Prima dell’espulsione d’Israele gli USA ordinano il raid contro la FIFA

Moon of Alabama
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
Netanyahu meets Sepp BlatterGli Stati Uniti hanno ordinato alla polizia svizzera di arrestare, imprigionare ed estradare negli Stati Uniti sei funzionari della FIFA per presunta corruzione. Il raid, ovviamente con pre-allarme per avere i reporter del New York Times sulla scena, avviene poco prima della votazione nella FIFA per espellere Israele dall’associazione. L’associazione calcistica mondiale FIFA si riunisce a Ginevra, in Svizzera, per il 65° Congresso Mondiale. Una delle votazioni all’ordine del giorno (.pdf) era su “Sospensione od espulsione di un membro“, con un “aggiornamento sulla questione israelo-palestinese”. L’Associazione calcistica palestinese aveva chiesto la votazione per sospendere Israele dalla FIFA: “Il gruppo palestinese si oppone alle squadre israeliane che giocano in Cisgiordania. Inoltre, afferma che Israele limita i movimenti dei giocatori palestinesi tra Cisgiordania e Gaza, nonché per le partite internazionali. Continua il suo bullismo, e credo che si senta in diritto di continuare ad esserlo nel quartiere“, ha detto il presidente dell’Associazione calcistica palestinese Jibril Rajub. “Se gli israeliani usano la questione della sicurezza, posso dire che il loro problema della sicurezza è il mio. Sono pronto a decidere sui parametri della sicurezza, ma non deve essere usata… come strumento per perpetrare queste politiche da apartheid razzista“. Ha dichiarato che la situazione in Cisgiordania è di gran lunga peggiore dell’apartheid in Sudafrica, a causa degli estremisti e della destra israeliani che vogliono “cancellare la Palestina”. Negli anni ’60 la FIFA sospese il Sud Africa per decenni, per non aver rispettato le politiche di non discriminazione dell’associazione. La nazione fu anche espulsa dalla FIFA un mese dopo la rivolta di Soweto del 1976. “Non chiedo la sospensione dell’associazione israeliana, chiedo di por fine alle sofferenze dei calciatori palestinesi“, ha detto Rajub. “Chiedo di por fine alle rimostranze e all’umiliazione che subiamo“.
10471992 La votazione richiedeva una maggioranza del 75% dei 209 membri della FIFA. C’era la probabilità che sarebbe passata. Ma ora, casualmente, il governo degli Stati Uniti ha ordinato alla polizia svizzera di fare irruzione nell’hotel dove i principali funzionari della FIFA risiedono ad arrestarne alcuni con l’accusa di corruzione risalente ai primi anni ’90. Gli Stati Uniti ne vogliono l’estradizione per processarli nei tribunali statunitensi. Inoltre, casualmente, giornalisti e fotografi del New York Times erano nell’hall dell’hotel svizzero, alle 6 del mattino, per riprendere l’incidente in diretta: “Essendo a capo della FIFA, organo del governo globale del calcio, si erano riuniti per l’incontro annuale; più di una dozzina di agenti delle forze dell’ordine svizzere in borghese è arrivata senza preavviso presso l’hotel Baur au Lac, elegante struttura a cinque stelle con vista su Alpi e lago di Zurigo. Sono andati alla reception per avere le chiavi e sono saliti nelle camere… Le accuse riguardano la diffusa corruzione nella FIFA negli ultimi due decenni riguardo accordi sulla Coppa del Mondo oltre a marketing e trasmissioni, secondo tre agenti della polizia collegati al caso. Le accuse includono frode telematica, racket e riciclaggio di denaro, e secondo i funzionari mirano ai membri del potente comitato esecutivo della FIFA, che esercita un potere enorme e svolge le attività in gran parte in segreto”. Se alcune delle persone incriminate sono cittadini degli Stati Uniti, ci si chiede con quali contorsioni il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti rivendichi la giurisdizione su funzionari FIFA di altra nazionalità: “La legge degli Stati Uniti dà ampia autorità al dipartimento di Giustizia d’indagare cittadini stranieri residenti all’estero, un’autorità che i pubblici ministeri hanno utilizzato più volte nei casi di terrorismo internazionale. Tali casi possono dipendere da un’esigua connessione con gli Stati Uniti, come l’uso di provider internet o di banche statunitensi”.
E’ corruzione quando la FIFA decide di far svolgere il Campionato del Mondo in questo o quel Paese? Vi sono tangenti quando si vendono diritti mediatici? Ci sarebbe gioco d’azzardo nei casino? “Rick: Come può farmi chiudere? Su che basi capitano? Renault: Sono scioccato, sorpreso di scoprire il gioco d’azzardo che avete qui! (Un croupier passa a Renault un mucchio di soldi) Croupier: Le vostre vincite, signor Capitano. Renault: Oh, vi ringrazio molto”. Aggiungete che gli USA hanno ordinato l’incursione agli svizzeri che si sentono anche costretti ad aprire un procedimento penale sul voto della FIFA per la Coppa del Mondo 2018 e 2022. Gli Stati Uniti persero contro Russia e Qatar nella gara per i mondiali, e i falchi statunitensi insistono per una rivincita. E’ non è che pagare tangenti per farsi scegliere per i mondiali sia cosa ignota negli Stati Uniti, ma essendo stati respinti vogliono il cambio di regime al vertice dell’organizzazione. Negli Stati Uniti è legale corrompere politici finanziandone le campagne elettorali praticamente illimitatamente. Non un banchiere statunitense è stato incriminato per la massiccia frode di Wall Street che ha bloccato l’economia mondiale. Il mondo lo sa e non gradisce che gli Stati Uniti diano lezioni di moralità. La FIFA, certamente corrotta, è anche l’anima del calcio mondiale e l’organizzatrice dei più amati campionati del mondo. Se gli Stati Uniti ritengono di usare qualcosa di simile alle accuse di terrorismo contro la FIFA, si capirà nel mondo che c’è qualcosa di molto sbagliato. Tanto più che il motivo di tutto ciò è abbastanza evidente. Un giornalista israeliano già gongola: “Anshel Pfeffer. Povero Jibril Rajub. Non sembra che la sua trovata avrà molta attenzione in questo momento alla FIFA”. Fatemi indovinare: é l’obiettivo principale di questo raid?1434985_FULL-LNDTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Piani di evacuazione del governo polacco: perché?

Konrad Stachnio New Eastern Outlook 27/05/2015

image_update_imgPer qualche motivo non specificato, il governo polacco recentemente esegue molti movimenti che suggeriscono stia preparandosi a qualcosa di grosso. Naturalmente, i media continuano a calmare la società perché, come sappiamo, la Polonia è ancora protetta dalla NATO e nulla potrà mai accaderci. Beh, se già qualcosa è veramente accaduto, allora si dovrà andare in guerra e noi (il governo) verremmo evacuati. Non va bene?

I parlamentari polacchi attivati in caso di guerra
A maggio, 50 deputati polacchi ebbero addestramento militare. A marzo Radoslaw Sikorski ne avviò i preparativi, mentre i deputati dovevano addestrarsi a sparare, esercitarsi e anche imparare il pronto soccorso. I rappresentanti dei vari gruppi parteciparono all’esercitazione. “Spero che la loro partecipazione segnalasse ai giovani che era il momento di essere pronti a difendere la Patria”, diceva al Parlamento polacco il maresciallo Radoslaw Sikorski. Nel marzo 2014 i media riferirono di presunti piani di difesa polacchi in caso di aggressione russa. I documenti provengono dalle riunioni dell’ufficio di sicurezza nazionale avvenute tra il 7 e l’11 marzo, quasi 860 pagine. Il documento intitolato “Eagle Guardian – Lift 11” è firmato e timbrato dal capo dell’ufficio della Sicurezza Nazionale generale Stanislaw Koziej (nome in codice “Shogun“), da cui apprendiamo come sarebbe l’evacuazione del governo in caso di guerra con la Russia. Secondo il documento, oggetto di vivace discussione nelle riunioni, è prevista l’evacuazione dei quattordici ministeri. Furono stilate le liste dei funzionari governativi da evacuare insieme ai familiari più stretti. A seconda del ministero l’elenco contiene da 98 persone (Ministero della Cultura) a 168 (ministero dell’Economia). Il Ministero della Difesa ha uno status speciale, in totale l’elenco contiene 3843 nomi, come si legge sul settimanale Nie.

La mobilitazione di riservisti
PX4355196POLAND-TA_3079370k Finora solo coloro con un passato servizio attivo sarebbero richiamati nell’esercito polacco. Ora, dopo la decisione della Prima ministra Ewa Kopacz il governo può mobilitare tutti coloro che possono svolgere servizio militare. Le esercitazioni militari obbligatorie nel 2015 videro 12 mila riservisti impiegare quattro ore per arrivare alle unità militari. La modalità apparentemente immediata significava che, dopo aver ricevuto la chiamata, ci si doveva recare al più presto possibile nel luogo indicato, l’esercito paga tutte le spese di viaggio. Per oltre un anno le strutture locali della Commissione militare hanno cercato di stabilire chi sia coscritto e chi no, e chi doveva partire in caso di conflitto. Come si legge sul sito web dell’Agenzia stampa polacca, per le attività del 2015, il capo dell’ufficio di sicurezza nazionale polacca prevede l’adozione della legge sul sistema di Difesa dello Stato in guerra, e le esercitazioni militari denominate “Country 2015” testeranno il sistema in caso di gestione della crisi del Paese. La dottrina si applica già ad azioni concrete, soldi, persone e strutture. “Questo è un molto specifico e dettagliato piano segreto di azione statale in caso di guerra“, aveva detto il capo dell’ufficio di sicurezza nazionale polacco.
Come si legge sul sito del quotidiano “W polityce“: “Un amico, il consigliere di Czestochowa Artur Sokolowski, mi ha detto che tutti i membri del Consiglio Comunale di sesso maschile hanno ricevuto la lettera del segretariato del Consiglio dei ministri che richiede in risposta di compilare i dati personali per il reclutamento militare. Il capo dell’ufficio di sicurezza nazionale polacco sostiene anche l’inclusione nel sistema nazionale di difesa di tutti i servizi e riconosce “la necessità dell’uso sapiente delle maggiori risorse civiche nella sicurezza sociale, come osservato negli ultimi anni”. A suo parere, le organizzazioni interessate alla difesa potrebbero essere incluse per formare la riserva da mobilitare. Di conseguenza, vi è un numero crescente di polacchi interessati alle esercitazioni paramilitari per ricevere addestramento di base e prepararsi alla difesa del Paese. La maggioranza dei volontari aderirebbe all’associazione dei fucilieri “Strzelec“. Attualmente “Strzelec” collabora con il Ministero della Difesa, in particolare con l’Ufficio della Difesa, e in Polonia è una delle maggiori organizzazioni paramilitari non governative di carattere militare.

629054107I preparativi per la pace
La legge dell’aiuto fraterno. “Senza dubbio, questa legge limita la nostra sovranità. Non si riesce a immaginare una situazione in cui i partner occidentali nell’Unione europea permettano che ufficiali polacchi siano utilizzati per misure coercitive in Paesi stranieri od operare armati a Parigi o Berlino. Con l’entrata in vigore di questa legge, ufficiali stranieri potranno operare legalmente sulle strade polacche, anche utilizzando le armi. I raduni pubblici e le manifestazioni pubbliche interessati, a cui l’atto si riferisce, fanno ritenere soprattutto che il governo, temendo che i cittadini si riuniscano e manifestino in massa, voglia portare forze straniere qui. Se si utilizzasse tale legge per qualche giorno, secondo le possibilità date, diverrebbe un’arma estremamente pericolosa nelle mani del governo per combattere l’opposizione. Il governo ha chiaramente paura delle manifestazioni democratiche e delle riunioni pubbliche. Ha paura dei polacchi, ed è pronto a tenersi al potere importando forze straniere in Polonia e rinunciando alla sovranità dello Stato”, ha detto Jaroslaw Zielinski (PiS). Il noto sociologo polacco professor Janusz Czapinski, ribatte affermando sulle pagine di un quotidiano polacco, “Il radicalismo fondamentalista cresce nelle giovani generazioni polacche. Pregate che emigrino al più presto possibile, in modo da poter proteggere l’ordine”. Date la convergenza delle leggi sui raduni pubblici in Polonia e Ucraina, sono sicuro che i governi di Kiev e Varsavia condividono l’obiettivo comune articolato con chiarezza dal suddetto professore.
Le esercitazioni “Renegade-Privateer“: Come il Comando operativo delle Forze Armate polacche ha riferito, l’esercitazione periodica “Renegade-Kaper” questa volta riguarda la possibilità di attacchi terroristici contro infrastrutture critiche, strutture marine e importanti strutture pubbliche utilizzando velivoli o veicoli. L’esercitazione in alcune regioni del Paese sarà un tentativo per controllare il sistema di allarme presso la popolazione. Il segnale modulato che indica un attacco aereo suonerà per tre minuti.
L’Operazione Country 2015, per valutare le prestazioni in crisi simili a quella dell’Ucraina, nel 2015 in Polonia 10000 soldati dell’alleanza prenderanno parte alle esercitazioni. Il capo del ministero della Difesa nazionale Tomasz Siemoniak ha annunciato che quest’anno l’esercito polacco si addestrerà assai intensamente. A sua volta, il Parlamento lituano il 19 marzo ha deciso di ripristinare con urgenza la coscrizione obbligatoria, che sostituirà l’addestramento militare di 3 mesi esistente. Il ripristino della coscrizione obbligatoria è valida per 5 anni. Sappiamo naturalmente che tutti i preparativi sono solo per divertimento, perché i nostri vicini in Ucraina sicuramente fanno di tutto per mantenere la pace. “L’Ucraina prega per voi e la vostra sopravvivenza. Ci riprenderemo Crimea, Stavropol e Taganrog (anche se i territori di Stavropol e Taganrog sono sempre appartenuti alla Russia). Abbiamo restituito fiducia e fede al popolo ucraino! Siamo in Oriente e non molleremo un solo metro. Ci potete scommettere”, ha detto il deputato della Verkhovna Rada dell’Ucraina e comandante del reggimento “Dnepr-1” Jurij Berjoza. Così, nonostante le attività militari del tutto casuali e indipendenti in Polonia, le manovre, che solo un sostenitore delle teorie cospirative ritene appropriate, per qualche motivo ignoto aumentano la psicosi di guerra, e non solo in Europa orientale ma in tutta Europa. L’ultima volta in cui cercai un posto dove poter vivere parlai con un ragazzo che vive in Islanda. Una delle prime cose che mi chiese fu, “Dove posso andare in caso di guerra? Che dire….?
Spero davvero profondamente che le persone fuggano da qui solo per il disastro economico della Polonia, dalla mentalità di una parte della società polacca, anche dalla stupidità e dal cinismo del governo polacco, ma non dalla guerra.russia-drill-ukraine-operation-.siKonrad Stachnio è un giornalista indipendente polacco, ha ospitato una serie di programmi radiofonici e televisivi per l’edizione polacca di Prison Planet, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook .

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il leader inglese “supplica” Putin di risparmiare il Regno Unito in caso di guerra nucleare

What Does It Mean 26 maggio 2015imagePCHMYEXHIl Ministero della Difesa (MoD) riporta oggi che il Presidente Putin ha ordinato questa mattina una massiccia esercitazione delle Forze aeree e della Difesa aerea della Federazione russa, dopo aver ricevuto una telefonata “incoerente” dal primo ministro inglese David Cameron, che chiedeva scusa per l'”imminente guerra” e supplicava che il suo Paese non subisse ritorsioni nucleari. Nella telefonata di 30 minuti, questo rapporto del MoD afferma che il primo ministro Cameron ha riferito al Presidente Putin la “convinzione” che il Regno Unito sarebbe stato “spinto” nel conflitto dal regime di Obama, le cui “avventure” in Siria e Ucraina sono costate decine di migliaia di vite e continuano a destabilizzare il mondo. Le tensioni si aggravano tra la Federazione e l’occidente, continua il rapporto, dato che la telefonata del primo ministro Cameron arriva nel momento esatto in cui la NATO iniziava le proprie massicce esercitazioni aeree lungo le zone dell’Artico della Federazione, cui il Presidente Putin ha risposto con 12000 militari, 250 velivoli, 700 mezzi militari e l’incremento dei pattugliamenti aerei operativi lungo i confini della NATO.
Altrettanto preoccupante per la Federazione, secondo questo rapporto, le informazioni fornite questa settimana dall’ex-analista dell’intelligence della NSA ed ufficiale del controspionaggio dell’US Navy John Schindle, che ha dichiarato che gli è stato detto da un alto funzionario della NATO, “saremo probabilmente in guerra questa estate, e se siamo fortunati non sarà nucleare“. Tra i sostenitori del regimi di Obama, l’oligarca miliardario George Soros, nota il rapporto, la scorsa settimana allo stesso modo avvertiva che la terza guerra mondiale tra USA, Russia e Cina “non è esagerata“. Oltre a questi e molti altri “avvisi” sulle intenzioni occidentali d’iniziare la guerra mondiale contro la Federazione, gli esperti del MoD in questo rapporto notano la visita improvvisa del segretario di Stato degli USA John Kerry a Sochi, una quindicina di giorni fa, dove chiese una riunione di emergenza con il Presidente Putin, su questioni che comportano ulteriori instabilità nel rapporto tra Russia e USA dovuti ai così tanto epici fallimenti politici del regime di Obama, ed anche il più astuto osservatore può notare che la guerra totale ne sarebbe il risultato inevitabile. Va notato, continua il rapporto, che gravi preoccupazioni emergono in certe fazioni del regime di Obama, che si rendono conto quanto si sia vicino alla guerra mondiale, dopo esser state tradite dai sauditi sulla Siria e dall’Ucraina sulla Russia, la visita lampo del segretario Kerry al Presidente Putin era ritenuta vitale… come meglio descrive il pluripremiato analista geopolitico e consulente internazionale di rischio strategico F. William Engdahl, nel suo articolo Washington si suicida: “In breve, a John Kerry è stato detto d’ingoiare il rospo e volare a Sochi, cappello in mano, per offrire una sorta di Calumet della pace a Putin, dai circoli dominati e dagli oligarchi degli Stati Uniti che hanno realizzato che i loro aggressivi falchi neo-con, come Victoria “fottiti UE” Nuland del dipartimento di Stato o il segretario alla Difesa Ash Carter, favoriscono la creazione di una nuova struttura alternativa mondiale che potrebbe significare la rovina dell’intero sistema del dollaro post-Bretton Woods, dominato da Washington. Oops“.
1094394 Come Ann Pettifor, direttrice Policy Research in Macroeconomics (PRIME) ha già avvertito, il mondo è sul punto di un altro tracollo finanziario, riecheggiando il Guardian di Londra che avverte di un crollo economico globale imminente; secondo questo rapporto, il “vero obiettivo” dell’imminente guerra è l’egemonia mondiale del dollaro… che Federazione e Cina sono determinate a distruggere. Contrariamente alla macchina propagandistica occidentale che illude massicciamente e continuamente i propri cittadini di essere “i migliori e più potenti del mondo”, gli esperti del MoD in questo rapporto affermano il fatto che i Paesi allineati con la Russia controllano circa il 60% del PIL mondiale, hanno più dei due terzi della popolazione e coprono più di tre quarti della superficie terrestre… mentre il debito della Russia si attestava sui 600 miliardi di dollari, al 1° gennaio 2015. L’occidente, dall’altra parte, guidato dagli Stati Uniti che hanno un debito che oscilla verso i 60 trilioni di dollari (il più grande del mondo e più grande di quelli di Europa e Giappone combinati), questo rapporto avverte, ancora, di comprendere facilmente l’avvertimento di Soros sulla terza guerra mondiale e quello dell’ex-ufficiale dell’amministrazione economica di Reagan David Stockman, che sempre una quindicina di giorni fa ha dichiarato cupamente: “Entriamo nella fase terminale del sistema finanziario globale, che collasserà totalmente“. E mentre la leadership cinese oggi ha avvertito il regime di Obama che “la guerra sarà inevitabile” se non pone termine alla sua ingerenza globale, l’alto consigliere di Putin, il Vicepremier Dmitrij Rogozin, similarmente e in modo agghiacciante ha avvertito la NATO che “i carri armati non hanno bisogno di passaporti“, secondo questo rapporto, Federazione e Cina sono ormai unite nel combattere contro le rivoluzioni colorate e le sanzioni economiche occidentali che hanno distrutto molte nazioni e molti popoli. Data l’efficacia di Stati Uniti e alleati nel “diffondere la democrazia” dei loro oligarchi miliardari, i cui falchi neocon sono pronti anche adesso a combattere la Russia fino all’ultimo ucraino, secondo questo rapporto i cittadini dovrebbero essere almeno consapevoli delle loro azioni passate… e come forse meglio afferma il KyivPost: “Gli ultimi tentativi di politica estera muscolare degli USA dovrebbero spaventare tutti i comuni ucraini. Basta guardare all’Iraq. Sadam Husayn era un dittatore brutale, ma dodici anni dopo la liberazione con le truppe statunitensi, l’Iraq è un disastro. Mezzo milione di morti, milioni di sfollati nel Paese e di rifugiati all’estero, frantumazione politica e ascesa del SIIL sono il pesante tributo pagato dagli iracheni, e il conto aumenterà“.
Solo quando la stampa di banconote di USA e UE si fermerà, si fermerà la loro follia.. altrimenti una guerra globale risolverà il problema come fecero Prima e Seconda guerra mondiale…

1092793Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cinque Occhi e rivoluzioni colorate

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 26/05/2015National-Security-Agency-NSA-surveillance-spying-800x430-770x470L’ultima informazione da Edward Snowden è la presentazione PowerPoint classificata dalla National Security Agency (NSA) che descrive dettagliatamente come l’alleanza dell’intellgience elettronica dei Cinque Occhi tra Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda ha cospirato con i promotori delle rivoluzioni basate sui social media, come la “primavera araba”, per abbattere governi eletti democraticamente e no. Tuttavia, le diapositive di PowerPoint sono state parzialmente redatte nei punti chiave dai dubbi censori di First Look Media, finanziati dal fondatore di e-Bay, il miliardario Pierre Omidyar. Le diapositive di PowerPoint illustrano come, nel novembre 2011, NSA; Communications Security Establishment (CSE) del Canada, oggi Communications Security Establishment Canada (CSEC); Defense Signals Directorate (DSD) dell’Australia, oggi Australian Signals Directorate (ASD); Government Communications Security Bureau (GCSB) della Nuova Zelanda; e Government Communications Headquarters (GCHQ) inglese crearono un metodo non solo per monitorare, ma controllare cellulari e social network utilizzati per le rivolte socio-politiche. Il programma, noto come “Synergizing Network Analysis Tradecraft”, è stato sviluppato dal Network Tradecraft Advancement Team o NTAT dei Cinque Occhi. Gli sforzi della NTAT erano diretti contro dispositivi con cui “i servizi voce e dati interagiscono”. Questi dispositivi comprendono smart phone e altri dispositivi dati e vocali portatili. Nel novembre 2011 le rivolte della primavera araba erano in pieno svolgimento con i governi del tunisino Zin Abidin Bin Ali, dell’egiziano Hosni Mubaraq e del libico Muammar Gheddafi rovesciati, e disordini antigovernativi in Siria, Yemen, Bahrayn e Marocco. I Cinque Occhi s’incontrarono per discutere come utilizzare l’operazione classificata dal nome in codice IRRITANT HORN, in future “primavere arabe” in “diversi Paesi”. Gli esperti dell’intelligence dei segnali formularono piani per utilizzare le lezioni apprese nella primavera araba attaccando i server in “Paesi non dei Cinque Occhi” sfruttando operazioni MITM (“man-in-the-middle“) e di “raccolta dati sul posto e in transito”. Un’operazione per sfruttare le reti mobili correlata aveva il nome in codice CRAFTY SHACK. Le diapositive mostrano che tra i Paesi in cui i server per applicazioni mobili furono colpiti dai Cinque Occhi vi erano Francia, Cuba, Senegal, Marocco, Svizzera, Bahamas e Russia. Le informazioni cercate dai partner dell’intelligence dei segnali occidentali includevano “geolocalizzazione e informazioni sulla proprietà della rete di ogni indirizzo IP” consistenti nel “nome del proprietario della rete, nome del gestore, ASN (rete di servizi avanzati), continente, Paese, regione, città, latitudine e longitudine e ogni altro dettaglio correlato”. Non interessavano ai Cinque Occhi applicazioni come Google, mobile banking e iTunes. È interessante notare che, secondo un PowerPoint TOP SECRET/SI (Intelligence Speciale), un sistema dei Cinque Occhi dal nome in codice EONBLUE fu utilizzato per colpire gli utenti Blackberry in Arabia Saudita. Di tutti i Paesi in cui le manifestazioni della primavera araba iniziarono, l’Arabia Saudita agì rapidamente reprimendo brutalmente le proteste di piazza. L’interesse dei Cinque Occhi nelle comunicazioni mobili dell’Arabia Saudita, durante le operazioni IRRITANTE HORN, indicherebbe l’esistenza di un doppio scopo in tale sorveglianza. NSA e partner, nell’azione offensiva della “guerra dell’informazione”, potrebbero aver guidato i manifestanti in Egitto, Libia, Siria e altri Paesi nelle sommosse antigovernative attraverso le operazioni MITM, mentre avvertirono le autorità in Arabia Saudita sui piani per inscenare dimostrazioni antigovernative nel Paese. Un’altra operazione dei Cinque Occhi mirava a Samsung, Nokia e altri utenti della rete mobile Warid-Congo nella Repubblica del Congo. CSE vantava in una diapositiva di PowerPoint di avere “l’elenco degli smartphone più popolari tra i clienti di Warid Congo e i numeri dei loro international mobile subscriber identity (IMSI)”. Gli IMSI sono assegnati ad ogni utente GSM. Warid, di proprietà dello sceicco Nahayan bin Mubaraq al-Nahayan, ministro della cultura, gioventù e sviluppo sociale degli Emirati Arabi Uniti, di Abu Dhabi, fornisce anche servizi di telefonia mobile in Uganda, Repubblica di Georgia, Costa d’Avorio e Pakistan.
L’interesse dei Cinque Occhi nel fomentare una rivolta sociale basata sui media nella Repubblica del Congo è interessante. Il Paese è guidato dal 1997 dall’autoritario presidente Denis Sassou-Nguesso considerato fermamente filo-francese. La Repubblica del Congo è uno dei principali produttori di petrolio della regione e l’alleanza anglofona dei Cinque Occhi certamente è interessata a sostituire il presidente con uno più in linea con Stati Uniti e Gran Bretagna. L’interesse sul Congo fornisce altre prove sugli analisti militari e civili NSA, che trascorrono lunghe ore di guardia, dedicando le loro carriere in sostanza più alle compagnie petrolifere inglesi e degli Stati Uniti che alla sicurezza nazionale. Appena quattro mesi dopo la riunione NTAT dei Cinque Occhi, una protesta di massa parzialmente basata sui social media esplose nel quartiere Talangai di Brazzaville, capitale congolese. In un dispaccio dall’ambasciata degli Stati Uniti a Brazzaville del 26 marzo 2012 si legge: “I manifestanti esprimono malcontento verso il governo della Repubblica del Congo, per la gestione delle indennità a coloro che hanno perso le case nell’esplosione del deposito di munizioni del Reggimento Blindato, il 4 marzo. Fonti dell’ambasciata hanno riferito di aver udito colpi di pistola nel luogo della protesta, sulla Marien Ngouabi Avenue, vicino al mercato Talangai. I manifestanti marciano verso il Palazzo Presidenziale. Ai cittadini degli Stati Uniti si consiglia di evitare il quartiere Talangai e l’area circostante il palazzo presidenziale per tutto il giorno”. L’ambasciata sembrava conoscere i piani dei manifestanti, forse con l’aiuto dell’intelligence fornita da IRRITANT HORN e CRAFTY SHACK. Nel gennaio 2012, appena due mesi dopo la riunione NTAT, proteste anti-governative scoppiarono in Senegal, altro Paese preso di mira da IRRITANT HORN/CRAFTY SHACK, dopo che il presidente Abdoulaye Wade, sostenitore degli Stati Uniti d’Africa di Muammar Gheddafi, annunciò che avrebbe concorso per un terzo mandato. La portavoce del dipartimento di Stato di allora, l’infame Victoria Nuland di “euromajdan”, esortò l’85.enne Wade a passare il potere a “The Next Generation”. Wade fu sconfitto alle elezioni il mese dopo lo scoppio dei disordini violenti a Dakar, capitale del Senegal. OSI e International Crisis Group pesantemente finanziati da Soros, diedero un sostegno significativo alle proteste di Brazzaville e Dakar.
Le diapositive di PowerPoint descrivono anche un browser web mobile cinese fu scoperto da un analista del GCHQ “perdere” IMSI; gli MSISDN (Mobile International Subscriber Numbers Directory) collegati alle carte SIM; le International Mobile Station Equipment Identities (IMEI) univoche per ogni dispositivo mobile utilizzato, tra l’altro, per tracciare cellulari rubati o “in fuga”; e altre informazioni specifiche dei dispositivi. Anche se parzialmente redatto, l’ultima rivelazione sul NSA conferma il nesso tra sorveglianza dell’intelligence dei Cinque Occhi e misure attive a sostegno del rovesciamento dei governi in Medio Oriente e altrove. Le informazioni verificano la convergenza tra “rivoluzioni colorate” della rete Open Society Institute (OSI) di George Soros e del National Endowment for Democracy (NED) e attività di sorveglianza dei Cinque Occhi. C’è anche una correlazione evidente tra l’operazione dei “falsi Twitter” dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) a Cuba, noto come “Zun Zuneo”, e IRRITANT HORN. Zun Zuneo o “Proyecto ZZ”, mirava a formare “folle intelligenti” a Cuba per protestare contro il governo e cercarne il rovesciamento con la “primavera cubana”. E’ importante notare che IRRITANT HORN mirava a sorvegliare la rete mobile e i social media di Cuba e alle operazioni MITM. Zun Zuneo utilizzava due aziende del Costa Rica, Contractor Creative Associates International e Mobile Accord of Denver, che ottennero 400000 numeri di cellulare della Cubacel, che ora appaiono nel programma IRRITANT HORN dei Cinque Oocchi, ed iniziarono ad inviare messaggi di testo sui Twitter cubani, presumibilmente provenienti dalla Spagna. A Zun Zuneo partecipava anche una società di copertura nelle Isole Cayman, MovilChat, che utilizzava un conto corrente bancario per finanziare segretamente Zun Zuneo. Il finanziamento dell’USAID a Zun Zuneo fu distolto segretamente da un ignoto progetto USAID in Pakistan. Il conto bancario utilizzato da USAID e MovilChat era presso la filiale delle Isole Cayman della Banca delle Bermuda NT Butterfield & Son Ltd. The Carlyle Group, insieme alla Canadian Imperial Bank of Commerce (CIBC) è azionista della banca. USAID ha utilizzato una tecnologia simile a Zun Zuneo per mobilitare “folle intelligenti” in Moldova, Filippine e Ucraina. Il 1 maggio 2014, le proteste di massa contro il governo della Cambogia sembra siano state istigate da un’operazione stile “folla intelligente” via Twitter di USAID/CIA. Affinando la loro “tradecraft network” nei Paesi arabi e a Cuba, i Cinque Occhi erano ben preparati a sostenere l’insurrezione di Piazza Maidan a Kiev nei primi mesi del 2014. Il programma IRRITANT HORN rivela che non c’è differenza tra le operazioni di “manipolazione della democrazia” di Soros e Nuland e la sorveglianza dei social media dell’alleanza dei Cinque Occhi.5-EyesLa ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina amplia l’influenza in Sud America attraverso la “Via della Seta”

Ariel Noyola Rodríguez* RussiaToday
*Economista laureato all’Universidad Nacional Autónoma de MéxicoBN-IM842_0519li_J_20150519173939Durante il viaggio in Brasile e Perù, il primo ministro cinese Li Keqiang si è dedicato alla costruzione della “Via della Seta” in Sud America; una ferrovia continentale che collegherà gli oceani Atlantico e Pacifico. Tra i suoi obiettivi, il mega-progetto cercherà di sospingere l’industrializzazione e quindi favorire lo sviluppo economico della regione. Ogni volta gli Stati Uniti insistono nel decidere gli schemi d’integrazione regionale, miranti a contenerne l’ascesa a potenza mondiale (accordo di partenariato trans-Pacifico, Alleanza del Pacifico, ecc), la Cina promuove la costruzione di corridoi economici negli spazi marittimi e terrestri di diverse regioni.
Inizialmente, il governo cinese pose quale priorità il rafforzamento dei legami economici e politici con i Paesi dell’Asia-Pacifico. Ora tuttavia, i collegamenti della “Via della Seta” si estendono al Sud America. Lungo i territori brasiliani e peruviani un’enorme ferrovia di 5300km attraverserà la giungla dell’Amazzonia e le Ande collegando l’Oceano Atlantico al Pacifico. La ferrovia continentale costerà tra 10 e 30 miliardi di dollari e in assenza di imprevisti, verrà inaugurata entro il 2020. Non è la prima volta che la Cina dimostri interesse ai progetti d’investimento relativi all’infrastruttura ferroviaria in America Latina. In Venezuela, la ferrovia Tinaco-Anaco fu costruita dalla società China Railway Engineering Corporation con un investimento stimato in 7,5 milioni di dollari. Nel 2014, la China South Railway Corporation vinse la gara d’appalto per ammodernare la rete ferroviaria di Belgrano Cargas in Argentina. Tuttavia, nella maggior parte dei Paesi della regione domina il trasporto stradale, promosso vigorosamente dall’industria automobilistica statunitense ed europea dalla metà degli anni ’50. In Brasile le ferrovie rappresentano solo un quarto del sistema di trasporto. Di tale percentuale, circa il 35% è stato costruito più di mezzo secolo fa. Inoltre, i beni esportati in Cina sono trasportati via strada prima di salpare attraversando il Pacifico. Dal canale di Panama, per esempio, occorrono più di 30 giorni per raggiungere la destinazione in Asia. Questa situazione aumenta i costi di esportazione dei prodotti agricoli e riduce la competitività commerciale internazionale dell’America del sud. Data la persistenza della crisi globale, il “boom economico” guidato dai prezzi elevati delle materie prime è roba del passato. Secondo le previsioni del fondo monetario internazionale (FMI), la crescita del PIL della regione sudamericana per quest’anno sarà dell’1,5%.
Nel caso del Brasile, la diminuzione degli investimenti e il rallentamento del consumo interno hanno aperto la via a una recessione che rischia di prolungarsi. L’indice dell’attività economica (IBC-Br) è caduto al 0,81% nel I trimestre del 2015, coprendo 6 mesi di recessione, la peggiore performance degli ultimi vent’anni secondo i dati pubblicati dalla Banca centrale. Con questa stessa prospettiva, le risorse monetarie disponibili alla Cina (quasi 4 miliardi di dollari in riserve internazionali) sono un sollievo economico per i governi sudamericani, sia puntellando gli investimenti produttivi che creando linee di credito a condizioni preferenziali, aumentando il commercio, ecc. Nella visita in Brasile nella terza settimana di maggio, il primo ministro cinese Li Keqiang ha approvato l’acquisto di 40 aerei dalla compagnia Embraer, la costruzione di un parco industriale automobilistico a Sao Paulo e 4 miliardi di dollari di credito all’azienda mineraria Vale, oltre a 7 miliardi di dollari per finanziare Petrobras; una pausa tra le turbolenze nel partito dei lavoratori (PT), dopo gli scandali sulla corruzione che coinvolge suoi diversi membri. Una volta lanciata, la “Via della seta” permetterà alle imprese brasiliane di diminuire i costi d’esportazione del grano in Cina di 30 dollari per tonnellata. In una prima fase si stima che la Ferrovia Interoceanica potrà trasportare 21 milioni di tonnellate tra i porti di Ilo (Perù) e Acu (Brasile). In una seconda fase, si prevede di potenziarne la capacità di raccolta fino a 35 milioni di tonnellate.
La domanda che va posta è quale tipo d’integrazione economica ci sarà tra Cina e America del sud, nel lungo termine. Fatta eccezione degli alti profitti per una manciata di società “translatinas” guidate dal Brasile, fino ad oggi non non c’è alcuna prova che permetta di concludere che i flussi di capitali dalla Cina
(legati soprattutto all’estrazione di risorse naturali e alle infrastrutture) abbiano privilegiato la massiccia costruzione di legami produttivi regionali. In tempi di emergenza nella periferia e di crisi di redditività nel nucleo del sistema (Stati Uniti, Eurozona, Gran Bretagna, Giappone, ecc.), non va perso di vista che la Cina mira all’influenza geopolitica globale, sempre pensando a garantirsi sicurezza energetica e alimentare.
Quindi se è vero che la ‘Via della Seta’ è volta a trasformare radicalmente la geografia economica del Sud America, le promesse per sviluppo e industrializzazione vanno valutate solo a posteriori.Peruvian_president_Ollanta_Humala_Chinas_premier_Li_KeqiangTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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