I bombardieri russi impiegano nuovi missili contro lo Stato islamico

Alex Gorka SCF 06.07.2017

Il 5 luglio, i bombardieri strategici russi hanno colpito lo Stato islamico (IS) in Siria con i nuovi missili da crociera aerolanciati (ALCM) Raduga Kh-101. Secondo il Ministero della Difesa russo, i bombardieri Tu-95MS hanno lanciato missili da crociera Kh-101 su obiettivi dello SIIL lungo il confine tra le province siriane di Hama e Homs. Gli aerei sono decollati dall’aeroporto di Engels in Russia per effettuare un volo con rifornimento aereo. Rientravano alla base dopo la missione. L’aeroporto di Humaymim, nella provincia di Lataqia, attualmente impiegato dall’aviazione frontale, non è adatto ai bombardieri strategici. La sua pista è troppo corta e manca dell’infrastruttura necessaria. Ma i bombardieri strategici possono operare senza atterrare in Siria.
Tre depositi di munizioni e un comando preso Uqayribat furono distrutti. Gli aerei rientravano alla base nella Russia sud-occidentale, dopo aver lanciato i missili a una distanza di 1000 chilometri dagli obiettivi. Il Ministero non ha detto quanti aeromobili presero parte all’attacco, ma ha detto che i bombardieri strategici furono scortati da caccia Sukhoj Su-30SM provenienti dalla base aerea russa nella provincia di Lataqia. L’attacco era il sesto in cui la Russia utilizzava il Kh-101. Un Tupolev-95MS può portare 8 missili. Un bombardiere Tu-160 12. Oltre 60 velivoli con a bordo missili da crociera fanno parte dell’aviazione a lungo raggio della Russia. Un Su-34 è un velivolo tattico che può trasportare 2 missili di questo tipo. Il Raduga può essere dotato di testate ad alto esplosivo, penetranti o cluster. La testata convenzionale conterrebbe 400 kg di esplosivi. La versione Kh-102 può essere dotata di testata nucleare da 250kt. Il Kh-101 utilizza il GLONASS, il sistema di navigazione satellitare russo, per la correzione della rotta e avrebbe un’accuratezza di cinque-sei metri per una gittata efficace fino a 4500 km. La lunga gittata consente di colpire obiettivi in profondità nel territorio nemico senza minacciare la piattaforma di lancio. Il missile può essere lanciato a una quota di 3000-12000 m. Il peso operativo è di 2400 kg, inclusa la testata. La quota di volo 30-6000 m. Deviazione massima: 20 m. Precisione sugli obiettivi in movimento: 10 m. La massima precisione è 5 m. Può accelerare alla velocità massima di 2500 km/h e salire alla quota massima di oltre 15000 metri. Senza booster, l’ALCM va lasciato cadere per acquisire velocità iniziale. Il Kh-101 ha un profilo di volo variabile con una quota compresa tra 30 e 6000 m, una velocità di crociera di 190-200 m/s e una velocità massima di 250-270 m/s. Il Raduga vanta una bassa firma radar. Con la configurazione a “siluro aereo” la sezione trasversale sul radar è di circa 0,01 metri quadrati. L’ALCM ha ali mobili e utilizza materiali radar assorbenti, antenne conformi e altre tecnologie stealth. Il missile utilizzerebbe una combinazione di guida inerziale e navigazione satellitare utilizzando il sistema russo GLONASS. È possibile correggerne la rotta in volo. Un sistema di correzione optoelettronica viene utilizzato invece del radioaltimetro. Con caratteristiche furtive, il missile vola a bassa quota, evitando i radar e nascondendosi dietro il terreno. Nella fase terminale, il missile individua l’obiettivo attraverso coordinate e riconoscimento delle immagini a bordo, sostanzialmente corrispondenti all’immagine caricata dell’obiettivo su cui il missile punta. Se tutto va come pianificato, la testata viene puntata direttamente sull’obiettivo per l’impatto. Le difese aeree possono essere sopraffatte con diversi Kh-101 in volo a bassa quota da diverse direzioni, violando le difese aeree nei punti deboli. I Raduga possono anche seguire rotte circolari per raggiungere gli obiettivi, evitando radar e difese aeree.
Nessuna altra forza aerea al mondo ha un’arma con tali grande gittata, grande precisione e caratteristiche stealth. Il Kh-101 supera ogni analogo statunitense su più aspetti. La potenza di fuoco e la mobilità mostrate il 5 luglio sono un timido avvertimento sulle crescenti capacità militari russe. Un altro vantaggio: con questa capacità d’attacco aereo e di superficie, la Russia non ha bisogno di violare il trattato INF, cosa di cui gli Stati Uniti l’hanno recentemente accusata. Semplicemente non serve avendo tale straordinaria potenza d’attacco aereo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Decapitata la cupola dello Stato islamico

Analisis Militares 16 giugno 2017Il Ministero della Difesa russo annunciava che il capo supremo dello Stato islamico, Abu Baqr al-Baghdadi, era morto in un attacco aereo russo a fine maggio. Non è una rivincita volta a puntellare la strategia degli omicidi mirati, ma piuttosto il contrario. Le VKS russe non avrebbero ucciso specificamente al-Baghdadi ma l’obiettivo era il vertice di molti capi terroristi, tra cui quest’uomo. Secondo l’annuncio del Ministero della Difesa russo, arrivò attraverso vari canali l’informazione di una riunione dei capi dello Stato islamico a Raqqa, dove poteva trovarsi al-Baghdadi. All’incontro avrebbero partecipato 30 capi dello Stato islamico protetti da circa 300 terroristi, parte dei “pretoriani” del califfo. Tra le 00:35 e le 00:45 del 28 maggio 2017, velivoli Sukhoj Su-35S e Su-34 russi attaccarono la posizione.La posizione attaccata, prima (13 maggio 2017) e dopo (29 maggio 2017)

Non è la prima volta che la morte di quest’uomo viene annunciata, come nell’annuncio russo, e che non viene smentita dello Stato islamico. A parte la morte di al-Baghdadi, viene annunciata quella di diverse figure importanti di quest’organizzazione:
Abu al-Haj al-Misri
Ibrahim al-Haj al-Nayaf
Sulayman al-Shuah.
Si aggiorneranno i dati se ci sarà qualcosa d’interessante.

Grafico della zona attaccata.Non si sa per quale motivo furono colpiti i 4 edifici, ma appare un bombardamento straordinariamente accurato.Le distanze sono esigue e anche alcuni “danni collaterali” intorno appaiono molto contenuti.In teoria i russi hanno causato molte vittime tra lo Stato islamico nell’attacco, ma la cosa più importante è che sarebbero morti parecchi capi dell’organizzazione compreso il califfo, anche se non v’è certezza al 100%. Di ciò che appare, impressionano i danni contenuti dell’attacco, lasciando perplessi. Gli edifici sono stati praticamente demoliti, ma vi sono pochi danni collaterali intorno, avendo notevoli danni solo in due edifici attorno ai quattro colpiti; la moschea ha una piccola breccia nella struttura, sul lato nord, e un edificio ha l’angolo sud-occidentale che sembra rovinato. Ciò si comprende meglio guardando la scena con alcuni riferimenti.Le distanze sono esigue. L’edifico è interessato sul lato nord, senza contare i quattro edifici demoliti a 7-8 metri di distanza al massimo. La moschea sarà a poco più di 10 metri dagli edifici attaccati. Si può dire che ciò che sarebbe stato utilizzato per attaccare questi edifici avrebbe avuto una potenza sufficiente a demolirli entro un piccolo raggio, così da non danneggiare gravemente le strutture a una manciata di metri di distanza.

L’impressione è che si tratta di 4 centri, uno per ogni edificio.Amplierò i dati in caso di qualcosa d’interessante.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Forze Speciali russe nella seconda liberazione di Palmyra

Valentin Vasilescu Algora 26 marzo 2017La Siria è un campo di addestramento per l’esercito russo che testa nuovi metodi di combattimento e nuove strutture organizzative adeguate all’antiterrorismo. L’offensiva dello Stato islamico dell’8-12 dicembre 2016 portava alla rioccupazione della città di Palmira, avanzando verso ovest, e bloccando la base aerea siriana T-4 presso Tiyas, 30 km ad ovest di Palmira. La formazione offensiva dello Stato islamico era composta da tre brigate con una di riserva, pari a circa 5000 combattenti. La prima brigata aveva il comando, con 1700 uomini e 30 blindati (BMP-1 o IFV), 70 tecniche con mitragliatrici da 14,5mm, 20 pezzi di artiglieria (obici da 122mm e lanciarazzi multipli BM-21) e decine di mortai da 120mm e 82mm. C’era una brigata di oltre 1000 elementi sui fianchi destro e sinistro, senza artiglieria e meno blindati e camion rispetto al corpo principale. Palmira e l’aeroporto della città erano sorvegliati dalle riserve dello Stato islamico, oltre 800 terroristi.Forze di combattimento a Palmyra
La Base aerea della Siria T-4, presso Tiyas, era difesa da circa 2000 soldati, comprendenti una brigata meccanizzata della 10.ma Divisione di fanteria dell’Esercito arabo siriano, un battaglione territoriale delle NDF composto da riservisti, un battaglione di Hezbollah libanese e un battaglione dell’organizzazione sciita afghana Liwa Fatimiyun. La base T-4 fu quasi circondata, tanto che l’Esercito arabo siriano fu costretto ad inviare rinforzi, circa 2500 soldati, da Aleppo. Oltre a un battaglione delle forze speciali Tigre, un battaglione del 5.to Corpo e 3 compagnie della 18.ma Divisione corazzata (circa 1000 soldati), i rinforzi erano soldati delle NDF (Forze di difesa nazionale), forze ausiliarie senza molta esperienza in combattimento. Anche con i rinforzi, l’Esercito arabo siriano non prevaleva sullo Stato islamico. In queste condizioni, avrebbe richiesto diversi mesi fermare l’offensiva dello Stato islamico e preparare un contrattacco per liberare Palmyra. Pertanto, lo Stato Maggiore di questo gruppo fu composto da ufficiali russi. I pianificatori russi tracciarono rapidamente un piano per le operazioni aeree e di terra per raggiungere l’obiettivo previsto in meno di una settimana.Piano offensivo per la liberazione di Palmira
Il primo elemento chiave fu limitare la mobilità delle tre brigate dello SIIL, impedendogli di muoversi. Misero lo SIIL sulla difensiva e gli impedirono d’inviare le riserve, a 30 km dalla base aerea siriana. Per inchiodare le forze dello Stato islamico e neutralizzarle, il gruppo tattico aereo russo in Siria (con aviogetti ed elicotteri d’attacco) dovette distruggere almeno 600 grandi bersagli nelle prime 72 ore di operazioni. Questo significava che alcuni aerei, in particolare gli elicotteri d’attacco Mi-28 e Ka-52, effettuarono cinque sortite al giorno (rispetto alle due normalmente svolte). La maggior parte erano missioni di supporto aereo a bassissima quota. Questo significava ulteriori rischi per gli aerei russi, vulnerabili a mitragliatrici pesanti e cannoni di piccolo calibro dello SIIL. Il secondo elemento chiave fu l’impiego più efficiente di uno degli elementi fondamentali della guerra: la ricognizione, principalmente tramite la ricognizione effettuata in modo indipendente da truppe di terra. L’accuratezza degli attacchi aerei dipendeva da una buona intelligence, rilevando e trasmettendo con precisione la posizione di ciascuna postazione nemica. Pertanto, il centro di gravità dell’operazione per spezzare l’accerchiamento della base aerea di Tiyas e liberare Palmira fu la capacità del gruppo di Spetsnaz russo nel trasmettere le informazioni della ricognizione al quartier generale dell’operazione. Le forze speciali organizzarono anche incursioni ed imboscate. I russi diedero all’Esercito arabo siriano un flessibile ordine di battaglia, composto da circa 10 gruppi di assalto costituiti da un plotone di carri armati T-62, un plotone di BMP-1, un plotone di BTR-82A, due di semoventi ZSU-23-4 Shilka, 15 di pickup armati con mitragliatrici da 14,5mm e più di 200 Marine su autoveicoli. Le ricognizione dalle truppe di terra di ciascun gruppo d’assalto fu condotto da distaccamenti d’avanguardia formati da commando misti composti da Spetsnaz e forze speciali siriane Tigre. Dopo che i capisaldi furono colpiti dagli attacchi aerei, vennero liquidati dai gruppi d’assalto dell’Esercito arabo siriano, eliminando gli islamisti o scacciandoli. Nel nord montagnoso e a sud della strada che collega T-4 e Tiyas a Palmyra, era più difficile per le forze aeree colpire gli obiettivi. Qui l’Esercito arabo siriano impiegò un gruppo di tiro di supporto con 32 sistemi di artiglieria: obici D-30 da 122 mm; lanciarazzi multipli BM-21 e lanciarazzi termobarici TOS-1A. Le munizioni termobariche sono una combinazione di combustibile liquido e polvere tetranor, utilizzate per distruggere fortificazioni, blindati o terroristi. I proiettili termobarici producono una piccola esplosione che vaporizza il contenuto in una nube infiammabile. Quando l’aerosol così creato entra in contatto con l’ossigeno atmosferico, esplode creando un’onda d’urto tremenda seguita da un fuoco intenso. A 48 ore dall’inizio delle operazioni, l’Aeronautica russa aveva compiuto la missione, l’offensiva terroristica dello Stato islamico fu fermata e i gruppi d’assalto dell’Esercito arabo siriano presero il comando. Lo SIIL si ritirò a Palmyra, assediata da sud, ovest e nord dall’Esercito arabo siriano. La città fu rapidamente liberata e i terroristi si ritirarono ad est di Palmyra. L’Esercito arabo siriano continuò ad avanzare verso la città di Dayr al-Zur.
Secondo una dichiarazione del Tenente-Generale Sergej Rudskoj, a capo del Primo Direttorato Operativo dello Stato Maggiore Generale russo, 1000 terroristi furono eliminati, assieme a 19 carri armati, 37 blindati, 98 tecniche e più di 100 autoveicoli.Le unità commando siriane Tigre
Alla fine del 2013, il Tenente-Colonnello Suhayl al-Hasan fu incaricato di formare un nuovo battaglione delle forze speciali siriane, dalla maggiore capacità offensiva. Fu chiamato Tigre. Alcuni degli ufficiali della nuova unità furono scelti dalle 4.ta e 11.ma Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano. In origine, le Tigri furono preparate utilizzando manuali e istruttori dei commando iraniani e di Hezbollah. Nei primi mesi del 2016, le Tigri crearono due battaglioni addestrati da Spetsnaz ed istruttori iraniani. Ciò spiega il motivo per cui le Tigri utilizzarono AK-74 russi con silenziatori e telemetri laser, cuffie e armature dal sistema Ratnik russo, 10-15 carri armati T-90A e diversi blindati leggeri russi (LMV) nelle operazioni nel governatorato di Aleppo, nell’estate del 2016. Le operazioni offensive di al-Qaida e Stato islamico vengono precedute da due tipi di azioni suicide effettuate simultaneamente. Fino a dieci autoveicoli 4×4 e camion con pesanti armature, chiamati VBIED (Veicolo dotato di ordigni esplosivi) o blindati BMP-1 carichi di esplosivo, corrono da direzioni diverse a tutta velocità per speronare le posizioni dell’Esercito arabo siriano esplodendovi in mezzo. Allo stesso tempo, decine di singoli o gruppi di terroristi con cinture esplosive cercano di penetrare le linee dell’Esercito arabo siriano. Se tale metodo funziona, le unità d’assalto terroristiche iniziano l’offensiva. Le Tigri adottarono un metodo per neutralizzare tali attacchi suicidi tramite imboscate. Nell’imboscata, le tigri utilizzano più punti di osservazione coprendo vari settori, utilizzando cecchini dotati di fucili Orsis T-5000 (calibro 7,62 mm) e KSVK (calibro 12,7mm), nonché cannoni senza rinculo SPG-9 (73mm), lanciarazzi anticarro RPG-29, missili anticarro Metis-M e Kornet. Il 5.to Corpo e il Reggimento Cacciatori anti-SIIL sono unità ausiliarie dell’Esercito arabo siriano integrate da volontari sottoposti a un programma di addestramento, equipaggiamento e armamento finanziato dalla Russia. Il 5.to Corpo ha un primo gruppo di 1000 soldati addestrati nelle tattiche d’assalto da usare contro i gruppi dello Stato islamico, utilizzati dalle unità d’élite delle Tigri.Il ruolo degli Spetsnaz russi nella liberazione di Palmyra
Le Forze Speciali russe sono dotate di caschi 6B47 (sistema Ratnik) con un visore termico 1PN139 e dispositivo di puntamento 1-P88-2, per la visione notturna. Questo gli ha permesso d’infiltrarsi di notte, fino a meno di 5 km dai capisaldi dello SIIL. Di giorno questo era impossibile, a causa dei molti punti di osservazione presidiati dai cecchini dello SIIL. Gli Spetsnaz dotati di Ratnik poi lanciarono i silenziosi mini-UAV ZALA 421-08, con motori elettrici e dal peso di 1,7 kg, con una quota di 3600 m e un’autonomia di 90 minuti [1]. I video trasmessi dagli ZALA 421-08 fornirono le immagini ad infrarossi delle formazioni dello Stato islamico, ricevuti via satellite dal centro operazioni aeree della base aerea russa di Humaymim. La trasmissione avviene tramite il computer tattico Strelets delle forze speciali. Gli schermi dello Strelets inoltre visualizzano automaticamente agli aviatori russi le posizioni di tutti i distaccamenti degli Spetsnaz, evitando così eventuali incidenti di “fuoco amico”. Avendo individuato gli obiettivi da colpire, il centro di comando russo di Humaymim inviava aerei Su-24, Su-25 e Su-30 ed elicotteri d’attacco Mi-28N, Mi-35 e Ka-52. Blindati, camioncini e artiglieria furono colpiti prima dei capisaldi dello SIIL. Per aiutare la precisione degli attacchi aerei, gli Spetsnaz illuminarono alcuni degli obiettivi con i laser. Gli attacchi aerei russi neutralizzarono la potenza di fuoco dello Stato islamico.Test dell’elicottero russo Ka-52
Per la Russia, obiettivo importante dell’operazione era testare gli elicotteri Ka-52 impiegati dalla Marina russa. Il Ka-52 Alligator è un nuovo elicottero da ricognizione e attacco con due eliche coassiali azionate da due motori Klimov TV3 da 1830 kg/s. Può raggiungere una velocità di 350 km/h e un’autonomia di 545 km senza serbatoi supplementari, e può trasportare due tonnellate di armamenti. Quattro contenitori possono essere montati con cannoni da 23mm, o quattro lanciamissili con sei missili anticarro Vikhr a guida laser (con gittata di 12-15 km), o con sei missili aria-aria Igla-V, o due lanciarazzi con 20 razzi S-8 (80mm). Nell’operazione a Palmyra, i test dei nuovi missili Vikhr hanno dato risultati molto buoni. Quando la Marina russa utilizza il Ka-52, viene dotato di due siluri, o quattro missili antinave Kh-25 a guida laser, o 2 missili Kh-35U (dalla gittata di 300 km) o due missili Kh-31AD. L’avionica del Ka-52 comprende apparecchiature appositamente progettate dalla società francese Sextant Avionique, della Thales. Questo permette di visualizzare tutte le informazioni NASH (sistema di navigazione e attacco per elicotteri) sull’HDD (display a testa in giù) del sistema di avvistamento, o direttamente sulla visiera del casco del pilota e del tecnico del sistema d’arma che utilizza il sistema Topowl. Il cannone da 30mm Shipunov 2A422 situato nel muso dell’elicottero viene sempre azionato tramite la visiera del casco. Per la navigazione notturna e in condizioni di scarsa visibilità, l’elicottero è dotato del sensore FLIR russo Khoda e di telemetri laser collegati al sistema di puntamento laser, tutti montati in una torretta sotto la cabina di pilotaggio. In un’altra torretta vi sono sensori elettro-ottici (TV e telecamere agli infrarossi). Gli elicotteri Ka-52 dispongono anche del radar Phazotron FH-01 Crossbow che permette d’inseguire 20 bersagli aerei e terrestri contemporaneamente. Per autoprotezione, l’elicottero Ka-52 ha un ricevitore a banda larga e un sistema di allarme radar Pastel L150. Nello spettro infrarosso è protetto da apparecchiature Mak L136, e nelle frequenze laser da attrezzature Otklik L140. I sistemi d’inganno UV-26 con bengala e cartucce a dipoli metallizzati sono montati nei contenitori alle estremità alari.

[1]. I soldati russi hanno le migliori attrezzature di protezione individuale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Trump e T.Rex estingueranno gli USA

Alessandro Lattanzio

In realtà, oltre Trump, sono disperati anche i ratti neocon; Rex Tillerson (T.Rex per gli amici) è corso a Mosca minacciando, e portandosi dietro i pecoroni del G7 (paesi tutti guidati da mezzeseghe e fenomeni da baraccone come gentiloni e trudeau); ma in realtà vuole implorare la Russia di fargli vincere la partita in Siria. Ma il rifiuto di Putin d’incontrare questa feroce nullità di Tillerson è già di per sé un segnale inequivocabile. Gli USA si sono messi in un angolo, e il caprone Trump, con la sparata su al-Shayrat, ha in un colpo disintegrato le posizioni residuali degli USA e pure il quadretto della presunta potenza bellica statunitense, con i suoi missili abbattuti a decine. Questa massa d’imbecilli viene magnificata, paradossalmente, dai presunti antiamericani geopolitici, che scambiano per furbizia democristiana le convulsioni di un suicida.
Come detto, l’attacco su Shayrat ha rafforzato le posizioni della Corea democratica, e della Cina, insultata da questo caprone di Tillerson che ha diffuso la menzogna che Xi avesse approvato l’attacco, facendo infuriare ancor più Pechino. Pensano sul serio di aver a che fare con Gheddafi o Hussain? E per di più credono alle menzogne che i media riferiscono su loro stesso ordine! Alienati messi in un angolo, fanno sembrare un Obama uno statista. Il resto, le varie cacate su cluster bombs e napalm spalmati sui ratti e i loro covi, possono indignare il frociume sinistro occidentale, ma nessun altro, visto che gli USA sono sempre i primi a usare tali armi contro i civili, e non certo contro i loro agenti camuffati da terroristi islamisti.

Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov dichiarava che il segretario di Stato degli USA Rex Tillerson non incontrerà il Presidente Vladimir Putin durante la visita a Mosca, Peskov aveva anche dichiarato che l’aggressione alla Siria dimostra la totale mancanza di volontà di Washington di collaborare e che i rinnovati inviti al Presidente Bashar al-Assad a dimettersi non aiutano a risolvere la crisi. “Non c’è alternativa ai colloqui di pace a Ginevra e Astana”, concludeva Peskov. A Lucca, i capi europei erano ansiosi di sentirsi dire da Washington che s’impegna a rovesciare Assad e a sanzionare la Russia. Infatti Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna invitavamo i ministri degli esteri di Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Qatar per discutere della distruzione della Siria. Il fronte islamo-atlantista è al gran completo, con tanti saluti ai deliri di Dugin e seguaci, prostitute dichiarate dei servizi segreti turchi e della NATO. Anche il segretario alla Difesa degli USA, l’ex-generale James Mattis, cantava vittoria arrivano a sostenere che l’attacco missilistico del Pentagono alla base aerea di al-Shayrat avrebbe distrutto 92 aerei dell’Aeronautica araba siriana (SAAF), imitando Schwarzkopf nell’elencare gli strabilianti (e sempre farlocchi) successi militari statunitensi in Iraq nel 1991. Ma nonostante tale “strabiliante successo” statunitense, la base aera di al-Shayrat tornava pienamente operativa 24 ore dopo l’attacco missilistico. Ciò mentre il Comando Centrale (CENTCOM ) degli Stati Uniti si esibiva in un contorsionismo ridicolo per giustificare l’esibizione d’impotenza e fallimento nell’attacco missilistico su al-Shayrat. Il fallimento dei 59 missili da crociera Tomahawk lanciati contro la base della SAAF di Shayrat (un 60.mo missile non era neanche riuscito a decollare), crea forte nervosismo nel Pentagono. Di conseguenza, i media mainstream con le loro “fonti della difesa USA anonime”, e lo stesso Trump, cercavano di spiegare le dimensioni di tale “successo”. Il CENTCOM arrivava a dire che nella base siriana fossero presenti “depositi di armi chimiche”, e che l’US Navy gli aveva “evitati”; ovviamente il CENTCOM evitava pure di dimostrare la presenza di tali “depositi di armi chimiche”. I capi degli Stati Uniti difatti hanno compreso di aver commesso un passo falso, e ora cercano di spacciarlo da mossa riuscita. In realtà, il comportamento dei militari statunitensi dimostra gravi carenze.
L’attacco missilistico non avevano inflitto gravi danni, sebbene i missili avessero seguito una rotta attraversando prima lo spazio aereo libanese e, una volta in quello siriano, costeggiando il confine tra Giordania e Siria per poi volgere a nord per colpire Shayrat, dato che la rotta che sorvolava la costa siriana, tra Tartus e Lataqia, è ultraprotetta dai sistemi di difesa aerei russi schierati nella base aerea di Humaymim e presso la base navale di Tartus. Grazie alla manovra contorta seguita dai missili da crociera Tomhawk, gli S-300 siriani non poterono intercettarli tutti per via della complessa topografia della regione sorvolata da tali missili. Nella base aerea, i missili statunitensi distruggevano effettivamente un solo MiG-23ML, e danneggiavano altri cinque velivoli dell’Aeronautica siriana. Tutti velivoli fuori uso e in manutenzione. I missili da crociera erano degli RGM/UGM-109E, Block4, dotati di una testata semi-penetrante WDU-36/B in titanio dal peso di 317 kg. Tale ogiva permette di aumentare la gittata del missile a 1600 km, ma ne riduce la potenza esplosiva, rendendo i missili inefficaci contro gli hangar protetti di al-Shayrat. L’US Navy dispone dei vecchi BGM-109C con testata da 440 kg e BGM-109D con testata a submunizioni. Non furono impiegati per via dell’attuazione frettolosa dell’attacco: questi missili da crociera dovevano essere  inviati nel Mediterraneo. Nel frattempo, gli statunitensi preparano le forze dei loro agenti locali, le “Forze democratiche siriane” (SDF), per accerchiare Raqqa e Tabaqa. Ma tale operazione dipende dalle forze aeree degli Stati Uniti, e le operazioni aeree statunitensi sulla Siria dipendono dalla volontà della Russia, che ha già abrogato il memorandum sulla prevenzione degli incidenti aerei. Infatti, il Pentagono ha ridotto le sortite aeree nella regione di Raqqa.Fonti:
South Front
Sputnik
Sputnik
Zerohedge

I fagiani, anche dal ciuffo dorato, finiscono in pentola comunque.

L’ammiraglia Nora W. Tyson, la cui flotta minaccia la Corea Democratica

Attacco missilistico: gli S-300 hanno funzionato e gli USA sospendono i voli sulla Siria

Attacco USA: gli S-400 hanno funzionato
Infosdanyfr 09/04/2017

Dal lancio dei 59 missili Tomahawk contro un aerodromo di Homs, una domanda continua ad emergere in ogni analisi: 23 dei 59 missili da crociera degli Stati Uniti hanno colpito il bersaglio. E il resto? Cos’è successo agli altri 34 Tomahawk sparati dalle due navi da guerra statunitensi dispiegate nel Mediterraneo? La risposta sarebbe nel video diffuso da al-Alam: la contraerea siriana intercettava e distruggeva 34 missili Tomahawk prima che raggiungessero la base aerea Shayrat. L’informazione evidenzia il decreto della presidenza siriana per intercettare e abbattere i missili degli Stati Uniti fin dal primo minuto dell’attacco. Altri analisti indicano il ruolo dei radar russi che sarebbero subito entrati in azione dopo il lancio del primo missile. Si tratta degli S-300 siriani o degli S-400 russi schierati in Siria? Perché nascondere questa “risposta pungente” e riferirla due giorni dopo l’attacco? Il video pubblicato da fonti militari siriane dimostra una cosa: se la Siria e l’alleata Russia ne hanno evitato la diffusione a poche ore dagli attacchi degli Stati Uniti, lo era per evitare un’escalation. Ma con l’intensa campagna di minacce a Siria e Russia non ci sarebbe forse motivo di non rivelare “le debolezze missilistiche degli Stati Uniti” e “la potenza della difesa aerea siriana“.
Gli Stati Uniti annunciarono, tramite il portavoce della Casa Bianca Sean Spicer, di non avere preavvertito la Russia dell’attacco contro il territorio siriano. All’inviata di Fox News, il portavoce diceva che “non avemmo alcun contatto con la leadership politica russa“, il che significa che gli Stati Uniti in realtà volevano “anticipare” i russi. Ma la sorpresa non sembra “esser andata bene!” Gli analisti dicono ancora che la Russia, le cui navi da guerra tornano nel Mediterraneo, ha dimostrato moderazione evitando una “guerra balistica” che poterebbe alla “guerra nucleare”.

Le forze siriane disperdono gli aerei da combattimento
Infosdanyfr 09/04/2017

La Syrian Arab Air Force ha deciso di rischierare i propri aerei da combattimento per impedire di essere distrutti da nuovi attacchi con missili da crociera. I caccia Mikojan MiG-29SM sono stati trasferiti ad Humaymim. Altri velivoli d’attacco venivano sparsi su vari aeroporti secondari. Damasco ha tratto insegnamento da iraniani e iracheni. Durante la seconda guerra del Golfo, nel 1991, l’Iraq trasferì i suoi migliori aerei da combattimento in Iran, con cui fu in guerra fino al 1988. Questi velivoli non furono mai restituiti. Il 16 gennaio 1991 gli Stati Uniti scatenarono una grande guerra aerea contro l’Iraq, dal risultato controverso. L’Iraq poi avrebbe fatto ricorso a uno stratagemma molto vecchio con esche a basso costo che le forze della coalizione di Washington si affrettarono a bombardare con missili e munizioni dal valore in peso d’oro. L’attacco con i missili da crociera degli Stati Uniti su ordine di Trump contro una base aerea siriana, ha molte incognite.
Il destino dei missili Tomahawk “perduti”, 30 unità su 59 sparate dalle navi di superficie dell’US Navy dal Mediterraneo orientale, rimane un enigma. Il resto dei missili colpì una zona di 300-4000 metri presso la base al-Shayrat; solo 10 missili Tomahawk raggiunsero un hangar fortificato della base, distruggendo un radar e 7 aerei da combattimento, per lo più Mikojan MiG-23 non operativi. 10 civili e 4 soldati furono uccisi nella città omonima adiacente alla base attaccata.

Gli USA hanno paura di bombardare la Siria dopo che la Russia ha interrotto le comunicazioni
Le missioni di bombardamento degli Stati Uniti sulla Siria sono crollate dopo l’attacco missilistico del 6 aprile
Marko Marjanovic, Russia Insider 10/04/2017

Colpendo le forze siriane il 6 aprile con missili da crociera, gli Stati Uniti dimostravano ‘determinazione’. Tanta ‘determinazione’ che ora temono di sorvolare la Siria per timore che i russi li abbattano.
Ufficiali degli USA hanno detto al New York Times: “La task force statunitense che combatte lo Stato islamico ha drasticamente ridotto gli attacchi aerei sui terroristi in Siria, mentre i comandanti valutano se le forze del governo siriano o degli alleati russi hanno intenzione di rispondere all’attacco con i missili da crociera degli Stati Uniti sulla base aerea siriana, della scorsa settimana, dicono gli ufficiali statunitensi”. A parte la dimostrazione di quanto sia duro Trump, l’attacco degli Stati Uniti ha tolto agli ascari degli USA in Siria il supporto di cui godevano prima, mentre la battaglia per Raqqa s’intensifica. Gli USA adesso si limitano ai soli attacchi essenziali, scortandoli con costosi caccia F-22 (il Belgio nel frattempo ha sospeso le operazioni).
L’insicurezza degli Stati Uniti non è solo causata dall’attacco con i missili da crociera, ma più specificamente dalla reazione russa. Subito dopo, i russi sospendevano la linea telefonica di “deconflitto” con gli statunitensi, che ora devono indovinare le intenzioni dei russi. Non v’è stato un simile calo degli attacchi aerei siriani e russi. Infatti numerosi attacchi alle posizioni dei terroristi venivano riportati nel fine settimana. È interesse russo e statunitense che la linea di deconflitto sia ripristinata, ma gli statunitensi ne hanno un bisogno più urgente e i russi vi faranno leva. Lungi dal potenziare il prestigio degli Stati Uniti, l’attacco del 6 aprile e le sue conseguenze si ridimensionano agli occhi degli osservatori più attenti.

Le icone rosse indicano le operazioni russe, quella blu le operazioni statunitensi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora