Gli USA non “cambiano priorità” in Siria, hanno perso

Tony Cartalucci, LD 18 aprile 2017Gli Stati Uniti, secondo fonti occidentali, hanno mutato le priorità in Siria non concentrandosi sul cambio di regime a Damasco. In realtà, non si tratta del cambio delle priorità, ma del riconoscimento che le ambizioni degli Stati Uniti in Medio Oriente sono state completamente sconvolte dalla risoluzione siriana, russa e iraniana. Gli Stati Uniti devono ora ricorrere ad azioni secondarie, non meno dannose negli intenti o nel risultato finale rispetto al piano originale, lasciando una regione in guerra dal 2011, con decine di migliaia di morti e la vita comunque sconvolta di milioni di altri. Reuters intitolava “Le priorità degli USA sulla Siria non puntano più a ‘cacciare Assad’: Haley“, indicando che: “La diplomazia degli Stati Uniti sulla Siria per ora non è più volta a far cadere il presidente del Paese devastato dalla guerra, Bashar al-Assad, ha detto l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, allontanandosi dalla posizione iniziale e pubblica dell’amministrazione Obama sul destino di Assad. Il punto di vista dell’amministrazione Trump è in contrasto con le potenze europee, che insistono che Assad deve dimettersi. Il cambio ha attirato un forte rimprovero da almeno due senatori repubblicani”. E se alcuni hanno preso tale annuncio come “prova” che la Casa Bianca ha mantenuto la promessa di ritirarsi dall’avventurismo estero, l’ambasciatrice degli USA alle Nazioni Unite Nikki Haley continuava: “Pensiamo che sia un ostacolo? Sì. Ci siederemo per studiare come cacciarlo? No. Ciò che faremo è fare pressione in modo da poter avviare un cambio in Siria”. “Il cambio in Siria“, tuttavia è alla lettera la divisione della nazione avviata dalla precedente amministrazione Obama. È essenzialmente l’obiettivo secondario tracciato dai politici finanziati dalle multinazionali statunitensi già nel 2012, quando i primi tentativi di cambio di regime alla velocità della luce fallirono e il conflitto siriano divenne una guerra protratta assai distruttiva. Un documento del 2012 della Brookings Institution, intitolato, “Memo 21 sul Medio Oriente: Salvataggio della Siria: valutazione delle opzioni per il cambio di regime“, rivelando che i politici degli Stati Uniti dichiarano apertamente l’intenzione di creare “zone franche”, afferma: “Un’alternativa agli sforzi diplomatici per concentrarsi su come porre fine alle violenze e far accedere gli aiuti umanitari, come avviene sotto la guida di Annan. Questo porterebbe alla creazione di zone franche e corridoi umanitari che dovrebbero essere sostenuti da una forza militare limitata. Ciò,naturalmente non coglie gli obiettivi degli Stati Uniti sulla Siria e manterrebbe Assad al potere. Da questo punto di partenza, tuttavia, è possibile che una vasta coalizione con l’appropriato mandato internazionale potrebbe aggiungere ulteriore azione coercitiva agli sforzi”. Il documento quindi ammette apertamente che, non potendo rovesciare il governo siriano, danneggiare la nazione sarebbe un’alternativa accettabile, sostenendo: “Gli Stati Uniti potrebbero armare l’opposizione pur sapendo che probabilmente non sarà abbastanza potente da rimuovere Assad. Washington potrebbe scegliere di farlo semplicemente nella convinzione che dare al popolo oppresso una certa capacità di resistere agli oppressori sia meglio che non fare niente, anche se tale sostegno ha poche possibilità di trasformare la sconfitta in vittoria. In alternativa, gli Stati Uniti potrebbero decidere che valga ancora la pena colpire e danneggiare il regime di Assad, mantenendo un avversario regionale debole ed evitando i costi dell’intervento diretto”.
A riaffermare l’impegno degli Stati Uniti a tale politica è il segretario di Stato degli USA Rex Tillerson. L’articolo del Guardian, “Rex Tillerson dice che gli USA istituiranno zone di sicurezza per i profughi dallo SIIL“, osserva: “Rex Tillerson ha detto che gli Stati Uniti avrebbero istituito “zone intermedie di stabilità” per aiutare i rifugiati a tornare a casa nella prossima fase della lotta contro Stato islamico e al-Qaida in Siria e Iraq. Il segretario di Stato non ha chiarito dove queste zone vadano istituite. Riuniva 68 Paesi e organizzazioni a Washington per discutere come accelerare la battaglia contro lo SIIL”. L’idea che gli Stati Uniti siano in Siria per “combattere lo Stato Islamico” è un’assurdità documentata. Sono Stati Uniti ed alleati, per loro stessa ammissione, che volevano creare un “principato salafita” in Siria orientale, proprio dove ora c’è lo Stato islamico. Il fantoccio islamista ha un’immensa forza possibile solo tramite una altrettanto immensa sponsorizzazione da vari Stati, Stati Uniti e Europa attraverso gli alleati regionali del Golfo Persico, soprattutto Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti (EAU). L’invio di armi, rifornimenti e terroristi allo Stato Islamico passa da anni dal membro della NATO Turchia, che mantiene estese reti logistiche che collegano i mandati stranieri allo Stato islamico sul territorio siriano che occupa. Al momento dell’entrata della Russia nel conflitto, alla fine del 2015, queste reti logistiche furono devastate dalla forza aerea russa, interrompendole e contribuendo direttamente alla ritirata dello Stato islamico nella regione. L’intervento degli Stati Uniti ora ha due scopi, mantenere la partizione de facto del territorio siriano a cui la presenza dello Stato islamico ha contribuito, sostituendo lo Stato islamico sconfitto con forze statunitensi, e fare sembrare che gli Stati Uniti “sconfiggono” l’ascaro terroristico che hanno creato e mantenuto finché logisticamente, politicamente e militarmente possibile.
La riaffermazione del segretario di Stato Tillerson della politica dell’amministrazione Obama è un altro esempio di “continuità del programma”, e di quanto siano gli interessi speciali di Wall Street, e non i politici di Washington, a dirigere la politica in patria e all’estero, spiegando come due presidenti apparentemente politicamente diametralmente opposti continuino la stessa politica da sei anni. E mentre gli Stati Uniti hanno chiaramente perso nel tentativo di rovesciare il governo della Siria, continuano a perseguire un ordine del giorno per dividere e distruggere lo Stato siriano con ogni mezzo a disposizione. La continua denuncia e resistenza a tali obiettivi ed interessi particolari è essenziale per garantirsi che tale aspetto delle ambizioni degli Stati Uniti in Medio Oriente fallisca comunque. Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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L’attentato di al-Qaida uccide più di 150 tra bambini e donne, a chi importa?

Moon of Alabama 16 aprile 2017

Tra chi ci protegge dagli attacchi delle milizie di Assad ci sono anche i combattenti di Al Nusra, la brigata jihadista…A me non interessa la loro politica: quello che posso dire con certezza è che a livello umanitario sono i numeri uno”.
Fonte: Voci dal Suq

L’opera di bene degli “umanitari numeri uno”.

Max Abrahms @MaxAbrahms – 2:07 PM – 16 aprile 2017
Dopo aver letto decine di storie sul massacro di sciiti in Siria sono giunto alla conclusione che non ci siano colpevoli.

The War Nerd @TheWarNerd – 11:53 – 16 aprile 2017
Troviamo che “almeno 112” rifugiati sciiti sono stati uccisi. Da chi? Oh, è un vero e proprio giallo secondo la Reuters

Due piccole cittadine nel nord del governatorato d’Idlib occupato dai “ribelli”, Fuah e Qafraya, sono assediate dai “ribelli” da oltre due anni. Le forze filo-governative locali le difendono. Gli abitanti sono sciiti e sono visti dai settari “ribelli” sunniti quali infedeli degni solo di morire. Le città sono rifornite dagli elicotteri governativi. Nel frattempo due città occupate dai “ribelli”, vicino a Damasco, Zabadani e Madaya, sono accerchiate dalle forze governative, scarsamente rifornite dai convogli di Nazioni Unite e Croce Rossa. Negli anni vi sono state vendette collegate al destino delle quattro città. In totale circa 20-30000 persone ne sono interessate. Era necessario un accordo di ampio respiro per risolvere una situazione insostenibile. A dicembre un accordo permise lo scambio di civili feriti. Quando autobus portavano via anziani e feriti dalle due città del nord, furono bruciati dai gruppi ribelli. Nuovi autobus furono inviati, ma alla fine lo scambio avvenne. La scorsa settimana un nuovo accordo fu raggiunto sul completo scambio di popolazione delle città. Tutti gli abitanti della città del nord dovevano essere portati nelle aree governative. Tutti gli abitanti delle città del sud nelle aree occupate dai “ribelli”. L’Iran parlava per il governo siriano, e il Qatar protettore dei “ribelli” radicali, negoziava l’accordo. Ci sono molte altre questioni sulla trattativa tra cui gli ostaggi del Qatar detenuti da gruppi sciiti in Iraq, grandi tangenti del Qatar ai gruppi (al-Qaida) e altri aspetti nascosti. I gruppi “ribelli” ad Idilb o allineati con al-Qaida in Siria o con Ahrar al-Sham sponsorizzato dal Qatar. Ahrar al-Sahm è il gruppo responsabile dello scambio della popolazione. Parti di al-Qaida sono pubblicamente in disaccordo.
Ieri circa 5000 abitanti delle città del nord, soprattutto donne e bambini, venivano trasportati dal convoglio di autobus ad Aleppo, ma furono fermati mentre erano ancora nella zona controllata dai “ribelli”. Gli abitanti della città meridionale erano stati portati ad Aleppo e sorvegliati dal governo. Alcuni ulteriori negoziati su un problema minore erano in corso. I civili nei loro autobus, per lo più anziani, donne e bambini, erano sorvegliati dai “ribelli” di Ahrar al Sham. Erano affamati. Qualcuno comparì a distribuire patatine. Quando i bambini vi si affollarono attorno, un’auto blu giunse e si ebbe la grande esplosione. Quattro autobus pieni di gente e numerose auto furono completamente distrutti.

Lo scimmione trump e le vacche che ha per moglie e figlie, non avranno nulla da dire.

127 del civili, a soli uno o due km dalla zona di sicurezza del governo, furono uccisi dall’attacco suicidio, tra cui 95 bambini. Molti di più furono feriti. Un numero imprecisato di “ribelli” di Ahrar al-Sham fu ucciso. Non v’è alcun serio disaccordo su ciò che è successo. E’ ovvio che l’attacco suicida è stato commesso da al-Qaida in Siria. Nessun elemento governativo avrebbe potuto attraversare il territorio occupato dai terroristi. Le forze governative non hanno mai effettuato attacchi suicidi, mentre al-Qaida e Ahrar al-Sham ne hanno commessi centinaia. Questo era un attacco suicida dei “ribelli”, probabilmente al-Qaida, contro i profughi filo-governativi. Ma BBC, CNN e altri media occidentali non lo diranno. La CNN ha definito il massacro “incidente di percorso“. Il primo articolo da Washington era illustrato con una scena bucolica di “sciiti” in un campo. Gli articoli nascondono al lettore medio gli autori della strage. Non dicono chi fossero i probabili colpevoli e alcuni insinuano, contro ogni logica, che sia il governo. L’ultimo articolo della BBC sul massacro è uno dei peggiori di tale propaganda. Si supponga per un momento di non aver letto quanto sopra, solo il seguente:
Siria: ‘Almeno 68 bambini tra i 126 uccisi’ nell’attentato ai bus
Almeno 68 bambini sono tra le 126 persone uccise nell’attentato agli autobus che trasportavano gli evacuati dalle città assediate, dicono gli attivisti. Un veicolo imbottito di esplosivo ha colpito il convoglio nei pressi di Aleppo”.
L’80% dei lettori leggerà solo il titolo e forse le prime righe. Chi li ha uccisi? Chi ha effettivamente letto saprà che alcune vittime erano sciiti e che “gli evacuati dalle città governative sono stati uccisi insieme a operatori umanitari e soldati ribelli“. (Da quando i predoni tagliagole di Ahrar sono “soldati”? Come lo era questo tizio? Anche lui un “soldato”). La storia della BBC continua ad insinuare che il governo l’ha fatto perché i “ribelli” non lo farebbero: “E’ successo quando un veicolo carico di cibo è arrivato ed ha iniziato a distribuire patatine, attirando molti bambini prima di esplodere, dice la corrispondente della BBC Lina Sinjab. Ha detto che non era chiaro come il veicolo potesse raggiungere la zona senza il permesso del governo. Ma non c’è neanche alcuna prova che i ribelli siano coinvolti nell’attacco, come il governo sostiene. Non sarebbe nell’interesse dei ribelli, secondo la nostro corrispondente, mentre attendevano che i propri sostenitori venissero evacuati dalle altre città”. Ho letto un sacco di propaganda anti-siriana, ma mai roba così ignobile. “Non era chiaro come il veicolo avrebbe potuto raggiungere la zona senza il permesso del governo.” Bene, un veicolo da quella zona potrebbe arrivare alla sede della BBC a Londra, esplodere e uccidere molte persone senza il “permesso del governo siriano”. (Forse dovrebbe. Solo a scopo dimostrativo). E il territorio occupato dai “ribelli” ha le frontiere aperte con la Turchia da cui vengono riforniti. Qualsiasi gruppo “ribelle” che ha commesso attentati suicidi negli ultimi anni vi ha libero accesso. La corrispondente della BBC e i suoi editori lo sanno bene. Sanno anche che “i ribelli” non sono uniti e che hanno interessi divergenti. E’ del tutto chiaro chi ha commesso tale massacro. Ma la BBC insinua che “il governo l’ha fatto”. Vi sono sono morte più persone che nell’incidente chimico di Qan Shayqun, che ha ucciso alcune persone in una zona occupata dai terroristi. L’incidente fu probabilmente un attacco false flag inscenato dai “ribelli” senza alcun coinvolgimento del governo. Un rapporto a Trump del NSC mentiva su prove che il governo siriano fosse colpevole di tale incidente e gli Stati Uniti bombardarono uno degli aeroporti siriani. 95 bambini sono stati bruciati e maciullati dall’attacco suicida e non saranno onorati quali “bellissimi bambini”, come Trump definì due bambini biondi in una foto di Qan Shayqun. I bambini uccisi ieri erano sfollati “pro-regime” (secondo la CNN) e non meritano tale onore. Le vittime della strage di ieri avranno assai meno seguito mediatico delle quattro vittime realmente documentate dell’incidente di Qan Shayqun. Quel che riceveranno sarà vilipendio di cadavere, con la BBC che offende il popolo siriano che sostiene il proprio governo. Damasco ha deciso che l’accordo e l’evacuazione continuino, nonostante il massacro. Le due città di Idlib sono indifendibili contro un ampio attacco. Alcuna grande operazione del governo su Idlib può avvenire mentre sono tenute in ostaggio.
Eliah J. Magnier indica ulteriori dettagli sull’accordo di scambio delle “4 città”. Ne ha twittato i passi principali: “Elijah J. Magnier @EjmAlrai
L'”accordo della quattro città” comprende ostaggi del Qatar, denaro, prigionieri di guerra, prigionieri e corpi.
Si è conclusa la prima fase (evacuare i civili di età inferiore ai 15 anni).
Il secondo passaggio evacuerà tutti i terroristi.
Il terzo sarà lo scambio di prigionieri e cadaveri detenuti da Damasco, Hezbollah e al-Qaida.
Il quarto sarà la liberazione degli ostaggi del Qatar detenuti in Iraq (non ancora rilasciati) e il pagamento di un riscatto ad al-Qaida”.

Mentana, goracci, formigli, santoro, paccoquotidaino e raiberlusky24orediballe, e altri fantocci di regime, non diranno mai che l’attentato è opera dei ‘ribbbelli moderati’, e cercheranno di attribuirlo all’Esercito arabo siriaino, come da velina della CIA e della sua sciacquetta, il contessino gentiglione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA proposero un piano per attacchi chimici contro la Siria e accusarne Assad

Louise Boyle, Daily Mail 29 gennaio 2013

Le email trapelate dimostrerebbero che la Casa Bianca diede il via libera ad un attacco con armi chimiche in Siria da poter attribuire al regime di Assad e istigare l’azione militare internazionale nel Paese devastato. Un rapporto contiene lo scambio di email tra i due alti funzionari e un imprenditore in Gran Bretagna, la Britam defense, delineando un piano ‘approvato da Washington’ e spiegando che il Qatar avrebbe finanziato l’acquisto di armi chimiche da parte dei terroristi in Siria. Barack Obama chiariva al Presidente siriano Bashar al-Assad il mese precedente che gli Stati Uniti non avrebbero tollerato che la Siria usasse armi chimiche contro il proprio popolo. Secondo Infowars.com, l’e-mail del 25 dicembre fu inviata dal Business Development Director della Britam David Goulding al fondatore dell’azienda Philip Doughty. Si legge:
Phil… Abbiamo una nuova offerta. Si tratta ancora della Siria. Il Qatar propone un accordo attraente e giura che l’idea è stata approvata da Washington. Dovremo fornire una CW (arma chimica NdT) a Homs, una g-shell di origine sovietica della Libia, simile a quelle che Assad dovrebbe avere. Ci vogliono far schierare nostro personale ucraino che dovrebbe parlare russo e girarvi un video. Francamente, non credo che sia una buona idea, ma gli importi proposti sono enormi. La tua opinione?
Cordiali saluti, David
Britam Defense non rispose a una richiesta di commento del MailOnline. Le e-mail furono diffuse da un hacker malese che ottenne anche i curricula e le copie dei passaporti dei dirigenti tramite un server aziendale non protetto, secondo Cyber War News. Il profilo Linkedin di Dave Goulding l’annovera come Business Development Director della Britam Defense Ltd., nella Sicurezza e Investigazioni. Un profilo della rete di business indica Phil Doughty Chief Operating Officer della Britam, Emirati Arabi Uniti, nella Sicurezza e Investigazioni. Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti non rispose a una richiesta di commento sui presunti messaggi di posta elettronica del MailOnline. Tuttavia l’uso di armi chimiche fu sollevato a una conferenza stampa a Washington il 28 gennaio. Un portavoce disse che gli Stati Uniti aderiscono alla Comunità internazionale nell’“impostare linee rosse comuni sulle conseguenze dell’utilizzo di armi chimiche”. Un cablo del governo degli Stati Uniti rivelava che fosse probabile che l’Esercito siriano avesse usato armi chimiche nell’attacco ad Homs nel dicembre (2012). Il documento, rivelato da The Cable, indicava i risultati di un’indagine di Scott Frederic Kilner, console generale degli Stati Uniti a Istanbul, sulle accuse secondo cui l’esercito siriano avrebbe usato armi chimiche nell’attacco del 23 dicembre. Un funzionario dell’amministrazione Obama che ebbe accesso al documento avrebbe detto: “Non possiamo sicuramente dirlo al 100 per cento, ma i contatti siriani (i terroristi? NdT) sono convincenti sull’uso dell’Agente-15 ad Homs il 23 dicembre”. L’indagine di Kilner includeva interviste con civili, medici e terroristi presenti all’attacco, così come all’ex-capo generale del programma ADM siriano Mustafa al-Shayq. Il Dr. Nashuan Abu Abdu, un neurologo a Homs, disse che furono utilizzate alcune armi chimiche. Aveva detto a The Cable: “Era un’arma chimica, ne siamo sicuri perché il gas lacrimogeno non può causare la morte di persone”. Testimonianze rivelavano che un carro armato avrebbe lanciato armi chimiche e causato nelle persone esposte nausea, vomito, dolori addominali, delirio, convulsioni e difficoltà respiratorie. I sintomi indicano che il composto Agente-15 ne fosse responsabile. La Siria negava l’uso di armi chimiche e affermava che non l’avrebbe mai usate contro i propri cittadini.
Parlando ai giornalisti del Pentagono, il segretario alla Difesa Leon Panetta aveva detto che la sua maggiore preoccupazione era come Stati Uniti ed alleati potevano rendere sicuri i siti di armi chimiche e biologiche in Siria e garantirsi che i componenti non finissero nelle mani sbagliate se il regime cadesse, soprattutto in condizioni violente. Forze governative e ribelli venivano accusati da gruppi per i diritti umani di attuare una guerra brutale in 22 mesi di conflitto, causando più di 60000 morti.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’imbecille Trump annuncia il supporto ai terroristi

Ziad al-Fadil, Syrian Perspective, 7/4/2017

Solo una persona vile come Hillary Clinton chiederebbe ulteriori bombardamenti della Siria nell’ambito di un piano per sostituire un governo popolare, laico e progressista con quello degli scarafaggi sauditi. E tuttavia, questo è esattamente ciò che Trump ha ora intrapreso. Che siamo sempre più vicini alla Terza Guerra Mondiale non preoccupa il fesso di Washington. Che Trump abbia scavalcato il Congresso nella dichiarazione di guerra alla Siria non dovrebbe spaventare nessuno. Ha dimostrato più e più volte che non è disposto a giocare secondo le regole dei padri fondatori di questo Paese, decise in qualcosa di umile come la Costituzione americana. Ha violato il diritto internazionale colpendo una base militare di un Paese sovrano. Non ha cercato alcun permesso dalle Nazioni Unite. La sua azione ora sottolineerà ulteriormente l’ipocrisia pura con cui le nazioni occidentali operano, riaccendendo l’ira anti-americana dei popoli arabi dall’Iraq al Marocco. Ma cerchiamo di spiegare ciò che è successo nella base aerea al-Shayrat, 30 miglia a sud-est di Homs. Gli Stati Uniti, non volendo perdere eventuali piloti con i missili antiaerei siriani, i capi del Pentagono, che non vincono una guerra dall’invasione dell’isoletta caraibica di Grenada dell’imbecille Reagan, decisero di utilizzare 59 missili Tomahawk sparati dal Golfo Persico. Ora, a credere alle sciocchezze di Washington, dovremmo pensare che i missili furono sparati dopo aver preavvisato i russi del piano. Facendo anche credere che i missili furono sparati contro aree in cui non si trovava personale. Inoltre, diventa necessario ingoiare la menzogna secondo cui la base contenesse bombe di gas Sarin (semmai quello “esilarante”), e che i missili furono programmati per non colpire gli impianti della base che contenessero le bombe, evitando che i gas velenosi raggiungessero i centri popolati! Pura comicità.
Lo stupido Trump proprio non capisce. Come San Paolo, ha recentemente avuto una rivelazione in sogno sulla via di Damasco. Ha improvvisamente cambiato idea sul Dr. Assad. Oh, veramente? Vedete, il piano idiota di stoccare gas di cloro e Sarin prodotto dai turchi ad est di Qan Shayqun, in un deposito di armi e munizioni bersaglio degli aerei siriani, aveva per scopo uccidere il maggior numero di civili possibile, così Trump avrebbe usato la violenza per correggere un’ingiustizia subito dopo l’evento fabbricato, senza basarsi su indagini, dimostrando soltanto che gli Stati Uniti sono dietro l’operazione. Trump ha sacrificato 70 siriani inermi per attuare il suo ridicolo piano per trascinare gli Stati Uniti in un’altra guerra, e questo dopo aver fatto numerose promesse al popolo che non l’avrebbe fatto. È un bugiardo ed anche un criminale di guerra. La mancata sostituzione dell’Obamacare l’ha trasformato in un mostro rabbioso capace di qualsiasi atrocità od oscenità. Sente il bisogno di distogliere l’attenzione dai suoi fallimenti facendo ciò che tutti i tiranni diabolici fanno: inventarsi una guerra per distogliere l’attenzione. Il suo piano per erigere un muro tra Stati Uniti e Messico, pagato dal governo messicano, è stato ridicolizzato e insultato da entrambi i popoli, e sembra che i messicani cerchino nuovi partner commerciali. Trump, la cui base elettorale nel Midwest ha iniziato a contrarsi nervosamente al pensiero di perdere miliardi in vendite nel Messico, ora va distraendola con una nuova guerra ideata da Trump braghetta e dai suoi nuovi criminali amici della CIA e talpe sioniste neo-con, tutti orgogliosamente promossi dai relitti New York Times e Washington Post. Ma qualcosa di buono ne verrà fuori dall’attacco ad al-Shayrat:
In primo luogo, sembra che la Russia sia il bersaglio di tale assalto ingiustificato alla sovranità della Siria, Stato membro delle Nazioni Unite. Da Putin ci si può aspettare la fine di tutti i protocolli e le intese con gli Stati Uniti su “cooperazione e coordinamento” in Siria. L’idea era inutile fin dall’inizio. Gli Stati Uniti hanno sempre sostenuto i terroristi. Come poteva Putin credere di potersi fidare degli Stati Uniti in qualsiasi modo? Ora, il gatto è fuori dal sacco e lo si vede, proprio come nell’attacco dello SIIL al monte al-Tharda dopo l’assurdo attacco aereo alle truppe dell’Esercito arabo siriano da parte delle cosiddette forze della “coalizione”; l’attacco alla nostra base aerea è stato seguito dall’assalto dello SIIL per riprendersi il proficuo giacimento di gas della zona del monte al-Shair. Che coincidenza!! E per rendere le cose più interessanti, tale attacco, a differenza dell’assalto sul monte Thardah, era assolutamente intenzionale creando una situazione in cui il governo siriano ha il pieno diritto di dichiarare guerra agli Stati Uniti.
In secondo luogo, ci aspettiamo qualche grave violenza anti-americana come risultato di tale attacco. Prevediamo enormi manifestazioni in Libano e Iraq, in cui verrà messa in discussione la presenza degli USA. Il presidente del Libano Michel Aoun non ha condannato l’attacco, ancora, ma sarà sotto un’immensa pressione dagli alleati politici di Hezbollah. In Iraq, il primo ministro al-Abadi sarà sotto pressione ancora maggiore affinché rompa con gli Stati Uniti dopo tale attacco ingiustificato alla Siria. Sarà spinto ad avere rapporti più forti con Mosca, in attesa con malcelato interesse alla prospettiva di far attraccare le sue navi da guerra nel Golfo Persico e accedere direttamente nell’Oceano Indiano.
In terzo luogo, ora l’Iran o avanza o sta zitto. In molte aree del Golfo, l’Iran potrebbe iniziare a smuovere le acque. Bahrayn e coste orientali dell’Arabia Saudita sono gli obiettivi principali. Meglio ancora, un maggiore approccio nell’aiutare gli yemeniti a schiacciare il tentativo saudita di sconfiggere il legittimo movimento di lotta Ansarullah con la fame e un barbaro genocidio supportato dagli USA. Il gatto è fuori dal sacco. Ogni volta che arabi muoiono di fame e sono uccisi senza pietà, appare Washington DC al comando, in Yemen, Libia, Siria e Iraq di Saddam. Gli Stati Uniti hanno ucciso oltre 2 milioni di arabi, per lo più musulmani, e tuttavia troviamo le artigliate di Stati Uniti, Gran Bretagna e loro alleati in ogni fessura in cui c’è un progresso arabo.
In quarto luogo, in Siria molti nell’opposizione riconsidereranno i benefici del sostegno statunitense. Lo si vedrà nelle strade delle principali città della Siria, dove Washington sarà insultata e l’effigie di Trump crocifissa più e più volte. Solo i terroristi wahabiti, sostenuti dalla cupidigia inglese, dai puzzolenti francesi, dai sauditi pre-cambriani, dagli asini turchi, dai pedofili del Qatar e dal loro harem di catamiti allieteranno il Miles Gloriosus di Washington, facendo il tifo per Trump deciso a sostenere il terrorismo, dando così al terrorismo in Siria il tanto necessario sostegno nel continuare lo stupro di un Paese liberatosi con successo dal debito e sulla sua via d’uscita dal Terzo mondo. Trump s’è fatto il letto e dovrà dormirci. Ma nel letto vi saranno ospiti indesiderati come topi sionisti, famelici produttori di armi e barbuti sodomiti wahabiti. Tutte le promesse elettorali saranno come le settantadue belle urie che attendono il martire jihadista, uno sguardo fugace nel vuoto, nell’abisso, un vuoto dagli occhi bui, solo bugie.
Quinto, l’ancora maggiore l’impegno della Russia in Siria. Era già abbastanza brutto quando la disonestà combinata di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti portò all’importante risoluzione del Consiglio di Sicurezza che autorizzò la forza contro la Libia di Gheddafi con il pretesto che il leader libico commettesse atrocità contro il popolo, portando all’estromissione barbara di un leader che i russi vedevano come amico e socio. Tale bugia propalata da una cabala di selvaggi occidentali ha convinto Vladimir Putin che gli euro-americani campano solo di guerra e conquista e non vanno mai considerati attendibili. In ogni caso, Putin s’è dedicato alla guerra in Siria quale rifiuto russo al piano occidentale di dominio della Terra; ha dato l’aiuto sufficiente al nostro esercito nella guerra al terrorismo d’ispirazione turco-saudita, ribaltando la situazione i cui cattivi assassini si oppongono al secolarismo e al progresso. Ora, con tale insulto in piena vigore, la Russia prevede di triplicare l’impegno con le Forze Armate siriane. Se le larve terroristiche pensano che l’attacco a Shayrat gli sia vantaggioso, vedranno l’inizio dello sterminio ad Idlib.
Trump ha dimostrato ancora una volta di essere un maestro del disastro. Se gli statunitensi davvero credono che la base aerea di Shayrat fosse un deposito di bombe di gas, avrebbero dovuto sapere dove il gas fosse stoccato. Se hanno usato 59 missili Tomahawk contro la base, ciascuno con un carico bellico 500 kg di esplosivi, allora come potevano essere certi che non avrebbero fatto esplodere il Sarin depositato nella base? Si potrebbe supporre che avrebbero attaccato una base senza gas pericolosi e letali, che persone razionali avrebbero conosciuto. Salvo che volessero far esplodere il Sarin, per farla pagare all’Esercito arabo siriano per l’impiego a Qan Shayqun. E adesso che alcun gas è stato rilevato, si dimostra soltanto che il gas, cloro o Sarin, non era nella base e che Trump dovrà coprirsi il capo di cenere. Questi missili sono considerati “intelligenti”, ma in verità sono molto stupidi. Non distinguono tra aerei, hangar e contenitori di gas nervino e non risparmiano vite umane. Il governo siriano ha annunciato la morte di 7 esseri umani grazie all’assassino Trump. L’avevo voto perché l’alternativa era così malvagia da non poterla sopportare. Sapevo che era una scelta obbligata. Era una scelta tra scemo e più scemo. Ma riflettendo sulla mia decisione, mi rendo conto che nel mondo panglossiano, Trump era meglio di tutti i possibili degenerati.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA attaccano la base aerea siriana di al-Shayrat

Cassad, 7 aprile 2017

Nella notte i cacciatorpediniere degli USA Porter e Ross hanno lanciato 59 missili Tomahawk sulla base aerea al-Shayrat in Siria. La votazione dell’attacco al Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla Siria non aveva portato a nulla, ed era stata rinviata a tempo indeterminato. Secondo il Pentagono, la Russia è stata avvertita dell’attacco sul territorio della base aerea siriana, su cui di primo mattino ha lanciato 59 missili Tomahawk, affinché i russi la sgombrassero, se c’erano. La base aerea dal 2015 veniva usata come base di supporto per le VKS russe. Secondo i dati preliminari sono state danneggiate le piste e le infrastrutture e secondo i siriani 4 persone sono state uccise. La maggior parte del personale era stato evacuati prima dell’attacco, indicando la ricezione dell’avvertimento.
La Bolivia in questa occasione ha chiesto di convocare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per discutere l’aggressione degli Stati Uniti. L’Iran ha condannato l’attacco. L’Arabia Saudita li sostiene. Washington ha detto che la base aerea Shayrat veniva utilizzato dall’Aeronautica della Siria per l'”attacco chimico” (non è difficile notare, nei fatti in questo caso, che ciò non significa niente). Il califfato dopo l’attacco missilistico lanciava un’offensiva a Homs est. Mosca ha reagito con dichiarazioni di delusione, a seguito di questo passo, e dovrebbe essere previsto un importante cambio dei rapporti USA-Russia. Alla luce di ciò, la probabilità di accordi innovativi ai colloqui Lavrov-Tillerson del 12 aprile sono al lumicino. Secondo fonti siriane, l’attacco alla base aerea di Shayrat rientra nelle operazioni dell’EAS contro il califfato nella liberazione di Homs e Palmyra. Secondo altri, i morti sono 5 e i feriti 7.
IL Cremlino descrive l’attacco su Shayrat come tentativo di distogliere l’attenzione dalle numerose vittime degli attacchi aerei statunitensi in Iraq (nell’assalto a Mosul) e affliggeranno le relazioni USA-Russia. Il Presidente russo Vladimir Putin dice che l’aggressione degli Stati Uniti alla Siria, nazione sovrana, viola il diritto internazionale con falsi pretesti. Su questo, come riporta RIA Novosti,il segretario stampa Dmitrij Peskov ha detto che “l’esercito siriano non possiede scorte di armi chimiche“. “La distruzione di tutte le scorte di armi chimiche da parte delle Forze Armate siriane è stata confermata dalla OPCW e dall’Otfiksirovan, le agenzie specializzate delle Nazioni Unite“, ha ricordato. “Allo stesso tempo, secondo Putin, il completo disprezzo dell’uso di armi chimiche da parte dei terroristi peggiora significativamente la situazione“, ha detto Peskov. Inoltre, il capo dello Stato vede la Siria colpita nel tentativo degli Stati Uniti di distogliere l’attenzione del mondo dalle numerose vittime tra la popolazione civile in Iraq. Il presidente russo ritiene che questo passo di Washington pregiudichi sensibilmente i rapporti USA-Russia, già in condizioni deplorevoli. “E soprattutto, secondo Putin, questo passo non ci avvicina alla meta finale della lotta al terrorismo internazionale, ma piuttosto crea un serio ostacolo alla creazione di una coalizione internazionale contro di esso, e nella risposta efficace a questo male mondiale che, tra l’altro, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciò come uno dei compiti principali durante la sua campagna elettorale“, ha detto Peskov.
La Federazione Russa ha richiesto la ri-convocazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU sulla Siria. Israele e il Regno Unito hanno sostenuto gli attacchi degli Stati Uniti su Shayrat.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora