Le ragioni del presunto errore degli Stati Uniti a Dayr al-Zur

Naram Sargon, Reseau International 20 settembre 2016

Ogni volta che le cose si fanno spaventose per i siriani, Naram Sargon illumina infondendo coraggio e ottimismo. Leggendolo, si capirà che la tregua rispettata da Siria e Russia dopo, per la prima volta dall’inizio della guerra, gli attacchi mortali della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti sulle posizioni dell’Esercito arabo siriano a Dayr al-Zur, è ora sospesa (1) fino a nuovo avviso, e del rispetto della parola data con la forza… sapendo che 135 soldati siriani sono caduti dall’inizio della tregua, senza contare feriti e civili.06092016Date le prove in nostro possesso, sarebbe sprecare tempo prestare attenzione alle dichiarazioni del segretario della Difesa e del comandante in capo dell’esercito degli Stati Uniti, insultando la nostra intelligenza spiegandoci del loro “fuoco amico” a Dayr al-Zur. Sarebbe inutile come cercare di convincere del chiaro nesso tra SIIL e piani statunitensi: SIIL, Jabhat al-Nusra ed islamisti sono le truppe dell’esercito degli Stati Uniti in Medio Oriente fin dalla guerra in Afghanistan; l’US Air Force è l’aviazione di SIIL, Jabhat al-Nusra e islamisti…
Poiché la domanda è: cosa indicano gli attacchi aerei della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti sul nord-est della Siria, operazione ovviamente premeditata per consentire alle truppe dello SIIL di avanzare e cambiare le carte, mentre nello stesso tempo l’aviazione israeliana protegge al-Nusra a Qunaytra, nel sud del Paese (2)? E perché la “gaffe area” e il fuoco amico su Dayr al-Zur e le alture del Golan, dopo i fallimenti degli Stati Uniti nel mutare la tregua ad Aleppo in pausa militare e la strada di al-Qastal a collegamento segreto dal centro turco ai gruppi armati di al-Nusra? Tale operazione non è un normale messaggio degli Stati Uniti spedito alla casella postale sul jabal Tharda, ma la prima inconfondibile confessione d’impotenza verso l’Esercito arabo siriano ed alleati da nord a sud del Paese; coi loro alleati rantolanti ad Aleppo, Ghuta e Idlib. Tutto ciò indica che l'”esercito islamico” non ha più peso sul campo e che lo SIIL non è più la forza invincibile che appariva su qualsiasi fronte, per piccolo che fosse, senza l’ausilio delle grandi potenze della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Tutto ciò indica che il presunto errore degli Stati Uniti sia la risposta all’avanzata dell’Esercito arabo siriano a Dayr al-Zur, che dmostra i declinanti attacchi dello SIIL e l’assedio della muta di Jabhat al-Nusra (divenuto con un gioco di parole grottesco, Fatah al-Sham, approfittando della tregua che l’escludeva in base all’accordo USA-Russia del 9 settembre) ad Aleppo, dimostrandone l’usura nonostante mobilitazione ed armamento da oltre due anni in vista della “madre di tutte le battaglie”. In effetti, le battaglie di Aleppo hanno rivelato le capacità di manovra limitate di Jabhat al-Nusra, le cui ondate s’infrangono accumulando perdite in successione, divenendo una massa molliccia incapace di eseguire qualsiasi attacco nel sud del Paese senza il sostegno aperto ed esplicito degli israeliani. Ciò significa che si è nella fase di ammorbidimento delle coriacee forze islamiste terroristiche, nate dalla guerra degli Stati Uniti contro l’Afghanistan, e che ora affrontiamo direttamente le forze che vi si annidavano dietro manipolando, con mani coperte da guanti terroristici. i burattini islamici del teatrino dei cosiddetti rivoluzionari siriani. In altre parole, Israele e Stati Uniti sono usciti allo scoperto dopo che i turchi sono inciampati trovandosi faccia a faccia con la Russia, e con gli Stati Uniti che cercano disperatamente di coprire Jabhat al-Nusra col vestito dei dervisci sufi, mentre l’esercito israeliano gli offre la cotta di maglia (3) per impedirgli di crepare.
Con l’attacco su Dayr al-Zur, gli Stati Uniti hanno ammesso apertamente di aver capito che la battaglia di Aleppo non va a loro favore e che con tutte le loro tattiche e trucchi umanitari, non hanno più la speranza di salvare le pretese milizie armate su cui hanno puntato. E questo sentendo le loro orazioni funebre, capendo che il crollo ad Aleppo pone fine ai loro piani nel nord della Siria, seguito dalla probabile caduta di Idlib prima di quella di Obama. Da qui la decisione di entrare con il pretesto del “fuoco amico”, proprio per suggerire di cosa sono ancora capaci di fare e che faranno nuovamente, forse. Il piano degli Stati Uniti non è cambiato. Solo l’aspetto dell’approccio è cambiato a causa di difficoltà insolubili. Se il regime siriano che detiene la “porta del Mediterraneo” cedesse, divenendo un regime inutile per Russia, Cina, Iran e loro profondità asiatica, intrappolato tra Mar Mediterraneo ed Eufrate, si chiuderebbe l’enorme corridoio tra la porta occidentale e la “porta orientale” già custodita da Sadam Husayn. Questo perché il piano degli USA, ora, è che una di queste due porte sia ermeticamente chiusa dalla serratura degli USA, oppure siano separate da una barriera che gli Stati Uniti chiaramente cercano d’installare tramite una qualsiasi debole entità tra Siria e Iraq, in modo che nella regione del Paese sul confine naturale dell’Eufrate sia occupato da organizzazioni o blocchi militari ostili allo Stato siriano, promuovendo l’idea dell’inevitabile partizione della Siria. Una partizione che dovrebbe concretizzarsi con un “arco di guerra” da Idlib ad Abu Qamal via Aleppo, Raqqa e Dayr al-Zur, che verrebbe troncato orizzontalmente da un’entità curda fragile creata nel settentrione. Perciò gli Stati Uniti avevano piazzato lo SIIL lungo il fiume Eufrate, brevemente, prima di proteggere l’avanzata di al-Nusra da Idlib per tentare di raggiungere le coste completando un’enclave geografica proiettata tra mare e fiume. Perciò, i presunti rivoluzionari e cosiddetti “moderati” di Jabhat al-Nusra e parenti, dovevano catturare Aleppo, Idlib e le coste, e poi correre a Raqqa, Dayr al-Zur e Abu Qamal con il pretesto di liberarle dallo SIIL che obbediente si ritirava nell’al-Anbar in Iraq senza combattere, proprio come a Jarablus per far posto ai turchi, a cui entrare in piazza Taksim ad Istanbul fu molto più difficile e costoso che entrare a Jarablus, massicciamente occupata dai terroristi suicidi dello SIIL.
Ancora un altro piano per compensare il fallimento del dominio degli Stati Uniti su tutta la Siria o metà della Siria, fallito a sua volta per la resistenza di Dayr al-Zur e Hasaqa, dove l’Esercito arabo siriano veglia. Pertanto, era evidente che l’Esercito arabo siriano non abbandonerà Dayr al-Zur, Stalingrado sull’Eufrate, e la prossima liberazione di Aleppo ha fatto sì che l’arco della guerra tracciato dai pianificatori degli USA e dai loro complici va a pezzi, con le forze siriane che avanzano velocemente per liberare dopo Aleppo, Raqqa e Dayr al-Zur, una rotta tatticamente più vantaggiosa di quella da Raqqa ad Aleppo. Tuttavia, gli Stati Uniti tentano di tutto per impedire l’avanzata dell’Esercito arabo siriano sulla linea Aleppo-Raqqa-Dayr al-Zur, anche istigando curdi e cosiddette Forze democratiche siriane (SDF) ad estendere il controllo dell'”arco di guerra” su Raqqa, lontana dall’Eufrate. Ma i curdi erano riluttanti ad avanzare verso sud, ritrovandosi ad affrontare un ambiente ostile a loro ideologia e psicologia, e risvegliando il mostro demografico curdo dell’Anatolia del sud-est, temuto dai turchi che minacciavano di ritirarsi dal piano. Nel frattempo, non essendo riusciti a liberare Jabhat al-Nusra assediato ad Aleppo dall’Esercito arabo siriano, creando una breccia lungo la via per Ramusyah, a sud della città, e chiusa la via a nord, di al-Qastal, a qualsiasi aiuto dalla Turchia, gli Stati Uniti decidevano di affrontare russi e siriani eliminando il blocco di Dayr al-Zur con l’ignobile operazione del presunto errore, supportata dai turchi che si sono generosamente offerti di “liberare” Raqqa assieme alla coalizione internazionale, come recentemente hanno spiegato. Così hanno effettuato il loro “fuoco amico”, immediatamente seguito dall’assalto dello SIIL su Dayr al-Zur, che nemmeno badava a scrutare preoccupato gli aerei degli Stati Uniti che avrebbero dovuto colpire qualsiasi cosa si muovesse ad ovest delle loro basi in Iraq. Non notate alcun paradosso!
Secondo tale piano, se Dayr al-Zur cadeva, i turchi si sarebbero gettati su Raqqa e Dayr al-Zur, mentre lo SIIL si sarebbe ritirato secondo lo stesso piano di Jarablus, con il pretesto dell’enorme pressione militare; i turchi decisero con gli Stati Uniti che l’Eufrate sia una regione neutrale in quanto zona di guerra contro lo SIIL, che potrebbe riprendersela se la coalizione internazionale si ritirasse. Ciò richiedeva che lo SIIL rimanesse assediato in Iraq per impedirne l’espansione. Quindi la Turchia avrebbe spezzato le reni ai curdi separandoli in due metà assediate nel nord della Siria,e gli Stati Uniti avrebbero tagliato la Siria in due lungo l’Eufrate, divenuto confine di un’entità nata col fatto compiuto come, forse, quella edificata dagli scagnozzi di al-Julani (fondatore del Jabhat al-Nusra e attuale capo di Fatah al-Sham) dopo avergli lavato la barba grondante sangue siriano. Così l’immenso corridoio verso l’Asia sarebbe stato interrotto tra la porta sul Mediterraneo e quella orientale al confine con l’Iraq. Per tali ragioni il “fuoco amico” veniva diretto contro Russia e Siria allo stesso momento, per imporre il punto di vista degli Stati Uniti su Aleppo, vale a dire l’apertura della seconda strada per Ramusyah, farvi passare alle loro condizioni i convogli “umanitari” liberamente e senza controllo, impedendo ai militari di sfruttare l’accerchiamento di Jabhat al-Nusra ed aggirando l’accordo USA-Russia su Aleppo, dato che impone di riconoscere l’organizzazione terroristica come “nemico comune”, proprio come lo SIIL. Ma nonostante il terribile colpo a Dayr al-Zur, capirne le ragioni porta a scoprire che il piano degli Stati Uniti vacilla, come i loro terroristi islamici, con gli Stati Uniti ormai convinti che il popolo siriano e i suoi alleati potrebbero demolirne piani e terroristi…csk0tazxgaajeuh-jpg-largeNaram Sargon, scrittore siriano che vive in Siria, al-Thawra

Note:
[1] Il Comando Generale dell’Esercito: fine del cessate il fuoco in Siria
[2] Velivoli degli USA bombardano le postazioni dell’Esercito arabo siriano a Dayr al-Zur, aprendo la via all’attacco dello SIIL, mentre l’entità sionista bombarda le postazioni a Qunaytra
[3] L’IDF utilizza il sistema di difesa ‘Iron Dome’ nel Golan

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

30 ufficiali dei servizi segreti israeliani, eliminati da un attacco missilistico russo su Aleppo

FNA 21 settembre 20161471685538-1143302Le navi da guerra russe di stanza al largo della Siria hanno colpito e distrutto un centro di operazioni militari, uccidendo venti/trenta ufficiali dei servizi segreti israeliani e occidentali. “Le navi da guerra russe hanno sparato 3 missili Kalibr sul centro di coordinamento operativo degli ufficiali stranieri nella regione di Dar al-Iza, ad ovest di Aleppo presso il jabal Saman, eliminando 30 ufficiali israeliani e occidentali“, afferma l’agenzia Sputnik citando fonti militari di Aleppo. Il centro operativo era situato nell’ovest della provincia di Aleppo, sul monte Saman, in vecchie cave. La regione si trova su una catena montuosa.
Diversi ufficiali di Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita, Qatar e Regno Unito sono stati eliminati assieme ad ufficiali israeliani. Tali ufficiali, eliminati nel centro operativo di Aleppo, dirigevano gli attacchi dei terroristi su Aleppo e Idlib. Ai primi di settembre, le unità dell’Esercito arabo siriano avevano lanciato un attacco preventivo sui terroristi del cosiddetto centro operativo di Aleppo, mentre di radunavano presso la strada di al-Qastal e le aziende agricole Malah, nelle zone settentrionali di Aleppo, sventando il tentativo di attaccare le vie di rifornimento della regione, secondo una fonte. La fonte aveva anche detto che le unità di artiglieria dell’Esercito arabo siriano attaccavano i raduni dei terroristi presso Zahra Abdurabah, Qafr Hamra e Huraytyn, eliminando decine di terroristi. Inoltre, l’Aeronautica siriana attaccava le vie di rifornimento a nord di Aleppo, verso Hayan e Adnan, così come le vie di approvvigionamento ad ovest e a nord di Aleppo, distruggendo convogli dei terroristi presso al-Aratab, Urum Qubra e Mara al-Artiq, sventando il piano dei terroristi e costringendoli a fuggire verso i confini turchi.
Fonti informate dei media avevano reso noto in precedenza che l’Esercito arabo siriano continuava ad avanzare a sud di Aleppo, liberando diverse aree strategiche nella città di Qan Tuman. “Numerosi grandi depositi di Qan Tuman sono ora sotto il controllo dell’Esercito arabo siriano“, riferivano i media arabi citando una fonte anonima informata. La fonte osservava che l’Aeronautica e le unità di artiglieria dell’Esercito arabo siriani avevano anche bombardato i centri di raduno e le fortificazioni dei terroristi di Qan Tuman.1445854852-5aed3189ff56514169bf34dedb59278fTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA esibiscono complicità con il terrorismo

Ziad Fadel, Syrian Perspective 18/9/2016

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Dayr al-Zur, più precisamente jabal al-Thardah ancora presidiato dall’Esercito arabo siriano, non grazie all’eccezionale talento statunitense nei casini o nel tradimento. Ieri, l’United States Air Force faceva decollare dall’Habaniya AB in Iraq 2 F-16 e 2 A-10 Thunderbolt verso la Siria, e senza permesso entravano nello spazio aereo siriano, senza nemmeno avvertire il governo di Damasco che avrebbe chiesto agli statunitensi: Qual’è il vostro bersaglio, a cui avrebbero risposto: “i terroristi dello SIIL sul jabal al-Tharda”, e a cui il governo siriano avrebbe potuto rispondere: “No. Non fatelo. Il nostro esercito è su quella montagna“. Un casino che avrebbe potuto essere evitato e 62 soldati siriani sarebbero ancora vivi… non dimentichiamolo. Gli statunitensi hanno questa propensione ad auto-esaltarsi, nella loro mentalità da cowboy, come il “know-how americano” o l'”olio di gomito americano”, rimanendo bloccati in Vietnam, per esempio, o commettendo stragi; con gli Stati Uniti che giustificano sempre le proprie tendenze genocide insistendo sulla “guerra buona”. Va capito, gli Stati Uniti uccidono centinaia di migliaia di persone quando i vecchi a Washington hanno la convinzione di promuovere giustizia, democrazia e modello statunitense massacrando masse di civili finché il loro complesso militare industriale glielo permette. I loro soldati sono sepolti con tutta la pompa e la circostanza annessa come morti per la causa dello stragismo; mentre ai civili inermi cui tolgono la vita promettono amicizia e amore. Non si creda per un secondo che l’attacco all’EAS sul jabal al-Tharda sia stato un errore. Non si creda per un minuto che l’esercito statunitense non sapesse che l’EAS era sulla montagna. Avrebbero potuto informarsi leggendo SyrPer! E non si creda nemmeno per un nanosecondo che i piloti statunitensi non distinguano i soldati dell’Esercito arabo siriano dai ratti terroristici dello SIIL. E cosa facevano gli statunitensi a Dayr al-Zur, comunque? Aiutavano l’Esercito arabo siriano? Samantha Powers, l’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, s’è dedicata alle solite menzogne tentando di nascondere l’ennesimo atto di pura malvagità. Naturalmente gli statunitensi esprimono rammarico e indagini sul caos che hanno creato. Ma sono vere scuse? O sono solo perfidia ed infamia che preparano la prossima fase dell’intrusione statunitense nella vita dei siriani?
Un messaggio per Putin e Assad da SyrPer: “Siamo stanchi di trattare con gli Stati Uniti. Statunitensi, turchi, sionisti, sauditi vogliono lo scontro. Sono il nemico e non possono essere alleati in alcuna guerra al terrorismo, perché sono super-terroristi. Senza sauditi e statunitensi, il terrorismo in Siria sarebbe finito in un mese, al massimo. Smettetela di trattare con gli Stati Uniti, non è possibile. E’ un Paese dominato dal sionismo e fintanto che non vi sarà resistenza a tale movimento infernale le cui radici sono in Europa orientale, non si può contare su nessuno dei nemici citati. Putin lo saprà. Perché gioca sempre la carta del legalismo, quando non ha ottenuto nulla? Finiamola con la stupidità una volta per tutte. Vendete le proprietà siriane nel DC, Wyoming NW e Kalorama Drive. Fatela finita con tale problema, per sempre. Non bisogna mai avere relazioni diplomatiche con Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Arabia Saudita e Turchia. Non esistono! È il minimo che si può fare per onorare i soldati morti su al-Thardah“.
L’assalto statunitense è avvenuto intorno alle 17:00 del 17 settembre 2016 (ora di Damasco). Era inquietante come gli avvoltoi dello SIIL ne abbiano approfittato coordinando il proprio attacco su checkpoint e avamposti sul monte dell’Esercito arabo siriano, occupandoli brevemente. Non sembravano mettere in discussione per un momento ciò che accadeva e hanno agito sapendo che gli USA gli fornivano l’opportunità. Tale evento difficilmente può passare per un errore, miei lettori. Ma l’infuriato Esercito arabo siriano, con l’aiuto delle milizie tribali shaytat e dei PDC e il supporto aereo tenace e feroce di SAAF e RVVS, ripristinava rapidamente il controllo sul jabal al-Thardah, eliminando almeno 100 sporchi terroristi e distruggendo 10 autoveicoli, di cui 6 tecniche armate con cannoni da 23mm. Le forze aeree continuano gli attacchi su tutta l’area di al-Tharda, Panorama e al-Urfi, durante cui un MiG-23 siriano si è schiantato dopo esser stato danneggiato dal tiro dello SIIL. Il pilota rimasto ferito da un proiettile di una Dochka non poté eiettarsi, morendo nell’impatto del velivolo. Non è stato identificato prima di avvisarne la famiglia. Riposi in Pace assieme alle 62 vittime siriane del casinista e omicida esercito statunitense.01042016Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I motivi dell’attacco a Dayr al-Zur

Alessandro Lattanzio, 18/9/2016

2014-09-22-airforce-gettyL’US Central Command effettuava un attacco aereo su Dayr al-Zur, in Siria orientale, che secondo l’Esercito arabo siriano aveva permesso ai terroristi dello Stato islamico di assaltare il jabal al-Thardah, la collina che domina la base aerea di Dayr al-Zur; un “attacco grave e palese alla Siria e al suo esercito, prova certa del sostegno degli Stati Uniti a SIIL ed altri gruppi terroristici“, dichiarava il Comando Generale dell’Esercito arano siriano. Il portavoce del Ministero della Difesa russo Maggiore-Generale Igor Konashenkov dichiarava che l’attacco aereo nei pressi dell’aeroporto di Dayr al-Zur era stato effettuato da 2 caccia F-16 e 2 aerei d’attacco al suolo A-10, uccidendo 62 soldati siriani e ferendone altri 100. Ciò avveniva a una settimana dall’entrata in vigore dell’ultimo cessate il fuoco in Siria, concordato da russi e statunitensi. “E’ abbastanza significativo e non casuale che ciò sia accaduto solo due giorni prima che gli accordi russo-statunitensi entrassero in vigore. L’inizio dei lavori del Joint Implementation Group (JIG) era previsto per il 19 settembre. Quindi, se gli Stati Uniti volevano effettuare un attacco efficace su al-Nusra o SIIL a Dayr al-Zur, o altrove, avrebbero dovuto aspettare altri due giorni e coordinarsi con i nostri militari per essere sicuri di colpire le persone giuste. Invece hanno scelto di condurre questa operazione insensata“, dichiarava l’inviato alle Nazioni Unite della Russia, l’Ambasciatore Vitalij Churkin. “Così va concluso che il raid aereo è stato condotto per far deragliare le operazioni del JIG e di fatto impedirne l’attuazione. Può anche darsi che gli Stati Uniti cerchino di nascondere che in realtà non controllano la situazione, permettendo che vada fuori controllo“. Il Presidente russo Vladimir Putin aveva messo in discussione l’impegno degli Stati Uniti al cessate il fuoco, suggerendo che Washington non è disposta a rompere con i “terroristi” che combattono contro la Siria, e si chiedeva il motivo per cui gli Stati Uniti non rendano pubblico l’accordo, “Questo deriva dai problemi degli Stati Uniti ad affrontare la questione siriana, non volendo ancora separare la parte cosiddetta sana dell’opposizione da criminali e terroristi“, dichiarava Putin, “Abbiamo convenuto che Jabhat al-Nusra e altri dello stesso genere vadano separati e vada anche indicato dove siano tali cosiddette “forze sane”. Ma che vediamo oggi? Non vediamo alcuna separazione dei terroristi da tale parte “sana” dell’opposizione; invece vediamo tali terroristi tentare di raggrupparsi, sostituendo etichette e nomi per preservare la forza militare. Questo è ciò che vediamo. A mio parere, ciò nasce dal desiderio di continuare i combattimenti contro il governo legittimo di Bashar Assad. Ma è una via molto pericolosa“, riferendosi a Jabhat Fatah al-Sham, al-Qaida in Siria già noto come Jabhat al-Nusra, il cui capo Abu Muhamad al-Julani aveva condannato l’accordo del cessate il fuoco su al-Jazeera. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov osservava il “rifiuto di vari gruppi armati criminali di aderire al cessate il fuoco“, e l’obbligo di Washington a “separare l’opposizione moderata dai gruppi terroristici“.
army_logo Il Ministero degli Esteri siriano inviava un messaggio urgente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite “per condannare l’aggressione degli Stati Uniti“. “La comunità internazionale dovrebbe obbligare gli USA a non ripetere mai più tali attacchi, a rispettare la sovranità della Siria, la sua integrità nazionale e territoriale. L’attacco insidioso alle posizioni dell’Esercito arabo siriano sul jabal al-Tharda, nei pressi dell’aeroporto militare della città di Dayr al-Zur, è stato effettuato il 17 settembre alle 17:00. 5 aerei dell’US Air Force hanno preso parte all’attacco durato un’ora. Le forze siriane hanno coraggiosamente difeso questa linea dagli attacchi incessanti dei gruppi armati negli ultimi anni. Tutte le informazioni disponibili indicano che tale aggressione era intenzionale e pianificata dagli Stati Uniti nel quadro della strategia volta a continuare la guerra che i gruppi terroristici conducono contro l’Esercito arabo siriano“. E un ufficiale degli Stati Uniti rivelava che l’attacco era stato concordato con i servizi segreti statunitensi “dopo giorni passati a monitorare i possibili bersagli”. Infatti l’Ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite Vitalij Churkin definiva sospetto che gli statunitensi cercassero improvvisamente di “aiutare” l’Esercito arabo siriano a Dayr al-Zur, dove le forze siriane sono l’avanguardia della forza di combattimento contro lo Stato islamico. “E’ assai sospetto che gli Stati Uniti decidessero tale attacco aereo in questo momento particolare. Gli Stati Uniti hanno violato due loro impegni in un momento importante. In primo luogo hanno violato il cessare il fuoco che concordarono con noi a febbraio e che hanno ribadito negli ultimi giorni. In secondo luogo, hanno violato l’impegno verso il governo della Siria, dato al momento dell’avvio delle operazioni aeree nei cieli siriani, promettendo al governo siriano che non avrebbero effettuato attacchi aerei contro le forze del governo. E’ molto strano pensare che sia una coincidenza. Il momento, così come altri aspetti della situazione, indicano la possibilità che si tratti di una provocazione. Se accusano la Russia di tutto, compreso tale attacco aereo, temo che le loro intenzioni saranno molto chiare“. Infatti, il Comando Centrale del Pentagono, affermava che “Non è raro che il Centro delle operazioni aeree della coalizione conferisca con funzionari russi come cortesia professionale ed evitare conflitti tra aerei russi e della coalizione, anche se tale contatto non è richiesto dal memorandum d’intesa Stati Uniti – Russia sulla sicurezza dei voli. La Siria è una situazione complessa con varie forze militari e milizie nelle immediate vicinanze, ma le forze della coalizione non avrebbero intenzionalmente colpito una nota unità militare siriana, secondo i funzionari. La coalizione esaminerà questo attacco e le circostanze per vedere se eventuali lezioni possono essere apprese”. In realtà, i terroristi che occupano parte di Aleppo orientale appartengono a Jabhat al-Nusra e gruppi affini, esclusi dall’accordo Lavrov-Kerry che chiede che i terroristi filo-NATO si separino da Jabhat al-Nusra. Ma ciò equivarrebbe a consegnare Aleppo orientale al governo siriano; perciò gli Stati Uniti hanno effettuato l’attacco aereo su Dayr al-Zur, allineandosi apertamente con lo SIIL, “un prezzo che alcuni a Washington sembrano disposti a pagare”.

Joe Dunford e Hulusi Akar, a Spalato, il 16 settembre 2016

Hulusi Akar e Joe Dunford a Spalato, il 16 settembre 2016

Va notato che il giorno prima dell’aggressione statunitense alle forze siriane, il 16 settembre, il presidente del Joint Chiefs of Staff degli USA, generale dei Marine Corps Joe Dunford, incontrava l’omologo turco generale Hulusi Akar a Spalato, Croazia, prima della conferenza del Comitato militare della NATO, per discutere della lotta allo Stato islamico dell’Iraq e Levante. Dunford si era “fortemente impegnato a uno stretto rapporto militare e strategico degli Stati Uniti con la Turchia“. L’obiettivo della riunione era “far avanzare le discussioni sulla via da seguire nella lotta allo Stato Islamico dell’Iraq e Levante“. Va ricordato che dall’ottobre 2015 il Pentagono schiera12 aerei d’attacco A-10 e 6 caccia F-16 nella base aerea turca di Incirlik. Si trattava di 303 avieri del 122.th Fighter Wing Blacksnakes dell’Air National Guard, che gestivano gli A-10 utilizzati per il supporto aereo ravvicinato delle truppe statunitensi in Iraq. Successivamente, il 122.th Fighter Wing veniva sostituito dal 124.th Fighter Wing dell’Idaho Air National Guard di Gowen Field, sempre dotato degli aerei d’attacco A-10 Thunderbolt II impiegati dalla Incirlik Air Base, in Turchia, nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve (Incirlik, pagina rimossa).  Inoltre, il 30 agosto, il 2 e il 18 settembre, un aereo da ricognizione P-8A Poseidon dell’US Navy, decollato da Signonella, volava vicino la base aerea russa di Humaymim e la base logistica russa nel porto di Tartus, per raccogliere informazioni sulle operazioni russe e trasmetterle ai terroristi attivi in Siria.
A sua volta, Viktor Poznikhir, dello Stato Maggiore Generale russo, dichiarava, “Dopo cinque giorni di cessate il fuoco, va notato che solo russi e siriani hanno aderito pienamente ai loro impegni. Di propria iniziativa, la Russia ha prolungato la cessazione delle ostilità di 48 ore, ieri estesa di altre 72 ore. Stati Uniti e cosiddetti gruppi moderati da loro controllati non hanno rispettato un solo impegno assunto nel quadro degli accordi di Ginevra. La priorità degli accordi russo-statunitensi di settembre era la divisione dei territori controllati da Stato islamico e Jabhat al-Nusra da quelli controllati dall’opposizione moderata, come anche la separazione dell”opposizione moderata’ da Jabhat al-Nusra. Tale divisione è essenziale per l’attuazione del cessate il fuoco in Siria perché senza verrebbero legate le mani alle forze governative. Non possono combattere i terroristi senza sapere chi di loro aderisce alla tregua e chi no. Numerosi appelli della Russia agli USA rimangono senza risposta, sollevando dubbi sulla capacità degli Stati Uniti d’influenzare i gruppi dell’opposizione sotto il loro controllo, e la loro volontà di garantire ulteriormente l’attuazione degli accordi di Ginevra. La Russia compie ogni sforzo possibile per impedire alle truppe governative l’uso della forza contro gli attacchi dell’opposizione. Se gli Stati Uniti non attuano le misure necessarie per adempiere agli obblighi derivanti dagli accordi del 9 settembre, la responsabilità del fallimento del cessate il fuoco sarà solo degli USA. Le tensioni aumentano in Siria, in particolare nelle province di Aleppo e Hama, dove gruppi dell’opposizione usano la cessazione delle ostilità per raggruppare le forze, riempire le scorte di munizioni e armi e preparare l’offensiva per catturare nuovi territori. Nelle passate 24 ore, il numero di attacchi è aumentato drasticamente. Le posizioni di truppe governative, milizia popolare e civili sono state colpite 55 volte“.17062016dayrazurRiferimenti
CentCom
FARS
FARS
Inherent Resolve
McClatchy
Military Times
Ministero della Difesa della Siria
RussiaToday
Sputnik
TASS
TASS
The Duran
The Hill

La Russia imporrà una no-fly zone alle forze degli Stati Uniti sulla Siria

John Galt, 17 settembre 2016

Più di un anno fa pubblicai una mappa in cui pensavo la Russia potesse imporre una cosiddetta “No-Fly Zone” sulla Siria per bloccare gli aerei della coalizione filo-USA. Era il 9 settembre 2015:091015_russia_syriamap2jgflaQuella zona non è più rilevante da oggi. La Federazione Russa, nonostante ciò che gli idioti di Washington pensano, non gradisce essere umiliata o ingannata e gli Stati Uniti del presidente Obama e del segretario di Stato John Kerry hanno tradito il Presidente Vladimir Putin per l’ultima volta. Prima un po’ di ragioni sugli eventi attuali e su ciò che accadrà da ora in poi. La notte, secondo al-Masdar, oltre 1000 elementi delle forze d’élite siriane erano arrivati nella regione di Dayr al-Zur: “al-Masdar ha avuto informazioni esclusive sul recente arrivo di oltre 1000 soldati della Guardia repubblicana dell’Esercito arabo siriano nel Governatorato di Dayr al-Zur. Secondo una fonte militare di Damasco, oltre 1000 soldati appena addestrati della 105.ma Brigata della Guardia Repubblicana dell’Esercito araba siriano si sono schierati nel Governatorato di Dayr al-Zur dopo diversi mesi di addestramento a Dayr al-Tyah. Con l’arrivo dei nuovi soldati della 105.ma Brigata, le Forze Armate siriane hanno ricevuto un notevole aiuto nella difese del capoluogo di provincia”. Le forze arrivate hanno respinto l’offensiva dopo che, chiaramente, le agenzie d’intelligence russe avevano avvertito il governo siriano su dove lo SIIL avrebbe cercato di cogliere i punti strategici della regione per cercare di riprendere le posizioni che aveva perso mesi prima. Poi accade ciò, come riportato da RT: “Gli attacchi aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti sulle posizioni dell’Esercito arabo siriano, uccidono 62 soldati. Gli aviogetti della coalizione degli USA hanno bombardato posizioni delle forze governative siriane nei pressi della città orientale di Dayr al-Zur, uccidendo 62 soldati e “aprendo la via” ai terroristi dello Stato islamico, secondo il Comando Generale dell’Esercito arabo siriano. Il bombardamento ha avuto luogo sul jabal al-Thardah, nella regione di Dayr al-Zur, causando vittime e distruzione, riferiva l’agenzia ufficiale siriana SANA. Sessantadue soldati siriani sono stati uccisi e oltre 100 feriti nell’attacco della coalizione degli Stati Uniti, dichiarava il portavoce del Ministero della Difesa russo, Generale Igor Konashenkov, citando informazioni ricevute dal Comando Generale siriano. Il Ministero della Difesa russo ha detto che i velivoli che hanno effettuato i bombardamenti erano entrati nello spazio aereo siriano dall’Iraq. I quattro attacchi sulle posizioni siriane sono stati effettuati da 2 caccia F-16 e 2 aerei d’attacco A-10, aggiungeva. “Se l’attacco aereo è dovuto a coordinate errate degli obiettivi, è una diretta conseguenza dell’ostinata mancanza di volontà degli statunitensi nel coordinarsi con la Russia nelle operazioni contro i gruppi terroristici in Siria”, osservava Konashenkov. Il Ministero della Difesa ha anche confermato un rapporto di SANA secondo cui l’offensiva dello Stato islamico iniziava subito dopo che le posizioni dell’Esercito arabo siriano erano state colpite dall’aria. “Subito dopo l’attacco aereo della coalizione, i terroristi islamici hanno lanciato l’offensiva. Aspri combattimenti con i terroristi sono in corso nella zona dell’aeroporto, dove per lungo tempo gli aiuti umanitari per i civili venivano paracadutati”, ha detto Konashenkov. Il Comando Generale siriano ha definito l’attacco un'”aggressione grave e palese” alle forze siriane, e ha detto che è “la prova definitiva” che gli Stati Uniti e i loro alleati supportano i terroristi dello SIIL. Secondo un comunicato stampa del dipartimento della Difesa statunitense, l’aviazione della coalizione ha effettuato missioni da combattimento a Dayr al-Zur il 17 settembre. “Siamo consapevoli dei rapporti e della conferma da CENTCOM e CJTF (Combined Joint Task Force)”, aveva detto il Pentagono a RT. Il Comando Centrale degli Stati Uniti poi rilasciava una dichiarazione secondo cui non aveva alcuna intenzione di colpire le forze governative siriane presso Dayr al-Zur. “La Siria è una situazione complessa con varie forze militari e milizie nelle immediate vicinanze, ma la coalizione non avrebbe intenzionalmente colpito una nota unità militare siriana”, si legge nella dichiarazione. CENTCOM ha promesso che l’attacco e le relative circostanze saranno riesaminate “per vedere se una lezione si può trarre””.
hasan-m-tarafL’ultima frase dice tutto. Purtroppo ora ci sono rapporti non confermati su più di 80 soldati siriani uccisi e sull’offensiva dello SIIL sulle posizioni in cui l’Esercito arabo siriano è stato colpito forzandolo a ritirarsi dalla regione. L’attacco appare una rappresaglia dei militari statunitensi, dei sauditi e di Obama contro Putin. La risposta del Ministero degli Esteri russo è stata potente richiedendo la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su questo tema, dichiarando quanto segue (via ITAR-TASS): “La Russia conclude che gli USA difendono lo SIIL, Ministero degli Esteri. Gli attacchi aerei USA all’Esercito arabo siriano portano alla conclusione che Washington difende lo Stato islamico (organizzazione terroristica vietata in Russia), dichiarava a Rossija 24 la portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri russo Marija Zakharova. “Se in precedenza avessimo avuto sospetti che gli USA difendono Jabhat al-Nusra (organizzazione terroristica vietata in Russia) ora, dopo gli attacchi aerei di oggi all’Esercito arabo siriano, arriviamo a una conclusione inquietante, la Casa Bianca difende lo SIIL”, aveva detto Zakharova. “Se è così, allora è questo il motivo per cui gli Stati Uniti non vogliono rendere pubblici gli accordi russo-statunitensi sulla Siria”, continuava. “Chiediamo spiegazioni a Washington, se questa sia una politica deliberata o un errore”, osservava. Secondo il Comando delle forze del governo siriano, 62 militari sono stati uccisi e altri 100 feriti nell’attacco aereo nei pressi della città di Dayr al-Zur. Il portavoce ufficiale del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov aveva dichiarato che il 17 settembre “alle 17:00-05:50 nei pressi dell’aeroporto della città di Dayr al-Zur (Siria), velivoli della ‘coalizione anti-SIIL’ (2 F-16 e 2 A-10) avevano effettuato quattro raid aerei sulle unità governative siriane circondate dai gruppi terroristici dello Stato islamico”, osservava Konashenkov”.
I convenevoli diplomatici e altro che avranno luogo non sono che tempo preso dai russi per accelerare i rinforzi in Siria e Iran. A meno di un annuncio del ritiro delle forze statunitensi dalla Siria e della fine delle operazioni aeree nello spazio aereo siriano, credo che i russi sveleranno il bluff di Obama, umiliandolo nel modo più decisivo: il 18 settembre sera (19 mattina in Siria) il Ministero della Difesa della Federazione Russa dichiarerà la “No-Fly Zone” per gli Stati Uniti sulla Siria consentendo le operazioni solo all’Aeronautica turca nel nord del Paese. Questo significa che non ci saranno più operazioni di droni che permettano agli USA di raccogliere informazioni su al-Qaida (Nusra) in Siria, e neanche sulle forze dello SIIL. Significa anche che se il personale degli Stati Uniti non viene ritirato in questo frangente, la Russia annuncerà che sarà considerato nemico combattente dai governi russo e siriano. La prossima mossa ricadrà sulle spalle di un immaturo ed irrazionale presidente vacillante, dalla politica estera totalmente fallita e dall’ignoranza sul Medio Oriente patetica, anche per gli standard dell’istruzione pubblica degli Stati Uniti. Se il suo ego decide di testare la volontà russa, il mondo potrebbe vedere aerei statunitensi abbattuti dai missili terra-aria S-400 russi o, peggio, da altri aerei russi. Comunque, è su una strada che terrorizzerebbe qualsiasi individuo sano di mente.
Signore e signori, siamo a 72 ore dal possibile inizio di una guerra mondiale. Tutto perché un’anatra zoppa, disprezzata globalmente quale presidente narcisista, si sente ferita mentre i terroristi islamici vengono liquidati da forze che non vedono il mondo attraverso i suoi perversi e terroristici occhi iniettati di sangue.15032016dairazurTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora