Il governo francese conosceva gli estremisti prima dell’attentato

Tony Cartalucci, LD, 14 novembre 2015 image.adapt.960.high.paris_shooting_25Come previsto e già riferito, i terroristi che hanno preso parte all’attacco al centro di Parigi, uccidendo oltre 100 persone e ferendone altre centinaia, erano ben noti alle agenzie di sicurezza francesi prima dell’attacco. Il Daily Mail ha riportato nel suo articolo, “La caccia agli assassini dello SIIL: Un terrorista identificato come ‘giovane francese noto alle autorità’, altri due trovati con passaporti egiziani e siriani“, che: “Uno dei terroristi coinvolti negli attacchi di ieri sera a Parigi è stato ufficialmente identificato come un parigino, secondo i media locali. L’uomo, che è stato ucciso al Bataclan, è stato identificato dalle impronte digitali e viveva nel quartiere parigino meridionale di Courcouronnes. Rapporti francesi dicono che l’uomo, di circa 30 anni, era già noto alle autorità antiterrorismo francesi prima degli attentati di ieri sera”. Allo stesso modo, nel gennaio 2015 a seguito dell'”attacco a Charlie Hebdo” che lasciò 12 morti, fu rivelato che le agenzie di sicurezza francesi seguirono gli attentatori per quasi un decennio, dopo aver arrestato almeno un terrorista per due volte, mettendolo al fresco almeno una volta, rintracciando due di loro all’estero dove erano addestrati da note organizzazioni terroristiche, infine combattendo con esse in Siria prima di ritornare in Francia. Sorprendentemente, le agenzie di sicurezza francesi non si mossero, sostenendo che dopo un decennio di monitoraggio avevano finalmente deciso di chiudere il caso, esattamente il tempo necessario per pianificare ed eseguire il gran finale.

Più guerre e più sorveglianza non aiutano
103169102-RTS6ZSC.530x298Con uno scenario simile ora emergente, in particolare dall'”attentato a Charlie Hebdo“, dove le agenzie di sicurezza francesi conoscevano gli estremisti senza riuscire a fermarli prima di effettuare l’ennesimo grande attentato, anche con poteri di sorveglianza rafforzati conferitigli dalla nuova legislazione, sembra che alcuna sorveglianza intrusiva o guerre all’estero argini il terrorismo che il governo francese sembra per nulla intenzionato a fermare. Il problema non sono le leggi sull’immigrazione in Europa. Persone pericolose vivono in Francia, ma sono monitorate dalle agenzie di sicurezza francesi. Il problema non è la Siria. I terroristi li hanno lasciati a combattervi, acquisendo competenze e legami letali prima di tornare in Francia, ma anche loro furono monitorati dalle agenzie di sicurezza francesi. Invece, il problema è che le agenzie di sicurezza francesi non fanno nulla con tali individui pericolosi che consapevolmente vivono, lavorano e chiaramente tramano nella società francese. Nelle prossime ore e giorni, il governo francese e i vari co-cospiratori nella guerra per procura contro la Siria, proporranno un piano d’azione sostenendo che arginerà la minaccia terroristica in Francia e nel resto d’Europa. Ma la realtà è che tale problema non è cosa che il governo francese può risolvere, perché il problema è chiaramente il governo francese stesso.

Lo SIIL è dietro gli attentati di Parigi, ma chi c’è dietro lo SIIL?
Con il cosiddetto “Stato islamico” (ISIS) che appare responsabile dell’attacco, la domanda che rimane è chi c’è dietro lo SIIL? Mentre l’occidente ha tentato di far mantenere all’organizzazione terroristica capacità quasi mitologiche, in grado di sostenere operazioni di combattimento contro Siria, Iraq, Hezbollah in Libano con il sostegno di Iran e ora dell’esercito russo, mentre svolge grandi e notevoli attentati terroristici nel mondo, è chiaro che lo SIIL riceva un’immensa sponsorizzazione di Stato internazionale. L’avanzata dello SIIL fu svelata già nel 2007 dalle interviste del giornalista vincitore del premio Pulitzer Seymour Hersh, nel suo saggio “The Redirection“. Le interviste rivelarono un piano per destabilizzare e rovesciare il governo della Siria attraverso l’uso di estremisti settari, in particolare al-Qaida, con armi e fondi riciclati attraverso il più vecchio e stolido alleato regionale degli Stati Uniti, l’Arabia Saudita. Un rapporto del Dipartimento dell’Agenzia d’Intelligence (DIA) del 2012 ammette: “Se la situazione si dipana vi è la possibilità di stabilire un principato salafita dichiarato o non dichiarato nella parte orientale della Siria (Hasaqa e Dair al-Zur), e questo è esattamente ciò che le potenze che sostengono l’opposizione vogliono, al fine d’isolare il regime siriano, considerato profondità strategica dell’espansione sciita (Iraq e Iran)”.
Il rapporto della DIA enumera con precisione queste “potenze che aiutano”: “Occidente, Paesi del Golfo e Turchia sostengono l’opposizione; mentre Russia, Cina e Iran sostengono il regime”. E fino ad oggi, semplicemente guardando una qualsiasi mappa che descriva il territorio occupato dalle varie fazioni nel conflitto siriano, è chiaro che lo SIIL non è uno “Stato” di alcun tipo, ma un’invasione dalla Turchia aderente alla NATO, con la via dei rifornimenti principale che attraversa il confine turco-siriano tra la città di Adana e la riva occidentale dell’Eufrate, un corridoio ormai sempre più stretto. In effetti, la disperazione mostrata dall’occidente e i suoi sforzi per cacciare il governo siriano e salvare le sue forze di ascari ora decimate dalle operazioni militari congiunte russo-siriane, è direttamente proporzionale alla diminuzione e ridotta stabilità di tale corridoio.
La settimana precedente, le forze siriane ristabilirono il fermo controllo sull’aeroporto militare di Quwayris, assediato da anni. L’aeroporto è a soli 30 km dall’Eufrate e mentre le forze siriane sostenute dalle forze aeree russe avanzano verso il confine con la Turchia, lungo la costa siriana si crea un fronte unito che essenzialmente escluderà lo SIIL dalla Siria. Le linee di rifornimento dello SIIL saranno tagliate a nord, atrofizzando la combattività altrimenti inspiegabile dell’organizzazione. La finestra di opportunità del “cambio di regime” occidentale va rapidamente chiudendosi, e forse con un ultimo disperato tentativo, la Francia s’impantana nel sangue e nei cadaveri dei propri cittadini per evitare che tale finestra si chiuda. La realtà è che la Francia conosceva gli attentatori di “Charlie Hebdo“, conosceva gli autori dell’ultimo attacco a Parigi, e probabilmente sa di più in attesa della possibilità di colpire. Così, non li ha fermati e non ha fatto nulla. Inoltre, sembra che invece di mantenere la Francia al sicuro, il governo francese abbia scelto di utilizzare tale consapevolezza come arma, in sé e per sé, contro la percezione del proprio popolo, per far avanzare l’agenda geopolitica. Se il popolo della Francia vuole punire duramente i responsabili dei ripetuti attacchi terroristici interni, può iniziare da coloro che sapevano degli attentati e non hanno fatto nulla per fermarli, casualmente gli stessi che hanno contribuito a far nascere lo SIIL e a perpetuarlo fino ad oggi.paris-military-terror-attacksTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Attentati a Parigi: la schiacciante responsabilità del governo francese

William Borel, Les Crises 15 novembre 2015latuff_Syria_FranceL’ondata senza precedenti di attentati che ha colpito Parigi ieri sera e che avrebbe, secondo una prima relazione, provocato almeno 127 morti, è la diretta conseguenza della politica estera della Francia in Siria, volta meno al lottare contro il terrorismo salafita che a distrugegere il Paese e rovesciarne il Presidente Bashar al-Assad. Se più autori della carneficina nella sala da concerti Bataclan avrebbero detto, secondo i testimoni: “La colpa è di Hollande, del vostro presidente, che non deve intervenire in Siria“, va ricordata la vera politica francese in questo Paese dall’inizio del conflitto nel 2011. La Repubblica francese, come rivelato dal presidente Francois Hollande in un’intervista al giornalista Xavier Panon, ha infatti fornito armi ai cosddetti “ribelli” siriani nel 2012. Attraverso il DGSE cannoni da 20 mm, mitragliatrici, lanciarazzi, missili anticarro sarebbero stati consegnati ai ribelli cosiddetti “moderati” in violazione dell’embargo stabilito nell’estate 2011 dall’Unione Europea. Un consulente dell’Eliseo confessa a Xavier Panon: “Sì, mettiamo a disposizione quello di cui hanno bisogno, ma entro i limiti dei nostri mezzi e sulla base della nostra valutazione della situazione. Occultamente, si può agire solo su piccola scala. Con mezzi limitati e obiettivi limitati“. La Francia aveva anche inviato forze speciali sul campo per addetramento e supporto operativo ai terroristi. Nel marzo 2012, tredici ufficiali francesi furono catturati dall’esercito siriano durante la riconqusita del califfato islamico istituito nel quartiere di Bab Amr ad Homs da parte delle brigate al-Faruq e al-Walid. Quest’ultima poi aderì allo Stato islamico. Il presidente Hollande, citato dal quotidiano Le Monde, confessava nell’agosto 2014: “Non dobbiamo rallentare il supporto che diamo a questi ribelli, i soli a partecipare con spirito democratico“. Mentre il presidente siriano Bashar al-Assad ha più volte detto che non ci sono ribelli “moderati”, ci si può chiedere della vera natura dei gruppi armati ribelli sostenuti dallo Stato francese dal 2012. Il ministro degli Esteri Laurent Fabius disse a tal proposito, nel 2012, che Jabhat al-Nusra, ramo siriano di al-Qaida, “fa un buon lavoro”… Una denuncia delle vittime siriane dei gruppi ribelli fu presentata contro il ministro francese al Tribunale amministrativo di Parigi per “colpa personale del ministro degli Esteri Laurent Fabius, commessa nelle sue funzioni“. In un rapporto nel 2012 dell’agenzia d’Intelligence militare statunitense (DIA) già si sosteneva che l’aiuto ai ribelli cosiddetti “moderati” in realtà avvantaggiava principalmente lo Stato islamico. Secondo il direttore dell’agenzia, Generale Flynn, l’aiuto indiretto degli Stati Uniti e della coalizione occidentale allo Stato islamico “fu una scelta deliberata”. In un precedente articolo sul ruolo della travagliata coalizione occidentale in Iraq e in Siria, ho anche fatto notare vari fatti che dimostrano sostegno e collaborazione operativa di Turchia, Stati Uniti e Israele ai vari gruppi jihadisti. Tali elementi dimostrano chiaramente che la coalizione occidentale, comprendente la Francia, ha condotto una politica di aiuto ai vari gruppi jihadisti in Siria, con l’obiettivo di rovesciare il Presidente Bashar al-Assad con il pretesto dell’assistenza ai gruppi di fittizi ribelli “moderati”. La vera natura di tali gruppi ribelli è stata recentemente svelata dall’intervento russo, che ha fatto esplodere le proteste dei governi occidentali per il fatto che gli attacchi aerei colpivano i ribelli che sostengono. Tuttavia, i gruppi colpiti dagli aerei russi appartenevano all’Esercito della Conquista, cui Jabhat al-Nosra, ramo siriano di al-Qaida, e gruppi islamici come Ahrar al-Sham, fanno parte.
Purtroppo, è improbabile che il sostegno del govenro francese ai gruppi jihadisti in Siria sia denunciato alla luce di tale ondata inaudita di attentati, di cui sono tuttavia la conclusione logica e prevedibile. Il caos inflitto alla Siria e la proliferazione di gruppi jihadisti sono il risultato diretto della politica estera francese in Medio Oriente. Come negli attacchi di gennaio, il governo aveva eretto Internet, che avrebbe favorito l'”auto-radicalizzazione” dei terroristi, presentati ingannevolmente come “lupi solitari”, a capro espiatorio, nascondendo carenze e incompetenza dei servizi di intelligence e sicurezza francesi, imponendo in massa ssitemi di sorveglianza ai cittadini, con una politica contraria soprattutto alle libertà individuali, dimostratasi inutile oggi. E’ tuttavia improbabile che i capi dei servizi di sicurezza, tra cui il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve, che ancora una volta fallisce, ne rendano conto. Il governo e la classe politica, con poche eccezioni, si nascondono ancora dietro l’emozione e l’ingiunzione all'”unità nazionale”. Eppure le stesse persone che oggi hanno dichiarato lo stato di emergenza e il ripristino dei controlli alle frontiere avevano promesso nelle ultime settimane l’accoglienza dei migranti siriani in nome dei principi umanitari, nonostante le riserve dell’agenzia di cooperazione europea Eurojust che dichiarava che il contrabbando aveva stretti legami con le organizzazioni terroristiche in Siria: “Si tratta di una situazione allarmante, perché si vede chiaramente che il traffico è destinato a finanziare il terrorismo e che i trafficanti sono talvolta utilizzati per l’infiltrazione di membri dello Stato islamico“. Secondo il presidente François Hollande, se la Francia è “in guerra”, oggi, lo deve principalmente all’incompetenza dei dirigenti e alle criminali incoerenze della politica estera francese che hanno sostenuto e armato i gruppi jihadisti che hanno precipitato la Siria nel caos…2015-11-15_221807Nel 2012, il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, assieme al Regno Unito, spinse per allentare l’embargo sulle armi dell’UE alla Siria per consentire “che armi difensive arrivasero  ai combattenti dell’opposizione“. La Francia fu la prima potenza europea a riconoscere la Coalizione nazionale delle forze di opposizione e rivoluzionarie siriana, una coalizione di diversi gruppi di ribelli crata a Doha che, secondo il presidente francese François Hollande, era l'”unico rappresentante del popolo siriano“. La coalizione fu riconosciuta anche da Turchia e Lega Araba come “legittimo rappresentante delle aspirazioni del popolo siriano“. Nel dicembre 2012, in una riunione tenutasi a Marrakech, gli Stati Uniti sostennnero la Coalizione Nazionale quale governo di transizione della Siria. Da quel momento più di 100 Paesi, compresa l’Unione europea, riconobbero l’opposizione siriana, nonostante i timori che fosse collegata ad al-Qaida. Secondo il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, “importanti” contributi finanziari furono annunciati nella riunione: l’Arabia Saudita offrì 100 milioni di dollari, gli Stati Uniti altri 14 milioni ie la Germania 29 milioni. Nel 2014, il presidente francese Hollande disse che la Francia armava e addestrava i ribelli siriani, da un periodo di tempo non specificato, perché “sono gli unici a prendere parte al processo democratico“. In un’intervista al quotidiano francese Le Monde ammise che la Francia non può “fare da sola” e che non vi era “una buona intesa con Europa e gli USA“.

Fragkiska Megaloudi, Global Research, 17 Settembre 2015

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Parigi, cosa può esser successo?

Alessandro Lattanzio, 16/11/2015150714.jpg.700A fronte della catastrofe epocale che l’atlantismo sta subendo in Medio Oriente, che vede la disintegrazione totale del grande piano sovversivo per distruggere l’Iran e l’Asse della Resistenza, e il ridimensionamento drastico di Russia e Cina e del loro progetto pan-eurasiatico, l’attentato a Parigi del 13 novembre 2015, può essere letto come un avvertimento delle potenze compradores legate all’atlantismo (Arabia Saudita, Qatar, Quwayt, Brunei ed emirati vari) e delle fazioni delle dirigenze occidentali ad esse legate, come Gladio, Gladio-B, CIA (il capo della CIA Brennan è un cittadino statunitense convertito wahhabita e legato alla famiglia dei Saud)), bande armate del Pentagono e del comando NATO di Bruxelles, ecc. Inoltre, tali fazioni sono alleate alle strutture finanziario-bancarie controllate da Wall Street, dato che la City ha scelto di passare da New York a Shanghai, perciò ha evitato di irritare Beijing e Mosca sostenendo una nuova aggressione alla Siria; è questa considerazione che ha legato le mani a David Cameron, impedendogli di ripetere le follie libiche contro la Siria, molto più che non le pagliacciate pseudo-pacifiste del laburista Corbyn, legato a doppio filo al taqfirismo militante del Qatar, che dal 2011 ha fatto un’ampia campagna acquisti tra il ‘general intellect’ occidentale, ovvero nella semiborghesia di sinistra occidentale, che al contrario della borghesia tout court, è improduttiva, non ha una base economica autonoma e quindi dipende dalle regalie delle potenze compradore della penisola araba, di cui ne sposa le cause, come l’aggressione agli Stati nazionali e socialisti arabi, camuffata da ‘Primavera araba’, o le ‘rivoluzioni’ reazionarie e oscurantiste dell’islamismo wahhabita, celebrate dalla paccottiglia umana e sociologica della cosiddetta sinistra europea e italiana, il ceto parassitario occidentale legato al capitale speculativo (Soros, Omidyar, ecc.) e formato dagli impiegatucci delle ONG e altra parafernalia pseudo-umanista, tipo Gino Strada e la sua congrega Emergency, organici all’interventismo neo-colonialista ed imperialista della NATO.
Quindi, in tale quadro, le potenze compradores saudite ed emiratine, tramite le connivenze degli apparati spionistico-terroristico atlantisti, da un lato, e del circo mediatico occidentale, dall’altro, scatenano o minacciano l’ondata terroristica contro le capitali occidentali, per ricattarle e chiederle di continuare la fallimentare avventura contro la Siria e l’Iraq, o altrimenti l’apparato terroristico creato in questi 4/5 anni per distruggere la Siria e l’Iraq, con l’attiva partecipazione dei media e delle intelligence occidentali (CIA, Gladio, Mossad, MIT) e della nazione turca, verrà aizzato contro l’occidente ‘traditore’ che abbandona gli alleati (i petroemirati) e gli strumenti (i terroristi) del grande piano sovversivo geopolitico contro l’Eurasia e i BRICS.
La Turchia ha svolto un ruolo da mezzano, scatenando prima l’ondata migratoria controllata ed eterodiretta contro l’Europa, costituita al 90% da profughi da Paesi altri dalla Siria e da una massa di terroristi e famigliari di terroristi delle fazioni perdenti in Siria/Iraq, nella prima fase di tale ricatto. Un avvertimento ‘morbido’ sulla reazione che avrebbe scatenato tale mota formata da potenze compradores, fazioni legate ai compradores (semiborghesia priva di base economica, agenzie spionistiche, Gladio e circo mediatico, dipendenti anch’essi dai capitali finanziari meramente speculativi, ecc.) Nonostante la posizione vile e accomodante di Merkel e del centro-sinistra tedesco, le istanze turco-saudite (e annessi) non venivano recepite, aldilà delle declamazioni contro Assad e l’intervento russo che faceva saltare tutti i piani preparati per lanciare l’ultimo grande assalto alla Siria, nonostante il messaggio mafioso dell’Airbus abbattuto sul Sinai il 30 ottobre. Con la seconda fase del ricatto, iniziato con l’assalto a Parigi, si passa alla minacce ‘dure’, da qui la frenesia sul terrorismo tra noi e relativo panico, che sostituiscono tutte le zuccherose chiacchiere sull’accoglienza dell”altro’ e del ‘diverso’ fin qui sparse. La musica sta già cambiando, e nulla potranno gli accorati appelli della semiborghesia parassitaria che campa sul problema dei migranti.
La Francia, e la NATO in generale, esauritisi materialmente nell’aggressione alla debole Libia jamahiriyana, si dimostrano le tigri di carta di maoista memoria che sono. Già l’avventata avventura a Kiev, ha sepolto il capitale militar-diplomatico dell’atlantismo, e le farlocche operazioni anti-terrorismo condotte per anni, hanno risucchiato il resto di tale capitale, mandando in rovina l’imperialismo occidentale, che per la spallata sulla Siria, contava sui mercenari di al-Qaida/Stato islamico, non a caso vezzeggiati, anche in Italia, da quella parte ‘intellettuale’ della semibiorghesia prostituitasi, dal 2010, presso Doha, Dubai e Ryad, conferendole quel ‘coraggio’ anti-Israliano, altrimenti inspiegabile, che gli era assente fino a qualche anno fa. Che il ruolo turco sia fondamentale in questa fse, appare intuibile dalla consequenzialità tra terrorismo in Turchia, elezioni in Turchia, vinte dagli islamisti esecutori del capitale compradores saudita-emiratina, e quindi attuazione del terrorismo in Europa occidentale. Non è un caso, perciò, che dopo la vittoria elettorale di Erdogan (probabilmente, grazie a una delle più grandi frodi elettorali della storia), ci sia stata la notte dei fuochi islamisti a Parigi.
Il messaggio appare chiaro, intervenire contro la Siria, per salvare il moribondo regno saudita, oramai intrappolato tra i tre fuochi che ha attizzato (Siria, Iraq, Yemen), dove ha aperto dei fronti bellici votati a una sconfitta schiacciante, o aprirne uno nuovo in Europa, utilizzando le residue forze terroristico-taqfirite, prima che vengano spazzate via totalmente dalle forze dell’Asse della Resistenza e dell’Eurasia, lasciando nudi i petrosceicchi e i petromonarchi, soli nel deserto politico-sociale che hanno saputo costruire in decenni di spreco della prosperità petrolifera di cui si sono appropriati a scapito dei popoli del Medio Oriente.

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Gli attentati di Parigi rivelano la bizzarra strategia dello SIIL e la strategia della tensione della NATO

Joe Quinn, Sott, 15 novembre 2015France Paris ShootingsE’ così sconvolgente. Quando successe a Charlie Hebdo fu un specifico attacco mirato. Ma questa volta è terribile perché è casuale, contro innocenti che vivevano la loro vita. Conosco molte persone a Parigi… C’è panico e disordine qui, nessuno può capire cosa succede. Siamo tutti totalmente scioccati“. Così diceva Quentin, 27 anni, che lavora per una compagnia online di Parigi, e un cui amico fu colpito più volte presso la sala concerti Bataclan. Gli attacchi terroristici come questi non sono mai “casuali”, almeno non nel senso che non hanno uno scopo. Se appaiono casuali, senza dubbio fa parte della strategia che li guida. Governi e gruppi usano il terrorismo per raggiungere un obiettivo specifico, per cui vi è sempre uno scopo. Per capirlo non resta che sapere chi sia il vero responsabile. Vi hanno già detto che lo “SIIL” ha rivendicato gli attacchi di Parigi, in parte sostenuto dalla comoda scoperta di un passaporto siriano sul corpo di uno dei “kamikaze” (perché questi terroristi si portano sempre le loro carte d’identità nelle missioni suicide?). Ma dato che la maggior parte dei terroristi dello SIIL in Siria sono mercenari stranieri, davvero non prova nulla, tranne forse che alcuni terroristi dello SIIL erano nascosti tra i rifugiati siriani che transitavano per la Grecia questa estate. Ci è stato detto che lo SIIL mira a creare un califfato su gran parte del Levante. Ma il raggiungimento di tale obiettivo comporta necessariamente la rimozione del governo di Assad, su cui le potenze occidentali fanno forti pressioni da diversi anni. Negli ultimi 4 anni della “rivoluzione siriana”, e fino a circa 6 settimane fa, il gruppo aveva fatto un lungo cammino verso il raggiungimento di tale obiettivo, con l’Esercito arabo siriano seriamente pressato e le aree del governo Assad limitate a zone intorno a Damasco. Dopo 6 settimane di attacchi aerei russi, tuttavia, lo SIIL perde terreno più velocemente di un asino con 3 zampe in una corsa di cavalli, e i loro finanziatori in Arabia Saudita, Qatar e Washington DC non riescono ad incanalare abbastanza soldi e armi per mutare l’andazzo. Questo è il punto chiave, e non è teoria della cospirazione: SIIL e altri “ribelli siriani” sono quasi interamente creazioni del governo degli Stati Uniti e dei loro alleati in Medio Oriente. Senza il loro supporto, come notato da molti organi di stampa tradizionali, lo SIIL sarebbe da tempo scomparso dalla storia. In un precedente articolo, ho descritto la strategia geopolitica perseguita da Washington e alleati mediorientali finanziando la ‘rivoluzione siriana’ per rovesciare il governo di Assad; è tutta una questione di oleodotti e gasdotti verso l’Europa e l’Asia, e di contrastare l’espansione russa. Quindi, dato che lo “SIIL” è stato effettivamente sbandato dai raid aerei russi e dall’Esercito arabo siriano, perché mai la leadership dello SIIL sceglie di aggiungere problemi massacrando civili francesi e provocando la prevedibile risposta militare francese contro lo SIIL in Siria e in Iraq. Voglio dire, costoro in realtà amano ricevere le bombe occidentali, oltre a quelle russe, sulla testa?
Nel caso in cui non si sia notato, quasi ogni presunto attacco terroristico musulmano dall’11 settembre è stato immediatamente utilizzato dal governo degli Stati Uniti e alleati per giustificare un’azione nella loro continua ‘guerra al terrore’. Nonostante il fatto che, il più delle volte, i terroristi islamici effettuano i loro attacchi col preciso scopo d’intimidire i governi occidentali per far cessare bombardamenti e invasione di Paesi musulmani. Ai governi occidentali chiaramente non interessa uccidere civili, in particolare di altri Paesi. Gruppi come lo SIIL condividono la stessa ideologia, ovviamente. Si potrebbe pensare che, ormai, i jihadisti avessero capito che il ‘grande Satana’ non si fa influenzare sui suoi disegni imperiali da qualche attacco terroristico contro i suoi servi. Al contrario, non fa altro che incoraggiarlo a creare l’inferno nelle terre musulmane. Poi forse è possibile che, per una buona ragione, i jihadisti in realtà vogliano un vero attacco della NATO contro la Siria. Quindi potrebbe essere che il fallimento dei governi occidentali nel sostenere adeguatamente i jihadisti nel loro desiderio di dare ad Assad lo stesso trattamento a Gheddafi, abbia costretto i jihadisti a fornire ai governi occidentali il capitale politico necessario per adottare qualche azione reale? Ai cittadini francesi viene chiesto di ammettere la possibilità che 129 di loro siano stati uccisi per motivare il governo francese ad agire? E se lo SIIL è in gran parte controllato dai sauditi per conto degli statunitensi, a chi viene data per davvero tale ‘motivazione’?

Un interessante precedente storico
162760321Prima degli attentati di Parigi, la peggiore atrocità terroristica in Francia venne commessa nel 1961 dall'”Organizzazione dell’Esercito Segreto” (Organisation armée secrète), quando mise una bomba sulla linea ferroviaria Parigi-Strasburgo, facendo deragliare un treno e uccidendo 28 persone. L’OAS nacque dai gruppi paramilitari ‘resistenti’ della NATO (noti collettivamente come Operazione Gladio) che avevano il compito d’impedire che le nazioni europee si accordassero con l’Unione Sovietica, ponendo in tal modo una minaccia diretta all’egemonia globale statunitense. L’attentato al treno del 1961 fu specificamente progettato per evitare che l’allora presidente francese Charles de Gaulle firmasse gli accordi di Evian che posero fine alla guerra Francia-Algeria spianando la strada all’indipendenza dell’Algeria dalla Francia (e quindi dalla NATO). Pochi giorni prima del deragliamento, una minaccia fu inviata al capostazione e un’indagine di polizia sulla tragedia scoprì che si trattava di un attentato deliberato. L’informazione, tuttavia, fu tenuta segreta per 20 anni. I membri di questa Organizzazione dell’Esercito Segreto, in combutta con l’intelligence statunitense, fece diversi tentativi di assassinare de Gaulle. Dopo il più serio del 1962, quando l’auto del presidente fu mitragliata da un membro dell’OAS, gli agenti dell’intelligence estero della Francia ancora fedeli a de Gaulle risalirono alla Permindex, società svizzera collegata all’assassinio di JFK, e al quartier generale della NATO a Bruxelles, in Belgio. De Gaulle si rese conto che la NATO, nonostante il discorso delle “potenze alleate”, era poco più che il quartier generale degli Stati Uniti dai piani militari espansionistici in Europa e decise di sottrarre la Francia dalla sua influenza. Oggi la NATO, e il suo Quartier Generale Supremo delle potenze alleate in Europa, o “SHAPE”, a nord di Mons, nel Belgio meridionale, rimane la copertura tramite cui l’egemonia statunitense si esercita su tutte le nazioni europee, in particolare le repubbliche ex-sovietiche. Nel 2009, sotto l’allora presidente Nicolas Sarkozy, la Francia rientrava nella NATO. Ci sono molti esempi che mostrano la misura con cui il governo degli Stati Uniti, attraverso la NATO, mina la vera indipendenza europea e contrasta l’influenza russa. Un esempio fu l’attentato del 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna, in Italia, che uccise 85 persone e ne ferì più di 200. Mentre i “comunisti” ne furono originariamente accusati, negli ultimi anni è emersa la prova che i colpevoli erano in realtà agenti dei servizi segreti italiani, tra cui un ufficiale di collegamento della CIA che operava sotto l’egida di Gladio, determinati ad impedire che l’Italia ‘oscillasse a sinistra’ nelle braccia della Russia sovietica.rametgvUn treno TGV deraglia mentre testava una nuova motrice ad alta velocità nei pressi di Strasburgo, il 14 novembre 2015. Ufficialmente ciò viene attribuito ad “eccessiva velocità”… pare una coincidenza piuttosto interessante che, il giorno dopo gli attentati in stile Gladio a Parigi, un treno francese sulla linea Parigi-Strasburgo deragli uccidendo 10 persone. Mentre le autorità quasi immediatamente smentiscono l’attentato deliberato e incolpano l'”eccessiva velocità”, la polizia indaga affermando che la causa è ancora sconosciuta. Scopo della rete Gladio della NATO era la strategia della tensione politica e sociale nei Paesi europei. Tale “strategia della tensione” può essere definita come una campagna per traumatizzare la popolazione e, se necessario, generare una crisi di fiducia dei cittadini nel governo democraticamente eletto e generare, di nuovo se necessario, le condizioni per cui militari o forze autoritarie assumano il potere. Può anche essere utilizzata per creare la psicosi sulla sicurezza tra la popolazione, dividendola e contrapponendola all’interno, incoraggiando i cittadini a sostenere un’organizzazione politica autoritaria che si occupi della sicurezza. Nel contesto specifico della moderna ‘guerra al terrorismo islamico’, la demonizzazione dei musulmani è un prerequisito per la continua ingerenza occidentale in Medio Oriente e altrove, per non parlare del continuo sostegno occidentale alla brutalità d’Israele verso i palestinesi. In tale contesto, gli attentati attribuiti a gruppi islamici come lo SIIL, soprattutto quando si verificano in un Paese come la Francia dalla significativa minoranza musulmana, non possono che essere visti come utile a un particolare ordine del giorno che, purtroppo, non va nominato esplicitamente.GTY_Paris_attacks_151114_DC_12x5_1600Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Attentato a Parigi, Psy-op di Gladio

Aanirfancar179Abdalsalam Salah è ricercato per gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015. Secondo Associated Press, Salah fufermato dalla polizia su una Volkswagen Polo con due altri uomini poco dopo gli attacchi. Gli agenti lo lasciarono andare. La polizia ha protetto i terroristi
Salah ha vissuto nel sobborgo di Bruxelles di Molenbeek, a casa di Abdalqdir Baliraj. Abdalqadir Baliraj è un terrorista che lavorava per la CIA e i servizi di sicurezza francesi e belgi.

NEWS_164998Il Dr. Paul Craig Roberts, ex-assistente del segretario del Tesoro per la politica economica, scrive: “Ho ricevuto un rapporto dalla sicurezza europea su un massiccio attacco informatico ai sistemi francesi 48 ore prima e durante gli attacchi di Parigi. Tra le altre cose, l’attacco ha colpito la rete dati mobile francese e accecato la sorveglianza della polizia“. Paul Craig Roberts
Un cittadino danese descrive uno degli aggressori in un caffè di Parigi come ultra-professionista, vestito completamente di nero con AK-47 e molto ben addestrato“. Oriental Review
Il capo dei servizi segreti esteri della Francia era a Washington per consultazioni con il capo della CIA John Brennan, due settimane prima degli attacchi“. Eventi importanti portano agli attacchi terroristici del 13 novembre a Parigi. Pura coincidenza? Prof. Michel Chossudovsky
Venerdì 13 novembre 2015 era anche il giorno di un’esercitazione su attentati multipli’ a Parigi che includeva ‘forze di polizia, vigili del fuoco, paramedici e altri‘”, secondo Patrick Pelloux. L’attentato di Parigi è come l’attentato di Mumbai. Mumbai e William Cohen/ Mumbai gli attaccanti erano “indù e bianchi”/ La CIA organizza gli attentati a Parigi sul modello di Mumbai

Vallely con i terroristi dell'esercito libero siriano

Vallely con i terroristi dell’esercito libero siriano

Verso la fine di ottobre 2015, l’ex-generale degli Stati Uniti Paul E. Vallely, specialista in psy-ops, visitò Parigi. A Parigi, tre settimane prima, c’era il generale statunitense.

Photo-Paul-E.-Vallely-the-retired-Major-General-of-US-Army-with-terrorists-in-SyriaGli attacchi di venerdì 13 a Parigi sembrano una psy-op. Un’indagine sul massacro di Parigi ha portato le forze dell’ordine belghe nel quartiere Molenbeek di Bruxelles. Testimoni del massacro a Parigi del novembre 2015 hanno riferito che due auto collegate agli attacchi, una vicino alla sala concerti Bataclan e l’altra ai ristoranti Le Petit Cambodge e Le Carillon, avevano targhe belghe. Molenbeek, Bruxelles, Belgio

Abdalqadir Baliraj

Abdalqadir Baliraj

Nel 1990, Abdalqadir Baliraj lavorava per la principale agenzia d’intelligence del Belgio, la Sûreté de l’Etat, e aveva cenato con Usama bin Ladin meno di due settimane prima degli attacchi dell’11 settembre. (Abdelkader Belliraj)
Abdalqadir Baliraj (che sarebbe attualmente in carcere) è un terrorista belga-marocchino che ha lavorato per la CIA e i servizi di sicurezza francesi e belgi. La casa di Baliraj è a Molenbeek Saint Jean, in Belgio. Molenbeek St. Jean è il quartiere belga dove Oakley International ricercava Madeleine McCann, dove sarebbe stata notata nell’aprile e maggio 2008. Una ragazza somigliante a Madeleine McCann fu ripresa dai video nel quartiere Molenbeek St. Jean. L’investigatore su Maddie McCann lotta contro le false accuse degli USA
Belgio significa Marc Dutroux, che avrebbe lavorato per i servizi di sicurezza. “L’arresto di Dutroux dipana una rete di pedofili internazionale che coinvolge Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone, Nazioni Unite e sue agenzie“. Belgio
Spesso i “terroristi” lavorano segretamente per il Mossad e amici. Così i “terroristi” devono essere protetti dai servizi di sicurezza. “Il 5 novembre 2015, un sospetto pesantemente armato fu fermato sulla strada per Parigi”, ma la polizia tedesca che scoprì un arsenale di armi nella sua auto non lo disse ai capi dell’antiterrorismo”. Almeno uno dei “terroristi” degli attacchi a Parigi era un parigino inserito sulla lista di controllo dei terroristi per cinque anni. Non era monitorato “abbastanza da vicino per essere fermato prima che prendesse parte all’attentato“. Daily Mail
C’è la convinzione che i sionisti e i fascisti ( musulmani, indù o cristiani) collaborino. Netanyahu avvertì del ‘grave errore’ se la Francia riconosceva la Palestina (novembre 2014) What Really Happened
La mattina del venerdì 13 novembre 2015, funzionari della sicurezza nella comunità ebraica di Francia furono informati della possibilità molto reale di un grave attacco terroristico imminente in Francia, secondo Jonathan-Simon Sellem, giornalista freelance. In Francia, gli esperti della difesa ‘vedono parallelismi con Israele’
Alcuno accusano Mossad e amici per gli attentati di Parigi. Funzionari palestinesi accusano il Mossad di collegamenti con i massacri di Parigi20151007_151006b-005_rdax_775x440Il 6 ottobre 2015 ci fu una riunione di generali della NATO a Lilla, vicino Parigi. NATO – News
Nell’agosto 2015 “la polizia francese arrestò un uomo con l’accusa di tramare un attentato a una sala concerti, secondo il canale televisivo francese BFMTV“.
Il 7 luglio 2015, circa 200 detonatori, 40 granate e ‘molto’ esplosivo al plastico scomparvero misteriosamente da un’instillazione militare nel sud-est della Francia. Il 3 ottobre-6 novembre 2015, le forze della NATO svolsero l’esercitazione Trident Juncture – 2015, che coinvolse basi in Italia, Spagna e Portogallo, ed includeva azioni come attacchi terroristici. NATO
Il 29 ottobre 2015, il direttore della CIA John O. Brennan incontrava l’omologo dell’intelligence francese (DGSE) Bernard Bajolet, l’ex-capo dell’MI6 del Regno Unito John Sawers, e l’ex-capo della sicurezza nazionale israeliano Yaacov Amidror. Il direttore della CIA Brennan incontrò il capo della sicurezza francese prima degli attentati di Parigi
L’11 novembre 2015 si svolse un’esercitazione antiterrorismo in Danimarca. Il 13 novembre 2015, poche ore prima degli attentati, la Francia introdusse controlli alle frontiere, mobilitando 30000 poliziotti. Attentati
Il 13 novembre 2015, i servizi di sicurezza effettuavano esercitazioni antiterrorismo a Parigi. Deha, che vive in Boulevard St Germain ha detto a The Local che suo figlio era tornato a casa da scuola, il venerdì 13 novembre 2015, con una lettera che consigliava ai genitori cosa fare in caso di emergenza. L’11 novembre 2015, qualcuno avrebbe scritto su Twitter: Flash: I morti negli attentati di Parigi salgono ad almeno 120 con altri 270 feriti 11:44 – 11 novembre 2015.12241771Gli attentati sotto falsa bandiera richiedono zimbelli. Nel caso degli attentati di Mumbai, il capro espiatorio, Kasab, era effettivamente in custodia della polizia poco prima degli attentati. Kasab è innocente
Il procuratore di Parigi Francois Molins dice che ‘un sospetto terrorista’ è stato ‘formalmente identificato’, (ed era noto alle autorità francesi) “per reati comuni“. La prova va piazzata; e i passaporti piazzati sono un trucco molto usato dai servizi di sicurezza. La polizia francese dice che ha trovato un passaporto siriano ‘vicino al corpo di uno degli attentatori durante le indagini sugli attenatati’. Capri espiatoriVallsHausfrauleaks sottolinea che il terrorismo dell’Operazione Gladio della CIA-NATO in Italia è collegato alla loggia massonica P2 in Italia (collegata a Kissinger, Rothschild e Rockefeller). “La P2 aveva una loggia sorella a Parigi legata a Gladio chiamata ‘Le Grand Orient de Paris’. Il più influente muratore di quella loggia è l’attuale primo ministro della Francia Manuel Valls. “Valls ha nominato ministro degli Interni Cazeneuve direttamente responsabile delle indagini su Charlie Hebdo, l’attacco al treno belga e le rivolte dei migranti a Calais, recentemente dimostratisi istigati dai Black Bloc (gestiti dall’intelligence occidentale) e dal gruppo pro-migranti di Soros. Cazeneuve è noto come significativo alto muratore come Valls che l’ha nominato. Cazeneuve e Valls sono noti per essere ebrei estremisti sionisti e alti muratori collegati alle élite. Si noti che i documenti dell’autorità su Gladio, Daniele Ganser, mostrano che i ministri degli Interni dei Paesi complici erano sempre agenti di Gladio“. Un testimone era davanti la sala concerto Bataclan prima dell’attacco e vide almeno uno degli assassini, come ha detto a BMFTV, che non era incappucciato: ‘Ho visto un ragazzo, piuttosto piccolo, bianco, sembrava europeo’. Alcuni hanno riferito di aver udito almeno due dei terroristi al Teatro Bataclan parlare un francese perfetto. Un testimone presente al Teatro Bataclan ha detto a Reuters che nessuno degli altri attaccanti aveva più di 25 anni, ed avevano tutti capelli castani. Dailymail/Attentati a Parigi: Libération
Alcuni degli aggressori a Mumbai nel 2008 furono descritti come bianchi e non musulmani. Il giornalista Julien Pierce ha detto alla CNN che gli uomini armati non gridavano slogan mentre massacravano le loro vittime: ‘Non hanno detto nulla. Non Allah Akhbar o qualcosa di simile. Non hanno detto nulla. Hanno solo sparato. Sparavano solo‘. Dailymail
Il Teatro Bataclan, secondo Le Point, aveva proprietari ebrei. Dailymail. Secondo il Times of Israel del 14 novembre 2015, “Il teatro Bataclan, preso di mira a Parigi dagli attacchi terroristici venerdì sera, aveva proprietari ebraici da decenni, ma fu venduto due mesi fa, hanno detto i suoi ex-proprietari”. Il venerdì 13 novembre 2015, a Parigi, una serie di attacchi terroristici’‘ uccise giovani frequentatori di concerti, tifosi di calcio e persone in famosi locali notturni. Almeno 120 persone furono uccise. Presumibilmente “tutti gli 8 aggressori sono morti“. L’obiettivo della psy-op di Parigi è aumentare gli attacchi alla Siria, per rovesciare Assad. Assad è il laico moderato che protegge i cristiani, ma che ostacola i piani per un grande Israele. “I media ora trasmettono immagini di monumenti, SF City Hall, One World Trade Center, London Eye, Tower Canada, Sky Tower in Nuova Zelanda illuminati dai colori francesi. Il tutto indica uno sforzo possente, veloce e coordinato“. Non si cada nella psy-op. L’attentato a Parigi è come l’attentato CIA-Mossad a Mumbai nel 2008. Inside-job: Mumbai/ Zimbelli incastrati. L’organizzatore dell’attentato di Mumbai, David Headley, disse al suo caro amico che lavorava per la CIA. Polizia e servizi di sicurezza in India avrebbero contribuito nell’attentato di Mumbai.
france1Secondo la polizia di Parigi, ci furono “due attentati suicidi e un’esplosione all’esterno dello stadio nazionale durante la partita di calcio tra le squadre nazionali francese e tedesca“. In pochi minuti, “un altro gruppo di assalitori sparò ai caffè davanti a una sala concerti, sparando dall’auto… Quando la polizia si avvicinò, fecero esplodere le cinture esplosive, uccidendosi… Decine furono uccisi nell’attacco a un ristorante… e a molti altri edifici. Le persone nella sala da concerto pregavano aiuti sui social media, ma la polizia non fece nulla per 2 ore. Questo permise a due uomini armati di uccidere circa 100 persone“. Ciò suggerisce che l’attentato di Parigi sia un lavoro interno? La crisi degli ostaggi del Bataclan, a Parigi la polizia ha aspettato troppo prima di salvare le vittime?
Alcuni dei resoconti di tale evento sembrano alquanto contraddittori. Venerdì nero, attentati terroristici a Parigi
Il congressista Adam Schiff, democratico a capo del Select Committee on Intelligence del Congresso, disse ad AP che lo SIIL avrebbe effettuato l’attentato di Parigi. Lo SIIL lavora per CIA, Mossad e NATO, a quanto pare. Il primo ministro canadese Justin Trudeau disse che era troppo presto per dire se gli attacchi di Parigi l’avrebbero portato a riconsiderare l’impegno a ritirare il Canada dagli attacchi aerei contro lo SIIL. CIA e NATO hanno una lunga storia di esecuzioni di attacchi terroristici in Europa. Operazione Gladio
Il politico statunitense Jack Lindblad sostiene che la strage di Charlie Hebdo fu opera di Stati Uniti e Mossad per mantenere Netanyahu al potere in Israele. What Really Happened

Francesco Cossiga con Giulio Andreotti

Francesco Cossiga con Giulio Andreotti

Il presidente italiano Francesco Cossiga diceva: provocare disordini per poi “pestare i manifestanti”. Fu uno dei fondatori dell’Operazione Gladio dei servizi segreti della NATO-CIA. Diede consigli al ministro degli Interni italiano Roberto Maroni su come trattare i manifestanti. Dichiarazione di Cossiga: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. “Gli studenti universitari?… Li s’infiltra con agenti provocatori… e si lasciano che gli agenti provocatori devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e devastino le città per dieci giorni. Poi, dopo aver avuto la simpatia del pubblico… la polizia dovrebbe spietatamente pestare i manifestanti e mandarli tutti in ospedale“. Fu il capo della CIA Allen Dulles che ideò il piano per costituire le forze segrete di Gladio in tutta Europa. Dulles, Sir Stewart Menzies (MI6) e il premier belga Paul-Henri Spaak sapevano del piano. Alcuni anni fa, l’agente di Gladio della CIA-NATO Vincenzo Vinciguerra spiegò la “strategia della tensione” di Gladio in una testimonianza giurata, disse: “Dovevi attaccare i civili, le persone, donne, bambini, persone innocenti, gente sconosciuta molto lontana da qualsiasi gioco politico… per costringere il pubblico italiano a volgersi allo Stato per chiedere maggiore sicurezza. Questa è la logica politica dietro tutti i massacri e gli attentati che rimangono impuniti, perché lo Stato non può arrestare se stesso o dichiararsi responsabile di quello che è successo“. Gli eserciti segreti della NATO legati al terrorismo?
Secondo gli storici, Gladio effettuò attentati terroristici false flag come l’attentato alla stazione di Bologna nel 1980, che uccise 85 persone. Secondo il Senato italiano, dopo l’inchiesta del 2000, gli attentatori erano “uomini delle istituzioni statali italiane e… collegati alle strutture d’intelligence degli Stati Uniti“. Le prove sul terrorismo di Gladio furono esibite in un’indagine parlamentare italiana. I terroristi di solito lavorano per i servizi di sicurezza. Certi “terroristi palestinesi avrebbero lavorato per CIA e Mossad. Abu Nidal avrebbe lavorato per CIA e Mossad…474370642_ac4bbadfb7_oSu Thirdworldtraveller Peter Dale Scott, Jonathan Marshall e Jane Hunter pubblicarono un articolo che legava la strage di Bologna e i fascisti massoni della P2 al governo segreto d’Italia. “Secondo il Rapporto Parlamentare italiano sulla P-2: la P-2 ha contribuito alla strategia della tensione… Lo scopo era la destabilizzazione politica italiana… realizzando una soluzione autoritaria ai problemi dell’Italia“.
Gli attentati di Londra e dell’11 settembre 2001, sarebbero parte della ‘strategia della tensione’, prefiggendosi di promuovere un programma sionista-fascista. Stefano Delle Chiaie ha lavorato per Gladio della CIA. Secondo il Rapporto Parlamentare italiano sulla P-2: “Delle Chiaie fu il responsabile principale de…
“La strage del 1969 (nella banca) di Piazza Fontana di Milano (16 morti, 90 feriti),
“Tentativo di colpo di Stato del 1970 del principe Valerio Borghese (agente della CIA dal 1945),
“E della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980 (85 morti, 200 feriti).
“Nel dicembre 1985 i magistrati di Bologna emisero 16 mandati di cattura… accusando i membri del servizio segreto italiano SISMI di pianificazione e poi depistaggio sull’attentato di Bologna. Uno di questi 16 era il capo della P-2 Licio Gelli… Un piccolo gruppo di anarchici… fu accusato in un primo momento della strage di piazza Fontana, anche se il SISMI sapeva… che delle Chiaie era il responsabile…” Nel 2007, Cossiga dichiarava che l’11 settembre 2001 fu un lavoro interno e che ciò era “noto” alle agenzie d’intelligence. Bologna 1980
319305-gladio L’operazione Gladio fu organizzata dai servizi di sicurezza occidentali. Secondo quanto riferito, l’idea era di uccidere persone innocenti e incolparne altri. Gladio doveva tenere l’élite di destra al potere. Il primo ministro italiano Giulio Andreotti rivelò l’esistenza di Gladio nel 1991. Indagini parlamentari in Italia, Svizzera e Belgio hanno rivelato la verità. CIA, MI6, Pentagono e NATO effettuarono attività terroristiche con Gladio in molti Paesi, tra cui Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia e Germania Ovest. Gladio era il nome usato in Italia. In Austria il nome era Schwert, in Belgio – Sdra 8, in Gran Bretagna – Stay Behind, in Francia – Glaive, in Grecia – Operazione Pelle di pecora, in Svezia – Sveaborg, in Svizzera – P26 e in Turchia – Dipartimento di Guerra Speciale. Note su Gladio
Il 7 settembre 1947, Associated Press riferì: “La polizia di Parigi oggi ha arrestato un certo numero di persone dopo aver scoperto sei bombe aeree fatte in casa con cui, si pensa, la Banda Stern voleva bombardare Londra…Complotto ebraico per colpire Londra
Già nel 1947 gli Stati Uniti costruivano una rete clandestina nel nord Italia…” (Wolfgang Achtner, Sunday Independent, 11/11/90) Gladio
Secondo il quotidiano Die Welt, i servizi di sicurezza occidentali istituirono un comitato per vigilare sulle forze segrete della guerriglia. “L’ex-ministro della difesa Paolo Taviani (disse al magistrato Casson durante le indagini negli anni ’90) che durante il suo mandato (1955-1958), i servizi segreti italiani erano guidati e finanziati dai ‘tizi di Via Veneto’, cioè dagli agenti della CIA nell’ambasciata degli Stati Uniti a Roma”. (William Scobie, Observer, 18/11/90)
Il Generale Sir Anthony Farrar-Hockley, ex-comandante in capo delle forze NATO in Europa settentrionale, disse… che un servizio d’intelligence fu istituito in Italia con l’aiuto di agenti inglesi e della CIA, che lo finanziarono in parte. La filiale italiana della rete era nota come Operazione Gladio” (Richard Norton Taylor, Guardian, 15/11/90)
Gladio fu… allestita con l’aiuto inglese nel 1950, gestita dai servizi segreti e in parte finanziata dalla CIA degli Stati Uniti“. (Richard Norton-Taylor, Guardian, 16/11/90)
Documenti declassificati del servizio segreto rivelano che Ted Shackley, vicecapo della stazione CIA di Roma nel 1970 presentò il famigerato Licio Gelli, capo della loggia massonica neo-fascista P2 e per anni fuggiasco in Argentina, al generale Alexander Haig, allora capo dello staff di Nixon, e poi, nel 1974-79, comandante supremo della NATO. La P2 era un governo ombra di destra, pronto a dominate l’Italia e comprendeva quattro ministri del governo, e tutti e tre i capi dell’intelligence, 48 parlamentari, 160 ufficiali, banchieri, industriali, diplomatici e il Capo di Stato Maggiore. Dopo incontri tra Gelli, capi militari italiani e uomini della CIA nell’ambasciata, Gladio ebbe una rinnovata benedizione, e più soldi da Haig e dall’allora capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Henry Kissinger. Come e per cosa quei fondi furono spesi è il fulcro delle indagini (di Casson)”. (William Scobie, Observer, 18/11/90)
La bomba che uccise 85 persone nella stazione ferroviaria di Bologna del 1980 proveniva da un arsenale di Gladio, l’ala italiana della rete di resistenza anticomunista della NATO, secondo una commissione parlamentare sul terrorismo… Il legame suggerito con la strage di Bologna è potenzialmente la più grave delle accuse mosse contro Gladio“. (Ed Vulliamy, Guardian, 16/1/91)
La P2 non fu scoperta fino al 1981. In seguito fu accertato che tutti i membri del comitato di crisi istituito da Francesco Cossiga, allora ministro degli Interni, e ora Presidente della Repubblica, erano membri della P2“. (Charles Richards e Simon Jones, Independent, 16/11/90)hqdefault2 Tra il 28/6/90 e il 2/7/90, quattro programmi della televisione di stato italiana (RAI) sostennero che la CIA aveva pagato Licio Gelli per “fomentare attività terroristiche“. Nella prima puntata qualcuno indicato come ‘Agente Zero’ descrisse come (l’ex-primo ministro svedese) Olaf Palme fu incastrato nell’accordo tra CIA e Iran per liberare gli ostaggi statunitensi a Teheran. “Palme era una mosca nella pomata quindi usammo la P2 per toglierlo di mezzo”, disse l’agente. La seconda puntata, che mostrava la scarna silhouette dell”Agente Zero Uno’, affermò che la P2 non si era sciolta a metà degli anni ’80, dopo l’arresto del suo capo Licio Gelli. “Esiste ancora. Si chiama P7“, ha detto. Secondo l’agente, la loggia è ancora attiva con sezioni in Austria, Svizzera e Germania occidentale. “Zero Uno” rivelò alla stampa italiana di essere Dick Brenneke, un ufficiale della CIA“. (Richard Bassett, Times, 24/7/90)
Nel programma Brenneke affermò che, negli anni ’70, la CIA aveva messo grandi somme di denaro a disposizione della sovversiva loggia massonica P2, ampiamente ritenuta coinvolta nella strage della stazione ferroviaria di Bologna nell’agosto 1980, in cui 85 persone furono uccise. Inoltre Brenneke affermò che non solo la CIA continua a finanziare segretamente una P2 rianimata, ma che fu coinvolta nel 1986 nell’uccisione del primo ministro svedese Olaf Palme. Secondo Brenneke, la P2, sotto il suo gran maestro Licio Gelli, utilizzò alcuni dei finanziamenti resi disponibili dalla CIA per istituire agenzie in Germania Ovest, Austria e Svizzera. Queste agenzie a loro volta furono utilizzate dalla P2 per l’assassinio di Palme su ordine della CIA. Infine, e forse più sensazionale, Brenneke affermò che il presidente Bush, allora direttore della CIA, non sapeva solo di tali attività della CIA in Italia (negli anni ’70 e inizio anni ’80), ma in realtà era una delle menti dietro di esse. “Nello speciale di quattro puntate sulla RAI, la principale rete televisiva di Stato italiana, Brenneke sostenne che pagò i membri della P2, una loggia massonica di destra, per conto della CIA dal 1969 al 1980. Ha detto che i pagamenti effettuati andavano da l milione a 10 al mese… ha detto che la P2 era anche coinvolta nel traffico di armi e droga della CIA…” (Mark Hosenball, Sunday Times, 29/7/90)

licio-gelli-272475BELGIO (SDR-8)
Il governo belga ha detto che indagava… sui collegamenti tra la propria rete clandestina ed una serie di incursioni particolarmente brutali nei supermercati vicino Bruxelles a metà anni ’80, in cui 28 persone morirono. Molti poliziotti e noti esponenti della destra furono arrestati dopo i test balistici, ma nessuno fu portato in giudizio“. (Fiona Leney & Wolfgang Achtner, Independent, 10/11/90)

GRECIA (Operazione Pelle di pecora)
In Grecia, dove ebbe il nome in codice Pelle di pecora, una cellula fu istituita dalla CIA nel 1950, ma fu smantellata nel 1988, secondo il governo. Gli agenti nell’unità clandestina furono coinvolti nel colpo di Stato dei colonnelli nel 1967“. (Richard Norton-Taylor, Guardian, 5/12/90)

PORTOGALLO
In Portogallo, una stazione radio di Lisbona riferì che cellule della rete dell’Operazione Gladio erano attive dagli anni ’50 per difendere la dittatura di destra di Salazar.” (John Palmer, Guardian, 10/11/90)

TURCHIA (Dipartimento di Guerra Speciale)
Il giornale (Milliyet) citava l’ex-premier Bulent Ecevit secondo cui l’unità fu inizialmente finanziata dagli Stati Uniti… Durante un’ondata di terrorismo, nel 1970, gruppi di sinistra misero in discussione il possibile ruolo dell’organizzazione, nota anche come ‘kontrgerilla’, del terrorismo di destra“. (Associated Press, 14/11/90)05-operation-gladioIl Mossad attacca la Svezia / Bomba al consolato italiano di Cairo

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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