La Russia ha un nuovo gigantesco missile antibalistico (e funziona)

Lukas Andriukaitis Medium 14 dicembre 2017

Gli Stati Uniti ci spendono tonnellate di denaro, ma sembra in realtà che la Russia, con la sua vasta esperienza nella costruzione di grandi difese aeree, sia avanti. Anche se non c’illudiamo, questa tecnologia è ancora agli inizi e non si può averne sicurezza.Il 24 novembre, un missile intercettore russo di recente introduzione colpiva con successo un bersaglio. DFRLab aveva riferito che la Russia mostra le sue capacità nucleari offensive, questa volta i miglioramenti sono difensivi. Il missile intercettore PRS-1M è l’ultimo aggiornamento del sistema missilistico antibalistico A-135 (nome in codice NATO: ABM-3) a guardia di Mosca. @DFRLab da uno sguardo approfondito al nuovo missile russo e alle sue capacità. Il Ministero della Difesa russo riferiva del test del nuovo missile il 24 novembre dal sito ufficiale. Il post includeva video del test missilistico, dando uno sguardo ai poligoni in cui si svolgono questi test. Il post del Ministero della Difesa russo menzionava il test effettuato presso il poligono di Sary-Shagan nella Repubblica del Kazakistan. Il video del MoD conferma le affermazioni. Sary-Shagan è uno dei pochi siti militari (Sary-Shagan, poligono Emba e il 929.mo Centro Test di Volo) che il Kazakistan affitta alla Russia. Il sito di Sary-Shagan fu creato nel 1956 per testare i sistemi missilistici antibalistici (ABM) sparati dal sito di Kapustin Jar.
Il veicolo che trasporta il missile appare presso l’aeroporto militare della base di Sary-Shagan, manovrando verso ovest, all’interno del poligono.
Il video ufficiale non fornisce informazioni che confermino l’esatta posizione del lancio. Tuttavia, la struttura del sito di lancio a nord-ovest dal luogo in cui il veicolo manovra, è probabilmente quello che si vede nel video.Possibile sito di lancio.
Il lancio del missile intercettore PRS-1M
Ecco le località individuate sulla mappa.
Il Vicecomandante dell’unità delle Forze Aerospaziali, Colonnello Andrej Prihodko, dichiarava: “Il missile antibalistico ha seguito il piano di volo e ha colpito con successo il bersaglio”. Il nuovo missile è una variante modernizzata del 53T6/PRS-1 (nome in codice NATO Gazelle) e può essere schierato in un silo missilistico rinforzato o su un lanciatore mobile. Il missile intercettore aggiornato ha un nuovo fuso con scudo termico in materiale composito e motore più potente. Secondo quanto riferito, l’intercettore PRS-1M può distruggere bersagli a una distanza di 350 chilometri e ad una quota, secondo varie stime, tra 40000 e 50000 metri. I missili a lungo raggio presumibilmente saranno equipaggiati con testate nucleari. La versione precedente 53T6/PRS-1 poteva distruggere bersagli solo entro 80-100 chilometri e ad una quota di 30000 metri. Il sistema A135 è il complesso dispiegato intorno a Mosca per contrastare i missili nemici diretti sulla città e le aree circostanti. È operativo dal 1995 ed è considerato un sistema unico nel suo genere, difendendo Mosca con missili a testata nucleare. L’introduzione dei missili intercettori PRS-1M amplierà la zona protetta attorno Mosca, probabilmente anche da minacce nucleari.Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito

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La minaccia delle armi biologiche etniche

Tony Cartalucci – LD 30 novembre 2017La filiale di biologia molecolare del 59.mo Stormo medico dell’US Air Force ha rivelato di aver raccolto specificamente campioni di RNA e tessuti sinoviali (connettivi) russi, suscitando timori in Russia su un possibile programma specifico di armi biologiche etniche degli Stati Uniti. L’articolo di TeleSUR, “Timori sulla ‘bomba etnica’ mentre l’aeronautica statunitense conferma la collezione di DNA russo“, riferisce: “La Russia si preoccupa dei tentativi delle forze armate statunitensi di raccogliere campioni di DNA dai cittadini russi, rilevando il potenziale uso di tali campioni biologici per creare nuove armi per la guerra genetica. L’aeronautica statunitense ha cercato di placare le preoccupazioni del Cremlino, osservando che i campioni sarebbero stati usati solo per cosiddetti scopi di “ricerca” piuttosto che bioterrorismo. Riferendosi ai rapporti russi, il portavoce del Comando dell’US Air Education and Training Captain Beau Downey ha detto che il suo centro ha scelto casualmente il popolo russo come fonte di materiale genetico nella ricerca del sistema muscolo-scheletrico”. Il rapporto affermerebbe inoltre che: “Tuttavia, l’uso di campioni di tessuti russi nello studio dell’USAF ha alimentato il vecchio sospetto che il Pentagono continui a sviluppare una presunta “arma biologica” rivolta specificamente ai russi”. Il Presidente Vladimir Putin avrebbe dichiarato: “Sapete che materiale biologico viene raccolto in tutto il Paese, da diversi gruppi etnici e persone che vivono nelle diverse regioni geografiche della Federazione Russa? La domanda è: perché? È intenzionale e professionale”. Mentre le forze armate statunitensi tentano d’ignorare l’idea che qualsiasi tipo di arma biologica etnica sia oggetto di ricerca, la nozione di tale arma non è affatto inverosimile. I documenti politici statunitensi le includono nella pianificazione geopolitica e militare degli USA da due decenni, e l’Aeronautica statunitense stessa ha prodotto documenti riguardanti le varie combinazioni in cui tali armi si potrebbero usare. C’è anche la storia inquietante delle nazioni occidentali che hanno perseguito specifiche armi biologiche etniche in passato, come il regime dell’apartheid in Sud Africa che cercò di utilizzare il programma nazionale di vaccinazione come copertura per sterilizzare segretamente la popolazione nera. Le carte politiche degli Stati Uniti hanno discusso di bioarche etniche specifiche, “Nel rapporto del neo-conservatore Per un nuovo secolo americano (PNAC) del 2000 intitolato. “Ricostruire le difese dell’America” si afferma: “La proliferazione di missili balistici e da crociera e di velivoli senza pilota a lungo raggio (UAV) renderà molto più facile proiettare potenza militare in tutto il mondo. Le munizioni stesse saranno sempre più precise, mentre nuovi metodi di attacco, elettronico, “non letale”, biologico, saranno ancor più disponibili”. (p.71) Inoltre dichiarava: “Anche se ci vorrà qualche decennio perché il processo di trasformazione si compia, l’arte della guerra in aria, terra e mare sarà molto diversa dall’attuale, e il “combattimento” probabilmente avrà luogo in nuove dimensioni: spazio, “cyber-spazio” e forse mondo dei microbi”. (p.72) E infine: “E forme avanzate di guerra biologica che possono “colpire” specifici genotipi possono trasformare la guerra biologica da regno del terrore in strumento politicamente utile”. (p.72) Più di recente, nel 2010, l’aeronautica statunitense in un documento di controproliferazione intitolato “Biotecnologie: patogeni geneticamente modificati“, elenca diversi modi in cui tali armi potrebbero essere utilizzate: “Il gruppo JASON, composto da scienziati accademici, era consulente tecnico del governo degli Stati Uniti. Il suo studio ha generato sei classi di patogeni geneticamente modificati che potrebbero rappresentare gravi minacce per la società. Questi includono, ma non si limitano, armi biologiche binarie, geni progettati, terapia genica come arma, virus stealth, malattie trasmissibili e malattie progettate”. Il documento discute la possibilità che una “malattia possa spazzare via l’intera popolazione o un determinato gruppo etnico“. Mentre il documento sostiene che lo scopo è studiare tali armi per svilupparne le difese, la storia delle aggressioni militari globali degli USA, quale unica nazione ad aver mai usato armi nucleari contro un altro Stato nazione, suggerisce l’alta probabilità che se tali armi possono essere prodotte, gli Stati Uniti le avranno già stoccate, se non già schierate.

Il programma Coast del Sud Africa e il Biotech
La nozione dell’occidente che utilizza tali armi ha già un precedente allarmante. Il regime dell’apartheid in Sud Africa, nel rapporto delle Nazioni Unite intitolato “Project Coast: il programma di guerra chimica e biologica dell’apartheid”, spiega: “Ci fu una certa interazione tra i laboratori di ricerca Roodeplaat (RRL) e Delta G (laboratori di armi biologiche e chimiche), con Delta G che prese alcuni progetti biochimici di RRL ed RRL che eseguiva test su animali di alcuni prodotti Delta G. Un esempio di questa interazione riguardava il lavoro anti-fertilità. Secondo i documenti dei RRL (Roodeplaat Research Laboratories), la struttura aveva numerosi brevetti volti a sviluppare un vaccino anti-fertilità. Questo era un progetto personale del primo amministratore delegato di RRL, dott. Daniel Goosen. che svolse ricerche sui trapianti di embrioni, e disse alla TRC che lui e Basson avevano discusso la possibilità di sviluppare un vaccino anti-fertilità che potesse essere somministrato in modo selettivo, all’insaputa del ricevente. L’intenzione, disse, era somministrarla a donne sudafricane nere”. All’epoca, la tecnologia sembrava non essere sufficientemente matura per realizzare le ambizioni del regime dell’apartheid. Tuttavia, la tecnologia non solo oggi esiste, ma ci sono esempi di come sia usata con effetti spettacolari finora, ma potrebbe altrettanto facilmente essere usata per danneggiare. Il suddetto documento dell’US Air Force entra nei dettagli riguardanti ciascuna arma elencata, inclusa una: “terapia genica che potrebbe essere la pallottola d’argento del trattamento di malattie genetiche umane. Questo processo comporta la sostituzione di un gene cattivo con uno buono normalizzando la condizione del ricevente. Il trasferimento del gene “sano” richiede che il vettore raggiunga l’obiettivo. I vettori comunemente usati sono “virus geneticamente modificati per trasportare DNA umano normale” come “retrovirus, adenovirus, virus adeno-associati e virus herpes simplex”. La terapia genica è già utilizzata negli studi clinici per curare in modo permanente tutto, dai tumori del sangue alle malattie genetiche rare”. Il New York Times, in un articolo intitolato, “La terapia genica crea una pelle sostitutiva per salvare un moribondo”, riferisce una delle ultime scoperte utilizzando la tecnologia, affermando: “I medici in Europa hanno usato la terapia genica per far crescere fogli di pelle sana che hanno salvato la vita di un ragazzo con una malattia genetica che gli aveva distrutto la maggior parte della pelle, secondo quanto riferito dal team alla rivista Nature. Questo non è stato il primo utilizzo del trattamento, che aggiunge la terapia genica a una tecnica sviluppata per coltivare innesti cutanei per le vittime di ustioni. Ma era di gran lunga la maggior parte della superficie corporea mai coperta da un paziente con una malattia genetica: nove piedi quadrati”. Si potrebbe immaginare un’arma malvagia usata al contrario per eliminare i geni che mantengono la pelle sana, causando la formazione di vesciche sulla pelle della vittima. Nell’utilizzare la terapia genica come arma, il rapporto dell’US Air Force nota: “Si prevede che la terapia genica aumenti di popolarità. Continuerà ad essere migliorata e potrebbe essere indubbiamente scelta come arma biologica. La rapida crescita della biotecnologia potrebbe innescare maggiori opportunità di trovare nuovi modi per combattere le malattie o crearne di nuove. Le nazioni attrezzate a gestire le biotecnologie probabilmente considereranno la terapia genica una valida arma biologica. Gruppi o individui senza risorse o finanziamenti troveranno difficile produrne”. Riguardo ai “virus invisibili”, una variante della tecnica di terapia genica armata, il rapporto afferma: “Il concetto base di questa potenziale arma biologica è “produrre un’infezione virale criptica, strettamente regolata, che può entrare e diffondersi nelle cellule umane usando vettori” (simile alla terapia genica) e poi rimanere latente per un periodo di tempo fin quando non viene innescata da un segnale esterno. Il segnale quindi potrebbe stimolare il virus a causare gravi danni al sistema. I virus stealth potrebbero anche essere adattati per infettare segretamente una popolazione presa di mira a lungo periodo usando la minaccia di attivarla per ricattarla”. Con le terapie geniche già approvate per la vendita nell’Unione europea e negli Stati Uniti, e con altre in arrivo, non è impossibile che anche le terapie genetiche nascoste e armate siano già state sviluppate, e siano in attesa o già dispiegate come “virus stealth”.Sviluppo e diffusione
Gli Stati Uniti hanno una rete globale di laboratori e centri di ricerca medici militari. Oltre al 59.mo Stormo medico coinvolto nella raccolta del materiale genetico russo, gli Stati Uniti coprono l’intera regione del sud-est asiatico da Bangkok, in Thailandia, coll’Istituto di ricerca delle scienze mediche (AFIRMS). Mentre afferma pubblicamente che “conduce ricerche mediche all’avanguardia e sorveglia le malattie per sviluppare e valutare prodotti medici, vaccini e diagnostica per proteggere il personale del DoD dalle malattie infettive“, il personale, le attrezzature e la ricerca potrebbero facilmente essere usati per scopi duali creando qualsiasi bioarca etnica specifica “teorica” summenzionata. Il sito dell’ambasciata USA in Thailandia afferma che AFIRMS è la più grande rete mondiale di laboratori medici militari, sostenendo: “AFRIMS è la più grande rete mondiale di laboratori di ricerca medica all’estero del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, con laboratori gemelli in Perù, Kenya, Egitto, Repubblica di Georgia e Singapore. USAMD-AFRIMS ha circa 460 membri (prevalentemente tailandesi e statunitensi) e un budget di ricerca annuale di circa 30-35 milioni di dollari”. Con laboratori in Sud America, Europa, Africa e Asia, e attraverso l’uso di subappaltatori, l’esercito statunitense ha accesso a una varietà di materiali e strutture genetiche per condurre ricerche e sviluppare tutte le armi descritte dai documenti politici. Attraverso i programmi finanziati dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti, gli Stati Uniti potrebbero facilmente creare campagne di “vaccini” e “cliniche” per impiegare le armi biologiche sopra descritte in vari modi.Combattere al buio e illuminare
Il documento dell’US Air Force sottolineava anche: “Gli attacchi da guerra biologica possono assomigliare ad epidemie naturali e sarebbe molto difficile risalire alla fonte, sottovalutando così le azioni del perpetratore”. E in effetti, le nazioni senza la capacità di sequenziare, rilevare e reagire in modo indipendente armi biologiche genetiche etniche specifiche potrebbero essere già state prese di mira, o potrebbero essere prese di mira in qualsiasi momento senza alcun modo di saperlo, per non parlare di reagire. D’altra parte, le nazioni con non solo un’industria biotech ben sviluppata, ma anche con laboratori militari focalizzati sia sul rilevamento che sul lancio di una guerra biologica con tali armi, combatterebbe una guerra contro un nemico bendato. Per rimuovere la benda, i governi e le istituzioni militari di tutto il mondo, così come le comunità e le istituzioni locali, dovrebbero sviluppare ed avere accesso a un mezzo rapido ed efficiente per sequenziare il DNA, individuare anomalie e sviluppare possibili terapie geniche correttive o “patch” di DNA armati dannosi introdotti nella popolazione. La sorveglianza della guerra biologica dovrebbe essere effettuata non solo sulla popolazione di una nazione, ma anche su cibo e acqua, patrimonio zootecnico, fauna selvatica ed insetti. Le colture geneticamente modificate sono state progettate per colpire e spegnere i geni degli insetti e potrebbero essere altrettanto facilmente utilizzate per colpire i geni umani. L’articolo di Science Daily, “Le colture che uccidono i parassiti spegnendone i geni“, afferma: “Le piante sono tra i molti eucarioti che possono “spegnere” uno o più dei loro geni usando un processo chiamato interferenza RNA per bloccare la traduzione delle proteine. I ricercatori ora armano questo processo con colture ingegneristiche per produrre specifici frammenti di RNA che, dopo l’ingestione da parte degli insetti, provocano interferenze RNA arrestando un gene bersaglio essenziale per la vita o la riproduzione, uccidendo o sterilizzando gli insetti”. Gli studi sono ancora in corso per determinare quali danni gli organismi geneticamente modificati (OGM), allo stato attuale, fanno alla salute umana. Individuare e reagire a OGM sottili e armati sarà ancora più difficile. L’uso di zanzare geneticamente modificate per inoculare “vaccini” è un altro possibile vettore per le armi biotecnologie. La natura sempre più “globale” di molti programmi di vaccinazione è anche un pericolo incombente, soprattutto perché sono diretti principalmente da potenze occidentali, che protessero, cooperarono, aiutarono e persino favorirono il regime dell’apartheid sudafricano, anche su vari programmi di armamenti. Il biotech non è solo questione di economia, ma anche questione di sicurezza nazionale. Consentire a società straniere che rappresentano interessi stranieri compromessi o nebulosi di produrre vaccini per uso umano o veterinario o di alterare i genomi delle colture agricole di una nazione, per qualsiasi beneficio percepito, non può evitare possibili ed attuali minacce. In un mondo in cui la guerra si estende allo spazio cibernetico e genetico, le nazioni che non dispongono di sistemi sanitari indipendenti in grado di produrre propri vaccini o di gestire la propria biodiversità, si ritrovano indifese come nazioni senza eserciti, flotte o aeronautiche. Per quanto impressionanti siano le capacità militari convenzionali di una nazione, la mancanza di una pianificazione e di difese adeguate a questa nuova e crescente minaccia biotech attenua i possibili vantaggi e massimizza tale fatale debolezza. Se la genetica è una forma d’informazione vivente, i concetti IT familiari agli esperti di sicurezza possono rivelarsi utili per spiegare come salvaguardarsi dal “codice” malevolo introdotto nei nostri sistemi viventi. La capacità di “scansionare” il nostro DNA ed individuare il codice dannoso, rimuoverlo o curarlo e di sviluppare salvaguardie contro di esso, includendo il “backup” dei singoli genomi biologicamente e digitalmente, non impedirà alle armi biologiche di creare danni, ma li mitigherà, riducendo un possibile sterminio di un’intera etnia o razza a un focolaio contenibile e relativamente minore.
A differenza delle armi nucleari, ricerca e sviluppo di questi strumenti biotecnologici sono accessibili praticamente a qualsiasi governo nazionale e persino a molte istituzioni private. Integrare la biotecnologia nella pianificazione e realizzazione della sicurezza nazionale di una nazione non è più facoltativa o speculativa. Se gli strumenti per manipolare e indirizzare i geni per sempre esistono già, esistono anche gli strumenti per abusarne.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Con gli occhi sugli USA, la Cina schiera ICBM

MK Bhadrakumar, Indian Punchline, 28 novembre 2017Il Quotidiano del Popolo citava un programma della CCTV sull’ultimo missile balistico intercontinentale cinese DF-41 che sarà schierato all’inizio del 2018. Il missile è in fase di sviluppo da diversi anni: il primo di 7 voli di prova avvenne nel 2012. Il South China Morning Post riferiva che all’inizio del mese, solo 2 giorni prima che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump arrivasse a Pechino l’8 novembre, per il suo famoso “State visit-plus” in Cina, il DF-41 veniva testato nel deserto del Gobi. Il DF-41 è un ICBM mobile su strada. Il Quotidiano del Popolo citava un esperto militare cinese secondo cui il DF-41 “ha un vantaggio in alcune tecnologie” sui più avanzati ICBM negli arsenali statunitense e russo, LGM-30 Minuteman e RT-2PM2. In ogni caso, la valutazione occidentale è che il DF-41 ha un raggio operativo di 12-15000 chilometri, il che probabilmente lo rende l’ICBM dalla maggiore gittata del mondo. Può trasportare 10 MIRV (veicoli di rientro a puntamento indipendente). Gli esperti statunitensi stimano che la Cina possa lanciare sugli Stati Uniti 240 testate nucleari. Davvero una capacità formidabile che ripristina radicalmente l’equilibrio strategico tra Stati Uniti e Cina. Evidentemente, la Cina persegue la stessa strada intrapresa dalla Russia nel contrastare la superiorità degli Stati Uniti come potenza militare convenzionale con la capacità termonucleare di distruggerli. Inoltre, la “pessima missione” degli Stati Uniti in Estremo Oriente, schierare il sistema ABM in Giappone e Corea del Sud col pretesto della minaccia nordcoreana, viene vista da Pechino come infido piano per degradare la deterrenza nucleare della Cina. In realtà, è paragonabile alle dichiarazioni russe sullo spiegamento degli Stati Uniti del sistema ABM nell’Europa centrale, col pretesto di proteggere i propri alleati da un’immaginaria minaccia missilistica iraniana. Cina e Russia svolgevano esercitazioni congiuntamente, questo mese, per contrastare il sistema ABM statunitense. In termini politici, ovviamente la Cina sviluppa la deterrenza contro gli Stati Uniti per qualsiasi confronto militare. Una resa dei conti tra le due grandi potenze è improbabile, ma la Cina preferisce senza dubbio essere vigile. Perciò vi è un flusso di opinioni complesse negli Stati Uniti secondo cui c’è ancora la possibilità per il Pentagono d’intimidire la Cina, ma non per molto. Nell’immediato, tuttavia, ciò che va considerato è anche una Cina che sia insicura sull’approccio politico dell’amministrazione Trump al problema della Corea democratica, rimanendo fermamente sulla pista diplomatica. È interessante notare che il Viceministro degli Esteri russo Igor Morgulov aveva esplicitamente avvertito sulla possibilità di uno scenario apocalittico già in sviluppo nella situazione nordcoreana: “c’è uno scenario apocalittico per la situazione nella penisola coreana e non possiamo ignorarlo”. In chiaro riferimento all’imprevedibilità dell’amministrazione Trump, Morgulov ha detto: “Spero che tra i nostri partner prevalgano buon senso, pragmatismo ed istinto di autoconservazione escludendo lo scenario così negativo“. Morgulov parlava a Seoul. Significativamente, la TASS recava un lungo resoconto del discorso di Morgulov.
La Cina condivide le valutazioni della Russia sulla situazione di tensione. Naturalmente, se scoppiasse un conflitto sulla Corea democratica, la Cina ne sarebbe inevitabilmente coinvolta, ed è inconcepibile che tolleri l’invasione/occupazione statunitense della Corea democratica, che potrebbe renderla estremamente vulnerabile alle pressioni statunitensi. Tutto sommato, lo schieramento degli ICBM e la tempistica della divulgazione sui media cinesi su tale schieramento imminente (qualche settimana prima) non sono una mera coincidenza. Nondimeno, resta il fatto che l’equilibrio strategico globale compire un mutamento storico.Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito

La Cina testa armi che raggiungeranno gli USA in 14 minuti

ZerohedgeUna galleria del vento ipersonica segreta, soprannominata “Hyper Dragon“, aiuta gli esperti a rivelare molti fatti che gli statunitensi ignorano“, secondo un ricercatore cinese in un documentario… Stephen Chen del South China Morning Post riferisce che la Cina sta costruendo la galleria del vento più veloce del mondo per simulare il volo ipersonico fino a velocità di 12 chilometri al secondo. Il velivolo ipersonico che vola a questa velocità dalla Cina potrebbe raggiungere le coste occidentali degli Stati Uniti in meno di 14 minuti. Zhao Wei, scienziato che lavora al programma, ha detto che i ricercatori mirano ad attivare la struttura entro il 2020 per soddisfare la pressante richiesta del programma di sviluppo di armi ipersoniche della Cina. “Potenzierà l’applicazione ingegneristica della tecnologia ipersonica, principalmente nei settori militari, replicando l’ambiente dei voli ipersonici estremi, in modo che i problemi possano essere scoperti e risolti subito“, affermava Zhao, Vicedirettore del Laboratorio di Stato per la Gasdinamica ad Alta Temperatura presso l’Accademia delle Scienze di Pechino. I test ridurranno in modo significativo il rischio di fallimento quando inizieranno i voli di prova dell’aeromobile ipersonico. La galleria del vento più potente al mondo attualmente è la struttura LENX-X di Buffalo, nello stato di New York, che opera a velocità massima di 10 chilometri al secondo, 30 volte la velocità del suono. Velivoli ipersonici sono definiti i velivoli che volano a Mach 5, cinque volte la velocità del suono o più.
L’esercito statunitense ha testato l’HTV-2, un velivolo senza pilota da Mach 20 nel 2011, ma il volo ipersonico durò pochi minuti prima che il velivolo si schiantasse nell’Oceano Pacifico. A marzo, la Cina ha condotto sette voli di prova riusciti dell’aliante ipersonico WU-14, noto anche come DF-ZF, alla velocità tra Mach 5 e Mach 10. Altri Paesi, come Russia, India e Australia, hanno anche testato dei primi prototipi di velivoli che potrebbero essere utilizzati per armare missili, anche con testate nucleari. “Cina e Stati Uniti hanno iniziato la corsa ipersonica“, affermava Wu Dafang, professore presso la Scuola di Scienza ed Ingegneria Aeronautica della Beihang University di Pechino, che ha ricevuto il premio tecnologico nazionale per l’invenzione di un nuovo scudo termico utilizzato dai velivoli ipersonici nel 2013. Wu ha lavorato allo sviluppo dei missili da crociera ipersonici, un velivolo orbitale, droni ad alta velocità e altre possibili armi per l’Esercito di Liberazione Popolare. Ha detto che vi sono numerosi tunnel del vento ipersonici nella Cina continentale che contribuiscono all’alto tasso di successo nei test delle armi ipersoniche. La nuova galleria del vento sarà “una delle più potenti e avanzate strutture di collaudo per velivoli ipersonici nel mondo“, affermava Wu, che non è interessato al programma. “Questa è sicuramente una buona notizia. Non vedo l’ora che sia completata“, aggiungeva.
Nel nuovo tunnel ci sarà una camera di prova per modelli di aerei relativamente grandi dall’apertura alare di quasi tre metri. Per generare un flusso d’aria dalla velocità estremamente elevata, i ricercatori faranno detonare diverse valvole contenenti una miscela di ossigeno, idrogeno ed azoto per creare una serie di esplosioni che producano un gigawatt di potenza in una frazione di secondo, secondo Zhao. Cioè più della metà della potenza della centrale nucleare di Daya Bay nel Guangdong. Le onde d’urto, incanalate nella camera di prova attraverso un tunnel metallico, avvolgeranno il prototipo del veicolo e aumenteranno la temperatura della cellula a 8000 gradi Kelvin, o 7727 gradi Celsius, secondo Zhao. Quasi il 50% più caldo della superficie del Sole. Il velivolo ipersonico deve quindi essere coperto di materiali speciali con sistemi di raffreddamento estremamente efficienti nella cellula per dissipare il calore, altrimenti potrebbe facilmente deviare dalla rotta o disintegrarsi durante il volo a lunga distanza. Il nuovo tunnel sarà utilizzato anche per testare lo scramjet, un nuovo tipo di motore a reazione progettato specificamente per i voli ipersonici. I motori a reazione tradizionali non possono gestire flussi d’aria a tali velocità. Secondo Zhao, la costruzione della nuova struttura sarà guidata dallo stesso team che ha costruito il JF12, uno shock tunnel a denotazione iperveloce di Pechino, in grado di replicare le condizioni di volo a velocità che vanno da Mach 5 a Mach 9 e ad altitudini tra 20 e 50 chilometri. Jiang Zonglin, capo sviluppatore del JF12, ha vinto l’annuale Ground Test Award rilasciato dall’American Institute of Aeronautics and Astronautics lo scorso anno, per l’avanzamento di “modernissime strutture di test per l’ipersonicità su larga scala“. Il progetto del JF12 di Jiang “non utilizza parti mobili e genera test dalla durata maggiore e un flusso di energia più elevato rispetto ai tunnel tradizionali“, secondo l’istituto statunitense. Secondo i resoconti dei media il tunnel JF12 funziona a piena capacità con un nuovo test ogni due giorni dal completamento nel 2012, poiché il ritmo dello sviluppo delle armi ipersoniche è aumentato significativamente negli ultimi anni.
In un articolo pubblicato sulla rivista National Science Review il mese scorso, Jiang scriveva che l’impatto dei voli ipersonici sulla società potrebbe essere “rivoluzionario”. “Con pratici aeroplani ipersonici sarà possibile un volo di due ore verso qualsiasi parte del mondo”, mentre il costo dei viaggi nello spazio potrebbe essere ridotto del 99% con la tecnologia riutilizzabile dei velivoli spaziali. “Il volo ipersonico è, e nel prossimo futuro sarà, l’avanguardia della sicurezza nazionale, trasporto civile e accesso allo spazio“, aggiungeva. La velocità di fuga, o velocità minima necessaria per lasciare la Terra, è di 11 chilometri al secondo. Traduzione di Alessandro Lattanzio

Cancellare l’Unione Sovietica

L’attacco nucleare statunitense contro l’URSS programmato durante la Seconda guerra mondiale
Prof. Michel Chossudovsky, Global Research, 4 novembre 2017

Secondo un documento segreto datato 15 settembre 1945, “il Pentagono aveva previsto il bombardamento dell’Unione Sovietica con un attacco nucleare coordinato diretto contro le grandi aree urbane. Tutte le principali città dell’Unione Sovietica furono incluse nell’elenco di 66 obiettivi “strategici”. Le tabelle seguenti classificavano ogni città secondo l’area in miglia quadrate e il corrispondente numero di bombe atomiche necessarie per annientare e uccidere gli abitanti di queste aree urbane. Sei bombe atomiche dovevano essere utilizzate per distruggere ognuna delle grandi città come Mosca, Leningrado, Taskent, Kiev, Kharkov, Odessa. Il Pentagono stimò che sarebbe state necessarie in totale 204 bombe per “cancellare l’Unione Sovietica”.” Gli obiettivi dell’attacco nucleare erano sessantacinque grandi città. La bomba atomica sganciata su Hiroshima causò la morte immediata di 100000 persone in sette secondi. Immaginate cosa sarebbe successo se 204 bombe atomiche venivano sganciate sulle grandi città dell’Unione Sovietica come descritto dal piano segreto statunitense formulato durante la Seconda guerra mondiale. Il documento che illustra tale diabolica agenda militare fu stilato nel settembre 1945, appena un mese dopo il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto 1945) e due anni prima dell’inizio della Guerra fredda (1947). Il piano segreto datato 15 settembre 1945 (due settimane dopo la resa del Giappone, il 2 settembre 1945, sulla Missouri), tuttavia era già stato formulato in precedenza, durante la Seconda Guerra Mondiale, quando USA e Unione Sovietica erano stretti alleati. Va notato che Stalin fu informato per la prima volta ufficialmente da Harry Truman del famoso progetto Manhattan, alla Conferenza di Potsdam il 24 luglio 1945, appena due settimane prima del bombardamento di Hiroshima. Il progetto Manhattan fu avviato nel 1939, due anni prima dell’ingresso degli USA nella Seconda guerra mondiale nel dicembre 1941. Il Cremlino era pienamente consapevole del progetto segreto Manhattan già nel 1942.Il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki dell’agosto 1945 fu voluto dal Pentagono per valutare il bombardamento dell’Unione Sovietica con 204 bombe atomiche? “Il 15 settembre 1945, poco più di due settimane dopo la resa del Giappone e la fine della Seconda guerra mondiale, Norstad inviò una copia della stima al generale Leslie Groves, a capo del progetto Manhattan e che comunque a breve sarebbe divenuto responsabile della produzione delle bombe volute dall’USAAF. Come immaginabile, la classificazione di questo documento fu massima: “TOP SECRET LIMITED”, il massimo durante la Seconda guerra mondiale“. (Alex Wellerstein, Prime stime della riserva atomica (settembre 1945)).
Il Cremlino sapeva del piano del 1945 per bombardare sessantacinque città sovietiche. Se gli Stati Uniti avessero deciso di non sviluppare armi nucleari da utilizzate contro l’Unione Sovietica, la corsa agli armamenti non ci sarebbe stata. Né Unione Sovietica né Repubblica Popolare Cinese avrebbero sviluppato la deterrenza nucleare. L’Unione Sovietica perse 26 milioni di persone durante la Seconda guerra mondiale, e sviluppò la sua propria bomba atomica nel 1949, in risposta ai rapporti d’intelligence sovietici del 1942 sul progetto Manhattan. “Finiamola. Quante bombe atomiche erano richieste dall’USAAF in generale, quando c’era forse materiale fissile per una o due bombe a portata di mano? Ne voleva almeno 123. Idealmente 466. Questo un mese dopo i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki. Naturalmente, in modo burocratico, tracciò un grafico su carta” (Alex Wellerstein, op cit).
La lista iniziale del 1945 di sessantacinque città fu aggiornata nel corso della Guerra fredda (1956) arrivando a circa 1200 città dell’URSS e del blocco sovietico dell’Europa orientale (cfr. Documenti seguenti). “Secondo il piano del 1956, le bombe H dovevano essere utilizzate contro gli obiettivi prioritari della “Potenza aerea” in Unione Sovietica, Cina ed Europa orientale. Le principali città del blocco sovietico, compresa Berlino, furono in cima alla “distruzione sistematica” con le bombe atomiche”. Lista di 1200 bersagli del Blocco sovietico, “dalla Germania orientale alla Cina”, di William Burr.Nell’epoca post-guerra fredda, sotto Fuoco e furia di Donald Trump, la guerra nucleare contro Russia, Cina, Corea democratica e Iran è “prevista”.
Cosa distingue la crisi dei missili dell’ottobre 1962 alla realtà odierna:
1. Il presidente Donald Trump non ha idea delle conseguenze della guerra nucleare.
2. Le comunicazioni tra Casa Bianca e Cremlino oggi sono al minimo. Al contrario, nell’ottobre 1962, i leader di entrambe le parti, John F. Kennedy e Nikita S. Khrushjov, erano ben consapevoli dei pericoli dell’estinzione nucleare e collaborarono per evitare l’impensabile.
3. La dottrina nucleare era completamente diversa durante la Guerra fredda. Washington e Mosca capirono le realtà della distruzione reciprocamente assicurata. Oggi le armi nucleari tattiche dalla potenza da un terzo a sei volte la bomba di Hiroshima sono classificate dal Pentagono come “innocue per i civili perché l’esplosione è sotterranea“.
4. È in corso un programma nucleare da oltre un trilione di dollari, iniziato da Obama.
5. Le bombe termonucleari di oggi sono più di 100 volte più potenti e distruttive della bomba di Hiroshima. Stati Uniti e Russia hanno diverse migliaia di armi nucleari. Inoltre, la guerra totale contro la Cina è prevista dal Pentagono come indicato da una relazione della RAND Corporation commissionata dall’esercito degli Stati Uniti.

“Fuoco e furia”, da Truman a Trump: la follia della politica estera statunitense
C’è la lunga storia della follia politica statunitense volta a dare un volto umano ai crimini contro l’umanità degli Stati Uniti. Il 9 agosto 1945, il giorno in cui la seconda bomba atomica fu sganciata su Nagasaki, il presidente Truman, parlando alla radio, concluse che Dio è con l’America sull’uso dell’arma nucleare, e ciò “Ci può guidare ad usarla nei modi e scopi appropriati”. Secondo Truman: Dio è con noi, deciderà se e quando usare la bomba: “Dobbiamo preparare i piani per il futuro controllo della bomba. Chiedo al Congresso di cooperare fino alla fine per controllarne produzione ed uso, e che la sua potenza possa influenzare in modo straordinario la pace mondiale. Dobbiamo avere il monopolio di questa nuova forza, per evitarne l’uso improprio e metterla al servizio dell’umanità. È una nostra terribile responsabilità. Ringraziamo Dio che le armi nucleari siano nostre anziché dei nostri nemici; e preghiamo che ci possa guidare nell’usarle nei modi e scopi appropriati”.Traduzione di Alessandro Lattanzio