Le armi di Charlie Hebdo furono vendute da un ex-volontario croato

Marijo Kavain, Rete Voltaire, Zagabria (Croazia), 14 gennaio 2016

In questo articolo dell’11 gennaio 2016 di un grande quotidiano croato, assicura che le armi utilizzate negli attentati di gennaio e di novembre 2015 a Parigi erano dello stesso produttore serbo e furono introdotte dall’intermediario francese Claude Hermant. Problema: costui, noto ai nostri lettori da venti anni, ha invocato il segreto di Stato per non rispondere al giudice istruttore.CV-aPUeUAAA_WlcIl Kalashnikov utilizzato da Amedy Coulibaly lo scorso anno per la strage nel negozio di alimentari kosher Hyper Hide, durante l’attacco agli uffici di Charlie Hebdo, probabilmente proveniva da arsenali in disuso e venduti negli ultimi anni, secondo i media francesi. In precedenza, l’inchiesta sull’ultimo massacro di Parigi aveva dimostrato che i terroristi avevano usato armi prodotte prima della guerra dalla fabbrica Crvena Zastava di Kragujevac, in Serbia. A causa della vendita dell’arma trovata a Coulibaly, Claude Hermant, ex-legionario ed attivista di destra, è stato sentito in questi giorni in Francia. Secondo i media, ha anche partecipato alla guerra in ex-Jugoslavia, combattendo come volontario dei croati.

Crvena Zastava
Comprò via internet da una società slovacca, tramite la società registrata a nome della moglie, una grande quantità di armi danneggiate che poi riparò nella sua officina, rivendendole. Ciò è dimostrato dalle analisi microscopiche delle tracce sull’arma, tracce corrispondenti agli strumenti presenti nell’officina di Hermant. Ha venduto alcune delle armi a conoscenti di nazionalità curda, collegati agli estremisti islamici di Bruxelles, ed è quindi possibile che alcune delle armi utilizzate nei massacri di Parigi siano arrivate ai terroristi da questo canale. Per la vendita di armi, Hermant fu preso in custodia un paio di mesi prima dell’attacco a Charlie Hebdo, e in questi giorni è stato sentito di nuovo, una volta dimostrato che il kalashnikov usato nei massacro del supermarket Hyper Hide era stato prodotto dalla Crvena Zastava. E’ un fatto che Croazia e Serbia all’inizio del 2012 vendettero grandi quantità di armi, il Ministero degli Interni della Croazia ha indicato che 15000 armi furono vendute, per lo più confiscate in varie azioni di polizia, mentre l’esercito serbo vendette 60000 armi di vario tipo. I media francesi non hanno specificato da quali arsenali provengano le armi in questione. Tale traffico non è raro nei Paesi europei, e dopo gli attentati di Parigi, la Commissione europea ha annunciato limitazioni e controlli più stretti sulle vendite di armi usate e danneggiate. Come recentemente confermato dal Ministero degli Interni croato, alcuna richiesta è giunta riguardo le armi danneggiate e vendute al nostro Paese.

Traffici con la Croazia
Claude Hermant (52 anni) ha una ricca biografia. Era paracadutista nella legione straniera fino al 1982, poi partecipò a varie guerre. Oltre la Croazia, fu attivo anche in Congo e Angola. Condivide tale elemento biografico con molti altri ex-legionari croati. E’ noto che James Cappiau, assassino di Vjeko Sliska, legionario e attore della guerra in Croazia, aveva lavorato con la sua società “Joy Slovakia” per Jacques Monsieur, uno dei più grandi trafficanti di armi del mondo. Nei primi anni 2000, Cappiau gestì l’arruolamento di personale con esperienza militare per adestrare le forze armate del Congo. Secondo i media francesi, Hermant dice di aver lavorato con i servizi segreti francesi, gli stessi servizi che avevano permesso a Jacques Monsieur di vendere armi alla Croazia dal 1991 e al 1995, citato in tribunale dopo essere stato ucciso nel 2009 per violazione dell’embargo contro l’Iran. Negli anni successivi alla fine della guerra in Croazia, i nomi di alcuni ex-legionari spesso apparvero nel contrabbando di armi dai territori della ex-Jugoslavia alla Francia. Nel 2001, il gruppo di Ante Zorica fu arrestato per la vendita di una notevole quantità di armi, ma le accuse furono respinte dal tribunale. Uno dei principali protagonisti di questa storia, Lukic Zvonko Konjic, ex-legionario, fu arrestato nel 2007 in quanto organizzatore di un gruppo di 14 persone che vendevano armi a varie organizzazioni terroristiche. In quella occasione, furono trovati 54 Kalashnikov e 350 kg di esplosivo.

Claude Hermant

Claude Hermant

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le armi della strage di Parigi provenivano dalla CIA

RussiaToday

3-0217984Un’arma legata agli attentati di Parigi che fecero 130 morti e 368 feriti risale a un trafficante d’armi della Florida. E’ lo stesso che vendette armi ai Contras del Nicaragua, nello scandalo Iran-Contras degli anni ’80. La rivelazione è data dal dirigente di una fabbrica di armi serba, che afferma che il numero di serie della pistola semiautomatica M92 è lo stesso di quella che la sua azienda ha consegnato a un trafficante d’armi statunitense, Century International Arms, nel maggio 2013. “E’ un’arma semi-automatica, da caccia e sportiva… non può sparare a raffica, solo colpi singoli… legale negli USA“, afferma Milojko Brzakovic, a capo della fabbrica di armi Zastava. Secondo lui la pistola fu consegnata semi-automatica, ma non sa se qualcuno l’abbia trasformata in automatica dopo la consegna. Brzakovic ha detto che la sua fabbrica esporta 25000 armi da caccia e fucili sportivi ogni anno, tutte legalmente. La pistola in questione fu esportata alla Century International Arms in Florida, ma non è chiaro come la pistola sia tornata in Europa. Brzakovic ha detto che tutte le esportazioni di armi della Serbia sono sotto lo stretto controllo governativo. “Sottomettiamo la richiesta al nostro governo per il consenso e autorizzare l’esportazione. Finché non la riceviamo, non ci mettiamo in contatto. Una volta che abbiamo il permesso di esportare, entriamo in contatto e organizziamo la vendita“, ha detto all’AP. Vi sono regole severe sull’importazione e l’esportazione legale di armi come le pistole semiautomatiche. Negli Stati Uniti, un individuo o un’azienda deve essere registrato presso il dipartimento di Stato. Almeno sette delle armi usate o scoperte dopo gli attentati del 13 novembre a Parigi furono prodotte dalla fabbrica serba. La maggior parte prima che la Jugoslavia si sciogliesse con la guerra civile degli anni ’90, e la maggior parte sono versioni o modifiche dell’AK-47 Kalashnikov sovietico. Il Palm Beach Post ha contattato il titolare della Century Michael Sucher, ma non ha risposto e la sede della società a Delray Beach è chiusa. La società ha anche filiali in Georgia e Vermont. Il Post ha riferito che Century è un acquirente e rivenditore di armi militari in eccedenza ed è uno dei più grandi trafficanti di armi degli Stati Uniti. La sua specialità è l’acquisto di armi da oltreoceano e rivenderle ai concessionari.
Non è la prima volta che la Century International Arms finisce sui giornali. Il Palm Beach Post ha riferito che lo stesso rivenditore contrabbandava armi come pistole, fucili da cecchino e armi d’assalto con l’aiuto di “mediatori non autorizzati”, come un trafficante d’armi israeliano. Alla Century fu ceduto un deposito di armi dal governo del Guatemala nel 2007, per 130 milioni di dollari. Ciò si scoprì dalle informazioni fornite dall’archivio WikiLeaks dei dispacci diplomatici segreti, gli stessi cablo del governo degli Stati Uniti furono consegnati dall’ex-analista dell’intelligence dell’esercito statunitense Bradley Manning, che sconta una condanna a 35 anni di carcere per la rivelazione. Un dipendente del commerciante di armi fu coinvolto nella fornitura di armi, tra cui razzi e granate, ai Contras del Nicaragua negli anni ’80, nello scandalo Iran-Contras sotto il presidente Ronald Reagan. Ci sono altre implicazioni, come il fucile WASR-10 di produzione rumena della Arms Century, favorito dai cartelli della droga messicani. Centinaia furono collegati a crimini in Messico, secondo il Center for Public Integrity.
century-arms-logoBrzakovic ha detto all’AP che sarebbe sbagliato accusare Zastava di vendere armi ai terroristi, ma conveniva che un accordo illecito sulle armi fosse stato possibile dopo che le armi furono consegnate legalmente. “Dovunque ci siano guerre, c’è la possibilità dei peggiori abusi e di nascondere la provenienza delle armi. Finiscono dove non dovrebbero“, ha detto aggiungendo: “Abbiamo l’archivio della fabbrica degli ultimi 50 anni, sappiamo dove è stata consegnata ogni arma“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I dettagli sulla lista dei terroristi francesi in Siria

Rete Voltaire 21 novembre 2015

Bernard Squarcini

Bernard Squarcini

In un’intervista alla rivista Valeurs actuelles, l’ex-direttore del controspionaggio francese (DST e DCRI), Bernard Squarcini dice di essere stato contattato dalla Siria per proporre, nel 2012, al governo francese una lista dei terroristi francesi operanti in Siria, in cambio della normalizzazione delle relazioni tra i servizi d’intelligence. Il ministro degli Interni del tempo, Manuel Valls, rifiutò per motivi ideologici [1]. La maggior parte dei commentatori fa notare che, se queste informazioni sono accurate e se il governo francese avesse accettato tale proposta, si sarebbero evitati gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015. Il deputato Olivier Marleix (ex-consigliere del presidente Nicolas Sarkozy quando Bernard Squarcini dirigeva il controspionaggio) chiede pertanto l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce su queste accuse [2].
La tesi di Squarcini va specificata. Nel 2012, la Siria era in contatto con l’ex-capo del controspionaggio con cui aveva buoni rapporti in passato, e con un alto funzionario della polizia. Le autorità siriane s’offrirono di fornire tutte le informazioni in possesso sui combattenti francesi nel Paese, sui jihadisti e anche sui soldati francesi in missione. Chiesero in cambio il ritiro delle truppe francesi e il ripristino dei rapporti tra i servizi, senza chiedere il ripristino delle relazioni diplomatiche. Squarcini passò il messaggio al ministro degli Interni Manuel Valls che reagì subito, e per dimostrare buona fede, la Siria fornì l’elenco preliminare dei francesi morti che potè identificare. Tuttavia, il ministro degli Esteri Laurent Fabius era fortemente contrario all’accordo. Il primo ministro Jean-Marc Ayrault così vietò a Manuel Valls di accordarsi. L’ex-direttore del controspionaggio Bernard Squarcini, assieme al prefetto Édouard Lacroix (ex-direttore generale della polizia nazionale, poi capo del personale di Charles Pasqua) e Claude Guéant (ex-vicedirettore dell’ufficio di Charles Pasqua, allora ministro degli Interni), facevano parte del gruppo che cercò di opporsi alla guerra contro la Libia, poi a quella contro la Siria. Il gruppo negoziò la pace tra Francia e Siria durante la liberazione di Bab Amr (febbraio 2012) [3]; un accordo che il presidente Sarkozy accolse ma che il suo successore si rifiutò di rispettare.
Nel giugno 2012, il nuovo presidente Francois Hollande fece assassinare il prefetto Édouard Lacroix. Vari procedimenti giudiziari furono presi contro Claude Guéant. Bernard Squarcini si ritirò dalla vita politica e creò la società d’intelligence privata Kyrnos Conseil (Kyrnos significa Corsica in greco) molto attiva all’estero.ob_af76f0_jijwiNote
[1] Bernard Squarcini: “Nous sommes entrés dans la terreur et le terrorisme de masse”, Louis de Raguenel, Valeurs actuelles, 20 novembre 2015.
[2] Tout n’a pas été fait depuis Charlie pour protéger les Français, François De Labarre, Paris-Match, 20 novembre 2015.
[3] Les journalistes-combattants de Baba Amr, Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 3 marzo 2012.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I misteriosi terroristi di Parigi

Aanirfan 18 novembre 20152E896BBC00000578-3321715-image-a-21_1447777742614Nel corso di una diretta della famigerata Sky News (Esame sull’attentato in Tunisia) dopo gli attentati di Parigi, uno dei presunti nefasti terroristi oggetto di una massiccia caccia all’uomo, Abdasalam Ben Salah, passeggiava casualmente davanti alla telecamera sorridente“. Salah Abdasalam finisce sul videoCapture3E’ possibile che ci sia un Salah arabo e un sosia del Mossad? Salah Abdasalam fu fermato e lasciato andare dalla polizia per 3 volte. Ora si ritiene sia in fuga in Europa. Nel 2010, ferroviere tirocinante, Salah finì in carcere per rapina a mano armata. Il suo complice era Abdalhamid al-Baud (Abu Umar al-Balgiqi), ora sospettato di essere la ‘mente’ degli attentati del venerdì 13 a Parigi. Un amico di Salah, Nabil, ha detto a Reuters che Salah Abdasalam e suo fratello Ibrahim erano “ragazzi normali che si facevano quattro risate“. L’amico di Salah, Hisham, ha detto che i fratelli giocavano a carte e parlavano di calcio, “mai d’Islam o jihadisti”. Il vicino Shaiq Shiraz ha detto di Salah: “Era un simpaticone. Molto ben vestito, indossava abiti firmati, sbarbato. Un ragazzo molto intelligente, andava a scuola ed era molto bravo“. I fratelli aprirono un bar nella città natale, due anni fa, il Cafe Des Beguines, dal nome di un ordine monastico cristiano, che serviva alcol. Ibrahim Abdasalam beveva apertamente, contrariamente alle regole islamiche. Nel 2015, le autorità avvertirono il bar che l’avrebbero chiuso ad agosto perché i locali erano ‘utilizzati per il consumo di sostanze allucinogene vietate‘ e perché veniva utilizzato come luogo di spaccio. Tuttavia, i fratelli Abdasalam non furono mai sottoposti a un interrogatorio e vendettero il bar alla fine del settembre 2015. Salah Abdasalam era sulla lista nazionale di circa 800 sospetti radicali, ma le autorità non l’avrebbero mai interrogato. Quindi o Salah era ricattato per lavorare con CIA-Mossad, o aveva un sosia nella CIA-Mossad. Muhamad Atta aveva un sosia ebraico. Ebrei che si fingono musulmani_86712302_abaaoudflagapbodyL’amico di Salah, Abdalhamid al-Baud (Abu Umar al-Balgiqi) è sospettato di essere la ‘mente’ degli attacchi del venerdì 13 a Parigi. Abdalhamid al-Baud studiò nel collegio privato di Saint-Pierre, e fu ripudiato dai genitori. Era un playboy amante della discoteca. Come Salah Abdasalam, Abdalhamid al-Baud era cresciuto nel sobborgo Molenbeek di Bruxelles, non lontano dal quartier generale della NATO. Abdalhamid al-Baud divenne un piccolo criminale con trascorsi in carcere. I servizi di sicurezza reclutano persone in carcere. Nell’autunno 2014 Abdalhamid al-Baud morì. La famiglia ricevette segnalazioni che era caduto ‘martire’ combattendo per lo Stato islamico. Daily Mail
A questo punto, un sosia del Mossad, forse un ebreo marocchino, potrebbe essere intervenuto. Una donna turca ha detto della famiglia di Abdalhamid al-Baud: ‘La famiglia non era per nulla religiosa‘. La donna aveva il compito di sorvegliare la casa oramai vuota, mi ha detto ieri. Secondo un amico, Abdalhamid al-Baud avrebbe fumato cannabis liberamente e bevuto tutto l’alcol disponibile.

Sosia di Victoria Beckham, Gordon Ramsey, David Beckham e Ricky Gervais

Sosia di Victoria Beckham, Gordon Ramsey, David Beckham e Ricky Gervais

Abdalhamid al-Baud frequentò uno dei collegi più esclusivi di Bruxelles, il Saint-Pierre, ma fu espulso. Un ex-compagno di classe dice: ‘Era un idiota, faceva bullismo sui compagni di classe e gli insegnanti, e gli furono trovati dei portafogli rubati’. Il padre di Abdalhamid al-Baud gli diede un negozio di abbigliamento, vicino al suo. Abdalhamid al-Baud comprò un’Audi A4. Come il re del Marocco, probabile gay, Abdalhamid al-Baud amava bar e discoteche di Bruxelles. Nessuno lo ricorda con una vera fidanzata. Tra i suoi amici c’erano i fratelli Ibrahim e Salah Abdasalam. Abdalhamid al-Baud finì in prigione. Un vicino turco dice di Abdalhamid al-Baud, dopo esser uscito di prigione: “Non riuscivo a riconoscerlo, sapevo tutto di lui. Era intelligente e ben curato, ma tornò con barba e capelli lunghi, e aveva cambiato i jeans con abiti tradizionali musulmani. Prima rideva e scherzava sempre. Ma ora quasi non sorrideva e parlava con molta calma e serietà“. Daily Mailparisisil-765x510Forse l’Abdalhamid al-Baud tornato di prigione era mentalmente controllato dei servizi di sicurezza. O forse era un sosia del Mossad. Nell’attentato del 13 novembre 2015 a Parigi, uno dei “capri espiatori” era il fratello di Salah, Ibrahim Abdasalam. L’ex-moglie dice di Ibrahim:
1. Non è mai andato in moschea.
2. Non si opponeva all’occidente.
2. Era un fannullone che fumava cannabis ‘tutto il giorno e tutti i giorni’.
3. Era stato in prigione.
Ibrahim, 31 anni, viveva nel quartiere Molenbeek di Bruxelles, dove la CIA recluterebbe i suoi zimbelli. Il 13 novembre, Ibrahim ‘si fece esplodere’ davanti al caffè Comptoir Voltaire a Parigi.
Dailymail/Parigi, l’attentatore Ibrahim Abdasalam ‘fumava cannabis ogni giorno’, ma ‘non aveva nulla contro l’occidente’, dice l’ex moglie.

Paris_bomber_Ibrah_3503436bAitanti mercenari europei
Aanirfan

319305-gladioIn alcune recenti operazioni sotto falsa bandiera, gli assassini sono stati europei con addestramento militare. I capri espiatori che finiscono per essere uccisi sono di solito piccoli criminali musulmani. Nell’attentato del 13 novembre 2015 a Parigi, uno degli obiettivi fu il caffè La Belle Equipe. Un testimone, il 26enne Admo, ha descritto il tiratore. “Era bianco, rasato e aveva i capelli scuri ben curati. Era vestito di nero con una sciarpa rossa. Il tiratore aveva circa 35 anni e una corporatura molto muscolosa, lo si poteva dire dalle dimensioni delle braccia… L’autista aveva… una mitragliatrice appoggiata sul tetto della vettura. Lui stava lì… ad ispezionare. Lo descriverei alto, con i capelli scuri e abbastanza muscoloso. Sembravano soldati o mercenari, che si comportavano come in un’operazione militare“. Mirror
Il 13 novembre, vari amici, alcuni dei quali lavoravano presso il vicino Café des Anges, erano a La Belle Equipe per il 35° compleanno della cameriera Huda Sadi del Cafe des Anges. Undici di questi amici furono freddati quando La Belle Equipe fu attaccato dai due uomini armati. Huda Sadi era tunisina, ed era a La Belle Equipe con la sorella Halima e i fratelli Qalid e Bashir. Huda e Halima furono uccise. La maggior parte delle 19 vittime della caffetteria La Belle Equipe era lì per la festa di compleanno. Daily Mail
Lo psicoterapeuta Mark Colclough, un 43enne cittadino inglese e danese era con un collega a Rue de la Fontaine quando vide un uomo armato attaccare il caffè. Il killer era “un uomo in uniforme militare, maglione nero, pantaloni neri, scarpe o stivali neri e una mitragliatrice“. Testimone dell’attacco a Parigi: ‘era vestito di nero, professionale…
PARISTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ciò che i francesi non dicono

Ziad Abu al-Fadil, Syrian Perspective135965939Nessuno vuole dirlo, tranne io: i francesi non hanno la memoria lunga, e nemmeno gli inglesi quando si tratta dei crimini più orribili della loro storia oppressiva. Già 129 cittadini sono stati uccisi da alcuni militanti islamici. Come si paragona con ciò che ha fatto la Francia in Algeria? Diamine, gli inglesi curarono l’insediamento degli ebrei europei in Palestina e l’estirpazione degli autoctoni arabi dalla Palestina, essenzialmente condannando la nostra regione a eoni di instabilità e conflitti. Così, quando vengono colpiti i francesi, piango gli innocenti, ma non ho altro che disprezzo per i capi politici che deliberatamente hanno nutrito i vari gruppi terroristici che, comodamente, erano azionati da quei Paesi che sentono di più la gratitudine per francesi e inglesi, cioè Giordania e Turchia. Pura schadenfreude. Mi dispiace, ma è così. I turchi amano i francesi. Dopo tutto, gli diedero un pezzo di terra siriana dove tutti parlavano, sorprendentemente, siriano! Gli diedero Hatay, insieme a Isqandarun e Rayhaniya, senza nemmeno traccia di vergogna. E i giordani amano gli inglesi che gli diedero un pezzo di Siria meridionale chiamandolo Transgiordania. Diedero la terra a una razza di larve dell’Hijaz chiamati hashimiti… un clan in contrasto con la marmaglia saudita wahabita che occupò tutta la penisola con tutto i suoi petrolio, sabbia e tafani dalle dimensioni di passeri. Oggi è anche meglio; il re giordano, Abdullah II, è di madre inglese (Antoinette Avril Gardiner) e lui difficilmente parla arabo senza traccia di afasia. Non vede l’ora di aiutare i fratelli dell’Old Blighty. Gli inglesi hanno avuto modo di intrupparli, dopo tutto.
Ciò che i francesi non vi diranno è che da sempre hanno servito gli interessi degli scarafaggi sauditi, guardando altrove quando predicatori fanatici musulmani venivano stipendiati dall’ambasciata saudita a Parigi, organizzando giovani e donne come potenziali terroristi. I terroristi che hanno perpetrato l’atto mostruoso nella capitale francese erano tutti studenti della stessa cricca di scalmanati ipocriti sciamani nichilisti. E Hollande, gonfiatosi di sangue siriano anche più di Abdullah di Giordania, sapeva benissimo che la Sùreté francese dava solo uno “sguardo indifferente” su tali gangster assassini. Il governo francese s’è immerso nel sangue del popolo siriano e del popolo francese. François Hollande è ora il terzo incomodo a Parigi, regolarmente ignorato dai parlamentari francesi che affollano Damasco nel tentativo di incontrare e blandire il Nostro Presidente. Improvvisamente, i politici francesi suggeriscono un passato indicibile: il rapporto con la Siria baathista ragionevole e razionale. In un recente sondaggio de Le Figaro, il 70% degli uomini e donne francesi che vi hanno partecipato ha insistito sul fatto che il Dr. Assad rimanga il Presidente della Siria. Hollande farebbe meglio a guardare i suoi sondaggi per vedere come appare nelle menti e nei cuori dei suoi concittadini. E’ ben noto che il suo indice di gradimento sia pari al numero di giocatori di football americano di una squadra. La nuova atrocità sarebbe stata evitata se Hollande e i suoi capi della sicurezza avessero messo gli interessi dei connazionali sopra a quelli dei selvaggi semi-scimmieschi sauditi; Marine Le Pen è la virtuale spina nel fianco del presidente per le prossime elezioni. Ha parlato sensatamente per anni del problema della Francia “rifugio dei terroristi”.
_86712302_abaaoudflagapbodyLa Francia non cambia sulla Siria. Anche se i parlamentari francesi cercano l’amicizia del Dottor Assad, la politica parigina di scalzare il legittimo presidente di uno Stato membro delle Nazioni Unite con tutti gli echi illegali internazionali, resta lo scopo di Hollande e della sua cricca di adulatori. Finché avrà disperato bisogno di denaro saudita per mantenere la moribonda economia a galla, non resisterà alla ripugnante idea fissa saudita di rovesciare il governo del Dottor Assad. Perciò Hollande è diventato un gangster; come scrissi 2 anni fa, è complice dell’assassinio di Sakiné Cansiz a Parigi che sapeva che Abdullah Ocalan, il capo del PKK detenuto volesse zittirla prima che si recasse in Germania, dove doveva rivelare ciò che sapeva sulle malversazioni del PKK di Ocalan. Doveva anche smascherare Ocalan che negoziava con Hakan Fidan, il capo dell’onniveggente Gestapo turca. Quando Hollande fu contattato su questo argomento, diede l’ok per il colpo su suolo francese. Ad oggi, l’indagine sull’omicidio di Cansiz è reticente ed infruttuosa. Hollande si dispera nel mostrare credenziali da capo in tempo di guerra. Nessuno sbaglia nel credere che Hollande sapesse dell’operazione che ha provocato 129 vittime. Sapeva dei clerici che regolarmente predicavano odio e jihad nel suo Paese con l’aiuto finanziario degli stragisti sauditi. I francesi avevano la lista dei nomi di oltre 10000 individui sospettati di simpatizzare con il terrorismo internazionale, ma non fecero nulla per interdirne movimenti e operazioni. La mente dell’attacco, il marocchino Abdulhamid al-Baud, si vantava di legami in Europa senza intoppi, ridacchiando delle organizzazioni di sicurezza e sbuffando per la loro incompetenza. Ma ciò che lo scarafaggio non diceva era che il governo francese era in combutta con i sauditi per consentirgli tale libertà di manovra. Al-Baud e le sue coorti erano una specie protetta che non poteva essere toccata per timore di Hollande dei sauditi. Il “capospia” marocchino che ha architettato gli attacchi a Parigi di venerdì 13 novembre 2015, fu visto sghignazzare dell’incompetenza gallico. Avrà avuto idea che operasse con la piena collaborazione del governo di Hollande.
Il presidente francese è ora nel mirino. Quanto sapeva delle attività degli islamisti nel suo Paese? Chiaramente era partecipe consenziente alla carneficina in Siria. I suoi agenti compiono operazioni nel nord del Libano con gli estremisti dal 2012, quando la NATO decise di estendere gli aiuti all’insurrezione criminale contro il legittimo governo della Siria. La Francia è immersa fino al collo nel complotto per rovesciare il governo di Damasco assieme a Turchia, Arabia Saudita e certamente Qatar. Allora perché è così difficile comprendere come il massacro di Parigi abbia avuto luogo? Tutto questo casino è incentrato sulla fede, all’inizio, che il Presidente Assad sarebbe caduto subito dopo l’avvio della “rivoluzione” a Darah. Quando ciò non è accaduto, la NATO, complice in tale piano, s’impantanò nell’operazione che ha generato gli stessi pericoli ce sperava avrebbe subito solo la Siria. Ma la puzza è risalita dalle proprie fogne, alla fine, e ora ha a che fare con tale problema, con tutti i pericoli insiti nel trattare con assassini sociopatici patentati come il terrorista qui sopra. Gli apprendisti del terrorismo hanno scoperto che la magia nera si volge contro lo stregone.
Tutto ciò pone la domanda che il popolo francese deve porsi: è stato l’attacco del 13 novembre 2015 terrorismo? O era terrorismo di Stato? Forse Hollande ha la risposta.

12247059Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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