Le formazioni paramilitari siriane

Alessandro Lattanzio, 14/9/2017

Il nostro onore sarà solo l’onore di affrontare l’occupazione e la cospirazione occidentale statunitense, del nemico taqfiro e del nemico israeliano. Il nostro onore è la Palestina e dalla Palestina a Gaza, e da Gaza a tutta la terra della Palestina. Il nostro onore è in Siria affrontando la cospirazione contro la Siria, e il nostro onore è la Resistenza“.
Mahmud Qamiti, dell’Ufficio Politico di Hezbollah

Quwat Muqatili al-Ashair
Le Quwat Muqatili al-Ashair (“Forze dei Combattenti delle Tribù”) sono una milizia governativa. Le Quwat Muqatili al-Ashair sono guidate dallo Shaiq Turqi Abu Hamad dell’ufficio politico del Movimento Socialista Arabo, separatosi dal Baath nel 1963, ma componente del Fronte Nazionale Progressista, coalizione di partiti guidata dal Baath stesso. Turqi Abu Hamad è originario di Raqqa, la sua milizia è affiliata all’intelligence militare siriana tramite Zayd Ali Salah, comandante della 30.ma Divisione di fanteria e direttore della comunità di sicurezza e militare di Aleppo. Il fratello di Turqi, l’ingegnere Ahmad Abu Hamad, è il comandante delle Quwat Muqatili al-Ashair. 500 combattenti delle Quwat Muqatili al-Ashair furono trasferiti da Aleppo ad al-Qafsa, sul fiume Eufrate. Nel 2016 fu costituita, presso le Quwat Muqatili al-Ashair, un contingente di drusi del governatorato di Suwayda, il Bayraq al-Suwayda, che partecipò alla liberazione della zona tra Tadmur e al-Suqanah. I russi hanno decorato Turqi e Ahmad Abu Hamad.

Liwa al-Jabal
La Liwa al-Jabal (Brigata della Montagna) è una formazione di 5 gruppi combattenti popolari di supporto ad esercito e forze nazionali nel governatorato di Suwayda, nella lotta contro le bande di Jabhat al-Nusra e Daish (Stato islamico). Le cinque formazioni che costituiscono Liwa al-Jabal sono:
– Qatib Jalamid Urman
– al-Zaqaba
– Amar bin Yasir
– al-Suqur
– al-Basha
La Liwa al-Jabal partecipa alle campagne anticrimine assieme al Partito social-nazionale siriano, al Jamiyat al-Bustan e all’Haraqat Rijal al-Qarama.Saraya al-Tuhid
Il Partito dell’Unità Araba, espressione dei drusi libanesi contrari a Walid Jumblatt, sostiene il Baath in Siria, e dispone del Qatib Amar bin Yasir, fondato nel luglio 2006 in Libano ed operante in Siria, nelle province di Suwayda e Qunaytra, nell’ambito della difesa delle aree druse dai terroristi. Un’altra unità armata del Partito dell’Unità Araba è la Saraya al-Tuhid (“La Brigata dell’Unità”). Il Partito dell’Unità Araba è un alleato di Hezbollah, un cui esponente, Mahmud Qamiti, che svolge un ruolo di collegamento, affermò: “Il nostro onore sarà solo l’onore di affrontare l’occupazione e la cospirazione del piano occidentale statunitense, del nemico taqfiro e del nemico israeliano. Il nostro onore è la Palestina e dalla Palestina a Gaza, e da Gaza a tutta la terra della Palestina. Il nostro onore è in Siria e di fronte alla cospirazione contro la Siria, e il nostro onore è nella Resistenza“. Wiam Wahab, leader del Partito dell’Unità Araba, definiva il ruolo di Saraya al-Tuhid precisando che il gruppo non comprende “brigate militari o di sicurezza, o terroristi come i paurosi dicono, ma piuttosto le brigate dell’imminente cambiamento, il tempestivo cambiamento verso un migliore domani, per noi, la nostra montagna e la nostra gente da Iqlim al-Qarub all’ultima montagna e all’ultimo pezzo di Libano, da sud a nord: sono brigate civili che rifiutano l’uso delle armi tranne che per l’autodifesa e sostenere l’esercito e le forze di sicurezza libanesi, se necessario, affrontando qualsiasi aggressione “israeliana” come parte della resistenza”. Wahab sottolineava la solidarietà con il Baath e l’Esercito arabo siriano, e la “Resistenza libanese” che resiste al fianco di Damasco e delle comunità druse in Siria che si oppongono agli assalti dei terroristi. La Saraya al-Tuhid fu creata nell’ottobre 2016 e dispone di centinaia di aderenti che operano non solo in Libano, ma anche in Siria, presso Hadar e Suwayda.

Labuat al-Jabal
Le Labuat al-Jabal (“Leonesse di montagna”) della provincia di Suwayda, è un’organizzazione drusa costituita nel luglio 2015 ed affiliata al Madhafat al-Watan, movimento civile nazionalista e popolare. È un’organizzazione femminile addestrata all’uso di armi, educazione fisica, pronto soccorso e supporto morale.

Qatib Jalamid Urman (Dir al-Jabal)
Il Qatib Jalamid Urman (Battaglione Rocca di Urman), difende Urman, un villaggio nella provincia di Suwayda, ed aderisce al gruppo Dir al-Jabal (Scudo della montagna), riferendosi a Suwayda, anche chiamata Jabal al-Arabi/al-Druzi (“Montagna degli Arabi/Drusi”). La milizia è un’organizzazione ausiliaria dell’Esercito arabo siriano che ha operato nei fronti di Suwayda, Ghuta e campo Shair nel deserto di Homs. Il Qatib Jalamid Urman fu creato nel giugno 2015 per proteggere la comunità dal terrorismo islamista e dalle azioni del Rijal al-Qarama, organizzazione anti-siriana di shaiq Abu Fahad Wahid al-Balus. Il Qatib Jalamid Urman svolge servizi d’ordine nella provincia di Suwayda, contro il contrabbando e a difesa degli studenti che uscivano dalle scuole. La milizia inoltre pattuglia il confine Siria-Giordania. Il Qatib Jalamid Urman sostiene le Forze di Difesa Nazionale.

Qatib Humat al-Diyar
Il Qatib Humat al-Diyar (“Battaglione dei Guardiani della Patria”, in riferimento all’inno nazionale siriano Humat al-Diyar), è guidato da Nazih Jarba (Abu Husayin), parente di Shaiq Yusuf Jarba, uno dei tre Mashayaq al-Aqal, le massime autorità religiose dei drusi in Siria. L’unità fu formata nella provincia di Suwayda nel 2012. Il Qatib Humat al-Diyar fa parte delle Forze di Difesa Nazionale e conta 2000 combattenti. Nell’agosto 2015, il Qatib Humat al-Diyar, incontrando il Partito dell’Unità Araba, affermò di “condividere le posizioni a protezione del Jabal al-Arabi/Druzi di Suwayda“. Il Qatib Humat al-Diyar supporta anche il Partito Social-Nazionale Siriano, che ha una base ad Ariqa, presso Suwayda, le Forze di Difesa Nazionale, la Liwa al-Baath e il gruppo Amar bin Yasir. Le attività del Qatib Humat al-Diyar riguardano la sicurezza nella provincia di Suwayda, al fianco delle milizie popolari, come la difesa del villaggio Hadar contro i terroristi, nel settembre 2016, e la lotta al contrabbando.

Asad al-Qarubim
Nel febbraio 2016, il gruppo cristiano siriano Junud al-Masih (“Soldati di Cristo”), pubblicava: “La Siria è bella con Assad. Al vostro servizio nell’anima e nel sangue, per il nostro Presidente Bashar al-Assad, abbiamo iniziato con 5 gruppi e oggi siamo diventati più di 15 gruppi armati siriani cristiani“. Junud al-Masih probabilmente aderiscono agli Asad al-Qarubim (“Leoni dei Cherubini”), creata nel 2013 durante “l’attacco terroristico al monastero dei Cherubini” di Saydnaya. L’unità ha partecipato a numerosi operazioni anche al di fuori della zona di Saydnaya, nel Ghuta, a Daraya, Homs, Qalamun e Jubar, presso Damasco. Inoltre, Asad al-Qarubim hanno un contingente a nord di Hama. Il 10 settembre 2015, gli Asad al-Qarubim parteciparono alla liberazione delle colline che circondano la località cristiana di Marunah, provincia di Damasco, ricacciando i terroristi dall’autostrada di Harasta. Nel novembre del 2015, il gruppo operava nel Badiyah al-Homs, vicino Quraytin, Mahin e Sadad, combattendo contro lo Stato islamico, assieme ai Nusur al-Zuba e al Suturo. Asad al-Qarubim sarebbero collegati agli Huras al-Fajr (“I Guardiani dell’Alba”), che dall’11 settembre 2015 riuniscono le milizie cristiane affiliate all’intelligence della SAAF, l’Aeronautica Militare siriana. Oltre ad Asad al-Qarubim, i gruppi costituenti gli Huras al-Fajr sono:
– Gruppo Ararat
Asad al-Wadi (del Wadi al-Nasara nella provincia di Homs)
– Asad al-Hamidiya (del quartiere Hamidiya di Homs)
– Reggimento d’Intervento
– Asad Duala (del quartiere Duala di Damasco)
Gli Asad al-Qarubim sono l’evoluzione delle milizie nate per la difesa dei luoghi santi cristiani in Siria, sul modello delle organizzazioni sciite, ed oggi combattono in diverse regioni della Siria occidentale.

Quwat al-Ghadab
Le Quwat al-Ghadab (“Forze della Rabbia”), furono fondate nella città greco-ortodossa di Suqaylabiyah, nella provincia di Hama, il 16 marzo 2013 per difendere la città in coordinamento con la Guardia repubblicana e il Comando Generale dell’Esercito arabo della Siria. Le Quwat al-Ghadab hanno operato oltre che a Suqaylabiyah, a Tal Uthman contro i terroristi, all’inizio del novembre 2015, e nella provincia di Lataqia. Il leader è Philip Sulayman, collegato al comandante delle NDF di Suqaylabiyah Nabil al-Abdullah. Sulayman è un riservista dell’Esercito arabo siriano.

Quwat Wad al-Sadiq
Le Quwat Wad al-Sadiq (Forze della Vera Promessa) sono affiliate ad Hezbollah, create nel 2012 presso Sayida Zaynab a Damasco, sede del più noto santuario sciita in Siria. Vi aderiscono sciiti e drusi. Le Quwat Wad al-Sadiq hanno combattuto a Damasco, Qalamun, Idlib, Dara, Qunaytra, Aleppo e Badiyah. Ebbero un ruolo importante nella liberazione dell’area di al-Duqaniya, ad est di Damasco, occupata dai terroristi nel settembre 2014, e liberata un mese dopo. Hezbollah supporta e coordina questa unità.

Liwa Muqtar al-Thiqfi
La Liwa Muqtar al-Thiqfi (“Brigata Muqtar al-Thiqfi”) o Fuj Umar Bani Hashim (“Reggimento Umar Bani Hashim”) o Gruppo 313. Muqtar al-Thiqfi guidò la rivolta contro gli Umayadi nel tentativo di vendicare la morte dell’Imam al-Husayn, nipote del profeta Muhamad ucciso nella battaglia di Qarbala. Bani Hashim era invece Abu al-Fadil al-Abas, figlio dell’Imam Ali, il primo Imam sciita. Anche Abu al-Fadil al-Abas fu ucciso nella battaglia di Qarbala. La Liwa Muqtar al-Thiqfi fu creata nel 2016, opera sul fronte di Lataqia ed è supportata dal Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica Iraniana. Vi aderiscono sciiti, sunniti e alawiti siriani, sopratutto renitenti alla leva, disertori ed ex-soldati. L’unità dispone di 4500 combattenti e sarebbe collegata all’intelligence militare (Aman al-Asqari) di Hama.

Saraya al-Arin
La Saraya al-Arin (“Brigata dell’Arena”) o Fuj Abu al-Harith (Reggimento Abu al-Harith) utilizza emblemi in cui compare il numero 313, riferendosi al numero dei soldati musulmani nella battaglia di Badr contro i Quraysh o ai compagni dell’Imam al-Mahdi. La Saraya al-Arin è guidata da Yasir al-Asad di Qardaha, nella provincia di Lataqia. Fondata nell’aprile 2015, è affiliata all’Esercito arabo siriano ed opera principalmente sul fronte di Lataqia in coordinamento con le forze del Dir al-Aman al-Asqari (“Scudo dell’Intelligence Militare”) dell’intelligence militare della provincia di Lataqia.

Liwa Sayf al-Haq Asadalah al-Ghalib
La Liwa Sayf al-Mahdi, o Liwa Sayf al-Haq Asadalah al-Ghalib, è una milizia di Sayida Zaynab, località fulcro della comunità sciita in Siria, collegata con la Guardia Repubblicana. L’unità fu creata nel 2014 da Ghalib Abu Ahmad ed opera presso Damasco e nel Qalamun.

Liwa al-Imam Zayn al-Abidin
La Liwa al-Imam Zayn al-Abidin fu formata nel 2013 da Zahir Hasan al-Asad, aderente al Muqawama al-Suriya (Resistenza Siriana). La Liwa al-Imam Zayn al-Abidin ha operato ad Ithriya, Tadmur e Qunaytra, ma soprattutto a Dayr al-Zur, combattendo su quel fronte al fianco di Forze di Difesa Nazionale, Leoni del Leader Eterno di Haj Azrail, Leoni dell’Eufrate, affiliati all’Aman al-Dula (“Sicurezza dello Stato”), Leoni dell’Est, milizia della tribù Shayitat collegata alla Guardia repubblicana di Isam Zahradin, Liwa al-Baath, Hashd al-Shabi, le milizie di mobilitazione popolare che si ispirano alle milizie irachene, Hezbollah e Quwat al-Jalil (“Forze di Galilea”). La Liwa al-Imam Zayn al-Abidin comprende combattenti da al-Buqamal, Raqqa, Hasaqah, Qamishli, Damasco e Dara.Liwa al-Jalil
Ala politico-militare del “Movimento nazionale di azione per la resistenza”. La Liwa al-Jalil (Brigata della Galilea) fu fondata il 29 maggio 2015; è un “movimento laico e di sinistra” incentrato su nazionalismo arabo, causa palestinese e ruolo della Siria nell’Asse della Resistenza. “Tenuto conto delle circostanze che gli arabi in generale e la causa palestinese attraversano, e il pericolo che minaccia ogni Paese della Resistenza in questa regione, la nostra gioventù palestinese e siriana ha deciso di formare un’entità della resistenza in quei Paesi che affrontano la tirannia e l’egemonia che non cessano di minacciare fin dall’occupazione della Palestina. L’ideologia di questa entità è quella del movimento d’avanguardia della gioventù della Resistenza che combatte la guerra di liberazione e d’indipendenza, qualunque siano circostanze e capacità. E il nostro successo nel sostenere questa causa in Palestina o nei Paesi della resistenza che sostengono la Palestina, è il successo nel spezzare la servitù collettiva di ogni essere umano proprio come questi giovani della resistenza si sforzano di fare. Il movimento considera la causa palestinese causa fondamentale, poiché è la prima causa dell’umanità nella lotta all’occupazione e all’egemonia perseguendo la liberazione, perciò sulle fondamenta dell’umanità e del nazionalismo poniamo il nostro ruolo ideologico, politico e militare in questo conflitto da vincere. Il Movimento Nazionale di Azione della Resistenza è stato creato nell’attuale conflitto tra l’ideologia della Resistenza e la controparte che persegue la guerra contro la nostra ideologia. Ci sforzeremo di sconfiggerla e sterminarla sotto qualsiasi copertura, perché la liberazione dei popoli non può avvenire con la distruzione delle loro terre e della loro identità resistenziale. Pertanto, sul piano politico puntiamo ad unire i ranghi di tutte le fazioni palestinesi che sostengono l’ideologia della resistenza, nonché a preservare la causa palestinese come causa centrale, a che i nostri sacrifici siano la via per liberare l’intera Patria palestinese, affidandoci al principio della resistenza e non confondendoci col nemico e il suo seguito. Il nostro lavoro sulla terra della Repubblica araba siriana è sostenere l’Asse della Resistenza e mantenere al sicuro i campi della diaspora palestinese e i componenti più importanti della stabilità del nostro popolo palestinese, punto focale del sostengo alla vittoria della causa: perciò non si dovrà cambiare campo partecipando ai conflitti interni di queste terre, alimentando idee, atti e piani contro i Paesi che hanno sostenuto e continuano a sostenere la Palestina e la liberazione del popolo palestinese. E non so dovrà divenire la spina nel fianco di questi Paesi, perché le azioni compiute a nome del popolo della Resistenza non solo mirano a distruggerne la stabilità, ma anche ad aggravare e sconvolgere la causa e i suoi sostenitori, perché le mani sioniste e della loro entità illegittima sono chiare in questi azioni, tra cui la rinascita del piano di Antoine Lahad nella regione meridionale della Repubblica araba siriana, le cui cospirazioni affronteremo fianco a fianco con l’Esercito arabo siriano, tagliando le mani a tala entità. Difatti, il nostro conflitto è esistenziale contro il pensiero sionista, l’egemonia globale e l’oppressione dei popoli“. Il riferimento ad Antoine Lahad riguarda la milizia del Sud del Libano collaborazionista d’Israele durante l’occupazione del Libano. Liwa al-Jalil indicava i terroristi nel sud della Siria come alleati e ascari d’Israele. La Liwa al-Jalil ha sostenuto le operazioni per difendere l’autostrada al-Salam, che collega Damasco e Qunaytra, in particolare nella zona di Qan al-Shayq, a sud di Damasco, e presso Qurum Jaba.

Quwat al-Jalil
Le Quwat al-Jalil (Forze della Galilea) parteciparono alle operazioni nel Qalamun, liberando Tal Musa, al-Talaja, Tal Baluqusat e Tal Qashia. È una forza ausiliaria dell’Esercito arabo siriano guidata da Fadi al-Malah e composta da siriano-palestinesi. Fu istituita il 15 maggio 2011 quale ala militare dell’Haraqat Shabab al-Udat al-Falastinia (Movimento della Gioventù del Ritorno Palestinese). Malah aveva dichiarato: “Quando l’eterno Presidente Hafiz al-Assad decise d’inviare i battaglioni dell’Esercito arabo siriano a proteggere la Resistenza nel settembre nero in Giordania, la Resistenza era con lui. E oggi siamo uniti e non consideriamo la nostra esistenza nelle file dell’Esercito arabo siriano una gratitudine alla Siria: piuttosto, la nostra adesione è un obbligo. Così la maggior parte dei membri e quadri del movimento proviene dalla gioventù della Siria per più del 50%, rafforzando l’adesione del popolo siriano alla causa palestinese e alla Resistenza. La nostra Resistenza si estende anche alle terre libanesi e palestinesi, e abbiamo avuto l’onore di lanciare il primo razzo da Gaza, denominato “Golan e Ritorno”, nel 2012. Siamo onorati che le nostre armi siano quelle dell’Esercito arabo siriano, perché se non fosse per lo Stato siriano, non ci sarebbe alcuna base per la resistenza palestinese… Israele cerca di distruggere Libano e Palestina mentre la Siria li protegge e li costruisce”. L’Haraqat Shabab al-Udat al-Falastinia fu istituito il 3 settembre 2011 a Damasco, seguendo un’ideologia basata sul nazionalismo palestinese e arabo, rifiutando qualsiasi compromesso con Israele. “La Palestina è la patria del popolo arabo palestinese ed è parte inseparabile della grande Patria araba, e il popolo palestinese fa parte dell’umma araba. I palestinesi sono cittadini arabi che avevano una patria in Palestina fino al 1947. Indipendentemente dal fatto che si sia stati espulsi o si sia rimasti, tutti coloro nati da padre palestinese dopo questa data, dentro o fuori Palestina, sono palestinesi. La lotta armata è l’unico modo per liberare la Palestina e perciò è una strategia e non una tattica, e il popolo arabo palestinese sottolinea la sua assoluta risoluzione e ferma determinazione nel perseguire la lotta armata ed attuare la rivoluzione armata popolare per liberare la Patria e ritornarvi“. Le Quwat al-Jalil operarono nella provincia di Lataqia, tra Hama ed Idlib, e presso Tadmur. Il 16 settembre 2015, l’unità partecipò alla liberazione di Tal Abu Zayd, presso Dahiyat al-Asad, Damasco. Il 16 novembre 2015, l’unità era presso Duma, alla periferia di Damasco.

Fahad Homs – Fuj al-Maham al-Qasa
I Fahad Homs – Fuj al-Maham al-Qasa (Leopardi di Homs – Reggimento Operazioni Speciali), furono creati nel 2013 ad Homs. Il leader della formazione era Shadi Juma, caduto nell’agosto 2016, collegato alle Forze Nazionali di Difesa (NDF) e al Jamiyat al-Bustan di Rami Maqluf. I Fahad Homs hanno operato nel deserto di Homs per la liberazione del giacimento al-Mahir, di Jazal, Quraytin e Tadmur. Hanno poi partecipato alle operazioni presso Daraya, vicino Damasco. Attualmente l’unità è guidata da Amin Juma.

Liwa Qibar
La Muqawama al-Wataniya al-Suriya – Liwa Qibar (“Resistenza Nazionale Siriana – Brigata Qibar”), fu fondata da Abu Jafar ed è una forza ausiliaria dell’Esercito arabo siriano costituita nel 2013 e collegata alle Forze di Difesa Nazionale (NDF) di Homs, che raccoglie migliaia di combattenti. Nell’ottobre 2015 l’unità operava ad ovest di Hama (Sahl al-Ghab), partecipando alla liberazione di Qirbat al-Naqus e al-Mansura.

Qatib al-Jabalui
Il Qatib al-Jabalui prende il nome dal martire Mazin Ali Ahmad al-Jabalui, un alawita di Jabalya, a nord-ovest di Homs, caduto a Dara l’11 novembre 2013. L’unità fu creata nel marzo 2014, ed è collegata alle NDF. Il Qatib al-Jabalui tese un’imboscata ai terroristi nella regione di Saqra, ad est di Homs. I leader del Qatib al-Jabalui sono Abu Ahmad Qalid Wusuf e Abu Ibrahim, collegati alla Jamiyat al-Bustan. Ha operato nel Ghuta orientale, a Dara, a Quraytin, ad est di Homs, nel Jabal al-Shair e nel Jazal, presso Zabadani, nell’estate 2015, e nel Shal al-Ghab, a nord-ovest di Hama.

Fuj Mughuyr al-Badiya
Il Fuj Mughuyr al-Badiya (“Reggimento Commando del Deserto”) è collegato all’intelligence militare (Shubat al-Muqabarat al-Asqariya), e il leader è Ayman Jabar, fratello del leader delle Suqur al-Sahara Muhamad Jabar. Entrambi i gruppi furono istituiti del Brigadier-Generale Muhsan Said Husayn, caduto nel novembre 2014 presso il giacimento al-Shair, nel governatorato di Homs. Diresse le operazioni per respingere l’attacco a nord di Lataqia dei terroristi, nella primavera del 2014, e le operazioni delle Suqur al-Sahara nel deserto di Homs, ottenendo il soprannome di “Leone del deserto”. Avrebbe anche istituito lo Scudo delle Coste e i Leoni dell’Est, la milizia della tribù Shaytat attiva a Dayr al-Zur. Il Fuj Mughuyir al-Badiya fu istituito nell’autunno 2015 ed ha operato nel deserto di Homs e ad Aleppo. Il leader del Fuj Muguyr al-Badiya è Sulayman al-Shuq, originario di Raqqa. Per il ruolo nelle operazioni per liberare Tadmur, i russi l’hanno decorato.

Liwa Asad al-Husayn
La Liwa Asad al-Husayn (Brigata Leoni di Husayn) è una milizia di Lataqia creata nel luglio 2015. Il leader della brigata è Husayn Tufiq al-Asad di Qardaha. L’unità ha operato nella zona desertica di Homs, presso Tadmur, nel Sahl al-Ghab alla fine dell’estate 2015, presso Marj al-Sultan, nell’area di Damasco, verso la fine del 2015 e nella provincia di Lataqia, partecipando alla liberazione di Rabya e Salma. Dopo di che la Liwa Asad al-Huayn assunse la denominazione di Quwat Humat Suriya – Asad al-Husayn (Forze dei Guardiani della Siria – Leoni di Husayn).

Liwa Dir al-Watan
La Liwa Dir al-Watan (Brigata Scudo della Patria) fu creata nell’autunno 2015 per consolidare il controllo della zona di Damasco. É una delle “forze ausiliarie” dell’Esercito arabo siriano, attiva a Jubar dal dicembre 2015. Ha operato presso Marj al-Sultan e le mazrah al-Masraba nel Ghuta orientale, sul Jabal al-Zabadani, presso Harasta, Duma e Daraya. La Liwa Dir al-Watan coopera con la Liwa Dhu al-Fiqar, milizia apparsa nell’area di Damasco nel 2013 e guidata da Haydar al-Juburi(Abu Shahid).

Dir al-Watan: Liwa Salahudin al-Ayubi
La Liwa Dir al-Watan (Brigata Scudo della Patria) è una milizia di Damasco creata nell’autunno 2015 da Haydar al-Juburi, segretario della Liwa Dhu al-Fiqar, collegata al Jamiyat al-Bustan di Rami Maqluf. La Liwa Salahudin al-Ayubi (Brigata Salahudin al-Ayubi) è guidata da Abu Ahmad al-Ayubi ed ha operato a Zabadani, Jubar, Duma e Qfar Yabus, presso Damasco, e Dayr al-Adas, nel governatorato di Dara.Hezbollah
Hezbollah ha creato due organizzazioni in Siria, il Jaysh al-Imam al-Mahdi, “Esercito dell’Imam Mahdi”, operativo nella zona di Tartus-Masyaf e che ha combattuto presso Aleppo; e le Quwat al-Ridha (Forze al-Ridha, dall’ottavo imam sciita). Oltre ai suddetti gruppi, a Nubul e Zahra operano altre formazioni: i Junud al-Mahdi (“Soldati del Mahdi”) e il Fuj al-Imam Huja (Reggimento Imam Huja).
I Junud al-Mahdi furono creati nel 2012 dal ramo degli Scout dell’Imam al-Mahdi di Nubul e Zahra, che nel luglio 2014 scacciarono i terroristi dal quartiere Shayq Najar di Aleppo. In seguito operarono ad Handarat, Jabalyah e nel cementificio di Aleppo, assieme a un contingente della Liwa Abu al-Fadil al-Abas e al Fuj al-Shuhada Nubul wal-Zahra (Reggimento dei Martiri di Nubul e Zahra).
Il Fuj al-Imam al-Huja fu creato nel gennaio 2016, sempre a Nubul e Zahra. Nel maggio 2016 convogli di Fuj al-Imam al-Hujja, Fuj al-Shuhada Nubul wal-Zahra e Fuj al-Tadaqul al-Qas partirono da Nubul e Zahara per sostenere l’Esercito arabo siriano ad Aleppo.

Liwa al-Imam Mahdi
La Liwa al-Imam Mahdi si compone del Qatib Imam Ali e del Qatib al-Hadi per operazioni speciali. Il comandante del Qatib Imam Ali è al-Haj Walid di Balbaq, Libano. La Liwa al-Imam Mahdi fu creata nel 2014 da Hezbollah con reclute dalla Siria. L’unità ha operato a Dara, Qunaytra, Ghuta, Aleppo e autostrada Ithiriya-Raqqa. Abu Hadi è il comandante del Qatib al-Hadi. Il battaglione è formato dalle compagnie al-Safah e Abu Ali Qarar, dai nomi dei loro comandanti.

Liwa Sayf al-Mahdi
La Liwa Sayf al-Mahdi (Brigata Spada dell’Inviato) è affiliata alla 4.ta Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano; fu costituita nel 2013 da reclute sciite siriane. L’unità ha partecipato alle operazioni a Daraya. La Liwa Sayf al-Mahdi si occupa della sicurezza nella zona di Sayida Zaynab, a Damasco, ed ha operato nel deserto ad est di Homs, in difesa dei giacimenti del Jabal al-Shair.

Quwat Dir al-Qalamun
Le Quwat Dir al-Qalamun (“Forze dello Scudo del Qalamun”) furono formate alla fine del 2014, e sono affiliate alla Guardia repubblicana dell’Esercito arabo siriano. La formazione è una brigata popolare addestrata da unità dell’Esercito arabo siriano che opera nel Qalamun occidentale al confine siriano-libanese. Le Quwat Dir al-Qalamun operano dalla primavera 2015 nel Qalamun, nel Jarud al-Falita, presso Damasco, ad al-Nasiriya, e sorvegliano il gasdotto di al-Hadath (presso Damasco). Le Quwat Dir al-Qalamun hanno partecipato alle operazioni preso Aleppo, nell’avanzata verso la base aerea di Quwayris, ai combattimenti per Harasta, ad est di Damasco, per le colline di Marunah e all’avanzata su al-Quraytin. Le Quwat Dir al-Qalamun operano in coordinamento con la 3.za Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano, soprattutto con l’81.ma Brigata corazzata, partecipando alle operazioni su Muhasa, a sud-ovest di Quraytin, sotto la supervisione del Colonnello Firas Jazah, della 3.za Divisione. Le Quwat Dir al-Qalamun si scontravano con lo Stato islamico presso l’aeroporto militare di Dumayr, a nord-est di Damasco, nell’aprile 2016, scacciandolo dal Qalamun orientale. Nel 2016, le Quwat Dir al-Qalamun si coordinavano con la Guardia repubblicana e l’intelligence della SAAF, mentre i raggruppamenti al-Jaba, al-Buraij e al-Tuani operavano con l’unità 216 dell’intelligence militare della regione di Damasco, noto anche come Far al-Duriyat, costituendo dei centri di addestramento operativi a Bada e Dair al-Tyah, sotto la guida di Firas Jazah, e perseguendo il principio del taswiyat al-wada, l’amnistia ai renitenti alla leva e ai disertori. Le Quwat Dir al-Qalamun e la 3.za Divisione partecipavano alle operazioni a nord di Hama, nella zona di Tadmur e nel Wadi al-Barada, presso Damasco. Nel 2016, una parte del Quwat Dir al-Qalamun veniva distaccata creando le Quwat Hisn al-Watan (“Forze di protezione della Patria”), guidate da Adil Ibrahim Dalah e Muhamad Abdu Asad, eletto nel Consiglio del Popolo (il parlamento siriano) come rappresentante del Qalamun e legato alle NDF di Nabaq. Le Quwat Hisn al-Watan hanno operato sul fronte di al-Dumayr, a nord di Hama, e sull’autostrada di Harasta. Le Quwat Hisn al-Watan sarebbero collegate con l’Intelligence Generale (Muqabarat al-Ama o Aman al-Dula).

Le Quwat Dir Aman al-Asqari
Le Quwat Dir Aman al-Asqari (Forze dello Scudo della Sicurezza Militare) furono create nel gennaio 2016 nella provincia di Lataqia. Collegate all’intelligence militare di Lataqia, nel luglio 2016 parteciparono a un’offensiva delle forze siriane assieme a Suqur al-Sahara, Liwa Usud al-Husayn e Liwa Asadalah al-Ghalib. Quindi parteciparono alle operazioni ad est di Homs per liberare Tadmur. Le Quwat Dir Aman al-Asqari sono guidate da Qal Abu Ismail, compagno d’armi di Ali Qazam, comandante della Guardia repubblicana ucciso nell’ottobre 2012 (per cui è noto come Amir al-Shuhada, Principe dei Martiri). Abu Ismail ha combattuto ad Aleppo, Lataqia, Idlib, Hama, Damasco e Dara. I contingenti delle Quwat Dir Aman al-Asqari parteciparono all’offensiva contro lo Stato islamico ad Ithriya, presso Raqqa, assieme a Suqur al-Sahara, Fuj Mughuyr al-Bahra e Nusur al-Zuba, quindi ai combattimenti presso Aleppo, dove liberarono Qinsiba. Nei combattimenti ad Aleppo condusse operazioni in stretta collaborazione con la Resistenza siriana, dove un suo comandante, Mudar Maqluf, si distinse venendo chiamato Azrail al-Duaish (“L’angelo della morte della gente del Daish”). 400 combattenti si coordinarono con l’Esercito arabo siriano sul fronte sud-ovest di Aleppo. Un’altra forza che si coordinava con le Quwat Dir Aman al-Asqari erano le Quwat Aman wal-Dam al-Shabi (“Forze di Sicurezza e Sostegno Popolari”), affiliate alla Guardia repubblicana. Infine un contingente delle Quwat Dir Aman al-Asqari contrastò l’assalto dei terroristi a nord di Hama.

Mudar Maqluf e Isam Zahradin.

5.to Corpo
Le Forze di Difesa Nazionale (NDF) furono istituite come forza contro-insurrezionale nel 2012 con l’aiuto di Hezbollah e dell’Iran. Le NDF sono presenti in tutte le province siriane. Un altro gruppo è la Brigata Scudo delle Coste (Liwa Dir al-Sahal), creata nel 2015, nelle province di Idlib ed Homs. Il 22 novembre 2016 fu creata la Faylaq al-Qamis al-Iqtiham (Quinta Legione d’Assalto). Il comando dell’Esercito arabo siriano dichiarava che “In risposta ai rapidi sviluppi degli eventi, a rafforzare i successi delle intrepide Forze Armate e tenendo conto del desiderio del nostro popolo di porre fine agli attentati nella Repubblica araba siriana, il Comando Generale dell’Esercito annuncia la formazione della Quinta Legione da parte di volontari, con la missione di distruggere il terrorismo al fianco delle altre formazioni delle nostre eroiche Forze Armate e Forze ausiliarie ed alleate per ripristinare sicurezza e stabilità in tutto il territorio della Repubblica araba siriana. Il Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate invita tutti i cittadini che desiderano partecipare alla vittoria finale sul terrorismo a recarsi nei centri di adunata provinciali“:
– Damasco: Comando Regionale Sud-Damasco, Area Comando della 10.ma Divisione, Comando di Qatana.
– Homs: Comando Regionale Centrale.
– Hama: Università degli Affari Amministrativi del Comando di Hama a Masyaf.
– Aleppo: Comando regionale settentrionale.
– Tartus: Comando d’Area di Tartus.
– Lataqia: Comando Regionale del Litorale.
– Dara: Comando della 5.ta Divisione.
– Suwayda: Comando della 15.ma Divisione Forze Speciali.
I cittadini che possono arruolarsi dovevano avere almeno 18 anni e non aver abbandonato il servizio di leva, oltre ad essere in buona salute. Sono ammessi dipendenti statali e chi aveva completato il servizio di leva. Il periodo di servizio è di un anno subordinato al rinnovo tramite apposito accordo. I dipendenti statali hanno diritto a richiedere un salario alla Quinta Legione, pur mantenendo stipendi e benefici dei posti di lavoro. Nel 2015 fu costituita la Faylaq al-Rabi al-Iqtiham (Quarta Legione d’Assalto), formata da soldati volontari siriani inquadrati da specialisti russi, posti sotto un comando congiunto russo-siriano. L’unità aveva operato presso Idlib, Hama e Lataqia. Le forze Suqur al-Sahara e Liwa al-Quds venivano integrate nel Quinto Corpo assieme a commando di Hezbollah con il ruolo di leader sul campo. La Quinta Legione d’Assalto veniva quindi equipaggiata e amministrata da russi, iraniani e libanesi, nell’ambito del concetto delle Quwat al-Asdiqa, le “Forze Amiche”.
Nell’ambio della collaborazione tra Quinta Legione d’Assalto e Liwa al-Baath veniva istituito il Qatib Dir al-Watan, costituito da combattenti libanesi provenienti dalla Biqa e coordinati da Hezbollah e dai russi; questo dopo che un generale russo aveva visitato i 12 villaggi dell’area interessata in Libano, nella regione di Qusayr-Harmal. Quindi, nell’ambito del cosiddetto “dibattito libanese”, fu raggiunto un accordo che prevede la creazione dell’organizzazione militare locale per proteggere l’area e sostenere la lotta contro i terroristi e aiutare la regione a svilupparsi. L’organizzazione prendeva il nome di Dir al-Watan, composta da 400 combattenti siriani e libanesi guidati da al-Haj Muhamad Jafar e completamente equipaggiati dai russi. “L’obiettivo della creazione di questo gruppo è rafforzare la protezione dei villaggi libanesi partendo dai villaggi vicini a quelli siriani in cui vivono libanesi, sotto il coordinamento ad alto livello con Damasco e Hezbollah; suscitando grande entusiasmo per l’adesione a questa organizzazione dopo una seconda visita del generale russo nella zona, per esaminare i preparativi e gli elementi scelti per l’addestramento. Questo movimento è una forza ausiliaria locale che opera per sconfiggere e sradicare il terrorismo e sostenere il credo dei popoli della zona, sottolineando che i fattori più importanti della fiducia nata su questa situazione sono la presenza di al-Haj Muhamad Jafar, ben noto per le sue attività per la riconciliazione, e la deterrenza nella regione di Qusayr, poco prima degli eventi del 2013. Il movimento non limiterà le attività in Siria, ma cercherà il permesso di operare in Libano come movimento politico rappresentante la lotta al terrorismo, mentre le attività militari saranno limitate alla Siria“. La Russia è particolarmente interessata alla Quinta Legione d’Assalto fornendole gli equipaggiamenti per renderla una forza efficiente. In altre zone di confine, come nelle città del Qalamun di Nabaq, Ranqus, Yabrud e sul Jabal Harmun, venivano costituite dal governo siriano le forze militari ausiliarie Quwat Dir al-Qalamun e Fuj al-Harmun.

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La Difesa Aerea russa in Siria abbatte droni israeliani e della NATO

Alessandro Lattanzio, 26/8/2017La rete integrata della Difesa Aerea multistrato che la Russia ha schierato in Siria, principalmente protegge le basi di Tartus e Humaymim, e l’elemento di essa che si è dimostrato più attivo è il sistema di difesa aerea di punto Pantsir-S, che integra la rete composta dai sistemi di difesa aerea a medio-lungo raggio S-400 e Buk-M2. La missione del Pantsir-S è abbattere velivoli nemici lenti e leggeri. Ogni sistema mobile Pantsir-S trasporta 12 missili antiaerei 57E6, da20 km di gittata, e 2 cannoni 2A38 da 30mm con 700 colpi e un rateo di 2500 colpi al minuto, colmando il vuoto a bassa quota lascito dall’S-400. Nel 2017 i sistemi Pantsir-S operativi in Siria hanno distrutto almeno 12 velivoli, in volo su Tartus e Humaymim, tra cui 4 razzi lanciati dai terroristi nella provincia di Hama, a marzo, e 2 velivoli non identificati su Tartus.
I 6 droni abbattuti dai sistemi russi Pantsir operativi in Siria, erano:
3 Heron
1 Bayraktar
1 RQ-21A Integrator
1 mini-drone
Il primo drone Heron fu abbattuto il 9 aprile 2017 su Tartus, mentre volava a 120 km/h ad una quota di 6400 m e una distanza di 13700 m.
Il secondo drone Heron fu abbattuto il 20 maggio 2017 su Tartus, mentre volava a 147 km/h ad una quota di 7300 m e una distanza di 8800 m.
Il terzo drone Heron fu abbattuto il 6 luglio 2017 su Masyaf, mentre volava a 75 km/h ad una quota di 4100 m e una distanza di 16100 m.
Gli Heron sono di fabbricazione israeliana.
Il drone Bayraktar, di fabbricazione turca, fu abbattuto su Tartus l’11 maggio 2017, mentre volava a 110 km/h a un quota di 2500 m e una distanza di 3200 m.
Il drone RQ-21A degli Stati Uniti, fu abbattuto su Tartus il 27 maggio 2017, mentre volava a 110 km/h a una quota di 9100 m e una distanza di 5000 m. Gli RQ-21A sono entrati in servizio nel 2016 presso le forze armate del Canada e l’United States Navy and Marine Corps, che li dispiegano a Cipro.
Il minidrone fu abbattuto il 4 maggio 2017 su Masyaf, mentre volava a 60 km/h a una quota di 1500 m e una distanza di 3500 m.Il 4 agosto, utilizzando un sistema missilistico portatile di difesa aerea Verba, veniva abbattuto un drone dei terroristi dell’Hayat Tahrir al-Sham, presso l’ambasciata russa a Damasco. Nel sito sono stati creati 2 punti di controllo e 4 posti di osservazione per la Polizia Militare della Federazione russa, addetta anche all’addestramento delle forze della Repubblica araba siriana.Il 25 agosto, il Maggiore-Generale Sergej Mesherjakov, Vicecomandante dell’Aeronautica presso l’Alto Comando delle Forze Aerospaziali della Federazione Russa, dichiarava che “I sistemi missilistici antiaerei ad Humaymim coprono tutti gli obiettivi aerei entro un raggio di 400 chilometri e 35 chilometri di quota“. La Difesa Aerea russa nella base aerea di Humaymim, comprende un battaglione radio-tecnico, una batteria di sistemi antiaerei Pantsir-S e diversi sistemi antiaerei S-400. “A partire da oggi, in Siria viene istituito il sistema di difesa antiaereo integrato unificato, e le attività di ricognizione aerea russa e siriana sono integrate nei sistemi informativi e tecnici. Tutte le informazioni sulla situazione tattica aerea raccolte dai radar siriani vengono trasferite ai centri operativi delle forze russe“. Secondo Mesherjakov, le forze aerospaziali hanno ostacolato la logistica dei gruppi terroristici distruggendo depositi di munizioni, di carburante ed impianti per la manutenzione delle armi.Fonti:
Sputnik
South Front
FDRA
Analìsis Militares

I bombardieri russi impiegano nuovi missili contro lo Stato islamico

Alex Gorka SCF 06.07.2017

Il 5 luglio, i bombardieri strategici russi hanno colpito lo Stato islamico (IS) in Siria con i nuovi missili da crociera aerolanciati (ALCM) Raduga Kh-101. Secondo il Ministero della Difesa russo, i bombardieri Tu-95MS hanno lanciato missili da crociera Kh-101 su obiettivi dello SIIL lungo il confine tra le province siriane di Hama e Homs. Gli aerei sono decollati dall’aeroporto di Engels in Russia per effettuare un volo con rifornimento aereo. Rientravano alla base dopo la missione. L’aeroporto di Humaymim, nella provincia di Lataqia, attualmente impiegato dall’aviazione frontale, non è adatto ai bombardieri strategici. La sua pista è troppo corta e manca dell’infrastruttura necessaria. Ma i bombardieri strategici possono operare senza atterrare in Siria.
Tre depositi di munizioni e un comando preso Uqayribat furono distrutti. Gli aerei rientravano alla base nella Russia sud-occidentale, dopo aver lanciato i missili a una distanza di 1000 chilometri dagli obiettivi. Il Ministero non ha detto quanti aeromobili presero parte all’attacco, ma ha detto che i bombardieri strategici furono scortati da caccia Sukhoj Su-30SM provenienti dalla base aerea russa nella provincia di Lataqia. L’attacco era il sesto in cui la Russia utilizzava il Kh-101. Un Tupolev-95MS può portare 8 missili. Un bombardiere Tu-160 12. Oltre 60 velivoli con a bordo missili da crociera fanno parte dell’aviazione a lungo raggio della Russia. Un Su-34 è un velivolo tattico che può trasportare 2 missili di questo tipo. Il Raduga può essere dotato di testate ad alto esplosivo, penetranti o cluster. La testata convenzionale conterrebbe 400 kg di esplosivi. La versione Kh-102 può essere dotata di testata nucleare da 250kt. Il Kh-101 utilizza il GLONASS, il sistema di navigazione satellitare russo, per la correzione della rotta e avrebbe un’accuratezza di cinque-sei metri per una gittata efficace fino a 4500 km. La lunga gittata consente di colpire obiettivi in profondità nel territorio nemico senza minacciare la piattaforma di lancio. Il missile può essere lanciato a una quota di 3000-12000 m. Il peso operativo è di 2400 kg, inclusa la testata. La quota di volo 30-6000 m. Deviazione massima: 20 m. Precisione sugli obiettivi in movimento: 10 m. La massima precisione è 5 m. Può accelerare alla velocità massima di 2500 km/h e salire alla quota massima di oltre 15000 metri. Senza booster, l’ALCM va lasciato cadere per acquisire velocità iniziale. Il Kh-101 ha un profilo di volo variabile con una quota compresa tra 30 e 6000 m, una velocità di crociera di 190-200 m/s e una velocità massima di 250-270 m/s. Il Raduga vanta una bassa firma radar. Con la configurazione a “siluro aereo” la sezione trasversale sul radar è di circa 0,01 metri quadrati. L’ALCM ha ali mobili e utilizza materiali radar assorbenti, antenne conformi e altre tecnologie stealth. Il missile utilizzerebbe una combinazione di guida inerziale e navigazione satellitare utilizzando il sistema russo GLONASS. È possibile correggerne la rotta in volo. Un sistema di correzione optoelettronica viene utilizzato invece del radioaltimetro. Con caratteristiche furtive, il missile vola a bassa quota, evitando i radar e nascondendosi dietro il terreno. Nella fase terminale, il missile individua l’obiettivo attraverso coordinate e riconoscimento delle immagini a bordo, sostanzialmente corrispondenti all’immagine caricata dell’obiettivo su cui il missile punta. Se tutto va come pianificato, la testata viene puntata direttamente sull’obiettivo per l’impatto. Le difese aeree possono essere sopraffatte con diversi Kh-101 in volo a bassa quota da diverse direzioni, violando le difese aeree nei punti deboli. I Raduga possono anche seguire rotte circolari per raggiungere gli obiettivi, evitando radar e difese aeree.
Nessuna altra forza aerea al mondo ha un’arma con tali grande gittata, grande precisione e caratteristiche stealth. Il Kh-101 supera ogni analogo statunitense su più aspetti. La potenza di fuoco e la mobilità mostrate il 5 luglio sono un timido avvertimento sulle crescenti capacità militari russe. Un altro vantaggio: con questa capacità d’attacco aereo e di superficie, la Russia non ha bisogno di violare il trattato INF, cosa di cui gli Stati Uniti l’hanno recentemente accusata. Semplicemente non serve avendo tale straordinaria potenza d’attacco aereo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Decapitata la cupola dello Stato islamico

Analisis Militares 16 giugno 2017Il Ministero della Difesa russo annunciava che il capo supremo dello Stato islamico, Abu Baqr al-Baghdadi, era morto in un attacco aereo russo a fine maggio. Non è una rivincita volta a puntellare la strategia degli omicidi mirati, ma piuttosto il contrario. Le VKS russe non avrebbero ucciso specificamente al-Baghdadi ma l’obiettivo era il vertice di molti capi terroristi, tra cui quest’uomo. Secondo l’annuncio del Ministero della Difesa russo, arrivò attraverso vari canali l’informazione di una riunione dei capi dello Stato islamico a Raqqa, dove poteva trovarsi al-Baghdadi. All’incontro avrebbero partecipato 30 capi dello Stato islamico protetti da circa 300 terroristi, parte dei “pretoriani” del califfo. Tra le 00:35 e le 00:45 del 28 maggio 2017, velivoli Sukhoj Su-35S e Su-34 russi attaccarono la posizione.La posizione attaccata, prima (13 maggio 2017) e dopo (29 maggio 2017)

Non è la prima volta che la morte di quest’uomo viene annunciata, come nell’annuncio russo, e che non viene smentita dello Stato islamico. A parte la morte di al-Baghdadi, viene annunciata quella di diverse figure importanti di quest’organizzazione:
Abu al-Haj al-Misri
Ibrahim al-Haj al-Nayaf
Sulayman al-Shuah.
Si aggiorneranno i dati se ci sarà qualcosa d’interessante.

Grafico della zona attaccata.Non si sa per quale motivo furono colpiti i 4 edifici, ma appare un bombardamento straordinariamente accurato.Le distanze sono esigue e anche alcuni “danni collaterali” intorno appaiono molto contenuti.In teoria i russi hanno causato molte vittime tra lo Stato islamico nell’attacco, ma la cosa più importante è che sarebbero morti parecchi capi dell’organizzazione compreso il califfo, anche se non v’è certezza al 100%. Di ciò che appare, impressionano i danni contenuti dell’attacco, lasciando perplessi. Gli edifici sono stati praticamente demoliti, ma vi sono pochi danni collaterali intorno, avendo notevoli danni solo in due edifici attorno ai quattro colpiti; la moschea ha una piccola breccia nella struttura, sul lato nord, e un edificio ha l’angolo sud-occidentale che sembra rovinato. Ciò si comprende meglio guardando la scena con alcuni riferimenti.Le distanze sono esigue. L’edifico è interessato sul lato nord, senza contare i quattro edifici demoliti a 7-8 metri di distanza al massimo. La moschea sarà a poco più di 10 metri dagli edifici attaccati. Si può dire che ciò che sarebbe stato utilizzato per attaccare questi edifici avrebbe avuto una potenza sufficiente a demolirli entro un piccolo raggio, così da non danneggiare gravemente le strutture a una manciata di metri di distanza.

L’impressione è che si tratta di 4 centri, uno per ogni edificio.Amplierò i dati in caso di qualcosa d’interessante.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le Forze Speciali russe nella seconda liberazione di Palmyra

Valentin Vasilescu Algora 26 marzo 2017La Siria è un campo di addestramento per l’esercito russo che testa nuovi metodi di combattimento e nuove strutture organizzative adeguate all’antiterrorismo. L’offensiva dello Stato islamico dell’8-12 dicembre 2016 portava alla rioccupazione della città di Palmira, avanzando verso ovest, e bloccando la base aerea siriana T-4 presso Tiyas, 30 km ad ovest di Palmira. La formazione offensiva dello Stato islamico era composta da tre brigate con una di riserva, pari a circa 5000 combattenti. La prima brigata aveva il comando, con 1700 uomini e 30 blindati (BMP-1 o IFV), 70 tecniche con mitragliatrici da 14,5mm, 20 pezzi di artiglieria (obici da 122mm e lanciarazzi multipli BM-21) e decine di mortai da 120mm e 82mm. C’era una brigata di oltre 1000 elementi sui fianchi destro e sinistro, senza artiglieria e meno blindati e camion rispetto al corpo principale. Palmira e l’aeroporto della città erano sorvegliati dalle riserve dello Stato islamico, oltre 800 terroristi.Forze di combattimento a Palmyra
La Base aerea della Siria T-4, presso Tiyas, era difesa da circa 2000 soldati, comprendenti una brigata meccanizzata della 10.ma Divisione di fanteria dell’Esercito arabo siriano, un battaglione territoriale delle NDF composto da riservisti, un battaglione di Hezbollah libanese e un battaglione dell’organizzazione sciita afghana Liwa Fatimiyun. La base T-4 fu quasi circondata, tanto che l’Esercito arabo siriano fu costretto ad inviare rinforzi, circa 2500 soldati, da Aleppo. Oltre a un battaglione delle forze speciali Tigre, un battaglione del 5.to Corpo e 3 compagnie della 18.ma Divisione corazzata (circa 1000 soldati), i rinforzi erano soldati delle NDF (Forze di difesa nazionale), forze ausiliarie senza molta esperienza in combattimento. Anche con i rinforzi, l’Esercito arabo siriano non prevaleva sullo Stato islamico. In queste condizioni, avrebbe richiesto diversi mesi fermare l’offensiva dello Stato islamico e preparare un contrattacco per liberare Palmyra. Pertanto, lo Stato Maggiore di questo gruppo fu composto da ufficiali russi. I pianificatori russi tracciarono rapidamente un piano per le operazioni aeree e di terra per raggiungere l’obiettivo previsto in meno di una settimana.Piano offensivo per la liberazione di Palmira
Il primo elemento chiave fu limitare la mobilità delle tre brigate dello SIIL, impedendogli di muoversi. Misero lo SIIL sulla difensiva e gli impedirono d’inviare le riserve, a 30 km dalla base aerea siriana. Per inchiodare le forze dello Stato islamico e neutralizzarle, il gruppo tattico aereo russo in Siria (con aviogetti ed elicotteri d’attacco) dovette distruggere almeno 600 grandi bersagli nelle prime 72 ore di operazioni. Questo significava che alcuni aerei, in particolare gli elicotteri d’attacco Mi-28 e Ka-52, effettuarono cinque sortite al giorno (rispetto alle due normalmente svolte). La maggior parte erano missioni di supporto aereo a bassissima quota. Questo significava ulteriori rischi per gli aerei russi, vulnerabili a mitragliatrici pesanti e cannoni di piccolo calibro dello SIIL. Il secondo elemento chiave fu l’impiego più efficiente di uno degli elementi fondamentali della guerra: la ricognizione, principalmente tramite la ricognizione effettuata in modo indipendente da truppe di terra. L’accuratezza degli attacchi aerei dipendeva da una buona intelligence, rilevando e trasmettendo con precisione la posizione di ciascuna postazione nemica. Pertanto, il centro di gravità dell’operazione per spezzare l’accerchiamento della base aerea di Tiyas e liberare Palmira fu la capacità del gruppo di Spetsnaz russo nel trasmettere le informazioni della ricognizione al quartier generale dell’operazione. Le forze speciali organizzarono anche incursioni ed imboscate. I russi diedero all’Esercito arabo siriano un flessibile ordine di battaglia, composto da circa 10 gruppi di assalto costituiti da un plotone di carri armati T-62, un plotone di BMP-1, un plotone di BTR-82A, due di semoventi ZSU-23-4 Shilka, 15 di pickup armati con mitragliatrici da 14,5mm e più di 200 Marine su autoveicoli. Le ricognizione dalle truppe di terra di ciascun gruppo d’assalto fu condotto da distaccamenti d’avanguardia formati da commando misti composti da Spetsnaz e forze speciali siriane Tigre. Dopo che i capisaldi furono colpiti dagli attacchi aerei, vennero liquidati dai gruppi d’assalto dell’Esercito arabo siriano, eliminando gli islamisti o scacciandoli. Nel nord montagnoso e a sud della strada che collega T-4 e Tiyas a Palmyra, era più difficile per le forze aeree colpire gli obiettivi. Qui l’Esercito arabo siriano impiegò un gruppo di tiro di supporto con 32 sistemi di artiglieria: obici D-30 da 122 mm; lanciarazzi multipli BM-21 e lanciarazzi termobarici TOS-1A. Le munizioni termobariche sono una combinazione di combustibile liquido e polvere tetranor, utilizzate per distruggere fortificazioni, blindati o terroristi. I proiettili termobarici producono una piccola esplosione che vaporizza il contenuto in una nube infiammabile. Quando l’aerosol così creato entra in contatto con l’ossigeno atmosferico, esplode creando un’onda d’urto tremenda seguita da un fuoco intenso. A 48 ore dall’inizio delle operazioni, l’Aeronautica russa aveva compiuto la missione, l’offensiva terroristica dello Stato islamico fu fermata e i gruppi d’assalto dell’Esercito arabo siriano presero il comando. Lo SIIL si ritirò a Palmyra, assediata da sud, ovest e nord dall’Esercito arabo siriano. La città fu rapidamente liberata e i terroristi si ritirarono ad est di Palmyra. L’Esercito arabo siriano continuò ad avanzare verso la città di Dayr al-Zur.
Secondo una dichiarazione del Tenente-Generale Sergej Rudskoj, a capo del Primo Direttorato Operativo dello Stato Maggiore Generale russo, 1000 terroristi furono eliminati, assieme a 19 carri armati, 37 blindati, 98 tecniche e più di 100 autoveicoli.Le unità commando siriane Tigre
Alla fine del 2013, il Tenente-Colonnello Suhayl al-Hasan fu incaricato di formare un nuovo battaglione delle forze speciali siriane, dalla maggiore capacità offensiva. Fu chiamato Tigre. Alcuni degli ufficiali della nuova unità furono scelti dalle 4.ta e 11.ma Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano. In origine, le Tigri furono preparate utilizzando manuali e istruttori dei commando iraniani e di Hezbollah. Nei primi mesi del 2016, le Tigri crearono due battaglioni addestrati da Spetsnaz ed istruttori iraniani. Ciò spiega il motivo per cui le Tigri utilizzarono AK-74 russi con silenziatori e telemetri laser, cuffie e armature dal sistema Ratnik russo, 10-15 carri armati T-90A e diversi blindati leggeri russi (LMV) nelle operazioni nel governatorato di Aleppo, nell’estate del 2016. Le operazioni offensive di al-Qaida e Stato islamico vengono precedute da due tipi di azioni suicide effettuate simultaneamente. Fino a dieci autoveicoli 4×4 e camion con pesanti armature, chiamati VBIED (Veicolo dotato di ordigni esplosivi) o blindati BMP-1 carichi di esplosivo, corrono da direzioni diverse a tutta velocità per speronare le posizioni dell’Esercito arabo siriano esplodendovi in mezzo. Allo stesso tempo, decine di singoli o gruppi di terroristi con cinture esplosive cercano di penetrare le linee dell’Esercito arabo siriano. Se tale metodo funziona, le unità d’assalto terroristiche iniziano l’offensiva. Le Tigri adottarono un metodo per neutralizzare tali attacchi suicidi tramite imboscate. Nell’imboscata, le tigri utilizzano più punti di osservazione coprendo vari settori, utilizzando cecchini dotati di fucili Orsis T-5000 (calibro 7,62 mm) e KSVK (calibro 12,7mm), nonché cannoni senza rinculo SPG-9 (73mm), lanciarazzi anticarro RPG-29, missili anticarro Metis-M e Kornet. Il 5.to Corpo e il Reggimento Cacciatori anti-SIIL sono unità ausiliarie dell’Esercito arabo siriano integrate da volontari sottoposti a un programma di addestramento, equipaggiamento e armamento finanziato dalla Russia. Il 5.to Corpo ha un primo gruppo di 1000 soldati addestrati nelle tattiche d’assalto da usare contro i gruppi dello Stato islamico, utilizzati dalle unità d’élite delle Tigri.Il ruolo degli Spetsnaz russi nella liberazione di Palmyra
Le Forze Speciali russe sono dotate di caschi 6B47 (sistema Ratnik) con un visore termico 1PN139 e dispositivo di puntamento 1-P88-2, per la visione notturna. Questo gli ha permesso d’infiltrarsi di notte, fino a meno di 5 km dai capisaldi dello SIIL. Di giorno questo era impossibile, a causa dei molti punti di osservazione presidiati dai cecchini dello SIIL. Gli Spetsnaz dotati di Ratnik poi lanciarono i silenziosi mini-UAV ZALA 421-08, con motori elettrici e dal peso di 1,7 kg, con una quota di 3600 m e un’autonomia di 90 minuti [1]. I video trasmessi dagli ZALA 421-08 fornirono le immagini ad infrarossi delle formazioni dello Stato islamico, ricevuti via satellite dal centro operazioni aeree della base aerea russa di Humaymim. La trasmissione avviene tramite il computer tattico Strelets delle forze speciali. Gli schermi dello Strelets inoltre visualizzano automaticamente agli aviatori russi le posizioni di tutti i distaccamenti degli Spetsnaz, evitando così eventuali incidenti di “fuoco amico”. Avendo individuato gli obiettivi da colpire, il centro di comando russo di Humaymim inviava aerei Su-24, Su-25 e Su-30 ed elicotteri d’attacco Mi-28N, Mi-35 e Ka-52. Blindati, camioncini e artiglieria furono colpiti prima dei capisaldi dello SIIL. Per aiutare la precisione degli attacchi aerei, gli Spetsnaz illuminarono alcuni degli obiettivi con i laser. Gli attacchi aerei russi neutralizzarono la potenza di fuoco dello Stato islamico.Test dell’elicottero russo Ka-52
Per la Russia, obiettivo importante dell’operazione era testare gli elicotteri Ka-52 impiegati dalla Marina russa. Il Ka-52 Alligator è un nuovo elicottero da ricognizione e attacco con due eliche coassiali azionate da due motori Klimov TV3 da 1830 kg/s. Può raggiungere una velocità di 350 km/h e un’autonomia di 545 km senza serbatoi supplementari, e può trasportare due tonnellate di armamenti. Quattro contenitori possono essere montati con cannoni da 23mm, o quattro lanciamissili con sei missili anticarro Vikhr a guida laser (con gittata di 12-15 km), o con sei missili aria-aria Igla-V, o due lanciarazzi con 20 razzi S-8 (80mm). Nell’operazione a Palmyra, i test dei nuovi missili Vikhr hanno dato risultati molto buoni. Quando la Marina russa utilizza il Ka-52, viene dotato di due siluri, o quattro missili antinave Kh-25 a guida laser, o 2 missili Kh-35U (dalla gittata di 300 km) o due missili Kh-31AD. L’avionica del Ka-52 comprende apparecchiature appositamente progettate dalla società francese Sextant Avionique, della Thales. Questo permette di visualizzare tutte le informazioni NASH (sistema di navigazione e attacco per elicotteri) sull’HDD (display a testa in giù) del sistema di avvistamento, o direttamente sulla visiera del casco del pilota e del tecnico del sistema d’arma che utilizza il sistema Topowl. Il cannone da 30mm Shipunov 2A422 situato nel muso dell’elicottero viene sempre azionato tramite la visiera del casco. Per la navigazione notturna e in condizioni di scarsa visibilità, l’elicottero è dotato del sensore FLIR russo Khoda e di telemetri laser collegati al sistema di puntamento laser, tutti montati in una torretta sotto la cabina di pilotaggio. In un’altra torretta vi sono sensori elettro-ottici (TV e telecamere agli infrarossi). Gli elicotteri Ka-52 dispongono anche del radar Phazotron FH-01 Crossbow che permette d’inseguire 20 bersagli aerei e terrestri contemporaneamente. Per autoprotezione, l’elicottero Ka-52 ha un ricevitore a banda larga e un sistema di allarme radar Pastel L150. Nello spettro infrarosso è protetto da apparecchiature Mak L136, e nelle frequenze laser da attrezzature Otklik L140. I sistemi d’inganno UV-26 con bengala e cartucce a dipoli metallizzati sono montati nei contenitori alle estremità alari.

[1]. I soldati russi hanno le migliori attrezzature di protezione individuale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora