La Cina aggiorna rapidamente l’arsenale nucleare con missili MIRVizzati

RussiaToday 17 maggio 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroranuclear-arsenal-1La Cina ristruttura rapidamente l’arsenale di missili balistici a lunga gittata nei silos per trasportare testate multiple a puntamento indipendente, secondo gli esperti della difesa. La mossa arriva dopo decenni in cui Pechino ha acquisito tale tecnologia, indicando un cambio di strategia. Si è speculato per anni sull’esercito cinese che aggiorna alcuni missili balistici intercontinentali con la tecnologia dei veicoli di rientro multipli a puntamento indipendente (MIRV), consentendo a un singolo missile di trasportare diverse testate e di colpire in tutto il mondo diversi obiettivi. La valutazione approvata dal governo degli Stati Uniti dell’ultimo rapporto del Pentagono sulle forze armate cinesi, segnala che i missili Dongfeng-5, i più grandi a propellente liquido della Cina in grado di raggiungere gli Stati Uniti, sono dotati di MIRV. Secondo il rapporto i Dongfeng-41, ICBM più piccoli a propellente solido e mobili, “probabilmente trasportano MIRV“. Secondo il New York Times, almeno la metà dei 20 missili DF-5 della Cina potrebbe essere stata aggiornata. Secondo una stima minima ogni missile avrebbe tre testate individuali, aumentando il numero di testate che Pechino può sparare a 40, da 20, secondo il giornale che cita vari esperti della difesa. “La piccola forza della Cina lentamente diventa più grande, e le sue capacità limitate migliorano lentamente“, ha detto Hans M. Kristensen, direttore del Nuclear Information Project della Federazione degli scienziati americani. In un precedente rapporto, Kristensen ha detto che la Cina probabilmente aggiorna l’arsenale in risposta alla creazione del sistema di difesa antimissilistica globale degli Stati Uniti. Washington dice che ne ha bisogno per proteggere se e stessa e gli alleati da un attacco da nazioni come Iran e Corea democratica. Ma gli strateghi di Mosca e Pechino vi vedono una minaccia alla loro sicurezza nazionale. “Se è così, è ironico che il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, destinato a ridurre la minaccia agli Stati Uniti, invece ne aumenti le minacce innescando lo sviluppo di missili balistici MIRV cinesi che potrebbero distruggere più città negli Stati Uniti, in una possibile guerra“, ha detto Kristensen. Il rapporto del Pentagono dice che la Cina sviluppa una serie di tecnologie per penetrare gli scudi antimissile. “La Cina lavora su una serie di tecnologie per tentare di contrastare i sistemi di difesa antimissile di Stati Uniti e altri Paesi, tra cui veicoli di rientro manovrato (MARV), MIRV, inganni, disturbo e schermatura termica“, ha detto. La Cina da decenni avrebbe la tecnologia necessaria per miniaturizzare testate nucleari abbastanza per disporle sui missili, ma scelse di non aggiornare l’arsenale. La strategia della deterrenza nucleare di Pechino è avere abbastanza armi per sopravvivere a un attacco nucleare e infliggere danni monumentali all’aggressore. “Ovviamente rientra nei preparativi della concorrenza a lungo termine con gli Stati Uniti“, ha detto Ashley J. Tellis del Carnegie Endowment for International Peace ex-alto funzionario della sicurezza nazionale nell’amministrazione Bush. “I cinesi hanno sempre temuto il vantaggio nucleare statunitense“. Il potenziamento del piccolo ma incisivo arsenale nucleare della Cina può innescare iniziative analoghe dalle altre potenze nucleari regionali, India e Pakistan. Finora solo Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna e Francia dispongono di ICBM MIRVizzati.

Gli USA rottamano la riduzione nucleare
Mosca ha indicato che la dimensione dell’arsenale nucleare dipende dalla politica estera degli Stati Uniti. L’avvertimento è di Mikhail Uljanov, capo del Dipartimento sulla non proliferazione nel Ministero degli Esteri russo, che partecipa a una conferenza delle Nazioni Unite sul Trattato di non proliferazione nucleare. Il diplomatico russo parlava del trattato di riduzione nucleare New START firmato da Stati Uniti e Russia nel 2010, dicendo che Mosca intende mantenere i propri impegni, ma non andrà oltre per via del comportamento degli Stati Uniti. “Ciò che gli statunitensi fanno oggettivamente ostacola, se non elimina completamente, qualsiasi prospettiva di un ulteriore disarmo nucleare”, ha detto Uljanov. “Oggi non ci sono fattori che rendono la nostra adesione al trattato (New START) contraria agli interessi della Russia, ma ipoteticamente può verificarsi una situazione del genere con le azioni degli USA, a cui non vorremmo assistere“, ha aggiunto. Stati Uniti e Russia hanno la parità nucleare, ma gli USA hanno molte più forze convenzionali. Con la Russia che si basa sul suo arsenale nucleare per salvaguardarsi da un massiccio attacco degli Stati Uniti, lo sviluppo del sistema antimissile degli Stati Uniti è visto come pericolosa minaccia alla sicurezza nazionale a Mosca.

tvwJ6Contrastare la minaccia missilistica strategica russa è troppo difficile e costosa per gli Stati Uniti
Sputnik 19/05/2015

Contrastare la minaccia di missili balistici intercontinentali russi è troppo difficile e costosa per gli Stati Uniti, dichiara il Vicepresidente del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti, ammiraglio James Winnefeld.

CZ 2C integrationLa maggiore minaccia alla sopravvivenza degli Stati Uniti è “un attacco nucleare massiccio dalla Russia, o di qualche altro potente avversario o potenziale avversario come la Cina“, ha osservato Winnefeld. “Abbiamo detto che la difesa missilistica contro tali potenti minacce è troppo difficile e costosa, ed è anche strategicamente destabilizzante provarci“, ha detto Winnefeld sulla minaccia di un attacco nucleare russo o cinese, in un discorso presso il Center for Strategic International Studies. La leadership civile e militare sostiene che i sistemi di difesa antimissile di Stati Uniti ed Europa ha lo scopo di contrastare le minacce missilistiche a lungo raggio di Corea democratica e Iran. Il deterrente statunitense primario contro la Russia, ha aggiunto Winnefeld, è la triade nucleare. “Useremo l’imposizione dei costi per dissuadere la Russia, mantenendo forti le tre gambe del nostro deterrente nucleare e il nostro sistema di comando e controllo nucleare“. Entro la fine del 2015 gli Stati Uniti installeranno il sistema Aegis Ashore Ballistic Missile Defense (BMD) in Romania, completando la fase 2 dell’European Phased Adaptive Approach, affermava Winnefeld. Mosca si è opposta ripetutamente alla proliferazione dei sistemi di difesa missilistici degli USA presso i suoi confini, affermando che rappresentano una minaccia al deterrente nucleare strategico della Russia. I sistemi BMD erano precedentemente limitati dal Trattato antimissili balistici (ABM) tra Stati Uniti e Russia, per evitare lo squilibrio strategico. Gli Stati Uniti uscirono dal trattato nel 2001.

Un nuovo video mostra l’ICBM Jars trasportato su un traghetto
Sputnik 20/05/2015

Il Ministero della Difesa della Russia ha pubblicato un video che mostra i sistemi missilistici mobili Topol-M e Jars attraversare un fiume su un traghetto. Il video è stato caricato su un social media del ministero. Il ministero non ha fornito alcun dettaglio. L’RS-24 Jars è un missile balistico intercontinentale a propellente solido dotato di almeno quattro veicoli di rientro a puntamento indipendente nucleari. Fu testato il 29 maggio 2007 ed introdotto in servizio nel luglio 2010, poco dopo aver completato i test finali. L’RS-24 Jars, progettato per eludere i sistemi di difesa missilistica a una distanza di 14000 km, è la versione aggiornata del missile balistico Topol-M che può essere sparato da lanciatori mobili e da silo. Il Ministero della Difesa russo ha detto che i missili balistici RS-24 Jars e Topol-M saranno i pilastri della componente terrestre della triade nucleare russa e rappresenteranno almeno l’80% dell’arsenale delle forze missilistiche strategiche, entro il 2016.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO

L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013
(Nuova edizione)

Alessandro Lattanzio, 2015, p. 241, € 20,00
Anteo Edizioni

ilpraggio3Descrizione: Il testo ricostruisce la genesi e lo sviluppo dell’arsenale strategico sovietico e russo, tracciando per sommi capi la storia dell’Unione Sovietica e della Federazione Russa quale superpotenza mondiale, descrivendo gli strumenti e la strategia che permisero a Mosca di svolgere il ruolo di primo concorrente ed avversario degli Stati Uniti d’America nella seconda metà del XX° secolo e all’inizio del XXI° secolo. È poco nota, infatti, la storia del programma atomico sovietico, solo recentemente resa pubblica in Italia anche dalla pubblicazione del lavoro dello storico russo Roy Medvedev.
L’URSS, benché devastata dall’aggressione nazista del 22 giugno 1941, nell’arco di quattro anni riuscì a colmare il gap tecnologico-nucleare con gli USA. Difatti, nell’agosto 1949 venne fatto esplodere il primo ordigno atomico sovietico, mentre nel 1954 esplodeva la prima bomba termonucleare, battendo gli USA nella corsa alla superbomba ad idrogeno. In seguito, Mosca puntò sui missili balistici intercontinentali quali vettori strategici principali del proprio arsenale strategico, al contrario di Washington, che invece puntò sui bombardieri strategici. Infine, neanche il gap tecnologico tra USA e URSS nel settore dei sottomarini lanciamissili balistici, potè perdurare oltre un lustro.
L’arsenale strategico-nucleare della Federazione Russa, oggi, è la principale eredità dell’era sovietica di Mosca, ed è grazie a questa eredità che la Russia di Putin riconquista il suo ruolo di potenza mondiale.

Il sistema di sorveglianza della NATO è coperto dall’esercito russo

Oltre lo scudo ABM statunitense in Europa, anche il sistema di sorveglianza terrestre della NATO AGS è coperto dall’esercito russo
Valentin Vasilescu Reseau International 19 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAuroraLuftwaffe_99-01_RQ-4B_EuroHawk_ILA_2012_1Nel 2012, 12 membri della NATO (Germania, Estonia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Norvegia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Italia, Bulgaria e Romania) con gli Stati Uniti decidevano al vertice di Chicago di realizzare il sistema di sorveglianza terrestre AGS (Alliance Ground Surveillance), basato sui velivoli senza pilota da ricognizione strategici RQ-4 Global Hawk (Tier II+ HALE UAV: High Altitude, Long Endurance conventional UAV).

Quali sono le caratteristiche del RQ-4 Global Hawk?
Nel luglio 2007 16 velivoli RQ-4 Global Hawk furono assegnati al 9.no Gruppo da Ricognizione strategica dell’esercito statunitense a Beale. Nel 2011, i nuovi droni da ricognizione furono assegnati al 348.mo squadrone dell’US Air Force nella base aerea di Grand Forks, North Dakota. Dall’aprile 2010, l’RQ-4 Global Hawk è utilizzato nelle operazioni dell’USCENTCOM, responsabile della zona compresa tra Medio Oriente, Asia e Nord Africa. Decollando dalla California, sorvolando Canada, Alaska e Asia, gli RQ-4 cercano i loro obiettivi in Afghanistan e Iraq. La Germania, parte del sistema di sorveglianza terrestre AGS, gestisce da cinque anni i propri RQ-4 Global Hawk del 52.mo Reggimento da ricognizione aerea. Il velivolo RQ-4B ha sensori elettro-ottici e ad infrarossi (gli aerei della NATO non hanno tali funzioni), un radar del tipo SAR (radar ad apertura sintetica), un sensore di movimento GMTI che rileva bersagli mobili a terra dalla velocità minima di 3 km/h e sensori SIGINT che intercettano e registrano le comunicazioni civili e militari. L’RQ-4B sorveglia su scala globale aree spesso distanti 3/5000 km dalla base, volando a una quota di 15/18000 m per 4-5 ore. In una missione di 10/20 ore, possono creare una mappa digitale dalla superficie equivalente alla Romania, con tutti i sistemi d’arma presenti. In sostanza, quattro aerei (più uno di riserva) possono coprire un teatro comprendente diversi Stati di un continente.

Quanto costa il sistema AGS?
Un contratto da 1,2 miliardi di euro è stato firmato con la società statunitense Northrop Grumman per 5 RQ-4B Block-40, l’elemento chiave del sistema di monitoraggio terrestre AGS. Il costo totale del programma AGS raggiungerà i 6 miliardi. Il bilancio annuale per gestire il sistema AGS sarà di 79 milioni di euro, corrispondenti a 3000 ore di volo del Global Hawk. Nel 2015 il primo RQ-4B Global Hawk sarà consegnato nella base statunitense di Sigonella (AGS Command Center) e nel 2017-2018 il sistema AGS sarà operativo. La Romania ha pagato 25,28 milioni per l’attuazione del programma e contribuirà ogni anno con 1 milione di dollari per le spese operative. Romania, Bulgaria, Estonia, Lituania e Lettonia non hanno partecipato allo sviluppo dei progetti di ricerca o alle operazioni di valutazione dei voli da ricognizione. Questi elementi sono coordinati dal SACEUR (il comandante delle forze alleate in Europa) cioè dal generale statunitense Philip Breedlove. Di conseguenza, il ruolo dei partner degli Stati Uniti nella NATO è proteggere gli aeroporti di decollo ed atterraggio, accogliere le squadre statunitensi di servizio dei velivoli e provvedere alla locazione dei sistemi di comunicazione e radar a terra.

architectureCosa chiedono i russi?
Il 16 aprile 2015, il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate della Russia, Generale Valerij Gerasimov, ha detto che i Paesi europei che ospitano i sistemi della difesa missilistica della NATO saranno gli obiettivi principali della Russia. Il comando russo ha detto che il sistema di sorveglianza terrestre AGS è una componente dello scudo antimissile balistico in Romania e Polonia e del sistema AEGIS sulle navi statunitensi nel Mar Nero. Il loro ruolo è rilevare gli obiettivi da colpire in territorio russo con missili da crociera Tomahawk (che possono essere lanciati dai sistemi VLS Mk-41 a Deveselu e in Polonia e sulle navi da guerra degli Stati Uniti nel Mar Nero). I russi dicono che gli Stati Uniti avevano pianificato Euromaidan e la guerra civile in Ucraina dal 2010 (anno in cui, al vertice NATO di Lisbona, si decise di porre lo scudo ABM degli Stati Uniti a Deveselu) e tutti gli sviluppi successivi della NATO, volti esclusivamente a creare le condizioni per attaccare la Russia. Secondo i militari russi, due aerei RQ-4B opereranno sulla Russia occidentale e settentrionale: Mar Baltico, Polo Nord, costa del Mare di Barents, Mare di Kara e pianure della Siberia occidentale (Enisej). Tali aerei saranno di competenza dell’USEUCOM, in coordinamento con Germania, Estonia, Lituania, Lettonia e Norvegia. Altri due aeromobili RQ-4B opereranno nel settore centrale della Russia. Saranno sotto la responsabilità dell’esercito degli Stati Uniti, in coordinamento con Italia, Bulgaria e Romania. Tali piani riguardano il territorio russo fino al confine con Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e territorio iraniano. Un quinto aeromobile sarà di riserva.

Come reagiscono i russi?
Facendo riferimento alle azioni sempre più aggressive degli Stati Uniti verso la Russia, gli ufficiali dell’esercito russo dicono che negli ultimi cinque anni si sono concentrati su progettazione, sviluppo ed equipaggiamento del loro Esercito di più efficaci sistemi missilistici antiaerei a grande gittata e capacità balistiche (S-400/500). I russi sostengono inoltre che questi sistemi rappresentano l’antidoto agli attacchi con i missili da crociera Tomahawk. Per potenziarli, questi sistemi sono associati ai sistemi d’interferenza della serie Richag-AV con le varianti L-175B Khibinij per gli aerei da combattimento, Krasuha-2 e 1L267 Moskva-1 per l’esercito russo. Gli esperti dicono che i russi possono offuscare e neutralizzare il controllo dei droni RQ-4B che compiono missioni da ricognizione sullo spazio aereo della Russia. Questi sistemi di disturbo russi permettono di “accecare” i radar AN/SPY-1D, e i sistemi di inseguimento e puntamento del complesso missilistico antiaereo AEGIS in Polonia e Romania, oltre a quelli similari dei cacciatorpediniere ed incrociatori AEGIS statunitensi, su cui si basano. La difesa missilistica antiaerea a lungo raggio che protegge Deveselu dovrebbe teoricamente coprire gran parte del territorio della Romania, con una garanzia dell’87%. Ma in realtà, verrebbe facilmente neutralizzato dalle interferenze, dicono i russi, sostenendo che hanno già sperimentato con successo sul Mar Nero tale sistema di disturbo, il 10 aprile 2014. Il nuovo pod da guerra elettronica L-175B Khibinij, appeso su due velivoli Su-24, avrebbe gravemente compromesso l’operatività del radar del cacciatorpediniere USS Donald Cook, scelto come bersaglio.

mapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Iran vuole un “fronte di resistenza all’espansionismo degli USA”

Philippe Grasset, Dedefensa, 17 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
ob_238316_carte-iran-chine-russieLe notizie si collegano quando si tratta delle relazioni internazionali e strategiche che l’Iran vuole sviluppare dopo il pre-accordo sul nucleare di Losanna. Gli iraniani, come i russi con l’S-300 (14 aprile 2015), non aspettano l’accordo definitivo il prossimo giugno, se l’accordo sarà effettivamente firmato. (La valutazione generale è che la leadership iraniana sia sempre più profondamente scettica che a fine giugno l’accordo nucleare possa superare l’opposizione al Congresso degli Stati Uniti. Questo spiega, ovviamente, il corso illustrato da questi aggiornamenti). Il 16 aprile 2015, RT riferisce che il Ministro della Difesa iraniano Dehqan ha parlato a un simposio a Mosca su un accordo di difesa possibile tra Iran, Cina, India e Russia, concepito per contrastare la rete missilistica della NATO, costruita ufficialmente e grottescamente contro i missili balistici iraniani, soprattutto quelli nucleari mai esistiti e che l’accordo di Losanna è destinato ad impedire. Nel frattempo, la NATO ha detto che più che mai continuerà a costruire la rete BMDE, quindi i russi concludono ciò che gli sembrava evidente dal 2005 e cioè che la rete BMDE è diretta contro di loro. Dopo la dichiarazione al simposio, Dehqan ha incontrato il Ministro della Difesa russo Shojgu, facendo una dichiarazione che propone un incontro trilaterale Iran-Cina-Russia sulla questione della cooperazione generale per la sicurezza.
L’Iran ha annunciato la disponibilità a cooperare con Russia, Cina e India sulla questione dello scudo missilistico della NATO e minacce correlate, ha detto il capo del ministero della Difesa a Mosca. “Mi piacerebbe sostenere l’idea di sviluppare la cooperazione multiforme nella Difesa tra Cina, Iran, India e Russia per contrastare l’espansione verso est della NATO e l’installazione dello scudo antimissile in Europa”, ha detto Hossein Dehghan in una conferenza sulla sicurezza internazionale a Mosca. Poco dopo Dehghan è stato citato da RIA Novosti dire che Russia, Cina e Iran potrebbero avere colloqui tri-partito sulla difesa. “Abbiamo discusso alcuni aspetti della sicurezza regionale. E’ stata proposta una riunione trilaterale di Russia, Iran e Cina”, ha detto Dehghan dopo l’incontro con il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu. Nonostante l’accordo sul programma nucleare di Teheran, gli Stati Uniti continuano con le loro installazioni della difesa antimissile in Europa. Sono dispiegati per la presunta minaccia percepita dell'”Iran nucleare”. Un pretesto che Mosca definisce “favola”. “La minaccia ai Paesi della NATO posta dalla proliferazione dei missili balistici, continua ad aumentare… il quadro sull’accordo del programma nucleare iraniano) non cambia questo fatto”, ha detto la portavoce della NATO Oana Lungescu a Sputnik”.
Abbiamo già visto il problema, o il problema che l’inversione del pre-accordo di Losanna pone sulla consistenza della retorica che giustifica lo sviluppo del BMDE (4 aprile 2015). Abbiamo visto la decisione russa di ripristinare il contratto con l’Iran sui missili S-300, con possibili conseguenze diplomatiche (14 aprile 2015). La proposta di Dehqan rientra nel quadro di queste due questioni. Si osservi che Dehqan passa da una proposta quadripartita (con l’India) a una tripartita (senza India); ciò non significa che l’India non sia interessata alla questione o abbia già rifiutato di prenderla in considerazione, ma che continua l’atteggiamento prudente sul problema, aderendo o meno a tali negoziati secondo le proprie analisi e la piega di questi negoziati se portano a conclusioni. Ciò che è notevole, naturalmente, è che il pre-accordo di Losanna libera l’Iran, ma anche altri partner potenziali (Russia compresa), alcuni dei quali del blocco BAO, essendo tutti neutrali o contrari (più probabile) al blocco BAO. “Il ritorno dell’Iran alla comunità internazionale“, cioè sotto la guida del blocco BAO, voluto dagli Stati Uniti, appare uno strano successo, trattandosi esattamente dell’opposto: l’Iran si volge, sulla questione essenziale e strategica della sicurezza militare, a una “comunità internazionale” opposta, se non antagonista, al blocco BAO. Da parte sua, inoltre, il blocco BAO, con la sovrana arroganza di far scattare sugli attenti l’Iran, di cui d’altronde i capi degli Stati membri (del blocco), in particolare gli Stati Uniti, sono terrorizzati dalla prospettiva del ritorno troppo veloce di questo Paese assolutamente sospetto e composto da barbari incivili in quanto non occidentali e non affrettandosi con l’Iran accontentandosi di alcuni contratti commerciali più o meno legittimi, viene completamente superato da russi e iraniani e pertanto dai Paesi a loro collegati. Peggio ancora, le varie iniziative sono già continuazioni (russi e iraniani già si attivando sul contratto degli S-300, che potrebbe portare a cose molto diverse rispetto a quelle inizialmente previste), che sviluppano il quadro fondamentale della sicurezza incentrandosi sul rifiuto del grande progetto strategico che è la rete del BMDE statunitense, divenuto della NATO per pura prossimità. In questo caso, non solo il blocco BAO accelera, ma si trova in posizione d’antagonismo con l’Iran, cioè in una situazione potenzialmente peggiore di quella che l’opponeva all’Iran sul nucleare. Qui il blocco BAO è completamente bloccato dal proprio racconto grottesco ispirato al Sistema, la cui cinghia di trasmissione del CMI (complesso militare-industriale) ha imposto lo sviluppo del BMDE. Tale sistema sarebbe volto a contrastare quei missili nucleari iraniani inesistenti (anche tramite il futuro accordo, se firmato); ma la NATO, come s’intende dalle varie dichiarazioni, conferma la dimostrazione che non vede alcun motivo per cambiare la politica di sviluppo del BMDE, perché in perfetta armonia con la stupidità dei casi e dell’argomento. Così afferma che non nulla è cambiato e tutto continua come prima. I russi possono affermare che la rete BMDE è volta contro di loro, e gli iraniani che la rete BMDE dimostra che il blocco BAO non disarma contro di loro. Per cui il risultato dell’avventura, a questo punto dell’accordo preliminare sul nucleare militare iraniano, eliminato in teoria, è avvicinare russi e iraniani (con i cinesi non lontano e in agguato) a una posizione comune sulla sicurezza anti-blocco BAO. Allora, possiamo e dobbiamo aggiungere una dichiarazione del ministro della Difesa iraniano. La proposta dell’incontro su questa alleanza provenga dall’Iran viene rafforzata per unicità e significato dalla presentazione fatta sul sito del gruppo iraniano PressTV. Non si tratta del BMDE che va contrastato, ma dell’atteggiamento generale, di un “fronte” da creare, un “fronte di resistenza contro l’espansionismo degli USA”. La retorica s’inasprisce… (PressTV 17 aprile 2015). “Il ministro della Difesa iraniano ha chiesto l’istituzione di un fronte unito contro l’espansionismo di Stati Uniti e alleati, descrivendolo come obbligatorio. Il Generale di Brigata Hossein Dehqani ha salutato la Russia che non si fida degli Stati Uniti, dicendo che Teheran e Mosca dovrebbero adottare politiche volte a sventare le minacce alla sicurezza che affrontano. “Sosteniamo la corretta comprensione strategica della Russia secondo cui il governo degli Stati Uniti non è amico o partner affidabile”, ha detto Dehqan in un incontro con il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu. Dehqan, che si trovava nella capitale russa per partecipare alla quarta Conferenza sulla Sicurezza Internazionale di Mosca, ha anche salutato la posizione di Mosca che apprezza la necessità di creare un nuovo ordine mondiale. Il ministro della difesa russo, da parte sua, ha sollecitato l’espansione dei legami tra Teheran e Mosca, dicendo che le relazioni costruttive tra le due parti possono svolgere un ruolo importante nel garantire la stabilità regionale e globale”.
… Infatti, è strano ritorno dell’Iran nella “comunità internazionale” e sono bizzarre le previsioni di coloro che annunciavano che l’Iran non aspettasse che il consenso all’accordo del blocco BAO per correre tra le sue braccia. Mentre il Ministro Dehqan è per definizione un duro del governo iraniano, è pur sempre un ministro, quindi con il mandato di parlare a nome del governo. Ciò che dice non è altro che una dichiarazione di aperta resistenza alle azioni statunitensi in Europa e forse nel mondo. Il ritorno dell’Iran nella “comunità internazionale” avviene con irresistibile ritmo antiamericanista e antisistema.00-s-k-shoigu-russian-minister-of-defence-21-01-15Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia si prepara alle “Guerre Stellari”

Aleksandr Korolkov, RIR, 15 aprile 2015
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il confronto tra Russia e Stati Uniti prende slancio e può, letteralmente, assumere scala cosmica, in riferimento alle tecnologie sviluppate dagli Stati Uniti che, nel prossimo futuro, possono influenzare l’equilibrio di potere globale e minacciare di ridurre il ruolo delle forze nucleari strategiche della Russia.

10153688Un po’ di storia
Una volta che i missili furono inventati per viaggiare nello spazio, i loro creatori decisero altri usi, anche sganciare le armi più potenti esistenti: quelle nucleari. Il Trattato sullo Spazio del 1967 vieta il posizionamento di armi nucleari nello spazio, tuttavia questa condizione non si applica alle armi convenzionali. Quindi, se non è possibile “bombardare” il nemico con missili nucleari dallo spazio, è possibile intercettarli. Tale lacuna fu affrontata nei negoziati che culminarono nella firma del trattato 1972 sulla limitazione della Difesa Missilistica.

Impunità assicurata
Nel 2001 gli Stati Uniti si ritirarono dal trattato ABM e ora posizionano in diversi luoghi del mondo sistemi marini e terrestri Aegis in grado di abbattere missili dalla gittata di 5500 km. Inoltre, hanno intercettori GBI nei silo e creano un intero sistema radar (compreso il SBX flottante) e posizionano gli ultimi complessi THAAD in Corea del Sud per coprire i “vuoti” del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti verso Siberia ed Estremo Oriente russo, dove l’iniziale e più vulnerabile zona di volo dei missili balistici intercontinentali russi è fuori dalla portata dei radar statunitensi. Il 12 aprile 2015 le truppe EKO russe avvistarono un gruppo di satelliti da ricognizione elettronica in orbita. “Questa costellazione di satelliti fu sviluppata per sorvegliare le comunicazioni militari nel territorio della Federazione russa” ha detto Oleg Majdanovich, comandante delle truppe del Comando Spaziale delle Forze di Difesa Aerospaziale. Il Ministero della Difesa non ha indicato la nazionalità dei satelliti spia, ma gli analisti indicano gli Stati Uniti. “Ovviamente parliamo degli Stati Uniti, che possiedono i satelliti da ricognizione elettronici, in particolare della serie ‘Ferret-D’ che operano nel campo superiore dello spettro radio, in cui i sistemi di guida, scoperta e difesa missilistica operano” ha detto alla TASS Igor Korotchenko, caporedattore della rivista ‘Difesa Nazionale’.

Come risponderà la Russia?
La capacità della Russia di rispondere alle minacce esistenti in questo momento sono limitate, non solo dalla geopolitica ma anche dal punto di vista finanziario. Nella situazione attuale, qualsiasi risposta può essere solo asimmetrica. Date tali circostanze, i russi puntano a sviluppare nuovi missili balistici intercontinentali, a creare sistemi di difesa aerea universali con gli S-400 e S-500, e a modernizzare la difesa missilistica di Mosca. I test sono in corso su un nuovo missile del sistema S-400, dalla portata di 400 km, da utilizzare contro bersagli aerodinamici come gli aerei. Distanza e quota esatta in cui i missili possono abbattere (area di sconfitta) non sono specificate, ma sarebbero in grado di distruggere i missili nello spazio orbitale. Allo stesso tempo, si lavora sul sistema di difesa aerea di nuova generazione S-500 e sul nuovo sistema ABM di Mosca A-235, con cui coopererà. L’operatività è prevista per il 2017. Nel frattempo, l’industria della Difesa russa aumenta la produzione di missili per la difesa aerea e antimissile di tre volte rispetto al 2014. In Russia si lavora per garantire l’intelligence costante sui bersagli. Secondo Anatolij Savin, direttore scientifico della JSC Almaz-Antej, un “sistema originale d’intelligence spaziale” è stato creato permettendo d’individuare e tracciare i movimenti negli oceani delle portaerei nonché dei sottomarini strategici della NATO. “Abbiamo cominciato a sorvegliare costantemente praticamente tutti gli oceani del mondo” ha aggiunto. Inoltre, nel prossimo futuro, è previsto l’ampliamento della rete radar autonoma (RLS) nella regione artica.
Lo sforzo di tutta l’umanità è impedire una grande guerra nello spazio. Oggi, gli Stati Uniti non sono disposti a negoziare, spiegando l’assenza del Paese nel sostenere il progetto di trattato globale per impedire il dispiegamento di armi nello spazio, che Russia e Cina preparano dal 2007. In tale situazione, gli Stati Uniti richiedono un grande sforzo per convincersi che l’accordo soddisfa i loro interessi, ciò sarebbe possibile solo con la costruzione delle misure molto asimmetriche in corso in Russia e in Cina. A tal fine, la Cina ha già acquistato il sistema russo S-400.

1057761La Russia modernizza la flotta di caccia-intercettori MiG-31
Il primo lotto di 24 aerei da combattimento modernizzati MiG-31BM entra in servizio
Russia Insider 15 aprile 2015

d_pichugin_mig_31bm_10_1400I primi 24 caccia modernizzati MiG-31BM sono stati consegnati alle forze armate russe. Il Viceministro della Difesa Jurij Borisov ha detto che 10 aerei saranno consegnati alle truppe ogni anno. “Dopo aver completato l’ammodernamento del MiG-31, ci aspettiamo che le forze militari abbiano a disposizione oltre 130 aerei aggiornati dagli eccezionali cruciali parametri tecnici“, ha detto Jurij Borisov, secondo cui circa 12-13 velivoli saranno modernizzati ogni anno. Il viceministro ha sottolineato che l’impianto aeronautico Sokol di Nizhnij Novgorod, dove avviene l’ammodernamento degli aerei, si adatta al programma di sostituzione delle importazioni. Le imprese Rostec producono i vari componenti dell’aeromobile. Ad esempio, i caccia aggiornati ricevono il nuovo sistema di controllo e radar Zaslon-M, sviluppato dal V. Tikhomirov Scientific Research Institute of Instrument Design (NIIP) del KRET. Mentre l’aereo era precedentemente classificato solo come intercettore a lungo raggio, il MiG modernizzato ora può distruggere bersagli aerei e terrestri. Con l’avionica modernizzata, l’efficienza del MiG-31BM è 2,6 volte maggiore rispetto al MiG-31. Il Zaslon-M differisce dal radar originale Zaslon per l’antenna di 1,4 m di diametro. Il raggio di scoperta dei bersagli aerei aumenta a 320 km, e quello d’inseguimento a 280 km. Il sistema radar del MiG-31BM può seguire contemporaneamente 10 bersagli aerei. Il MiG-31 è un caccia-intercettore a lungo raggio biposto supersonico ognitempo progettato per intercettare e distruggere missili da crociera, satelliti a bassa quota, aerei stealth ed altri obiettivi di ogni tipo e ad ogni quota, di giorno, di notte e in condizioni meteo avverse. Un gruppo di quattro aeromobili può controllare 800-900km di spazio aereo anteriore.
La produzione in serie dei MiG-31 iniziò nel 1979. All’inizio del 1992, le forze di difesa aerea dei Paesi della CSI avevano oltre 200 caccia-intercettori MiG-31. Il MiG-31 può superare la barriera del suono in volo livellato o ascendente, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità del suono in picchiata. Inoltre, il MiG-31 può essere supersonico a quote medie e alte senza usare i postbruciatori.
1013792
I missili cinesi YJ-18 una ‘grave minaccia’ per l’US Navy

Sputnik 15/04/2015
La Cina allestisce nuovi cacciatorpediniere armati di potenti nuovi missili antinave, ponendo una seria sfida alle difese navali statunitensi.052D-Missile-Destroyer-Kunming-172Un recente rapporto dell’Office of Naval Intelligence (ONI) ha confermato le affermazioni del governo cinese che “l’ultima classe di cacciatorpediniere Luyang III è equipaggiata con il nuovo ASCM (missile da crociera antinave) a lancio verticale YJ-18“. Le rivelazioni sul YJ-18, SMC supersonico di ultima generazione, sono uno dei principali aspetti della panoramica dell’ONI sugli sviluppi della Marina dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAN). Finora vi è un solo cacciatorpediniere Luyang III (noto anche come 052D) con il sistema di lancio verticale (VLS) per lo YJ-18, ma la Cina prevede di averne più di 10 operativi entro il 2017. “Questo missile, e il suo cugino aerolanciato YJ-12, sono le principali minacce per l’US Navy“, ha detto al New York Times Lyle J. Goldstein, professore associato nell’Istituto di Studi Marittimi sulla Cina presso l’US Naval War College.Il maggiore aumento della velocità rende il missile molto più difficile da intercettare“. Il rapporto dell’ONI dice anche che il missile viene schierato su tre classi di sottomarini: Song, Yuan e Shang. Il missile avrebbe “una gittata di 180 chilometri a Mach 0,8 e una spinta di 40 km a Mach 2,5-3. Tutti coloro che comprendono seriamente le capacità militari cinesi devono conoscere questo missile”, scrive Andrew Erickson, professore associato presso l’US Naval War College di Rhode Island. Le maggiori velocità e portata del missile, aggiunge Erickson, “insieme ad un profilo di volo a pelo d’acqua e probabilmente un comando via collegamento dati basato su foto da Internet, potrebbero rendere lo YJ-18 estremamente difficile da contrastare“. I timori sulla minaccia rappresentata dallo YJ-18 aumentarono a fine 2014, quando un video apparve sulla CCTV che avrebbe mostrato un test di lancio del missile. In precedenza, la Cina ricorreva alla Russia per i missili, e lo YJ-18 è descritto come una versione locale del 3M54E Klub russo.

La Marina cinese si modernizza ed espande significativamente
Il rapporto dell’ONI, la prima valutazione non classificata sulla Cina dal 2009, dipinge un quadro del piano di miglioramento più qualitativo che quantitativo, ma anche così alcuni numeri, in particolare della Guardia Costiera, sono degni di nota. La PLAN attualmente dispone di 300 navi da combattimento di superficie, sottomarini, navi anfibie e motovedette lanciamissili. Nel 2014, 60 nuove navi hanno raggiunto la flotta, e un numero simile è previsto per il 2015. I cantieri navali cinesi hanno prodotto più navi di qualsiasi altro Paese nel 2013 e 2014. La Guardia Costiera cinese,  denominata “Seconda Marina” della Cina, aumenterà del 25% tra il 2012 e la fine del 2015, più velocemente di qualsiasi altra guardia costiera al mondo, secondo il rapporto. “I principali miglioramenti qualitativi riguardano l’aeronautica navale e la forza sottomarina, sempre più capaci di colpire obiettivi a centinaia di chilometri dal continente cinese“, dice il rapporto concludendo che nel complesso “emerge una forza ben equipaggiata e competente“.

Type 022 (Houbei Class)
Tre sottomarini cinesi puntano i loro missili sugli USA
Pravda 10/04/2015S3NKhL’ammiraglio William Gortney, comandante del Comando Settentrionale degli Stati Uniti, ha detto che la Cina ha schierato tre sottomarini lanciamissili balistici. I sottomarini, secondo il comandante, possono colpire gli Stati Uniti con missili nucleari. Secondo Gortney, i sottomarini potranno colpire gli Stati Uniti quando saranno completamente dotati di missili e testate. Le riserve cinesi sono dispiegati nel Mar Cinese Meridionale in una base sull’isola di Hainan. “Non hanno caricato i  missili o avviato pattugliamenti strategici“, ha detto l’ammiraglio William Gortney, “Ma crediamo che possano iniziare quest’anno“, ha aggiunto. Inoltre, Gortney ha detto riferendosi alle agenzie d’intelligence statunitensi che la Corea democratica può montare una piccola testata nucleare sui nuovi missili intercontinentali autocarrati KN-08. Gortney ha detto che ogni volta che una nazione possiede armi e vettori nucleari che possono raggiungere gli Stati Uniti, “è mia preoccupazione“. E’ la prima volta che un alto ufficiale degli Stati Uniti esprime preoccupazioni sui sottomarini lanciamissili nucleari cinesi.

OSIMINT-DG-May-2011-Sanya-Jin-Class-SSBNTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Rispondere alle minacce degli Stati Uniti: “La Russia deve tenere nel mirino gli USA”

Generale Leonid Ivashov, Global Research, 17 gennaio 2015

La dottrina militare della Russia può essere aggiornata e modificata seguendo la natura mutevole delle minacce. Pravda.ru ha intervistato il presidente del Centro Internazionale per l’Analisi geopolitica, Dottore in Scienze storiche Leonid Ivashov, sullo stato attuale della dottrina militare della Federazione russa.

1011863606“La parte conclusiva della dottrina militare dal 2010 stabilisce che le sue disposizioni possono essere regolate in conformità con la natura mutevole di pericoli e minacce militari. Chi e che cosa oggi è una minaccia per la Russia? “
“La dottrina militare non è né un ordine, né una direttiva. È solo un piano d’azione, la visione della sicurezza militare di uno Stato. Naturalmente, la visione cambia cambiando la situazione militare-politica. La dottrina viene poi utilizzata quale base per creare regole sull’uso delle forze armate, ordini del caso, direttive e così via. La dottrina, approvata nel 2010, si basava su condizioni più o meno tranquille per la Russia, in termini militari, politici e militari-strategici. Leadership militare e politica della Russia credeva che le nostre relazioni con l’occidente fossero generalmente cordiali. Eravamo solo preoccupati dall’espansione della NATO. Tale aspetto veniva delicatamente designato nella dottrina. La dottrina è chiaramente di natura difensiva. Il testo della dottrina russa del 2010 non contiene una parola come “offensiva”, per non parlare di “scontro in battaglia”. Ha una posizione puramente difensiva, ma se succede qualcosa all’improvviso, siamo pronti. Le nostre capacità nucleari sono la garanzia della sicurezza della Russia. Ciò ha permesso di distruggere le forze convenzionali e portare a termine le riforme che Serdjukov (ex-ministro della Difesa della Russia, ndr) conduceva distruggendo l’esercito e la marina della Russia come organizzazioni militari. Il tutto era garantito dal fatto che abbiamo le armi nucleari. Il nostro scudo nucleare è il fattore primario della deterrenza nucleare. Tuttavia, questa deterrenza non garantisce la sicurezza, perché non vediamo una situazione in cui premere il tasto dell’attacco di rappresaglia. Gli statunitensi hanno cambiato radicalmente strategia militare e dottrina nucleare nei primi anni 2000. Hanno messo le armi nucleari in secondo piano. Non hanno aggiornato un solo missile balistico e non ne costruiscono di nuovi. Ciò che fanno è creare una nuova forza d’attacco che deciderà l’esito delle battaglie future. Il 18 dicembre 2003 firmarono una direttiva sul concetto di rapido attacco globale, secondo cui attaccheranno lanciando migliaia di missili ad alta precisione da diverse direzioni strategiche, tra cui missili da crociera lanciati da aerei e navi, missili strategici e droni. Con il primo attacco programmano di disabilitare le nostre basi dei sottomarini lanciamissili balistici e persino i missili nei silos. In tale situazione, se la Russia reagisse userebbero il sistema di difesa missilistica, la cui componente principale non è la difesa missilistica europea, ma quella marina. Gli Stati Uniti hanno 93 navi equipaggiate con sistemi AEGIS. Un AEGIS abbatté un satellite statunitense nel 2008 su un’orbita a 247 chilometri di altitudine. Così, gli statunitensi programmano di distruggere i nostri missili balistici superstiti in fase di decollo. A tal fine, hanno creato tale difesa missilistica. In seguito, i sistemi AEGIS disabiliterebbero le testate dei missili lanciati. Gli statunitensi fanno del loro meglio per svalutare il potenziale missilistico nucleare russo. E possono avere successo. Se accadesse, e possiamo già vederlo, vedremo un comportamento completamente diverso degli Stati Uniti. Neutralizzando le forze nucleari strategiche della Russia, gli statunitensi possono dichiarare di non riconoscere né la rotta del Mare del Nord, né le creste Mendeleev e Lomonosov come acque russe. Gli Stati Uniti li proclamerebbero proprie o internazionali, e per loro ‘internazionale’ significa ‘americani’. Possiamo affrontare una situazione del genere, e che cosa farebbe la Russia? Lanciare missili balistici nucleari? No, certo che no.
La dottrina militare ha un’altra posizione piuttosto precaria, che chiamo mossa della disperazione. Si dice che se potenze non nucleari aggredissero la Russia, minacciandone esistenza e integrità territoriale, dovremmo preventivamente usare armi nucleari. Sembra corretto, ma vediamo: contro quali nostri vicini possiamo usare armi nucleari tattiche, le armi del campo di battaglia? Contro la NATO? È sotto l’ombrello nucleare statunitense, come il Giappone. Si dà il caso che siano solo Mongolia e Finlandia i Paesi contro cui possiamo usare le armi nucleari, se ci minacciassero. La situazione è cambiata radicalmente, e noi siamo sull’orlo di una guerra, non fredda ma reale. Pertanto, oggi la Russia attua frettolosamente sforzi per ricostruire la capacità difensiva delle forze armate e modificare la dottrina militare. I progressi russi sono lenti, un passo in avanti, un passo o due indietro. Dopo tutto, le forze spaziali esistevano ai tempi dell’Unione Sovietica. Tuttavia, si è pensato allora che non avessimo nemici nello spazio, e le truppe furono sciolte. Oggi lavoriamo su questo terreno incolto. Secondo il piano dei probabili nemici, i satelliti di navigazione e ricognizione che ci permettono l’uso dei missili da crociera e balistici, devono essere distrutti per primi. La prima fase del possibile attacco avrebbe per obiettivo il gruppo spaziale, in modo da accecarci. Sarebbe difficile per l’aeronautica raggiungere gli obiettivi senza il sistema GLONASS. Oggi la Russia adotta le misure per correggere tale errore”.

“L’aviazione strategica a lungo raggio russa celebra i 100 anni dalla fondazione. Qual è il suo ruolo oggi?”
Qualsiasi Stato normale crea un complesso di sistemi d’arma. Viviamo ancora dei resti del sistema di Ustinov, quando tutto era interconnesso e lavorava di concerto. Quando stavamo costruendo la triade navale, terrestre ed aerea vi furono molte controversie, ma ci fu un posto per l’aeronautica a lungo raggio. Questo posto è unico, perché i missili terrestri sono collegati a una certa base. Un sottomarino naviga negli oceani, ma rimane comunque legato a una base, ed azioni e movimenti sono tracciabili. L’aeronautica è molto più mobile, può cambiare rotta e quota. Oggi, quando gli statunitensi costruiscono il sistema di difesa contro i missili balistici russi, l’aeronautica dovrebbe salire alla ribalta nella triade. A peggiorare le cose, l’utilizzo di missili ingombranti come Bulava, Topol e Voevoda in versione convenzionale non ha senso, perché i costi sono enormi e l’effetto può essere minimo. Inoltre, l’aeronautica strategica a lungo raggio russa può utilizzare missili da crociera di precisione convenzionali. Può anche cambiare la potenza delle testate. Penso che sia stata dimenticata ingiustamente. I velivoli a lungo raggio devono essere ripristinati urgentemente. I nostri “Cigni Bianchi” possono decollare e atterrare da qualsiasi punto a media distanza dagli Stati Uniti, forse in America Latina. Bingo, possono tenere nel mirino il territorio degli Stati Uniti, ed è ciò che essi più temono, investendo molto denaro nella difesa missilistica, pur di non scatenare guerre sul proprio territorio. Saranno felici d’inscenarle ovunque ma non sul proprio territorio. Dobbiamo avere la forza di creare un gruppo che possa, in caso di aggressione alla Russia, agire sul territorio degli Stati Uniti. Oggi sarebbe un fattore di deterrenza. Si dice che lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate della Federazione Russa e il Ministero della Difesa russi già ci lavorino”.

“Quali sono le deterrenze convenzionali più efficaci in questo momento?”
Si dovrebbe tenere il territorio degli Stati Uniti nel mirino, agendo immediatamente sul loro territorio. Il gruppo dovrebbe colpire la Federal Reserve, scherzo, naturalmente. Eppure c’è qualcosa di vero perché, di regola sono gli oligarchi finanziari che avviano le guerre. La deterrenza non nucleare dovrebbe includere potenti agenzie governative, in particolare il Ministero degli Esteri. Le agenzie economiche dovrebbero esservi coinvolte infliggendo danni con mezzi economici. Ciò dovrebbe essere considerato una missione di combattimento. Pianificare i rifornimenti di idrocarburi e altre merci strategiche deve necessariamente prevedere la possibilità di uno speciale periodo bellico.

abm-killer-missile-russiaCopyright © 2015 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

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