Ride bene chi ride per ultimo: la Russia riceverà gratuitamente la tecnologia delle Mistral

Sputnik 13.05.2017L’accordo russo-egiziano sulla vendita di elicotteri d’attacco Ka-52K sarebbe nelle fasi finali. I colloqui sul prezzo degli elicotteri, da imbarcare sulle navi d’assalto anfibio Mistral dell’Egitto, dovrebbero iniziare questo mese. L’esperto militare Aleksandr Sitnikov spiega come la Russia ci guadagnerà dall’accordo delle Mistral.
Gli analisti ritengono che gli elicotteri d’attacco navali Ka-52K Katran siano la scelta ottimale per le Mistral egiziane, perché appositamente progettati per essere imbarcati sulle navi d’assalto anfibio. I costruttori navali francesi avevano realizzato le due navi Mistral per la Russia, ma l’accordo fu stracciato nel 2015 per il deterioramento delle relazioni e le pressioni su Parigi di Washington. La Francia accettava di vendere le due Mistral russe all’Egitto per 950 milioni di euro e di restituire il deposito della Russia per le navi. La Marina aveva allora adattato i Ka-52K per le operazioni a bordo della portaerei Admiral Kuznetsov. Ogni Mistral può trasportare 16 Ka-52K. Tuttavia, gli osservatori militari ritengono che Cairo probabilmente ne acquisterà 8 per nave. Si dice che gli ingegneri russi già adattino gli elicotteri ai requisiti dei militari egiziani. Inoltre, come sottolineava l’analista militare russo Aleksandr Sitnikov, a parte gli elicotteri la Russia può anche installare le attrezzature che aveva rimosso dalle Mistral dopo la rottura dell’accordo con Parigi. Inoltre, osservava l’analista, vi sono prove che suggeriscono che la Russia si unirà alla Francia nella manutenzione tecnica delle navi e nell’addestramento degli equipaggi egiziani. “In questo modo”, ha scritto Sitnikov, “possiamo parlare degli inizi di una nuova alleanza strategica in Medio Oriente”. “Va ricordato che a gennaio l’Egitto annunciava la creazione della flotta meridionale (nel Mar Rosso) che oltre alle Mistral, costruite dalla STX France di St Nazaire, includerà una fregata multiruolo FREMM e 4 corvette Gowind 2500 di costruzione francese e 4 sottomarini diesel-elettrici Tipo 209 tedeschi“. “È evidente“, ha scritto Sitnikov, “che le capacità di questo gruppo di navi da guerra non corrisponderanno alle ambizioni geopolitiche dichiarate da Cairo senza supporto aereo“. Ecco dove entra la Russia, secondo l’analista. Dopo tutto, Mosca aveva lavorato con i francesi per vendere le Mistral dalle precedenti specifiche russe all’Egitto. Le relazioni di quest’ultimo con Washington si acuirono bruscamente nel 2013, quando il presidente islamista Muhamad Mursi fu rovesciato dai militari. “L’interferenza sconvolgente degli Stati Uniti negli affari interni dell’Egitto, appoggiando la cosiddetta primavera araba, diede un momento sobrietà alla maggiorana degli egiziani, che capirono che gli Stati Uniti li spingevano nell’abisso“. In questa situazione, Sitnikov osservava che era logico che Cairo si rivolgesse a Parigi e a Mosca “che, malgrado le pressioni di Washington, continuavano a mantenere i contatti“. “Il giornalista egiziano Ahmad Sayad, che segue la storia delle Mistral, ha preso atto delle speciali relazioni tra gli specialisti egiziani, francesi e russi che lavorano a bordo delle navi“, ricorda l’analista. La cancellazione del contratto sulle Mistral franco-russe ebbe un impatto negativo sulla reputazione di STX France in particolare “e sull’immagine dell’industria della Difesa francese nell’insieme“, sottolineava Sitnikov. Ciò fu confermato da un’indagine sugli atteggiamenti francesi nel 2015, quando il 72% degli intervistati confermò che il contratto militare era nell’interesse nazionale della Francia, mentre la cancellazione comportava considerevoli rischi economici. “Perciò Parigi fece tutto il possibile per assicurare che tutti fossero soddisfatti, restituendo il deposito russo di 949,7 milioni di dollari e trasferendo subito tecnologie chiave, tra cui la costruzione di grandi portaelicotteri e sottomarina. Le Monde stimava che il valore del progetto consegnato a Mosca nell’accordo sulle Mistral ammontasse a 220 milioni di euro. La questione del trasferimento di tecnologia era parte integrante dell’accordo con la Russia fin dall’inizio“.
Sulla cooperazione franco-russo-egiziana sulle Mistral, Sitnikov ha osservato che “fin dall’inizio della discussione sui dettagli della vendita delle Mistral, era chiaro che la Marina militare egiziana avrebbe avuto bisogno del sostegno attivo del Ministero della Difesa russo“. Dopo tutto, “le portaelicotteri furono costruite secondo i requisiti e per i sistemi russi. La ricostruzione a norme NATO era tecnicamente fattibile ma commercialmente non giustificabile: sarebbe stato più conveniente semplicemente demolirle“. Infine, l’osservatore militare notava che “se la Russia vince la gara per gli elicotteri delle Mistral (e la probabilità è molto elevata), gli esperti egiziani permetteranno agli ingegneri navali russi di accedere ai sistemi di bordo, cosa che permetterà ai nostri specialisti di capire come operano le portaelicotteri della NATO. In realtà, il Ministero della Difesa russo non nasconde che l’esperienza di tale cooperazione sarà presa in considerazione nello sviluppo di analoghe navi“. “In linea di massima“, scrive Sitnikov, “la Russia aveva intenzione fin dall’inizio di costruire navi portaelicotteri basate sulle Mistral nei propri cantieri navali. L’ordine di una e poi due navi d’assalto anfibie dalla Francia va considerata una concessione commerciale. Ad essere sinceri, Mosca ebbe gratuitamente la documentazione delle Mistral, precisamente in cambio dei finanziamenti per Cairo“. E l’Egitto stesso è il massimo vincitore in tutto questo, secondo l’analista. “Dopo aver dispiegato la flotta meridionale, Cairo sarà una potenza navale regionale e potrà proteggere i grandi giacimenti di gas appena scoperti nei pressi della zona economica esclusiva. Attualmente Turchia, Israele, Cipro e Grecia lo rivendicano, ma come dimostra l’esperienza nella risoluzione delle controversie, le navi da guerra sono l’argomento migliore“. Inoltre, la flotta del sud permetterà a Cairo di proteggere le rotte marittime del Golfo di Aden e d’influenzare Iran ed Arabia Saudita nel conflitto nello Yemen. In definitiva, “nessuno dei partecipanti all’accordo ci perde: Parigi, disobbedisce a Washington e ottiene altri contratti militari, la Russia ha ricevuto la documentazione delle Mistral, insieme al nuovo alleato strategico, e l’Egitto acquisisce lo status di potenza navale“.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia può annullare le forze militari degli USA

Dopo l’attacco missilistico statunitense sulla Siria, la Russia fornisce informazioni dettagliate sui sistemi di guerra elettronica in grado di bloccare i sistemi statunitensi
Alexander Mercouris, The Duran 19/4/2017A seguito di voci, mai confermate e forse false, sui sistemi di guerra elettronici russi che inceppavano i sistemi di guida dei 59 missili da crociera Tomahawk lanciati dagli USA sulla Siria il 6 aprile 2017, presumibilmente abbattendone 36, i russi hanno fornito in modo insolito informazioni sui loro sistemi di guerra elettronica (EW) di solito molto segreti. La ragione esatta di ciò è che la Russia ha celebrato la giornata degli operatori della Guerra Elettronica il 15 aprile 2017. Tuttavia, non spiega perché i russi diffondessero queste informazioni quattro giorni dopo. Come per la recente pubblicazione dei dettagli del test del nuovo missile antinave ipersonico Tzirkon, è difficile evitare l’impressione che queste informazioni sui sistemi EW della Russia siano un avvertimento agli Stati Uniti. In particolare, i russi gli avvertono a non provare lo stesso attacco missilistico siriano contro la Russia. Presumibilmente il ritardo nella pubblicazione dei dettagli dei sistemi era dovuto alla necessità di avere il permesso di declassificare alcuni dettagli dei sistemi, pur continuando a nasconderne altri. Data la natura altamente classificata del materiale è probabile che ci fosse bisogno dell’approvazione ad alto livello dal governo russo, presumibilmente dal Presidente Putin. I russi hanno anche confermato che i loro sistemi EW sono presenti in Siria e sono operativi. Ciò non dovrebbe essere considerato una mera conferma dell’impiego per bloccare i missili Tomahawk che gli Stati Uniti lanciarono contro la base aerea al-Shayrat. La conferma che i sistemi russi EW sono operativi in Siria si ebbe il 17 marzo 2017, molto prima dell’attacco missilistico su al-Sharyat, da parte di Igor Nasenkov, Viceamministratore delegato del Gruppo tecnologico radio-elettronico russo (KRET), affiliato della società statale Rostec. “L’apparecchiatura fu testata. Non dirò cosa e come. Si è dimostrata pronta a combattere secondo i parametri tattici e tecnici previsti. Abbiamo visto che tutti i termini di riferimento ricevuti dal Ministero della Difesa sono stati rispettati, innanzitutto sui mezzi di guerra radio-elettronici”. Si sa che la Russia ha schierato l’assai avanzato sistema EW Krasukha-S4 in Siria e presumibilmente i commenti di Nasenkov si riferivano a questo sistema. Come per i dettagli del test del Tzirkon, i dettagli degli attuali sistemi EW russi sono forniti da un lungo articolo della TASS, agenzia di stampa ufficiale del governo russo. TASS forniva un vero e proprio panorama sui vari sistemi EW russi, anche se la vera estensione delle loro capacità rimane naturalmente classificata.

Sistemi aerei
1) Sistema Vitebsk, imbarcato su aerei d’attacco al suolo Su-25, elicotteri Mi-28 e Ka-52 ed elicotteri pesanti Mi-26, è destinato a proteggere gli aerei dai missili superficie-aria. Questo sistema è notoriamente usato abitualmente dai velivoli operanti in Siria.
2) Rychag-AV, nuovo sistema impiegato su una versione EW specializzata dell’elicottero d’assalto Mi-8. TASS dice a questo proposito, “Rychag-AV è capace di “accecare” completamente il nemico entro un raggio di parecchie centinaia di chilometri e di sopprimere diversi obiettivi contemporaneamente. Il sistema priva i sistemi missilistici di difesa aerea e gli intercettatori della possibilità di individuare eventuali bersagli e di puntargli i missili, mentre sopravvivenza ed efficienza dei velivoli amici viene aumentata notevolmente”.
3) Khibinij, imbarcato sui bombardieri Su-24 e Su-30, operativo dal 2013. Questo è il sistema utilizzato per bloccare i sistemi radar del cacciatorpediniere statunitense Donald Cooke nel noto caso avvenuto al culmine della crisi crimeana del 2014. TASS fornì il primo resoconto semi-ufficiale di ciò che successe, “I dati che appaiono sui radar della nave da guerra misero in allarme l’equipaggio: l’aereo sarebbe scomparso dagli schermi radar o cambiò improvvisamente posizione e velocità o creò cloni elettronici mentre i sistemi di combattimento del cacciatorpediniere furono disattivati”.
4) Himalaj, versione avanzata del Khibinij sviluppata per il nuovo caccia di quinta generazione Su-T50.Sistemi terrestri
1) Krasukha-S4 è un sistema di cui è noto lo schieramento in Siria. TASS ne descrive le capacità, “Il Krasukha-4 è stato progettato per proteggere posti di comando, gruppi di forze, mezzi di difesa aerea, strutture industriali dalla ricognizione radar e dalle armi di precisione. La stazione di blocco attivo a banda larga del sistema può contrastare efficacemente tutti i radar utilizzati dai vari aeromobili, nonché missili da crociera e velivoli senza pilota”. Alla luce dell’attacco missilistico su al-Shayrat del 6 aprile 2017, il riferimento ai missili da crociera in questo paragrafo non è probabilmente casuale. Tuttavia il paragrafo non va considerato una conferma che i russi hanno utilizzato il sistema Krasukha-S4 per bloccare i sistemi di guida dei missili Tomahawk lanciati dagli Stati Uniti su al-Shayrat. Per prima cosa il missile da crociera di Tomahawk ha una serie di sistemi di guida e non è chiaro quale fu usato nell’attacco.
2) Krasukha-20, è un sistema appositamente progettato per disturbare gli AWACS degli USA.
3) La descrizione del sistema Moskva-1 della TASS, suggerisce che è volto a sostenere i sistemi radar dei sistemi antiaerei come l’S-400. Entrò in servizio l’anno scorso e dalla descrizione della TASS sembra molto avanzato, “Il sistema è progettato per ricognizione radar (radiolocalizzazione passiva), interazione e scambio d’informazioni con i comandi delle truppe missilistiche della difesa aerea e delle forze radio-tecniche, i centri di direzione aerea, di acquisizione dati del bersaglio e controllo delle unità di disturbo e i singoli mezzi di soppressione elettronica. Il Moskva-1 comprende un modulo d’intelligence e un posto di controllo delle unità di disturbo (stazioni). Il sistema può:
– Condurre intelligence elettromagnetica fino a una distanza massima di 400 km;
– Classificare tutte le emittenti secondo il grado di minaccia;
– Fornire supporto in corso;
– Assegnare obiettivi e distribuire tutte le informazioni;
– Assicurare un’efficace controllo sull’efficienza operativa delle unità EW e dei singoli mezzi che gestiscono.
I sistemi Moskva apparvero nelle esercitazioni tattiche congiunte delle forze di difesa aerea ed aeree nella regione di Astrakhan, nel sud della Russia, nel marzo 2016”.
4) Infauna, sembra un sistema destinato a proteggere le truppe terrestri da determinati tipi di armi anticarro ravvicinate, come i missili Javelin e TOW. “Il sistema, sviluppato dalla United Instrument-Making Corporation, fornisce intelligence elettronica e soppressione radio, protezione di soldati, corazzati e autoveicoli contro tiro mirato di armi d’accompagnamento e lanciagranate, ed anche contro mine radio-controllate. L’apparecchiatura radiofonica a banda larga aumenta notevolmente il raggio di protezione dei sistemi mobili dalle mine radio-controllate. La possibilità di creare schermi aerosol aiuta a proteggere i mezzi militari dalle armi di precisione con sistemi di guida video e laser. Attualmente questi sistemi EW sono montati sui telai ruotati unificati K1Sh1 (basati sul blindato BTR-80) prodotti in serie e forniti alle varie unità dell’esercito russo”.
5) Borisoglebsk-2, sembra anche questo un sistema destinato a fornire supporto alle truppe terrestri, in questo caso bloccando i sistemi di comunicazione dei nemici. È in qualche modo il più tradizionale dei sistemi indicati dalla TASS e può essere il sistema EW più comunemente utilizzato dalle truppe russe.

Sistemi navali
Prima di discutere questi sistemi, va detto che uno dei maggiori problemi che i progettisti di sistemi d’arma moderni per le navi da guerra affrontano è garantirsi che i sistemi elettronici delle varie armi di una nave da guerra si completino a vicenda e non interferiscano. Dato che i sistemi sono sempre più complessi e più potenti, ciò diventa una sfida crescente data la vicinanza dei vari sistemi elettronici e d’arma su una nave da guerra. Quasi certamente il problema d’assicurare la compatibilità dei vari sistemi elettronici e d’arma ha ritardato l’entrata in servizio della nuova fregata Admiral Gorshkov. Ciò che si sa delle navi da guerra di superficie russe suggerisce che abbiano vari sistemi EW estesi e completi. L’articolo della TASS tuttavia fornisce poche informazioni, limitandosi a soli due sistemi, suggerendo che il livello di classificazione dei sistemi navali EW russi è molto elevato.
1) TK-25E, destinato alle grandi navi da guerra, secondo la TASS, “Il TK-25E genera interferenze a impulsi utilizzando copie digitali di segnali delle navi da guerra di tutte le classi. Il sistema può analizzare simultaneamente 256 obiettivi e fornire protezione efficace alla nave da guerra”.
2) MP-40E, sembra il sistema equivalente per le navi da guerra più piccole. La descrizione della TASS suggerisce che operi in modo diverso e più limitato, “È in grado d’individuare, analizzare e classificare le emissioni di mezzi radio-elettronici e del loro vettore per grado di minaccia e sopprimere elettronicamente tutti i sistemi di ricognizione e d’arma moderni e avanzati del nemico”.
Negli anni ’80, un ufficiale dell’esercito inglese mi disse che i sistemi EW sovietici potevano ridurre le comunicazioni nei campi di battaglia moderni al livello della guerra del 1914-1918 e che la NATO era completamente impreparata su questa minaccia. Presunsi che esagerasse, ma i russi senza dubbio prendono seriamente la guerra elettronica e sembra esserci consenso generale sul fatto che abbiano un largo vantaggio sull’occidente in questo settore. Infatti l’articolo della TASS dice, “Secondo il comandante della forza da guerra elettronica della Russia, Maggiore-Generale Jurij Lastochkin, la tecnologia militare moderna russa supera quella dei rivali occidentali su varie caratteristiche, tra cui il raggio operativo. Ciò grazie all’uso di trasmettitori più potenti e antenne più efficaci”. Ovviamente, in un momento di tensione internazionale acuta, con gli USA che attaccano con missili la Siria e minacciano la Corea democratica, qualcuno a Mosca ha deciso che è giunto il momento di far ricordare agli Stati Uniti questo fatto.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Dove sono gli eroi?

Sic Semper Tyrannis, 9 aprile 2017Media e molti politici statunitensi, repubblicani e democratici, sono una vergogna completa avendo applaudito all’ordine illegale e ingiustificato di Donald Trump du lanciare missili cruise contro un avamposto dell’Aeronautica siriana. Al pubblico statunitense viene spacciata una grave menzogna pericolosa con una massiccia propaganda che, senza uno straccio di prova, insiste sul fatto che l’Aeronautica del Presidente siriano Bashar al-Assad abbia sganciato un’arma chimica con il preciso scopo di uccidere dei civili. Ciò non è accaduto. Non c’è intelligence a sostegno di tale affermazione dell’amministrazione Trump. Ma non è solo Donald Trump che mente, viene aiutato dal consigliere per la sicurezza nazionale HR McMaster, dal segretario della Difesa Jim Mattis e dal segretario di Stato Rex Tillerson. Donald Trump ha ormai battuto George W. Bush in follia, quando lanciò la guerra inutile e costosa all’Iraq nel marzo 2003. Almeno Bush ebbe abbastanza buon senso per avere da Nazioni Unite e Congresso l’approvazione per la sua follia. Non Trump. Il sempliciotto semplicemente guardò Fox News e poi diede l’ordine di lanciare i TLAM. Non abbiamo visto un solo ufficiale dimettersi e protestare contro tale frode. Semplicemente salutano ed eseguono un ordine illegale. Gli Stati Uniti non sono stati attaccati dalla Siria, né minacciava di attaccarci. Quando fenomeni come John Kerry, Hillary Clinton e John McCain pensano che Trump faccia la cosa giusta, non c’è bisogno di altra prova che l’amministrazione Trump sia deragliata. Trump ha convinto molti che l’hanno votato che non si sarebbe impegnato nella costruzione di nazioni fallite come i predecessori Bush e Obama. Ora ha tradito quel movimento, ed è un pazzo totale se pensa che ciò placherà i democratici che gli si oppongono e che allenteranno la pressione per bloccargli l’agenda. Ciò che è veramente inquietante in tutto ciò, è che l’attacco con i TLAM era insignificante ed inefficace. Non ha disattivato la base aerea siriana. Non ha distrutto velivoli siriani. Ma ha creato un serio attrito tra Stati Uniti e Russia che, fino a un’ora prima del lancio dei missili da crociera, erano in contatto per ridurre un conflitto sulle missioni aeree contro i terroristi. Lasciatemelo ripetere, almeno negli ultimi 80 giorni, i comandanti militari di Stati Uniti e Russia erano in contatto regolare, scambiandosi intelligence e non sorvolando lo spazio aereo altrui. La nostra azione unilaterale ha messo in pericolo il coordinamento, ma non è l’unico rischio che affrontiamo. Se russi e siriani decidono di abbattere i droni della CIA e dei militari operanti sulla Siria, ci sarà una grave pressione politica a vendicarsi. Tale azione, soprattutto se presa nel calore del momento, comporta il rischio significativo di degenerare in una guerra tra Stati Uniti e Russia. Nessuno nell’amministrazione Trump ha preso tale scenario in seria considerazione. Credono ancora di giocare a un videogioco.
Per ora Russia e Siria sembrano limitarsi a continuare a spazzare via gli islamisti. Finché gli Stati Uniti non interferiranno, i generali russi e siriani sembrano disposti a lasciare che Donald Trump si crogioli nella fantasia di essere un duro. Cerchiamo di essere chiari, Donald Trump è un egoista di primo ordine. Ama essere lodato come “forte e deciso”; non è pronto a sentirsi dire che è uno scherzo e che la sua azione non spaventa siriani e russi neanche un po’. Trump mi ricorda il grasso ubriacone seduto in un bar che indulge nel mito del lottatore in gabbia Walter Mitty. Piuttosto che continuare a sorseggiare whisky decide di tirare pugni senza prima badare a chi mira. Gli USA sono una tigre di carta in questo momento. Non lo dico io, ma è il messaggio dei nostri leader militari al Congresso di poche settimane fa: in una testimonianza alle commissioni di Senato e Camera sulle Forze Armate, i Vicecapi di Stato Maggiore di Esercito, Marina, Marines e Aeronautica avanzavano articolate preoccupazioni sulla preparazione delle loro armi nel rispondere nei conflitti d’oltremare o ad attacchi contro la patria. L’udienza evidenziava notevoli problemi di disponibilità e capacità per ogni forza armata:
Esercito: di 58 brigate in totale (il nucleo operativo dell’esercito), solo tre sono considerate pronte al combattimento.
Marina: la flotta ha le dimensioni più piccole in 100 anni. Ciò rende le riparazioni navali più difficili da completare, essendo necessario che queste navi siano in mare.
Corpo dei Marine: L’ottanta per cento delle unità dell’aviazione dei Marine non ha nemmeno il numero minimo di velivoli necessari per l’addestramento e le operazioni di base.
Aeronautica: ha le dimensioni più ridotte, e molti suoi aerei sono i più vecchi, di quanto sia mai stato prima. L’arma aveva 8600 aerei nel 1991, mentre oggi ne ha solo 5500, e gli aerei hanno in media 27 anni. Peggio ancora, meno della metà degli aerei è pronta a decollare e abbattere i nemici.
Tali dati preoccupanti delle forze armate riecheggiano quelle della Heritage Foundation nel suo “Indice della forza militare USA 2017” che valuta l’Esercito “debole” e le altre armi “marginali” per capacità operativa e nel vincere grandi conflitti. Se la Russia decidesse di chiamare il nostro bluff e affrontarci, Trump probabilmente presiederà un’umiliazione pubblica che farà esplodere la delusione sulla grandezza militare statunitense. Donald Trump fu corretto a criticare la decisione stupida di George W. Bush d’iniziare una guerra inutile in Iraq. Tale decisione infelice avrà inizialmente dato a Bush un certo tifo politico, ma aprì il nido di serpente che scatenò il caos che ora domina la regione. Il fallimento di Bush nell’assicurare la pace e nel ripristinare un governo stabile gli è costato l’eredità. Alla maggioranza degli USA non frega un ratto del Medio Oriente. Lasciatelo bruciare è l’atteggiamento generale. Trump s’è comprato il ponte di Brooklyn. Quanti giorni o settimane passeranno prima di scoprire la frode?Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Trump e T.Rex estingueranno gli USA

Alessandro Lattanzio

In realtà, oltre Trump, sono disperati anche i ratti neocon; Rex Tillerson (T.Rex per gli amici) è corso a Mosca minacciando, e portandosi dietro i pecoroni del G7 (paesi tutti guidati da mezzeseghe e fenomeni da baraccone come gentiloni e trudeau); ma in realtà vuole implorare la Russia di fargli vincere la partita in Siria. Ma il rifiuto di Putin d’incontrare questa feroce nullità di Tillerson è già di per sé un segnale inequivocabile. Gli USA si sono messi in un angolo, e il caprone Trump, con la sparata su al-Shayrat, ha in un colpo disintegrato le posizioni residuali degli USA e pure il quadretto della presunta potenza bellica statunitense, con i suoi missili abbattuti a decine. Questa massa d’imbecilli viene magnificata, paradossalmente, dai presunti antiamericani geopolitici, che scambiano per furbizia democristiana le convulsioni di un suicida.
Come detto, l’attacco su Shayrat ha rafforzato le posizioni della Corea democratica, e della Cina, insultata da questo caprone di Tillerson che ha diffuso la menzogna che Xi avesse approvato l’attacco, facendo infuriare ancor più Pechino. Pensano sul serio di aver a che fare con Gheddafi o Hussain? E per di più credono alle menzogne che i media riferiscono su loro stesso ordine! Alienati messi in un angolo, fanno sembrare un Obama uno statista. Il resto, le varie cacate su cluster bombs e napalm spalmati sui ratti e i loro covi, possono indignare il frociume sinistro occidentale, ma nessun altro, visto che gli USA sono sempre i primi a usare tali armi contro i civili, e non certo contro i loro agenti camuffati da terroristi islamisti.

Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov dichiarava che il segretario di Stato degli USA Rex Tillerson non incontrerà il Presidente Vladimir Putin durante la visita a Mosca, Peskov aveva anche dichiarato che l’aggressione alla Siria dimostra la totale mancanza di volontà di Washington di collaborare e che i rinnovati inviti al Presidente Bashar al-Assad a dimettersi non aiutano a risolvere la crisi. “Non c’è alternativa ai colloqui di pace a Ginevra e Astana”, concludeva Peskov. A Lucca, i capi europei erano ansiosi di sentirsi dire da Washington che s’impegna a rovesciare Assad e a sanzionare la Russia. Infatti Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna invitavamo i ministri degli esteri di Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Qatar per discutere della distruzione della Siria. Il fronte islamo-atlantista è al gran completo, con tanti saluti ai deliri di Dugin e seguaci, prostitute dichiarate dei servizi segreti turchi e della NATO. Anche il segretario alla Difesa degli USA, l’ex-generale James Mattis, cantava vittoria arrivano a sostenere che l’attacco missilistico del Pentagono alla base aerea di al-Shayrat avrebbe distrutto 92 aerei dell’Aeronautica araba siriana (SAAF), imitando Schwarzkopf nell’elencare gli strabilianti (e sempre farlocchi) successi militari statunitensi in Iraq nel 1991. Ma nonostante tale “strabiliante successo” statunitense, la base aera di al-Shayrat tornava pienamente operativa 24 ore dopo l’attacco missilistico. Ciò mentre il Comando Centrale (CENTCOM ) degli Stati Uniti si esibiva in un contorsionismo ridicolo per giustificare l’esibizione d’impotenza e fallimento nell’attacco missilistico su al-Shayrat. Il fallimento dei 59 missili da crociera Tomahawk lanciati contro la base della SAAF di Shayrat (un 60.mo missile non era neanche riuscito a decollare), crea forte nervosismo nel Pentagono. Di conseguenza, i media mainstream con le loro “fonti della difesa USA anonime”, e lo stesso Trump, cercavano di spiegare le dimensioni di tale “successo”. Il CENTCOM arrivava a dire che nella base siriana fossero presenti “depositi di armi chimiche”, e che l’US Navy gli aveva “evitati”; ovviamente il CENTCOM evitava pure di dimostrare la presenza di tali “depositi di armi chimiche”. I capi degli Stati Uniti difatti hanno compreso di aver commesso un passo falso, e ora cercano di spacciarlo da mossa riuscita. In realtà, il comportamento dei militari statunitensi dimostra gravi carenze.
L’attacco missilistico non avevano inflitto gravi danni, sebbene i missili avessero seguito una rotta attraversando prima lo spazio aereo libanese e, una volta in quello siriano, costeggiando il confine tra Giordania e Siria per poi volgere a nord per colpire Shayrat, dato che la rotta che sorvolava la costa siriana, tra Tartus e Lataqia, è ultraprotetta dai sistemi di difesa aerei russi schierati nella base aerea di Humaymim e presso la base navale di Tartus. Grazie alla manovra contorta seguita dai missili da crociera Tomhawk, gli S-300 siriani non poterono intercettarli tutti per via della complessa topografia della regione sorvolata da tali missili. Nella base aerea, i missili statunitensi distruggevano effettivamente un solo MiG-23ML, e danneggiavano altri cinque velivoli dell’Aeronautica siriana. Tutti velivoli fuori uso e in manutenzione. I missili da crociera erano degli RGM/UGM-109E, Block4, dotati di una testata semi-penetrante WDU-36/B in titanio dal peso di 317 kg. Tale ogiva permette di aumentare la gittata del missile a 1600 km, ma ne riduce la potenza esplosiva, rendendo i missili inefficaci contro gli hangar protetti di al-Shayrat. L’US Navy dispone dei vecchi BGM-109C con testata da 440 kg e BGM-109D con testata a submunizioni. Non furono impiegati per via dell’attuazione frettolosa dell’attacco: questi missili da crociera dovevano essere  inviati nel Mediterraneo. Nel frattempo, gli statunitensi preparano le forze dei loro agenti locali, le “Forze democratiche siriane” (SDF), per accerchiare Raqqa e Tabaqa. Ma tale operazione dipende dalle forze aeree degli Stati Uniti, e le operazioni aeree statunitensi sulla Siria dipendono dalla volontà della Russia, che ha già abrogato il memorandum sulla prevenzione degli incidenti aerei. Infatti, il Pentagono ha ridotto le sortite aeree nella regione di Raqqa.Fonti:
South Front
Sputnik
Sputnik
Zerohedge

I fagiani, anche dal ciuffo dorato, finiscono in pentola comunque.

L’ammiraglia Nora W. Tyson, la cui flotta minaccia la Corea Democratica

Attacco missilistico: gli S-300 hanno funzionato e gli USA sospendono i voli sulla Siria

Attacco USA: gli S-400 hanno funzionato
Infosdanyfr 09/04/2017

Dal lancio dei 59 missili Tomahawk contro un aerodromo di Homs, una domanda continua ad emergere in ogni analisi: 23 dei 59 missili da crociera degli Stati Uniti hanno colpito il bersaglio. E il resto? Cos’è successo agli altri 34 Tomahawk sparati dalle due navi da guerra statunitensi dispiegate nel Mediterraneo? La risposta sarebbe nel video diffuso da al-Alam: la contraerea siriana intercettava e distruggeva 34 missili Tomahawk prima che raggiungessero la base aerea Shayrat. L’informazione evidenzia il decreto della presidenza siriana per intercettare e abbattere i missili degli Stati Uniti fin dal primo minuto dell’attacco. Altri analisti indicano il ruolo dei radar russi che sarebbero subito entrati in azione dopo il lancio del primo missile. Si tratta degli S-300 siriani o degli S-400 russi schierati in Siria? Perché nascondere questa “risposta pungente” e riferirla due giorni dopo l’attacco? Il video pubblicato da fonti militari siriane dimostra una cosa: se la Siria e l’alleata Russia ne hanno evitato la diffusione a poche ore dagli attacchi degli Stati Uniti, lo era per evitare un’escalation. Ma con l’intensa campagna di minacce a Siria e Russia non ci sarebbe forse motivo di non rivelare “le debolezze missilistiche degli Stati Uniti” e “la potenza della difesa aerea siriana“.
Gli Stati Uniti annunciarono, tramite il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer, di non avere preavvertito la Russia dell’attacco contro il territorio siriano. All’inviata di Fox News, il portavoce diceva che “non avemmo alcun contatto con la leadership politica russa“, il che significa che gli Stati Uniti in realtà volevano “anticipare” i russi. Ma la sorpresa non sembra “esser andata bene!” Gli analisti dicono ancora che la Russia, le cui navi da guerra tornano nel Mediterraneo, ha dimostrato moderazione evitando una “guerra balistica” che poterebbe alla “guerra nucleare”.

Le forze siriane disperdono gli aerei da combattimento
Infosdanyfr 09/04/2017

La Syrian Arab Air Force ha deciso di rischierare i propri aerei da combattimento per impedire di essere distrutti da nuovi attacchi con missili da crociera. I caccia Mikojan MiG-29SM sono stati trasferiti ad Humaymim. Altri velivoli d’attacco venivano sparsi su vari aeroporti secondari. Damasco ha tratto insegnamento da iraniani e iracheni. Durante la seconda guerra del Golfo, nel 1991, l’Iraq trasferì i suoi migliori aerei da combattimento in Iran, con cui fu in guerra fino al 1988. Questi velivoli non furono mai restituiti. Il 16 gennaio 1991 gli Stati Uniti scatenarono una grande guerra aerea contro l’Iraq, dal risultato controverso. L’Iraq poi avrebbe fatto ricorso a uno stratagemma molto vecchio con esche a basso costo che le forze della coalizione di Washington si affrettarono a bombardare con missili e munizioni dal valore in peso d’oro. L’attacco con i missili da crociera degli Stati Uniti su ordine di Trump contro una base aerea siriana, ha molte incognite.
Il destino dei missili Tomahawk “perduti”, 30 unità su 59 sparate dalle navi di superficie dell’US Navy dal Mediterraneo orientale, rimane un enigma. Il resto dei missili colpì una zona di 300-4000 metri presso la base al-Shayrat; solo 10 missili Tomahawk raggiunsero un hangar fortificato della base, distruggendo un radar e 7 aerei da combattimento, per lo più Mikojan MiG-23 non operativi. 10 civili e 4 soldati furono uccisi nella città omonima adiacente alla base attaccata.

Gli USA hanno paura di bombardare la Siria dopo che la Russia ha interrotto le comunicazioni
Le missioni di bombardamento degli Stati Uniti sulla Siria sono crollate dopo l’attacco missilistico del 6 aprile
Marko Marjanovic, Russia Insider 10/04/2017

Colpendo le forze siriane il 6 aprile con missili da crociera, gli Stati Uniti dimostravano ‘determinazione’. Tanta ‘determinazione’ che ora temono di sorvolare la Siria per timore che i russi li abbattano.
Ufficiali degli USA hanno detto al New York Times: “La task force statunitense che combatte lo Stato islamico ha drasticamente ridotto gli attacchi aerei sui terroristi in Siria, mentre i comandanti valutano se le forze del governo siriano o degli alleati russi hanno intenzione di rispondere all’attacco con i missili da crociera degli Stati Uniti sulla base aerea siriana, della scorsa settimana, dicono gli ufficiali statunitensi”. A parte la dimostrazione di quanto sia duro Trump, l’attacco degli Stati Uniti ha tolto agli ascari degli USA in Siria il supporto di cui godevano prima, mentre la battaglia per Raqqa s’intensifica. Gli USA adesso si limitano ai soli attacchi essenziali, scortandoli con costosi caccia F-22 (il Belgio nel frattempo ha sospeso le operazioni).
L’insicurezza degli Stati Uniti non è solo causata dall’attacco con i missili da crociera, ma più specificamente dalla reazione russa. Subito dopo, i russi sospendevano la linea telefonica di “deconflitto” con gli statunitensi, che ora devono indovinare le intenzioni dei russi. Non v’è stato un simile calo degli attacchi aerei siriani e russi. Infatti numerosi attacchi alle posizioni dei terroristi venivano riportati nel fine settimana. È interesse russo e statunitense che la linea di deconflitto sia ripristinata, ma gli statunitensi ne hanno un bisogno più urgente e i russi vi faranno leva. Lungi dal potenziare il prestigio degli Stati Uniti, l’attacco del 6 aprile e le sue conseguenze si ridimensionano agli occhi degli osservatori più attenti.

Le icone rosse indicano le operazioni russe, quella blu le operazioni statunitensi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora