Chi oserebbe bombardare la Russia?

Valentin Vasilescu,  ACS-RSS 5 gennaio 2015 – Reseau International

La superiorità aerea su cui si basano gli Stati Uniti nei loro recenti attacchi, vale zero davanti ai sistemi di rilevamento della Russia. Questo è il messaggio della Russia con gli ultimi suoi raid aerei nello spazio aereo internazionale europeo.radarcoveragewest_2La stampa occidentale riteneva con certezza che nei primi mesi del 2014, un intervento della NATO contro la Russia secondo il modello applicato all’ex-Jugoslavia nel 1999. Il motivo erano le esilaranti dichiarazioni del Capo di Stato Maggiore statunitense ammiraglio John Kirby “dopo il tramonto della cortina di ferro, la Russia ha sempre avanzato arrivando ai confini della NATO“. La predizione della stampa occidentale si è dimostrata piuttosto infondata. D’altro canto, la Russia abbraccia due continenti e ha una quantità enorme di efficaci mezzi da combattimento. Tuttavia, per rispondere il più rapidamente possibile a un’aggressione convenzionale, il Cremlino ha bisogno di sofisticati sistemi automatizzati di comando e informazione dotati di sistemi di rilevazione e armi ad alta precisione. Negli ultimi mesi, formazioni di oltre 20-30 aerei da guerra russi hanno cominciato ad evoluire nello spazio aereo internazionale in prossimità degli Stati membri della NATO nell’Europa dell’ovest, del nord e sud-orientale, testando fino a che punto si sia ridotto il livello di prontezza dell’aeronautica di tali Paesi, utilizzando anche i propri sistemi automatizzati di comando e informazione. Riferendosi a tale processo, il generale Philip Breedlove aveva detto “Penso che i russi c’inviano il messaggio di essere una grande potenza“. L’intersezione nel traffico, estremamente denso nella zona di Eurocontrol, di aerei militari russi in addestramento, senza causare collisioni o premettere incidenti con aerei civili o militari, non era possibile senza il monitoraggio costante e il controllo radar permanente della nuova rete radiotecnica “590” dell’esercito russo. La rete 590 ha diverse migliaia di sistemi di memoria e server dedicati dalla potenza di calcolo di ultima generazione utilizzante microprocessori e apparecchiature di comunicazione satellitari. I microprocessori russi permettono il riconoscimento dei tipi di velivoli, l’inseguimento automatico degli aeromobili nell’area Eurocontrol rilevati dalla rete radar “590” e l’estrapolazione della rotta di ognuno di essi, a seconda della rotta dichiarata, velocità e specifiche tecniche. Per la ricognizione aerea a lungo raggio al confine occidentale della Russia, il 2 dicembre 2013 è stato introdotto nell’arsenale dell’esercito russo il più complesso e più moderno sistema radar del mondo, conosciuto come 29B6-Container. Questa un’unità d’élite denominata “590” dai russi, è la rete responsabile della rivelazione di bersagli aerospaziali ad ovest, nord e sud. Il radar 29B6 ha un campo d’apertura di 240° e controlla lo spazio aereo per 3000 km, coprendo tutta l’Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente e può inseguire bersagli aerei (compresi missili da crociera) che volano fino a 100 km di quota.
Il radar 29B6 è un sistema bi-statico con trasmittenti e riceventi distinte e collocate a distanza l’una dall’altra. L’antenna trasmittente ha una lunghezza di 440 m e comprende 36 elementi; si trova a Nizhnij Novgorod (250 km a est di Mosca). L’antenna ricevente del 29B6 è a Kovilkino (150 km a sud di Nizhnij Novgorod) e comprende antenne alte 35 metri che si estendono per 1,3 km. Il sistema radar 29B6 fa parte della famiglia “Duga“, come il RO-4 di Sebastopoli che opera su banda ad onde corte, chiamate anche UHF (frequenza 3-30 MHz). (ACS-RSS)
Il campo elettromagnetico emesso dall’antenna del radar equivale all’energia elettrica consumata da una città di 100000 abitanti. Globalmente, il 99% dei radar militari di scoperta e puntamento (schierati a terra, su navi o aeromobili, compresi gli AWACS) opera nelle bande centimetrica e millimetrica. I fasci elettromagnetici emessi da radar centimetrici e millimetrici parallelamente al terreno, non possono superare i rilievi, ed inoltre, questi radar hanno limitate prestazioni per la curvatura della Terra, arrivando a una distanza massima di scoperta di 300-500 km. A differenza di questi, i radar a banda ultra-corta emettono raggi con un angolo che arriva a 45 gradi dal suolo, riflettendosi ripetutamente dallo strato ionosferico dell’atmosfera terrestre. La riflessione ionosferica comporta scarsa perdita di segnale. Tale caratteristica permette ai radar della famiglia Duga di disporre di un’area di rilevamento dei bersagli aerei ampia da 400 a 4000 km dalla stazione trasmittente. Così un missile da crociera Tomahawk o aeromobili stealth come F-22, B-2 e F-35, per esempio, possono essere rilevati dai radar situati nel territorio della Russia mentre volano sull’Oceano Atlantico. Il super-radar 29B6 è stato progettato da NPK NIIDAR, lo stesso costruttore del radar antimissile 77Ja6DM-Voronezh, che ha un raggio di scoperta pari a 6000 km. La Russia ha posto ai confini occidentale e settentrionale una serie di radar tipo sistem: dall’aeroporto Dunaevka nell’enclave di Kaliningrad a Lekhtusi (vicino a San Pietroburgo) e Olenegorsk nella penisola di Kola, al confine con la Finlandia. Tutti questi radar sono collegati ad un altro dello stesso tipo che si trova ad Armavir in Transcaucasia, vicino al Mar Nero, un centro comando e controllo C4I e spaziale che incorpora questi radar, insieme ai satelliti da ricognizione militari, nella rete radiotecnica “590” dell’esercito russo.
Collegato strettamente a quanto detto, ritengo sia quanto segue, la parte più interessante del discorso del Presidente Putin al Club Internazionale Valdaj di Sochi del 24 ottobre 2014: “tutti i sistemi di sicurezza collettiva del mondo sono oggi in rovina. Non ci sono più garanzie di sicurezza internazionali per nessuno. L’entità che le ha distrutte ha un nome: Stati Uniti d’America“.

img_0829Valentin Vasilescu – ACS-RSS Giornale manifesto per capire il mondo russo, pubblicato dall’Associazione per la cooperazione strategica, diplomatica, economica, culturale ed educativa con la Russia e lo spazio slavo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina testa ancora il nuovo velivolo ipersonico

Sputnik 5/12/2014

La Cina ha compiuto il terzo test del suo nuovo Velivolo Ipersonico (HGV) d’attacco, che vola ad otto volte la velocità del suono ed evita il sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti. Il test è stato monitorato dai servizi segreti statunitensi.17450588La Cina ha condotto l’ennesima prova del suo nuovo Hypersonic Glide Vehicle (HGV) soprannominato dal Pentagono WU-14, secondo il sito web Washington Free Beacon. Il test è il terzo del nuovo velivolo iper-veloce capace di volare ad otto volte la velocità del suono e di evitare il sistema di difesa antimissile degli Stati Uniti, dopo i due precedenti lanci del 9 gennaio e 7 agosto. Il test è stato monitorato dalle agenzie d’intelligence degli Stati Uniti. “Sappiamo di segnalazioni relative a questa prova e monitoriamo le attività della difesa straniera“, afferma il Washington Free Beacon citando il tenente-colonnello dei Marine Corps Jeff Pool, “Tuttavia, non commentiamo le nostre intelligence e valutazioni dei sistemi d’arma stranieri“, ha aggiunto. Il tenente-colonnello Jeff Pool ha anche osservato che il Pentagono incoraggia la Cina ad adottare una maggiore trasparenza sugli investimenti per la difesa e gli obiettivi militari, al fine di “evitare errori di calcolo”.
Le precedenti prove del velivolo hanno dimostrato che il WU-14 può trasportare testate nucleari ad una velocità superiore a Mach 10, o 12360 chilometri all’ora. Il HGV è destinato a resistere alle contromisure antimissile balistico più dei veicoli di rientro convenzionali. I veicoli di rientro normali attraversano l’atmosfera con una traiettoria balistica prevedibile, ma le loro velocità elevate ne rendono estremamente difficile l’intercettazione. Ma alla fine degli anni ’80, tuttavia alcuni Paesi iniziarono a sviluppare missili intercettori progettati per distruggere tali veicoli di rientro balistico. L’aliante ipersonico HGV potrebbe manovrare rientrando nell’atmosfera e avvicinandosi all’obiettivo con una traiettoria relativamente bassa, diminuendo il tempo per essere rilevato, abbattuto, o (se l’attacco iniziale fallisse) rintracciato. Il volo manovrato lo rende più maneggevole e ne amplia la gittata. Un velivolo come il WU-14 può essere usato da vari missili balistici cinesi, come il missile a medio raggio DF-21 e i missili balistici intercontinentali DF-31 e DF-41, estendendone la gittata da 2000 km a 3000 km e da 8000 km a 12000 km rispettivamente.
La seconda prova del velivolo fu un fallimento, in quanto si frammentò subito dopo il lancio.

 

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Il velivolo d’attacco ipersonico cinese può infrangere lo scudo antimissile degli USA
Sputnik 5/12/2014

L’esperto di tecnologia della difesa Igor Korotchenko ha detto a Sputnik che il successo del test del velivolo d’attacco ipersonico cinese può influenzare la sicurezza nazionale degli USA.

China_has_conducted_second_flight_test_of_of_its_new_WU-14_hypersonic_glide_vehicle_HGV_640_001Igor Korotchenko, direttore del Centro analisi del commercio mondiale delle armi, ha detto a Sputnik che il riuscito test del velivolo d’attacco ipersonico (HGV) cinese dimostra il potenziale cinese nell’influenzare seriamente la sicurezza nazionale statunitense. “L’ansia degli USA s’incentra sul fatto che la Cina sperimenta attivamente armi ipersoniche, quasi impossibili da intercettare con i sistemi di difesa missilistica attualmente disponibili negli Stati Uniti“, ha detto Korotchenko a Sputnik. In precedenza era stato riferito che la Cina aveva condotto un altro test del HGV, soprannominato WU-14 dal Pentagono, un velivolo ad ultra-alta velocità che vola anche ad otto volte la velocità del suono. I test precedenti del velivolo avevano dimostrato la capacità di trasportare testate nucleari ad una velocità superiore a Mach 10, o 12359 km/h. L’arma sperimentale, che mira a contrastare le contromisure antibalistiche, attacca l’obiettivo con un volo a quota relativamente bassa, riducendo la probabilità di rilevamento e contromisure di un qualsiasi nemico. La produzione in serie di tale vettore potrebbe inoltre estenderebbe di un terzo la gittata dei missili balistici intercontinentali cinesi. Korotchenko ha osservato che la creazione di tali sistemi da parte della Cina “dimostra la capacità del Paese di produrre la tecnologia necessaria per influenzare (negativamente) la sicurezza nazionale degli USA“. “Allo stato attuale, l’industria della difesa della Cina riconosce il concetto che gli Stati Uniti sono il principale nemico del Paese. I cinesi sviluppano piani militari e configurano le forze e la volontà del Paese nel costruire una flotta di portaerei, e ciò nel quadro della rivalità con gli Stati Uniti“, ha detto Korotchenko. “Pertanto, i commenti negativi sui media statunitensi riflettono il fatto che gli Stati Uniti comprendono la portata della crescita militare della Cina, e ne sono allarmati“, ha aggiunto l’esperto.
Korochenko ha notato anche che la Russia lavora attivamente allo sviluppo della tecnologia ipersonica, con il recente ‘scongelamento’ degli sviluppi, fermati negli anni ’80 dal crollo dell’Unione Sovietica. Tra le aziende che lavorano su ciò vi è l’azienda statale Tactical Missiles Corporation JSC.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

S-400 alla Cina

Dedefensa, 1 dicembre 2014s-400 TriumfLa firma di un accordo importante su armamenti tra Russia e Cina è stato appena annunciata. Al costo di 3 miliardi di dollari, riguarda “almeno” sei battaglioni di missili anti-aeri S-400 Trjumf, primo caso d’esportazione di questo sistema. L’S-400 è il successore dell’S-300, da cui deriva, con maggiore gittata, precisione e una notevolmente migliorata efficienza complessiva. L’S-400, ancor più dell’S-300, è definitivamente il missile antimissile (oltre che antiaerei, ovviamente) e può essere considerato un’arma strategica di primaria importanza. Comunque, a livello di comunicazione (in particolare grazie alla notorietà acquisita dal suo predecessore S-300), è così che viene percepito. L’annuncio di Russia Beyond the Headlines del 26 novembre 2014: “Un contratto tra Rosoboronexport e il Ministero della Difesa cinese è stato firmato all’inizio di questo autunno per consegnare almeno sei battaglioni di sistemi missilistici da difesa aerea S-400, per oltre 3 miliardi di dollari”, ha riferito Vedomosti. I negoziati per la fornitura dei sistemi S-400 alla Cina erano in corso da diversi anni e il Ministero della Difesa russo disse nel 2011 che le esportazioni non sarebbero iniziate prima del 2016, perché le forze armate russe avrebbero dovuto essere rifornite per prime, ha detto il giornale. L’interesse dell’Arabia Saudita nel sistema di difesa aerea a lungo raggio è stato segnalato più volte, ma questi negoziati sono sospesi. Il Ministero della Difesa della Bielorussia ha dichiarato la volontà di acquistare il sistema e una proposta di commercializzazione del sistema è stata fatta in Libia. Il sistema S-400 faceva parte dell’offerta alle forze armate turche di sistemi di difesa aerea, ma fu sconfitto dal cinese HQ-2, “un derivato” degli S-300PMU-2 russi. La Turchia ha annullato la gara nell’autunno 2013 su pressione dei partner dell’Alleanza atlantica, dice il rapporto. Il sistema di difesa aerea missilistica S-400 Trjumf è un prodotto del Concern Almaz-Antej e si basa sul sistema di difesa aerea a lungo raggio S-300, di cui uno dei principali acquirenti è l’Esercito di Liberazione del Popolo cinese. Rosoboronexport è soddisfatta dall’ultimo contratto per 15 battaglioni del sistema missilistico da difesa aerea S-300PMU2 del 2010”.
Russia Insider la riprende il 28 novembre 2014 definendola “Svolta Strategica“: “Per capire il significato di questa vicenda è necessario sapere due cose. Una è che il sistema di difesa aerea in questione è il più avanzato dell’arsenale della Russia. La seconda è che finora Mosca era riluttante a trasferire il suo più avanzato sistema d’arma alla Cina. Che ora lo faccia indica una ritrovata vicinanza tra i due”. Il contratto con la Cina era discusso da diversi anni e con difficoltà, soprattutto riguardo il trasferimento di tecnologie dalla Russia alla Cina. Qualunque sia la cronologia dal punto di vista tecnico, la sua firma nelle circostanze che conosciamo sarà vista, da un punto di vista politico, indicare che le relazioni strategiche e politiche tra la Russia e la Cina si sono considerevolmente sviluppate, con la Russia fornitrice di armi avanzate della Cina. Rafforzando la cooperazione verso un coordinamento fattivo nella difesa aerea contro varie categorie di missili, tra cui missili da crociera, missili balistici a gittata intermedia e “tutte le altre minacce aeree”, (Secondo Air Power Australia, gli S-400 Trjumf “sono destinati a distruggere aerei avversari dotati di sistemi di disturbo, aerei AWACS/AEW&C, aerei da ricognizione, bombardieri strategici armati di missili da crociera, missili da crociera, tattici, di teatro e a raggio intermedio, e tutte le altre minacce aeree; il tutto entro un intenso ambiente di contromisure elettroniche”).10312898Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Object 2014-28E, detrito spaziale o arma anti-satellite russa?

Sam Jones, FT, 17 novembre 2014
141118-orbit_87E’ un racconto che potrebbe provenire dalla guerra fredda. Un oggetto misterioso lanciato dall’esercito russo viene monitorato dalle agenzie spaziali occidentali, alimentando timori sul rilancio del defunto piano del Cremlino per distruggere satelliti. Nelle ultime settimane, gli astronomi amatoriali e i cacciatori di satelliti russi e occidentali seguono le insolite manovre di Object 2014-28E, vedendolo dirigersi verso altri oggetti spaziali russi. Le attività sembravano culminare lo scorso fine settimana con l’incontro con i resti del missile che l’aveva lanciato. L’oggetto era stato inizialmente classificato come detrito spaziale finito in orbita come parte di un missile russo lanciato a maggio per porre in orbita tre satelliti per telecomunicazioni Rodnik di una costellazione militare. L’esercito statunitense lo traccia sotto la denominazione Norad 39.765. Il suo scopo è sconosciuto e potrebbe essere civile: un progetto per aspirare spazzatura spaziale, per esempio. O un veicolo per riparare o rifornire altri satelliti. Ma l’interesse è suscitato dal fatto che la Russia non ne ha dichiarato il lancio, e dai movimenti particolari dell’oggetto, molto attivi e precisi nei cieli. La Russia aveva abbandonato ufficialmente il programma di armi anti-satellite Istrebitel Sputnikov o caccia anti-satelliti, dopo la caduta della cortina di ferro anche se le competenze non sono scomparse. Infatti, gli ufficiali hanno pubblicamente affermato in passato che avrebbero riavviato la ricerca in caso di deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti sui trattati di difesa antimissile. Nel 2010, Oleg Ostapenko, Comandante delle forze spaziali russe, e ora a capo dell’agenzia spaziale, ha detto che la Russia sviluppa ancora satelliti da “ricognizione” e “attacco”. Il ministero della Difesa di Mosca non ha risposto immediatamente alle richieste di commenti.
poletdh2Qualunque cosa sia, (Object 2014-28E) sembra sperimentale“, ha detto Patricia Lewis, research director del think-tank Chatham House ed esperta in sicurezza dello spazio. “Potrebbe avere numerose funzioni, civili e militari. C’è la possibilità che sia una sorta di raccoglitore o che possa sparare proiettili cinetici contro un altro satellite, o forse condurre un attacco o disturbo informatico anti-satellite“. Questa settimana, mentre la sonda dell’Agenzia spaziale europea Rosetta atterrava su una cometa, le peregrinazioni di 2014-28E potrebbero sembrare insignificanti, ma evidenzia la crescente, anche se finora poco pubblicizzata, preoccupazione degli strateghi della difesa: la militarizzazione dello spazio. Avere la capacità di distruggere o degradare le comunicazioni via satellite dell’avversario è considerata una capacità militare potente da quando la corsa allo spazio è iniziata, ma dopo il crollo della cortina di ferro, molti programmi di ricerca segreti su cui sovietici e statunitensi stavano lavorando furono accantonati. Negli ultimi anni, tuttavia, l’interesse per le armi spaziali rivive. “Sarebbe strano se lo spazio dovesse rimanere quella zona su cui (i militari) non mettano le mani“, dice Lewis. Attacchi informatici ai satelliti sono già una realtà, nota: la scorsa settimana, hacker legati al governo cinese hanno infiltrato i satelliti meteorologici degli USA. La Russia in passato era in prima linea negli sforzi per avere un trattato internazionale per evitare che armi siano dispiegate nello spazio, ma furono inutili. Tra i rapidi progressi delle altre potenze straniere e il recente deterioramento delle relazioni tra Mosca e l’occidente, intende rilanciare il programma IS strategico, ha detto un esperto militare russo. Già nel 2007 i cinesi dimostrarono di avere la capacità di abbattere satelliti con missili e nel 2008 negli Stati Uniti dimostrarono la stessa capacità. Ultimamente, a maggio, il satellite cinese Shijian 15 mostrava una propulsione insolita e alla fine intercettava un altro satellite cinese, Shijian 7. “L’esperimento era legato al possibile uso di un braccio di acquisizione remota e per operazioni ravvicinate“, ha detto Max White, del gruppo astronomico Kettering che s’illustrò negli anni ’60 individuando la posizione dei satelliti spia sovietici. “Possono avere caratteristiche civili e militari, come rifornimenti spaziali e disattivare il carico di una nazione estera, possibilmente senza causare detriti. Se i russi sentano il bisogno di dimostrare tale capacità, è una questione da dibattere”, ha aggiunto White, che segue le attività dell’Object 2014-28E.
Come segnale della sensibilità internazionale sulla prospettiva di tecnologie anti-satellite in rapido sviluppo, un test missilistico cinese quest’anno ha suscitato la risposta particolarmente infuocata del Pentagono. Le autorità statunitensi hanno detto di esser “assai convinti” che il lancio di luglio sia stato un test per un’arma anti-satellite, accusando i cinesi di “azioni destabilizzanti”. Il test della Cina fu poi condannato anche dall’Unione europea.1293109607_1252326726_005spiral22Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cina e Russia costruiranno uno scudo antimissile congiunto

Dedefensa 15 ottobre 20141338471173_swalker.ru_don-2n-28Conosciamo l’importanza strategico-comunicativa che lo sviluppo della rete antimissili balistici statunitense (BMD e BMDE per l’Europa) ha acquisita nel 2002-2003, divenuto importante punto di disaccordo strategico tra Stati Uniti e Russia dal 2006-2007, e da allora ha continuato ad aggravarsi. Resta inteso che, nelle condizioni attuali, tale dinamica antagonistica tra le due potenze crescerà in modo esponenziale. Ma… ecco apparire un nuovo elemento. Ci sono voci e informazioni sempre più corroborate che la Russia stia sviluppando un sistema diversificato e sofisticato completamente orientato sui missili, a livello strategico, naturalmente, ma anche tattico. Inoltre, secondo Vasilij Kashin di Voce della Russia, vi è convergenza tra Cina e Russia sulla necessità strategica di sistemi di difesa missilistici, e dello sviluppo embrionale di un tale sistema da parte cinese, con la possibilità molto seria, secondo Kashin, dello sviluppo di un sistema antimissile congiunto russo-cinese. Sarebbe una vera e propria inversione delle tendenze strategiche, politiche e comunicative con il passaggio dalla dialettica offensiva e perentoria degli Stati Uniti, con il proprio sistema antimissile, al panico istigato dal progetto russo, in particolare se tale progetto diventa un progetto russo-cinese con una cooperazione che, apparendo assai seria, indubbiamente va considerata nelle dinamiche in accelerazione…. Il testo di Voce della Russia (13 ottobre 2014), presenta informazioni più precise su questa situazione russa e russo-cinese. “Il ministro della Difesa della Russia Sergej Shojgu ha recentemente dichiarato la creazione di un Sistema Unificato Spaziale (SUS), il nuovo sistema di allarme missilistico e priorità per lo sviluppo delle forze missilistiche strategiche. Secondo il parere degli esperti, nelle condizioni attuali del sistema di allarme missilistico, si tratta di uno dei più promettenti assi di cooperazione tecnico-militare tra Russia e Cina. Il sistema russo comprenderà satelliti di nuova generazione e una rete di posti di comando protetti per l’elaborazione delle informazioni ricevute dallo spazio orbitale. Questo gruppo di satelliti sostituirà il recente sistema di Oko-1 dalle caratteristiche insoddisfacenti. (…) Il SUS può rilevare non solo i lanci dei missili balistici intercontinentali, ma anche dei missili tattici. Il SUS sarà quindi un fattore della sicurezza strategica e fornirà dati preziosi per la ricognizione dei conflitti locali. Il satelliti di allarme saranno più duraturi della precedente generazione. (…) La Cina ha bisogno anch’essa di un sistema di allarme affidabile. La sua importanza cresce a poco a poco costruendo le nuove forze nucleari strategiche, mobili ed efficienti capaci, se necessario, del colpo preventivo. La Cina deve prendere in considerazione non solo la minaccia dagli Stati Uniti, ma anche i moderni missili a medio raggio dei Paesi vicini. Pechino cerca di creare un potente sistema di difesa missilistica strategica e ha testato sistemi di difesa antimissile in grado di intercettare obiettivi balistici nella fase centrale e finale della loro traiettoria. Inoltre ha prodotto diversi programmi per lo sviluppo di armi antisatellite. E’ chiaro che la capacità del sistema di allarme cinese non riflette lo sviluppo delle forze nucleari strategiche nazionali e quello dei sistemi antimissili e antisatellite. Nel frattempo, la Russia non solo costruisce attivamente il suo sistema di allarme missilistico, ma anche le stazioni radar avanzate terrestri come il radar Voronezh. Così nelle attuali circostanze il sistema di allarme missilistico avanzato è una delle mutue aree più promettenti della cooperazione tecnico-militare. Non si tratta solo di fornire equipaggiamenti e tecnologia russa alla Cina. La creazione di un sistema comune può anche testimoniare la nuova fase del partenariato strategico bilaterale“. Questo orientamento è ovviamente d’importanza ben superiore all’aspetto strategico, di massima politica e si può anche dire che sia la “prima politica”. Questa osservazione deriva dal fatto che il sistema antimissile con maggiore operatività riguarda naturalmente il campo strategico-nucleare, ma anche e forse soprattutto riguarda il fatto che il sistema statunitense, con le sue varie intenzioni per uno schieramento aggressivo intorno la Russia, ha suscitato un fenomeno molto importante che riguarda la comunicazione delle interpretazioni politiche. Vi sono tre punti di riflessione sulla dimensione dell'”alta politica” nello sviluppo del sistema missilistico russo, la possibilità di svilupparne uno russo-cinese e le trattative già avviate in questa direzione…
• Il primo è il fatto che la crisi ucraina e il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Russia hanno effettivamente spinto la Russia ad avviare un programma degli armamenti volto a contrastare il potere militare degli Stati Uniti in tutti i campi, senza eccezioni. Quello della difesa missilistica è particolarmente significativo, paradossalmente allo stato attuale delle forze strategiche, è un elemento della difesa che accentua in modo significativo la capacità offensiva delle forze nucleari strategiche. I russi hanno scelto un percorso che sembrerebbe più efficiente e più completo rispetto al sistema statunitense: il sistema SUS è un sistema autonomo di rilevamento, comunicazione e leadership che abbraccia diversi tipi di minacce (da quelle strategiche a quelle tattiche), cui è asservita la rete di difesa antimissile (S-300, S-400 e S-500) in cui i russi eccellono e sono i primi al mondo. Ciò conferma che i russi ricercano la superiorità strategica sugli USA (vedi 6 ottobre 2014), e non semplicemente di bilanciare la minaccia. Il significato politico di questo approccio è evidente ed estremamente importante perché riconosce che la Russia è spinta, certamente contro la sua volontà volendo che le relazioni di potere responsabili con gli Stati Uniti permangano, considerare lo sviluppo del suo potere da un punto di vista unilaterale, essendo necessario per la propria sicurezza, e non uno sforzo concertato al bilanciamento, come avvenuto durante la Guerra Fredda tra URSS e USA.
• La cooperazione tra Russia e Cina in tale campo, con intesa la leadership russa, è un evento politico della massima importanza. Si tratta di un inasprimento assolutamente decisivo dei legami strategici, quindi un evento di grande potere politico per i due, che ne suggella l’alleanza strategica al massimo livello. Entrambi i Paesi trarranno beneficio nel rafforzare la loro alleanza: la Cina ottenendo una garanzia strategica operativa di grande importanza, rafforzandone la posizione di potenza nucleare significativa verso le due più grandi; la Russia rafforzando la propria posizione con un’alleanza strategica che si sviluppa molto rapidamente per via degli eventi (Ucraina e politica del blocco BAO), ma con una dinamica che mette la Cina in posizione di forza verso la Russia, per via della sua superiorità finanziaria e patrimoniale. Infatti, un tale progetto mostrerebbe la potenza tecnologica e militare della Russia bilanciando nell’alleanza la forza finanziaria e capitale della Cina.
• Dal punto di vista del sistema di comunicazione, possiamo essere sicuri, se il progetto di cooperazione prende forma e quando commentatori ed esperti statunitensi cominceranno a capire cosa succede, allarme e panico prevarranno immediatamente nelle sue reazioni. Esperienza e isterismo in tal senso sono inconfondibili. Ciò porterà ad ulteriori tensioni, un ulteriore radicalizzazione degli Stati Uniti nel rafforzare bilancio e programmi di sviluppo del Pentagono (tra cui il programma missilistico, certamente). Ciò sarebbe eccellente perché riguardo al blocco tecnologico e all’esaurimento burocratico e di gestione in cui sguazza l’apparato della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, con una tale spinta supplementare rafforzerebbe confusione e disordine dell’iper-comunicazione nel cuore di tale sistema. Quindi ci si aggrapperebbe all’isterismo e alla resurrezione di progetti di comunicazione come la superiorità nucleare strategica dell’attacco preventivo del primo colpo, come discusso in particolare nel 2006 e recentemente ricordato (31 marzo 2006 e 9 giugno 2014). (Il primo colpo diventa assai problematico se c’è una seria rete antimissile). Ancora una volta, la confusione e l’iperdisordine, questa volta intellettuale dalla psicologia isterica dominante, renderanno ancora più incomprensibile, incontrollabile, terrorizzata e imprevedibile la politica strategica degli USA… Tale reazione sarà “terrorizza” soprattutto per la misera Europa, impantanata nel suo osceno vassallaggio, trovandosi ad affrontare una escalation esplosiva che dovrà seguire mentre confina con la Russia ed è priva di capacità strategiche per la propria sicurezza.
In generale, un tale progetto dovrebbe ulteriormente migliorare significativamente la rinascita della potenza militare della Russia, insieme alla seria costruzione strutturale dell’alleanza strategica tra Cina e Russia. In un certo senso, potremmo dire, che il progetto giunga a termine o meno, non c’è che d’aspettare la conclusione per ottenerne l’essenza. Infatti, l’effetto principale d’aspettarsi è la pura comunicazione nel diluvio e scontro delle varie narrative che ingombrano le menti delle élite del Sistema del blocco BAO; e tale effetto accrescerà dubbi e isteria nelle menti dell’élite del Sistema del blocco BAO… Non nascondiamo a nostro avviso che tale estensione è il modo migliore per innescare reazioni che promuovano uno stretto processo causa-effetto tra superpotenza del Sistema ed accelerazione della trasmutazione della superpotenza in distruzione. Ne scriviamo secondo l’osservazione, ormai data a nostro avviso, che la superpotenza del Sistema in accelerazione costante è divenuta una dinamica che gira a vuoto perché avviene nel declino causato da impoverimento e confusione degli strumenti utilizzati. Quindi, sì, superpotenza immediatamente entrata operativamente nel processo di auto-distruzione.

oknofacilityatnurekTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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