Vittoria della Siria a Dayr al-Zur

Hugo Turner, Global Research 16 settembre 2017 L’Esercito arabo siriano ha ottenuto un’altra grande vittoria togliendo l’assedio dello SIIL all’eroica città di Dayr al-Zur. Da anni era circondata da nemici e assediata prima dall’ELS e da al-Nusra e poi dallo SIIL. Ha resistito ai ripetuti attacchi aerei statunitensi e della NATO, il più infame lo scorso autunno quando bombardarono Dayr al-Zur subito dopo aver acconsentito a un cessate il fuoco, una mossa che aprì la strada allo SIIL che quasi riusciva ad occupare la città. I coraggiosi difensori di Dayr al-Zur resistettero a tali infiniti attacchi divenendo simbolo della resistenza eroica di tutta la Siria. Da anni i siriani e i loro amici nel mondo hanno sognato che un giorno questo assedio finisse. I nostri sogni sono finalmente diventati realtà e più velocemente di quanto immaginato.
La liberazione di Dayr al-Zur dall’assedio dello SIIL è il culmine di mesi di nette vittorie dell’EAS sullo SIIL. Ora si agogna una vittoria finale vicina per la Siria. Ancora una volta l’EAS e i suoi alleati Hezbollah, Russia e Iran hanno stordito il mondo. L’Impero del Caos è nel panico. Netanyahu in Israele è istericamente rabbioso nel cercare di rovinare la vittoria di Dayr al-Zur con l’ennesimo dei suoi attacchi aerei illegali e codardi sulla Siria. Tutto l’equilibrio strategico del mondo cambia a vista d’occhio. E tutto è dovuto all’enorme coraggio del popolo siriano che ha resistito a tale sporca guerra lanciata chiaramente da mezzo mondo contro il suo Paese. La Siria ha resistito a Stati Uniti, Israele, Regno Unito, Arabia Saudita, Qatar, Turchia, EAU, Quwayt, Francia, Germania e gli altri lacchè di GCC/NATO che costituiscono l’Asse del Caos. Ha resistito ad eserciti di fanatici e brutali assassini reclutati in Medio Oriente, Africa, Europa e Asia centrale. Ha sconfitto un’orda di torturatori, stupratori, schiavi, cannibali e naturalmente assassini addestrati dalla CIA. Quale altro Stato ha combattuto le probabilità che la Siria ha affrontato? La vittoria di Dayr al-Zur è la più gloriosa della storia dell’umanità?
Solo pochi mesi fa non era chiaro se Dayr al-Zur sopravvivesse tanto da permettere all’EAS di togliere l’assedio. Lo SIIL lanciava offensiva dopo offensiva con l’aiuto degli attacchi aerei statunitensi, con cui riuscì a tagliare a metà la città, a gennaio scorso. Poi anche le più disperate offensive fecero seguito e lo SIIL compì alcune pericolose avanzate, e sempre iniziava ogni offensiva con attacchi di autocarri-bomba suicidi. Tuttavia, l’EAS riusciva a scacciare tali attacchi trasformando la città nel cimitero dello SIIL. L’EAS era sotto il comando del leggendario Maggior-Generale Isam Zahradin che guidava la difesa della città dal luglio 2014. Ogni giorno, per più di 1000 giorni, EAS, Hezbollah e Forze di difesa nazionale erano in prima linea a difendere i 100000 residenti della città dallo SIIL. I civili erano altrettanto eroici nel sopportare anni di assedio, soprattutto le fiere donne di Dayr al-Zur, affrontando stupratori, cecchini e lanci di razzi per trovare cibo per la famiglia. I loro mariti erano morti o combattevano sul fronte e fu il coraggio delle donne di Dayr al-Zur che permise alla città di sopravvivere all’assedio. Il popolo di Dayr al-Zur resistette silenzioso alla sofferenza inflitta dall’interruzione dell’elettricità, dal cibo scarso, dalle medicine introvabili. Grazie all’attacco a tradimento dell’aviazione statunitense, lo SIIL riuscì ad occupare gli impianti idrici della città che fu costretta a bere l’acqua inquinata del fiume per sopravvivere. Razzi, artiglieria, mortai e cecchini li terrorizzava come i siriani sopravvissuti a simili assedi terroristici. Viveva nella costante paura che lo SIIL catturasse la città. Nonostante tutto ciò, rimase deciso a resistere fino alla fine. Non dimenticherò mai la vista di centinaia di madri siriane, e nonne, armate di AK-47 che avvertivano che avrebbero combattuto fino alla morte per difendere le loro famiglie. Fortunatamente, grazie al coraggio dell’EAS e dei loro alleati, non si è mai arrivati a questo e contro tutte le probabilità la città ha resistito ad ogni tentativo di catturarla. Alla fine difendevano la città con solo 2 carri armati ed artiglieria che aveva superato i limiti operativi, dopo aver sparato così tanto senza essere sostituita.
La vittoria di Dayr al-Zur è il culmine delle offensive dell’EAS che hanno liberato migliaia di chilometri quadrati negli ultimi mesi. A nord, ampliando la vittoria di Aleppo, l’EAS avanzava costantemente verso est evitando Raqqa. A sud c’era l’enorme saliente di territorio siriano occupato dallo SIIL, che lo separava dal territorio dell’EAS che si estendeva a Palmyra. Con una straordinaria serie di vittorie, l’EAS isolava questa sacca dello SIIL tagliandone le linee di rifornimento, dividendola in due e circondandola liberando un ampio territorio e aprendo la via per l’offensiva definitiva verso Dayr al-Zur. Chi ha seguito le incredibili vittorie delle FAN nella guerra in Ucraina non può fare a meno di riconoscere il brillante ruolo dietro le quinte che i consiglieri Spetsnaz russi hanno giocato nelle recenti vittorie dell’EAS. Lo SIIL continua a resistere disperatamente alla sconfitta inevitabile, ma è chiaro che EAS, Hezbollah e Russia gli hanno inflitto la sconfitta decisiva in Siria. Queste vittorie devono molto alle Forze Tigre d’élite siriane, che hanno svolto un ruolo decisivo nella vittoria ad Aleppo e nella fine dell’assedio di Dayr al-Zur. In una guerra in cui le battaglie si sono svolte per settimane su un piccolo villaggio o addirittura un unico edificio, l’EAS riusciva a liberare migliaia di chilometri quadrati nelle ultime settimane. Ancora una volta l’EAS ha compiuto l’impossibile.
Non c’è da stupirsi che i nemici della Siria agiscano anche più bizzarramente del solito. Gli Stati Uniti hanno inviato i loro mercenari curdi delle SDF a cercare di bloccare l’avanzata dell’EAS. I curdi farebbero bene ad uscire dalla servitù all’impero prima che gli statunitensi provochino un terribile disastro. Allo stesso tempo gli Stati Uniti cercano di coinvolgere i curdi in una guerra con l’EAS facendo vagheggiare l’intenzione degli Stati Uniti di abbandonarli al loro destino. Nella settimana precedente la fine dell’assedio di Dayr al-Zur, gli Stati Uniti inviavano i loro elicotteri ad evacuare alcuni capi dello SIIL, indicando ancora una volta che esso è uno strumento della CIA e delle agenzie d’intelligence alleate. Per reazione la Russia bombardava lo SIIL con una bomba termobarica e lanciava missili da crociera in attacchi devastanti sullo SIIL, un avvertimento a Stati Uniti e loro pedine delle SDF. Gli Stati Uniti hanno risposto alla liberazione di Dayr al-Zur bombardando un vicino campo profughi, uccidendo bambini siriani con un attacco criminale e codardo. Negli Stati Uniti sempre più s’intensifica il panico per la Russia, anche se sembrava impossibile che la dirigenza anti-russa divenisse ancora più folle. È bloccata in una guerra diplomatica contro la Russia, espellendo altri diplomatici e imponendo sanzioni più severe a Russia, Iran, Corea democratica e Venezuela. Mira a RT e Sputnik, scatenando USA Today che scioccamente attaccava il mio blog per aver denunciato il colpo di Stato fascista in Ucraina. Fa parte dell’isteria propagandistica antirussa sostenuta dalla facciata della CIA/BND, il Fondo Marshall, e dal progetto Hamilton 68 dell’Alliance for Securing Democracy che spia 600 account twitter pro-russi, o come li chiama, “bot e troll controllati dal Cremlino”. Fondamentalmente chiunque si opponga all’Ucraina fascista o ai piani che permettano ad al-Qaida e SIIL di distruggere la Siria viene ora etichettato come propagandista russo, indipendentemente dal fatto che sia statunitense, canadese o europeo occidentale, accusato di distruggere la democrazia informando il pubblico. Tale arrogante think tank crede che l’unico modo per “garantire la democrazia” sia distruggere la libertà di parola. Fortunatamente è troppo tardi per impedire al mondo di comprendere la natura criminale della politica estera statunitense che porta distruzione, miseria, povertà e guerre nell’intero pianeta.
Anche gli altri nemici della Siria sono nel panico. Netanyahu d’Israele si è fatto ridere globalmente dietro quando si recò in Russia per chiedere a Putin di fermare l’avanzata dell’EAS che crede incredibilmente essere un’espansione iraniana. Putin gli disse che l’Iran è un alleato della Russia, e Netanyahu sarebbe andato via rabbioso minacciando di bombardare il palazzo presidenziale di Assad. Doveva accontentarsi di un altro bombardamento illegale. Israele resta pericoloso ed imprevedibile, ma è nel panico per il fatto che Hezbollah è avanzato durante la guerra in Siria. Hezbollah ha ottenuto una vittoria importante nelle montagne del Qalamun, finalmente ripulendo un nido di terroristi dello SIIL costretti ad evacuare in autobus verso il loro territorio, sempre più ridotto, nella Siria orientale. I sauditi si scontrano con i qatarioti mentre continuano la guerra genocida sostenuta da ONU-NATO-Regno Unito nello Yemen. Nel frattempo, il mondo intero si chiede se l’imperatore pazzo Trump porterà il mondo in una guerra nucleare con la Corea democratica. Predico che tutta la cosa sia solo una sceneggiata per un’imbarazzante altra umiliazione dell’Impero del Caos. Gli Stati Uniti ancora attaccano ovunque nel mondo. L’ultima trama golpista in Venezuela ha subito una sconfitta umiliante con l’opposizione fascista screditata dal regno del terrore e il Venezuela che votava per far progredire la rivoluzione socialista bolivariana.
Nel frattempo in Siria si celebra e ricostruisce, i siriani costretti a fuggire ritornano a casa ora che gli squadroni della morte della NATO sono stato espulsi da gran parte del Paese. Laddove due anni fa c’era una determinazione tenace, ora i siriani sognano nuovamente un futuro luminoso per quando avranno ricostruito il loro Paese. La liberazione di Dayr al-Zur è stata celebrata in Siria soprattutto a Dayr al-Zur stessa. Ora che l’EAS ha rotto l’assedio i rifornimenti alimentari e medici possono finalmente entrare in città e i bambini andare a scuola senza temere i cecchini. Dappertutto in Siria la gente sognava la vittoria finale e il ritorno della pace. Purtroppo la guerra è tutt’altro che finita, ma la Siria ispira il mondo come simbolo di eroismo e resistenza. Pur di fronte all’Asse del Caos che gli gettava contro eserciti di terroristi, bombardieri della NATO, marines statunitensi, complotti della CIA, miliardi di armi, sanzioni e guerra di propaganda, la Siria si è rifiutata di arrendersi. Con una lezione per tutti gli oppositori all’impero del caos, la Siria ricorda di non smettere mai di combattere.Fonti:
ANNA news Documentario sulla vita a Dayr al-Zur assediata dallo SIIL
Documentario di ANNA News sulla fine dell’assedio di Dayr al-Zur
Ultime da Dayr al-Zur mentre l’EAS continua l’offensiva
Sharmine Narwani sul panico d’Israele per la vittoria dell’EAS
Dr. Shaban: sulla vittoria siriana
Flashback al mio articolo sul bombardamento osceno degli Stati Uniti di Dayr al-Zur

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Siria: verso la fine dei giochi

Tony Cartalucci – LD, 14 settembre 2017Mentre le forze siriane raggiungono il fiume Eufrate, rompendo l’assedio della città siriana di Dayr al-Zur, Damasco e i suoi alleati, insieme agli Stati che sponsorizzano il terrorismo che affligge la Siria negli ultimi 6 anni, attuano gli ultimi passi all’avvicinarsi della fine dei giochi. Le forze siriane hanno già liberato Aleppo e continuano a proteggere il confine della Siria con Giordania e Iraq ad ovest dell’Eufrate, sconfiggendo i terroristi sostenuti da Washington, alleati europei e NATO, nonché dai partner del Golfo Persico. Rimane la città di Idlib, divenuta meta finale dei terroristi che fuggono o sono evacuati con operazioni governative da altre aree in Siria. La città e gran parte della provincia confinano direttamente con la Turchia, da dove i terroristi ancora ricevono rifornimenti, armi e rinforzi dalla NATO. Con la natura dei terroristi sponsorizzati dall’occidente ora pienamente svelata e le forze russe ed iraniane presenti sul campo e profondamente investite nella vittoria di Damasco, è inevitabile che quasi tutto il territorio ad ovest dell’Eufrate ritorni sotto il controllo di Damasco. I tentativi politici di preservare Idlib come fortezza dei terroristi difficilmente considerano la natura terroristica dei gruppi che occupano la città, compreso chi opera apertamente sotto le bandiere di al-Qaida.

Ad est dell’Eufrate
A est dell’Eufrate si trova la città di Raqqa campo di battaglia per le forze curdo-statunitensi e i terroristi dello SIIL armati e finanziati da USA e sauditi. Oltre Raqqa, una vasta distesa di territorio viene rivendicata e occupata dalle forze curde, mentre i militari siriani controllano le aree di Qamishli e al-Hasaqah. Attraversato l’Eufrate, a est di Dayr alz-Zur c’è l’offensiva recentemente lanciata dai curdi probabilmente volta ad impedire che i militari siriani attraversino il fiume. Reuters, in un articolo intitolato “L’Esercito siriano e le forze sostenute dagli Stati Uniti convergono contro lo Stato islamico con offensive separate“, riferiva che: “L’alleanza delle forze democratiche siriane, sostenuta dagli USA, dichiarava di aver raggiunto la zona industriale di Dayr al-Zur, a pochi chilometri ad est della città, dopo aver lanciato le operazioni in quest’area nei giorni scorsi”. L’articolo riferiva anche: “I progressi indicano che le forze sostenute dagli Stati Uniti e del governo siriano, col sostegno militare russo, distano solo 15 chilometri separate dal fiume Eufrate, a Dayr al-Zur”. Le forze siriane che attraversano il fiume, liberando il territorio a est dell’Eufrate, renderanno i tentativi di Stati Uniti e ascari di balcanizzare la nazione ancora più futili. Con le posizioni del governo siriano presenti nel territorio curdo e una solida posizione a Dayr al-Zuor, ad est dell’Eufrate, i combattenti curdi dovrebbero intraprendere una campagna pericolosa e costosa per respingere le forze siriane dividendo la nazione. Ciò richiederebbe l’assistenza militare diretta degli statunitensi, rischiando lo scontro tra gli alleati russi e iraniani della Siria e gli Stati Uniti. Non è ancora chiaro quanto gli Stati Uniti siano disposti ad adempiere all’obiettivo secondario di dividere la Siria.

Quali sono le carte ancora sul tavolo?
I responsabili delle politiche statunitensi hanno, dall’inizio del conflitto nel 2011, cercato di dividere la Siria e creavi “santuari” per far continuare instabilità e cambio di regime a Damasco nel lungo periodo, una volta che il cambio di regime immediato non si è materializzato. Per gli Stati Uniti, la prospettiva di separare il territorio ad ovest dell’Eufrate appare ora assai improbabile. Anche i tentativi di occupare il territorio a sud di Damasco lungo il confine siriano-giordano e siriano-iracheno sembrano falliti. Tuttavia, ad est dell’Eufrate con gli ascari curdi degli statunitensi, i “santuari” sono ancora probabili. Tuttavia, la loro utilità nell’effettuare un cambio di regime a Damasco è trascurabile. I tentativi di Stati Uniti e fantocci di occupare quanto più territorio prima della fine dei giochi potrebbero fallire a lungo termine. Nonostante il cambio di regime fallito, gli USA hanno indebolito in modo significativo la Siria. Gran parte della Siria orientale è minacciata di balcanizzazione, una regione in cui gran parte delle ricchezze petrolifere della Siria risiede, e il recupero socioeconomico sarebbe indubbiamente più complicato. Tuttavia, i combattenti curdi filo-statunitensi trasferitisi a Raqqa e Dayr al-Zur non sono in territorio curdo. La capacità dei combattenti curdi filo-statunitensi di sconfiggere i terroristi dello SIIL non si traduce in loro occupazione del territorio. Mentre gli Stati Uniti affermano che i combattenti curdi collaborano con i terroristi arabi, resta la durata di tale alleanza dopo il conflitto. Il dubbio record degli USA nella “costruzione di nazioni” è un altro fattore importante da considerare riguardo le proposte di divisione e controllo della Siria orientale.

Due possibilità per la Siria orientale
Gli Stati Uniti hanno solo un conflitto perpetuo da offrire ai loro alleati curdi e arabi nella Siria orientale, sia con il governo siriano che con la Turchia o continui conflitti etnici tra gli alleati arabi e e curdi degli statunitensi. Inoltre, la nozione di Stato curdo “indipendente”, totalmente dipendente da sostegno e protezione statunitensi, è un paradosso. La probabilità che i curdi di Siria siano subordinati ai curdi filo-statunitensi nel nord dell’Iraq mina anche la nozione d'”indipendenza”. Siria ed alleati, d’altra parte, hanno un futuro da offrire alla minoranza curda. Uno futuro di stabilità entro i confini di uno Stato siriano unito. È un accordo di protezione dall’aggressione turca nel nord e dall’instabilità delle tensioni continue tra curdi filo-statunitensi in Iraq e Baghdad, ad est. Siria ed alleati Russia e Iran hanno anche una posizione così forte nella regione da rendere trascurabile quello con gli Stati Uniti, invasori stranieri.

Cosa cercare
Nelle prossime settimane o mesi, quanto lontano andranno i militari siriani consolidando l’avanzata prima di raggiungere i limiti tattici e strategici, deciderà ciò che resterà dei piani degli Stati Uniti per balcanizzare infine il Paese. Tentativi d’inserire un cuneo tra Damasco ed alleati russi e iraniani sono in corso, in particolare con gli attacchi israeliani sulla Siria e i tentativi di ritrarre la Russia come protettore d’Israele. L’uso d’Israele per provocare pressioni su Damasco e deviare risorse politiche, finanziarie e militari dalle battaglie critiche continuerà. Sono in corso anche tentativi per alienare la minoranza curda della Siria per avvelenare il più possibile qualsiasi tentativo di Damasco di offrire un futuro più attraente a chi agisce da ascaro degli statunitensi nel balcanizzare la nazione. Infine, anche i tentativi d’isolare la Siria e i suoi alleati dalla comunità internazionale continuano, in particolare con le ripetute accuse sull’uso di armi chimiche. Nonostante l’insuccesso di tale tattica, gli Stati Uniti, attraverso le Nazioni Unite, hanno accusato più volte la Siria di utilizzare armi chimiche nel tentativo di giustificare un conflitto diretto con Damasco. Oltre alle battaglie e alle operazioni lampo sul territorio siriano, gli analisti dovrebbero aspettarsi intense manovre diplomatiche da tutti i lati, mente si avvicina la conclusione.Tony Cartalucci, ricercatore e autore geopolitico di Bangkok.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Le formazioni paramilitari siriane

Alessandro Lattanzio, 14/9/2017

Il nostro onore sarà solo l’onore di affrontare l’occupazione e la cospirazione occidentale statunitense, del nemico taqfiro e del nemico israeliano. Il nostro onore è la Palestina e dalla Palestina a Gaza, e da Gaza a tutta la terra della Palestina. Il nostro onore è in Siria affrontando la cospirazione contro la Siria, e il nostro onore è la Resistenza“.
Mahmud Qamiti, dell’Ufficio Politico di Hezbollah

Quwat Muqatili al-Ashair
Le Quwat Muqatili al-Ashair (“Forze dei Combattenti delle Tribù”) sono una milizia governativa. Le Quwat Muqatili al-Ashair sono guidate dallo Shaiq Turqi Abu Hamad dell’ufficio politico del Movimento Socialista Arabo, separatosi dal Baath nel 1963, ma componente del Fronte Nazionale Progressista, coalizione di partiti guidata dal Baath stesso. Turqi Abu Hamad è originario di Raqqa, la sua milizia è affiliata all’intelligence militare siriana tramite Zayd Ali Salah, comandante della 30.ma Divisione di fanteria e direttore della comunità di sicurezza e militare di Aleppo. Il fratello di Turqi, l’ingegnere Ahmad Abu Hamad, è il comandante delle Quwat Muqatili al-Ashair. 500 combattenti delle Quwat Muqatili al-Ashair furono trasferiti da Aleppo ad al-Qafsa, sul fiume Eufrate. Nel 2016 fu costituita, presso le Quwat Muqatili al-Ashair, un contingente di drusi del governatorato di Suwayda, il Bayraq al-Suwayda, che partecipò alla liberazione della zona tra Tadmur e al-Suqanah. I russi hanno decorato Turqi e Ahmad Abu Hamad.

Liwa al-Jabal
La Liwa al-Jabal (Brigata della Montagna) è una formazione di 5 gruppi combattenti popolari di supporto ad esercito e forze nazionali nel governatorato di Suwayda, nella lotta contro le bande di Jabhat al-Nusra e Daish (Stato islamico). Le cinque formazioni che costituiscono Liwa al-Jabal sono:
– Qatib Jalamid Urman
– al-Zaqaba
– Amar bin Yasir
– al-Suqur
– al-Basha
La Liwa al-Jabal partecipa alle campagne anticrimine assieme al Partito social-nazionale siriano, al Jamiyat al-Bustan e all’Haraqat Rijal al-Qarama.Saraya al-Tuhid
Il Partito dell’Unità Araba, espressione dei drusi libanesi contrari a Walid Jumblatt, sostiene il Baath in Siria, e dispone del Qatib Amar bin Yasir, fondato nel luglio 2006 in Libano ed operante in Siria, nelle province di Suwayda e Qunaytra, nell’ambito della difesa delle aree druse dai terroristi. Un’altra unità armata del Partito dell’Unità Araba è la Saraya al-Tuhid (“La Brigata dell’Unità”). Il Partito dell’Unità Araba è un alleato di Hezbollah, un cui esponente, Mahmud Qamiti, che svolge un ruolo di collegamento, affermò: “Il nostro onore sarà solo l’onore di affrontare l’occupazione e la cospirazione del piano occidentale statunitense, del nemico taqfiro e del nemico israeliano. Il nostro onore è la Palestina e dalla Palestina a Gaza, e da Gaza a tutta la terra della Palestina. Il nostro onore è in Siria e di fronte alla cospirazione contro la Siria, e il nostro onore è nella Resistenza“. Wiam Wahab, leader del Partito dell’Unità Araba, definiva il ruolo di Saraya al-Tuhid precisando che il gruppo non comprende “brigate militari o di sicurezza, o terroristi come i paurosi dicono, ma piuttosto le brigate dell’imminente cambiamento, il tempestivo cambiamento verso un migliore domani, per noi, la nostra montagna e la nostra gente da Iqlim al-Qarub all’ultima montagna e all’ultimo pezzo di Libano, da sud a nord: sono brigate civili che rifiutano l’uso delle armi tranne che per l’autodifesa e sostenere l’esercito e le forze di sicurezza libanesi, se necessario, affrontando qualsiasi aggressione “israeliana” come parte della resistenza”. Wahab sottolineava la solidarietà con il Baath e l’Esercito arabo siriano, e la “Resistenza libanese” che resiste al fianco di Damasco e delle comunità druse in Siria che si oppongono agli assalti dei terroristi. La Saraya al-Tuhid fu creata nell’ottobre 2016 e dispone di centinaia di aderenti che operano non solo in Libano, ma anche in Siria, presso Hadar e Suwayda.

Labuat al-Jabal
Le Labuat al-Jabal (“Leonesse di montagna”) della provincia di Suwayda, è un’organizzazione drusa costituita nel luglio 2015 ed affiliata al Madhafat al-Watan, movimento civile nazionalista e popolare. È un’organizzazione femminile addestrata all’uso di armi, educazione fisica, pronto soccorso e supporto morale.

Qatib Jalamid Urman (Dir al-Jabal)
Il Qatib Jalamid Urman (Battaglione Rocca di Urman), difende Urman, un villaggio nella provincia di Suwayda, ed aderisce al gruppo Dir al-Jabal (Scudo della montagna), riferendosi a Suwayda, anche chiamata Jabal al-Arabi/al-Druzi (“Montagna degli Arabi/Drusi”). La milizia è un’organizzazione ausiliaria dell’Esercito arabo siriano che ha operato nei fronti di Suwayda, Ghuta e campo Shair nel deserto di Homs. Il Qatib Jalamid Urman fu creato nel giugno 2015 per proteggere la comunità dal terrorismo islamista e dalle azioni del Rijal al-Qarama, organizzazione anti-siriana di shaiq Abu Fahad Wahid al-Balus. Il Qatib Jalamid Urman svolge servizi d’ordine nella provincia di Suwayda, contro il contrabbando e a difesa degli studenti che uscivano dalle scuole. La milizia inoltre pattuglia il confine Siria-Giordania. Il Qatib Jalamid Urman sostiene le Forze di Difesa Nazionale.

Qatib Humat al-Diyar
Il Qatib Humat al-Diyar (“Battaglione dei Guardiani della Patria”, in riferimento all’inno nazionale siriano Humat al-Diyar), è guidato da Nazih Jarba (Abu Husayin), parente di Shaiq Yusuf Jarba, uno dei tre Mashayaq al-Aqal, le massime autorità religiose dei drusi in Siria. L’unità fu formata nella provincia di Suwayda nel 2012. Il Qatib Humat al-Diyar fa parte delle Forze di Difesa Nazionale e conta 2000 combattenti. Nell’agosto 2015, il Qatib Humat al-Diyar, incontrando il Partito dell’Unità Araba, affermò di “condividere le posizioni a protezione del Jabal al-Arabi/Druzi di Suwayda“. Il Qatib Humat al-Diyar supporta anche il Partito Social-Nazionale Siriano, che ha una base ad Ariqa, presso Suwayda, le Forze di Difesa Nazionale, la Liwa al-Baath e il gruppo Amar bin Yasir. Le attività del Qatib Humat al-Diyar riguardano la sicurezza nella provincia di Suwayda, al fianco delle milizie popolari, come la difesa del villaggio Hadar contro i terroristi, nel settembre 2016, e la lotta al contrabbando.

Asad al-Qarubim
Nel febbraio 2016, il gruppo cristiano siriano Junud al-Masih (“Soldati di Cristo”), pubblicava: “La Siria è bella con Assad. Al vostro servizio nell’anima e nel sangue, per il nostro Presidente Bashar al-Assad, abbiamo iniziato con 5 gruppi e oggi siamo diventati più di 15 gruppi armati siriani cristiani“. Junud al-Masih probabilmente aderiscono agli Asad al-Qarubim (“Leoni dei Cherubini”), creata nel 2013 durante “l’attacco terroristico al monastero dei Cherubini” di Saydnaya. L’unità ha partecipato a numerosi operazioni anche al di fuori della zona di Saydnaya, nel Ghuta, a Daraya, Homs, Qalamun e Jubar, presso Damasco. Inoltre, Asad al-Qarubim hanno un contingente a nord di Hama. Il 10 settembre 2015, gli Asad al-Qarubim parteciparono alla liberazione delle colline che circondano la località cristiana di Marunah, provincia di Damasco, ricacciando i terroristi dall’autostrada di Harasta. Nel novembre del 2015, il gruppo operava nel Badiyah al-Homs, vicino Quraytin, Mahin e Sadad, combattendo contro lo Stato islamico, assieme ai Nusur al-Zuba e al Suturo. Asad al-Qarubim sarebbero collegati agli Huras al-Fajr (“I Guardiani dell’Alba”), che dall’11 settembre 2015 riuniscono le milizie cristiane affiliate all’intelligence della SAAF, l’Aeronautica Militare siriana. Oltre ad Asad al-Qarubim, i gruppi costituenti gli Huras al-Fajr sono:
– Gruppo Ararat
Asad al-Wadi (del Wadi al-Nasara nella provincia di Homs)
– Asad al-Hamidiya (del quartiere Hamidiya di Homs)
– Reggimento d’Intervento
– Asad Duala (del quartiere Duala di Damasco)
Gli Asad al-Qarubim sono l’evoluzione delle milizie nate per la difesa dei luoghi santi cristiani in Siria, sul modello delle organizzazioni sciite, ed oggi combattono in diverse regioni della Siria occidentale.

Quwat al-Ghadab
Le Quwat al-Ghadab (“Forze della Rabbia”), furono fondate nella città greco-ortodossa di Suqaylabiyah, nella provincia di Hama, il 16 marzo 2013 per difendere la città in coordinamento con la Guardia repubblicana e il Comando Generale dell’Esercito arabo della Siria. Le Quwat al-Ghadab hanno operato oltre che a Suqaylabiyah, a Tal Uthman contro i terroristi, all’inizio del novembre 2015, e nella provincia di Lataqia. Il leader è Philip Sulayman, collegato al comandante delle NDF di Suqaylabiyah Nabil al-Abdullah. Sulayman è un riservista dell’Esercito arabo siriano.

Quwat Wad al-Sadiq
Le Quwat Wad al-Sadiq (Forze della Vera Promessa) sono affiliate ad Hezbollah, create nel 2012 presso Sayida Zaynab a Damasco, sede del più noto santuario sciita in Siria. Vi aderiscono sciiti e drusi. Le Quwat Wad al-Sadiq hanno combattuto a Damasco, Qalamun, Idlib, Dara, Qunaytra, Aleppo e Badiyah. Ebbero un ruolo importante nella liberazione dell’area di al-Duqaniya, ad est di Damasco, occupata dai terroristi nel settembre 2014, e liberata un mese dopo. Hezbollah supporta e coordina questa unità.

Liwa Muqtar al-Thiqfi
La Liwa Muqtar al-Thiqfi (“Brigata Muqtar al-Thiqfi”) o Fuj Umar Bani Hashim (“Reggimento Umar Bani Hashim”) o Gruppo 313. Muqtar al-Thiqfi guidò la rivolta contro gli Umayadi nel tentativo di vendicare la morte dell’Imam al-Husayn, nipote del profeta Muhamad ucciso nella battaglia di Qarbala. Bani Hashim era invece Abu al-Fadil al-Abas, figlio dell’Imam Ali, il primo Imam sciita. Anche Abu al-Fadil al-Abas fu ucciso nella battaglia di Qarbala. La Liwa Muqtar al-Thiqfi fu creata nel 2016, opera sul fronte di Lataqia ed è supportata dal Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica Iraniana. Vi aderiscono sciiti, sunniti e alawiti siriani, sopratutto renitenti alla leva, disertori ed ex-soldati. L’unità dispone di 4500 combattenti e sarebbe collegata all’intelligence militare (Aman al-Asqari) di Hama.

Saraya al-Arin
La Saraya al-Arin (“Brigata dell’Arena”) o Fuj Abu al-Harith (Reggimento Abu al-Harith) utilizza emblemi in cui compare il numero 313, riferendosi al numero dei soldati musulmani nella battaglia di Badr contro i Quraysh o ai compagni dell’Imam al-Mahdi. La Saraya al-Arin è guidata da Yasir al-Asad di Qardaha, nella provincia di Lataqia. Fondata nell’aprile 2015, è affiliata all’Esercito arabo siriano ed opera principalmente sul fronte di Lataqia in coordinamento con le forze del Dir al-Aman al-Asqari (“Scudo dell’Intelligence Militare”) dell’intelligence militare della provincia di Lataqia.

Liwa Sayf al-Haq Asadalah al-Ghalib
La Liwa Sayf al-Mahdi, o Liwa Sayf al-Haq Asadalah al-Ghalib, è una milizia di Sayida Zaynab, località fulcro della comunità sciita in Siria, collegata con la Guardia Repubblicana. L’unità fu creata nel 2014 da Ghalib Abu Ahmad ed opera presso Damasco e nel Qalamun.

Liwa al-Imam Zayn al-Abidin
La Liwa al-Imam Zayn al-Abidin fu formata nel 2013 da Zahir Hasan al-Asad, aderente al Muqawama al-Suriya (Resistenza Siriana). La Liwa al-Imam Zayn al-Abidin ha operato ad Ithriya, Tadmur e Qunaytra, ma soprattutto a Dayr al-Zur, combattendo su quel fronte al fianco di Forze di Difesa Nazionale, Leoni del Leader Eterno di Haj Azrail, Leoni dell’Eufrate, affiliati all’Aman al-Dula (“Sicurezza dello Stato”), Leoni dell’Est, milizia della tribù Shayitat collegata alla Guardia repubblicana di Isam Zahradin, Liwa al-Baath, Hashd al-Shabi, le milizie di mobilitazione popolare che si ispirano alle milizie irachene, Hezbollah e Quwat al-Jalil (“Forze di Galilea”). La Liwa al-Imam Zayn al-Abidin comprende combattenti da al-Buqamal, Raqqa, Hasaqah, Qamishli, Damasco e Dara.Liwa al-Jalil
Ala politico-militare del “Movimento nazionale di azione per la resistenza”. La Liwa al-Jalil (Brigata della Galilea) fu fondata il 29 maggio 2015; è un “movimento laico e di sinistra” incentrato su nazionalismo arabo, causa palestinese e ruolo della Siria nell’Asse della Resistenza. “Tenuto conto delle circostanze che gli arabi in generale e la causa palestinese attraversano, e il pericolo che minaccia ogni Paese della Resistenza in questa regione, la nostra gioventù palestinese e siriana ha deciso di formare un’entità della resistenza in quei Paesi che affrontano la tirannia e l’egemonia che non cessano di minacciare fin dall’occupazione della Palestina. L’ideologia di questa entità è quella del movimento d’avanguardia della gioventù della Resistenza che combatte la guerra di liberazione e d’indipendenza, qualunque siano circostanze e capacità. E il nostro successo nel sostenere questa causa in Palestina o nei Paesi della resistenza che sostengono la Palestina, è il successo nel spezzare la servitù collettiva di ogni essere umano proprio come questi giovani della resistenza si sforzano di fare. Il movimento considera la causa palestinese causa fondamentale, poiché è la prima causa dell’umanità nella lotta all’occupazione e all’egemonia perseguendo la liberazione, perciò sulle fondamenta dell’umanità e del nazionalismo poniamo il nostro ruolo ideologico, politico e militare in questo conflitto da vincere. Il Movimento Nazionale di Azione della Resistenza è stato creato nell’attuale conflitto tra l’ideologia della Resistenza e la controparte che persegue la guerra contro la nostra ideologia. Ci sforzeremo di sconfiggerla e sterminarla sotto qualsiasi copertura, perché la liberazione dei popoli non può avvenire con la distruzione delle loro terre e della loro identità resistenziale. Pertanto, sul piano politico puntiamo ad unire i ranghi di tutte le fazioni palestinesi che sostengono l’ideologia della resistenza, nonché a preservare la causa palestinese come causa centrale, a che i nostri sacrifici siano la via per liberare l’intera Patria palestinese, affidandoci al principio della resistenza e non confondendoci col nemico e il suo seguito. Il nostro lavoro sulla terra della Repubblica araba siriana è sostenere l’Asse della Resistenza e mantenere al sicuro i campi della diaspora palestinese e i componenti più importanti della stabilità del nostro popolo palestinese, punto focale del sostengo alla vittoria della causa: perciò non si dovrà cambiare campo partecipando ai conflitti interni di queste terre, alimentando idee, atti e piani contro i Paesi che hanno sostenuto e continuano a sostenere la Palestina e la liberazione del popolo palestinese. E non so dovrà divenire la spina nel fianco di questi Paesi, perché le azioni compiute a nome del popolo della Resistenza non solo mirano a distruggerne la stabilità, ma anche ad aggravare e sconvolgere la causa e i suoi sostenitori, perché le mani sioniste e della loro entità illegittima sono chiare in questi azioni, tra cui la rinascita del piano di Antoine Lahad nella regione meridionale della Repubblica araba siriana, le cui cospirazioni affronteremo fianco a fianco con l’Esercito arabo siriano, tagliando le mani a tala entità. Difatti, il nostro conflitto è esistenziale contro il pensiero sionista, l’egemonia globale e l’oppressione dei popoli“. Il riferimento ad Antoine Lahad riguarda la milizia del Sud del Libano collaborazionista d’Israele durante l’occupazione del Libano. Liwa al-Jalil indicava i terroristi nel sud della Siria come alleati e ascari d’Israele. La Liwa al-Jalil ha sostenuto le operazioni per difendere l’autostrada al-Salam, che collega Damasco e Qunaytra, in particolare nella zona di Qan al-Shayq, a sud di Damasco, e presso Qurum Jaba.

Quwat al-Jalil
Le Quwat al-Jalil (Forze della Galilea) parteciparono alle operazioni nel Qalamun, liberando Tal Musa, al-Talaja, Tal Baluqusat e Tal Qashia. È una forza ausiliaria dell’Esercito arabo siriano guidata da Fadi al-Malah e composta da siriano-palestinesi. Fu istituita il 15 maggio 2011 quale ala militare dell’Haraqat Shabab al-Udat al-Falastinia (Movimento della Gioventù del Ritorno Palestinese). Malah aveva dichiarato: “Quando l’eterno Presidente Hafiz al-Assad decise d’inviare i battaglioni dell’Esercito arabo siriano a proteggere la Resistenza nel settembre nero in Giordania, la Resistenza era con lui. E oggi siamo uniti e non consideriamo la nostra esistenza nelle file dell’Esercito arabo siriano una gratitudine alla Siria: piuttosto, la nostra adesione è un obbligo. Così la maggior parte dei membri e quadri del movimento proviene dalla gioventù della Siria per più del 50%, rafforzando l’adesione del popolo siriano alla causa palestinese e alla Resistenza. La nostra Resistenza si estende anche alle terre libanesi e palestinesi, e abbiamo avuto l’onore di lanciare il primo razzo da Gaza, denominato “Golan e Ritorno”, nel 2012. Siamo onorati che le nostre armi siano quelle dell’Esercito arabo siriano, perché se non fosse per lo Stato siriano, non ci sarebbe alcuna base per la resistenza palestinese… Israele cerca di distruggere Libano e Palestina mentre la Siria li protegge e li costruisce”. L’Haraqat Shabab al-Udat al-Falastinia fu istituito il 3 settembre 2011 a Damasco, seguendo un’ideologia basata sul nazionalismo palestinese e arabo, rifiutando qualsiasi compromesso con Israele. “La Palestina è la patria del popolo arabo palestinese ed è parte inseparabile della grande Patria araba, e il popolo palestinese fa parte dell’umma araba. I palestinesi sono cittadini arabi che avevano una patria in Palestina fino al 1947. Indipendentemente dal fatto che si sia stati espulsi o si sia rimasti, tutti coloro nati da padre palestinese dopo questa data, dentro o fuori Palestina, sono palestinesi. La lotta armata è l’unico modo per liberare la Palestina e perciò è una strategia e non una tattica, e il popolo arabo palestinese sottolinea la sua assoluta risoluzione e ferma determinazione nel perseguire la lotta armata ed attuare la rivoluzione armata popolare per liberare la Patria e ritornarvi“. Le Quwat al-Jalil operarono nella provincia di Lataqia, tra Hama ed Idlib, e presso Tadmur. Il 16 settembre 2015, l’unità partecipò alla liberazione di Tal Abu Zayd, presso Dahiyat al-Asad, Damasco. Il 16 novembre 2015, l’unità era presso Duma, alla periferia di Damasco.

Fahad Homs – Fuj al-Maham al-Qasa
I Fahad Homs – Fuj al-Maham al-Qasa (Leopardi di Homs – Reggimento Operazioni Speciali), furono creati nel 2013 ad Homs. Il leader della formazione era Shadi Juma, caduto nell’agosto 2016, collegato alle Forze Nazionali di Difesa (NDF) e al Jamiyat al-Bustan di Rami Maqluf. I Fahad Homs hanno operato nel deserto di Homs per la liberazione del giacimento al-Mahir, di Jazal, Quraytin e Tadmur. Hanno poi partecipato alle operazioni presso Daraya, vicino Damasco. Attualmente l’unità è guidata da Amin Juma.

Liwa Qibar
La Muqawama al-Wataniya al-Suriya – Liwa Qibar (“Resistenza Nazionale Siriana – Brigata Qibar”), fu fondata da Abu Jafar ed è una forza ausiliaria dell’Esercito arabo siriano costituita nel 2013 e collegata alle Forze di Difesa Nazionale (NDF) di Homs, che raccoglie migliaia di combattenti. Nell’ottobre 2015 l’unità operava ad ovest di Hama (Sahl al-Ghab), partecipando alla liberazione di Qirbat al-Naqus e al-Mansura.

Qatib al-Jabalui
Il Qatib al-Jabalui prende il nome dal martire Mazin Ali Ahmad al-Jabalui, un alawita di Jabalya, a nord-ovest di Homs, caduto a Dara l’11 novembre 2013. L’unità fu creata nel marzo 2014, ed è collegata alle NDF. Il Qatib al-Jabalui tese un’imboscata ai terroristi nella regione di Saqra, ad est di Homs. I leader del Qatib al-Jabalui sono Abu Ahmad Qalid Wusuf e Abu Ibrahim, collegati alla Jamiyat al-Bustan. Ha operato nel Ghuta orientale, a Dara, a Quraytin, ad est di Homs, nel Jabal al-Shair e nel Jazal, presso Zabadani, nell’estate 2015, e nel Shal al-Ghab, a nord-ovest di Hama.

Fuj Mughuyr al-Badiya
Il Fuj Mughuyr al-Badiya (“Reggimento Commando del Deserto”) è collegato all’intelligence militare (Shubat al-Muqabarat al-Asqariya), e il leader è Ayman Jabar, fratello del leader delle Suqur al-Sahara Muhamad Jabar. Entrambi i gruppi furono istituiti del Brigadier-Generale Muhsan Said Husayn, caduto nel novembre 2014 presso il giacimento al-Shair, nel governatorato di Homs. Diresse le operazioni per respingere l’attacco a nord di Lataqia dei terroristi, nella primavera del 2014, e le operazioni delle Suqur al-Sahara nel deserto di Homs, ottenendo il soprannome di “Leone del deserto”. Avrebbe anche istituito lo Scudo delle Coste e i Leoni dell’Est, la milizia della tribù Shaytat attiva a Dayr al-Zur. Il Fuj Mughuyir al-Badiya fu istituito nell’autunno 2015 ed ha operato nel deserto di Homs e ad Aleppo. Il leader del Fuj Muguyr al-Badiya è Sulayman al-Shuq, originario di Raqqa. Per il ruolo nelle operazioni per liberare Tadmur, i russi l’hanno decorato.

Liwa Asad al-Husayn
La Liwa Asad al-Husayn (Brigata Leoni di Husayn) è una milizia di Lataqia creata nel luglio 2015. Il leader della brigata è Husayn Tufiq al-Asad di Qardaha. L’unità ha operato nella zona desertica di Homs, presso Tadmur, nel Sahl al-Ghab alla fine dell’estate 2015, presso Marj al-Sultan, nell’area di Damasco, verso la fine del 2015 e nella provincia di Lataqia, partecipando alla liberazione di Rabya e Salma. Dopo di che la Liwa Asad al-Huayn assunse la denominazione di Quwat Humat Suriya – Asad al-Husayn (Forze dei Guardiani della Siria – Leoni di Husayn).

Liwa Dir al-Watan
La Liwa Dir al-Watan (Brigata Scudo della Patria) fu creata nell’autunno 2015 per consolidare il controllo della zona di Damasco. É una delle “forze ausiliarie” dell’Esercito arabo siriano, attiva a Jubar dal dicembre 2015. Ha operato presso Marj al-Sultan e le mazrah al-Masraba nel Ghuta orientale, sul Jabal al-Zabadani, presso Harasta, Duma e Daraya. La Liwa Dir al-Watan coopera con la Liwa Dhu al-Fiqar, milizia apparsa nell’area di Damasco nel 2013 e guidata da Haydar al-Juburi(Abu Shahid).

Dir al-Watan: Liwa Salahudin al-Ayubi
La Liwa Dir al-Watan (Brigata Scudo della Patria) è una milizia di Damasco creata nell’autunno 2015 da Haydar al-Juburi, segretario della Liwa Dhu al-Fiqar, collegata al Jamiyat al-Bustan di Rami Maqluf. La Liwa Salahudin al-Ayubi (Brigata Salahudin al-Ayubi) è guidata da Abu Ahmad al-Ayubi ed ha operato a Zabadani, Jubar, Duma e Qfar Yabus, presso Damasco, e Dayr al-Adas, nel governatorato di Dara.Hezbollah
Hezbollah ha creato due organizzazioni in Siria, il Jaysh al-Imam al-Mahdi, “Esercito dell’Imam Mahdi”, operativo nella zona di Tartus-Masyaf e che ha combattuto presso Aleppo; e le Quwat al-Ridha (Forze al-Ridha, dall’ottavo imam sciita). Oltre ai suddetti gruppi, a Nubul e Zahra operano altre formazioni: i Junud al-Mahdi (“Soldati del Mahdi”) e il Fuj al-Imam Huja (Reggimento Imam Huja).
I Junud al-Mahdi furono creati nel 2012 dal ramo degli Scout dell’Imam al-Mahdi di Nubul e Zahra, che nel luglio 2014 scacciarono i terroristi dal quartiere Shayq Najar di Aleppo. In seguito operarono ad Handarat, Jabalyah e nel cementificio di Aleppo, assieme a un contingente della Liwa Abu al-Fadil al-Abas e al Fuj al-Shuhada Nubul wal-Zahra (Reggimento dei Martiri di Nubul e Zahra).
Il Fuj al-Imam al-Huja fu creato nel gennaio 2016, sempre a Nubul e Zahra. Nel maggio 2016 convogli di Fuj al-Imam al-Hujja, Fuj al-Shuhada Nubul wal-Zahra e Fuj al-Tadaqul al-Qas partirono da Nubul e Zahara per sostenere l’Esercito arabo siriano ad Aleppo.

Liwa al-Imam Mahdi
La Liwa al-Imam Mahdi si compone del Qatib Imam Ali e del Qatib al-Hadi per operazioni speciali. Il comandante del Qatib Imam Ali è al-Haj Walid di Balbaq, Libano. La Liwa al-Imam Mahdi fu creata nel 2014 da Hezbollah con reclute dalla Siria. L’unità ha operato a Dara, Qunaytra, Ghuta, Aleppo e autostrada Ithiriya-Raqqa. Abu Hadi è il comandante del Qatib al-Hadi. Il battaglione è formato dalle compagnie al-Safah e Abu Ali Qarar, dai nomi dei loro comandanti.

Liwa Sayf al-Mahdi
La Liwa Sayf al-Mahdi (Brigata Spada dell’Inviato) è affiliata alla 4.ta Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano; fu costituita nel 2013 da reclute sciite siriane. L’unità ha partecipato alle operazioni a Daraya. La Liwa Sayf al-Mahdi si occupa della sicurezza nella zona di Sayida Zaynab, a Damasco, ed ha operato nel deserto ad est di Homs, in difesa dei giacimenti del Jabal al-Shair.

Quwat Dir al-Qalamun
Le Quwat Dir al-Qalamun (“Forze dello Scudo del Qalamun”) furono formate alla fine del 2014, e sono affiliate alla Guardia repubblicana dell’Esercito arabo siriano. La formazione è una brigata popolare addestrata da unità dell’Esercito arabo siriano che opera nel Qalamun occidentale al confine siriano-libanese. Le Quwat Dir al-Qalamun operano dalla primavera 2015 nel Qalamun, nel Jarud al-Falita, presso Damasco, ad al-Nasiriya, e sorvegliano il gasdotto di al-Hadath (presso Damasco). Le Quwat Dir al-Qalamun hanno partecipato alle operazioni preso Aleppo, nell’avanzata verso la base aerea di Quwayris, ai combattimenti per Harasta, ad est di Damasco, per le colline di Marunah e all’avanzata su al-Quraytin. Le Quwat Dir al-Qalamun operano in coordinamento con la 3.za Divisione corazzata dell’Esercito arabo siriano, soprattutto con l’81.ma Brigata corazzata, partecipando alle operazioni su Muhasa, a sud-ovest di Quraytin, sotto la supervisione del Colonnello Firas Jazah, della 3.za Divisione. Le Quwat Dir al-Qalamun si scontravano con lo Stato islamico presso l’aeroporto militare di Dumayr, a nord-est di Damasco, nell’aprile 2016, scacciandolo dal Qalamun orientale. Nel 2016, le Quwat Dir al-Qalamun si coordinavano con la Guardia repubblicana e l’intelligence della SAAF, mentre i raggruppamenti al-Jaba, al-Buraij e al-Tuani operavano con l’unità 216 dell’intelligence militare della regione di Damasco, noto anche come Far al-Duriyat, costituendo dei centri di addestramento operativi a Bada e Dair al-Tyah, sotto la guida di Firas Jazah, e perseguendo il principio del taswiyat al-wada, l’amnistia ai renitenti alla leva e ai disertori. Le Quwat Dir al-Qalamun e la 3.za Divisione partecipavano alle operazioni a nord di Hama, nella zona di Tadmur e nel Wadi al-Barada, presso Damasco. Nel 2016, una parte del Quwat Dir al-Qalamun veniva distaccata creando le Quwat Hisn al-Watan (“Forze di protezione della Patria”), guidate da Adil Ibrahim Dalah e Muhamad Abdu Asad, eletto nel Consiglio del Popolo (il parlamento siriano) come rappresentante del Qalamun e legato alle NDF di Nabaq. Le Quwat Hisn al-Watan hanno operato sul fronte di al-Dumayr, a nord di Hama, e sull’autostrada di Harasta. Le Quwat Hisn al-Watan sarebbero collegate con l’Intelligence Generale (Muqabarat al-Ama o Aman al-Dula).

Le Quwat Dir Aman al-Asqari
Le Quwat Dir Aman al-Asqari (Forze dello Scudo della Sicurezza Militare) furono create nel gennaio 2016 nella provincia di Lataqia. Collegate all’intelligence militare di Lataqia, nel luglio 2016 parteciparono a un’offensiva delle forze siriane assieme a Suqur al-Sahara, Liwa Usud al-Husayn e Liwa Asadalah al-Ghalib. Quindi parteciparono alle operazioni ad est di Homs per liberare Tadmur. Le Quwat Dir Aman al-Asqari sono guidate da Qal Abu Ismail, compagno d’armi di Ali Qazam, comandante della Guardia repubblicana ucciso nell’ottobre 2012 (per cui è noto come Amir al-Shuhada, Principe dei Martiri). Abu Ismail ha combattuto ad Aleppo, Lataqia, Idlib, Hama, Damasco e Dara. I contingenti delle Quwat Dir Aman al-Asqari parteciparono all’offensiva contro lo Stato islamico ad Ithriya, presso Raqqa, assieme a Suqur al-Sahara, Fuj Mughuyr al-Bahra e Nusur al-Zuba, quindi ai combattimenti presso Aleppo, dove liberarono Qinsiba. Nei combattimenti ad Aleppo condusse operazioni in stretta collaborazione con la Resistenza siriana, dove un suo comandante, Mudar Maqluf, si distinse venendo chiamato Azrail al-Duaish (“L’angelo della morte della gente del Daish”). 400 combattenti si coordinarono con l’Esercito arabo siriano sul fronte sud-ovest di Aleppo. Un’altra forza che si coordinava con le Quwat Dir Aman al-Asqari erano le Quwat Aman wal-Dam al-Shabi (“Forze di Sicurezza e Sostegno Popolari”), affiliate alla Guardia repubblicana. Infine un contingente delle Quwat Dir Aman al-Asqari contrastò l’assalto dei terroristi a nord di Hama.

Mudar Maqluf e Isam Zahradin.

5.to Corpo
Le Forze di Difesa Nazionale (NDF) furono istituite come forza contro-insurrezionale nel 2012 con l’aiuto di Hezbollah e dell’Iran. Le NDF sono presenti in tutte le province siriane. Un altro gruppo è la Brigata Scudo delle Coste (Liwa Dir al-Sahal), creata nel 2015, nelle province di Idlib ed Homs. Il 22 novembre 2016 fu creata la Faylaq al-Qamis al-Iqtiham (Quinta Legione d’Assalto). Il comando dell’Esercito arabo siriano dichiarava che “In risposta ai rapidi sviluppi degli eventi, a rafforzare i successi delle intrepide Forze Armate e tenendo conto del desiderio del nostro popolo di porre fine agli attentati nella Repubblica araba siriana, il Comando Generale dell’Esercito annuncia la formazione della Quinta Legione da parte di volontari, con la missione di distruggere il terrorismo al fianco delle altre formazioni delle nostre eroiche Forze Armate e Forze ausiliarie ed alleate per ripristinare sicurezza e stabilità in tutto il territorio della Repubblica araba siriana. Il Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate invita tutti i cittadini che desiderano partecipare alla vittoria finale sul terrorismo a recarsi nei centri di adunata provinciali“:
– Damasco: Comando Regionale Sud-Damasco, Area Comando della 10.ma Divisione, Comando di Qatana.
– Homs: Comando Regionale Centrale.
– Hama: Università degli Affari Amministrativi del Comando di Hama a Masyaf.
– Aleppo: Comando regionale settentrionale.
– Tartus: Comando d’Area di Tartus.
– Lataqia: Comando Regionale del Litorale.
– Dara: Comando della 5.ta Divisione.
– Suwayda: Comando della 15.ma Divisione Forze Speciali.
I cittadini che possono arruolarsi dovevano avere almeno 18 anni e non aver abbandonato il servizio di leva, oltre ad essere in buona salute. Sono ammessi dipendenti statali e chi aveva completato il servizio di leva. Il periodo di servizio è di un anno subordinato al rinnovo tramite apposito accordo. I dipendenti statali hanno diritto a richiedere un salario alla Quinta Legione, pur mantenendo stipendi e benefici dei posti di lavoro. Nel 2015 fu costituita la Faylaq al-Rabi al-Iqtiham (Quarta Legione d’Assalto), formata da soldati volontari siriani inquadrati da specialisti russi, posti sotto un comando congiunto russo-siriano. L’unità aveva operato presso Idlib, Hama e Lataqia. Le forze Suqur al-Sahara e Liwa al-Quds venivano integrate nel Quinto Corpo assieme a commando di Hezbollah con il ruolo di leader sul campo. La Quinta Legione d’Assalto veniva quindi equipaggiata e amministrata da russi, iraniani e libanesi, nell’ambito del concetto delle Quwat al-Asdiqa, le “Forze Amiche”.
Nell’ambio della collaborazione tra Quinta Legione d’Assalto e Liwa al-Baath veniva istituito il Qatib Dir al-Watan, costituito da combattenti libanesi provenienti dalla Biqa e coordinati da Hezbollah e dai russi; questo dopo che un generale russo aveva visitato i 12 villaggi dell’area interessata in Libano, nella regione di Qusayr-Harmal. Quindi, nell’ambito del cosiddetto “dibattito libanese”, fu raggiunto un accordo che prevede la creazione dell’organizzazione militare locale per proteggere l’area e sostenere la lotta contro i terroristi e aiutare la regione a svilupparsi. L’organizzazione prendeva il nome di Dir al-Watan, composta da 400 combattenti siriani e libanesi guidati da al-Haj Muhamad Jafar e completamente equipaggiati dai russi. “L’obiettivo della creazione di questo gruppo è rafforzare la protezione dei villaggi libanesi partendo dai villaggi vicini a quelli siriani in cui vivono libanesi, sotto il coordinamento ad alto livello con Damasco e Hezbollah; suscitando grande entusiasmo per l’adesione a questa organizzazione dopo una seconda visita del generale russo nella zona, per esaminare i preparativi e gli elementi scelti per l’addestramento. Questo movimento è una forza ausiliaria locale che opera per sconfiggere e sradicare il terrorismo e sostenere il credo dei popoli della zona, sottolineando che i fattori più importanti della fiducia nata su questa situazione sono la presenza di al-Haj Muhamad Jafar, ben noto per le sue attività per la riconciliazione, e la deterrenza nella regione di Qusayr, poco prima degli eventi del 2013. Il movimento non limiterà le attività in Siria, ma cercherà il permesso di operare in Libano come movimento politico rappresentante la lotta al terrorismo, mentre le attività militari saranno limitate alla Siria“. La Russia è particolarmente interessata alla Quinta Legione d’Assalto fornendole gli equipaggiamenti per renderla una forza efficiente. In altre zone di confine, come nelle città del Qalamun di Nabaq, Ranqus, Yabrud e sul Jabal Harmun, venivano costituite dal governo siriano le forze militari ausiliarie Quwat Dir al-Qalamun e Fuj al-Harmun.

L’11 settembre cileno

Fate tutto il necessario per danneggiarlo e farlo cadere” parole di Richard Nixon al segretario di Stato Henry Kissinger e ai capi della CIA… “Quel figlio di puttana va schiacciato con qualsiasi mezzo”.

Intervista a Salvador Allende

Compañero Presidente: Entrevista de Régis Debray a Salvador Allende Gossens (1971)

Salvador Allende habla del Che Guevara

Histórico diálogo entre Fidel Castro y Salvador Allende (Completo)

Salvador Allende – No daré un paso atrás… (1971)

Ultimo Discurso de Salvador Allende, el 11 Sept 1973

Interferencia secreta en señal militar durante el Golpe de Estado

Quién disparó a Salvador Allende – Golpe de estado en Chile

El Ultimo Combate De Salvador Allende

La Russia elimina i terroristi che gli USA evacuano

Ziad Fadil, Syrian Perspective 9/9/2017La “Propaganda” di Umran Daqnish è un fiasco per i suoi creatori. Si legga l’articolo per capire che pillola amara i “caschi bianchi” devono ingoiare.

Dayr al-Zur: Che dire? L’Aeronautica russa sganciava la bomba convenzionale più letale del mondo sulle teste dello SIIL nella provincia di Dayr al-Zur. La bomba è ancora più grande della MOAB (la madre di tutte le bombe) che gli Stati Uniti avrebbero usato contro lo SIIL in Afghanistan. La bomba russa è chiamata Padre di tutte le bombe (FOAB) e il suo utilizzo è direttamente collegato a due eventi avvenuti il 26 e il 28 agosto 2017.
Il 26 agosto 2017, elicotteri statunitensi Apache volarono presso la città di Tarif, vicino Dayr al-Zur liberata dall’Esercito arabo siriano ed alleati. I due ratti avevano la cittadinanza belga e francese, secondo ciò che mi ha detto la mia fonte, secondo cui questi terroristi erano impiegati dai servizi segreti francese e belga e considerati fonti “cruciali” dell’HUMINT o “intelligence umana”.
Il 28 agosto 2017, due giorni dopo, gli Stati Uniti evacuavano 22 capi dello SIIL portandoli in sicurezza nella provincia di Dayr al-Zur, nella stessa zona dove i primi due si trovavano, presso a al-Madin. Questi 22 erano per lo più ex-ufficiali dell’esercito di Saddam arruolati da Stati Uniti e Stato sionista per creare ciò che il mondo conosce come SIIL. Erano considerati risorse insostituibili per le future operazioni e totalmente fedeli allo scenario sunnita. Secondo la mia fonte, gli Stati Uniti non potevano permettersi di far catturare questi capi dello SIIL ed esibirli al pubblico mondiale. Avrebbero causato immenso imbarazzo rivelando le origini dello SIIL e i suoi veri sostenitori. Sarebbe stato scandaloso. La Russia si sarebbe infuriata nel rilevare e seguire gli elicotteri statunitensi. Il Cremlino dichiarava che gli Stati Uniti ancora aiutano i selvaggi dello SIIL. Si specula qui, ma sembra che solo il Presidente Putin avesse l’autorità di ordinare ciò che il Generale Gerasimov eseguì dopo.
L’1-2 settembre 2017, un bombardiere strategico Tupolev Tu-160 decollato da una base nella Russia meridionale si avvicinava al corridoio di al-Madin sganciandovi una grande bomba sospesa a un paracadute. La bomba termobarica era chiamata “Bomba Aerea Termobarica a Potenza Maggiorata” o ATBIP. È la FOAB già menzionata. Hollywood presentò effetti speciali accurati per una simile bomba nelle prime scene del film “Outbreak” di Dustin Hoffman, dove un’intera area viene devastata per paura di un contagio. La bomba rilascia una cappa di vapore infiammabile mentre scende e, ad una certa quota, accende la miscela creando l’inferno, prima, e poi un’area di vuoto d’aria che fa esplodere i polmoni. È un’arma davvero brutta. E i russi hanno risposto agli Stati Uniti che esfiltravano i loro preziosi terroristi eliminandone tutti con un colpo solo. Nemo me impone lacessit.
Ma ci sono altre buone notizie. Il giacimento al-Tayam veniva liberato dalla venalità di SIIL e famiglia Erdoghan. Non più corse gratuite, sultano. Non più greggio a buon mercato. La Russia annunciava che la sua Aeronautica aveva eliminato 4 capi supremi dello SIIL il 5 settembre 2017, insieme a 40 altri avvoltoi. Uno era il ministro della guerra dello SIIL, il tagico Gulmurad Khalimov, figuro effettivamente addestrato dagli Stati Uniti e che doveva essere l’esponente principale dell’antiterrorismo statunitense, avendo trascorso un anno nel programma per le forze speciali di tre fasi per il Terzo Mondo. Andò in mille pezzi con Abu Muhamad al-Shamali.Traduzione di Alessandro Lattanzio