La Serbia avverte gli albanesi che ritorna in Kosovo: gli intrighi di Obama contro la Russia

Ramazan Khalidov e Lee Jay Walker, MTT, 15 gennaio 2017tomislav-nikolic1Unione europea (UE) e NATO condividono un tema in Europa, tollerare la pulizia dei cristiani ortodossi da Cipro del Nord e dalla Gerusalemme serba del Kosovo, proprio come non fanno nulla per i cristiani assediati nel Medio Oriente, a parte peggiore la situazione alleandosi con i sunniti sauditi e turchi. Allo stesso modo, le stesse potenze di UE e NATO tollerano che i petrodollari dei sunniti islamisti del Golfo diffondano l’islamizzazione dell’Europa, mentre l’Arabia Saudita non tollera una sola chiesa cristiana. Quindi, per buona misura, sembra che la Serbia finalmente ritrovi la spina dorsale davanti l’intimidazione di massa dei cristiani ortodossi assediati nel Kosovo. In effetti, il doppio standard di UE e NATO tollera le truppe di occupazione della Turchia a Cipro del Nord, decennio dopo decennio, è lo stesso complice che ha illegalmente sancito lo smantellamento della Serbia consegnando il Kosovo agli albanesi musulmani. Non a caso, molti albanesi del Kosovo partecipano all’assassinio di siriani al fianco dei settari islamici sunniti utilizzando le ratlines della NATO e del Golfo in Turchia. Allo stesso modo, i petrodollari provenienti da diversi Paesi del Golfo, come Arabia Saudita e Qatar, diffondono l’islamizzazione sunnita in Kosovo e nei Balcani, mentre UE, ONU e NATO restano a guardare. Nei giorni scorsi, altre tensioni sono emerse in Kosovo per via degli albanesi a Pristina che cercavano d’intimidire e umiliare i serbi ortodossi assediati del Kosovo. Naturalmente, non è un caso che tutto ciò accada negli ultimi giorni della presidenza Obama. Ciò ha una ragione triplice, cercare d’intrappolare la Federazione russa per via dell’aperta russofobia di Obama, costringere il neopresidente Donald Trump a cedere sulla politica estera e mantenere il cuneo tra USA e Federazione russa tramite gli intrighi dell’amministrazione Obama. Dopo tutto, è chiaro che Trump vuole relazioni favorevoli con la Federazione Russa.
Il presidente della Serbia Tomislav Nikolic è deluso dai doppi standard dei soliti attori di Europa e USA. Nonostante ciò, la Serbia sa che la situazione è fragile ed evita di creare altri vuoti coi soliti attori. Tuttavia, la Serbia informa il mondo che non tollererà l’ennesimo provvedimento subdolo degli albanesi a Pristina che minaccia i serbi cristiani ortodossi nel Kosovo settentrionale. La Federazione Russa deve sostenere la Serbia e anche le altre nazioni amiche. Tuttavia, è essenziale che la Federazione Russa attenda che si svolga il passaggio del potere tra l’amministrazione Obama e l’amministrazione Trump. Una volta avvenuto, allora sarà necessaria freddezza perché certi attori cercano di mantenere le divisioni tra USA e Federazione Russa. In altre parole, Balcani, Medio Oriente e altre regioni, come l’Asia del Nord-Est, hanno bisogno di un nuovo approccio tra Washington e Mosca, per portare il mondo a una maggiore stabilità. Dopo tutto, il vecchio ordine, come NATO e mentalità da guerra fredda dell’amministrazione Obama, cerca le divisioni, il divide et impera, la destabilizzazione e altre negatività. Data questa realtà, sono necessari capi saggi nel governo della Federazione russa e nell’amministrazione Trump. Se questo accade, allora del buon senso, si spera, tornerà nelle zone destabilizzate ed anche nella casa comune europea che si estende sul continente, nonostante alcuni scontri storici non pienamente rammendati.
I serbi ortodossi del Kosovo sono stati uccisi per gli espianti dagli albanesi del Kosovo, molte chiese e monasteri ortodossi sono stati distrutti, subendo la pulizia religiosa ed etnica e costringendoli nei ghetti. Ultimamente, la stessa minaccia non accenna a diminuire nel nord del Kosovo, da qui l’avvertimento dalla Serbia. Nikolic ha fatto capire con forza che le Forze Armate della Serbia saranno schierate in Kosovo se i serbi continuano ad essere uccisi. Alla risposta se inviare l’esercito in Kosovo, Nikolic ha detto, “Se i serbi vengono uccisi, sì“. Nikolic ha inoltre dichiarato: “siamo sull’orlo di un conflitto che provocherebbe decine di morti, oggi… Dio lo sa… ieri diversi accordi firmati a Bruxelles sono stati calpestati, l’articolo 1 parla della libertà di movimento, e c’è anche l’articolo che dice che le unità speciali del ROSU non possono recarsi a nord dell’Ibar senza l’approvazione della NATO e della comunità locale. Perché ieri un treno infastidiva la cosiddetta comunità internazionale e Pristina? Forse perché aveva scritto su ‘Kosovo è Serbia’ e ridipinto con nostri affreschi… allora non si dovrebbe consentire a qualsiasi albanese con insegne e documenti del Kosovo di recarsi in Serbia“.
Intimidazioni e minacce provengono dagli albanesi musulmani in Kosovo e come al solito NATO e UE ignorano accordi e assicurazioni. Le potenze occidentali sanno bene che le unità ROSU nel Kosovo settentrionale diffonderanno paura tra i cristiani ortodossi serbi e metteranno in pericolo il fragile equilibrio a Kosovska Mitrovica e altre aree in cui i serbi ancora sopravvivono. Pertanto, è essenziale che Serbia e Federazione Russa attendano la nuova amministrazione Trump per lavorare diplomaticamente, se possibile. Questo è ciò che certi attori vogliono per legare Trump all’accesa isteria russofoba, sfruttando la collusione dei mass media.slicica-1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli ufficiali turchi affermano che i TOW statunitensi li decimano

Martin Berger New Eastern Outlook 03/01/2017245È stata una grande sorpresa il presidente turco Recep Tayyip Erdogan bollare i membri della coalizione degli Stati Uniti come traditori e sostenitori dei terroristi. Secondo il capo turco, la coalizione supporta vari gruppi terroristici, come SIIL, YPG, PYD e Ankara ne ha le prove. Ma cosa ha esattamente colpito Ankara così tanto? Negli ultimi giorni, la Turchia ha sofferto sconfitte estremamente dolorose da parte dello Stato islamico nella città siriana di al-Bab. In precedenza le truppe impiegate nell’operazione Scudo dell’Eufrate occuparono la periferia occidentale di al-Bab e pensavano di occupare le alture che dominano la città. Tuttavia, dieci giorni fa lo “scudo” s’è incrinato, quando le unità dello SIIL attaccarono le truppe turche, infliggendo gravi perdite all’esercito turco. I terroristi riferivano che in un colpo solo la Turchia aveva perso 70 soldati e 3 carri armati moderni. Subito dopo l’annuncio, lo SIIL diffondeva video sui blindati turchi distrutti. Lo Stato Maggiore turco annunciava la perdita di 14 militari, 10 carri armati di fabbricazione tedesca Leopard, 1 carro armato M-60, veicoli da trasporto truppe e 1 blindato Cobra. Le immagini che si trovano su internet mostrano veicoli blindati turchi danneggiati gravemente da missili TOW, che negli ultimi anni sono “improvvisamente” apparsi nelle mani dei terroristi dello SIIL. Nessuno dovrebbe sorprendersene, oggi, mentre i media turchi indicavano a fine dicembre che Washington intensificava i rifornimenti di armi ai terroristi in Siria dal Governatorato di Hasaqah. Si vide l’ambasciatore statunitense ad Ankara, John Bass, cercare di convincere i giornalisti turchi che Washington non sostiene direttamente i terroristi dalla base aerea presso la città siriana di Rumaylan, che ha visto atterrarvi sempre più aerei da trasporto statunitensi. Il carico che trasportavano veniva subito trasportato da elicotteri statunitensi in diverse parti del Paese. Secondo i giornalisti turchi, l’ultimo grande invio di armi avvenne la sera del 27 dicembre. Inoltre fu osservato che le armi furono portate in Siria, con centinaia di autocarri trasportare il carico mortale dalla città irachena di Irbil alle zone controllate dai curdi siriani. Vi furono diversi commentatori notare che, con il pretesto dell’aiuto militare ai peshmerga curdi, l’amministrazione Obama aiuta attivamente i vari gruppi estremisti in Siria rifornendoli segretamente di ogni tipo di arma, insieme ai cosiddetti “consulenti”, per tentare di rovesciare il legittimo governo siriano. Non è un caso che dopo la liberazione di Aleppo, le truppe siriane abbiano trovato scorte di armi ed esplosivi fabbricati negli Stati Uniti, Germania e Bulgaria, tra cui una grande quantità di missili anticarro.
Mentre l’operazione di Aleppo è la svolta nel conflitto in Siria, la Casa Bianca ancora da il massimo supporto alla cosiddetta “opposizione moderata” in Siria; oramai è chiaro a tutti che Washington aiuta lo SIIL. Lo scorso dicembre solo i blogger turchi notarono il passaggio di tre grandi navi da carico sul Bosforo, trasportando presumibilmente armi ai terroristi in Siria. In particolare, a metà dicembre il cargo Karina Danica lasciava la Bulgaria in direzione di Jadah, in Arabia Saudita, con armi a bordo, secondo Bosphorus Observer su Twitter. Questo dato fu confermato dal sito di monitoraggio specializzato MarineTraffic. E’ ben noto che il cargo Karina Danica sia una nave danese noleggiata dalla società statunitense Charming, il fornitore ufficiale di armi non standard della NATO agli “alleati” degli Stati Uniti in Iraq, Siria e Afghanistan. E’ curioso che l’industria metalmeccanica bulgara Vazovski vendesse armi alla Charming, aumentando le vendite di 12 volte nel 2016, con un profitto di 170 milioni di dollari. Ciò che rende tal storia imbarazzante è lo scandalo scoppiato nel 2015, quando il presidente della commissione parlamentare irachena per la difesa e la sicurezza, Haqim Zamili, chiese al premier Haydar al-Abadi d’intervenire immediatamente per fermare l’accordo da 300 milioni di dollari in munizioni e armi rumene da consegnare direttamente allo SIIL, su finanziamento di un Paese confinante. Nel 2016, il direttore di Conflict Armament Research James Bevan dichiarò che le armi provenienti dall’Europa dell’Est, ufficialmente destinate alla cosiddetta “opposizione moderata”, finivano nelle mani degli estremisti. La decisione di fornire alle truppe antigovernative in Siria ogni tipo di arma, tra cui MANPADS, fu presa dal presidente Barack Obama il 23 dicembre, comportando un ulteriore escalation del conflitto siriano e nuove vittime.
Quindi ci sono ragioni più che sufficienti per il risentimento di Ankara verso l’amministrazione Obama, direttamente responsabile di ogni singolo soldato turco ucciso dai terroristi.164-1024x577Martin Berger è giornalista freelance ed analista geopolitico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Siria sul cessate il fuoco di Russia, Iran e Turchia

Walid al-Mualam, Viceprimo Ministro e Ministro degli Esteri e degli Espatriati siriano, intervistato da Rasha Qasar, al-Iqbariya TV, 29/12/2016
Trascrizione di Muna Alno-Naqal per Mondialisation

Testo integrale del colloquio con il Signor Walid al-Mualam, Viceprimo Ministro e Ministro degli Esteri e degli Espatriati siriano, alla TV nazionale siriana.Syria's Foreign Minister Walid al-Moualem speaks during a joint news conference with his Iraqi counterpart Hoshyar Zebari in Baghdad1. Il governo siriano ha annunciato un accordo per la cessazione delle ostilità dal 29 dicembre a mezzanotte. Quanto è diverso dagli accordi precedenti?
L’accordo s’è avuto dopo la vittoria ad Aleppo. Pertanto, esprime soprattutto la fiducia del governo siriano e delle Forze Armate siriane nella vittoria sul terrorismo e, in secondo luogo, che la situazione dopo la liberazione di Aleppo non è la stessa di prima. E’ stato necessario investire su questa vittoria militare. La cessazione delle ostilità è il primo passo del suo sfruttamento dal punto di vista politico.

2. Ministro, vorremmo conoscere i dettagli, dato che gli accordi precedenti hanno subito numerose violazioni.
Quest’accordo ha una grande differenza rispetto ai precedenti accordi nei termini delle garanzie. In primo luogo, abbiamo fiducia nella sicurezza della Russia perché è la nostra partner nella lotta al terrorismo e ci ha assicurato che risponderà a qualsiasi violazione. In secondo luogo, le fazioni che non hanno firmato l’accordo sono considerate “terroriste”. In terzo luogo, ci sarà il controllo sulle violazioni. I russi non permetteranno che questo accordo sia violato alle frontiere o dalle zone invase dai gruppi armati. Naturalmente, questo accordo esclude le organizzazioni SIIL, Jabhat al-Nusra e fazioni collegate e quelle che non l’hanno firmato. Pertanto, i nostri militari continueranno la loro missione. Non fermeremo la lotta. Allo stesso tempo, si tratta della reale possibilità di una soluzione politica della crisi che fermerebbe lo spargimento di sangue in Siria e consoliderebbe il futuro del Paese.

3. Dobbiamo intendere che gli accordi precedenti mancassero di tali garanzie, e da qui la loro violazione?
Sì. Le garanzie erano orali, ma non è così questa volta, dal momento che la cessazione delle ostilità viene dichiarata dal Presidente Putin. E questo è il motivo per cui ci fidiamo.

4. Ma perché l’ha descritto fragile?
Perché lui non si fida di quelle fazioni, a meno che non dimostrino il loro impegno.

5. C’è stato un coordinamento tra Siria e Russia prima dell’annuncio dell’accordo?
Sì, ci sono stati contatti a vari livelli tra il Presidente Putin e il Presidente al-Assad, tra noi e i nostri colleghi russi, in modo che sia stato pianificato congiuntamente per essere accettabile dai siriani.

6. Ministro, la Turchia ha annunciato questo accordo, i siriani si chiedono come sia possibile che partecipi alla soluzione per fermare la guerra contro la Siria mentre è direttamente coinvolta nel finanziamento e sostegno del terrorismo e dei terroristi in Siria?
E anche di più! Io dico che la Turchia è uno Stato nemico e uno Stato che ha invaso parte del territorio siriano. Tenuto conto di tale realtà oggi, la domanda è: da dove vengono tutti questi terroristi? Non hanno attraversato il territorio turco? Non sono stati finanziati, addestrati e armati dalla Turchia? Questo è il motivo per cui abbiamo fiducia nel ruolo della sicurezza russa e iraniana, ma assolutamente no nel ruolo turco. Inoltre, alcuno dei documenti firmati nell’accordo menziona la Turchia.

7. Oggi, l’ambasciata russa a Damasco è stata presa di mira da mortai. E’ un messaggio alla Russia?
Non è la prima volta che l’ambasciata russa subisce tiri indiscriminati. Credo che vada condannato a livello internazionale, l’immunità delle ambasciate vieta tali attacchi.

8. I media hanno parlato di modifiche all’accordo da parte della Siria, ma trascurate dalla Russia. È vero?
E’ normale che qualsiasi documento dia adito a discussioni tra noi e la Russia, prima di raggiungere un accordo sul contenuto. E’ su questa base che abbiamo firmato. Niente, assolutamente niente, ci è stato imposto.

9. E’ vero che il governo siriano ha rifiutato di includere alcune fazioni che ritiene di essere organizzazioni terroristiche, mentre Mosca aveva trascurato di sollecitare le varie parti a rispettare le scadenze?
Tutto quello che so è che sette fazioni hanno firmato l’accordo, le fazioni che vogliono una soluzione politica della crisi.

10. Vuol dire che questo accordo crea un clima favorevole al dialogo?
Senza illudermi, dico che lo Stato siriano offre l’opportunità di rispondere alle aspirazioni del suo popolo per una via d’uscita da questa crisi. È una vera opportunità. Chi vuole agire nell’interesse del popolo siriano dovrebbe cogliere l’opportunità di muoversi verso una soluzione politica in tutta onestà, cuore e mente sono rivolti esclusivamente al futuro della Siria.

11. Ma il governo siriano ha negato la sospensione dei combattimenti in alcune aree, in particolare nel rif di Damasco, secondo alcuni, ostacolando l’accordo.
Tuttavia, l’accordo è stato firmato e annunciato. Come Stato, abbiamo la responsabilità della sicurezza del nostro popolo e quando pensiamo che un pericolo minacci qualunque delle nostre regioni, dobbiamo agire. Anche se tutti celebriamo la liberazione di Aleppo, vi dico francamente che, militarmente parlando, Aleppo al momento non è sicura perché gruppi armati operano sempre vicino ai quartieri occidentali, che subiscono ancora i loro bombardamenti indiscriminati. Non possiamo tollerare una situazione del genere ad Aleppo o a Damasco. Dobbiamo affrontare entrambi i problemi.

12. Ci sono quindi regioni del Paese non interessate da questo accordo?
Sì. Ho detto che le nostre forze armate continueranno la loro missione.

13. SIIL e Jabhat al-Nusra sono stati esclusi dall’accordo, come attuarlo mentre queste organizzazioni terroristiche sono presenti in molte parti del Paese?
Le fazioni che hanno firmato l’accordo se ne devono allontanare e devono annunciarlo, altrimenti ingannerebbero.

14. In questo caso, mi permetta, Signor Ministro, di tornare sul ruolo turco. Vediamo che la Turchia fa il doppio gioco. Un giorno va d’accordo con la Russia, il giorno dopo si rivolge agli Stati Uniti. Come dobbiamo intenderlo, oggi?
Abbiamo informato gli amici russi e iraniani che non abbiamo fiducia nella Turchia, e se, come abbiamo capito, certe necessità del momento hanno portato a cambiarne posizione, non c’interessa. La nostra fiducia è alta verso Russia e Iran. Mentre la Turchia occupa parti del nostro territorio, attacca il nostro popolo in molte regioni, pur continuando ad aprire le frontiere ai terroristi, rimanendo uno Stato nemico della Siria.

15. Ma la Turchia è ora associata a questo accordo?
Non è affar nostro. Non è nostra partner. Non abbiamo dialogato con la Turchia.

16. Lei ha detto che l’accordo s’è avuto dopo le vittorie a Aleppo. Come le vittorie militari si tradurranno politicamente?
Questa è una domanda importante. In effetti, la vittoria ad Aleppo ha portato alla cessazione delle ostilità e ha aperto la strada al dialogo ad Astana. Come ho già detto, chi vuole davvero uscire dalla crisi e rispondere alle aspirazioni del popolo siriano si recherà a Astana, al fine di raggiungere una soluzione senza imporre condizioni che sa inaccettabili.

17. Alcuni credono che la visione russa della soluzione in Siria non sia gradita a Damasco e Teheran. Cosa ne pensa?
In primo luogo, non rivelo un segreto dicendo che solo un’ora prima del colloquio ricevetti una telefonata dal Dr. Jawad Zarif per assicurarmi che l’Iran è al fianco della Siria su ciò che ritiene compatibile. L’Iran quindi partecipa a questo lavoro. Poi succede che i punti di divergenza tra gli Stati sono dovuti a differenze culturali o contingenti. Ma, alla fine, ho detto che non ci sono disaccordi tra Siria, Russia e Iran. Siamo alleati. Siamo nella stessa trincea contro il terrorismo.

18. E che dire di coloro che sostengono che lo Stato siriano non è d’accordo su molti punti di vista russi sulla soluzione in Siria?
Non ho sentito alcuna dichiarazione da Lavrov e Putin che cercasse d’imporre una qualsiasi soluzione al popolo siriano. Al contrario, hanno sempre sostenuto che la soluzione gli appartiene e che esso deve decidere.

19. Tuttavia, alcuni hanno scritto che la riunione tripartita si è tenuta a Mosca per risolvere le divergenze sulla soluzione della crisi siriana?
Molti analisti e Paesi non sopportano l’idea di questo incontro a Mosca tra Russia, Iran e Turchia. Tuttavia, l’incontro ha avuto luogo con il risultato della cessazione delle ostilità e della preparazione di una prossima riunione ad Astana.

20. Ma alla fine della riunione, il ministro degli Esteri turco ha detto che tutte le “milizie” che combattono sul territorio siriano vadano escluse, compresa Hezbollah. Cosa pensa il governo siriano di tale affermazione?
Dico molto francamente al ministro degli Esteri del regime turco che dovrebbe leggere i principi del diritto internazionale. Hezbollah è presente in Siria su richiesta ufficiale del governo legittimo siriano che, secondo il diritto internazionale, è assolutamente diversa dalla presenza di milizie terroristiche giunte da più di cento Paesi attraverso il territorio turco.

21. Ha anche aggiunto che è impossibile che il Presidente Al-Assad resti al potere. Cosa ne pensa?
Pensa che tale affermazione meriti una risposta? Ancora una volta dico francamente che non gli compete. Ora questo argomento è storia.

22. Ma la Turchia è coinvolta nella soluzione?
Non è un tema in discussione. E’ di responsabilità del popolo siriano e di esso solo. Non permetteremo a nessuno d’interferire. Assad è stato eletto Presidente della Repubblica araba siriana, che piaccia o no al ministro degli Esteri turco. Questa è la nostra realtà. Noi lo rispettiamo come rispettiamo la volontà del popolo siriano.

23. Ha poi ripetuto questa affermazione, ma in nome delle fazioni armate che non accetteranno la permanenza del Presidente Assad. Tuttavia, lo Stato siriano si prepara a dialogare con tali fazioni…
Chi non è d’accordo non verrà. Ho detto che il tema del Presidente al-Assad e della Direzione siriana spetta al popolo siriano e non permetteremo che sia discussa in qualsiasi riunione.

24. E’ chiaro. Ma richiede un dialogo senza precondizioni, lo Stato siriano non ha una precondizione da imporre in questo caso?
La sovranità non è un prerequisito ed è parte della sovranità del popolo siriano. Non si presta a discussioni, accordi o compromessi. Non facciamo compromessi quando si tratta della volontà del popolo siriano. Ora ciò è inteso dal mondo. A questo proposito, un aneddoto circola: nella comunità internazionale tutti coloro che hanno chiesto l’impeachment del Presidente Al-Assad hanno perso la carica mentre Assad è rimasto. Forse sarà lo stesso per il signor Oglu.

25. Signore, molte domande hanno bisogno di risposte franche da voi. La minaccia di partizione spaventa ancora i siriani, in particolare dato che il diritto internazionale stabilisce che in caso di cessate il fuoco la linea di contatto tra Stati in guerra può trasformarsi in confini. Cosa ne pensa?
In primo luogo, non è un cessate il fuoco, ma cessazione delle ostilità. In secondo luogo, le linee di contatto sono temporanee, per monitorare la cessazione delle operazioni di combattimento. Scompaiono non appena i combattimenti finiscono.

26. Ha un periodo determinato.
Sì. Non ci sono linee di contatto a tempo indeterminato, salvo che lo Stato subisca la volontà di altri Stati che impongono la partizione. La partizione era l’obiettivo del piano ordito contro la Siria. Ma grazie alla resistenza del nostro popolo e delle nostre Forze Armate, tale piano è ormai abbandonato.

27. Parliamo degli Stati coinvolti nella guerra contro la Siria e che non fanno parte dell’accordo. Come nel caso di Arabia Saudita e Qatar. Perché la Russia ha detto che vi si uniranno presto?
Probabilmente perché Arabia Saudita e Qatar non hanno ancora capito che sono stati sconfitti sulla scena siriana. Quando misureranno la portata della loro sconfitta, prenderanno in considerazione forse l’interesse dei loro popoli e cambieranno posizione.

28. A parte la Russia, sembra che questo accordo si limiti agli Stati regionali. Che dire della Francia, punta di diamante della guerra alla Siria? Del Regno Unito? E degli altri Stati che hanno ospitato e organizzato il Congresso denominato “Amici del popolo siriano”?
Amici tra parentesi! Primo, obiettivamente l’Europa non ha mostrato peso politico proporzionale alla sua notevole dimensione economica, e si accontenta di seguire gli Stati Uniti. Poi i Paesi europei presumibilmente “Amici del popolo siriano” hanno imposto sanzioni economiche che pesano pesantemente sulla sua vita quotidiana. Infine, la liberazione di Aleppo ha rivelato che l’Europa fa parte del complotto, perché le armi sequestrate nei depositi dei quartieri orientali erano di fabbricazione europea. La Gran Bretagna, attraverso il suo ministro degli Esteri, adotta purtroppo posizioni folli sulla situazione siriana. La Francia, a mio parere, fu tra le prime a notare il proprio fallimento, lasciando un popolo insoddisfatto dalla politica Hollande che l’ha portato a ritirarsi dalla prossima campagna presidenziale. Sono uno degli ottimisti che si aspettano un cambiamento radicale nella politica francese.

29. Cosa pensa Washington di questo accordo?
Washington? L’amministrazione Obama o l’amministrazione Trump? Gli Stati Uniti certamente sono immersi nella cospirazione contro di noi e, anche se l’amministrazione Obama sta per finire, Dio ci salvi dai problemi che potremmo ancora ritrovarci entro il 20 gennaio.

30. Non accetterà di essere esclusa dalla soluzione?
Deve starne lontano. Quando il presidente Obama firmò l’invio di armi potenti alle fazioni dell’opposizione in Siria, voleva prolungare la crisi non nell’interesse del popolo statunitense, ma d’Israele. Infatti, solo Israele, con probabilmente Arabia Saudita e Qatar, non vuole che finisca la crisi in Siria.

31. Si sentono commenti e dichiarazioni sulla Siria da sauditi e qatarioti che ora ammettono che furono gli statunitensi a spingerli a farsi coinvolgere in Siria. Possiamo considerarlo un riconoscimento della loro sconfitta?
Ammettere la sconfitta è imposto dalla realtà sul campo. Furono sconfitti e devono trarne gli insegnamenti per se stessi e per coloro che li hanno usati. Oggi vi è la reale possibilità di uscire dalla crisi e come ha già detto il Presidente Assad: non parliamo di vittoria o sconfitta individuale, ma che popolo siriano e Siria devono essere vincitori.

32. Questi cambiamenti che ha sottolineato, li faranno desistere? Così, sentiamo parlare di revisioni significative sui Fratelli musulmani in Egitto…
E’ possibile e dipende dagli interessi del popolo egiziano. I Fratelli musulmani in Egitto e altrove hanno un programma distruttivo. Come nel caso egiziano. Noi, in Siria, continueremo a considerare i Fratelli musulmani un’organizzazione terroristica, come all’inizio degli anni ottanta.

33. Come sono i rapporti egiziano-siriani oggi?
Non sono passati alla normalità.

34. Vedremo un cambiamento di posizioni a livello internazionale?
E’ ancora presto per dirlo, ma scommetto ci sarà un cambiamento positivo.

35. Lo Stato siriano invierà una delegazione ad Astana?
Saremo ad Astana, dato che il nostro principio generale non è adottare la politica della sedia vuota in un qualsiasi forum di dialogo tra siriani.

36. Ci sono prerequisiti a questa partecipazione?
Saremo presenti con mente aperta in linea con i dati della situazione regionale e internazionale.

37. Avete eventuali riserve su ciò che è probabile sia offerto?
Si potrà discutere di tutto tranne che su sovranità nazionale e diritto del popolo siriano a scegliere il proprio governo.

38. Come il governo siriano intende affrontare la questione curda?
Cominciamo con le costanti. Primo: non c’è dubbio che i fratelli curdi sono parte del popolo siriano. Secondo: dicono che hanno aspirazioni nell’unità territoriale della Siria e ritengono che le loro aspirazioni siano legittime. Questo può essere vero. Se ci sono richieste legate alla vita culturale e sociale nel contesto della Repubblica araba siriana, li consideriamo favorevolmente. Ma ora, la priorità è la lotta al terrorismo.

39. Circa le voci che chiedono la creazione di un governo nel nord della Siria?
Io dico ai fratelli curdi, in passato avete puntato su estero e grandi potenze e questo è il motivo per cui la questione curda dura da più di cento anni. Scommettete sulla cittadinanza siriana e troverete la vostra casa, il caldo seno che accoglie tutti i siriani. Siamo un Paese orgoglioso della propria convivenza. Rifiutiamo il settarismo. Siamo un popolo senza distinzione di religione o etnia. Le nostre minoranze sono diverse, ma tutte siriane e orgogliose della diversità religiosa ed etnica.

40. L’inviato speciale per la Siria, Staffan de Mistura, ha accolto la cessazione delle ostilità e ha offerto i suoi servigi…
In realtà, mi aspettavo che il signor de Mistura fosse un mediatore onesto data la sua funzione di rappresentante delle Nazioni Unite. Ma prima e durante la liberazione di Aleppo non fu così. Tutte le sue conferenze stampa, così come quelle del suo assistente, facevano parte della campagna mediatica contro la Siria. Propaganda!

41. Pensa che l’accordo tripartito oggi porti a un accordo internazionale o tra grandi potenze?
E’ troppo presto per dire che questo accordo di cessate il fuoco possa portare ad un accordo internazionale.

42. Potrebbe portare ad un vertice internazionale…
Devo ancora insistere che l’obiettivo di qualsiasi incontro tra siriani è plasmare il futuro del loro Paese senza interferenze straniere, e sottolineo: senza interferenze straniere! Ora che l’accordo è stato concluso, sarebbe normale che le Nazioni Unite l’adottino e che molti Paesi della comunità internazionale l’accolgano, perché è da lì che si passa alla ricostruzione.

43. Anche se gli Stati Uniti restano assenti mentre guidano il sistema internazionale?
Sono assenti oggi. Forse saranno presenti domani. Chi lo sa? Ci sarà un cambiamento nel governo statunitense, un cambiamento…

44. Un cambiamento di politica?
Non necessariamente. In ogni caso, ciò che rimane fondamentale per noi è il dialogo tra siriani, senza interferenze straniere. Troveremo un accordo tra di noi. Chi l’adotterà in futuro, sarà il benvenuto.

45. Siamo alle soglie del nuovo anno. Quali sono le sue previsioni per il 2017?
Comincio augurandovi un felice anno nuovo. Ed essendo ottimista, direi che il prossimo anno porterà i preludi alla soluzione e alla vittoria militare su cui investiamo, noi diplomatici, portando alla soluzione della crisi in Siria.

46. Porterà solo il preludio della soluzione e non la soluzione?
Certamente il preludio…

Grazie, signore
Sono io che vi ringrazio.muallem-siTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’attentato di Berlino e la strana morte di Anis Amri

Aanirfan
3b983be900000578-4061478-image-a-15_1482496245951Il quartier generale del Mossad in Italia è a Milano. Hanno cercato di avvertirci.
Il 16 dicembre 2016 il carico del TIR fu caricato a Cinisello Balsamo, prima di recarsi a Berlino. Il 19 dicembre avveniva l’attentato al mercatino di Berlino. “Video mostrano Anis Amri in una moschea locale, il giorno dopo l’attentato“. Secondo la versione ufficiale, dopo l’attentato di Berlino, Anis Amri viaggiò senza problemi in almeno tre Paesi. Il 23 dicembre 2016, Anis Amri sarebbe stato ucciso a Milano, a Sesto San Giovanni. Dailymail/Dailymailok_livex-2All’inizio di dicembre 2016, la NATO effettuava l’esercitazione Summer Tempest/Eagle Meteor. L’esercitazione era diretta da Solbiate Olona, alla periferia di Milano._93056315_036972323-1Sopra la foto del camionista polacco Lukasz Urban.Sopra, il capo di Urban e suo cugino, Ariel Zurawski. Zurawski potrebbe essere un cognome ebraico. Il nome compare nel processo Eichmann.
logogladioIl 12 dicembre 1969, delle bombe esplosero in Italia. 17 persone furono uccise in quello che è nota come la strage di Piazza Fontana, a Milano. Gli attentati avviarono una lunga serie di attentati nota come “Strategia della tensione”. “Il loro obiettivo era evitare che il Paese cadesse nelle mani della sinistra, ingannando il pubblico facendogli credere che gli attentati fossero parte di una rivolta comunista“. (BBC 1969: esplosioni mortali in Italia)
In altre parole, l’idea era mantenere la ricca élite fascista al potere. In Italia, la ricca élite è composta da ricchi massoni fascisti, oligarchi fascisti e ricchi mafiosi. La strategia della tensione era parte dell’Operazione Gladio di CIA e NATO. Paolo Emilio Taviani, ex-ministro della Difesa ed ex-ministro degli Interni. dichiarò nell’agosto 2000: “Mi sembra certo che gli agenti della CIA siano stati tra coloro che diedero i materiali e confusero le indagini“. (Strage di piazza Fontana: Fatti)
Una delle armi utilizzate negli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 proviene da un trafficante di armi della Florida, coinvolto nelle operazioni Iran-Contra della CIA. Attentati di Parigi: venditore dice che un’arma proveniva dalla Florida/Arma collegata agli attentati di Parigi porta al trafficante d’armi della Florida implicato nell’Iran-Contras
Che altro sappiamo della strage di piazza Fontana a Milano? Nel 1998, David Carrett, ufficiale della Marina degli Stati Uniti, fu incriminato da un magistrato milanese con l’accusa di partecipazione alla strage di piazza Fontana. (Diritto)
Il giudice aprì un’indagine anche su Sergio Minetto, funzionario italiano della rete d’intelligence USA-NATO. Trent’anni dopo la strage di piazza Fontana, nel corso di un processo ad estremisti di destra, il generale Giandelio Maletti, ex-capo della contro-intelligence italiana, dichiarò che la strage fu effettuata da stay-behind dell’esercito italiano e da terroristi di destra su ordine della CIA. (ISN)
Gli eserciti segreti di Gladio, ‘Gruppi Stay Behind‘, furono svelati nell’agosto 1990, quando il primo ministro Andreotti confermò l’esistenza dell’Operazione Gladio, un gruppo dei servizi di sicurezza che manipolava l’opinione pubblica con il terrorismo. Uno degli agenti di Gladio disse, “Dovevi attaccare i civili, la gente, le donne, i bambini, persone inerme, gente sconosciuta lontano da ogni gioco politico. La ragione era molto semplice. Avrebbero dovuto costringere queste persone, il pubblico italiano, a volgersi allo Stato per chiedere maggiore sicurezza”. anis-amriPagina di Facebook di un uomo che sembrerebbe il fratello di Amri, mostra un recente video di Anis Amri. Il video di sette secondi fu caricato il 26 settembre 2016 e ripreso a May-Ayim-Ufer nei pressi del ponte Oberbaumbrucke di Berlino. (Bellingcat)italian-police-and-forensics-experts-gatQui sopra vediamo un corpo nel punto in cui ‘sarebbe stato ucciso’ Anis Amri. Notare i pantaloni marroni e la giacca nera.italian-police-and-forensics-experts-gat-2Sopra vediamo un membro dei servizi di sicurezza curvo sul corpo. Il membro dei servizi di sicurezza indossa pantaloni marroni e giacca nera.italian-police-and-forensics-experts-sta-3Sopra vediamo un membro dei servizi di sicurezza sulla scena. Indossa giacca nera e pantaloni marroni.amriQui si vede ciò che si suppone fosse Anis Amri morto.
La madre di Anis Amri, Nurahuda Hasani, disse di aver parlato con il figlio il 18 dicembre, il giorno prima dell’attentato a Berlino. Le chiese di cercare di risolvere il problema con la polizia tunisina e di assumere un avvocato per gestire il caso per poter tornare in Tunisia. Anis Amri, il sospetto di Berlino di Natale…
Ad Anis piaceva festeggiare e non ha mai avuto alcun pensiero religioso, uno qualunque“, dice la madre. Reuters riferiva, il 23 dicembre 2016, che il 24enne sospettato Anis Amri era stato ucciso. L’agenzia ANSA riportava che l’uomo ucciso dalla polizia di Milano era il sospettato del mercato natalizio di Berlino Anis Amri. Così, il capro espiatorio sembra essere stato ucciso.shlomo-shpiro-100_v-standard368_9f87d9Il professor Shlomo Shpiro è un esperto di terrorismo dell’Università Bar-Ilan di Tel Aviv. Era al mercatino di Natale di Berlino poco prima dell’attentato. “Solo dieci minuti prima che il camion finisse sulle bancarelle, il professor Shlomo Shpiro, esperto di terrorismo presso l’Università Bar-Ilan di Tel Aviv, passeggiava nello stesso mercatino“. Israelischer Terror-Experte im BILD-intervista über den Anschlag…/Anschlag in Berlin – so erlebte Terrorismus-Experte Shpiro_93044091_a9201445-d035-4d77-8fa3-f31cd54dd220Il primo sospettato dell’attentato a Berlino fu un pachistano. “Chiaramente i veri colpevoli contavano a che la polizia sparasse sul pakistano mentre scappava. Quando ciò non è accaduto, e lui si è rivelato essere innocente, i veri criminali piazzarono la carta d’identità di qualcun altro nel camion per dargli copertura mentre gli autori fuggivano“. “Il passaporto dell’attentatore di Charlie Hebdo fu lasciato nell’auto di fronte al locale di Parigi favorito dal Mossad”. Il sospettato dell’attentato di Berlino e la curiosa questione dei documenti d’identità abbandonati.
lutz-bachmannLutz Bachmann è il capo del partito PEGIDA d’estrema destra e pro-Israele. Bachmann dice che sospettava del tunisino già due ore dopo l’attentato al mercatino di Berlino. Twittò quella notte, subito dopo l’attentato, di avere ‘informazioni per la polizia interna’ secondo cui il sospetto era tunisino. Al momento, la polizia aveva annunciato l’arresto di un pakistano. Fu solo quando il pakistano fu rilasciato che il tunisino Anis Amri venne identificato come il sospettato. ‘Tutto troppo comodo’
israel_flag_pegidaUna manifestazione del PEGIDAc56e1d4c3dc6e700c10ba50b7bdcc0ae78c54828Chi ha effettuato l’attentato al mercatino di Berlino era del gruppo di destra ‘bianco’ collegato ai servizi di sicurezza e ai sionisti? Lutz Bachmann, il capo del PEGIDA ha detto che la Germania deve rimanere ‘ebraico-cristiana’. Sionista.
Bachmann ha precedenti penali per sedici furti, guida in stato d’ubriachezza, cocaina e aggressione. Nel 1998, dopo che Bachmann fu condannato a diversi anni di prigione, fuggì in Sud Africa, ma fu deportato in Germania. Il PEGIDA è davvero sionista. Bachmann, naturalmente, è un sostenitore Trump. Alcuni hanno messo in dubbio la ‘comoda’ scoperta del portafoglio del tunisino, 24 ore dopo che la polizia aveva perquisito il camion. Anis Amri, probabilmente era un agente dei servizi d’intelligence.libreriaweb-reinhard-gehlen-zeichen-der-zeit-d_nq_np_13561-mla2954258400_072012-fChi controlla i servizi segreti tedeschi?
Nel 1956, il generale nazista Reinhard Gehlen divenne il primo capo del servizio d’intelligence della Germania, il BND. Il BND di Gehlen impiegò gli agenti nazisti dell’organizzazione Gehlen. Alla fine della seconda guerra mondiale, la CIA controllava il BND e il suo capo Reinhard Gehlen. Gehlen e i suoi agenti delle SS e della Gestapo lavoravano per la CIA.
Nel 2014 un impiegato della BND fu arrestato per aver consegnato documenti segreti agli Stati Uniti.
Nazisti e sionisti sarebbero alleati. “Un documento interno del giugno 1934, delle SS, sollecitava il sostegno attivo e ampio al sionismo da parte del governo e del partito nazisti“. Sionismo e Terzo Reich

agent-gehlen-left-us-connection-officer-right-in-lucerne-around-1948Gehlen (a sinistra) e il suo contatto degli Stati Uniti (a destra) a Lucerna, nel 1948

Anis Amri “era sorvegliato a Berlino tra marzo e settembre 2016 per sospetta pianificazione di una rapina. La sorveglianza sarebbe stata tolta dopo averlo scoperto… spacciare droga in un parco di Berlino“. Ralf Jaeger, ministro degli Interni del Nord Reno-Westfalia, dice: “Le agenzie di sicurezza scambiavano risultati e informazioni su Anis Amri con il Centro antiterrorismo congiunto, nel novembre 2016“. L’attentato di Berlino: latitante tunisino ‘era sotto sorveglianza’ – BBC News
Sembra che Anis Amri fosse protetto dai servizi segreti. “La Federal Verfassungsschutz (BfV) è l’ente di sicurezza interna della Germania, mentre i vari LFV, equivalenti a livello di lander, svolgono il grosso del lavoro d’intelligence“. La storia condanna l’antiterrorismo tedesco. L’agenzia d’intelligence interna della Germania, BfV, ha collegamenti con i nazisti. Il processo per omicidio ai neonazisti rivela i segreti più oscuri della Germania

3b92b33600000578-0-image-a-7_1482391913371Dalia Elyakim (a sinistra), di Herzliya, Israele, era al mercatino di Berlino, con il marito Rami, quando il camion colpì il mercato. Dailymail. Una israeliana, Dalia Elyakim, ‘è scomparsa dopo l’attentato’. L’attentato di Berlino: latitante tunisino ‘era sotto sorveglianza’ – BBC News
Lo SIIL ha rivendicato l’attentato di Berlino. Chi finanzia lo SIIL? Il dipartimento per lo Sviluppo Internazionale del Regno Unito ha recentemente dato più di 120 milioni di sterline alla Somalia. Una recente ‘revisione’ ha concluso che c’é un ‘certo’ rischio che questo denaro sia utilizzato da gruppi di terroristi legati ad al-Qaida e SIIL. Dailymail
L’attentato al mercato di Berlino del 20 dicembre 2016 appare una ‘false flag, un lavoro interno’. La carta d’identità di Anis Amri, tunisino di 24 anni, “è stata trovata sotto il sedile del camion“. Dailymail.
In altre parole, certi servizi di sicurezza hanno piazzato la carta d’identità del ‘capro espiatorio’ nel camion? Perché c’è voluto così tanto tempo per ritrovarla? Il governo tedesco ha detto che non poteva espellere Anis Amri perché non aveva alcuna carta d’identità. Come ha fatto a comparire magicamente sul camion? Anis Amri “si crede avesse avuto precedenti penali in Tunisia, per aver rapinato auto“. Anis Amri passò quattro anni in un carcere italiano per incendio doloso di una scuola. Nel 2016, Anis Amri fu “apparentemente arrestato dal GBH ma scomparve prima che potesse essere processato“. Nel luglio 2016 “fu accoltellato per droga“. Dailymail
Anis Amri fu arrestato insieme a cinque membri di una rete di reclutamento che operava per conto del Mossad e amici (SIIL). Come poteva Anis Amri svanire, se era un uomo pericoloso?
Prima si leggeva: “Secondo Michael Behrendt, cronista di nera per Die Welt, Berlino: ‘La polizia non sa chi ricercare. Non ha armi, né tracce di DNA“. Dailymail
Poi si leggeva: “La polizia crede di aver trovato il sangue di Anis A. nella cabina del camion“. Dailymail
La polizia prima accusò Naved Baluch dell’attentato. “Ispettori, portarono Naved Baluch da Berlino a Karlsruhe per interrogarlo, perdendo 18 ore prima di capire che Naved Baluch, che non aveva sangue sui vestiti e nessuna ferita, non guidava il camion…Dailymail.
Naved Baluch sarebbe afflitto da handicap mentale.3b884fa700000578-4054140-manhunt_the_isis_killer_behind_germany_s_worst_terror_attack_sin-a-6_1482357416959Il camionista Lukasz Urban guidava a Berlino per consegnare acciaio della ThyssenKrupp. Secondo fonti della polizia Urban era vivo, e nel camion, quando finì tra la folla. DailymailciaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le 5 stranezze dell’attentato di Berlino

Elena Trojanova, The Duran 22 dicembre 2016

Dato che inchiesta e caccia all’uomo dell’attentatore continua(va)no, ecco cinque cose da considerare.
2016122102868208783-1000x600 1) La reazione di Merkel. Un attentato orrendo su un mercato di Natale a Berlino, il 19 sera, causava 12 morti e 48 feriti. La cancelliera Merkel, tuttavia, solo il giorno successivo, circa 15 ore dopo, ne parlava. “Ero sconvolta, scioccata e profondamente triste per ciò che è successo al Breitscheidplatz”. Merkel ammetteva che non aveva “una risposta semplice su come possiamo vivere con ciò che è successo”, sottolineando anche: “sarebbe particolarmente insopportabile per tutti noi se fosse confermato che un richiedente asilo abbia commesso questo crimine”. Sembra che anticipasse eventuali reazioni, dicendo che la sua politica della porta aperta sia più importante che garantire la sicurezza dei cittadini. Al momento di tale tragedia, ci si aspettavano parole di rassicurazione e un messaggio chiaro che il governo adottava tutte le misure possibili per proteggere i cittadini dal terrorismo in futuro. Invece, Merkel ancora una volta cercava di giustificare la sua politica verso i rifugiati, e il tentativo appare cinico verso i morti e i feriti dell’attentato.
2) Il tizio ‘sbagliato’. Il primo sospetto, un pachistano richiedente asilo, Naved B., veniva arrestato dalla polizia dopo che un testimone oculare l’avrebbe visto guidare il camion, lo seguì per un paio di chilometri e informò la polizia. Naved fu interrogato fino alla sera del giorno successivo, quando la polizia concluse che non vi erano prove sufficienti per trattenerlo. Secondo il giornale Tagesspiegel, Naved fu in precedenza arrestato per violenza sessuale, ma rilasciato dalla polizia. Forse le aggressioni sessuali a donne, dopo tutto, non interessano le autorità tedesche.
3) Una tessera d’identità ben nascosta. Solo il 21 mattina la polizia trovava la carta d’identità del 24enne tunisino richiedente asilo Anis Amri. Il documento trovato in un portafoglio sotto il sedile del conducente, Duldung, indica che Amri aveva chiesto asilo, ma la domanda fu respinta rendendo Amri soggetto a deportazione. Allora perché alla polizia ci vollero 40 ore per scoprire il portafoglio?
4) Una coincidenza? Anis Amri ha trascorso quattro anni in carcere in Italia per aver bruciato una scuola prima di arrivare in Germania nell’estate 2015. Secondo Spiegel, Amri chiese asilo a Kleve, Nord-Reno-Vestfalia, nell’aprile 2016. Nel giugno 2016, la sua domanda di asilo fu respinta come ‘priva di fondamento’. Proprio come altri 200000 richiedenti asilo in Germania, le cui domande di asilo furono respinte, ricevette un documento di conferma che si trattava di soggetto a deportazione, ma poteva rimanere nel Paese fino all’applicazione dell’espulsione. Un richiedente asilo respinto può essere espulso solo se ha un documento valido (passaporto o carta d’identità), e se il suo Paese d’origine collabora con la deportazione. Non era il caso di Amri. La Tunisia non ammise per mesi che Amri fosse davvero un cittadino tunisino. D’altra parte, Amri fu registrato in Germania sotto diverse identità. Il 21, due giorni dopo l’attentato, le autorità tedesche finalmente ricevettero tutti i documenti richiesti dalla Tunisia. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Dusseldorf, Ralf Jaeger, il ministro dell’Interno del NRW, si rifiutò di commentarlo, una tempistica che appare davvero sorprendente.
5) Le falle della sicurezza. Anis Amri era sorvegliato dalla polizia da diversi mesi quale simpatizzante dello SIIL. Fu comunicato alle autorità tedesche che Amri fosse collegato a un noto reclutatore dello SIIL, Abu Wala, indicato come alto rappresentante dello SIIL in Germania. Amri cercò di acquistare armi automatiche e di reclutare un complice per un attentato. Secondo Suddeutsche Zeitung, gli investigatori ebbero informazioni che Amri volesse combattere per lo SIIL in Siria e vi si fosse addestrato. E tuttavia, poté rimanere in Germania. Amri era associato ad un gruppo di simpatizzanti dello SIIL, la cui priorità era compiere attentati terroristici in Germania, perciò il viaggio in Siria fu ritardato. Uno dei piani del gruppo era uccidere poliziotti con bombe a mano. Amri fu identificato dalle autorità tedesche come ‘assai pericoloso’, arrestato all’inizio di quest’anno e rilasciato. Per diversi mesi Amri poté muoversi liberamente in tutto il Paese. Era sorvegliato dalla polizia nel Nord-Reno-Westfalia fino a febbraio, e poi a Berlino da marzo a settembre, quando il controllo fu revocato. Con Amri ancora in libertà, il pericolo di un altro attentato restava alto. Ciò che è piuttosto agghiacciante di tutta la tragedia è la domanda: quanti altri terroristi, ben noti alla polizia, sono in attesa di aggredire altre persone inermi?15590839Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora