11 Settembre: La storia di Allende

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Come il mitragliere Hitler eliminò cento nazisti

Il soldato dell’Armata Rossa Semjon Kostantinovic Hitler fu premiato con la medaglia “Per il coraggio”
Alessandro Lattanzio, 28/8/2016

Semjon Konstantinovich Hitler

Semjon Konstantinovich Hitler

Il 9 settembre 1941 il comandante dell’Armata Costiera Tenente-Generale Safronov firmò il foglio per l’assegnazione della medaglia “per il coraggio” dell’Armata Rossa, a nome di Hitler. Nell’elenco fu presentata la ragione della gratifica: “Da mitragliare, forniva tiro di supporto al suo plotone. Una volta nella zona, dopo essere stato ferito, il compagno Hitler ha sparato fin quando hanno ha consumato le munizioni, dopo di che rientrava con l’arma, dopo aver distrutto più di un centinaio di soldati della Wehrmacht“.medaliSemjon Kostantinovich Hitler era nato nel 1922 nella città di Orinin nella regione di Kamenetz-Podolsk (ora Khmelnjtskij). Orinin era a 18 km di distanza dal noto centro della comunità ebraica di Kamenetz-Podolsk, dove gli ebrei costituivano la metà della popolazione. Gli ebrei furono accusati di spionaggio ed espulsi dalla regione durante la Prima Guerra Mondiale. L’8 novembre 1917 fu proclamato il potere sovietico a Kamenetz-Podolsk, ma il 27 dicembre arrivò la 12.ma Divisione fucilieri ucraina imponendo l’autorità di Kiev. Gli ebrei tornarono nei primi mesi del 1919 con i bolscevichi. Nel giugno 1919, la 3.za divisione della Repubblica popolare ucraina (UPR) assaltò Kamenetz-Podolsk e per tre giorni la città fu teatro di esecuzioni di bolscevichi e pogrom di ebrei. Nel novembre 1920, Kamenetz infine fu liberata dall’Armata Rossa, tra cui vi era l’unità di autodifesa di Orinin. Nel 1925 vi fu creata l’azienda agricola collettiva ebraica “Nuova Via”, prototipo dei kibbutz israeliani, e Orinin divenne il centro del Consiglio ebraico nazionale. Kolmen Hitler, ex-sarto, era presidente dell’associazione e delle cooperative di sartoria, calzolai e del mulino. Ed era anche il padre di Semjon. Alla fine del 1920, la sinagoga di Orinin fu chiusa e le attività delle organizzazioni sioniste cessarono nel villaggio. Nel 1935 gli ebrei costituivano la maggior parte della cooperativa agricola “Bandiera del Comunismo”. Dopo l’occupazione della Wehrmacht, ad Orinin fu creato il ghetto dove il 21 giugno 1942 furono uccisi 1700 ebrei, e altri 300, professionisti, deportati a Kamenetz-Podolsk, dove furono massacrati entro la fine dell’anno. A Kamenetz-Podolsk, dal 27 al 29 agosto 1941, furono uccisi 23000 ebrei. Il pogrom peggiore dopo quello del settembre 1941 a Kiev, quando 34000 ebrei furono uccisi in due giorni. Nella regione di Kamenetz-Podolsk furono assassinati 85000 ebrei in totale. La famiglia ebraica Hitler viveva nella cittadina da tempo immemorabile, e solo dopo la liberazione della regione dai tedeschi, miracolosamente sopravvissuti, i superstiti cambiarono immediatamente nome da Hitler a Gitlevij. Ora tutti i Gitlevij di Orinin vivono in Israele, ma nella loro famiglia vive la leggenda che, durante l’occupazione, il gauleiter locale non ebbe il coraggio di uccidere gli ebrei che portavano il nome del Führer.
1417501089_image009Dopo essere stato arruolato dall’ufficio militare dell’Armata Rossa di Orinin, nel novembre 1940, Hitler frequentò la scuola mitraglieri del Distretto Militare di Odessa, concludendola solo un mese prima dell’inizio della guerra, e fu inviato nell’area fortificata di Tiraspol. Il servizio era molto complesso, la squadra standard includeva mitragliatrici pesanti e mitragliatrici leggere, un graduato e sei soldati: l’osservatore-telemetrista, mitragliere tiratore, assistente mitragliere, due addetti alla slitta e alle munizioni. Ogni mitragliere doveva saper svolgere i compiti di qualsiasi soldato della squadra, nel caso dovesse sostituirlo nei combattimenti, compreso il caposquadra. Hitler era di stanza sul fianco sinistro della regione fortificata sul confine occidentale sovietico, lunga 150 km per 4-6 km di profondità. Per la maggior parte si basava su barriere naturali come la valle paludosa dei fiumi Dnestr e Turunchuk. In queste aree la profondità della zona fortificata era di 1-3 km. Nella zona fortificata, nel giugno 1941, vi erano 284 edifici, 22 postazioni di artiglieria e 262 postazioni mitragliatrici, e allo scoppio della guerra, vi erano 664 mitragliatrici. In una delle 262 postazioni per mitragliatrici, situata a quota 176,5, la difesa era compito del soldato dell’Armata Rossa Semjon Kostantinovic Hitler. Successivamente, il soldato dell’Armata Rossa Hitler partecipò alla difesa di Odessa. Infatti dopo l’aggressione nazista e dopo pesanti combattimenti, le forze sovietiche si ritirarono verso Odessa. Il 5 agosto 1941 fu ordinato di difendere la città fino alla fine, respingendo i tentativi della 4.ta Armata dell’esercito rumeno verso Odessa e il 21 settembre le truppe sovietiche fermarono il nemico a 8-15 km dalla città. Ma a causa della minaccia di una manovra avvolgente del Gruppo “Sud” dell’esercito tedesco verso Donbas e la Crimea, fu deciso di evacuare via mare le truppe da Odessa verso la Crimea, compito completato dalla Flotta del Mar Nero il 16 ottobre 1941.hitler2Il 9 settembre 1941, il comandante dell’Armata Costiera dell’Armata Rossa, Tenente-Generale Georgij Pavlovich Safronov, firmò l’assegnazione della medaglia “per il coraggio” al soldato dell’Armata Rossa Hitler. Safronov, uno dei migliori generali sovietici della guerra, guidò l’evacuazione da Odessa. Dopo un infarto, non svolse più compiti di comando.

Tenente-Generale Georgij Pavlovich Sofronov

Tenente-Generale Georgij Pavlovich Safronov

Scheda della premiazione
Cognome, nome e patronimico: Hitler Semjon Kostantinovich.
Grado: soldato dell’Armata Rossa
Posizione: tiratore mitragliere del 73.mo OPB Tiraspol SD
Dati e servizio del destinatario dell’assegnazione:
1. Anno di nascita: 1922
2. Nazionalità: Ebraica
3. Servizio nell’Armata Rossa dal: 1940
4. Militanza: Komsomol
5. Partecipazione nei combattimenti (dove e quando): fortificazione di Tiraspol, giugno
6. Ferite e contusioni:
7. Precedente assegnazione:
I. Sintesi specifica, eroismo al combattimento o merito personale:
Con la sua arma, il compagno mitragliere Hitler in 8 giorni ha continuamente e con tiro preciso distrutto un centinaio di nemici. Nella postazione di quota 174,5 il compagno Hitler aveva aperto il fuoco con la mitragliatrice in supporto all’offensiva del plotone, ma il nemico essendo venuto da tergo circondò e disperse il plotone, il compagno Hitler, con la sua arma già ferito rimase solo tra i i nemici, ma mantenne il controllo e sparò fin quando non esaurì tutte le munizioni, e quindi per 10 km passò carponi tra il nemico…

II. Decisione
Il compagno mitragliere Hitler SK ha mostrato eccezionali doti di compostezza, resistenza e coraggio in battaglia, distruggendo il nemico. Il compagno Hitler è un ben preparato, serio e ostico combattente. Il compagno Hitler è degno dell’assegnazione della medaglia “Per il coraggio”.

Il comandante (in capo)
19 agosto 1941

III. Decisione del Consiglio militare dell’Esercito
Degno dell’assegnazione della medaglia “per il coraggio”

Il comandante dell’Armata Costiera Tenente-Generale Safronov
Commissario del consiglio militare, Commissario di Brigata Kuznetsov
9 settembre 1941hitler9Nei giorni successivi, in città giunsero decine di migliaia di soldati sovietici che difendevano la penisola di Khersoneso. Senza cibo, acqua e munizioni non poterono opporre una resistenza organizzata, mentre il comando dell’esercito e il comando della Difesa della zona di Sebastopoli (498 effettivi) lasciarono la penisola il 30 giugno. Il Viceammiraglio Filip Sergeevich Oktjabrskij inviò un telegramma: “Il nemico si precipita da nord verso il porto. I combattimenti sono divenuti scontri urbani. Le truppe rimanenti sono stanche e si ritirano, anche se la maggior parte continua a combattere eroicamente. Il nemico ha nettamente aumentato la pressione con aerei e carri armati. Data la forte riduzione della potenza di fuoco, è necessario considerare che in tale situazione si possa resistere per massimo 2-3 giorni. Sulla base di tale particolare situazione, vi chiedo d’inviare la notte del 30 giugno – 1 luglio 200-250 aerei per recuperare ufficiali responsabili e comandanti verso il Caucaso così, se possibile, lasciare Sebastopoli lasciandovi il Generale Petrov“. Il comando di Sebastopoli, il Generale Petrov e l’Ammiraglio Oktjabrskij, incaricarono invece della difesa il comandante della 109.ma Divisione di fanteria, Generale P. G. Novikov, scelto perché di nazionalità tartara crimeana. Il Generale Novikov ebbe l’ordine di “combattere fino all’ultimo, e poi… raggiungere in montagna i partigiani!” Il Viceammiraglio Oktjabrskij spiegò: “Compagni, la situazione era difficile allora. Sebastopoli fu bloccata via terra, aria e mare. Alla fine di giugno, con l’aiuto dell’aeronautica, il blocco era al culmine. Neanche i sommergibili riuscivano a raggiungere Sebastopoli, e per le navi di superficie non era neanche il caso di parlarne. In tali circostanze, la questione fu sollevata. Con l’evacuazione dell’esercito, sarebbero andati persi Esercito e Marina, contava di più minimizzare le perdite nei combattimenti. In ultima analisi, l’esercito fu perso, ma la flotta fu salvata”.

Viceammiraglio Filip Sergeevich Oktjabrskij

Viceammiraglio Filip Sergeevich Oktjabrskij

Il 1° luglio Sebastopoli cadde. Ma il bombardamento del Khersoneso continuò per tre giorni. Semjon Kostantinovich Hitler morì il 3 luglio 1942. Il giorno dopo, tutti i soldati sovietici nel resto della penisola, si arresero. Solo dell’Armata Costiera erano 30 mila.

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Fonti:
Foto History
VA-SK
Voennoe Delo

Sparatoria in Crimea: FSB contro sabotatori ucraini

L’intercettazione dell’FSB di gruppi di sabotaggio ucraini che tentavano d’infiltrarsi in Crimea aumenta le tensioni
Alexander Mercouris, The Duran 11 agosto 2016
1517470_10152135350076181_837062290_nChiunque segua le notizie sull’Ucraina degli ultimi giorni saprà dei movimenti di truppe russe in Crimea, di uno scontro tra le forze di sicurezza russe e presunti infiltrati ucraini che ha causato dei morti, e delle accuse che gruppi di sabotaggio ucraini avevano tentato d’infiltrarsi nella penisola. Il 10 agosto 2016 c’era la conferma dell’incidente dall’agenzia del controspionaggio e antiterrorismo della Russia, l’FSB (dichiarazione completa allegata sotto), che riferiva di diversi incidenti tra tre gruppi di sabotaggio ucraini collegati alla Prima Direzione d’Intelligence del Ministero della Difesa dell’Ucraina, e operatori dell’FSB e tra Esercito russo e militari ucraini al confine, e della morte di un operativo dell’FSB e di un soldato russo nelle sparatorie. Altri rapporti parlano della morte di almeno due infiltrati ucraini e della cattura di molti altri, cosa che però l’FSB non conferma. Il rapporto dell’FSB tuttavia parla di una ventina di ordigni esplosivi con più di 40 chili di TNT, munizioni, fusibili, mine antiuomo e magnetiche, granate e armi speciali delle forze armate ucraine, rinvenuti in uno dei luoghi dell’incidente. Il rapporto dell’FSB dice anche che diversi cittadini ucraini e russi appartenenti ad una rete di spie operante in Crimea sono stati arrestati con l’accusa di aiutare i sabotatori. L’FSB ha indicato il capobanda in Evgenij Panov, residente della regione di Zaporozhe in Ucraina, classe 1977, che l’FSB dice sia un dipendente della Prima Direzione d’Intelligence del ministero della Difesa ucraino. Presumibilmente lavorava in Crimea da tempo sotto copertura. L’FSB dice che l’ha arrestato e che “fornisce prove”. L’FSB non ha specificato gli obiettivi dei sabotatori, dicendo che erano “infrastrutture vitali e cruciali della penisola”. Alcuni media russi hanno suggerito che l’intenzione era creare incidenti “false flag” per mettere le comunità di tartari e russi di Crimea l’una contro l’altra. Il riferimento alle “infrastrutture vitali della penisola”, tuttavia, non lo supporta. Piuttosto suggerisce un tentativo d’interrompere le forniture energetiche ed, eventualmente, gli impianti di trattamento delle acque, al culmine della stagione turistica della Crimea e alla vigilia delle elezioni. Gli ucraini da parte loro negano tutto, sostenendo che l’incidente è un’invenzione dai russi. I media occidentali, prevedibilmente, sostengono le pretese ucraine con speculazioni selvagge che i russi abbiano fabbricato l’incidente per giustificare l’invasione dell’Ucraina durante i Giochi Olimpici. Mentre la verità su tale incidente sarà nota tra tempo, se e quando gente come Panov sarà processata, non vi è alcuna ragione di dubitare delle affermazioni russe. I russi non organizzerebbero la morte di uno dei loro agenti dell’FSB e di uno dei loro soldati per creare un incidente come questo, e la relazione della cattura di alcuni sabotatori, e la conferma dell’arresto dei membri della rete di spie creata per sostenerli, confermano le affermazioni russe su tale incidente. Infatti dato che i capi ucraini spesso parlano dell’Ucraina in guerra con la Russia, non è difficile capire perché autorizzino una simile missione di sabotaggio, per interrompere le elezioni che confermano l’integrazione della Crimea alla Russia. Presumibilmente il piano ucraino era sostenere che gli attacchi erano dovuti a cellule della resistenza anti-russa locale, favorendo la finzione di un’opposizione in Crimea all’unificazione con la Russia. È motivo di grave imbarazzo per la dirigenza ucraina e i suoi sostenitori occidentali che non ci sia alcuna prova di tale opposizione. La missione di sabotaggio sembrava volta a “correggere” ciò.
1044197316 Due giorni prima fu riportato di un incontro di Putin con i capi della sicurezza che sembravano essere stati frettolosamente convocati in una località segreta. S’ipotizzava che si discutesse della situazione ad Aleppo. Se Aleppo senza dubbio è stato discussa nella riunione, come indicato dalla presenza del Ministro degli Esteri Lavrov e dal resoconto del Cremlino, ci si riferiva alle prossime riunioni di Putin con i leader stranieri, i cui più importanti erano col presidente Erdogan della Turchia e il Presidente Rouhani dell’Iran con cui il tema della Siria e di Aleppo sarebbe stato certamente discusso, ma nell’incontro tra Putin e i capi della sicurezza senza dubbio si è anche discusso della situazione in Crimea e della missione di sabotaggio ucraina. Potrebbero esservi stati altri scopi nella missione di sabotaggio ucraina volte a creare un quadro d’instabilità in Crimea durante la stagione turistica e le prossime elezioni? Putin nella conferenza stampa congiunta tenuta a Mosca dopo l’incontro con il Presidente Sargsjan dell’Armenia, lo collegava all’attentato ad Igor Plotnitskij, leader della Repubblica Popolare di Lugansk. Se fosse vero, suggerirebbe che il governo di Kiev cercando disperatamente una vittoria sia passato ad assassini e sabotaggi per continuare la lotta contro la Russia e raggiungere obiettivi politici. In alternativa, gli ucraini avrebbero attuato tali operazioni in preparazione dell’offensiva estiva nel Donbas di cui molto si è parlato, ma che non c’è ancora, anche se non è chiaro come le bombe in Crimea sosterrebbero un’offensiva nel Donbas. Ancora un’altra spiegazione è che gli ucraini potrebbero essere allarmati dall’indebolimento del sostegno europeo e avrebbero lanciato l’operazione per aumentare le tensioni, avere sostegno e minare ulteriormente il processo di pace di Minsk II. La spiegazione più probabile a tale azione francamente sconsiderata, che causerà gravi imbarazzi a certi sostenitori europei dell’Ucraina, anche se non sono disposti a dirlo pubblicamente, è il caos del potere e le lotte intestine perenni in Ucraina. Dato il greve romanticismo di molti membri del movimento Maidan, che abitualmente si concedono, è facile vedere come l’operazione di sabotaggio in Crimea e il tentativo di omicidio di Plotnitskij, se in effetti collegati, possano essere stati ideati da persone a Kiev che pensano che il successo di tali operazioni ne aumenterebbe credibilità e popolarità nel movimento di Maidan e quindi la possibilità di avere successo politico in Ucraina. Quali che siano le motivazioni precise alla base di tale incidente, Putin ha chiarito che i russi la prendono molto sul serio. Ha già detto che non ci sarà alcun incontro con Merkel, Hollande e Poroshenko in occasione del prossimo vertice del G20 in Cina. Inoltre, in contrasto a ciò che è successo dopo il processo Savchenko, che agì nel Donbas e quindi nel territorio che i russi continuano a riconoscere ucraino, è prevedibile che i russi siano molto più restii ad accettare scambi di prigionieri con gli operatori ucraini coinvolti in tale missione, accusandoli di effettuare o programmare violenze sul territorio russo.
Ecco il testo della dichiarazione sugli incidenti dell’FSB:
L’FSB ha sventato atti terroristici nella Repubblica di Crimea, preparati dalla Prima Direzione d’Intelligence del ministero della Difesa dell’Ucraina.
L’FSB ha scongiurato atti terroristici nella Repubblica di Crimea in fase di preparazione da parte della Prima Direzione d’Intelligence del Ministero della Difesa dell’Ucraina, che mirava ad alcune infrastrutture di supporto vitali cruciali nella penisola. L’obiettivo era la destabilizzazione della situazione socio-politica nella penisola prima delle elezioni per le istituzioni governative federali e regionali. Le operazioni d’indagine effettuate nella notte del 6/7 agosto 2016 in prossimità della città di Armjansk, Repubblica di Crimea, scoprivano un gruppo di sabotatori. Durante il tentativo di arrestare i terroristi, un agente dell’FSB è stato ucciso dal fuoco nemico. Quanto segue è stato scoperto sulla scena: 20 ordigni esplosivi dalla potenza totale di 40 kg di TNT, munizioni, detonatori speciali, mine antiuomo e magnetiche, granate e armi speciali utilizzate dalle unità per operazioni speciali dalle forze armate ucraine. Le successive misure sul territorio della Repubblica di Crimea eliminavano una rete di agenti della Prima Direzione d’Intelligence delle forze armate ucraine. Cittadini ucraini e russi, impegnati nella preparazione degli attentati, sono stati arrestati e ora confessano. Uno degli organizzatori è Evgenij Aleksandrovich Panov, nato nel 1977, abitante della regione di Zaporozhe in Ucraina, agente della Prima Direzione d’Intelligence del ministero della Difesa dell’Ucraina, che arrestato collabora. Nella notte dell’8 agosto 2016, unità per operazioni speciali del ministero della Difesa dell’Ucraina tentavano altre due infiltrazioni di unità di sabotatori, sventate dalle unità armate dell’FSB ed enti alleati. L’infiltrazione fu coperta dal tiro pesante dalla regione adiacente, anche da veicoli blindati militari ucraini. Un soldato russo è stato ucciso dal tiro. Sulla base delle indagini e dei combattimenti, la Direzione del Reparto Investigativo dell’FSB della Crimea avviava un’indagine penale. Ulteriori misure investigative sono in via di attuazione. Luoghi in cui i turisti si concentrano e riposano e infrastrutture vitali hanno ricevuto ulteriori misure di sicurezza. Un regime di controllo rafforzato delle frontiere è stato introdotto al confine con l’Ucraina“.

Evgenij Panov

Evgenij Panov

Poroshenko si prepara ad attaccare Donbas e Crimea?
Alexander Mercouris, The Duran, 11 agosto 2016

Nonostante la retorica furiosa, appelli in privati alla moderazione dall’occidente saranno probabilmente fatti per impedire la guerra, anche se la situazione resta estremamente pericolosa.

50d1a18b452bc78d291bb1d3852cc93aAll’indomani della sparatoria in Crimea i presidenti di Russia e Ucraina, Vladimir Putin e Petro Poroshenko, si sono incontrati con le rispettive leadership politiche e militari. L’incontro di Putin è stata una riunione plenaria del Consiglio di Sicurezza della Russia, parzialmente e frettolosamente convocato. L’incontro di Poroshenko era col Consiglio di sicurezza nazionale dell’Ucraina, dal nome simile al Consiglio di Sicurezza della Russia ma senza gli stessi poteri, e il cui compito è molto più limitato a questioni di difesa e sicurezza. Poroshenko ha anche messo in allerta l’esercito ucraino nel Donbas e al confine con la Crimea, cercando anche di contattare le leadership di Stati Uniti ed europee per un sostegno. E’ certo che nelle prossime ore le dichiarazioni rituali di sostegno all’Ucraina e critiche ed avvertimenti alla Russia proverranno dai capi di Stati Uniti ed europei. Mettendo da parte la retorica, saranno queste ultime mosse a provocare la guerra tra Russia e Ucraina in Crimea, e tra Ucraina e le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk nel Donbas? Due cose vanno prima dette. Primo, che l’idea che ci sia la pace nel Donbas è un mito. La lotta continua ogni giorno sulla linea di contatto con i militari ucraini che bombardano regolarmente le posizioni delle milizie e la milizia che risponde. Scontri a fuoco avvengono continuamente. All’inizio di luglio l’Ucraina ha ammesso di aver perso 80 soldati nel Donbas in una sola settimana, mentre verso la fine di luglio ha anche ammesso la perduta di 6 soldati in un solo scontro. Secondo, la situazione politica in Ucraina è instabile e l’atmosfera anti-russa è tale che sarebbe sciocco contare su un’Ucraina che dimostri qualche limitazione. La guerra è quindi, purtroppo, una possibilità molto reale. A conti fatti però è dubbio che ci sarà. Il breve riassunto dell’incontro di Putin con il Consiglio di Sicurezza parla solo di “ulteriori misure di sicurezza e protezione delle infrastrutture cruciali in Crimea” e descrive dettagliatamente le “possibili misure antiterrorismo lungo i confini e lo spazio aereo della Crimea“. Ciò suggerisce che i russi pensano solo a misure di sicurezza più rigide in Crimea, e che non hanno alcuna intenzione d’iniziare una guerra. Sarebbe naturalmente coerente con il loro intero approccio da quando il conflitto ucraino è cominciato nel 2014.
L’Ucraina, anche se vi sono senza dubbio persone capaci d’iniziare una guerra, non mostra intenzione di volerla; personalmente dubito che alla fine l’Ucraina faccia il grande passo di andare in guerra. Dietro le dichiarazioni rituali di sostegno ci si aspetta che Stati Uniti ed europei in privato sollecitino l’Ucraina a dar prova di moderazione per due motivi: primo perché qualunque cosa possano fingere in pubblico, sanno che i resoconti russi dell’incidente in Crimea sono veri; e secondo e ben più importante, sanno che in una guerra tra Ucraina e Russia, o anche tra Ucraina e le Repubbliche Popolari del Donbas, l’Ucraina perderebbe. Obama certamente non vuole un’altra sconfitta in Ucraina nel pieno delle presidenziali degli Stati Uniti, soprattutto perché probabilmente farebbe il gioco di Donald Trump, anche se purtroppo lo stesso non si può dire degli psicopatici che sostengono Hillary Clinton, che sembrano anelare al confronto con la Russia con ogni pretesto. Più precisamente è difficile immaginare che Angela Merkel, sempre più criticata in Germania per la politica della porta aperta ai rifugiati ed anti-russa da SPD, CSU e comunità imprenditoriale tedesca, voglia un’altra debacle in Ucraina. In realtà si sospetta che alcuni negli Stati Uniti e in Europa siano privatamente furiosi verso gli ucraini per il loro pasticcio, qualunque cosa debbano dire in pubblico. Quindi, ci si può aspettare che le linee telefoniche tra le capitali occidentali e Kiev siano bollenti per le chiamate urgenti alla moderazione. Nonostante la forza del partito bellicista a Kiev, è dubbio che le autorità ucraine, infine, si sentano abbastanza forti da ignorare tali chiamate. Ci sarebbe sgomento in Europa se succedesse qualcos’altro. Gli europei hanno stupidamente legato la revoca delle sanzioni alla Russia alla piena attuazione degli accordi di Minsk II, nonostante sappiano perfettamente che è Kiev, e non Mosca, a non onorarli. L’intera premessa di tale stupidità era costringere Mosca a cedere. C’è il caso in cui non solo Mosca non faccia alcuna concessione, ma che Putin non vada al prossimo incontro dei Quattro di Normandia, che dovrebbe esaminare i progressi nell’attuazione degli accordi di Minsk II. Data la crescente rabbia pubblica in Europa per le sanzioni, ci sarebbe il panico presso i capi europei se i russi abbandonassero Minsk II, a cui gli europei hanno stupidamente legato le sanzioni, lasciandoli in asso. Proprio come si sospetta che le linee telefoniche tra Kiev e le capitali occidentali siano bollenti per gli inviti alla moderazione, si sospetta che le linee telefoniche tra Mosca e le capitali occidentali siano bollenti per gli appelli urgenti ai russi a modificare e spiegare la nuova linea dura, impegnandosi nuovamente al formato dei Quattro di Normandia. Non sorprenderebbe se in cambio ai russi abbiano assicurazioni che le potenze occidentali agiranno per impedire a Kiev di fare ciò che ha appena cercato di fare in Crimea. Naturalmente, che i russi credano a tali assicurazioni è un altro discorso. Detto ciò, va ripetuto ancora una volta che la situazione rimane estremamente pericolosa. In definitiva ogni decisione spetta a Kiev. Nessuno di buonsenso avrà alcuna fiducia che Kiev faccia la cosa sensata. I prossimi giorni o ore scioglieranno il nodo.crimea-russian-sol_2845317b

Putin: I negoziati di Minsk sono ormai inutili alla luce delle provocazioni in Crimea
Fort Russ, 10 agosto 2016President Vladimir Putin delivers his address on the Crimean referendum on reunification with Russia in the Grand Kremlin Palace in Moscow.Vladimir Putin: “Ciò è molto preoccupante. I nostri servizi di sicurezza hanno impedito la penetrazione di un gruppo sabotaggio-ricognizione del ministero della Difesa dell’Ucraina in Crimea. Naturalmente, tali azioni fanno sì che i colloqui del formato Normandia siano inutili, soprattutto per la prossima riunione in Cina. Perché, a quanto pare, chi ha violentemente preso il potere a Kiev continuando ad usurparlo, non vuole i negoziati. (omissis) Ora, invece di cercare vie per risolvere il conflitto pacificamente, hanno deciso di usare il terrorismo. A tal proposito, non posso evitare di ricordare che consideriamo il recente attentato al capo della Repubblica Popolare di Lugansk come atto di terrorismo, uguale al tentativo di intrufolare sabotatori nel territorio della Crimea. Voglio sottolineare, e penso che i media l’abbiano già riferito, che i russi hanno avuto dei caduti. Due soldati sono stati uccisi. Certamente non basteranno le scuse. Ma vorrei affrontare anche i nostri partner europei e statunitensi. Credo che ormai sia evidente a tutti che le autorità di Kiev non vogliano risolvere i problemi con il negoziato. Ora ricorrono al terrorismo. Questo è molto preoccupante. A prima vista, ciò che abbiamo appena visto in Crimea sembra essere un atto stupido e criminale. E’ stupido, perché è impossibile riconquistare la fiducia della popolazione della Crimea così. Ed è criminale, perché delle persone sono morte. Ma penso che la situazione di fondo sia ancora più allarmante. Perché non c’è nulla da guadagnarci da tali attacchi, tranne distrarre il proprio popolo dall’economia ucraina in rovina, dalla situazione di molti ucraini, unica ragione. Cercare di provocare violenze e conflitti serve a distogliere l’attenzione del pubblico da chi ha preso il potere a Kiev e continua ad usurparlo per derubare il proprio popolo. Giocano con il fuoco per rimanere al potere il più a lungo possibile, e rubare quanto più possibile. Ma i loro tentativi sono falliti, perché i loro compari sono troppo incompetenti. Naturalmente, faremo tutto il possibile per garantire la sicurezza delle infrastrutture e dei cittadini, adottando misure di sicurezza supplementari. E intendo serie misure supplementari, tecniche e non. Ma la cosa più importante è che i governi occidentali che sostengono le autorità di Kiev devono decidere, cosa vogliono? Vogliono che i loro fantocci continuino a provocarci? O invece ancora vogliono un accordo di pace? E se ancora davvero lo vogliono, spero che finalmente prendano misure reali per fare le dovute pressioni sull’attuale governo a Kiev”.Crimea_map_itTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Quando l’Aeronautica Sovietica sconfisse la Luftwaffe

Alexander Vershinin, RIR, 15 luglio 2016

All’inizio della guerra di Hitler sul fronte orientale, nel 1941, l’Aeronautica sovietica subì la peggiore sconfitta nella storia. Il disastro evidenziò carenze strutturali nella forza aerea sovietica, e vi vollero diversi anni e un grande sforzo per eliminarle.19-Покрышкин-самолет-звездочки

041-01-01Quando le armate naziste tedesche avanzarono in Unione Sovietica nel 1941, sostenute da un travolgente supporto aereo, divenne vitale per l’URSS seguire la Luftwaffe tecnologicamente. Questo, tuttavia, fu tutt’altro che un compito facile. Nel 1942, dopo le sconfitte inflitte nella prima fase della guerra, gli ingegneri sovietici modernizzarono gli aerei dell’Aeronautica dell’Armata Rossa. Furono fatti tentativi per risolvere il problema tecnico fondamentale dell’Aeronautica Sovietica: la minor resa dei motori. Apparvero in un primo momento un successo. Gli ‘yak’ sovietici erano paragonabili ai caccia tedeschi per velocità. Tuttavia, le prime battaglie nei cieli di Stalingrado dimostrarono che era troppo presto per festeggiare. I nuovi caccia tedeschi ancora una volta superarono quelli sovietici. Gli ultimi modelli di Messerschmitt quasi ripeterono la situazione del 1941. Tale ritardo nella tecnologia poté essere compensato solo dalla predominanza numerica. Secondo le stime degli specialisti sovietici, due aerei sovietici erano necessari per ogni aereo tedesco. La risposta fu un drammatico aumento nella produzione dwi caccia, anche a scapito di altri tipi di aerei militari, come aerei d’attacco e bombardieri. Nel frattempo, il lavoro continuò nel perfezionare i modelli validi già in servizio. Tuttavia, fu possibile risolvere completamente il problema solo costruendo nuovi aerei dal terzo anno di guerra. Non solo i caccia Jak-3 e La-7 da combattimento tenevano, ma in realtà superavano gli aerei tedeschi. Il processo di aggiornamento non fu facile: i difetti strutturali rimasero portando a un tasso di incidenti elevato. Verso la fine della guerra, oltre il 15 per cento della flotta aerea sovietica veniva indicato guasto. Tuttavia, attraverso tentativi ed errori, i problemi che afflissero l’Aeronautica dell’Armata Rossa, rendendola inferiore alla Luftwaffe, furono risolti.

Dalla quantità alla qualità
Di regola, la mera superiorità numerica nella battaglie aeree non porta alla vittoria. E’ difficile in volo schiacciare gli avversari con il numero. In caso di differenza di qualità tra forze aeree nemiche, un più moderno e manovrabile aereo da caccia, manovrando può facilmente distruggere più aerei in una sola battaglia. Ciò spiega come la forza aerea sovietica, nonostante la superiorità numerica nella maggior parte delle grandi battaglie della seconda guerra mondiale, subì spesso sconfitte. Il comando sovietico lo riconobbe rapidamente e mise a punto un modo per uscire da questo vicolo cieco. L’amministrazione dell’Aeronautica fu riorganizzata. Gli aerei furono assegnati a squadroni distinti, collegati a terra ai Fronti ed Armate corrispondenti. L’Aeronautica migliorò la cooperazione con le unità a terra compiendo operazioni congiunte. Allo stesso tempo, il contatto radio tra squadre e singoli aerei fu sviluppato. In precedenza, i piloti dovevano accordarsi a terra sul coordinamento in combattimento. In aria era quasi sempre necessario improvvisare e rompere le formazioni tattiche. I piloti tedeschi si orientavano rapidamente col contatto radio. Dal 1942-1943 in poi, i piloti sovietici cominciarono a fare lo stesso, e non ci volle molto prima che i risultati si vedessero. Le perdite della Luftwaffe in estate e autunno 1942 superarono i 7000 velivoli, oltre il 70 per cento di tutte le perdite totali a quel momento.originalConquista dei cieli
Le battaglie del 1942-1943 nei cieli della regione del Volga e di Kursk ebbero successi variabili per l’Aeronautica sovietica. Un difficile processo di sviluppo delle tecniche di combattimento aereo era in corso, regolando comunicazione e collaborazione negli squadroni. I tecnici aiutarono in modo che entro il 1943 gli aerei cominciassero ad essere dotati di nuove radio, che fungevano anche da radar. L’industria aeronautica raggiunse i massimi livelli di produttività. Il numero di motori prodotti superò le perdite in combattimento di tre volte. Nel 1944, la superiorità dell’Aeronautica militare sovietica divenne schiacciante, costringendo i tedeschi a prendere misure disperate riducendo la flotta di bombardieri e rafforzando le squadriglie dei caccia, invece. Gli Alleati diedero un notevole sostegno all’Aeronautica sovietica inviando aerei da combattimento statunitensi e inglesi attraverso il programma Lend-Lease, pari al 13 per cento del totale die velivoli fabbricati in Unione Sovietica, tra cui i noti AirCobra e KingCobra. Fu con un AirCobra che il celebre pilota sovietico Aleksandr Pokryshkin volò abbattendo 65 aerei tedeschi. L’intensità del lavoro e del sostegno degli alleati fu pienamente ripagato: verso la fine del 1944, la supremazia dell’Aeronautica dell’Armata Rossa era completa, gettando le fondamenta per la creazione di una tra le più avanzate forze aeree del mondo.samolet-bell-p-39q-airacobraTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché l’Aeronautica Sovietica fallì nel 1941?

Aleksandr Vershinin, RBTH, 20 giugno 2016

39-air-forceL’Aeronautica Militare russa dimostra in Siria che, insieme agli Stati Uniti, la Russia è l’unico Paese al mondo la cui forza aerea può proiettare potenza ben oltre i confini nazionali. Non è sempre stato così. La consapevolezza dell’importanza degli aerei militari nacque nei giorni bui dell’invasione nazista dell’Unione Sovietica.

La seconda guerra mondiale segnò l’avvio dell’Aeronautica Militare sovietica e il suo periodo più difficile. Nel 1941, l’Aeronautica Sovietica subì una sconfitta devastante. Nei primi sei mesi di guerra perse quasi il 70 per cento dei velivoli da combattimento. Il 22 giugno, il giorno dello scoppio delle ostilità, le perdite ammontarono a 1200 aerei, più della metà dei quali nemmeno decollò. I tedeschi subirono gravi perdite durante lo stesso periodo, quasi 4000 velivoli, superiori alle perdite della Luftwaffe in tutte le campagne precedenti. Ma tuttavia il bilancio non fu favorevole ai sovietici. Le perdite del 22 giugno furono un grande shock per i generali sovietici. Dopo aver volato sugli aeroporti devastati, il comandante dell’aeronautica del distretto bielorusso si suicidò per la disperazione. L’aviazione tedesca, la Luftwaffe, era giustamente considerata la migliore al mondo. Per via dell’alta qualità in combattimento, i tedeschi ridussero la superiorità aerea dell’aviazione dell’Armata Rossa a zero entro l’inverno, raggiungendo la parità numerica che, considerando la superiorità qualitativa generale della Luftwaffe, li avviava verso la supremazia aerea. I piloti tedeschi trovavano i bersagli usando correttamente le stazioni di monitoraggio, neutralizzando la superiorità tattica dell’Aeronautica Sovietica su vari settori del fronte. I piloti dell’Armata Rossa mostrarono grande eroismo, spesso abbattendo aerei nemici, ma tutto questo non ribaltò la situazione generale.

Le ragioni della sconfitta
L’Armata Rossa aveva diversi velivoli, sia nuovi (per esempio, l’Il-2, soprannominato “Carro armato volante”) che macchine obsolete, tre volte più numerose di quelle nuove. Tuttavia, anche i modelli moderni avevano svantaggi significativi: la qualità dei motori aeronautici sovietici lasciava molto a desiderare; i velivoli avevano comunicazioni radio mal funzionanti e la blindature dei caccia sovietici erano così vulnerabili che le mitragliatrici, relativamente poco potenti, montate sui bombardieri tedeschi, potevano perforarle. L’addestramento degli equipaggi avveniva immediatamente: i piloti avevano appena il tempo di imparare come far funzionare le loro nuove macchine. Poco prima della guerra, le scuole di pilotaggio sovietiche fecero gli straordinari, formando migliaia di nuovi piloti. Il numero di brevettati era tale che molti non furono nominati ufficiali, in modo da non gonfiare l’organigramma. Non tutti i giovani piloti erano professionisti. Questo apparve già chiaro nella guerra Sovietico-Finlandese del 1939-1940, quando la piccola forza aerea finlandese causò gravi problemi all’Aeronautica Sovietica, nonostante la superiorità numerica schiacciante.

Problemi profondamente radicati
Tuttavia, la questione del perché il 1941 fu un anno così tragico per l’Aeronautica Sovietica è più complicata. Va tenuto presente che la creazione di una forza aerea regolare nell’URSS iniziò solo 10 anni prima della guerra. Gli impianti aeronautici erano spesso recenti e non avevano materiali sufficienti e numero necessario di tecnici e operai qualificati. Inoltre, l’Aeronautica è la più tecnicamente complessa delle armi moderne. La sua creazione richiede industrie chimica, elettronica e metallurgica sviluppate. Tutto questo fu creato nell’URSS al momento. I progettisti studiarono soprattutto per tentativi ed errori. Gli svantaggi dei motori aerei ne limitarono la libertà d’azione, e i tentativi di risolverli subito comportarono gravi conseguenze. La mancanza di comandanti qualificati era un grosso problema. La repressione stalinista non creò il problema, ma certamente l’aggravò. Addestramento ed esperienza in combattimento dei piloti sovietici non erano sufficientemente alti e ancora dovevano assorbire le lezioni apprese nei combattimenti nelle forze repubblicane durante la guerra civile spagnola di qualche anno prima.r2UUNy6Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora