Hillary Clinton e le radici russofobe della ‘sinistra culturale’

Caleb Maupin New Eastern Outlook 21/08/2016Democratic Presidential Candidates Debate In FlintNegli ultimi discorsi, tra cui quello di accettazione della nomina del Partito Democratico alla presidenza, l’ex-segretaria di Stato Hillary Rodham Clinton dichiarava che avrebbe lavorato per sradicare “il razzismo sistemico”, senza presentare alcuna strategia specifica o politica per farlo, ma ogni volta che pronunciava la frase “razzismo sistemico” c’erano grandi applausi dal pubblico. Un articolo di vox.com afferma che l’uso di tale termine è “importante” perché è una frase che viene “abbracciata in particolare da giovani attivisti”. Nel discorso, Clinton avrebbe detto che lavorerà per sradicare “discriminazione” o “sottorappresentazione” delle minoranze, usando la parola d’ordine preferita di uno specifico ambiente politico che la campagna di Clinton sembra assecondare. La frase rientra nel vocabolario di ciò che alcuni chiamano “teoria dell’oppressione”. I giovani l’hanno imparato dai professori universitari, da coloro che insegnano Black Studies o studi sul genere. Tale nuovo gergo viene utilizzato su vari forum internet, in particolare tumblr. Quando la nomination democratica era ancora in palio, internet era piena di sostenitori di Clinton che chiamavano i sostenitori di Sanders i “Bernie Bros”, affermando che supportare la campagna presidenziale del senatore del Vermont era espressione del “privilegio del maschio bianco”. Blog, tweet e status ora sollecitano i delusi sostenitori di Sanders a “controllare i loro privilegi”, in vista di una presidenza Trump, e votare per la candidata che disprezzano. Se un maschio sostenitore di Sanders risponde a tali argomenti e difende la decisione di sostenere Jill Stein o Gloria La Riva, o qualsiasi candidato diverso dalla Clinton, viene accusato di “maschilismo”. E se continua, l’avversario di Clinton viene personalmente insultato, per avere “toni da polizia”.
Da dove provengono tali frasi? Cos’è questo ambiente politico a cui la candidata democratica è collegata? Agli occhi del pubblico viene spesso identificato come “estrema sinistra”. Non è del tutto corretto. L’entità nota come sinistra affonda le radici nella rivoluzione francese del 1790. Da quel momento, chi si identifica come “di sinistra”, rivoluzionario o radicale, usa parole come “libertà” e “solidarietà”, parla di lavorare per “l’emancipazione”, di “liberazione” contro “l’oppressione”. Spesso usando formulazioni specificate da Marx come “sfruttamento” ed “esproprio”, mentre sostiene il “potere alla classe operaia”. Con la retorica su liberazione e lotta all’ingiustizia, la sinistra tradizionalmente ospitava gli avversari di razzismo e sessismo, e i sostenitori dell’uguaglianza sociale. Tuttavia, questo nuovo ambiente che parla di “interconnessione” e “intersezionalità” piuttosto che di solidarietà, e celebra gli interventi militari globali per ragioni “umanitarie” mentre s’impegna in accesi dibattiti su concetti come “privilegio cisgender”, accusandone i detrattori di “biancocentrismo”, e i “Bernie bros” di dover “controllare il loro privilegio”, un suo sviluppo, non proviene dalla sinistra.

L’Associazione per la libertà della cultura
0 PVLU6QZ1o4nESil8 Per capire lo stile retorico unico che Clinton ha abbracciato, va capito cosa successe al Waldorf-Astoria nel 1949. Nonostante gli Stati Uniti fossero in piena frenesia anticomunista, con la Commissione per le attività antiamericane in piena attività, e molti membri del Partito comunista nelle prigioni federali o statali, il Partito Comunista filo-Mosca segnò una vittoria cruciale nelle pubbliche relazioni. Il 25 marzo 1949, la “Conferenza scientifica e culturale per la pace nel mondo” si apriva a New York City, dando una voce forte e solida alle critiche sulla politica estera degli USA. Albert Einstein, Will Geer, Arthur Miller, Aaron Copland, Lillian Hellman, Frank Oppenheimer, Paul Robeson, WEB Dubois, e molte delle figure culturali e intellettuali più rispettate del tempo salirono sul palco durante la conferenza. Gli interventi non solo denunciarono la corsa militare contro l’Unione Sovietica, ma difesero gli interventi militari sovietici e presentarono l’URSS come una società accogliente, socialista, non la “cortina di ferro” o l'”Impero del Male” ritratta sui media degli Stati Uniti. La Central Intelligence Agency degli Stati Uniti osservò con rabbia come le immagini della conferenza di pace di Waldorf venissero diffuse dai media in tutto il pianeta, screditando gli Stati Uniti e aumentando il prestigio dell’Unione Sovietica. In risposta, l’anno successivo la CIA lanciò un piano chiamato “Congress for Cultural Freedom“. Ancora oggi, il piano è considerato uno dei più grandi successi dell’agenzia nella Guerra Fredda. La CIA si vanta del piano sul suo sito, dicendo che coinvolse: “una squadra energica e ben collegata disposta a sperimentare idee non ortodosse ed individui controversi, se volevano sfidare i comunisti nel loro stesso gioco”. Il piano coinvolse il “sinistrismo culturale” reclutato dalla CIA. Negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale, socialisti, comunisti, anarchici, artisti, musicisti, studiosi e cineasti iniziavano a ricevere denaro dalla CIA. Molti ne erano all’oscuro. Il sito della CIA conferma che sovvenzionò la rivista trotskista di New York “Partisan Review“. La rivista si presentava da rappresentante del vero socialismo di Karl Marx, Max Shachtman e Leon Trotskij, mentre si opponeva allo “stalinismo” dell’URSS. La CIA promosse anche le opere di Sidney Hook e altri professori universitari “socialisti”. Il piano andò oltre l’attivismo politico, comprendendo il finanziamento a gallerie d’arte, cineasti sperimentali e soprattutto accademici di sinistra. La CIA finanziò la stampa degli scritti di George Orwell, così come concerti di musicisti di sinistra. Un articolo del Chronicle of Higher Education del 2014 lamenta l’impatto dei finanziamenti della CIA all’Iowa Writers Workshop, che promosse ciò che furono descritte come innovazioni stilistiche e scoperte letterarie.

Perché fomentare “il sinistrismo culturale?”
Hook Sembra strano che, durante la guerra fredda, il governo degli Stati Uniti intenzionalmente finanziasse persone che si definivano di estrema sinistra. Tuttavia, ha senso per un motivo fondamentale: tutti gli artisti, attivisti, accademici e filosofi che ricevettero soldi dal programma della CIA erano fermamente antisovietici. La CIA volle promuovere la “sinistra culturale”, sperando di allontanare le persone di sinistra e dissidenti dal comunismo sovietico. Un divario politico significativo tra sinistra occidentale e URSS già si sviluppava. Negli anni ’20, l’Unione Sovietica divenne molto più socialmente conservatrice che nei primi anni. L’omosessualità e l’aborto furono messi fuori legge, e lo Stato premiava con medaglie le donne con più di 10 figli. Mentre la sinistra occidentale si aggrappava ad astratti concetti marxisti come “libero amore” e “distruzione del genere”, l’Unione Sovietica, in lotta per la sopravvivenza tra blocchi, invasioni e sovversione estera, doveva serrare i ranghi. Di fronte ai continui attacchi, l’Unione Sovietica fu costretta a diventare molto autoritaria. Con le industrie in rapido sviluppo in una società in precedenza povera e agraria, l’economia sovietica aveva necessità di una rigorosa regolamentazione. Affrontando gli attacchi dall’estero, i leader sovietici invocarono non solo i principi marxisti-leninisti, ma anche il nazionalismo russo. Pellicole ritraevano zar medievali non come tiranni ma come idoli patriottici che combattevano gli invasori. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa ortodossa russa risorse e poté operare nella società sovietica. Pur avendo una pianificazione centrale e un’economia non capitalista, ottenendo ciò che fu spesso descritto come “miracolo economico” dagli economisti, quando si trattava di questioni culturali l’URSS semplicemente non era all’altezza delle fantasie di molti esponenti della sinistra occidentale. Molti attivisti che lottavano per il paradiso egualitario dalla “libertà totale” rimasero piuttosto delusi da ciò che l’Unione Sovietica era diventata. Eppure, anche nonostante il crescente divario, l’Unione Sovietica aveva un’enorme rete di alleati internazionali. L’Internazionale Comunista e il più ampio fronte popolare antifascista erano una corrente globale di massa. Dopo la seconda guerra mondiale, la corrente divenne ancora più grande nel mondo per il ruolo molto ammirevole svolto dai comunisti e dell’URSS durante la guerra. A partire dal 1950 la CIA iniziò a lavorare per sfruttare e ampliare il divario tra radicali occidentali e Unione Sovietica, con la speranza di isolare e sconfiggere l’Unione Sovietica. Fin dai primi giorni, alcuni partecipanti al piano già fantasticavano su eventi simili alle “rivoluzioni colorate” in cui la CIA venne coinvolta un paio di decenni più tardi. Quando il piano era in fase di studio, l’ex-comunista e accademico Sidney Hook disse: “Datemi un centinaio di milioni di dollari e un migliaio di persone dedite, e vi garantirò una tale ondata di disordini democratici tra le masse, sì, anche tra i soldati dell’impero di Stalin, che tutti i loro problemi per molto tempo saranno interni. Posso trovarvi la gente“. Indipendentemente dalle intenzioni, finanziando e promuovendo il “sinistrismo culturale”, la CIA in ultima analisi rimodellò la sinistra negli Stati Uniti e in Europa occidentale.

Misticismo orientale, fascismo e occultismo
agcirca-1990In Europa occidentale e negli Stati Uniti il cristianesimo rappresentava il punto di vista religioso più importante promosso dai centristi e più tradizionali della dirigenza politica. La sinistra radicale in genere promuoveva materialismo filosofico e ateismo scientifico. Occultismo, paganesimo e misticismo orientale erano un’ossessione dell’estrema destra. I nazisti, che si consideravano un “partito di destra”, glorificavano le religioni precristiane della Germania, spesso invocando Odino e il Valhalla nella loro propaganda. Il famoso occultista Aleister Crowley che divertiva i ricchi e potenti della Gran Bretagna spesso nettamente allineato al partito conservatore, considerava la sinistra una sporca folla di demagoghi ignoranti. Come un fedele di destra del noto paranormalista dichiarò: “Odio il cristianesimo come i socialisti odiano il sapone”. I fascisti europei spesso erano abbacinati dal sistema delle caste in India, visto come un antidoto alla lotta di classe. Julius Evola, uno dei principali intellettuali di estrema destra italiani, fu considerato un esperto di induismo e mitologia precristiana. I nazisti adottarono la svastica come emblema e si chiamavano “ariani” perché s’identificavano con le strutture autoritarie dell’antica India, e credevano che i tedeschi ne fossero i discendenti genetici. In India, il sistema delle caste e le pratiche mistiche volte ad attrarre gli spiriti, insieme a una rigida struttura patriarcale, furono i principali obiettivi dei riformatori sociali. Molte persone di sinistra in India accusavano l’impero inglese di rafforzare queste cose per indebolire efficacemente la lotta per l’indipendenza. Indipendentemente dalle norme di sinistra e destra, dal 1950, la “cultura di sinistra” rinforzata e riplasmata dai finanziamenti della CIA degli Stati Uniti, fu piena di ammiratori della cultura tradizionale indiana. Scrittori come Jack Kerouac e Allen Ginsberg utilizzavano i canti indù nei loro scritti, diffusi e promossi presso le Università. La Società Internazionale per la Coscienza di Krishna, una setta molto conservatrice e anticomunista che venera le divinità indù partecipava sempre alle marce per la pace. Allo stesso modo, il regno teocratico e feudale del Tibet fu inserito tra le cause liberal alla moda. Il regime del Dalai Lama era considerato uno dei più autoritari e patriarcali del mondo. I nazisti furono così impressionati dalle strutture tradizionali imposte con severità nel Regno, che inviarono numerose delegazioni a studiarle. I nazisti collaborarono attivamente con il regime per combattere le forze nazionaliste e comuniste in altre parti della Cina. Nel 1950, la CIA sponsorizzò la guerriglia volta a cacciare il Partito comunista cinese dalla Regione autonoma del Tibet e restaurare il governo teocratico feudale. Il libro “La guerra segreta della CIA in Tibet”, pubblicato dalla Heritage Foundation, racconta come il fratello del Dalai Lama guidò un gruppo di ribelli violenti paracadutato in Tibet con armi made in USA. Tuttavia, la rimodellata cultura di sinistra che Hillary Clinton ora abbraccia, quasi adora il Dalai Lama. Il movimento “Free Tibet”, che vuole distruggere la Repubblica popolare cinese, è oggi una delle cause “di sinistra” più alla moda. Uno dei libri preferiti di tale “movimento” è “Sette anni in Tibet”, scritto da Heinrich Harrer, una SS di Hitler spedita in Tibet durante la seconda guerra mondiale.

“Sintonizzarsi, accendere, spegnere”
Timothy-Leary La sinistra politica era da tempo avversaria espliciti dell’uso di droghe. Molti dei primi socialisti, si opposero anche all’alcol e facevano parte del movimento della temperanza nel 20° secolo. Tuttavia, mentre la CIA versava denaro, forgiando la “sinistra culturale” antisovietica, anche questa posizione fu modificata. Secondo quanto rivelato dal Comitato Church, una commissione istituita dal Congresso degli Stati Uniti per studiare la CIA nel 1975, la CIA aveva distribuito attivamente droga agli studenti universitari ed altri nell’ambito del “Progetto MKULTRA”. La CIA coinvolse molti professori e accademici nelle ricerca e diffusione dell’acido lisergico di dietilamide (LSD) chiamato anche “l’acido”. Tale allucinogeno fu sintetizzato da Albert Hoffman, un chimico svizzero, nel 1938. Nel corso degli anni ’50, la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti aveva ampiamente sperimentato l’LSD, sperando che potesse essere usato contro l’Unione Sovietica. Timothy Leary, professore di psicologia di Harvard, fu una delle figure più note tra gli studenti di sinistra negli anni ’60 e ’70. Predicò il “sintonizzarsi, accendere e spegnere” ed incoraggiò apertamente i giovani che si opponevano alla guerra del Vietnam e al razzismo ad usare l’LSD. Nel 1999, i file dell’FBI resi pubblici mostravano che il dottor Timothy Leary era stato un informatore dell’FBI durante la sua carriera. Con l’emersione della sinistra culturale, vi fu uno strano riorientamento dei grandi media statunitense. La stampa si allontanò dalla celebrazione pura del capitalismo e dalla condanna del dissenso. Invece molte famose band rock, professori universitari e programmi televisivi quasi celebravano la “nuova sinistra”, in particolare le sue manifestazioni culturali. Durante la recrudescenza dell’attivismo politico di sinistra negli ’60 e ’70, molti comunisti politicamente orientati verso l’Unione Sovietica, la Cina o Cuba identificarono la “nuova sinistra” antisovietica, universitaria, tossica, promiscua e ben finanziata come ostica. Le forze organizzate con quadri disciplinati erano una minoranza, spesso definiti “Tankies” e “falchi” e denunciate da note figure della nuova sinistra come Jerry Rubin. Verso la metà degli anni ’70, la forza politica della Nuova Sinistra era finita. Rimase una piccola “opposizione leale” alla politica statunitense. Si ebbero marce per la pace e fu creato il partito dei Verdi, e la nuova sinistra era il luogo che assorbiva liberi pensatori ed altri che si lamentano della società degli Stati Uniti. Mentre la nuova sinistra rimase isolata, il governo degli Stati Uniti era dominato da gente che sposava le formula neo-con sul “più grande Paese del mondo” e definiva il capitalismo “il più grande sistema mai creato”. La Fondazione Ford e i vari think tank dei Rockefeller, insieme ai piani orchestrati da George Soros, finanziarono molti che potrebbero essere considerati di “centro-sinistra”, ma rimasero un piccolo blocco ignorato dalle principali forze politiche.

La Nuova Sinistra prende il potere
Trump-supportersLa svolta arrivò dopo i fallimenti dell’amministrazione Bush e la crisi finanziaria del 2008, cambiando radicalmente l’atmosfera politica. Gli Stati Uniti hanno chiaramente grossi problemi, e il messaggio politico del Partito Repubblicano del “è il mio Paese giusto o sbagliato” e “non risolvere il problema se non esplode” non basta più. Nella confusione repubblicana, il Pd ora emerge come la più potente entità politica degli Stati Uniti. Per mantenere la presa sul potere, la presidenza Obama e la campagna di Clinton riattivano la “sinistra culturale”. Nel 2016, la fanteria del Pd è stata addestrata dalle ONG finanziate e basate sul sinistriamo culturale universitario. Con il movimento comunista mondiale molto più debole, i resti e i discendenti della “nuova sinistra” della CIA hanno il dominio ideologico. Ciò che una volta era considerato “contro-cultura” è diventato dominante. Ora che gli avversari degli Stati Uniti sulla scena mondiale sono molto più socialmente conservatori, il messaggio imperialista e bellicista della sinistra culturale è molto più pronunciato. A volte, la campagna di Hillary Clinton contro Donald Trump appare conservatrice. La campagna di Clinton insinua che Trump sia antipatriottico per aver evitato il servizio militare durante la guerra del Vietnam, e non qualificato alla presidenza perché usa un linguaggio “offensivo”. Secondo i sostenitori di Clinton, Trump è fedele al Cremlino e ammira i “dittatori”, cioè i regimi che sfidano il dominio di Wall Street. Hillary Clinton ha tuonato “l’America è grande, perché l’America è buona” nel suo discorso alla convention, respingendo il motto di Trump “rendere l’America ancora una volta grande” come antipatriottico. Molti degli attacchi a Trump non lo condannano per bigottismo o autoritarismo, ma per essere ipercritico verso la società statunitense ed abbracciare “teorie del complotto”. Secondo la politica esaltata dei clintoniani e loro soldati, essere di sinistra che lotta per i diritti delle donne e si oppone all’ingiustizia significa attuare il cambio di regime. Secondo la sinistra culturale di Clinton, la battaglia per i “diritti umani” deve continuare e il Pentagono deve liberare le donne, gli omosessuali, i transgender e altri dai “dittatori” che non condividono il loro punto di vista sociale illuminato. Tale liberazione va effettuata armando gli estremisti islamici, attuando sanzioni economiche e sparando missili da crociera, per creare caos e rovesciare regimi che promuovono valori in contrasto con quelli insegnati dagli Studi di razza e genere. Lo scontro con la Russia è considerato una buona cosa perché il suo governo è accusato di essere “omofobico”. Coloro che sottolineano che Clinton coccola i dittatori dell’Arabia Saudita, o che gli Stati Uniti s’ingeriscono in Siria e la Libia rafforzando la minaccia dello ISIL, sono etichettati “teorici della cospirazione” che devono “controllare i loro privilegi” e “fermare il maschiocentrismo”. Allo stesso tempo, sottolineare che i combattenti antigovernativi appoggiati dagli Stati Uniti in Siria sono in realtà fanatici wahabiti che massacrano cristiani e alawiti, si chiama “islamofobia”. In linea con lo stile argomentativo del milieu universitario della “politica del privilegio”, questi fatti non sono mai confutati. Piuttosto, semplicemente si viene accusati di qualche crimine ideologico o impurità. Mentre milioni di persone fuggono da Libia e Siria per gli interventi della NATO che hanno rovesciato governi nazionalisti indipendenti e reso la loro vita impossibile, la sinistra applaude. Invece di protestare tali crimini imperialisti che hanno creato la massiccia crisi dei profughi, la maggior parte della sinistra fa parate per “accogliere i rifugiati”. Coloro che osservano che la destabilizzazione della NATO ha provocato la crisi migratoria e dicono che ciò è un’atrocità che va denunciata, sono accusati di essere bigotti e islamofobi.

Il crescente pericolo di guerra
Hillary-Clinton-and-Saudia-Reps La sinistra che esisteva prima della Seconda guerra mondiale è qualcosa che i clintoniani non riconosceranno mai. Libri come “Verso l’America sovietica” di William Z. Foster nel 1932 tracciava un’economia pianificata per gli Stati Uniti e chiedeva a chi soffriva la fame e alla classe operaia disoccupata di Kentucky, Ohio, Alabama e altrove di combattere per migliori condizioni di lavoro. I movimenti di massa degli anni ’30 ottennero la creazione della previdenza sociale, l’assicurazione contro la disoccupazione, i benefici dei veterani, e molto altro ancora. Lo slogan del Partito Comunista era “Non morire di fame, lotta!” Coloro che furono mobilitati non erano una élite culturale ben istruita, ma lavoratori industriali, giovani disoccupati, studenti e ogni statunitense comune che soffriva durante la crisi economica nota come Grande Depressione. La “sinistra culturale” fabbricata e appena al potere a cui Clinton si è allineata, avrebbe guardato queste persone dicendogli che meritavano di essere indigenti, perché li avrebbe aiutati a capire meglio ciò che le persone di colore subivano. Gli avrebbe detto che chiedere lavoro sapeva di “arroganza” e “privilegio bianco”. Gli avrebbe detto che dovevano celebrare la prospettiva di una guerra contro Russia o Cina perché dovevano rovesciarne i leader ritratti come “omofobici” o “oppressori delle donne”. Ora che la “sinistra” è diventata qualcosa di assai lontana da ciò che era una volta, non dovrebbe sorprendere che la classe lavoratrice bianca abbracci Donald Trump e l'”alternativa di destra”. Molti bianchi che soffrono per la recessione economica arrivano a vedere la sinistra come una corrente che cerca di punirli e umiliarli, non di migliorarne le condizioni di vita. Inoltre, la sinistra moderna è percepita come sprezzante verso di loro per non conoscere il gergo appropriato della “teoria dell’oppressione” insegnata nelle università. Se le organizzazioni emerse in realtà facessero richieste economiche e si organizzassero contro i grandi interessi del denaro, come avvenne negli anni ’30, la situazione potrebbe essere drasticamente diversa. Tuttavia, non è così. La “nuova sinistra”, particolarmente favorita per contrastare l’influenza degli avversari globali del capitalismo occidentale, ora ha preso il timone della civiltà occidentale con una squadra di fedeli crociati che combattono in nome della “diversità” e dell'”intersezione”. Nel frattempo, l’economia peggiora e il pericolo di un grande scontro militare tra Stati Uniti e Russia o Cina, i due Paesi più grandi della terra, avanza rapidamente.trump-white-working-class-bCaleb Maupin è un analista politico e attivista di New York. Ha studiato scienze politiche presso il Baldwin-Wallace College e fu ispirato e coinvolto nel movimento Occupy Wall Street, per la rivista on-line “New Eastern Outlook” .

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La bufala del “bambino ferito sul sedile arancione”

Moon of Alabama 18 agosto 2016

dustboyQuesta foto fa il giro sui media “occidentali” insieme alla storia strappalacrime degli “attivisti” di un quartiere di Aleppo occupato da al-Qaida. Un bambino apparentemente ferito, si siede tranquillamente in una nuovissima ambulanza molto ben attrezzata. A un certo punto tocca ciò che apparirebbe una ferita, sulla tempia sinistra, ma non mostra alcuna reazione. 2 minuti di video, da cui è tratta la foto, mostrano il bambino tratto dal buio da una tizio con giaccone da soccorso e portato in un’ambulanza. Si siede tranquillamente, senza essere sorvegliato, mentre diverse persone riprendono video e foto. Un’altra bambina, chiaramente senza ferite, viene poi messa nell’ambulanza. Ecco come la storia viene raccontata: “Mahmud Raslan, un fotoreporter che ha preso la foto, ha detto all’Associated Press che soccorritori e giornalisti hanno cercato di aiutare il bambino, identificato come Umran Daqanish, insieme ai genitori e tre fratelli di 1, 6 e 11 anni. Li abbiamo passati da un balcone all’altro“, ha detto Raslan, aggiungendo: “Abbiamo inviato subito i bambini più piccoli nell’ambulanza, ma la ragazza di 11 anni aspettava che la madre venisse salvata, aveva la caviglia appuntata dalle macerie“. Una ricerca su internet di “Mahmud Raslan“, il preteso “fotoreporter”, non porta ad alcuna foto o video. Vi sono circa 15 uomini intorno alla scena e non fanno nulla. (Accanto a un sito “appena bombardato” in una zona di guerra? Nessuna paura di un secondo attacco?) Almeno altri due uomini, oltre al cameraman, riprendono foto e video. Un altro bambino viene trasportato nell’ambulanza. Sullo sfondo c’è qualcuno con un casco bianco che indossa una camicia dei “Caschi bianchi”, il gruppo di propaganda finanziato dagli anglo-statunitensi. Un ferito si dirige verso l’ambulanza. Come il bambino, l’uomo sembra avere una ferita alla testa. Ma come il bambino, non sanguina. Vi è una sostanza di colore rosso sul suo viso, ma senza che scorra. È sorprendente. Quando guidavo le ambulanze di pronto soccorso, i feriti alla testa sanguinavano sempre come maiali al macello (spesso sporcando l’ambulanza che dovevo pulire). Come WebMD nota: “Piccoli tagli sulla testa spesso sanguinano pesantemente perché faccia e cuoio capelluto hanno molti vasi sanguigni sotto la superficie della pelle. Anche se tale quantità di sangue può allarmare, molte volte l’infortunio non è grave…

Mahmud Raslan. il "fotoreporter" taqfirita assieme ai terroristi che avevano decapitato il bambino palestinese a luglio, ad Aleppo.

Mahmud Raslan, “fotoreporter” taqfirita assieme ai terroristi che avevano decapitato, a luglio, il bambino palestinese Abdullah al-Isa, presso Aleppo.

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La quantità di sostanza di colore rosso sul bambino e l’uomo non corrispondono alla quantità che ci si aspetta da una ferita anche minore alla testa. Non vengono inoltre applicate bende o qualsiasi altra cosa serva a fermare una vera ferita sanguinante alla testa. Si confronti ciò con la foto di un ragazzo nella zona ovest di Aleppo. (Alcun media “occidentali” ha mostrato questo ragazzo e la sua sofferenza. Non è della “nostra parte”).CqHgQJOXEAA3URAIl ragazzo subiva una ferita alla testa dopo che un razzo di al-Qaida e affiliati colpiva il suo quartiere. Viene curato e l’emorragia arrestata. La quantità di sangue sul corpo e nel vestito è diverse volte ciò che appare immagini precedenti. Il sangue è anche mescolato con la polvere sul volto, non dipinto. Così appaiono i pazienti nella mia ambulanza. Sembra reale. Tutti gli elementi del video del “bambino sul sedile arancione” sono gli stessi che si vedono in decine di video dei “Caschi bianchi”. La stessa scena ripetuta più e più volte nell’album “Drammatici salvataggi! Uomini con bambini che corrono verso la telecamera”! Ritengo che il video sia la stessa sceneggiata di altri video e foto dei “Caschi bianchi”. L’aspetto della ferita del bambino è un po’ più realistico del solito, ma mancanza di sanguinamento, nessuno che se ne occupi, assenza di reazione alla “ferita” e l’impostazione generale del video, permettono di ritenerla una messa in scena.
Tale nuova propaganda, ampiamente diffusa, compare ancora in un momento in cui al-Qaida e affiliati in Siria sono in difficoltà. L’Aeronautica russa bombarda le retrovie dell’aggressione ad Aleppo ovest, devastandole. Un “cessate il fuoco umanitario”, che verrà utilizzato per riorganizzarsi e rifornirsi, è urgente. La propaganda serve a fare pressione per tale richiesta. Alcuni sponsor vogliono che i “Caschi bianchi” abbiano il Premio Nobel per la Pace. L’organizzazione si autopromuove sul suo sito. Qualcun altro ha mai fatto una cosa del genere? Non si vergognano a chiedere il Nobel? Proprio con un’altra versione del loro marchio aziendale preferito, la foto di un “Drammatico salvataggio! Uomo con bambino corre verso la macchina fotografica!“. Chiedono il Nobel proprio con un’altra foto inscenata? Ma perché no? Obama non era altro che un prodotto commerciale quando ebbe il Nobel per la pace, per poi bombardare 7 Paesi musulmani. Non vi è alcuna ragione quindi di non dare tale premio a un altro strumento della propaganda bellica. Poi avrà una nomination per gli Academy Awards, forse nella categoria “Miglior falso venduto”, più appropriata.white-helmet-infographic-2Una strage di al-Qaida spacciata per salvataggio dei “caschi bianchi”
La famiglia Quraytam fu rapita da al-Nusra intorno il 29 luglio. I tre uomini furono uccisi immediatamente. Le quattro donne e gli otto bambini furono uccisi il 10 agosto e i loro corpi gettati e sbranati dai cani. Due giorni dopo, gli stessi 12 corpi furono utilizzati dai caschi bianchi, il ramo propagandistico di Jabhat al-Nusra, finanziato dalla NATO, come oggetti di scena nella loro ultima produzione pornografica. I corpi disfatti vennero “trovati” sul ciglio della strada, nei pressi del preteso cratere di una bomba, e gli attori di Jabhat al-Nusra, con caschi bianchi e relativa uniforme della Protezione Civile Siriana, correvano freneticamente davanti alle telecamere, girando a vuoto con un bambino morto e uno vivo. Il materiale video viene utilizzato per la propaganda #SaveAleppo di al-Qaida. Libyan Civil War

Terroristi di al-Qaida e Stato islamico e “Caschi bianchi” ad al-Lataminah

Chi è James Le Mesurier, fondatore dei “Caschi Bianchi”?
james_0 James Le Mesurier viene dipinto come anticonformista eroe umanitario, che miracolosamente si trovava al posto giusto (Istanbul) nel momento giusto, quando nacque l’esigenza di creare la squadra della Protezione Civile Siriana, forse per caso, pochi mesi prima dell’infame e universalmente screditata storia dell’attacco con ‘armi chimiche’ nel Ghuta dell’agosto del 2013, evento già dimostratosi oltre ogni dubbio un attentato false flag, come le successive accuse al governo siriano senza riuscire ad imporre la ‘No Fly Zone’ desiderata dalla NATO. Tuttavia, se si approfondisce vita e opere di Le Mesurier, si capirà che non fu un caso felice che fosse ad Istanbul in quel frangente. Laureato all’Accademia Militare di Sandhurst e decorato con la medaglia della regina, la sua carriera lo vede nell’Ufficio dell’Alto rappresentante in Bosnia e premiato coordinatore dell’intelligence della NATO in Kosovo. Viene detto che Le Mesurier lasciò l’esercito inglese nel 2000 prestando servizio alle Nazioni Unite come vicecapo dell’Unità consultiva su ‘sicurezza e giustizia’, e come rappresentante speciale del corpo della sicurezza politica del Segretario Generale nella missione delle Nazioni Unite in Kosovo. La sua carriera poi lo portava a Gerusalemme, dove operava all’attuazione dell’accordo di Ramallah, poi a Baghdad come consulente speciale del ministro degli Interni iracheno, negli Emirati Arabi Uniti ad addestrarne la forza di protezione dei giacimenti di gas, e poi in Libano durante la guerra del 2006. Nel 2005 fu nominato Vicepresidente di Special Projects della società di mercenari Olive Group, e nel gennaio 2008 fu nominato direttore del Good Harbour International, entrambi a Dubai. Le Mesurier fondò anche Mayday Rescue, una società “non profit” per l’addestramento in ricerca e salvataggio nei conflitti civili. Secondo la sua biografia, Mayday Rescue fu fondata nel 2014, dopo aver creato i “caschi bianchi”. The Wall Will Fall

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Taqfiri d’Italia 2.0: Come il PD celebra lo squartamento di un ragazzino

Alessandro Lattanzio, 31/7/2016

I ‘debunker’ nazipiddini giustificano l’esecuzione con decapitazione di un ragazzino palestinese, perché “non era palestinese, né ragazzino”… Il PD è una setta di puttane al servizio dei petrosceiccati.13697178

David Puente Anzil; in Italia il sicariato filos-islamista nazipiddino può contare sulla connivenza di diverse forza, polizia, carabinieri, lercissimi servizi segreti e una magistratura corrotta.

David Puente Anzil; in Italia il sicariato filo-islamista nazipiddino può contare sulla connivenza di diverse forze: polizia, carabinieri, lerci servizi segreti, ‘giornalisti’ venduti e magistratura faziosa e corrotta.

David Alejandro Puente Anzil, è una starlette del micromondo del web piddino, il ramo ‘elettronico’ del PD specializzato in debunkeraggio, ovvero una forma particolare di disinformazione, utilizzata soprattutto su internet, che copre con un sottile manto di pseudo-scientificità in stile famiglia Angela, ben precisi scopi politici ed economici. Inoltre, Puente, come il militante e quadro medio del partito neonazista del premier Renzi, è una tipica cheeleaders o un accanito fanboy del terrorismo islamista assoldato dai petrosceiccati del Golfo Persico. Il PD è al governo dal 2011, e da allora non ha fatto altro che svendere risorse nazionali ai fondi sovrani dei petrosceiccati wahhabiti, oltre a vendergli armamenti: “Il Qatar, che finanzia il terrorismo, finanzia anche l’italietta di Finameccanica comprando 7 navette da guerra italidiote, idem il Quwayt, che compra aeroplanini da guerra all’italietta pornoscena agoresca, con gli spiccioli avanzati dal finanziamento dello Stato islamico ed altre finezze intellettuali, e non parliamo dei rolex sauditi e dell’agenzia di propaganda della famiglia al-Thani, che domina il petrosceiccato qatariota, che ha firmato accordi con la RAI su come ‘informare’ il pubblico sul medio oriente, e via con altra pornografia nazipiddina tipica di rai (da) tre (soldi)”.
In questo caso, la starlette nazipiddina d’importazione, David Alejandro Puente Anzil, sfegatato supporter del terrorismo islamista in Medio oriente e del neonazismo in Ucraina (come i suoi sommi capetti Federica Mogherini, Corradino Mineo ed altro nazipiddume), ci comunica quanto sia in linea con la giustizia rivoluzionaria sgozzare ragazzini, riferendosi al martirio di Ibrahim al-Isa, un ragazzino palestinese che il 19 luglio era stato rapito dall’organizzazione terroristica haraqat Nuradin al-Zinqi da una struttura ospedaliera (senza che Save the Children o Medecins sans Frontières pigolassero nulla, visto che sono loro le strutture ospedaliere presenti nei territori occupati dai terroristi, e solo loro), dove il padre portava il ragazzino per cure. La struttura ospedaliera si trovava in un quartiere occupato dai terroristi, perciò non si capisce perché un loro nemico dovesse recarsi nel territorio da loro occupato.
Ecco le fondamentali domande umanitarie del pidocchio di ratto Puente: “Era un combattente? A quanto sembra lo era e a dimostrarlo sarebbero alcune foto diffuse online anche da una donna che in seguito alla decapitazione si è presentata online come sua parente. Gli utenti online che l’hanno notata hanno recuperato diverso materiale dal suo profilo, attualmente oscurato”. Capito, il ‘debunker scientifico pierangiolesco’ si basa su ‘foto’ spuntate dal nulla e per mano di non si sa da chi, e questo per dirci che il ragazzino sgozzato dai suoi camerati ideologici, i terroristi taqfiri che tormentano la Siria dal 2011, andava giustiziato in quanto combattente della parte oscura, dalla parte del male, ovvero dalla parte della Siria e del suo popolo. Quindi, il nazipiddino Puente basa la sua propaganda ‘scientifica’, volta a giustificare l’assassinio di Ibrahim al-Isa quale “soldato siriano”, su una serie di falsi ideati da Carol Maluf, presunta “giornalista” ufficialmente collegata all’esercito libero siriano (ELS) ma probabilmente agente di al-Qaida. Ad esempio, per confermare la giustificazione dei terroristi per l’omicidio del ragazzino, Puente riprende una foto che ritrae al-Isa con una mitragliatrice; ma si tratta di un falso, la foto di un soldato della 18.ma Divisione dell’Esercito arabo siriano in servizio ad Homs, il cui viso è stato malamente sostituito con quello di Abdullah al-Isa.foto-mitraUn’altra foto lo mostra con il patch delle forze d’intelligence militare siriane “Scudo”. Indossare un capo di vestiario militare (come avviene anche nella “tranquilla” Europa), non significa nulla, sempre che non sia un’altra foto fasulla, ed esprime al massimo un convincimento ideologico. E difatti, un pensiero, un’idea diversa, sono motivo di condanna a morte sia per i terroristi islamisti che per il loro fanboy David Puente Anzil.bdwn_nwn-1_20Inoltre, l’haraqat Nuradin al-Zinqi, che ha macellato il ragazzino, per giustificarsi l’ha presentato di volta in volta come: militante 19enne della Liwa al-Quds palestinese, poi come spia degli iraniani e infine come adulto talassemico. Ma gli omicidi del 13enne Abdullah al-Isa, il boia Matin al-Lahauli, i capi del Nuradin al-Zinqi Umar Saruqu e Muhammad Mayuf, e il giornalista-spia dell’ELS Bashar Fadu, l’avevano assassinato in quanto palestinese del campo profughi di Handarat, zona leale al governo siriano e dove opera la Liwa al-Quds.

Il boia Matin al-Lahauli, nuva star mediorientale della sinistraglia italidiota assieme alla spia anglo-taqfirita Giulio Regeni

Il boia Matin al-Lahauli, nuova star mediorientale della sinistraglia italidiota assieme alla spia anglo-taqfirita Giulio Regeni.

Com’è possibile vedere nel video della decapitazione di Abdullah al-Isa, i suoi assassini ululavano Allah u-Aqbar e giuravano sul corano.

Non perderò altro tempo sulla prolissa e insulsa spiegazione ‘tecnica’ di foto dall’origine oscura e di certo manipolate che Puente dolosamente spaccia per autentiche, al solo scopo di ripulire l’immagine dei suoi mitici ‘combattenti della libertà’ di al-Qaida; immagine che tanti cuoricini ha sedotto nell’ambito del Partito Democratico: “Siamo entrati in contatto con le katibe (brigate) che controllano l’area: quando hanno capito che volevamo solo aiutare la gente ci hanno garantito la loro protezione via terra”, racconta Elisa. “Tra chi ci protegge dagli attacchi delle milizie di Assad ci sono anche i combattenti di Al Nusra, la brigata jihadista…A me non interessa la loro politica: quello che posso dire con certezza è che a livello umanitario sono i numeri uno”. Qualcuno potrebbe dire che è grazie agli estremisti se i container, i furgoni (e negli ultimi giorni anche un’ambulanza) sono riusciti a entrare in una zona di guerra. “Non bisogna farne un discorso politico: l’importante è salvare vite”, taglia corto Elisa. La sua preoccupazione ora è tutta per la prossima partenza. C’è da portare l’atropina. E la farmacia di Aleppo ha bisogno di essere rifornita”, così Elisa Fangareggi, capo dell’ONG Times4life. Fangareggi, ovviamente, si ‘dimenticava’ di dire al suo pubblico di gonzi nazipiddini che al-Nusra è il ramo in Siria di al-Qaida, e sempre Fangareggi, dimenticandosi delle vite spezzate dai suoi amici terroristi taqfiriti, proprio come il suo camerata di partito David Puente Anzil, dimostra disprezzo verso chi si difende dall’aggressione dei mercenari islamisti.

I macellai di Abdrullah al-Isa sautano David Puente Anzil.

I macellai di Abdullah al-Isa, Matin al-Lahauli, Umar Saruqu e Muhammad Mayuf, salutano David Puente Anzil e tutto il PD.

Il martirio della Siria, della Libia, della Novorossija è da anni oggetto di frizzi e lazzi dei dirigenti, quadri e militanti della miserabile setta neonazista autoproclamatasi Partito Democratico (senza dimenticarne le cinghie di trasmissione, i corrotti sindacati e l’ANPI dei kollabos di Pravij Sektor e del Mossad). Questo perché il PD, il suo governo e il ceto parassitario che esso rappresenta, la semiborghesia italidiota che ingoia soddisfatta ogni defecazione propagandistica proveniente dagli Stati Uniti (primavere arabe, rivoluzioni colorate, Barack Obama, Hillary Clinton, George Soros, George Clooney ed altra merda), non potendo produrre nulla, ma proprio nulla se non l’oscena pornografia filo-islamonazista dei Puente di turno, possono ricavare risorse e fondi per restare a galla soltanto svendendo il patrimonio accumulato dall’Italia nei 60 anni dal dopoguerra. E gli unici clienti danarosi che i ruffiani del PD hanno saputo abbordare, sono le petromonarchie wahhabite del Golfo. Ad esempio il Qatar, primo finanziatore del terrorismo mediorientale, Stato islamico compreso, con cui l’Italia ha stretto vari accordi, come la vendita di 7 navi da guerra e un accordo tra l’ANSA e la QNA, l’agenzia di propaganda della famiglia degli sceicchi al-Thani, la famiglia che possiede il Qatar. Oppure il Quwayt, in cui la ministra nazipiddina Roberta Pinotti è svolazzata per vendere caccia intercettori Typhoon; eppure è noto che il Quwayt è tra i primi finanziatori del terrorismo islamista, al-Qaida e Stato islamico compresi. Infine, l’Arabia Saudita, a cui l’Italia che piagnucola su Regeni, vende le bombe da sganciare sullo Yemen, Paese aggredito dalla setta wahhabita dominante a Riyadh. Un’aggressione criminale che non fa né caldo, né freddo alle ONG mercenarie italiane e ai media del regime nazipiddino. Ed ecco perché individui squallidi e infami, come l’importato Puente, vengono promossi dai vari media di regime, in quanto agiscono per conto del loro mandate, il Partito Democratico, agente in Italia degli interessi delle petromonarchie wahhabite che finanziano il terrorismo taqfirita in Medio Oriente ed Europa occidentale, e contemporaneamente permettono alla burocrazia nazippidina di mediare lucrosi affari coi regimi petroislamisti, incassando sostanziose mazzette e tangenti (la storia dei rolex sauditi è emblematica).

L'ex-ducetto del PD con la bandiera della Siria coloniale dei terroristi anti-siriani.

L’ex-ducetto del PD Bersani con la bandiera della Siria coloniale dei terroristi anti-siriani.

Syrian man recalls brutal tortures inside ISIL prisonIl PD milanese ha arruolato diversi islamisti, come la candidata Sumaya Abdel Qader e il marito Abdallah Kabakebbji, vicini ai Fratelli musulmani del CAIM, (Comitato Libertà e Democrazia per l’Egitto) e Waqf al-Islami, entrambi presieduti da Maher Kabakebbji, padre di Abdallah; Associazione Donne Musulmane d’Italia (ADMI), presieduta dalla moglie di Maher Kabakebbji, e Alleanza Islamica, organizzazioni collegate a moschee finanziate dalla Qatar Charity. Il Qatar è tra i principali finanziatori del terrorismo che tormenta la Siria. Inoltre Maher e Abdallah hanno incontrato Rashid Ghanuchi, il capo dei Fratelli musulmani tunisini, mentre il padre di Sumaya Abdel Qader, imam di Perugia, aveva invece incontrato l’ex presidente egiziano dei Fratelli musulmani Muhamad Mursi? Altri esponenti del CAIM parteciapavano a manifestazioni a sostegno di Mursi, come Omar Jibril, legato al Comitato Libertà e Democrazia per l’Egitto (altro gruppo vicino ai Fratelli Mussulmani)… Il PD aveva candidato per le elezioni amministrative di Milano anche Sameh Meligy, vicino al predicatore dei Fratelli musulmani quwaitiani Tareq Suwaidan, interdetto in Italia dal 2014. Anche Meligy partecipa alle manifestazioni dei Fratelli Musulmani egiziani, e freuente l’assessore alle politiche sociali, il suaccennato Pierfrancesco Majorino, fotografato assieme a Meligy durante la campagna elettorale di Milano. Meligy è anche amico di Usama Santawy, predicatore dei Fratelli musulmani legato anche a Musa Cerantonio, predicatore italo-australiano vicino allo SIIL. Va ricordato che i Fratelli Musulmani sono vietati in Russia, Egitto, Siria, Arabia Saudita ed Emirati Arabi e in Gran Bretagna sono indagati”. (Il Giornale)
BC4BxTIn0Ub_NIP4rUIOpFw3v3gZZS1SDOUWREHBaAgDocumento della Liwa al-Quds che spiega come Abdullah al-Isa vivesse a Mashad, zona occupata dai terroristi. Uno dei tagliagole del Nuradin al-Zinqi aveva rapito il ragazzino solo perché palestinese. Ovviamente lo ‘scienziato’ nazipiddino David Puente Anzil ha evitato accuratamente ogni materiale e documento che smentisca la propaganda, sua e dei suoi sodali islamonazisti, volta ad infangare il povero Abdullah al-Isa e a giustificarne l’atroce martirio.

L'eore del momento dei nazipiddini, lo sgozzatore di bambini Saruqu,

Il beniamino dei nazipiddini, lo sgozzatore di bambini Umar Saruqu, alla fine è stato liquidato dalle eroiche forze della Resistenza Palestinese e dell’Esercito Arabo Siriano.

E con tale ruolo, quindi, che i propagandisti del PD (i famosi 300 ‘spartani’, i trolls a libro paga del PD, che agiscono spesso da cosiddetti ‘debunker’) promuovono e diffondono la propaganda dei padroni wahhabiti e islamisti del PD, spargendo sui media e su internet ‘analisi’, ‘interpretazioni’, storie, narrazioni, racconti, mitologie e vere e proprie favole a favore del terrorismo islamista e wahhabita che tormenta i Paesi del Medio Oriente, edulcorando, promuovendo, esprimendo simpatia ed ‘empatia’ verso i mostri islamisti, i mercenari taqfiriti che martirizzano Siria, Yemen, Libia, Iraq, Libano, Nigeria, ecc. E tale nauseante operazione di maquillage del nazipiddino e militante filo-islamonazista Puente rientra nella strategia di propaganda filo-islamista e di autofinanziamento del Partito Democratico.

I debunker di bufale.net e butac, spacciatori della disinformazione protetti dal foglio di propaganda atlantista paccoquoitidiano.

I debunker di bufale.net e butac, spacciatori di disinformazione protetti e promossi dal foglio di propaganda atlantista Paccoquotidiano e da amministrazioni piddine.

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Il rapporto declassificato sull’11 settembre ritrae USA e Arabia Saudita complici

Tony Cartalucci New Eastern Outlook 25/07/201648680250.cachedIl rapporto precedentemente classificato, pubblicato col titolo “Inchiesta congiunta della Comunità d’Intelligence sulle attività introno agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001“, rivela che in effetti il vecchio alleato degli Stati Uniti, l’Arabia Saudita, aveva collegamenti con i presunti dirottatori degli attacchi dell’11 settembre. Mentre gli Stati Uniti invasero Afghanistan e Iraq con la scusa degli attentati, va notato che i presunti dirottatori erano sauditi o cittadini del Golfo Persico, o collegati ad organizzazioni terroristiche sostenute dagli Stati del Golfo Persico. I media occidentali hanno tentano di minimizzare l’impatto della pubblicazione del documento sostenendo che le indagini successive hanno trovato “molte” accuse nel documento “senza fondamento”, anche se Stati Uniti ed Arabia Saudita oggi armano e finanziano apertamente i terroristi in Siria.

A beneficio di chi?
Molti credono erroneamente che il terrorismo sia semplicemente inevitabile nello scontro di civiltà tra “Islam” e occidente, mentre altri sostengono che sia la reazione prevedibile alla politica estera occidentale viziata o ingiusta. In realtà, niente di ciò. Si è meticolosamente strumentalizzata una violenza congegnata per raggiungere obiettivi geopolitici nel mondo, rovesciando governi e giustificando interventi militari, creando paura paralizzante e isteria in patria per sostenere un crescente Stato di polizia e il grande interventismo militare all’estero. In sostanza, è un mezzo altamente utile per l’attuale espansionismo dell’impero. Ciò appare chiaramente con l’uso del terrorismo oggi. 14 anni dopo l’11 settembre 2001, con i ricordi che cominciano a svanire, gli Stati Uniti sono in partnership con l’Arabia Saudita, ancora una volta, armando e finanziando i terroristi che combattono le loro guerre per procura in Libia, Siria, Iraq e oltre, proprio come fecero nel 1980 creando congiuntamente al-Qaida. Mentre il pendolo della geopolitica oscilla tra armare fino ai denti fanatiche forze di agenti che combattono all’estero e il pretesto interno per avviare grandi interventi militari all’estero, tali organizzazioni terroristiche vengono ridefinite da politici e media occidentali similmente all’oscillazione. Negli anni ’80 al-Qaida fu ritratta come “combattenti per la libertà”. Nel 2001 quando gli Stati Uniti usarono la forza militare per riorganizzare Medio Oriente, Nord Africa e Asia centrale, al-Qaida divenne il cattivo. Gli attacchi terroristici del 2001 permisero agli Stati Uniti di giustificare più di un decennio di guerra globale che altrimenti non avrebbero potuto condurre.

I dirottatori avevano legami con l’intelligence saudita
Le 28 pagine ora declassificate descrivono un groviglio di connessioni tra governo saudita, agenzie d’intelligence saudite, famiglia bin Ladin e i dirottatori, la maggior parte dei quali cittadini sauditi. La relazione afferma: “Mentre negli Stati Uniti, alcuni dirottatori dell’11 settembre erano in contatto con, e ricevevano sostegno o assistenza da, individui collegabili al governo saudita, vi sono informazioni, principalmente da fonti dell’FBI, che almeno due di tali individui fossero accusati da alcuni di essere agenti dei servizi segreti sauditi”. Il rapporto rivela anche che sospetti funzionari dei servizi segreti sauditi collaborarono con aziende collegate col governo saudita e al capo di al-Qaida Usama bin Ladin. E non solo vari ufficiali dei servizi segreti sauditi avevano collegamenti con i presunti dirottatori, molti si scoprì che li conoscessero. Viene citato anche il fratellastro di Usama bin Ladin, Abdullah bin Ladin, che affermò di aver lavorato per l’ambasciata saudita a Washington DC come “funzionario dell’amministrazione”, rivelando ancora una volta i legami incestuosi tra famiglia bin Ladin, governo saudita e, attraverso il fondo Carlyle Group, famiglia Bush e altri capi politici ed economici degli Stati Uniti. Il rapporto menziona anche che, nonostante i molti chiari collegamenti e tentativi da parte dell’FBI d’indagare ulteriormente, molti sospetti poterono inspiegabilmente “lasciare” gli Stati Uniti e tornare in Arabia Saudita. La relazione indica che anche “moschee” direttamente finanziate dal governo saudita, si crede coordinassero vari aspetti del terrorismo, moschee in cui soci dei dirottatori s’incontravano frequentemente o che gestivano. Ciò illustra esattamente come il terrorismo statunitense-saudita mantenga le fila, attraverso una rete globale di centri mascherati da moschee, protette da forze dell’ordine e d’intelligence occidentali, permettendo reclutamento e radicalizzazione dei terroristi, così come pianificazione e finanziamento del terrorismo stesso.

La comunità d’Intelligence degli USA davanti l’11 settembre: incompetenza o collusione? O entrambi?
SaudiArabia911commission Stati Uniti e Arabia Saudita svilupparono al-Qaida utilizzandola per anni per muovere guerre per procura nel mondo. Le azioni dell’11 settembre posero le basi per un decennio di guerra in cui gli Stati Uniti rovesciarono governi e occuparono nazioni, attuando una guerra segreta per l’espansione della loro egemonia nel mondo, dividendo e distruggendo le nazioni alleate ai rivali di Pechino e Mosca. E’ molto chiaro che l’Arabia Saudita ha giocato un ruolo negli attacchi dell’11 settembre, così come nel terrorismo mondiale prima e dopo gli attacchi. Chiaramente FBI e la CIA erano consapevoli del ruolo dell’Arabia Saudita. Sono anche chiari gli sforzi per proteggere le preziose risorse saudite fatte fuoriuscire dal Paese mentre agenti dediti tentavano d’indagare ulteriormente. Coloro che fecero uscire agenti e funzionari sauditi dal Paese, proteggendoli da ulteriori indagini sul ruolo nell’11 settembre, sono probabilmente legati agli statunitensi che aiutarono le controparti saudite ad organizzare e realizzare gli attacchi. E mentre alcuni agenti di FBI e CIA tentarono di fare il loro lavoro, un commento alla fine delle 28 pagine rivela che forse gli agenti non erano consapevoli, come avrebbero dovuto essere, della natura di al-Qaida e del suo rapporto con l’Arabia Saudita. Il rapporto cita un ex-agente speciale dell’FBI dire: “In sostanza. Non era un Paese identificato dal dipartimento di Stato come sponsor del terrorismo. E il tema o il modus operandi comune che abbiamo visto a San Diego era che se ci fossero stati, il loro obiettivo primario era monitorare i dissidenti nell’interesse della tutela della famiglia reale. Quindi non furono visti come una minaccia nemica alla sicurezza nazionale”. La conclusione dell’agente si basa interamente sul presupposto che le designazioni sul terrorismo del dipartimento di Stato siano significative e accurate. Se tali designazioni non erano precise, l’FBI avrebbe trascurato d’indagare a fondo sui sospetti che in realtà erano una grave minaccia alla sicurezza nazionale. Oggi, al-Qaida e l’auto-proclamato “Stato islamico” (SIIL) sono allo stesso modo ritratti come nemici dell’Arabia Saudita. Questo nonostante le prove evidenti che dimostrano che tali organizzazioni terroristiche e loro affiliati in Iraq e Siria, sono armate e finanziate per favorire gli interessi diretti di Riyadh e di Washington. Quando gli attacchi terroristici avvengono in Arabia Saudita, nonostante siano raffigurati come attacchi a Riyadh, spesso invece mirano a obiettivi sciiti nel Paese. Lo sciismo in Arabia Saudita, a differenza di al-Qaida e ISIS, non è una minaccia per Riyadh, non si basa sull’estremismo fanatico, ma invece si difende da brutalità e ingiustizia del sistema politico saudita che lo perseguita. Sembra che alcuni agenti, nonostante lavorassero su ipotesi errate, tentassero di fare il loro lavoro, mentre altri sembra proteggessero i sospetti probabilmente legati agli attacchi dell’11 settembre, se non loro stessi collegati agli attacchi. Per incompetenza e collusione, gli attacchi avvennero e il resto, come si suol dire, è storia.

Proteggere il terrorismo saudita
Mentre i media occidentali sostengono che molte delle affermazioni del rapporto declassificato sarebbero “senza fondamento”, la seria redazione della relazione porta a credere che l’Arabia Saudita e i vari tentacoli del suo apparato di sicurezza negli Stati Uniti, siano ancora coperti da agenti complici e da interessi statunitensi. Inoltre, nonostante le implicazioni molto preoccupanti del rapporto, va detto che dall’11 settembre Stati Uniti ed Europa continuano a fornire all’Arabia Saudita miliardi di dollari in armamenti, mentre supportavano politicamente Riyadh che eliminava la propria “primavera araba” nel 2011. Oggi, nonostante le prove su come l’Arabia Saudita armi e finanzi le organizzazioni terroristiche come al-Nusra, Stati Uniti ed Europa continuano comunque a prestare sostegno militare e politico a Riyadh. L’Arabia Saudita non ha vittimizzato gli Stati Uniti con l’11 settembre, né ha ingannato Washington. Riyadh e Washington sono complici, a volte in sincronia, altre volte agendo da finti avversari quando serve la massima negazione plausibile. Nonostante i tentativi di rivendicare l’Arabia Saudita estranea agli attacchi dell’11 settembre, i dirottatori senza dubbio erano sauditi ispirati da un indottrinamento originato dalle reti finanziate dai sauditi, presumibilmente avvicinate e assistite da agenti dei servizi segreti sauditi, e le attuali organizzazioni terroristiche ricevono da Riyadh armi e soldi per intraprendere le guerre per procura al fianco degli USA. Il rapporto non è una rivelazione, ma un’altra prova che afferma come Stati Uniti ed Arabia Saudita collaborino nel terrorismo, non per combatterlo. Coloro che pensano a una vera lotta al terrorismo globale, dovrebbero preparasi a fallimenti perpetui.1005317Tony Cartalucci, ricercatore e scrittore geopolitico di Bangkok, per la rivista on-line “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Nizza, distruzione delle prove su ordine del governo francese

Gearóid Ó Colmáin, Global Research, 22 luglio 2016

page_charlie-hebdo-saldirisini-arastiran-komiser-intihar-etti_890382580Un articolo del 21 luglio del quotidiano Le Figaro afferma che l’Esecutivo dell’antiterrorismo francese (SDAT) ha ordinato alle autorità di vigilanza urbana di Nizza di distruggere tutte le riprese delle telecamere a circuito chiuso dell’attentato del 14 luglio 2016.
Anche se lo SDAT cita gli articoli 53 e L706-24 della procedura penale e l’articolo R642-1 del codice penale, le autorità di Nizza intervistate da Le Figaro dicono che è la prima volta che gli viene chiesto di distruggere prove d iun crimine, che sottolineano essere illegale. La spiegazione data dal Ministero della Giustizia francese è che non vogliono l”incontrollata’ diffusione delle immagini dell’attentato. La polizia giudiziaria ha notato che 140 video dell’attentato in loro possesso mostrano ‘importanti prove d’indagine’ (interessants éléments d’enquête). Il governo francese sostiene di voler evitare che lo SIIL acceda ai video degli attentati per propaganda, affermando inoltre che la distruzione delle prove è volta a proteggere le famiglie delle vittime. La sezione commenti dell’articolo de Le Figaro è piena di sdegno e disgusto sul governo francese che, invece di preservare le prove per un’accurata indagine indipendente, si comporta difatti da primo sospettato dell’attentato, ordinando la distruzione di prove di vitale importanza. C’è qualcosa di marcio nella polizia giudiziaria francese. Poco dopo l’attacco al Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015, la polizia giudiziaria si comportò in modo sospetto prima e dopo il ‘suicidio’ del vicecommissario della polizia di Limoge Helric Fredou. Fredou fu trovato morto poco dopo l’arrivo della polizia giudiziaria francese nel suo ufficio a Limoges, appena dopo il massacro di Charlie Hebdo. La sua famiglia non poté vederne il corpo che 24 ore dopo la morte; sospettano manipolazioni. La Polizia giudiziaria sosteneva che si era sparato alla testa, anche se la madre ha detto che non ne aveva le prove. Il commissario di polizia sarebbe stato depresso, accusa negata dal medico di famiglia. Fredou fu trovato morto nel suo ufficio prima della pubblicazione di un rapporto sui legami tra Jeanette Bougrab, ex-addetta stampa di Nicolas Sarkozy, e una vittima dell’attacco, Stéphane Charbonnier, noto come ‘Charb’. Il rapporto tra Bougrab, vicina ai capi del movimento sionista francese, e Charb, fu uno degli aspetti più controversi della storia della strage di Charlie Hebdo. Fredou indagava anche sui fratelli Quachi accusati del massacro. Avevano vissuto a Limoges.
247A097400000578-0-image-m-17_1420801576175Un articolo del giornale Est Républicain tenta di rassicurare il pubblico sulla buona fede del governo francese titolando ‘No, il video dell’attentato non è stato cancellato’, che afferma che il Ministero della Giustizia non ha ordinato la distruzione di prove, ma solo la cancellazione delle immagini dalle telecamere di Nizza. Tale rassicurazione potrebbe bastare a placare chi è restio a mettere in discussione la narrazione sulla guerra al terrore. Ma, come i fischi al primo ministro francese Manuel Valls a Nizza dimostrano, il popolo francese si sveglia. Ora le autorità di polizia giudiziaria e dell’antiterrorismo francesi vogliono distruggere le prove dell’attentato. Nella maggior parte dei casi criminali, chi distrugge o cerca di distruggere le prove di solito cerca di coprire qualcosa. Ho già sottolineato alcune incongruenze nella storia raccontataci sul massacro di Nizza. Non ho affermato che non è successo niente o che nessuno fu ucciso, ma piuttosto che le prove video finora presentate non corrispondono alla storia. Forse nuovi video che provino la storia del governo emergeranno. Speriamo! Se inquirenti e giornalisti dalla comprovata passione per pace, verità ed onestà avessero accesso a questi video, lo SIIL ne sarebbe indebolito, non rafforzato. Ma sarebbe ingenuo credere che il governo francese intenda indebolire lo SIIL, data la dimostrazione incontrovertibile di sostenere chi decapita bambini in Siria. Mentre alcuni troveranno il loro sistema di comfort e giustificazioni turbato da tali notizie, molti altri semplicemente si sveglieranno. Addormentare è facile nel breve termine, ma col tempo la gente si renderà conto che il materasso gli è stato tirato da sotto, così quando si sveglierà per il terribile disagio, sarà troppo tardi. È ora di svegliarsi!

Jeannette Bougrab

Jeannette Bougrab

Gearóid Ó Colmáin giornalista e analista politico irlandese residente a Parigi. Il suo lavoro si concentra su globalizzazione, geopolitica e la lotta di classe.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora