Siria: verso la Liberazione di Aleppo est

Moon of Alabama 5 dicembre 2016

Questa è la situazione ad Aleppo dal 4 dicembre. L’area verde è occupata da al-Qaida ed alleati, sarà presto spazzata via.e-aleppo20161204Il ministro degli Esteri inglese dice che la vittoria del governo siriano ad Aleppo non è per nulla un bene. Bollocks e i suoi camerati evidentemente hanno mollato e si lamentano per salvarsi la faccia. Alleanza della Siria è vincente, la politica degli Stati Uniti cambia e la fine della guerra è ormai prossima. L’operazione di propaganda dell’MI-6 “Bana al-Abad” è fallita. La prima stella dell’operazione era una bambina di Aleppo che non sapeva l’inglese, ma la politica mondiale ha saputo twittarla in perfetto inglese, anche quando internet ad Aleppo non c’era. Ora è scomparsa, proprio come una delle prime operazioni di propaganda anti-siriane, la “lesbica di Damasco”, fallita nel 2011 poco prima che l’autore, uno statunitense che viveva in Scozia, venisse denunciato. Che diranno i media che volontariamente hanno spacciato le sciocchezze su “Bana”, ai loro lettori? Dall’inizio dell’offensiva dell’Esercito arabo siriano contro i taqfiri ad Aleppo est, oltre 21000 civili sono fuggiti verso le zone governative occidentali. Diversi media confermano che questi civili erano ostaggio dei taqfiri e che fuggivano sotto il loro tiro: “Eravamo sotto pressione con ogni mezzo, psicologico e finanziario. I terroristi cercavano d’impedirci di uscire fin quando l’esercito arrivò“, ha detto Amina Ruayn, fuggita con il marito, sette figlie e tre figli. “Siamo finiti sotto il tiro dei terroristi appena ce ne siamo andati e l’esercito ha colpito il minareto da cui sparava il cecchino, e poi siamo andati via“, ha detto. Circa 500 terroristi tra i civili si sono arresi all’Esercito arabo siriano. 480 erano del posto e non sapendo dove andare si sono impegnati a porre fine ai combattimenti. I restanti vogliono rimanere e continuare fino alla morte, sabotando i piani del segretario di Stato degli USA Kerry, che cerca un altro cessate il fuoco con cui far uscire i terroristi di al-Qaida, ma altri taqfiri occupano Aleppo est. Kerry arriva tardi comunque. L’accordo non è più in discussione e l’UE ha idee peggiori, vuole corrompere il governo siriano per mantenere al potere i terroristi. Uno scherzo! Le forze russe e siriane non lasceranno alcun terrorista vivo o alcun centimetro di Aleppo occupato da essi. E poi sarà lo stesso in tutta la Siria.
Nuove vie d’uscita controllate per la popolazione civile e terroristi che vogliono arrendersi saranno aperte a breve. Le vecchie vie d’uscita sono completamente sotto il controllo del governo siriano. Dubito che ci sono molti civili. Come avevo stimato il 15 ottobre: “Sulla base dei numeri a Daraya e altri assedi in Siria, vi sono probabilmente non più di 4-5000 combattenti e 3-5000 civili, ovvero i loro famigliari, nella zona est di Aleppo. Il totale potrebbe facilmente essere circa 20000”.
I funzionari dell’agenzia dei rifugiati delle Nazioni Unite hanno raccontato fiabe su 270000 civili assediati ad Aleppo est. I vari media “occidentali” lo ripetevano a pappagallo. Oltre il 60% del territorio è stato liberato. La Croce Rossa Internazionale l’ha trovato vuoto. Dove sono le centinaia di migliaia di civili che le Nazioni Unite si sono sognate? Ci sono ancora attacchi dalle zone dei taqfiriti contro il territorio governativo nelle zone occidentali, e ciascuno di essi costa vite. Secondo SANA, 8 persone sono state uccise e 25 ferite il 5 dicembre quando i taqfiriti hanno sparato razzi sulle zone residenziali di Aleppo ovest. Un ospedale da campo russo istituito negli ultimi giorni, per aiutare i rifugiati provenienti da Aleppo est, veniva attaccato dai taqfiriti “moderati”. Una dottoressa russa è stata uccisa, diversi altri feriti e l’ospedale distrutto. Tali attacchi creano l’urgenza di svuotare la sacca il prima possibile. Ci sono molti altri motivi, inoltre, perché l’attacco ad Aleppo est proceda molto più velocemente del previsto. Ogni volta che l’Esercito arabo siriano ed alleati rallentano, i terroristi occupano la sacca. Il 4 dicembre, il gruppo di al-Qaida Jabhat al-Nusra, si è unito al gruppo Zinqi, armato dalla CIA, nell’attaccare le basi di altri gruppi armati, che controllavano magazzini di cibo e munizioni. Tali lotte intestine sono ideali per le forze siriane che avanzano in modo inaspettato. Le forze governative siriane non procedono lungo le linee attese dagli esperti, non attaccano lungo le strade principali o gli assi con evidenti punti di controllo e trappole tese dai nemici, ma ne sondano i fianchi fin quando trovano un punto debole spezzandolo per effettuare massicci attacchi alle difese nemiche dal tergo. I 25000 combattenti dell’Esercito arabo siriano e 10000 alleati (4000 dall’Iraq, 4000 dall’Iran e 2000 di Hezbollah) hanno un inaudito supporto da aerei ed elicotteri siriani. I rapporti sui “bombardamenti russi” ad Aleppo est, delle ultime sei settimane, sono tutti falsi. Solo l’Aeronautica siriana è attiva sulla zona.
Il piano generale è scacciare i taqfiriti dalla piccola sacca ad Aleppo est (la “città vecchia”) e poi negoziare la loro dipartita per Idlib, nel nord-ovest della Siria. Idlib è travolta da lotte intestine tra i vari terroristi a cui fu offerta l’uscita dalle zone presso Damasco, Homs e Hama. Sarà presto un poligono di tiro per le forze aeree siriane e russe. I terroristi fuggono in Turchia, incubo di Erdogan, e da lì magari per le città europee “occidentali”, dove saranno coccolati e riposeranno fin quando i loro padroni vorranno un’altra guerra.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Fidel Castro Geopolitico

Rakesh Krishnan Simha RBTH 30 novembre 2016

Mentre i russi hanno una percezione positiva di Fidel Castro, alcuni indiani sembrano aver dimenticato che il leader cubano è stato uno dei pochi amici dell’India nella Guerra Fredda.1904_3_9762La morte di Fidel Castro ha rivelato il lato oscuro dell’odio che si annida in occidente nei confronti di chi segue vie diverse. Gli occidentali, che amano affermarsi più civili degli altri, celebrano la morte del vecchio cubano. La loro frustrazione è comprensibile dato che Castro era una spina nel fianco, sfidando i numerosi tentativi occidentali di assassinarlo durante la guerra fredda. Russi e indiani erano grandi sostenitori del Comandante durante la guerra fredda, e dimostrano emozione per la sua scomparsa. Mentre la Russia è assolutamente positiva sull’eredità di Castro, e la maggior parte degli indiani e dei media tradizionali ricorda con affetto il torreggiante leader, una frazione di indiani sui social media attacca il defunto leader. Questo è curioso, perché l’India ha avuto rapporti molto amichevoli con Cuba. In contrasto coi criminali capi occidentali come Richard Nixon e Margaret Thatcher, il carismatico Castro era una figura popolare tra tutte le classi indiane e rappresentava la lotta dei piccoli Paesi contro il colonialismo. Chi attacca Castro rigurgita le stesse accuse che i media occidentali spacciano da anni. Sono convinti che fosse un “dittatore spietato” che incarcerava “migliaia” di persone, seguendo la narrazione occidentale che Castro avesse imposto lo stato di polizia in cui i cittadini non avevano libertà di parola. E accusano Castro dei problemi economici di Cuba.

Capire Fidel
Gli indiani che twittano idee anti-castriste probabilmente non sanno che il reddito pro-capite nazionale di Cuba è 18000 dollari contro i 5000 dell’India. Nonostante il blocco, i cubani hanno accesso a una migliore assistenza sanitaria che negli Stati Uniti. L’aspettativa di vita di 78 anni, regge il confronto coi 79 negli USA. L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che il sistema sanitario del Paese è un esempio che tutti i Paesi del mondo devono seguire. Secondo Denise Baden dell’University of Southampton Business School, è sbagliato dire che Castro ha governato con pugno di ferro. Durante i suoi viaggi, ha scoperto che i cubani potevano parlare liberamente e anche criticare Castro apertamente senza essere arrestati o uccisi. Baden, che ha trascorso molti anni a Cuba, dice: “Mentre la vecchia generazione tende a vederlo come un eroe, altri lo descrivono come una figura paterna. Molti dicono che non sarebbero nemmeno qui se non fosse per i progressi nella salute“. Mentre molti indiani che seguono media come CNN, BBC e New York Times, faziosi e vocianti, come era evidente durante le ultime elezioni negli USA, ne accettano le pretese come sensate. Dato che i media occidentali dominavano i notiziari per decenni, molti si fanno condizionare iniziando la giornata seguendo questi essenzialmente strumenti di propaganda. Quindi, qualsiasi cosa pubblicata su Castro viene interiorizzata acriticamente o senza consultare fonti alternative. (Questo sta cambiando con la crescente popolarità di RT della Russia e di Press TV dell’Iran, e così via).

Guardare il mondo in modo diverso
Gli indiani devono capire non vi è nulla che sia giusto o sbagliato, amico o nemico. Prendono sul serio il concetto del “Mondo è una sola famiglia” senza guardare il contesto in cui tali vecchi concetti furono tracciati. Si dimentica che Castro era un nemico degli Stati Uniti, che erano nemici dell’India durante la guerra fredda. Il presidente Richard Nixon e il suo Segretario di Stato Henry Kissinger pensarono seriamente di bombardare con armi nucleari l’India nella guerra del 1971. Gli indiani ignorano la dottrina Chanakyan, vecchia di 2400 anni, che dice che il nemico del tuo nemico è tuo amico. Durante la Seconda guerra mondiale, Subhash Chandra Bose, capo dei ribelli dell’esercito nazionale indiano, cercò aiuto dai tedeschi per combattere gli inglesi. Anche se nessun leader indiano contemporaneo approvò le azioni della Germania, tutti celebrarono i rovesci subiti dalla Gran Bretagna contro l’esercito tedesco. Se Bose non va contaminato per i suoi legami durante la guerra, allora Castro non va trattato come un paria per essere stato un comunista. Gli indiani dovrebbero guardare il mondo attraverso la lente geopolitica e collaborare con chi lavora per gli interessi del loro Paese. Ancora una volta, fingere di essere indignati per le presunte violazioni dei diritti dell’uomo di Castro, è risibile quando lo si confronta con la storia degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti giustiziano più persone ogni anno di qualsiasi altro Paese, con la possibile eccezione della Cina che non rivela i suoi dati. A causa delle invasioni di Iraq e Libia, gli Stati Uniti sono responsabili della morte di centinaia di migliaia di persone in Medio Oriente, nonché della fuga di milioni di persone. Quando CNN e New York Times accusano Castro, o se perciò qualsiasi governante straniere, di violazioni dei diritti umani, si tratta di mera ipocrisia. Quando piangono per i “cubani comuni”, sono ancora risibili. E’ molto probabile che non saprebbero trovare Cuba sulla mappa. Hanno dimenticato che gli Stati Uniti hanno imposto un illegale blocco economico per 50 anni a questo piccolo Paese. Ogni nave che ancorava a L’Avana non poteva entrare nei porti degli Stati Uniti. Era l’apartheid economico puro e semplice. Nessuno saprà mai quante migliaia di bambini cubani, anziani e malati sono morti a causa della scarsità di cibo e medicine durante i lunghi decenni del blocco. Nel frattempo, gli Stati Uniti non si fanno scrupolo di negoziare con la Cina e l’alleato saudita. L’argomento che i cubani tentano di fuggire o migrare verso gli Stati Uniti, perché Castro era malvagio, non va. La gente di solita emigra verso un Paese più ricco e i cubani non fanno eccezione alla regola. Inoltre, molti cubani si accanivano nel raggiungere gli Stati Uniti prima dell’abrogazione della Legge di Aggiustamento Cubano che dice che chi fugge a Cuba ed entra negli Stati Uniti, avrà il permesso di residenza un anno e un giorno dopo. Se tale legge esistesse per l’India, il Punjab si svuoterebbe presto.

Visione dei russi
Per i russi Castro rimane una figura eroica fedele all’ideale fino alla fine. Secondo Andrej Fomin, direttore di Oriental Review di Mosca, “Nel braccio di ferro della guerra fredda era impossibile sottovalutare il significato della Rivoluzione cubana per Mosca. Da giovane, vivace e brillante oratore che coraggiosamente sfidò l’impero nel cortile di casa, divenne subito l’eccezionale opportunità di proiettare l’influenza di Mosca nella regione e nel mondo“. Qualcuno potrebbe obiettare che Castro fu uno strumento di propaganda utile, ma per la Russia era un fedele alleato. Fomin ha detto a RIR: “Anche se era un amico sincero dell’Unione Sovietica, non ha mai compromesso gli interessi fondamentali del popolo cubano. La storia della rivoluzione cubana nel 1959-1991 è un eccellente esempio di leadership impegnata e giusta dall’entusiasmo popolare“. La Russia potrebbe essersi allontanata dal comunismo, teoria superata ideata dal tedesco Karl Marx mentre era rintanato nella biblioteca di Londra, umida e fredda, ma molti russi comprendono che il capitalismo clientelare nel loro Paese è un male peggiore del comunismo. Al contrario, le élite di Cuba non mutano in “conglomerati di cinici avidi”. La prosperità di Cuba è in larga misura dovuta ai miliardi di dollari di aiuti sovietici, fondamentali davanti a blocco e sanzioni economiche. Tuttavia, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991, Cuba non si è arresa al bullismo statunitense. “Ciò che seguì dimostrò che fonte e forza della Rivoluzione Cubana giacevano nel popolo cubano e nei suoi leader“, dice Fomin. “In assenza del sostegno straniero negli ultimi 25 anni e soggetti a severe sanzioni economiche dagli Stati Uniti, non si arresero né scelsero la Pepsi. Per la maggioranza dei russi fu e sarà per sempre un pilastro di speranza e vera libertà. Ci sarebbe piaciuto avere il nostro Fidel, e sono sicuro che molte altre nazioni pensano lo stesso“.

Castro scaccia l’apartheid dall’Africa
Negli anni ’70, con il sostegno russo, i cubani diedero un ampio aiuto militare estero a numerose nazioni come Algeria, Etiopia, Guinea-Bissau, Congo, Camerun, Mozambico, Zimbabwe, Sierra Leone, Yemen, Vietnam, Cambogia e Laos. In molte occasioni i militari cubani combatterono battaglie feroci contro gli ascari degli occidentali, spesso vincendo, e il più spettacolare fu nel 1977, quando la tenaglia cubano-etiopica, sostenuta da un massiccio ponte aereo russo per carri armati e artiglieria, sconfisse la Somalia appoggiata dagli USA. Tuttavia, fu in Angola che la macchina militare cubana ebbe la vittoria più celebre, schiacciando gli occupanti delle Forze di Difesa del Sud Africa, contribuendo al rapido crollo dell’apartheid. Cuba per primo inviò truppe nel novembre 1975, dopo la richiesta del Presidente angolano Agostinho Neto che temeva l’invasione del Sud Africa. I sudafricani, che sostenevano l’assassino Jonas Savimbi e la sua forza Unita, ebbero molti sostenitori in occidente, in particolare negli Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Allarmati dal crescente coinvolgimento degli occidentali nella guerra, Cuba inviò più di 65000 truppe in Angola. Con Castro che inviava gli ufficiali in Angola, i cubani inflissero una pesante sconfitta al regime razzista. Più di ogni altra cosa, questa sconfitta l’occidente non poté sopportarla, dato che Stati Uniti e Regno Unito la considerarono propria, aggravando la ferita. Perciò i media di questi Paesi sono i più striduli nel dipingere Castro come un malvagio. Hanno perso la bussola ed ora che non c’è più, l’occidente vuole usurparne l’eredità. Ma questi sono semplici fatti scomodi per chi critica Castro. Se volete partecipare alle celebrazioni degli statunitensi per la sua morte, fate pure. Non sanno, o non gli interessa, della vostra esistenza.indira-gandhi24_102911010714Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Novorossija: Il compagno ‘Texas’ su Strelkov

Russell Bonner Bentley Vip Video Club 28 novembre 2016oho8s_ocdroAgli albori della rivolta che fece nascere le Repubbliche Popolari di Donetsk e Luqansk, m’ispirai a “Strelkov”, pensando che fosse un’ottima persona. Giunsi a Donetsk per servire la bandiera della lotta di cui sosteneva essere la personificazione. Giunsi qui pienamente disposto a seguirne l’esempio e gli ordini. Ma quando all’inizio del dicembre 2014 arrivai a Donetsk, se n’era già andato con mezza RPD, che cedette senza combattere. E una volta qui, appresi la verità su Igor Strelkov, ciò che fece e ciò che fa ancora, e non lo considero più una brava persona. La mia opinione si basa sui fatti, sulle azioni di Girkin e sulle sue stesse parole. Sono qui da 2 anni e in tutto questo tempo non ho detto nulla su Girkin. Ma ora Girkin sta a Mosca dove ha detto pubblicamente che Jarosh e il fascismo non sono così male, che “meritano rispetto” e che sono “fraintesi”. Ho combattuto al fronte del Donbas più di Girkin, e preso servizio in questa Repubblica con parole, opere e sangue da quando è fuggito. E io, a differenza di Girkin, resterò qui fino alla fine. Vittoria o morte. Oggi combatto sul fronte della guerra dell’informazione, ma continuo a tenere “la polvere asciutta” e sono pronto a tornare sul fronte in qualsiasi momento, non appena i compagni chiameranno; non ci arrenderemo né fuggiremo mai, a differenza di Igor Girkin, che siede al sicuro a Mosca “rispettando” Dmitrij Jarosh. Pertanto, anch’io rivendico il diritto, che merito, di dire pubblicamente ciò che penso di Jarosh e del fascismo e di chi pensa che “meritino rispetto”.
Girkin ha detto che Dmitrij Jarosh, il capo di “Settore destro” (organizzazione vietata nella Federazione Russa) “va rispettato” perché “è andato al fronte dove fu ferito”. Quindi lo stesso per Hitler nella Prima guerra mondiale. Così, forse, Girkin rispetta Hitler e crede che dovremmo farlo anche noi? I cannibali dello SIIL (organizzazione vietata nella Federazione Russa), sono anche noti soldati coraggiosi. Girkin li rispetta pure? Che dire di Bandera? E di Poroshenko, Jatsenjuk, Tymoshenko e Kolomojskij? Forse anche loro sono coraggiosi? Non so se siano coraggiosi, e anche in tal caso non m’interessa, né li rispetto. Ma so che loro, i fascisti autentici, cioè killer spietati, ci considerano, qui nel Donbas e come popolo russo, dei subumani che possono per capriccio schiavizzare o uccidere. I nostri nemici mortali, e anche vostri, sono nemici dell’umanità, di tutto il mondo. E qui, il ben noto personaggio crede che “non sono poi così male”. Vi dico perché.
Sa che ora c’è il vuoto di potere a Kiev? I giorni di Poroshenko sono contati, almeno da presidente dell’Ucraina. Chi lo sostituirà? Girkin parla di fascismo e Jarosh in particolare, è un segnale dalla quinta colonna fascista in Russia che sosterrebbe l’ascesa al potere di Jarosh quando cadrà Poroshenko. Ma come Poroshenko, anche Jarosh ha gli stessi padroni, gli stessi dello SIIL e di Girkin. E sono i nemici del Donbas, della Russia e del mondo. Questi nazisti usano agenti come Girkin per ingannare e ottenere ciò che non poterono ottenere sul campo di battaglia con la forza militare e il coraggio.
La “leggenda” fasulla di Girkin rientra in questo inganno. E la verità è che si ritirò senza combattere, consegnando metà del territorio della RPD senza una sola perdita durante la ritirata, come se l’esercito ucraino gli avesse permesso di andarsene. Girkin non solo abbandonò la zona e i cittadini ai “punitori”, abbandonò anche molte armi ed equipaggiamenti (tra cui 12000 Kalashnikov), così come due dozzine di soldati nei checkpoint, che non furono avvertiti che il loro esercito si stava ritirando. I piani di Girkin non erano solo consegnare Slavjansk e Gorlovka ma anche Donetsk. Da “ministro della difesa” fu un piano geniale ritirarsi a Snezhnij, a 20 chilometri dal confine con la Russia. Voi sapete cos’è Snezhnij? Pascoli per mucche. Voleva consegnare oltre il 90% del territorio della repubblica, lasciando milioni di cittadini inermi sotto l’occupazione nazista e, in ultima analisi, prendere una posizione sul campo che non poteva essere difesa e che, inoltre, era abbastanza lontana dal confine con la Russia da poter far distruggere tutte le milizie prima di riuscire a ritirarsi. Se i leader e i comandanti della RPD avessero eseguito il piano di Girkin, oggi non ci sarebbero RPD o RPL, e il popolo di queste repubbliche sarebbe sotto il giogo nazista di Bandera e Jarosh.
Girkin ha molto in comune con John Kerry e John McCain. Usano le credenziali di falsi “eroe di guerra” per interferire negli affari di altri Paesi, ingannando il proprio Paese e collaborando col nemico, il nemico globale, i miliardari, la società dell’1% che ha intenzione di distruggere la maggior parte di noi, e schiavizzare i superstiti. E Girkin, come McCain e Kerry, è un loro strumento. Ho perso troppi amici, ho visto troppi civili, donne e bambini, uccisi e feriti dai nazisti di “Settore destro” del mai rispettato Dmitrij Jarosh. Girkin è un traditore e un vigliacco, un “nazionalista” russo che collabora con i “nazionalisti” ucraini, assicurando che gli stivali fascisti s’impongano in Ucraina, e presto in Russia. Girkin e i “monarchici” pianificavano Majdan a Mosca l’anno scorso. Ora leccano il culo di Jarosh, nella speranza che i nazisti ucraini arrivino a Mosca nel novembre 2017 per fare alla Russia ciò che hanno già fatto all’Ucraina.
Ci si riferisce al fatto che Zakharchenko abbia anch’egli detto di rispettare “Settore destro” dopo aver combattuto a Mukachevo nel luglio 2015. Personalmente penso che Zakharchenko scherzasse o cercasse di attizzare il conflitto tra i nemici. Ho letto ciò che ha detto su questo, e se diceva sul serio, si sbagliava. Ma fu un anno e mezzo fa, e Zakharchenko è ancora qui, ed anche se non è perfetto, fa del suo meglio per dirigere amministrazione e difesa della Repubblica. E non lo direi se non lo pensassi così. Altri si lamentano che io sia influenzato da “Essenza del tempo”, e credono che parli per conto dell’organizzazione. Aderisco ad “Essenza del Tempo” e ne sono fiero, ma qui parlo per conto mio, non a suo nome. “Essenza del Tempo” non mi ha messo in bocca le parole su Girkin, e quando Girkin fuggì, “Essenza del Tempo” con decisione e lealtà si oppose e si oppone ad oggi, combattendo nel Donbas. E io rimarrò fino alla fine, fino alla vittoria o alla morte. Come Zakharchenko, siamo ancora qui nel Donbas, combattendo ancora i nazisti, come l’amico di penna di Girkin, Jarosh, mentre l’unica cosa contro cui combatte Girkin sono gli ingorghi a Mosca.
Sono abbastanza intelligente da sapere di non sapere tutto, ed abbastanza intelligente da capire di potermi sbagliare. So che Girkin ha ancora seguaci qui, in Novorussia, e so che criticarlo può essere pericoloso. Non prendo alla leggera questo articolo e so che c’è il pericolo di un conflitto tra alleati. Ma non credo che Girkin sia un alleato. Non lo rispetto, e neanche Jarosh. Se qualcuno può spiegarmi come la ritirata di Girkin ed i suoi complimenti a Jarosh e il fascismo siano saggi, coraggiosi e patriottici verso RPD, RPL e Russia, l’ascolterò. Ho visto cosa ha fatto Girkin ed ho sentito le sue parole, su ciò baso la mia opinione. Avete visto e sentito cosa penso di ciò che ha lasciato. Sono pronto a vedere e sentire voi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo spirito rivoluzionario di Fidel Castro ispira il mondo nel perseguire equità e giustizia

Zhong Sheng, Quotidiano del Popolo, 29 novembre 2016 – Global Research

xi-jinping-firmaIl leader rivoluzionario cubano Fidel Castro è morto il 25 novembre, persone da tutto il mondo hanno offerto le condoglianze per la perdita, rendendo omaggio a una vita leggendaria e a uno spirito immortale. Nel corso dell’ultimo mezzo secolo, Castro è stato considerato simbolo del perseguimento della giustizia. “Ha dedicato tutta la vita alla grande causa della lotta per la liberazione nazionale, la salvaguardia della sovranità statale e la costruzione del socialismo del popolo cubano“, ha detto il Presidente cinese Xi Jinping nel messaggio di condoglianze all’omologo cubano Raul Castro. “Ha dato un contributo storico immortale al popolo cubano e allo sviluppo del socialismo nel mondo“, ha aggiunto Xi. Definendo Castro “grande figura del nostro tempo”, ha detto che il compagno Castro sarà ricordato dalla storia e dai popoli.
Il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon, in un comunicato, ha lodato il contributo di Castro, dicendo che “era una voce forte per la giustizia sociale nelle discussioni globali presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite e nei forum internazionali e regionali“. Negli ultimi 60 anni, Castro ha combattuto per la rivoluzione, lo sviluppo del socialismo, l’indipendenza nazionale, così come la giustizia, sia a Cuba che nel mondo. Parlando dell’atteggiamento di Cuba verso gli Stati Uniti, Castro ha detto che “Cuba non s’inginocchierà mai agli Stati Uniti con tutto il popolo unito“. Cuba non si oppone alla soluzione sulle storiche discordanze con gli Stati Uniti, ma nessuno dovrà aspettarsi che Cuba cambi posizione o ceda nei suoi principi. Cuba è e continuerà ad essere socialista, osservava.
La perdita di una leggenda spinge anche il mondo a rivedere la storia e ad esplorare il futuro. Dato che equità e giustizia sono sempre necessarie allo sviluppo umano, ogni nazione dovrà lottare per questi obiettivi favorendo la civiltà umana in ogni epoca. Tuttavia, va ammesso che non tutti gli esseri umani godono di equità e giustizia ad oggi. E’ naturale per tutti i Paesi cercare l’uguaglianza sovrana e il proprio sviluppo autonomo, ma sfide ed ostacoli ancora ostacolano questo processo. Finché certi Paesi non abbandoneranno ambizione e tentazione di monopolizzare gli affari internazionali nel sistema globale, ci sarà ancora molta strada prima della democratizzazione definitiva delle relazioni internazionali. Per lo sviluppo umano, il crescente divario tra ricchi e poveri avanza nel mondo. Circa 800 milioni di persone vivono in estrema povertà, 6 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno, e quasi 60 milioni di bambini sono lasciati senza cure. Su questi fatti duri va riconsiderata la visione dello sviluppo e dell’approccio globale, ponendo maggiore attenzione a equità e giustizia, e perseguendo la globalizzazione economica più inclusiva e mutualmente vantaggiosa. Il mondo non deve mai fermarsi dall’esplorare la via dello sviluppo.
Ricordiamo l’appello di Castro alla chiusura del 7° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cubano di diversi mesi fa. “Cambieremo ciò che va riformato nel Paese pur mantenendo lealtà e unità, proprio come i nostri eroi dell’indipendenza Marti, Maceo e Gomez“, dichiarò il leader nella risoluzione.
Lo spirito di Fidel Castro vivrà per l’eternità. Oggi, il mondo apprende dalla sua saggezza per un futuro migliore, mentre è in lutto per la morte di questo grande combattente.x0e3525bb3ebd1860235e1187912726cc1f7fa665e05c007e71xpimgpsh_fullsize_distrTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Colloqui segreti tra Siria, Israele e Giordania?

Pars Today, 30 novembre 2016

130632-004-09a31303Fonti vicine ai servizi segreti israeliani affermano che colloqui segreti avrebbero avuto luogo tra Siria, Israele e Giordania per “garantire i confini meridionali della Siria“. Citando fonti russe e statunitensi, un rapporto cita l’accordo tra tre parti “sul ritorno alla situazione prima del marzo 2011 sulle frontiere tre Siria, Giordania e Israele, soprattutto sul Golan”. Infatti nel marzo 2011 scoppiò la crisi siriana. Il rapporto continua: “Inoltre i rappresentanti, siriani, giordani, israeliani, russi, statunitensi e degli Emirati Arabi Uniti hanno partecipato ai colloqui, L’accordo tripartito prevede, se concluso, il ritorno delle forze multinazionali delle Nazioni Unite sul Golan occupato, responsabili della prevenzione di un qualsiasi confronto nella zona. L’accordo prevede anche, come in passato, la gestione della sicurezza da parte della Siria delle Alture del Golan occupate. La forza multinazionale che dovrà ritornare nel Golan sarà formata da 1000 soldati e 70 osservatori. Ci sarebbe anche una zona smilitarizzata al confine, prevista nel 1974 con l’accordo di cessazione delle ostilità tra Israele e Siria“. “La zona demilitarizzata si estende per 80 chilometri dal Jabal al-Shayq al confine tra Giordania, Siria e Israele, secondo il rapporto che osserva che l’accordo sarebbe conseguenza della vittoria di Trump, avendo insistito per tutta la campagna elettorale a porre fine alla crisi in Siria, convincendo Assad, che aveva detto in un’intervista del 16 novembre di essere pronto ad allearsi con Trump per finirla con lo Stato islamico“.
Quali sono i segnali di questi colloqui? Se hanno avuto luogo, dimostrano una cosa: Israele ha ceduto obiettivi ed interessi che cercava di raggiungere nella Siria meridionale tramite i terroristi di al-Nusra e SIIL. Nessuno può dimenticare infatti la logistica fornita da Israele ai terroristi e l’aiuto a centinaia di loro evacuati e curati negli ospedali israeliani. Che Israele accetti di discutere con la Siria, pochi mesi dopo la riunione assai pubblicizzata di Netanyahu e del suo gabinetto sul Golan occupato, è un’amara confessione del regime israeliano, che vede i suoi cinque anni di tentavi abbandonati miseramente. I terroristi taqfiri di cui Israele ora sembra volersi sbarazzare (se si crede ai rapporti che Israele avrebbe bombardato le posizione del SIIL nel Golan), non hanno potuto regalargli l’ambito Golan. La vera paura d’Israele è vedere Hezbollah, alleato di Damasco, definitivamente alle porte di Israele, sulle strategiche alture del Golan. I colloqui segreti, se veri, indicano che Israele ha abbandonato il Golan e scelto il ritorno allo status quo ante…alture-golan-israelTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora