La desolante realtà di Isao Takahata

Le esperienze infantili del regista hanno dato forma alle sue opinioni su animazione e tentativi di revisione della Costituzione pacifista del Paese
Masami Ito, Japan Times 12 settembre 2015tumblr_noegdmvt5l1svkn3wo3_1280Essendo sopravvissuto a un devastante raid aereo degli Stati Uniti sulla città natale, nella seconda guerra mondiale, il regista Isao Takahata ha subito in prima persona gli orrori della guerra. E’ forse non sorprende quindi che si opponga fermamente al tentativo del primo ministro Shinzo Abe di far passare la controversa legge sulla sicurezza alla dieta. C’è un antico proverbio romano, Takahata dice durante un’intervista presso lo Studio Ghibli di Tokyo, a Koganei: “Se vuoi la pace, prepara la guerra“. Takahata, uno dei registi di animazione più influenti del Paese e co-fondatore dello Studio Ghibli, dice che preferisce la versione del poeta francese Jacques Prevert del 1953: “Se non si desidera la guerra, prepara la pace“. “Non si può mantenere la pace scegliendo un’arma“, dice Takahata. “Deve essere raggiunta con la diplomazia, in realtà la posizione del Giappone fino a poco tempo fa. Ora, però, Abe vuole trasformare il Giappone in un Paese che può entrare in guerra“. La Costituzione che rinuncia alla guerra vige intatta da quando entrò in vigore nel 1947. I legislatori conservatori come Abe da tempo sostengono la revisione della Costituzione, elaborata durante la occupazione alleata. Infatti, uno dei principi fondatori del Partito democratico liberale al governo è rivedere la Costituzione. Takahata, premiato regista di “Tomba per le lucciole”, film d’animazione sulla lotta disperata di due fratelli per sopravvivere alla seconda guerra mondiale, si oppone a tali mosse. E’ uno dei membri fondatori di Eigajin Kyujo no Kai (cineasti per l’articolo 9), che mira a proteggere la clausola pacifista da una “modifica indesiderabile”. L’articolo 9 della Costituzione stabilisce che “il popolo giapponese rinuncia per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e alla minaccia o all’uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Il governo ha sostenuto che il Giappone può usare solo la forza militare per l’autodifesa. Invece della revisione della Costituzione, che deve essere sostenuta da almeno due terzi dei parlamentari di entrambe le camere della dieta e da una maggioranza referendaria, Abe ha deciso di modificare l’interpretazione del governo della Carta. “La situazione al momento è estremamente pericolosa”, dice Takahata. “E’ meraviglioso poter celebrare il 70° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. Tuttavia, è importante assicurarsi che le cose restino così per poter celebrare il 100° anniversario“.

‘Fortunato di esserne uscito vivo’
SONY DSCIsao Takahata è nato nella città di Ujiyamada (ora Ise), Prefettura di Mie, nel 1935. Il più giovane di sette fratelli cresciuti nella Prefettura di Okayama, aveva solo 9 anni quando gli USA bombardarono la sua città natale il 29 giugno 1945. Takahata fuggì da casa terrorizzato dal raid aereo, scappando a piedi nudi e in pigiama con una delle sorelle. Le bombe incendiarie scatenarono una tempesta di fuoco che devastò la città. “Siamo stati fortunati a uscirne vivi“, dice. Takahata ricorda mucchi di cadaveri per le strade, mentre ritornavano a casa. Il resto della famiglia, nel frattempo, sopravvisse ai bombardamenti nascondendosi in un rifugio antiaereo nel giardino e Takahata poté raggiungerla il giorno seguente. Ricorda vividamente il momento in cui si riunì con la madre. Non era la gioiosa occasione che si ha in genere in tali circostanze e mostrò poca emozione oltre a sorridere imbarazzato alla madre. I morsi del rammarico dopo quel momento ispirarono Takahata nel dare al personaggio della sua serie televisiva del 1974, “Heidi, la bambina delle Alpi”, quella personalità. “La natura spensierata di Heidi deriva dalla mia immagine ideale di ciò che un bambino dovrebbe essere, qualcosa che non potei essere“, dice Takahata. “Da allora ho capito che gli adulti non dovrebbero cercare di decidere la personalità di un bambino e così ora mi assicuro che i miei personaggi siano più realistici“. Takahata riassume alcune sue esperienze sul raid aereo sulla città di Okayama nel suo film del 1988 “La tomba delle lucciole”. Il film mostra le bombe distruggere la città dove il 14enne Seita e la sorella Setsuko vivono. Le bombe incendiare sibilano forte mentre cadono dal cielo. “Molti telefilm e film che illustrano le bombe incendiarie non sono precisi”, spiega Takahata. “Non fanno scintille o esplosioni. C’ero e l’ho visto, quindi so cos’erano“. Il regista dice di aver voluto usare una struttura simile nei film giapponesi giocando sulle emozioni riguardo la tragica trama del doppia suicidio, rivelando al pubblico la fine già all’inizio del film, prima di riprendere dai tempi felici, mostrando come la situazione della coppia peggiori. “La tomba delle lucciole” inizia con una scena che mostra Seita morire e riunirsi a Setsuko, già scomparsa. “E’ traumatizzante per un pubblico vedere la vita di due persone felici degradare col tempo fino a una morte tragica“, dice Takahata. “Se un pubblico sa all’inizio del film che i due muoiono, è più disposto a vederlo. Provo a diminuire il dolore di un pubblico rivelando tutto all’inizio“. Takahata raffigura i due personaggi principali del film come fantasmi nel tentativo di riflettere le opinioni dei cittadini giapponesi sulla vita e la morte. Osserva come la gente in generale crede che gli spiriti dei loro cari rimangano a proteggerla dai pericoli. Allo stesso tempo, dice, le persone sentono anche che i loro antenati li osservano impedendogli di fare qualcosa di sbagliato. “Il film mi ha dato l’opportunità di esplorare una nuova forma di espressione nell’animazione, catturando il mondo in cui i due bambini vivevano”, dice Takahata. “Ho anche voluto rivelare ciò che le persone fanno quando sono spinte in un angolo“.Tomba-luccioleL’obiettività nei film
Takahata entrò nel mondo dell’animazione nel 1959, entrando in ciò che ora è chiamato Toei Animation, dopo la laurea presso l’Università di Tokyo, in letteratura francese. Ebbe il primo lavoro da regista nel 1963 con la serie TV “Ken il ragazzo-lupo”. Fu alla Toei Animation che Takahata incontrò colui che divenne l’amico di una vita e co-fondatore dello Studio Ghibli, Hayao Miyazaki. Miyazaki, di cinque anni più giovane, entrò alla Toei Animation nel 1963. Sorprendentemente, Takahata e Miyazaki s’incontrarono la prima volta grazie alle attività sindacali nello studio. Da lì iniziarono a lavorare su vari progetti di animazione, tra cui “Lupin III Parte 1” e “Heidi, la bambina delle Alpi”. Takahata ricorda i suoi primi giorni con Miyazaki con affetto, lo descrive come un “giovane vivace”. “Siamo diventati subito amici“, dice Takahata. “Abbiamo parlato di ogni sorta di cose, da che tipo di animazione creare alla vita in generale. E una volta che abbiamo iniziato a lavorare insieme, ha mostrato un enorme talento“. Dopo esser passati ad alcune studi di animazione, Takahata e Miyazaki fondarono lo Studio Ghibli nel 1985. Lo studio creò una serie di film d’animazione premiati, tra cui “La storia della principessa splendente” di Takahata, nominato nel 2015 all’Academy Awards e “Solo ieri”, che uscirà negli Stati Uniti nell’inverno del 2016. Nel frattempo, Miyazaki ha continuato a creare film come “Il mio vicino Totoro” e il premio Oscar “La città incantata“. Takahata dice di aver riconosciuto il talento di Miyazaki all’inizio ed evitato che riferimenti comuni apparissero nei loro lavori. “Non è che non mi piaceva quello che faceva, solo non potevo competere con lui“, dice Takahata. “Sapevo molto bene di fare il cinema che lui avrebbe evitato, e sapevo che faceva lo stesso verso di me. Rimaniamo vicini ma non abbiamo lavorato insieme per molto tempo“. Takahata descrive il suo rapporto con Miyazaki come reciproca comprensione, fino al punto in cui l’uno critica il lavoro dell’altro. “Non avremmo mai criticato l’altro faccia a faccia perché avrebbe creato uno scontro, so che ha criticato il mio lavoro“, dice Takahata con una risata. “Non mi dispiace affatto, perché è così che il nostro rapporto è. Ci frequentiamo senza entrare in discussioni sui nostri film“. I film di Takahata si sforzano di essere i più realistici possibili, anche se con elementi di fantasia. “Pom Poko”, per esempio, segue un gruppo di procioni che cerca di salvare la propria casa, mentre “La storia della principessa splendente” è la storia di una piccola principessa trovata in un albero di bambù, ma tuttavia nelle mani di Takahata le loro storie assumono un senso di realismo. Tuttavia, Takahata disegna personaggi di fantasia dai superpoteri che gli consentono di compiere l’impossibile. “Non dico che la fantasia sia un male. A me stesso piace il genere, di tanto in tanto. Tuttavia, non sono d’accordo ad eccitare il pubblico vedendo un personaggio fare qualcosa d’incredibile che sfida la logica“, dice. “Troppi film di oggi hanno personaggi che superano le difficoltà utilizzando nient’altro che la forza dell’amore e ul coraggio“, dice. L’avanzata della computer grafica negli ultimi dieci anni ha cambiato il mondo dell’animazione, contribuendo a infondere nuova vita alla fantasia. Da “Toy Story”, il primo film di animazione in CG uscito nel 1995, diversi successi al botteghino sono apparsi, tra cui “Monsters & Co.” della Pixar e “Alla ricerca di Nemo”. Gli studi di animazione della Walt Disney hanno vinto l’Academy Award per il miglior film d’animazione negli ultimi due anni, con “Frozen” nel 2014 e “Big Hero 6” che batté “La storia della principessa splendente” di Takahata, nel 2015. Le immagini di vita reale, però, lasciano poco spazio all’immaginazione, dice Takahata. “(Prima della computer grafica), l’animazione era solo piatta e bidimensionale. Non poteva mai essere veramente reale”, dice. “Ma quello era il punto: mantenendo tutto piano, l’animazione consente agli spettatori d’immaginare cosa ci sia dietro le immagini“. I film d’animazione di Ghibli hanno anche cambiato l’idea preconcetta che l’animazione sia per bambini. Gli adulti possono vederli quanto i bambini, e coloro che rivedono un film di Takahata da adulti notano che le loro impressioni del film o dei personaggi cambiano. A differenza dei tipici film per bambini, che presentano inevitabilmente un personaggio malvagio che affronta il protagonista, i film di Takahata sono più oggettivi. Nel mondo, la vita non è mai veramente nera o bianca. “I bambini spesso credono che gli adulti siano meglio o peggio di quello che sono”, dice. “Voglio rappresentare i veri adulti, non solo personaggi che esistono solo per minacciare i bambini”.02Impedire la guerra
Takahata ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali, tra cui la medaglia dal nastro viola nel 1998 e il Pardo d’onore al Festival di Locarno nel 2009. Fu nominato anche Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere francesi nell’aprile 2015, non solo per i suoi film, ma anche per le sue traduzioni di poesie francesi in giapponese. Il 70° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale fu celebrato il 15 agosto e le organizzazioni mediatiche nazionali trasmisero la scaletta standard su guerra e pace, tra cui “La tomba delle lucciole” di Takahata. Nel frattempo, “Nihon no Ichiban Nagai Hi” (“L’Imperatore di agosto”), un remake della versione del 1967 del famoso “giorno più lungo del Giappone”, fu trasmesso ad agosto, mostrando la complessità di come fu presa la decisione della resa. Il regista Masato Harada dichiarò che era un film contro la guerra. Un po’ a sorpresa però, Takahata dice che “La tomba delle lucciole” non è un film contro la guerra, nonostante raffiguri la tragedia della seconda guerra mondiale. Parlare solo delle atrocità della guerra non impedirà un’altra guerra dice, perché ci saranno sempre persone che insistono sul fatto che il Giappone deve rafforzare l’esercito in modo che non soffra mai di nuovo una tale sconfitta ignominiosa. “Il Giappone fu devastato dalla guerra“, dice Takahata. “Non dobbiamo mai dimenticarlo, proprio come non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo anche inflitto molta sofferenza ad altri Paesi. Tuttavia, nessuno sa quanto sarà terrificante una guerra all’inizio delle ostilità. “La tomba delle lucciole” non è un film contro la guerra semplicemente perché non può impedire che un’altra guerra accada“. Oltre alle attività cinematografiche, Takahata parla a conferenze e simposi. Partecipa anche ai movimenti di protesta per opporsi alla legge sulla sicurezza di Abe per impedire che il Giappone “diventi un Paese che può entrare in guerra”. Eigajin Kyujo no Kai, che vede Takahata e il regista Yoji Yamada, ha rilasciato una dichiarazione che afferma “che la legge di guerra” di Abe “distruggerà completamente l’articolo 9“. La dichiarazione fu approvata dal 10 settembre da 751 personaggi del cinema, tra cui le pluripremiate attrici Sayuri Yoshinaga e Chieko Baisho. Con la maggioranza della coalizione dominante del Partito liberale democratico e Komeito alle camere della Dieta, la legge potrebbe già passare questa settimana (come è avvenuto. NdT). Takahata, però, non cede. “Ho intenzione di continuare a protestare, anche se la legge sarà emanata, perché viola chiaramente la Costituzione“, dice. “Quando sarà il momento giusto, credo che potremo rottamarla“.p14-masami-isao-takahata-b-20150913Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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Kamisama Dolls OP, Fukanzen Nenshou by Chiaki Ishikawa

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Tsugahi no tsubasa


C-CLAYS –  「番ヒノ翼」 (Tsugahi no tsubasa) Pair of Wings, performed by Mai Kotohge, 「艦隊これくしょん」- Kantai Collection – 「我、敵機動部隊ト交戦ス」 Battle the Enemy Task Force! – Arranger: K2