Addio Italia, il generale libico Haftar visita la portaerei russa Admiral Kuznetsov

RussiaToday 11 gennaio 2017
L’uomo forte della Libia orientale visitava la famosa nave militare russa nel Mediterraneo, incontrando il Ministro della Difesa russo in videoconferenza.
5876457bc36188034b8b46dbSulla portaerei russa Admiral Kuznetsov, il capo della “Forze armate libiche” (NLA) Qalifa Balqasim Haftar ha discusso con il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu della lotta al terrorismo in Medio Oriente, riferiva il Ministero della Difesa russo citato dall’agenzia RIA. Lo scambio è avvenuto via videoconferenza, non essendo il ministro del governo russo a bordo della nave da guerra. Sempre presente nel Mar Mediterraneo, la portaerei Admiral Kuznetsov è salpata dalle acque siriane ai primi di gennaio, dopo averle visitate con una squadra russa dal novembre 2016, per sostenere le forze siriane nella lotta ai terroristi. L’uomo forte della Libia orientale, Qalifa Balqasim Haftar, aveva già avuto l’opportunità d’incontrare Sergej Shojgu sulla “questione degli armamenti per la Libia”, alla vigilia di un incontro con il capo della diplomazia russa Sergej Lavrov, a fine novembre 2016.

Il capo dell'”Esercito nazionale libico” concorrente al governo di Tripoli
A capo dell’ALN presente nell’est del Paese, il generale Qalifa Balqasim Haftar si oppone allo Stato islamico e anche al governo riconosciuto dalla comunità internazionale di Fayaz al-Saraj, con sede a Tripoli. Dalla caduta di Muammar Gheddafi, la Libia è completamente frammentata: ad est, il governo di Tripoli è contestato dalle truppe del generale Haftar. Ad ovest, le milizie islamiste di “Alba della Libia” controllano anche Tripoli.Libyan General Haftar leaves after meeting Russian Foreign Minister Lavrov in MoscowTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cosa ha spinto la Russia ad intervenire in Siria?

Valentin Vasilescu Reseau International 10 gennaio 2017gbrssbgDecifrare le ragioni del coinvolgimento della Russia nel conflitto in Siria continua ad avere molte incognite. La prima incognita è che, mentre gli aerei russi in Siria potrebbero trasportare da 8 a 24 missili o bombe, sono armati solo di 2 bombe o missili “intelligenti” (KAB-250S/LG, KAB-500L/Kr, KAB-1500L, KAB-1500Kr, Kh-29L/T, Kh-25T ), a guida laser, GPS e TV/IR. La precisione di queste armi è intorno ai 2-5 m. Un’altra incognita è che i cacciabombardieri russi a volte rimanevano per un’ora nell’area di decollo finché non c’erano più civili nell’area del bersaglio. Ricordiamo che i bombardieri B-52 degli Stati Uniti seppellirono nei bombardamenti a tappeto, combattenti vietnamiti e aree abitate vicine, e gli aerei degli Stati Uniti Skyrider-1, F-100, F-105, F-4, F 8, A-4, A-6, A-26 e B-57 lanciarono migliaia di contenitori di napalm sui villaggi vietnamiti. Il metodo utilizzato dai russi in Siria è quello dell’aviazione di uno Stato che opera nel contesto delle operazioni in difesa del proprio territorio. Un’altra incognita è il motivo per cui la Russia decise d’intervenire nell’ottobre 2015 dopo più di quattro anni di guerra in Siria, quando il 75% del Paese era occupato dagli islamisti. Nel febbraio 2014, un colpo di Stato avvenne in Ucraina, sostenuto dall’occidente, noto come euromaidan e seguito dall’adesione della Crimea alla Russia con un referendum nel marzo 2014, e dallo scoppio della guerra civile nell’Ucraina orientale. Stati Uniti, Unione europea e Stati fedeli imposero l’embargo economico alla Russia. Nel settembre 2014, in occasione del vertice in Galles, la NATO decise di sviluppare nuove capacità di difesa ai confini della Russia, materializzatasi nello schieramento della 3.za brigata carri armati della 4.ta Divisione dell’esercito degli Stati Uniti nei Paesi baltici e Polonia (87 carri armati M1A1 Abrams, 20 obici semoventi M109A6 Paladin e 136 veicoli da combattimento della fanteria M2 Bradley). Aggiuntasi alla 10.ma Aerobrigata (50 elicotteri UH-60 Black Hawk, 10 grandi elicotteri da trasporto CH-47 Chinook e 24 elicotteri d’attacco AH-64 Apache). Nelle guerre del Golfo, l’esercito statunitense usò un nuovo algoritmo per la ricognizione strategica e gli attacchi di penetrazione in profondità delle difese del nemico. Dopo che l’US Air Force impose la supremazia aerea, i cacciabombardieri avviarono la neutralizzazione, con grande precisione, dei carri armati iracheni posizionati sulle linee fortificate di contrattacco e le linee offensive disposte a scaglioni dalle grandi unità della riserva tattica. Allo stesso tempo, gli elicotteri d’attacco dell’esercito e dei marines riuscirono, con il sostegno delle batterie di obici semoventi da 155mm M109A6 Paladin, a neutralizzare i gruppi d’artiglieria delle unità e divisioni nemiche, così come i rifornimenti per i carri armati del primo scaglione delle difese dell’esercito iracheno. La precisa localizzazione dei bersagli iracheni fu ottenuta grazie a un complesso programma di riconoscimento militare degli Stati Uniti, basato oltre che sui satelliti di sorveglianza, su quattro livelli dell’ISR (Intelligence, Surveillance e Reconnaissance), per l’acquisizione e il trattamento dei dati, disponendo del quadro completo della situazione sul teatro:
– Il primo livello, strategico, composto da droni a lungo raggio RQ-4A/B Global Hawk e Lockheed Martin RQ-170 Sentinel, e da aerei da ricognizione con equipaggio U-2, E-8C e RC-135.
– Il secondo livello erano i droni a breve e medio raggio RQ-7 Shadow, RQ-5 Hunter, MQ-1 Predator, MQ-9 Reaper.
– Il terzo livello erano gli aerei ad elica con equipaggio Cessna Caravan 208B, C-23A Sherpa, C-12R Horned Owl e C-12 MARSS-II King Air.
– Il quarto livello era la flotta di elicotteri di 12 brigate dell’esercito degli Stati Uniti (OH-58D Kiowa Warrior e AH-64 Apache).
saxdcvffvCon l’azione combinata dei mezzi da ricognizione e attacco statunitensi, la struttura dello schieramento da combattimento iracheno fu spezzata creando brecce ampie per le unità meccanizzate e corazzate. Per penetrare in profondità tre le difese e attuare con successo la manovra avvolgente, usarono pochissimi carri armati M1A2 Abrams, veicoli da combattimento di fanteria M2 Bradley e veicoli da combattimento del corpo dei marine AAV-7A1, poiché tutti cingolati dalla bassa velocità. Preferirono usare mezzi come i blindati LAV-25 Stryker (dalla velocità massima di 100 km/h), raggruppati in brigate. Una brigata di Stryker modello comprende 135 mezzi divisi in tre battaglioni di fanteria (3 compagnie), una squadra da ricognizione (3 compagnie) con 33 Stryker e HMMWV12, un battaglione di artiglieria (3 batterie di cannoni semoventi da 155mm) e un battaglione di soldati per le operazioni speciali. Dal 2012, l’esercito russo ha trasformato 7-10 brigate motorizzate sul modello statunitense, basate sui blindati da trasporto truppe anfibi BTR-80 e BTR-82A. Nei prossimi 2-3 anni, i BTR-80/82A saranno sostituiti dal nuovo VPK-7829 Bumerang.
In Siria, i cacciabombardieri russi Su-25, Su-24, Su-34 e l’Aeronautica siriana crearono brecce nella difesa dei mercenari effettuando attacchi sui depositi di munizioni e carburante, sui veicoli da combattimento (carri armati e artiglieria semovente) e anche fortificazioni d’appoggio. Gli elicotteri d’attacco russi Mi-24V e Mi-28N distrussero i mezzi da combattimento dei mercenari, come le Toyota armate di mitragliatrici e lanciamissili anticarro (contro le linee d’attacco), e autobombe suicide. Attraverso le brecce così create, i blindati BTR-82A russi s’infiltrarono come avanguardia, per via della maggiore capacità di manovra su terreno senza ostacoli e per la potenza di fuoco dei cannoni da 30 mm montati sulle torrette. Come protezione, i BTR-82A operano con diversi carri armati russi T-90A dotati del sistema di protezione attiva Shotra per nullificare i missili anticarro statunitensi TOW-2. Non è escluso che la Russia abbia inviato in Siria nuovi tipi di carri armati (T-14 Armata, veicoli da combattimento della fanteria T-15 e Kurganets-25) in fase di test; i blindati più avanzati al momento.
In Siria, l’esercito russo ha creato un potente sistema C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer, informazioni e interoperabilità) da ricognizione e attacco. La raccolta e l’elaborazione dei dati avviene su più livelli, come nel caso delle forze armate statunitensi. Questi livelli sono, oltre alla ricognizione satellitare, gli aerei da ricognizione con equipaggio Il-20M1 e Tu-214R (le cui missioni durano più di 12 ore), droni (UAV) a medio raggio Zala, Jakovlev Pchela-1T e Orlan-10, droni a lungo raggio Dozor 600 ed elicotteri d’attacco e ricognizione Mi-35 e Ka-52. Dato che lo spazio aereo siriano è occupato a nord, centro ed est dagli aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti (che comprende aerei di Stati della NATO e del Golfo Persico), secondo le dichiarazioni del generale Philip Breedlove, ex-comandante della NATO in Europa, il contingente russo ha creato sull’ovest della Siria una no-fly zone (bolla AD/A2) che vieta qualsiasi azione della NATO. Nella zona di esclusione, la Russia ha attuato una serie di misure per garantirsi la supremazia nella guerra radio-elettronica (Electronic Warfare-EW) contro i sistemi di ricognizione a terra, aria e spazio della coalizione degli USA. La zona è diventata opaca alla ricognizione della NATO grazie al sistema russo Krasukha-4 che disturba i radar di sorveglianza dei satelliti-spia statunitensi della serie Lacrosse/Onyx, i radar a terra, i radar aeroportati di AWACS, E-8C, RC135, Sentinel R1 e quelli montati sugli UAV RQ-4 Global Hawk, MQ-1 Predator, MQ-9 Reaper. Gli aerei russi sono dotati dei sistemi di radiodisturbo SAP-518/SPS-171 e L-175B Khibinij e gli elicotteri Mi-8AMTSh dei sistemi Richag-AV. La Russia ha inviato in Siria altri sistemi per interferire e neutralizzare il radiocontrollo dei droni mentre svolgono le missioni da ricognizione nello spazio aereo della Siria occidentale, o per generare contromisure nello spettro visibile, infrarosso o laser, contro i sistemi di sorveglianza optoelettronici (IMINT) aerospaziali degli statunitensi. Per intercettare i velivoli nella no-fly zone in Siria, i russi impiegano i Su-30SM e Su-35, nonché i sistemi missilistici antiaerei a lungo raggio S-400.
Il dispiegamento dei contingenti aeroterrestri russi in Siria è quindi conseguenza della crescente aggressività della NATO ai confini della Russia. E’ servito non solo a sostenere il governo di Bashar al-Assad, ma a continuare la preparazione dei militari russi nel respingere l’invasione della Russia da parte della NATO. Anche questo ha permesso di testare, in condizioni di combattimento reali, l’operatività di alcuni elementi chiave del nuovo sistema strategico da ricognizione ed attacco delle forze armate russe. Il sistema è stato copiato da quello statunitense ed adattato alle condizioni specifiche dell’esercito russo, il cui ruolo è difendere la Russia, nel caso d’invasione della NATO.nbtkbTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sud America in pericolo: gli USA installeranno una nuova base militare in Perù

Ariel Noyola Rodriguezprovincias-loretoDopo l’impeachment parlamentare di Dilma Rousseff (Brasile) e l’arrivo di Mauricio Macri alla Casa Rosada (Argentina), gli Stati Uniti cercano disperatamente di aumentare la propria presenza militare in America Latina, e in particolare nel Cono Sud. Il Perù, uno dei Paesi dell’Alleanza del Pacifico, è l’ultima vittima delle incursioni imperiali di Washington. Il governo regionale di Amazonas (Perù) approvava alla fine del 2016 l’installazione di una nuova base militare degli Stati Uniti che, per l’opinione pubblica, viene presentata come centro di risposta alle catastrofi naturali.
Solo a un paio di giorni dall’uscita dalla Casa Bianca, Barack Obama decideva di non perdere l’opportunità di rafforzare il dispiegamento di forze statunitensi in Sud America. E’ il caso del governo regionale di Amazonas (Perù), del Comando del Sud America (‘US Southern Command’) e della società Partenon Contractista EIRL, che hanno firmato il progetto per installare una nuova base militare camuffata da Centro operativo d’emergenza regionale (COER) di Amazonas. Il finanziamento dell’opera sarà poco più 1,35 milioni di dollari, al 29 dicembre 2016, e sarà completato in circa 540 giorni. Secondo le informazioni fornite dal governo peruviano, la base militare degli Stati Uniti avrà un eliporto di 625 metri quadrati; due edifici, il primo un magazzino per aiuti umanitari da 1000 metri quadrati, e il secondo per ospitare il COER insieme ai moduli operativi (logistica, comunicazione, monitoraggio e analisi, ecc); inoltre disporrà di una sala riunioni, una multimediale, camere da letto e un parcheggio di 800 metri quadrati. Senza dubbio, questo è interventismo travestito da aiuti umanitari. Contrariamente a ciò che svolgerebbe ufficialmente, non si tratta della strategia per rafforzare la capacità di risposta dei peruviani alle calamità naturali. I militari degli Stati Uniti affondano gli artigli nel Cono Sud con l’approvazione del presidente del Perù Pedro Pablo Kuczynski. La sovranità del Sud America è in pericolo.
Gli Stati Uniti non hanno più bisogno di lanciare guerre di conquista per affermare la propria egemonia sul territorio latino-americano; ora il dominio avviene in modo molto più sottile: attraverso iniziative per la militarizzazione segreta. Oltre alla lotta al terrorismo, Washington utilizza la lotta al narcotraffico e un presunto impegno a rispettare i diritti umani come scuse per immischiarsi negli affari interni di altri Paesi.
Il Perù è una piattaforma decisiva per gli Stati Uniti nel consolidare il loro piano per dominare il Sud America, una zona che, come sappiamo, ha immense riserve strategiche in risorse naturali (gas, petrolio, metalli, minerali, etc.). Almeno negli ultimi dieci anni, i governi sudamericani hanno inflitto una tremenda battuta d’arresto all’influenza economica e geopolitica degli Stati Uniti nel continente. Tuttavia, dal 2009 il Perù non oppone resistenza alle incursioni imperiali di Washington, diventando uno dei Paesi latino-americani dalla maggiore presenza di forze armate degli Stati Uniti nel territorio, e prima di approvare l’installazione della nuova base militare nel dipartimento di Amazonas, il Comando Sud degli stati Uniti si era stabilito comodamente nelle regioni di Lambayeque, Trujillo, Tumbes, Piura, San Martin e Loreto. Va notato che la cooperazione militare tra Washington e Lima è non limitata all’installazione di basi militari; gli Stati Uniti sono entrati pienamente nell’apparato della sicurezza e della difesa. Con l’autorità del Ministero della Difesa del Perù, le Unità speciali d’intervento del Comando congiunto delle Forze Armate, il Comando per l’intelligence e le operazioni speciali congiunte e la componente speciale VRAEM sono stati addestrati dalle forze statunitensi tra maggio e settembre 2016. In parallelo, le forze peruviane hanno condotto una serie di esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti, secondo le loro argomentazioni, per rafforzare la strategia difensiva verso aggressioni estere; una delle esercitazioni più importanti è Forze Silenziose (SIFOREX, in breve), che si svolge ogni due anni nel mare di Grau, considerata uno delle maggiori esercitazioni navali internazionali.
Il Perù riflette chiaramente come il Sud America viva momenti critici e una forte campagna d’infiltrazione. Insieme alle difficoltà economiche, la regione è vittima di una potente offensiva estera che cerca, sotto varie forme, di rafforzare la presenza di Washington. Le incursioni militari statunitensi nella regione avanzano rapidamente grazie ai vari governi conservatori, soprattutto dall’arrivo di Mauricio Macri alla presidenza dell’Argentina e dall’impeachment parlamentare di Dilma Rousseff in Brasile, e nel continuo sforzo per minare l’influenza di Paesi come Cina, Russia e Iran. Armare fino ai denti il Perù è vitale per gli Stati Uniti, per poter installare un’altra base militare in Argentina, proprio al confine con Paraguay e Brasile. Indubbiamente, la costruzione di un futuro migliore per i Paesi del Sud America è in serio pericolo…naval-forces-conclude-siforexTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Missione compiuta: la portaerei Admiral Kuznetsov torna a casa

Alexander Mercouris, The Duran  6/172016

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Il Generale Ayub, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito arabo siriano a bordo della Kuznetsov

Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo la portaerei della Marina russa Admiral Kuznetsov rientra in Russia per un esteso aggiornamento. Una volta completato, la Kuznetsov sarà schierata in Mediterraneo in modo semi-permanente.
Dopo la vittoria dell’Esercito arabo siriano ad Aleppo il Ministero della Difesa russo confermava che la flotta russa inviata nel Mediterraneo orientale in autunno, tra cui la portaerei Admiral Kuznetsov e l’incrociatore da battaglia lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij, rientravano in Russia. Questi erano i piani. Non c’è mai stato alcun suggerimento che lo schieramento non fosse temporaneo. La parte che la flotta russa ha giocato nella battaglia di Aleppo è difficile da valutare. Tuttavia è improbabile che sia stata decisiva o significativa. Il dispiegamento della flotta sembra volta a fornire esperienza alla flotta russa sulle operazioni di combattimento imbarcate, una cosa completamente nuova per la Russia, mentre rafforzava le difese aerea russe in Siria nel momento della battaglia decisiva in Siria, quando c’erano minacce da certi ambienti d’interferire nelle operazioni stabilendo una no-fly zone. In altre parole, la missione della flotta era una combinazione di esercitazione e di deterrenza, ed ha avuto successo su entrambi gli aspetti. I media russi già prima dello schieramento dell’Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo orientale suggerivano che dopo aver completato la missione sarebbe stata sottoposta ad importanti modifiche, comportanti la sostituzione dei motori poco efficienti e la sistemazione dei vari problemi dei sistemi che affliggono la nave da sempre. Soprattutto certi noti problemi come, ad esempio, i sistemi di riscaldamento e idrici, e i russi ora sono consapevoli degli ulteriori problemi dei cavi di arresto (che hanno causato almeno due incidenti) e senza dubbio di altri problemi di cui non sappiamo nulla.
I russi ora sanno di risolverli, come avevano pianificavano per dopo lo schieramento. Il risultato sarà una nave da guerra più potente ed efficiente, una volta completato l’aggiornamento, ma ci vorranno anni. Una volta completati i lavori, vi è la possibilità che l’Admiral Kuznetsov sia schierata nel Mediterraneo in una base semi-permanente. L’Admiral Kuznetsov, essendo una portaerei convenzionale di medie dimensioni, si adatta meglio alle condizioni del Mediterraneo che non a quelle del Nord Atlantico. Nel Mediterraneo è un potente simbolo della volontà politica e della forza navale russa, mentre nel Nord Atlantico è un nano data l’inferiorità numerica verso le molto più potenti e numerose superportaerei nucleari della marina degli Stati Uniti, dove il suo ruolo è meno evidente. I russi hanno affermato che l’impianto di riparazione nel porto siriano di Tartus, attualmente in fase di ampliamento come base navale effettiva, potrà ospitare portaerei. Probabilmente l’Admiral Kuznetsov vi sarà basata.9z4yd1e

La Cina schiera la sua prima portaerei, avvertendo gli Stati Uniti
Alexander Mercouris, The Duran 6/1/2016

Mentre salgono le tensioni, i media cinesi avvertono gli Stati Uniti sulla gara navale 50ennale per il controllo del Pacifico, mentre la Cina schiera la sua prima portaerei nel Mar Cinese Meridionale.e5447d360adfMentre la portaerei russa Admiral Kuznetsov rientra dopo l’impiego operativo nel conflitto in Siria, la portaerei gemella cinese Liaoning (ex-Varjag) compie la prima crociera. Il Ministero della Difesa cinese ha descritto lo scopo della crociera della Liaoning come “ricerca scientifica, sperimentazione e formazione“. In altre parole, si tratta soprattutto di addestramento destinato a familiarizzare i cinesi con le operazioni aeronavali in vista delle molto più grandi portaerei cinesi in costruzione. Non solo questo però. I cinesi hanno volutamente schierato la Liaoning nel Mar Cinese Meridionale, punto di tensioni con gli Stati Uniti. La sua presenza ha ovviamente lo scopo di rivendicare ai cinesi il Mar Cinese Meridionale e ricordare a Stati Uniti e altre potenze navali del Pacifico la realtà della potenza cinese in questo settore. I cinesi usano la Liaoning come manifestazione politica ed hanno maggiori piani per quella che è, per ora, la loro unica portaerei; ciò è confermato da un editoriale del quotidiano cinese Global Times, noto per riflettere le opinioni della dirigenza cinese.
Il ruolo della Liaoning non si limiterà ai test tecnologici militari. Va anche verificato il ruolo geopolitico delle portaerei cinesi e la risposta delle grandi potenze al rafforzamento della Marina militare della Cina. Le portaerei sono strumenti strategici che dovrebbero essere usati per mostrare al mondo la forza della Cina e modellare l’atteggiamento del mondo nei confronti di essa. E non sono costruite solo per la guerra, ma le portaerei cinesi devono partire per un lungo viaggio. Gli interessi fondamentali della Cina sono principalmente sugli oceani, l’azione delle portaerei va al di là delle aree limitrofe. La rivalità va estesa nelle aree più ampie in modo da allentare la pressione al largo della Cina. Pur avendo nella flotta una sola portaerei, la Cina ora dovrebbe avere la capacità e il coraggio di proiettarsi sugli oceani. Dovrebbe non solo superare la prima catena di isole, ma anche la seconda e operare in acque dove la flotta cinese non ha mai incrociato. La flotta cinese navigherà nel Pacifico orientale, prima o poi. Quando la flotta di portaerei della Cina apparirà al largo degli USA, un giorno, si penserà in modo intenso sulle regole marittime. La navigazione oceanica della flotta di portaerei cinese non ha per scopo provocare gli Stati Uniti o ridisegnare la struttura strategica marittima. Ma se la flotta potrà entrare nelle aree in cui gli Stati Uniti hanno interessi fondamentali, la situazione con cui gli Stati Uniti fanno unilateralmente pressioni sulla Cina cambierà. La Cina dovrà accelerare il varo delle nuove portaerei, in modo da attivarle per il combattimento. Inoltre, la Cina deve pensare ad istituire punti di rifornimento per la Marina in Sud America, in questo momento. I cinesi amano la pace, ma i militari cinesi devono essere risoluti. La Cina non è facilmente irritabile, ma una volta che lo sarà, adotterà contromisure. La Liaoning e la sua flotta parteciperanno a una competizione geopolitica spietata e diverranno portabandiera della Marina militare cinese”.
Questo è un avvertimento diretto della volontà cinese ad affrontare gli Stati Uniti nella corsa agli armamenti navali nel Pacifico, con la Marina militare cinese pronta a sfidare quella degli Stati Uniti, mai messa in discussione dalla sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale. Inoltre i cinesi discutono apertamente di stabilire punti logistici per la loro Marina militare in Sud America (ci si chiede in quali Paesi) in un modo che alcun altra potenza, neanche URSS o Giappone, hanno mai fatto prima. Nonostante le garanzie della redazione che la Cina “non mira a provocare gli Stati Uniti” con queste mosse, è impossibile immaginare altra sfida geopolitica e militare-strategica che rischi di provocare di più gli Stati Uniti. Per la prima volta nella storia moderna, gli Stati Uniti affronterebbero una sfida militare diretta al largo delle loro coste e nel proprio cortile di casa. Vi è ampio dibattito sull’utilità militare delle portaerei, con l’affermazione spesso fatta che siano oggi militarmente obsolete essendo sempre più vulnerabili ai missili antinave. Mentre ciò sembra essere una forzatura, ha probabilmente una verità nella vasta area del Pacifico, dove le flotte hanno maggiori probabilità di essere schierate oltre la gittata dei missili antinave terrestri e aerei. Fu dopo tutto contro il Giappone, nel Pacifico, durante la Seconda Guerra Mondiale, e non contro la Germania o l’URSS nell’Atlantico nella seconda guerra mondiale e nella guerra fredda, che la portaerei ebbe il suo maggiore impiego. Infatti il principio che i militari spesso si preparano sull’ultima guerra, piuttosto che su quella successiva, è una critica forse valida della Marina degli Stati Uniti, costruita su una flotta di portaerei durante la guerra fredda, più adatta alla guerra contro uno Stato insulare dipendente dal commercio come il Giappone che contro l’autosufficiente superpotenza continentale sovietica a cui in realtà si contrappose. Mentre la minaccia del rafforzamento navale cinese nel Pacifico è la sfida probabilmente più vicina a quella cui la Marina degli Stati Uniti si è preparata a combattere, c’è una differenza cruciale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le le risorse industriali e tecnologiche del Giappone si ridussero. Oggi, al contrario, la Cina, rivale degli Stati Uniti nel Pacifico, ha risorse industriali superiori quelle degli Stati Uniti. Ovviamente a causa dell’enorme vuoto da colmare, l’equilibrio navale nel Pacifico ancora favorisce enormemente gli Stati Uniti. Tuttavia, in un successivo editoriale, il Global Times chiariva la decisione della Cina nel costruire le proprie forze navali nel Pacifico, per raggiungere una posizione navale dominante, anche se richiedesse cinquant’anni. “La Liaoning è utilizzata per la ricerca scientifica e prepararsi per la portaerei interamente di fabbricazione cinese in costruzione. La Cina ha una lunga strada da percorrere per costruire una propria difesa su portaerei. Per almeno mezzo secolo, la Cina non smetterà la costruzione della propria difesa. E’ chiaro che nel 21° secolo l’ascesa della Cina è la nuova normalità”.
Date le maggiori, e crescenti, risorse della Cina, questa è una sfida che gli Stati Uniti nel tempo semplicemente non potranno vincere, e i cinesi lo sanno. Vi è naturalmente un forte postura in tutto questo. Proprio mentre Donald Trump si avvicina a Taiwan per spingere la Cina a fare concessioni, gli avvertimenti cinesi sulla corsa agli armamenti navali nel Pacifico sono un monito agli Stati Uniti a venire a patti o affrontarne le conseguenze. In effetti lo stesso editoriale del Global Times dice tanto, “La Cina è diventata uno dei Paesi più potenti del Pacifico occidentale, ma non chiede più diritti. Gli interessi fondamentali della Cina non si sono ampliati, ed è aperta a negoziati su tutte le controversie. La Cina non affronterà l’alleanza USA-Giappone in acque oceaniche, mentre essi non sfideranno gli interessi fondamentali della Cina. La Cina infliggerà un duro colpo a chi agisse arbitrariamente nelle sue zone marittime”. Mentre la Cina e gli USA di Trump si preparano ad affrontarsi, vi è l’avvertimento appena velato che nel guanto di velluto cinese c’è un pugno di ferro. Donald Trump, autore dell’Arte degli affari, si spera comprenda e ne prenda nota.china-liaoning-2016-1-a

Il presidente delle Filippine Duterte a bordo del cacciatorpediniere russo Admiral Tributs

Il presidente delle Filippine Duterte a bordo del cacciatorpediniere russo Admiral Tributs

Intanto, Washington a fatto rientrare alla base tutte le sue portaerei...

Intanto, Washington ha fatto rientrare alla base tutte le sue portaerei…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia testa 162 nuovi sistemi d’arma in Siria

La Russia testa 162 nuovi sistemi d’arma in Siria
Analisis Militares 2 gennaio 2017

t_90v_sirii_88888Più o meno abbiamo visto che i russi hanno testato sul campo alcuni sistemi d’arma non testati, ma quando oggi viene annunciato che 162 lo sono stati, molti rimarranno stupiti dalla cifra. Raccogliendo dati sui nuovi sistemi d’arma che si è potuto vedere, si completerà la lista aggiornata il più possibile sui 162 annunciati.
Ecco la lista di nuove armi russe testate in Siria preparata al volo e che va completata.

Aviazione:
Cacciabombardiere Sukhoj Su-30SM
Cacciabombardiere Sukhoj Su-33
Bombardiere Sukhoj Su-34
Caccia Sukhoj Su-35S
Cacciabombardiere MiG-29KR
Cacciabombardiere MiG-29KUBR
Bombardiere Tupolev Tu-160
Bombardiere Tu-95MS
Bombardiere Su-24M2 con SVP-24
Bombardiere Tu-22M3 con SVP-24-22
Aeromobile per la guerra elettronica Tupolev Tu-214R
Elicottero Mil Mi-8AMTSh
Elicottero da combattimento Mi-28N Mil
Elicottero da Combattimento Mil Mi-35M
Elicottero da combattimento Kamov Ka-52
Elicottero da combattimento Kamov Ka-52K
Elicottero da combattimento Ka-29
Elicottero Kamov Ka-31
Elicottero Kamov Ka-31SV
Elicottero da ricerca e soccorso Kamov Ka-27PS
Elicottero ASW Kamov Ka-27PL
Drone Orlan 10
Drone Forpost
Drone Eleron 3SV
Drone Ptero
Drone Inspektor 402
Drone ZALA 421-16E
Sistema difensivo Vitebsk/Prezident-S
Sistema di guerra elettronica Khibinij
Missile aria-aria R-77
Missile aria-aria RVV-MD
Missile da crociera stealth Kh-101
Missile da crociera Kh-555
Missile Kh-35
Bomba guidata KAB-500S
Bomba guidata KAB-250
Bomba guidata KAB-1500LG
Bomba container RBK-500
Submunizioni di proiettili perforanti SPBE-D
Palloni frenati1042420732Marina:
Portaerei Proekt 11345 Admiral Kuznetsov
Incrociatore lanciamissili nucleare Proekt 1144
Incrociatore lanciamissili Proekt 1164
Cacciatorpediniere Proekt 1155
Fregata Proekt 11356M
Fregata Proekt 11661
Corvette Proekt 21631
Sottomarino Proekt 636.3
Mezzo d’assalto Proekt 03160 Raptor
Nave oceanografica Proekt 22010 Jantar
Sistema Bastion-P
Sistema Kalibr-NK
Sistema Kalibr-PL
Missile da crociera 3M-14
Missile da crociera 3M55в ангаре макеты вертолетовTerrestre:
Carro armato T-90
Autocarro Tajfun-K
Blindato BTR-82A
Blindato BMP-97 Vystrel
Autoveicolo GAZ Tiger-M
IVECO LMV
Robot per sminamento Uran-6
Sistema di sminamento UR-77
Rivelatore IMP-2S
Rivelatore PIPL
Rivelatore INVU-3M
Dispositivi di protezione OVR-2
Attrezzature individuale Ratnik
Fucile d’assalto AK-74M3
Visualizzatore IWT 336 Tsiklop
Sistema di difesa aerea Pantsir-S1
Ssistema di difesa aerea S-300V
Sistema di difesa aerea S-400
Radar 96L6
Radar Kasta 2
Complessi di riconoscimento tattico (KRUS) Strelets
Sistema di comunicazione Acquedotto
Sistema da guerra elettronica Krasukha-4
Sistema da guerra elettronica RP-337VM1cdi7c7-vaaekzjnPertanto, chi pensa che ci sia qualcosa non presente nella lista me lo dica, lo controlleremo, e se è risulta, l’aggiungeremo per completare le informazioni mancanti.13

Intanto in Siria…
Analisis Militares 4 gennaio 2017

Non so se si ha la stessa impressione, ma caduta Aleppo la campagna mediatica dei terroristi ha perso così tanta forza che appena compare nei notiziari. Con la fine dell’anno ci sono i saldi e i russi presentano alcuni dati. Così, durante l’intervento militare in Siria hanno distrutto:
circa 35000 terroristi
204 capi di terroristi
725 campi di addestramento
405 fabbriche per armi
448 carri armati e blindati
57 Lanciarazzi multipli
418 lanciarazzi singoli
410 mortai
28000 altre armi
Liberando:
12360 kmq di territorio siriano
499 persone ostaggio dei terroristi
Nelle operazioni di sminamento hanno:
Smantellato 26853 ordigni esplosivi
Bonificato 1420 ettari di terreno
Inoltre hanno anche consegnato decine di migliaia di tonnellate di aiuti umanitari ai civili siriani.
Nelle ultime ore Igor Konashenkov affermava una cosa che molti pensano, che gli Stati Uniti hanno avuto una posizione molto sospetta verso Stato islamico e Siria. Nessuno pensi che Konashenkov sia venuto alla ribalta con no… no, no, Konashenkov è venuto alla ribalta per rispondere a una dichiarazione del direttore della CIA, John Brennan, con cui criticava l’azione russa in Siria accusandola della morte di migliaia di siriani, cosa, Brennan aggiungeva, che gli Stati Uniti non fanno. E aggiungo, che faccia è necessaria avere affinché un rappresentante degli Stati Uniti dica le cose del genere dette da Brennan nelle ultime ore.

L’aeronautica navale russa ha distrutto 1252 obiettivi dei terroristi in Siria in 2 mesi
South Front 06/01/2017

Gli aerei da guerra russi dell’incrociatore pesante lanciamissili portaerei Admiral Kuznetsov avevano distrutto 1252 obiettivi dei terroristici in Siria in 2 mesi, affermava il comandante del gruppo militare russo in Siria Colonnello-Generale Andrej Kartapolov. “Nel corso di due mesi, i piloti dell’aviazione navale hanno effettuato 420 sortite (di cui 117 di notte). Quasi tutte le sortite sono state accompagnate da condizioni meteo gravi. 1252 obiettivi terroristici in Siria sono stati distrutti“, aveva detto Kartapolov. La Marina Militare russa fa rientrare l’Admiral Kuznetsov e il suo gruppo tattico dal Mediterraneo nella base di Severomorsk in Russia, annunciava il Capo di Stato Maggiore Generale russo, Generale Valerij Gerasimov. La mossa avviene quando la Russia inizia a ridurre la presenza militare in Siria. Il Presidente Vladimir Putin ordinava il ritiro parziale delle forze militari dalla Siria dopo l’annuncio del cessate il fuoco in Siria nel dicembre 2016.russian-aircraft-carrier-admiral-kuznetsov-kuznetsov-class-type-1143-5-aircraft-carrier-su-33-k-mig-29k-pak-fa-landing-takoff-deck-10

La coalizione degli USA non bombarda gli impianti petroliferi dello SIIL
South Front

Secondo il portavoce del Ministero della Difesa russo Generale Igor Konashenkov, la potenza aerea della coalizione guidata dagli USA non ha mai effettuato attacchi aerei sugli impianti petroliferi occupati dai terroristi dello Stato islamico (SIIL) in Siria.
La coalizione guidata dagli USA non ha mai attaccato gli impianti di produzione petrolifera sequestrati dal gruppo terroristico Stato islamico sul territorio della Repubblica araba siriana, affermava il portavoce del Ministero della Difesa russo, Generale Igor Konashenkov. “Miracolosamente, solo i campi petroliferi catturati dallo SIIL, che consentivano ai terroristi di guadagnare decine di milioni di dollari ogni mese con il contrabbando di petrolio e reclutare mercenari da tutto il mondo, non sono finiti sotto i bombardamenti degli Stati Uniti“, aveva affermato Konashenkov. Inoltre, commentava la dichiarazione del direttore della Central Intelligence Agency (CIA) John Brennan, secondo cui la Russia fa “terra bruciata in Siria, portando a devastazione e migliaia e migliaia di morti inermi“, mentre “non è qualcosa che gli Stati Uniti avrebbero mai fatto in questi conflitti militari“.
Vorrei anche ricordare che le guerre internazionali degli ultimi decenni scatenate dagli Stati Uniti grazie alle falsità della CIA in Jugoslavia, Iraq, Afghanistan e Libia, sono tutte iniziate, continuate, e finite con le infrastrutture economiche distrutte in questi Stati dall’US Air force“, dichiarava il Maggior-Generale, aggiungendo che era “una dubbia coincidenza” che le aziende statunitensi, vicine a CIA e Pentagono ottenessero “sempre” i contratti per ricostruire le infrastrutture danneggiate. “John Brennan sa perfettamente dei veri risultati delle azioni della Russia in Siria. Specialmente CIA e servizi speciali, avendoglieli annunciati nell’ultima riunione del consiglio del Ministero della Difesa russo“, sottolineava Konashenkov.
A dicembre, il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu disse che le Forze Armate siriane e i loro alleati avevano liberato più di 12300 chilometri quadrati di territori siriani, tra cui quasi 500 aree popolate. Inoltre, aggiunse che 71000 attacchi aerei alle infrastrutture dei terroristi, che avevano eliminato 1500 mezzi bellici, 725 campi di addestramento e 405 fabbriche di armi, furono effettuati dalle Forze Aerospaziali russe dall’inizio delle operazioni in Siria. Secondo il Ministro della Difesa russo, 35000 terroristi furono eliminati e altri 9000 avevano deposto le armi. “Ma il risultato più importante, raggiunto senza l’attuale amministrazione degli Stati Uniti (o meglio, senza il coinvolgimento della CIA), insieme a Iran e Turchia, è l’accordo con le forze dell’opposizione siriana entrato in vigore il 30 dicembre, per cessare le ostilità e prepararsi ai negoziati di Astana per la soluzione del conflitto siriano“, concludeva Shojgu.1689901Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora