS fu chiamato Jurij da Gagarin. Ci furono ampie radunate nelle maternità degli ospedali dopo il 12 aprile 1961: i neonati furono chiamati Jurij. C’è una città (ex-Gzhatsk) e un’area nella regione di Smolensk denominate da Gagarin. Aziende ed organizzazioni, strade e viali, piazze e parchi portano il suo nome. L’attuale coppa hockey KHL porta il nome di Gagarin, come del resto molti altri tornei sportivi e competizioni scolastiche. Sembra che si sappia proprio tutto di Jurij Alekseevich Gagarin, da libri e film, perché Gagarin è il biglietto da visita del nostro Paese, suo orgoglio e fonte di rispetto. La sua biografia è ben nota fino ad ogni minuto dalla nascita (9 marzo 1934) al volo spaziale (12 aprile 1961) alla morte per incidente aereo (27 marzo 1968). Nel ricordare il primo cosmonauta, non ripeteremo i fatti noti della biografia, per quanto possibile, ma ci concentreremo sui forse meno importanti, ma interessanti, dettagli che caratterizzarono anche significativamente Jurij Gagarin; forse svelando alcuni miti e leggende sul più importante cosmonauta della Terra.
Belka_&_Strelka_50_Years_Flight_Stump Gli esperti della NASA, non essendo riusciti ad essere i primi, per lungo tempo contestarono il volo orbitale di Jurij Gagarin. I loro argomenti si basavano su un paio di posizioni, la prima è che ci fu un altro cosmonauta sovietico sconosciuto a volare nello spazio, il cui destino fu ignoto. “Ci fu infatti un predecessore di Gagarin che andò nello spazio per due volte“, rivela la storica della Casa Aeronautica e Cosmonautica Antonina Evgenevna Dementeva. Chiamato “Ivan”, o “Ivan Ivanovich”; era un manichino vestito con una tuta spaziale e dotato di sensori e altri dispositivi, che compì un paio di orbite intorno alla Terra e fornì molte informazioni sugli effetti dell’assenza di peso sugli esseri umani e altri effetti sul corpo durante lancio e volo. Nel secondo lancio di “Ivan”, il 15 marzo 1961, fu dotato di trasmettitore radio con messaggi registrati. Per disorientare gli statunitensi, che cercarono di seguire ogni dettaglio dei voli di prova sovietici, trasmetteva sulla Terra dati non cifrati ma ricette di cucina. Gli statunitensi si arrabattarono per capirne il significato, infine conclusero che il cosmonauta sovietico era impazzito sproloquiando su come cucinare lo shchi (zuppa di cavolo) o il kharcho (zuppa piccante georgiana di carne e verdure), così come cantare canzoni corali!
Furono i cani di fama mondiale Belka e Strelka che precedettero Gagarin nello spazio. Rientrarono al sicuro dopo un volo di tre giorni in orbita. Un’altra mitica cagnolina che orbitò fu la meticcia Lajka, che purtroppo morì durante la missione di prova. Una marca di sigarette fu denominata da Lajka, che durò meno della cagnetta. Il memoriale di Lajka si trova vicino alla stazione della metropolitana Dinamo di Mosca sull’isolato dell’Istituto di Medicina Aerospaziale del Ministero della Difesa della Federazione Russa. Durante le missioni di prova 20 cagnette morirono, Dezik, Tsigan, Lisa… furono scelte per i voli a lungo solo cagnette di sesso femminile perché non dovevano alzare la zampa posteriore per urinare. Il sacrificio dei cani cosmonauti permise il successivo volo di Jurij Gagarin, contribuendo a garantire la sicurezza delle persone.
7(61)Il Consiglio di Stato che scelse il primo cosmonauta in gran parte si aspettava un esito fatale. La navicella spaziale su cui Jurij Gagarin avrebbe dovuto orbitare fu progettata per le testate nucleari, come negli Stati Uniti. Gagarin fu scelto tra una ventina di altre persone. Il Costruttore Generale Sergej Koroljov selezionò i candidati di persona. Altezza, peso e salute erano le caratteristiche più importanti. Sei persone superarono la selezione, tra cui Jurij Gagarin e il suo sostituto, German Titov. Si pensa che al Segretario Generale Krusciov piacesse il gioviale ed amichevole Jurij e che ciò siglasse la scelta finale. Si pensava che il nome non russo di Titov, German, gli impedì di essere il primo. Ma oggettivamente parlando, Titov fu preparato in modo più approfondito, non solo come sostituto, ma per i successivi voli più complessi e più lunghi. Tuttavia, German Stepanovich ovviamente fu deluso dal fatto che non dovesse essere lui il primo a compire il volo spaziale con equipaggio. Un fatto ben noto è che Jurij Gagarin volò nello spazio come Tenente, ma rientrò con un grado più importante, saltando il grado di capitano. Il Ministro della Difesa, il Maresciallo Rodjon Malinovskij, gli diede il grado di maggiore solo due ore più tardi, dopo esser atterrato vicino l’insediamento di Smelovka, nella regione di Saratov. Quando Gagarin fu trasportato in elicottero nella città di Kujbyshev (Samara) il 12 aprile, riferì del completamento della missione presso la residenza privata del Presidente del Consiglio di Stato del Comitato regionale del PCUS Konstantin Rudnev, indossando… un abbigliamento sportivo. Solo il giorno dopo fu visto in uniforme con gradi più grandi sulle spalline. I lavoratori di Commissarij gli portarono scarpe e una confezione di calzette. Tra l’altro, Gagarin era a piedi nudi quando fu a bordo della navicella spaziale per la prima volta. Nove mesi prima del lancio, Sergej Koroljov portò i sei candidati presso lo stabilimento dell’Ufficio Progettazione 1 nella città chiusa di Kaliningrad (Koroljov) nei pressi di Mosca, e gli permise di dare uno sguardo alla cabina. Gagarin chiese di essere il primo, e prima di sedersi nel posto del pilota, si tolse le scarpe. Koroljov ricordò che: “era come entrare in casa“.
Il volo del primo veicolo spaziale Vostok-1 fu condotto in modo completamente automatico. Nessuno poteva garantire che in assenza di gravità il cosmonauta potesse lavorare normalmente. Prima del volo, Jurij Gagarin ebbe un codice speciale per l’attivazione del controllo manuale del veicolo spaziale, in caso di emergenza. In realtà fu solo un trucco psicologico essendo possibile controllare il veicolo spaziale solo dalla Terra. C’era un rischio riguardo lo stato mentale del cosmonauta: poteva svenire o atterrare nel territorio di un altro Stato. In tal caso, la capsula di recupero era minata e la sua distruzione telecomandata. Nel caso in cui il contatto con il veicolo veniva interrotto, la distruzione era programmata automaticamente entro 62 ore dall’entrata nell’atmosfera. Gagarin aveva una pistola, non per suicidarsi, ma per difendersi da animali selvatici se fosse atterrato in un luogo desolato. In seguito, tutti i cosmonauti ebbero armi di difesa personale. Aleksej Leonov e Pavel Beljaev dovettero usarle quando atterrarono nella taiga a nord degli Urali sparando a degli orsi.
alldayru51bu5 C’erano tre messaggi preparati per la TASS prima del lancio della navicella spaziale con equipaggio, per coprire differenti contingenze: la busta contenente il primo messaggio in caso di emergenza a bordo o atterraggio del veicolo fuori dell’URSS; la seconda nel caso di completo successo; e il terzo nel caso di atterraggio forzato su territorio estero. La terza nel caso di una catastrofe. Quando Gagarin raggiunse l’orbita e i primi dati su quota, inclinazione e periodo orbitale furono ricevuti, il Cremlino diede il seguente comando alla TASS: “aprire la seconda busta“. C’era anche una quarta busta a bordo della capsula di recupero. Conteneva il codice segreto per passare al controllo manuale della capsula, ma Gagarin ne fu informato prima del lancio. Jurij Gagarin doveva atterrare non con la capsula di recupero (l’originale è conservata nel museo della Casa Aerospaziale e Cosmonautica) ma paracadutarsi catapultato dalla quota di 6-7 chilometri. L’atterraggio nella capsula era inizialmente prevista, ma Koroljov dubitava che un uomo potesse sopravvivere all’impatto. Allo stesso tempo, secondo le norme accettate dallo speciale accordo internazionale, per richiedere la registrazione della quota, i piloti dovevano rimanere nei loro aeromobili. La decisione fu presa negli ultimi minuti, e Gagarin fu preparato a rimanere nella capsula fino a toccare il suolo. “Ci fu un’altra emergenza, tra le altre undici che verificatesi nel volo“, rivela Antonina Dementeva. “Quando il veicolo spaziale iniziò il rientro, l’atmosfera non disintegrò il cilindro della sezione dei sistemi di bordo dalla capsula di recupero, e le cartucce non scollegarono i fili tra i due blocchi. Ci fu enorme rigonfiamento e oscillazione del veicolo, quindi la velocità aumentò. Solo dieci minuti dopo, i fili intrecciati bruciarono ma l’oscillazione non si fermò. Poi il Centro Controllo della Missione diede il comando per catapultare Gagarin dalla capsula, salvandogli la vita. Ci furono testimoni che assistettero all’atterraggio della capsula. Testimoniarono che rimbalzò in aria tre o quattro volte prima di colpire la terra. Se ci fosse stato un uomo a bordo, non avrebbe praticamente avuto alcuna possibilità di sopravvivere“. A causa di ciò, gli statunitensi tentarono di contestare l’esplorazione spaziale del pilota sovietico. In seguito, tuttavia, riconobbero la superiorità dell’URSS nel volo orbitale con equipaggio.
La popolarità di Jurij Gagarin nel mondo è ben nota, fu accolto come un Dio ovunque andasse. La Regina d’Inghilterra, Elisabetta II, abbandonò il protocollo in presenza del cosmonauta sovietico ed usò il cucchiaio a tavola come Gagarin, non essendo sicuro delle giuste posate da utilizzare. Un giorno, quando la popolare attrice Gina Lollobrigida baciò Jurij Gagarin al festival del cinema di Mosca, notando le sopracciglia alzate della moglie per la sorpresa, sorrise e la rassicurò: “Non era lei, Valjusha, ma tu a vagare con me nel Circolo Polare Artico. Vi apparterrò fino alla morte…” Questa frase dice tutto di Jurij Gagarin, che nonostante la fama rimase una persona semplice e genuina. Questo è il modo in cui l’abbiamo ricordato. “Molte persone eccezionali all’origine del nostro programma spaziale sono morte, ma la loro memoria e il ricordo esaltante che travolse tutti i sovietici, il 12 aprile 1961, rimangono“, dice Georgij Grechko, cosmonauta per due volte insignito della medaglia di Eroe dell’Unione Sovietica. Il ricordo dell’impresa di Jurij Gagarin è vivo, perché il primo volo spaziale con equipaggio fu una vera grande impresa, come anche è vivo il ricordo del sorriso meraviglioso di Gagarin e del suo leggendario “Andiamo!yuri_gagarin_by_zuzahin-d5qob1y

belka_and_strelka_by_foxunk-d30shv8Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russi ed europei tolgono agli USA il monopolio sui velivoli di 4.ta generazione

Valentin Vasilescu, Reseau International 12 aprile 201616cde3fd7b3032d549d492dcb0b86295-960x64045 anni dopo il primo volo dell’F-16, Lockheed Martin Corporation vuole smantellarne la linea di produzione nello stabilimento di Fort Worth (Texas). Il motivo è l’assenza di ordini di nuovi velivoli di 4.ta++ generazione e concentrarsi sulla costruzione di velivoli di 5.ta generazione F-35. Se l’anno scorso ha costruito 11 F-16, quest’anno saranno solo 8, mentre nel 1987 erano uno al giorno. Questa decisione potrebbe creare problemi per i Paesi che hanno le versioni precedenti dell’F-16, a causa della carenza di pezzi di ricambio. Ma poi, solo circa 600 F-35 A/B/C entreranno nell’arsenale del Pentagono per sostituire oltre 900 F-16 C/D dell’US Air Force e della Guardia Nazionale che attualmente utilizza gli F-16 A/B. I ritardi del programma dell’F-35 sono dovuti in gran parte all’ambizione di Lockheed Martin di produrre con quasi gli stessi sottoinsiemi tre diversi aeromobili (F-35A a decollo convenzionale, F-35C per le portaerei ed F-35B a decollo e atterraggio verticale per le portaelicotteri). Non prima del 2020-2022 Danimarca, Olanda, Israele, Norvegia, Taiwan e Bahrayn potranno acquisire tutti gli F-35 ordinati, perché non possono permettersi di acquistare aerei. Poi questi Stati, che hanno vecchi F-16 A/B, probabilmente li rivenderanno a Romania, Bulgaria, Croazia e Paesi baltici, soliti acquistare F-16 usati a prezzi da aeromobili nuovi. Belgio, Giordania e Portogallo non possono permettersi di acquistare nuovi aerei, useranno i loro F-16 A/B fino alla fine. Al contrario Thailandia, Indonesia, Venezuela già sostituiscono i loro F-16 A/B con i nuovi aerei russi Su-30 e Su-35. Lo stesso dilemma si presenta per la società statunitense Boeing sul mantenimento della linea di produzione di velivoli di 4.ta++ generazione F-18 Hornet E/F ed EA-18G Growler, con l’opzione per sostituire tutti gli F-18 dell’US Navy con gli F-35C per le portaerei e gli F-35B per le portaelicotteri dei Marines. Il Canada, che possiede 73 CF-18A/B dal 1982, si rifiuta di comprarne altri, preferendo espandere le risorse per i velivoli dal 2025. La Spagna ha sostituito i suoi vecchi F-18A/B con 34 Eurofighter. Boeing aveva un contratto per 24 F-18E/F con il Quwayt, che li ha mollati per 28 velivoli Eurofighter. Da parte sua, dopo un lungo periodo durante cui si chiese se por termine alla produzione dei velivoli di 4.ta++ generazione Rafale, la società francese Dassault ha abbastanza contratti per mantenere la linea di produzione (36 Rafale per l’India, 24 per l’Egitto e 24 per il Qatar).
Tuttavia, la Russia trae il massimo vantaggio da questa situazione, grazie al basso costo e all’alta qualità della sua tecnologia, sul mercato degli aeromobili di 4.ta++ generazione. La campagna militare di sei mesi in Siria ha raggiunto i suoi obiettivi, in particolare la Russia promuovere i suoi aerei. La Russia è al secondo posto nelle esportazioni di armi nel mondo, con il 27% delle vendite dello scorso anno, per un valore di 15,5 miliardi di dollari. Al salone degli armamenti Singapore Air Show (16-21 febbraio 2016), l’Algeria ha firmato un contratto con la Russia per il primo lotto di 12 nuovi aerei Su-34 (variante da esportazione del Su-32). L’intenzione dell’Algeria è acquisire in totale 40 aerei Su-34 e 14 aerei Su-35. Entro il 2017, l’Algeria riceverà dalla Russia 14 aerei multiruolo Su-30MKI e il Venezuela altri 12 aerei Su-30MK2. L’Egitto sarà felice di ricevere i MiG-29 indiani della portaerei Vikramaditya (ex-Admiral Gorshkov) ed ha avviato negoziati con la Russia per l’acquisto di 46 MiG-29 d’attacco aeronavale (possibile variante MiG-29K/KUB) al posto degli ultimi MiG-21 ed F-7 dell’Aeronautica egiziana. Nonostante l’opposizione degli Stati Uniti, l’Iran acquisirà 36 nuovi aerei Su-30SM, mentre la Cina ha ricevuto 24 aerei Su-35 e l’Indonesia 10 Su-35. La Malesia, che ha 18 Su-30MKM, vuole sostituire 12 vecchi MiG-29N con Su-34 e Su-35.mig_29smt_by_maxodavion-d98crc4Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il carro armato volante russo Kamov Ka-52, un elicottero da combattimento di successo

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 09/04/2016d660c75ebd8fL’operazione aerea della Russia in Siria è l’evento più spettacolare apparso di recente. E’ la prima volta nella storia post-sovietica che le Forze Armate russe sono state schierate e ampiamente utilizzate in condizioni di combattimento reali fuori i confini dell’ex-Unione Sovietica. La campagna siriana è il maggiore impegno delle Forze aerospaziali russe nella storia della Russia (e anche sovietica) dell’Aeronautica militare per complessità, intensità e distanza dalle basi. L’operazione è stata la prima prova pratica importante della rinata potenza aerea della Russia, ed è stata superata a pieni voti. In realtà, gli elicotteri svolgono il ruolo principale in Siria operando tutto il giorno e in condizioni meteo sfavorevoli. Proteggono basi e strutture, effettuano le operazioni di ricerca e soccorso e colpiscono i bersagli nemici con estrema precisione in qualsiasi ora del giorno o della notte. Il Tenente-Generale Sergej Rudskoj, a capo delle Primo Direttorato Operativo dello Stato Maggiore Generale della Federazione Russa, ha detto che “in media gli aerei russi eseguivano 20-25 sortite al giorno”. Il 3 aprile, il Ka-52 “Alligator” (designazione NATO Hokum-B), presentato come “carro armato volante”, si è rivelato un elicottero da combattimento efficace nel colpire le formazioni dello Stato islamico (SI) nella battaglia per liberare la città siriana di al -Quraytin.
1517657L’Alligator è un elicottero da combattimento ognitempo sviluppato dal Kamov Design Bureau. Si tratta della versione biposto della cannoniera Ka-50 progettata per attaccare bersagli terrestri corazzati e aerei a bassa velocità. La produzione di massa iniziava nel 2008. Il dispiegamento in Siria è l’occasione per testare nuove tecnologie, come il sistema EW (Electronic Warfare) della KRET Vitebsk, per contromisure dirette agli infrarossi (DIRCM). Il sistema Vitebsk comprende sistemi di allarme radar e laser, così come disturbatori attivi otpronici e radar. I DIRCM sono progettati per sopprimere i sistemi di missili terra-aria a guida a raggi infrarossi. I terroristi siriani possederebbero e userebbero tali sistemi, ma non sono riusciti a colpire il Ka-52 finora, per le efficaci contromisure. Il sistema permette a un aereo od elicottero di controllare il cielo per diverse centinaia di chilometri. Può rilevare in tempo un missile in arrivo deviandolo dal bersaglio. Questa funzionalità si applica a tutti i missili dotati di sistemi di guida radar, infrarossi o combinati. Una volta installato, il Vitebsk può proteggere non solo l’elicottero ma altri mezzi amici entro un certo raggio, formando un “riparo” elettronico intorno potenziali obiettivi da proteggere dal fuoco nemico. La fonte presso un produttore ha detto, “quando questo sistema è a bordo può proteggere non solo l’elicottero o l’aereo, ma l’area entro una determinata distanza, formando un “riparo elettronico” intorno all’oggetto protetto”. Va notato che il Ka-50 e la versione modernizzata Ka-52 sono i soli elicotteri operativi al mondo dotati di sistema di espulsione che permette all’equipaggio di salvarsi a qualsiasi quota e velocità. La vita umana è una priorità.
Il velivolo ha due radar per il rilevamento dei bersagli aerei e a terra. Un sistema di puntamento termico Samshite diurno/notturno all’interno di due torrette sferiche, una sopra la cabina di pilotaggio e l’altro sotto il naso. L’elicottero è dotato di TV, sistema termografico (FLIR), telemetro e designatore bersaglio laser. Il FLIR è integrato con un sistema di puntamento elettro-ottico Shkval. Una struttura sferica è installata sotto la fusoliera per il rilevamento ottico. Telemetro laser e telecamera a infrarossi sono montati nella torretta di prua. L’avionica multi-funzionale del Ka-52 è costituita da un sistema digitale a più livelli computerizzato, un casco con visualizzatore Topol per i sistemi di osservazione, ricerca e puntamento. Un sistema di bus multipli compie numerose missioni, tra cui controllo dei sistemi di navigazione e d’arma. Il velivolo può montare una vasta gamma di sistemi d’arma. È un chiaro vantaggio, se si confronta l’ala rotante con gli analoghi esteri. L’armamento comprende 6 missili anticarro a guida laser Vikhr e 2 lanciarazzi B8V-20 per i razzi aria-superficie S-8 da 80mm. Il missile Vikhr può colpire obiettivi terrestri corazzati entro 8-10 km. Il Ka-52 è dotato di sei punti d’attacco alari, con 2 gondole per lanciamissili aria-aria binati Igla sotto ciascuna estremità alare (totale 4 missili). Un cannone automatico da 30 millimetri Shipunov 2A42 è montato sulla dritta della fusoliera. L’arma è alimentata con proiettili ad alto esplosivo o antiblindatura. Può colpire obiettivi a terra entro un raggio di 1500 metri così come bersagli a bassa quota entro un raggio di 2500 m. Il sistema di puntamento prevede lo scambio automatico di informazioni in tempo reale, permettendo all’elicottero d’ingaggiare un bersaglio notato da un altro aeromobile. Il sistema può anche ricevere dati di puntamento da fonti a terra. Il sistema di contromisure integrato dell’elicottero comprende unità di disturbo attivo ad infrarossi ed elettronici, e i sistemi di allarme radar Pastel (L150), infrarossi Mak (L136) e laser Otklik (L140).Cd6XLP4WwAAs134 I distributori UV-26 montati sulle gondole subalari possono lanciare bangala-esche e chaff per ingannare i missili antiaerei in arrivo. Il Ka-52 è propulso da due turbine VK-2500 (TV3-117VMA-SB3) da 1863kW di potenza. I serbatoi di carburante sono in materiale a prova di esplosione. Il Ka-52 può volare ad una velocità massima di 310 chilometri all’ora. Le velocità di crociera e laterale dell’elicottero sono di 250 chilometri all’ora e 80 chilometri all’ora, rispettivamente. Il peso massimo al decollo è di 10800 kg. L’elicottero può salire a una velocità di 10 m/s alla quota massima di 3600m. L’autonomia di volo pratico è di 520 km.
Riassumendo il tutto, l’aeromobile ha i seguenti vantaggi che lo risaltano sui rivali di altri Paesi:
– Una vasta gamma di armi può essere installata per missioni specifiche
– Può operare in qualsiasi momento ed in qualsiasi condizione atmosferica
– Il Ka-52 può rilevare obiettivi nemici a lunghe distanze condividendone le informazioni con altri mezzi
– L’elicottero ha una potente componente EW per contrastare i sistemi di rilevamento del nemico
– Il rotore coassiale lo rende molto maneggevole
– La cannoniera può operare in climi caldi nonché in condizioni invernali rigide. Questa caratteristica è particolarmente importante nel marketing.
– Il Ka-52 può essere fornito di apparecchiature differenti a seconda delle missioni specifiche.
Osservando la competizione internazionale delle Aeronautiche militare Aviadarts-2015, nella città di Voronezh, il Colonnello-Generale Viktor Bondarev, comandante delle Forze Aeree russe, ha detto “credo sia chiaro che sia il più superbo elicottero nel mondo”. Le prestazioni del Ka-52 hanno notevolmente impressionato pubblico ed esperti della difesa esteri. I principali valutatori mondiali lo dipingono come uno dei 10 migliori elicotteri del mondo, ed appare anche sulla lista dei 10 elicotteri più veloci. Il Ka-52 può essere nominato il più potente velivolo d’attacco ad ala rotante del pianeta. La cannoniera è già un successo di mercato. Russia ed Egitto hanno firmato un contratto per la consegna di 46 elicotteri Ka-52 (versione navale Ka-52K). I Ka-52 egiziani saranno equipaggiati con il nuovo sistema OES-52 che permette di lanciare i missili anticarro Vikhr e Ataka utilizzando sistemi di puntamento laser. Avranno a bordo anche i sistemi di difesa aerea President-S. L’Egitto intende acquistare circa 2000 missili Vikhr e Ataka per il Ka-52, divenendo così il primo cliente internazionale di tali missili. Le consegne dovrebbero iniziare nel 2017. Altri Paesi, come India, Pakistan e molti altri, prendono in considerazione la possibilità di procurarsi la versione modernizzata Ka-52 per soddisfare le proprie esigenze.1037491333La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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