Che cosa c’è dietro le intercettazioni aeree Russia-NATO

Sputnik 25.06.2017Il numero di aerei da ricognizione intercettati lungo il confine della Russia dal 12 al 18 giugno era senza precedenti, anche per gli standard della guerra fredda, secondo l’esperto militare russo Konstantin Sivkov. In precedenza, il quotidiano ufficiale del Ministero della Difesa russo “Krasnaja Zvezda” aveva riferito che nell’ultima settimana (12-18 giugno) gli aviogetti russi effettuarono 14 intercettazioni di aerei da ricognizione stranieri vicino al confine russo. Furono effettuati complessivamente 23 voli di ricognizione nei pressi del confine russo. In particolare, 10 da aerei statunitensi come RC-135 e droni strategici Global Hawk. 4 voli furono effettuati dall’aviazione norvegese con un aereo da ricognizione P-3C Orion. L’aviazione svedese aveva effettuato 3 voli. Gran Bretagna e Francia 2 voli di ricognizione ciascuna. Secondo il giornale, le intercettazioni furono svolte dagli aviogetti MiG-31 e Su-27 delle forze d’allerta della Difesa Aerea russa. Il Ministero della Difesa russo affermava che l’equipaggio dell’RC-135 compì una manovra provocatoria verso il Su-27 russo, aggiungendo che il pilota russo reagì e continuò a scortare l’aereo da ricognizione fin quando cambiò rotta fuggendo dal confine russo. Dieci minuti dopo l’incidente, un altro RC-135 entrò nella zona, e fu intercettato dal Su-27 russo, secondo il Ministero della Difesa russo. “Il numero è senza precedenti, soprattutto tenendo conto del fatto che oggi non c’è la guerra fredda. All’epoca avevamo una media di sette-otto intercettazioni alla settimana, ma oggi il numero è molto più alto“, dichiarava Konstantin Sivkov, analista militare e presidente dell’Accademia dei problemi geopolitici russa. L’esperto esprimeva preoccupazione per la situazione perché la maggior parte delle intercettazioni avveniva nella parte europea della Russia. Sivkov osservava che l’attività può essere legata all’equilibrio di potere nel conflitto siriano, attualmente sfavorevole a Stati Uniti ed alleati. “Ora, l’Esercito arabo siriano ed alleati potrebbero arrivare al confine siriano-giordano isolando le forze d’opposizione dalle basi statunitensi in Giordania, cosa inaccettabile per gli Stati Uniti, perciò il Pentagono attaccava le forze siriane“, affermava Sivkov. Suggeriva che non andava escluso che Mosca appoggi le forze siriane, il che significa rischiare il confronto militare tra Stati Uniti e Russia in Siria. “Questa è la ragione per cui Stati Uniti ed alleati della NATO hanno aumentato i voli da ricognizione nei pressi della frontiera della Russia“, concludeva.
A sua volta, l’ex-comandante dell’Aeronautica russa Pjotr Dejnekin dichiarava che l’aumento dell’attività da ricognizione della NATO può essere spiegato con le recenti manovre dell’alleanza nel Mar Baltico. “Sul Mar Baltico, la ragione è che la NATO aveva le esercitazioni ed aerei statunitensi, tra cui RC-135 e bombardieri strategici B-52, sorvolavano le acque neutrali. Inoltre, ci fu l’incidente con l’aviogetto che trasportava il Ministro della Difesa russo“, dichiarava a Sputnik. Il 21 giugno, un caccia F-16 della NATO tentò di avvicinarsi all’aereo del Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu sulle acque neutrali del Baltico, ma fu immediatamente cacciato da un aviogetto Su-27 russo. Inoltre, Dejnekin dichiarava che il numero di voli di ricognizione nei pressi del confine russo è normale. “Tenuto conto delle dimensioni del territorio della Russia, è abbastanza normale“, aggiungendo che gli aviogetti russi decollano ogni volta sia necessario identificare un oggetto che si avvicina al confine russo.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Decapitata la cupola dello Stato islamico

Analisis Militares 16 giugno 2017Il Ministero della Difesa russo annunciava che il capo supremo dello Stato islamico, Abu Baqr al-Baghdadi, era morto in un attacco aereo russo a fine maggio. Non è una rivincita volta a puntellare la strategia degli omicidi mirati, ma piuttosto il contrario. Le VKS russe non avrebbero ucciso specificamente al-Baghdadi ma l’obiettivo era il vertice di molti capi terroristi, tra cui quest’uomo. Secondo l’annuncio del Ministero della Difesa russo, arrivò attraverso vari canali l’informazione di una riunione dei capi dello Stato islamico a Raqqa, dove poteva trovarsi al-Baghdadi. All’incontro avrebbero partecipato 30 capi dello Stato islamico protetti da circa 300 terroristi, parte dei “pretoriani” del califfo. Tra le 00:35 e le 00:45 del 28 maggio 2017, velivoli Sukhoj Su-35S e Su-34 russi attaccarono la posizione.La posizione attaccata, prima (13 maggio 2017) e dopo (29 maggio 2017)

Non è la prima volta che la morte di quest’uomo viene annunciata, come nell’annuncio russo, e che non viene smentita dello Stato islamico. A parte la morte di al-Baghdadi, viene annunciata quella di diverse figure importanti di quest’organizzazione:
Abu al-Haj al-Misri
Ibrahim al-Haj al-Nayaf
Sulayman al-Shuah.
Si aggiorneranno i dati se ci sarà qualcosa d’interessante.

Grafico della zona attaccata.Non si sa per quale motivo furono colpiti i 4 edifici, ma appare un bombardamento straordinariamente accurato.Le distanze sono esigue e anche alcuni “danni collaterali” intorno appaiono molto contenuti.In teoria i russi hanno causato molte vittime tra lo Stato islamico nell’attacco, ma la cosa più importante è che sarebbero morti parecchi capi dell’organizzazione compreso il califfo, anche se non v’è certezza al 100%. Di ciò che appare, impressionano i danni contenuti dell’attacco, lasciando perplessi. Gli edifici sono stati praticamente demoliti, ma vi sono pochi danni collaterali intorno, avendo notevoli danni solo in due edifici attorno ai quattro colpiti; la moschea ha una piccola breccia nella struttura, sul lato nord, e un edificio ha l’angolo sud-occidentale che sembra rovinato. Ciò si comprende meglio guardando la scena con alcuni riferimenti.Le distanze sono esigue. L’edifico è interessato sul lato nord, senza contare i quattro edifici demoliti a 7-8 metri di distanza al massimo. La moschea sarà a poco più di 10 metri dagli edifici attaccati. Si può dire che ciò che sarebbe stato utilizzato per attaccare questi edifici avrebbe avuto una potenza sufficiente a demolirli entro un piccolo raggio, così da non danneggiare gravemente le strutture a una manciata di metri di distanza.

L’impressione è che si tratta di 4 centri, uno per ogni edificio.Amplierò i dati in caso di qualcosa d’interessante.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come Russia e Cina vinceranno la guerra contro gli USA

Attaccando i mezzi spaziali statunitensi
Dave Majumdar National Interest

Russia e Cina ricercano nuove armi e mezzi per contrastare il dominio nello spazio degli USA, secondo una valutazione dell’intelligence degli Stati Uniti. Infatti, entrambe le nazioni studiano lo sviluppo di armi che potrebbero attaccare satelliti e altri mezzi orbitali statunitensi. “Riteniamo che Russia e Cina percepiscano la necessità di compensare qualsiasi vantaggio militare statunitense nei sistemi spaziali militari, civili o commerciali, e sempre più pensano ad attaccarne i sistemi satellitari nell’ambito di future dottrine belliche“, afferma la testimonianza congressuale di Daniel Coats, direttore della National Intelligence, dell’11 maggio. “Continueranno a perseguire la gamma completa di armi anti-satellite (ASAT) per ridurre l’efficienza militare statunitense“. Le due grandi potenze cercano di compensare i vantaggi degli USA nel settore, continuando lo sviluppo di tali capacità, nonostante dichiarazioni pubbliche che farebbero tesoro della corsa agli armamenti nello spazio. “Russia e Cina continuano a sviluppare capacità contro gli avversari nello spazio, specialmente gli Stati Uniti, mentre pubblicamente e diplomaticamente promuovono la non-militarizzazione dello spazio” e il non primo dispiegamento “di armi nello spazio“, secondo Coats. “Tale impegno continua nonostante gli sforzi diplomatici di Stati Uniti e alleati nel dissuadere l’espansione delle minacce all’uso pacifico dello spazio, compresi gli impegni internazionali delle Nazioni Unite“. La maggior parte degli attacchi contro i mezzi spaziali statunitensi probabilmente non sarà cinetica, concentrandosi su guerra elettronica e cibernetica. “Lo sviluppo sarà molto probabilmente focalizzato sulle capacità di disturbare le comunicazioni militari satellitari (SATCOM), i satelliti con radar ad apertura sintetica (SAR), e in capacità migliorate contro i sistemi satellitari di navigazione globale (GNSS), come il sistema di posizionamento globale (GPS)“, secondo tale testimonianza. “La fusione tra guerra elettronica e cyberattacchi probabilmente espanderà la ricerca di mezzi sofisticati per negare e degradare le reti d’informazione. I ricercatori cinesi hanno discusso i metodi per migliorare le capacità di disturbo con nuovi sistemi per bloccare le frequenze più utilizzate. La Russia intende modernizzare le forze da guerra elettronica e adottare armi di nuova generazione entro il 2020“. Tuttavia, se guerra elettronica e cyberarmi non raggiungessero gli obiettivi, russi e cinesi sono pronti ad usare la forza cinetica per distruggere fisicamente i mezzi spaziali statunitensi. “Alcune nuovi ASAT russi e cinesi, compresi sistemi distruttivi, probabilmente saranno completati nei prossimi anni“, dichiarava Coats. “Gli strateghi militari russi probabilmente considerano le armi spaziali nell’ambito del riarmo della difesa aerospaziale, probabilmente perseguendo una diversificata capacità per influenzare i satelliti su tutte le orbite“. Ma non solo i militari russi; i politici di Mosca promuovono anche le armi anti-satellite, secondo la comunità d’intelligence statunitense. “I legislatori russi hanno promosso la ricerca militare sui missili ASAT per colpire i satelliti su basse orbite e la Russia sperimenta tale arma per eventualmente schierarla“, dichiarava Coats. “Un funzionario russo ha anche riconosciuto lo sviluppo di un missile aerolanciato in grado di distruggere i satelliti in orbita bassa”.
Dall’altra parte del mondo, la Cina è sul punto di schierare un’arma anti-satellite operativa. Nel frattempo, entrambe le grandi potenze sviluppano armi ad energia diretta per contrastare i satelliti statunitensi. “Dieci anni dopo che la Cina intercettò un satellite in orbita bassa, i suoi missili ASAT lanciati da terra starebbero entrando in servizio nell’Esercito di liberazione popolare“, dichiarava Coats. “Entrambi i Paesi avanzano nelle tecnologie delle armi ad energia diretta per disporre di sistemi ASAT che potrebbero accecare o danneggiare i sensori dispiegati nello spazio. La Russia sviluppa un’arma laser aeroportata per usarla contro i satelliti statunitensi. Inoltre, entrambe le nazioni sviluppano satelliti che possono maneggiare altri mezzi spaziali o, se necessario, distruggere i satelliti nemici. Russia e Cina continuano a svolgere sofisticate attività orbitali, come operazioni di riunione e prossimità, almeno in parte probabilmente volte a testare tecnologie a duplice uso dalle capacità antispaziali“, dichiarava Coats. “Per esempio, la ricerca nella robotica spaziale per la manutenzione di satelliti e la rimozione di detriti potrebbe essere usata per danneggiare i satelliti. Tali missioni saranno una particolare sfida futura, complicando la capacità degli Stati Uniti di dominare lo spazio, decifrare l’attività spaziale e le capacità di pre-allarme“. Quindi, con il tempo, il Pentagono dovrà investire di più per assicurarsi la superiorità nello spazio.

Militarizzazione dello spazio: l’X-37B degli USA rientra dopo una missione di due anni
Andrej Akulov SCF 20.05.2017Con l’attenzione pubblica incentrata su altro, gli Stati Uniti adottano nuove e più sofisticate armi spaziali. Passo dopo passo, l’orbita della Terra diventa linea del fronte. Il 7 maggio, l’X-37B atterrava presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida dopo una missione di 718 giorni nello spazio. Nel complesso, dal 2010 ci sono state quattro missioni, ciascuna durata più della precedente. Lanciati dai missili Atlas 5, i velivoli atterrano come aerei. I velivoli riutilizzabili, conosciuti anche come programma per velivoli per test orbitali, hanno accumulato 2086 giorni nello spazio. I carichi e le attività sono segreti. Si ritiene ampiamente che gli spazioplani siano usati per scopi militari o siano un’arma. L’X-37B ha trasportato almeno due carichi nell’ultimo volo. I militari avevano rivelato di aver deciso di far trasportare un propulsore elettrico sperimentale da testare in orbita e un pallet per esporre campioni all’ambiente spaziale. L’X-37B è una navetta spaziale senza equipaggio, lunga 9 metri e un’apertura alare di 5 metri, circa un quarto delle dimensioni dello space shuttle della NASA. Il velivolo spaziale riutilizzabile senza pilota decolla in verticale e atterra in orizzontale rientrando nell’atmosfera e atterrando autonomamente. Il robot può anche gestire l’orbita, mutandola invece di seguire l’orbita prevista, una volta in volo. L’autonomia orbitale della navetta è garantita da pannelli solari che l’alimentano dopo il dispiegamento dal vano di carico. Le quote utilizzate per scopi militari ed esplorativi vanno da 0 a 20 km e da 140 km in su. C’è un vuoto tra ciò che è considerato un potenziale teatro di guerra. L’X-37 è chiaramente un mezzo per riempire tale vuoto dall’“alto”, mentre il Boeing X-51 (conosciuto anche come X-51 Wave Rider) lo fa dal “basso” o salendo. L’X-51 è un velivolo scramjet senza pilota per test ipersonici (Mach 6, circa 6400 km/h). Il costo del programma X-37B non è noto perché il bilancio è classificato dato che è stato assegnato alla DARPA. È quasi certamente un aereo spia o, almeno, per testare sistemi di sorveglianza spaziale e una piattaforma di lancio per minisatelliti di spionaggio. Il carico utile del velivolo è sufficiente ad ospitare sistemi spia come telecamere e sensori. Il velivolo non dispone di portello di ancoraggio, quindi non può essere utilizzato per rifornire l’ISS o qualsiasi altra stazione orbitale. Sarebbe anche un modello per testare il futuro “bombardiere spaziale” per distruggere bersagli dall’orbita. Alcuni si chiedono se l’X-37B sia un sistema d’attacco nucleare destinato a rientrare nell’atmosfera con l’autopilota per bombardare un bersaglio nemico.
Dave Webb, presidente della rete globale contro le armi nucleari nello spazio, dichiarava che l’X-37B fa parte dei piani del Pentagono per sviluppare la capacità di colpire in qualsiasi parte del mondo con una testata convenzionale entro un’ora, nota come Prompt Global Strike. Alcuni pensano che l’X-37B sia un satellite-tracker o satellite-killer, o entrambi. Si ritiene generalmente che finora i sistemi d’arma non siano dispiegati nello spazio. Le armi di distruzione di massa sono vietate nello spazio dal Trattato sullo Spazio del 1967. Ma il trattato non vieta la collocazione di armi convenzionali in orbita. Non c’è alcun accordo internazionale sulle armi non nucleari nello spazio per via dell’obiezione di certi Stati, come gli Stati Uniti, che sostengono che la corsa agli armamenti nello spazio non c’è, e pertanto non è necessario intraprendere alcuna azione. I sistemi di difesa antimissili balistici statunitensi, gli spazioplani X-37B, i laser aerei e il GSSAP (Geosynchronous Space Situational Awareness Programme) potrebbero facilmente divenire armi spaziali. Per anni Russia e Cina hanno richiesto la ratifica di un accordo vincolante con il Trattato delle Nazioni Unite che vieta le armi spaziali, che funzionari ed esperti statunitensi hanno ripetutamente rifiutato come inutilmente disastroso. Gli Stati Uniti non presentano alcuna iniziativa.
SALT I (1972), il primo trattato sovietico-statunitense sulla limitazione delle armi strategiche, includeva l’obbligo a non attaccare mezzi spaziali. Nel 1983 il presidente Ronald Reagan cambiò passo promuovendo l’Iniziativa di difesa strategica che prevedeva l’immissione di armi nello spazio per colpire i missili strategici sovietici in volo. Nel 2002 il presidente Bush Jr. abbandonò il trattato ABM del 1972, che limitava i sistemi di difesa missilistica. La difesa missilistica consente ai Paesi di sviluppare tecnologie offensive con il pretesto della difesa. Ad esempio, gli intercettori ad energia cinetica dispiegati in California e Alaska vengono lanciati nello spazio per distruggere i missili e si presuppone possano anche distruggere i satelliti. Ovviamente, gli Stati Uniti sono pronti a sviluppare sistemi d’attacco spaziale, come ad esempio laser, sistemi cinetici e fasci di particelle. Il primo progetto di trattato sulla prevenzione del posizionamento di armi nello spazio, minaccia o uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT), fu sviluppato dalla Russia e sostenuto dalla Cina nel 2008. Gli Stati Uniti si opposero per preoccupazioni sulla sicurezza dei propri mezzi spaziali, nonostante il trattato affermi esplicitamente il diritto all’autodifesa di uno Stato. Nel dicembre 2014, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione russa su “Alcun primo collocamento di armi nello spazio”. Stati Uniti, Georgia e Ucraina furono gli unici a rifiutarsi di sostenere l’iniziativa russa. La Russia dichiarò di essere disposta a lavorare nel contesto di altre iniziative e partecipò attivamente e costruttivamente alle attività dell’Unione europea su un progetto di codice internazionale di condotta per lo spazio. Tuttavia, i progressi possono essere raggiunti solo con negoziati a cui partecipano tutti gli Stati interessati secondo un mandato chiaro delle Nazioni Unite. L’attuale amministrazione è volta a raggiungere la supremazia spaziale. Mark Wittington scrive in un articolo su Blasting News, “Uno dei cambiamenti significativi che l’amministrazione Trump contempla nella difesa è lo sviluppo di armi spaziali. Un’idea emersa per decenni è un sistema dai proiettili di tungsteno e con sistema di navigazione. Con un comando, queste “verghe di Dio”, come vengono poeticamente chiamate, rientrerebbero nell’atmosfera per colpire il bersaglio”. I consiglieri del presidente Trump Robert Walker e Peter Navarro chiedono di riavviare il concetto di “Star Wars” e che gli Stati Uniti guidino la via alle tecnologie emergenti che possano rivoluzionare la guerra. Secondo loro, una maggiore dipendenza dall’industria privata sarà la chiave di volta della politica spaziale di Trump. Avvio e gestione dei mezzi spaziali militari sono un’impresa miliardaria che impiega migliaia di persone, spingendo l’innovazione ed applicazioni civili come il GPS, alimentando la crescita economica. Il segretario alla Difesa James Mattis chiede maggiori investimenti nell’esplorazione dello spazio per scopi militari. Una disposizione per incoraggiare il dipartimento della Difesa ad avviare un programma di ricerca sui sistemi antimissili spaziali è stata inserita nel progetto di legge sulla difesa del 2017.
La militarizzazione dello spazio minerebbe la sicurezza internazionale, distruggendo gli attuali strumenti di controllo delle armi e comportando vari effetti negativi (come i detriti spaziali), potendo scatenare la corsa ad armi devastanti che distrarrebbe risorse dai veri problemi che l’umanità affronta oggi. La stabilità strategica verrebbe distrutta perché le armi spaziali sono globali e capaci di attaccare qualsiasi punto del pianeta in qualsiasi momento. Il dispiegamento di mezzi spaziali comporterà il rifiuto di nuovi trattati per regolamentare le armi nucleari e i loro vettori. Quest’anno il mondo celebra il 50° anniversario del Trattato sullo Spazio, entrato in vigore nell’ottobre 1967, un accordo sul controllo delle armi raggiunto nel pieno della guerra fredda. Era possibile allora, è possibile oggi. La questione di come impedire la militarizzazione dello spazio con un trattato internazionale dovrebbe far parte dell’agenda Russia-USA-Cina. Se questi Stati si accordano, il mondo diventerà un posto migliore.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia può annullare le forze militari degli USA

Dopo l’attacco missilistico statunitense sulla Siria, la Russia fornisce informazioni dettagliate sui sistemi di guerra elettronica in grado di bloccare i sistemi statunitensi
Alexander Mercouris, The Duran 19/4/2017A seguito di voci, mai confermate e forse false, sui sistemi di guerra elettronici russi che inceppavano i sistemi di guida dei 59 missili da crociera Tomahawk lanciati dagli USA sulla Siria il 6 aprile 2017, presumibilmente abbattendone 36, i russi hanno fornito in modo insolito informazioni sui loro sistemi di guerra elettronica (EW) di solito molto segreti. La ragione esatta di ciò è che la Russia ha celebrato la giornata degli operatori della Guerra Elettronica il 15 aprile 2017. Tuttavia, non spiega perché i russi diffondessero queste informazioni quattro giorni dopo. Come per la recente pubblicazione dei dettagli del test del nuovo missile antinave ipersonico Tzirkon, è difficile evitare l’impressione che queste informazioni sui sistemi EW della Russia siano un avvertimento agli Stati Uniti. In particolare, i russi gli avvertono a non provare lo stesso attacco missilistico siriano contro la Russia. Presumibilmente il ritardo nella pubblicazione dei dettagli dei sistemi era dovuto alla necessità di avere il permesso di declassificare alcuni dettagli dei sistemi, pur continuando a nasconderne altri. Data la natura altamente classificata del materiale è probabile che ci fosse bisogno dell’approvazione ad alto livello dal governo russo, presumibilmente dal Presidente Putin. I russi hanno anche confermato che i loro sistemi EW sono presenti in Siria e sono operativi. Ciò non dovrebbe essere considerato una mera conferma dell’impiego per bloccare i missili Tomahawk che gli Stati Uniti lanciarono contro la base aerea al-Shayrat. La conferma che i sistemi russi EW sono operativi in Siria si ebbe il 17 marzo 2017, molto prima dell’attacco missilistico su al-Sharyat, da parte di Igor Nasenkov, Viceamministratore delegato del Gruppo tecnologico radio-elettronico russo (KRET), affiliato della società statale Rostec. “L’apparecchiatura fu testata. Non dirò cosa e come. Si è dimostrata pronta a combattere secondo i parametri tattici e tecnici previsti. Abbiamo visto che tutti i termini di riferimento ricevuti dal Ministero della Difesa sono stati rispettati, innanzitutto sui mezzi di guerra radio-elettronici”. Si sa che la Russia ha schierato l’assai avanzato sistema EW Krasukha-S4 in Siria e presumibilmente i commenti di Nasenkov si riferivano a questo sistema. Come per i dettagli del test del Tzirkon, i dettagli degli attuali sistemi EW russi sono forniti da un lungo articolo della TASS, agenzia di stampa ufficiale del governo russo. TASS forniva un vero e proprio panorama sui vari sistemi EW russi, anche se la vera estensione delle loro capacità rimane naturalmente classificata.

Sistemi aerei
1) Sistema Vitebsk, imbarcato su aerei d’attacco al suolo Su-25, elicotteri Mi-28 e Ka-52 ed elicotteri pesanti Mi-26, è destinato a proteggere gli aerei dai missili superficie-aria. Questo sistema è notoriamente usato abitualmente dai velivoli operanti in Siria.
2) Rychag-AV, nuovo sistema impiegato su una versione EW specializzata dell’elicottero d’assalto Mi-8. TASS dice a questo proposito, “Rychag-AV è capace di “accecare” completamente il nemico entro un raggio di parecchie centinaia di chilometri e di sopprimere diversi obiettivi contemporaneamente. Il sistema priva i sistemi missilistici di difesa aerea e gli intercettatori della possibilità di individuare eventuali bersagli e di puntargli i missili, mentre sopravvivenza ed efficienza dei velivoli amici viene aumentata notevolmente”.
3) Khibinij, imbarcato sui bombardieri Su-24 e Su-30, operativo dal 2013. Questo è il sistema utilizzato per bloccare i sistemi radar del cacciatorpediniere statunitense Donald Cooke nel noto caso avvenuto al culmine della crisi crimeana del 2014. TASS fornì il primo resoconto semi-ufficiale di ciò che successe, “I dati che appaiono sui radar della nave da guerra misero in allarme l’equipaggio: l’aereo sarebbe scomparso dagli schermi radar o cambiò improvvisamente posizione e velocità o creò cloni elettronici mentre i sistemi di combattimento del cacciatorpediniere furono disattivati”.
4) Himalaj, versione avanzata del Khibinij sviluppata per il nuovo caccia di quinta generazione Su-T50.Sistemi terrestri
1) Krasukha-S4 è un sistema di cui è noto lo schieramento in Siria. TASS ne descrive le capacità, “Il Krasukha-4 è stato progettato per proteggere posti di comando, gruppi di forze, mezzi di difesa aerea, strutture industriali dalla ricognizione radar e dalle armi di precisione. La stazione di blocco attivo a banda larga del sistema può contrastare efficacemente tutti i radar utilizzati dai vari aeromobili, nonché missili da crociera e velivoli senza pilota”. Alla luce dell’attacco missilistico su al-Shayrat del 6 aprile 2017, il riferimento ai missili da crociera in questo paragrafo non è probabilmente casuale. Tuttavia il paragrafo non va considerato una conferma che i russi hanno utilizzato il sistema Krasukha-S4 per bloccare i sistemi di guida dei missili Tomahawk lanciati dagli Stati Uniti su al-Shayrat. Per prima cosa il missile da crociera di Tomahawk ha una serie di sistemi di guida e non è chiaro quale fu usato nell’attacco.
2) Krasukha-20, è un sistema appositamente progettato per disturbare gli AWACS degli USA.
3) La descrizione del sistema Moskva-1 della TASS, suggerisce che è volto a sostenere i sistemi radar dei sistemi antiaerei come l’S-400. Entrò in servizio l’anno scorso e dalla descrizione della TASS sembra molto avanzato, “Il sistema è progettato per ricognizione radar (radiolocalizzazione passiva), interazione e scambio d’informazioni con i comandi delle truppe missilistiche della difesa aerea e delle forze radio-tecniche, i centri di direzione aerea, di acquisizione dati del bersaglio e controllo delle unità di disturbo e i singoli mezzi di soppressione elettronica. Il Moskva-1 comprende un modulo d’intelligence e un posto di controllo delle unità di disturbo (stazioni). Il sistema può:
– Condurre intelligence elettromagnetica fino a una distanza massima di 400 km;
– Classificare tutte le emittenti secondo il grado di minaccia;
– Fornire supporto in corso;
– Assegnare obiettivi e distribuire tutte le informazioni;
– Assicurare un’efficace controllo sull’efficienza operativa delle unità EW e dei singoli mezzi che gestiscono.
I sistemi Moskva apparvero nelle esercitazioni tattiche congiunte delle forze di difesa aerea ed aeree nella regione di Astrakhan, nel sud della Russia, nel marzo 2016”.
4) Infauna, sembra un sistema destinato a proteggere le truppe terrestri da determinati tipi di armi anticarro ravvicinate, come i missili Javelin e TOW. “Il sistema, sviluppato dalla United Instrument-Making Corporation, fornisce intelligence elettronica e soppressione radio, protezione di soldati, corazzati e autoveicoli contro tiro mirato di armi d’accompagnamento e lanciagranate, ed anche contro mine radio-controllate. L’apparecchiatura radiofonica a banda larga aumenta notevolmente il raggio di protezione dei sistemi mobili dalle mine radio-controllate. La possibilità di creare schermi aerosol aiuta a proteggere i mezzi militari dalle armi di precisione con sistemi di guida video e laser. Attualmente questi sistemi EW sono montati sui telai ruotati unificati K1Sh1 (basati sul blindato BTR-80) prodotti in serie e forniti alle varie unità dell’esercito russo”.
5) Borisoglebsk-2, sembra anche questo un sistema destinato a fornire supporto alle truppe terrestri, in questo caso bloccando i sistemi di comunicazione dei nemici. È in qualche modo il più tradizionale dei sistemi indicati dalla TASS e può essere il sistema EW più comunemente utilizzato dalle truppe russe.

Sistemi navali
Prima di discutere questi sistemi, va detto che uno dei maggiori problemi che i progettisti di sistemi d’arma moderni per le navi da guerra affrontano è garantirsi che i sistemi elettronici delle varie armi di una nave da guerra si completino a vicenda e non interferiscano. Dato che i sistemi sono sempre più complessi e più potenti, ciò diventa una sfida crescente data la vicinanza dei vari sistemi elettronici e d’arma su una nave da guerra. Quasi certamente il problema d’assicurare la compatibilità dei vari sistemi elettronici e d’arma ha ritardato l’entrata in servizio della nuova fregata Admiral Gorshkov. Ciò che si sa delle navi da guerra di superficie russe suggerisce che abbiano vari sistemi EW estesi e completi. L’articolo della TASS tuttavia fornisce poche informazioni, limitandosi a soli due sistemi, suggerendo che il livello di classificazione dei sistemi navali EW russi è molto elevato.
1) TK-25E, destinato alle grandi navi da guerra, secondo la TASS, “Il TK-25E genera interferenze a impulsi utilizzando copie digitali di segnali delle navi da guerra di tutte le classi. Il sistema può analizzare simultaneamente 256 obiettivi e fornire protezione efficace alla nave da guerra”.
2) MP-40E, sembra il sistema equivalente per le navi da guerra più piccole. La descrizione della TASS suggerisce che operi in modo diverso e più limitato, “È in grado d’individuare, analizzare e classificare le emissioni di mezzi radio-elettronici e del loro vettore per grado di minaccia e sopprimere elettronicamente tutti i sistemi di ricognizione e d’arma moderni e avanzati del nemico”.
Negli anni ’80, un ufficiale dell’esercito inglese mi disse che i sistemi EW sovietici potevano ridurre le comunicazioni nei campi di battaglia moderni al livello della guerra del 1914-1918 e che la NATO era completamente impreparata su questa minaccia. Presunsi che esagerasse, ma i russi senza dubbio prendono seriamente la guerra elettronica e sembra esserci consenso generale sul fatto che abbiano un largo vantaggio sull’occidente in questo settore. Infatti l’articolo della TASS dice, “Secondo il comandante della forza da guerra elettronica della Russia, Maggiore-Generale Jurij Lastochkin, la tecnologia militare moderna russa supera quella dei rivali occidentali su varie caratteristiche, tra cui il raggio operativo. Ciò grazie all’uso di trasmettitori più potenti e antenne più efficaci”. Ovviamente, in un momento di tensione internazionale acuta, con gli USA che attaccano con missili la Siria e minacciano la Corea democratica, qualcuno a Mosca ha deciso che è giunto il momento di far ricordare agli Stati Uniti questo fatto.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Forze Speciali russe nella seconda liberazione di Palmyra

Valentin Vasilescu Algora 26 marzo 2017La Siria è un campo di addestramento per l’esercito russo che testa nuovi metodi di combattimento e nuove strutture organizzative adeguate all’antiterrorismo. L’offensiva dello Stato islamico dell’8-12 dicembre 2016 portava alla rioccupazione della città di Palmira, avanzando verso ovest, e bloccando la base aerea siriana T-4 presso Tiyas, 30 km ad ovest di Palmira. La formazione offensiva dello Stato islamico era composta da tre brigate con una di riserva, pari a circa 5000 combattenti. La prima brigata aveva il comando, con 1700 uomini e 30 blindati (BMP-1 o IFV), 70 tecniche con mitragliatrici da 14,5mm, 20 pezzi di artiglieria (obici da 122mm e lanciarazzi multipli BM-21) e decine di mortai da 120mm e 82mm. C’era una brigata di oltre 1000 elementi sui fianchi destro e sinistro, senza artiglieria e meno blindati e camion rispetto al corpo principale. Palmira e l’aeroporto della città erano sorvegliati dalle riserve dello Stato islamico, oltre 800 terroristi.Forze di combattimento a Palmyra
La Base aerea della Siria T-4, presso Tiyas, era difesa da circa 2000 soldati, comprendenti una brigata meccanizzata della 10.ma Divisione di fanteria dell’Esercito arabo siriano, un battaglione territoriale delle NDF composto da riservisti, un battaglione di Hezbollah libanese e un battaglione dell’organizzazione sciita afghana Liwa Fatimiyun. La base T-4 fu quasi circondata, tanto che l’Esercito arabo siriano fu costretto ad inviare rinforzi, circa 2500 soldati, da Aleppo. Oltre a un battaglione delle forze speciali Tigre, un battaglione del 5.to Corpo e 3 compagnie della 18.ma Divisione corazzata (circa 1000 soldati), i rinforzi erano soldati delle NDF (Forze di difesa nazionale), forze ausiliarie senza molta esperienza in combattimento. Anche con i rinforzi, l’Esercito arabo siriano non prevaleva sullo Stato islamico. In queste condizioni, avrebbe richiesto diversi mesi fermare l’offensiva dello Stato islamico e preparare un contrattacco per liberare Palmyra. Pertanto, lo Stato Maggiore di questo gruppo fu composto da ufficiali russi. I pianificatori russi tracciarono rapidamente un piano per le operazioni aeree e di terra per raggiungere l’obiettivo previsto in meno di una settimana.Piano offensivo per la liberazione di Palmira
Il primo elemento chiave fu limitare la mobilità delle tre brigate dello SIIL, impedendogli di muoversi. Misero lo SIIL sulla difensiva e gli impedirono d’inviare le riserve, a 30 km dalla base aerea siriana. Per inchiodare le forze dello Stato islamico e neutralizzarle, il gruppo tattico aereo russo in Siria (con aviogetti ed elicotteri d’attacco) dovette distruggere almeno 600 grandi bersagli nelle prime 72 ore di operazioni. Questo significava che alcuni aerei, in particolare gli elicotteri d’attacco Mi-28 e Ka-52, effettuarono cinque sortite al giorno (rispetto alle due normalmente svolte). La maggior parte erano missioni di supporto aereo a bassissima quota. Questo significava ulteriori rischi per gli aerei russi, vulnerabili a mitragliatrici pesanti e cannoni di piccolo calibro dello SIIL. Il secondo elemento chiave fu l’impiego più efficiente di uno degli elementi fondamentali della guerra: la ricognizione, principalmente tramite la ricognizione effettuata in modo indipendente da truppe di terra. L’accuratezza degli attacchi aerei dipendeva da una buona intelligence, rilevando e trasmettendo con precisione la posizione di ciascuna postazione nemica. Pertanto, il centro di gravità dell’operazione per spezzare l’accerchiamento della base aerea di Tiyas e liberare Palmira fu la capacità del gruppo di Spetsnaz russo nel trasmettere le informazioni della ricognizione al quartier generale dell’operazione. Le forze speciali organizzarono anche incursioni ed imboscate. I russi diedero all’Esercito arabo siriano un flessibile ordine di battaglia, composto da circa 10 gruppi di assalto costituiti da un plotone di carri armati T-62, un plotone di BMP-1, un plotone di BTR-82A, due di semoventi ZSU-23-4 Shilka, 15 di pickup armati con mitragliatrici da 14,5mm e più di 200 Marine su autoveicoli. Le ricognizione dalle truppe di terra di ciascun gruppo d’assalto fu condotto da distaccamenti d’avanguardia formati da commando misti composti da Spetsnaz e forze speciali siriane Tigre. Dopo che i capisaldi furono colpiti dagli attacchi aerei, vennero liquidati dai gruppi d’assalto dell’Esercito arabo siriano, eliminando gli islamisti o scacciandoli. Nel nord montagnoso e a sud della strada che collega T-4 e Tiyas a Palmyra, era più difficile per le forze aeree colpire gli obiettivi. Qui l’Esercito arabo siriano impiegò un gruppo di tiro di supporto con 32 sistemi di artiglieria: obici D-30 da 122 mm; lanciarazzi multipli BM-21 e lanciarazzi termobarici TOS-1A. Le munizioni termobariche sono una combinazione di combustibile liquido e polvere tetranor, utilizzate per distruggere fortificazioni, blindati o terroristi. I proiettili termobarici producono una piccola esplosione che vaporizza il contenuto in una nube infiammabile. Quando l’aerosol così creato entra in contatto con l’ossigeno atmosferico, esplode creando un’onda d’urto tremenda seguita da un fuoco intenso. A 48 ore dall’inizio delle operazioni, l’Aeronautica russa aveva compiuto la missione, l’offensiva terroristica dello Stato islamico fu fermata e i gruppi d’assalto dell’Esercito arabo siriano presero il comando. Lo SIIL si ritirò a Palmyra, assediata da sud, ovest e nord dall’Esercito arabo siriano. La città fu rapidamente liberata e i terroristi si ritirarono ad est di Palmyra. L’Esercito arabo siriano continuò ad avanzare verso la città di Dayr al-Zur.
Secondo una dichiarazione del Tenente-Generale Sergej Rudskoj, a capo del Primo Direttorato Operativo dello Stato Maggiore Generale russo, 1000 terroristi furono eliminati, assieme a 19 carri armati, 37 blindati, 98 tecniche e più di 100 autoveicoli.Le unità commando siriane Tigre
Alla fine del 2013, il Tenente-Colonnello Suhayl al-Hasan fu incaricato di formare un nuovo battaglione delle forze speciali siriane, dalla maggiore capacità offensiva. Fu chiamato Tigre. Alcuni degli ufficiali della nuova unità furono scelti dalle 4.ta e 11.ma Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano. In origine, le Tigri furono preparate utilizzando manuali e istruttori dei commando iraniani e di Hezbollah. Nei primi mesi del 2016, le Tigri crearono due battaglioni addestrati da Spetsnaz ed istruttori iraniani. Ciò spiega il motivo per cui le Tigri utilizzarono AK-74 russi con silenziatori e telemetri laser, cuffie e armature dal sistema Ratnik russo, 10-15 carri armati T-90A e diversi blindati leggeri russi (LMV) nelle operazioni nel governatorato di Aleppo, nell’estate del 2016. Le operazioni offensive di al-Qaida e Stato islamico vengono precedute da due tipi di azioni suicide effettuate simultaneamente. Fino a dieci autoveicoli 4×4 e camion con pesanti armature, chiamati VBIED (Veicolo dotato di ordigni esplosivi) o blindati BMP-1 carichi di esplosivo, corrono da direzioni diverse a tutta velocità per speronare le posizioni dell’Esercito arabo siriano esplodendovi in mezzo. Allo stesso tempo, decine di singoli o gruppi di terroristi con cinture esplosive cercano di penetrare le linee dell’Esercito arabo siriano. Se tale metodo funziona, le unità d’assalto terroristiche iniziano l’offensiva. Le Tigri adottarono un metodo per neutralizzare tali attacchi suicidi tramite imboscate. Nell’imboscata, le tigri utilizzano più punti di osservazione coprendo vari settori, utilizzando cecchini dotati di fucili Orsis T-5000 (calibro 7,62 mm) e KSVK (calibro 12,7mm), nonché cannoni senza rinculo SPG-9 (73mm), lanciarazzi anticarro RPG-29, missili anticarro Metis-M e Kornet. Il 5.to Corpo e il Reggimento Cacciatori anti-SIIL sono unità ausiliarie dell’Esercito arabo siriano integrate da volontari sottoposti a un programma di addestramento, equipaggiamento e armamento finanziato dalla Russia. Il 5.to Corpo ha un primo gruppo di 1000 soldati addestrati nelle tattiche d’assalto da usare contro i gruppi dello Stato islamico, utilizzati dalle unità d’élite delle Tigri.Il ruolo degli Spetsnaz russi nella liberazione di Palmyra
Le Forze Speciali russe sono dotate di caschi 6B47 (sistema Ratnik) con un visore termico 1PN139 e dispositivo di puntamento 1-P88-2, per la visione notturna. Questo gli ha permesso d’infiltrarsi di notte, fino a meno di 5 km dai capisaldi dello SIIL. Di giorno questo era impossibile, a causa dei molti punti di osservazione presidiati dai cecchini dello SIIL. Gli Spetsnaz dotati di Ratnik poi lanciarono i silenziosi mini-UAV ZALA 421-08, con motori elettrici e dal peso di 1,7 kg, con una quota di 3600 m e un’autonomia di 90 minuti [1]. I video trasmessi dagli ZALA 421-08 fornirono le immagini ad infrarossi delle formazioni dello Stato islamico, ricevuti via satellite dal centro operazioni aeree della base aerea russa di Humaymim. La trasmissione avviene tramite il computer tattico Strelets delle forze speciali. Gli schermi dello Strelets inoltre visualizzano automaticamente agli aviatori russi le posizioni di tutti i distaccamenti degli Spetsnaz, evitando così eventuali incidenti di “fuoco amico”. Avendo individuato gli obiettivi da colpire, il centro di comando russo di Humaymim inviava aerei Su-24, Su-25 e Su-30 ed elicotteri d’attacco Mi-28N, Mi-35 e Ka-52. Blindati, camioncini e artiglieria furono colpiti prima dei capisaldi dello SIIL. Per aiutare la precisione degli attacchi aerei, gli Spetsnaz illuminarono alcuni degli obiettivi con i laser. Gli attacchi aerei russi neutralizzarono la potenza di fuoco dello Stato islamico.Test dell’elicottero russo Ka-52
Per la Russia, obiettivo importante dell’operazione era testare gli elicotteri Ka-52 impiegati dalla Marina russa. Il Ka-52 Alligator è un nuovo elicottero da ricognizione e attacco con due eliche coassiali azionate da due motori Klimov TV3 da 1830 kg/s. Può raggiungere una velocità di 350 km/h e un’autonomia di 545 km senza serbatoi supplementari, e può trasportare due tonnellate di armamenti. Quattro contenitori possono essere montati con cannoni da 23mm, o quattro lanciamissili con sei missili anticarro Vikhr a guida laser (con gittata di 12-15 km), o con sei missili aria-aria Igla-V, o due lanciarazzi con 20 razzi S-8 (80mm). Nell’operazione a Palmyra, i test dei nuovi missili Vikhr hanno dato risultati molto buoni. Quando la Marina russa utilizza il Ka-52, viene dotato di due siluri, o quattro missili antinave Kh-25 a guida laser, o 2 missili Kh-35U (dalla gittata di 300 km) o due missili Kh-31AD. L’avionica del Ka-52 comprende apparecchiature appositamente progettate dalla società francese Sextant Avionique, della Thales. Questo permette di visualizzare tutte le informazioni NASH (sistema di navigazione e attacco per elicotteri) sull’HDD (display a testa in giù) del sistema di avvistamento, o direttamente sulla visiera del casco del pilota e del tecnico del sistema d’arma che utilizza il sistema Topowl. Il cannone da 30mm Shipunov 2A422 situato nel muso dell’elicottero viene sempre azionato tramite la visiera del casco. Per la navigazione notturna e in condizioni di scarsa visibilità, l’elicottero è dotato del sensore FLIR russo Khoda e di telemetri laser collegati al sistema di puntamento laser, tutti montati in una torretta sotto la cabina di pilotaggio. In un’altra torretta vi sono sensori elettro-ottici (TV e telecamere agli infrarossi). Gli elicotteri Ka-52 dispongono anche del radar Phazotron FH-01 Crossbow che permette d’inseguire 20 bersagli aerei e terrestri contemporaneamente. Per autoprotezione, l’elicottero Ka-52 ha un ricevitore a banda larga e un sistema di allarme radar Pastel L150. Nello spettro infrarosso è protetto da apparecchiature Mak L136, e nelle frequenze laser da attrezzature Otklik L140. I sistemi d’inganno UV-26 con bengala e cartucce a dipoli metallizzati sono montati nei contenitori alle estremità alari.

[1]. I soldati russi hanno le migliori attrezzature di protezione individuale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora